Oggi la challenge lasciava libera scelta, quindi ho guardato un film che mi ispirava da un po', Touch Me, diretto e sceneggiato nel 2025 dal regista Addison Heimann.
Trama
RECENSIONE
Quando Brian si propone come "guru" e guaritore dell'anima, il rapporto tra Craig e Joey si incrina proprio perché la creatura aliena è falsa e superficiale quanto loro, innamorato solo di se stesso e di un ideale di bellezza che vale finché i suoi amanti lo idolatrano senza porsi troppe domande. C'è anche un aspetto più horror sotteso alla vicenda, ovviamente, ma l'aspetto interessante di Touch Me è proprio il progressivo sfaldarsi dei legami tra i personaggi e la trasformazione di un sogno erotico in un incubo; il resto, sono dettagli che, molto ironicamente, Heimann evita consapevolmente di spiegare, abbracciando in toto le regole di un film di serie Z o l'esilarante follia di un film Giapponese. Questo aspetto di Touch Me potrebbe essere quello che me lo ha fatto piacere così tanto. Il film è, infatti, pesantemente legato alle iconografie giapponesi, cominciando proprio dall'hentai a base di polpi e tentacoli che risale già a fine '800 e il cui esempio più elevato è Il sogno della moglie del pescatore di Hokusai. Touch Me risente anche dell'influenza di film come House, per gli inserti onirico-demenziali che deformano i personaggi oppure trasformano in fumetto i loro pensieri, e del genere pinku eiga, ovviamente, ma io ci ho visto qualcosa anche di un film che col Giappone ha ben poco da spartire, ovvero Brain Damage di Henenlotter (i tentacoli dell'alieno creano dipendenza, inoltre non credo che Brian sia un nome messo a caso!), anche per come, a un certo punto, vira nello splatter visionario e artigianale. Se Addison Heimann è un regista e sceneggiatore da tenere d'occhio, è anche vero che è riuscito a sfruttare al meglio il cast, in particolare Lou Taylor Pucci. Aperta parentesi body shaming: Lou Taylor Pucci mi fa orrore. Per quanto mi riguarda, l'aspetto più assurdo di Touch Me non è che qualcuno brami di venire scopato da dei tentacoli, ma che voglia farsi anche solo sfiorare dalla versione umana di Brian. Ciò detto, l'interpretazione dell'attore è inquietante e esilarante al tempo stesso, e il suo Brian ha proprio l'aria del guru carismatico dietro al quale c'è il vuoto cosmico, con somma sfortuna di quanti sono disposti a farsi rovinare la vita. I suoi balletti anti-stress, per affrontare l'infantile disperazione che lo assale di tanto in tanto, sono una delle cose più memorabili di un film che ne contiene parecchie, e che vi invito a recuperare se non siete troppo schizzinosi. Poi fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate!
CAST
- Addison Heimann è il regista e sceneggiatore del film. Americano, ha diretto anche il film Hypochondriac. E' anche produttore e attore.













