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venerdì 29 aprile 2011

Cappuccetto Rosso Sangue (2011)

Ero già pronta a fare una strage e scrivere una sequela di improperi, più che una recensione. Però la tattica “vai al cinema già maldisposta” ha funzionato come al solito, col risultato che Cappuccetto Rosso Sangue (Red Riding Hood), della sciagurata regista Catherine Hardwicke, si è rivelato quantomeno guardabile.

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Trama: mentre un intero villaggio medievale è minacciato da un enorme lupo, la giovane Valerie è preda di problemi amorosi. Lei è innamorata, ricambiata, di un taglialegna, la famiglia invece vorrebbe farle sposare il figlio di un fabbro, che la ama da sempre. Quando anche il lupo comincia a mostrare interesse per la giovinetta i problemi si complicano…

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Il mio timore, all’ingresso del cinema, era che Cappuccetto rosso sangue fosse un po’ troppo “twilightiano” e che il fulcro della storia fosse esclusivamente l’amore proibito tra la protagonista e un lupo mannaro. Effettivamente, la spada di Damocle della storia da bimbeminkia pende costantemente sul capo dei poveri spettatori, arrivando talvolta a sfiorarli, soprattutto in alcune scenette melense che personalmente mi sarei risparmiata, ma per fortuna al centro della storia ci sono principalmente il lupo e la conseguente caccia alla bestia per scoprire chi, tra gli abitanti del villaggio, sia il portatore della maledizione. Certo, da amante di film horror avrei preferito un po’ più “rosso sangue”, come recita lo stupidissimo titolo italiano, e anche una maggiore fedeltà alla fiaba da cui il film è tratto (non c’è nulla di più bello, infatti, di un’innocente fiaba resa cupa e gotica senza cambiarne troppo i personaggi e la trama, come insegna la divina Kaori Yuki nel divertentissimo ed inquietante Ludwig, che vi consiglio spassionatamente di cercare e leggere), tuttavia il film scorre veloce (per fortuna!) e intrattiene fino alla fine, insinuando dubbi e curiosità anche negli spettatori più scafati grazie ad un semplicissimo escamotage. Infatti, quando il lupo parla per la prima volta a Valerie, lei capisce che in forma umana i suoi occhi sono marroni. Peccato che tutti i personaggi del film, tranne la protagonista, hanno gli occhi marroni o comunque scuri, persino l’attrice Julie Christie, famosa per gli splendidi occhi azzurri, che ha dovuto indossare lenti a contatto marroni per l’occasione.

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Barbatrucchi a parte, comunque, ciò che di bello si può trovare in Cappuccetto rosso sangue non risiede ovviamente nella trama, quanto nelle scenografie e nelle musiche. Le prime sono molto belle ed evocative, tanto che l’inizio, ambientato all’interno di questo pittoresco villaggetto medievale, circondato dalla foresta autunnale, richiama molto dei dettagliatissimi quadri fiamminghi; col proseguire della storia questo ameno paesaggio lascia il posto a montagne innevate, scorci di foresta oscura e falò che illuminano le fredde notti invernali (anche se la gente continua ad andare in giro in maniche corte, chissà perché. Anche lo splendido mantello della protagonista è smanicato, ma non hanno freddo??). Le musiche, invece, mescolano melodie antiche, dai richiami celtici, a suoni più contemporanei: la mia scena preferita è quella del ballo durante la festa del paese, che unisce balli tipicamente medievali a movenze un po’ più moderne, e che mi ha ricordato le sagre medievali che si fanno dalle mie parti, con gruppi di musicisti in costume che si scatenano al suono di tamburi e cornamuse.

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Per quanto riguarda gli interpreti, anche in questo il film è leggermente superiore a Twilight, nonostante la continuità incarnata da Billy Burke: qui è il padre della protagonista, là è il padre di Bella Swank, giusto per attirare meglio le fan senza essere troppo smaccati. Amanda Seyfried nei panni di Valerie è affascinante, innocente e molto espressiva, tanto da consentirmi quasi di sorvolare sulla scelta dei due inespressivi spasimanti, rispettivamente un gatto di marmo e un carciofo. Per fortuna, anche Lukas Haas, Gary Oldman e Julie Christie sono assai ispirati; soprattutto quest’ultima interpreta una misteriosa e ambigua nonnina, assai lontana dalla figura rappresentata nella storica fiaba. Insomma, uno sguardo a Cappuccetto rosso sangue lo darei; solo, non aspettatevi troppo, soprattutto non aspettatevi una rilettura dark dell’opera dei fratelli Grimm, di cui non rimane praticamente traccia tranne giusto verso il finale.

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Come avete letto, dunque, ci sono tantissime facce conosciute in questo film! Di Amanda Seyfried, che interpreta Valerie, ho già parlato qui. Anche Gary Oldman, ovvero Padre Solomon, ha avuto il suo momento di gloria in questi post. Virginia Madsen interpreta la madre di Valerie, e di lei ho parlato qua, mentre Lukas Haas, qui nei panni di Padre Auguste, lo trovate in questo post e, last but not least, la “nonna” Julie Christie è stata nominata qui.

Catherine Hardwicke è la regista del film. Ribadisco la sciaguratezza di questa maledetta, in quanto responsabile di aver girato Twilight dopo aver esordito con un paio di film indipendenti come Thirteen e Lords of Dogtown. Americana, anche responsabile di produzione, produttrice, art director, sceneggiatrice e regista di seconda unità, ha 56 anni e un film in uscita.

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Billy Burke interpreta il padre di Valerie, Cesaire. Salito “agli onori della cronaca” come interprete del padre di Bella Swank in tutti i film della serie Twilight, lo ricordo anche per una pellicola più tamarra ma sicuramente più dignitosa, Drive Angry 3D. Per la tv, ha partecipato a serie come Party of Five, Una mamma per amica e 24. Americano, anche sceneggiatore e produttore, ha 45 anni e quattro film in uscita.   

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Shiloh Fernandez interpreta Peter. Americano, lo ricordo per serie come Cold Case, CSI:NY, Gossip Girl e per un film che vorrei vedere da un po’ di tempo, l’horror Dead Girl. Ha 26 anni.

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Max Irons interpreta Henry. Figlio d’arte a cui auguro la stessa carriera del padre, Jeremy Irons (nonostante abbia una preoccupante fissità di sguardo che, per fortuna, difetta al genitore), ha partecipato al film Dorian Gray. Americano, ha 26 anni.

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Cappuccetto Rosso sangue non è la prima versione cinematografica della famosa fiaba. Le pellicole ad essa dedicate risalgono agli albori del cinema, ma la versione horror/dark più famosa è sicuramente In compagnia dei lupi di Neil Jordan, del 1984, di cui vi lascio il bellissimo ed inquietante trailer. ENJOY!!!

lunedì 27 dicembre 2010

A Venezia un dicembre rosso... shocking (1973)

I titoli italiani di alcuni film fanno passare la voglia di vederli. Peccato, perché A Venezia un dicembre rosso... shocking (Don't Look Now) che, lì per lì, farebbe pensare ad uno scadentissimo giallo/thriller, è in realtà uno splendido e raffinato horror diretto nel 1973 dal regista Nicolas Roeg e tratto da un racconto di Daphne Du Maurier, scrittrice inglese già autrice anche di Rebecca e Gli uccelli.


Trama: Laura e John si trovano a Venezia per motivi di lavoro e anche per superare lo shock della morte della figlioletta, annegata davanti agli occhi del padre. Nella città lagunare Laura fa amicizia con due sorelle inglesi, di cui una cieca e dotata di poteri medianici, che apparentemente riesce a vedere lo spirito della piccola. E mentre la moglie si lega sempre più alle due strane vecchie, John diventa sospettoso e paranoico, proprio mentre Venezia è sconvolta da una serie di omicidi...



Don't look now non è un horror comune, colmo di scene splatter, né una storia di fantasmi sui generis. E' piuttosto un thriller che si sofferma molto sui sentimenti, sui legami tra le persone, sul potere del passato e sull'incognita del futuro. E' un film che va seguito con attenzione e rivisto più di una volta perché sicuramente ad una seconda o terza visione si riusciranno a trovare dei particolari, degli indizi che la prima volta sono sfuggiti. Nicolas Roeg infatti ci fa affondare, è proprio il caso di dirlo, in una storia dove nessun'immagine è fine a sé stessa o priva di significato, dove il passato, il presente e il futuro si mescolano senza soluzione di continuità grazie ad un montaggio che definire splendido è davvero riduttivo: basti solo pensare all'inizio, dove la morte della piccola mescola il colore rosso del suo impermeabile alla macchia di colore che viene sparsa da una mano incauta sulla foto della chiesa, o alla famosissima scena d'amore tra Laura e John, dove l'amplesso del presente si unisce ad un futuro nel quale marito e moglie si rivestono ed escono dalla stanza il mattino dopo.


E uno dei fil rouge, è proprio il caso di dirlo, che unisce tutti gli elementi del film e ci offre un percorso da seguire è proprio il colore rosso, che fin dal triste inizio si può ritrovare in mille piccoli particolari più o meno inquietanti, unica illusione di ordine in grado di contrapporsi alla  caotica Venezia. Sia chiaro, la Venezia del film non è caotica perché affollata, ma perché viene utilizzata come luogo labirintico, sinistro, misterioso, colmo di suoni, echi, passi che non si riescono ad identificare, costellato di strade che non portano praticamente da nessuna parte, buie e tutte uguali. E' il protagonista maschile che, in particolare, si perde in questi due elementi: risucchiato dalle stradine di Venezia, colpito da visioni che non riesce a comprendere né a distinguere dalla realtà, richiamato dal colore rosso che tanto gli ricorda l'impermeabile della figlia, vagherà inquieto per tutto il film senza seguire il monito di "non guardare" del titolo originale e, soprattutto, senza riuscire a fare nulla per evitare il proprio destino. Altro non aggiungo, perché nessuna mia parola potrebbe rendere giustizia al film e ai bravissimi interpreti. Segnalo solo la malinconica bellezza delle musiche di Pino Donaggio, che riescono a rendere la pellicola ancora più bella e particolare.



Di Donald Sutherland, che interpreta John, ho già parlato qui.

Nicolas Roeg è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come L'uomo che cadde sulla terra e Chi ha paura delle streghe?. Ha 82 anni e un film in uscita.


Julie Christie interpreta Laura. Originaria dell'India, l'attrice ha partecipato a film come Fahreneit 451, Dragonheart, Hamlet, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban e Neverland - Un sogno per la vita. Ha 69 anni e tre film in uscita, tra cui il gotico Red Riding Hood con Amanda Seyfried.


Del film pare sia in produzione l'ennesimo terribile remake, ma per fortuna il progetto pare ancora così campato in aria che non sono stati nemmeno pensati gli interpreti. Quindi godetevi il trailer originale e, se vi piacciono i thriller "ispirati" e un pò contorti come questo guardatevi Strade perdute di Lynch, Two sisters oppure lo storico Psyco. ENJOY!


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