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martedì 13 ottobre 2026

Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 13: Queens of the Dead (2025)


Il tema odierno della Nuovi Incubi Halloween Challenge era "Non morti". Ho recuperato quindi il film Queens of the Dead, diretto e co-sceneggiato proprio l'anno scorso dalla regista Tina Romero.

TRAMA

Poche ore prima dell'inizio di uno spettacolo di drag queen già funestato da parecchi problemi, New York finisce vittima dell'apocalisse zombie e sia organizzatori che star devono cercare di sopravvivere e ricongiungersi ai propri amici e familiari...

RECENSIONE

Se volete leggere una recensione bella e ragionata, scritta col cuore, rivolgetevi a Lucia, come sempre, che conosce molto meglio di me l'horror in generale, la poetica di George Romero in particolare, e l'universo queer. Qui troverete, invece, l'approccio di una persona abbastanza ignorante in materia, che si è comunque divertita come una pazza a guardare Queens of the Dead, e che ha trovato anche il tempo di commuoversi, apprezzando il modo in cui Tina Romero ha rielaborato materiali di partenza che hanno ormai quasi 60 anni. Non solo, anche le commedie horror illuminate dalle paillettes delle drag queen sono già cosa nota; proprio l'anno scorso, infatti, mi era capitato di vedere Slay!, dove al posto degli zombie c'erano i vampiri, e tra le due opere ci sono parecchie somiglianze. La differenza fondamentale è che Slay! aveva un umorismo di grana più grossa e giocava sullo scontro tra drag queen e buzzurri della provincia americana, in Queens of the Dead invece questo scontro non c'è, perché il focus del racconto è un microcosmo queer consolidato, dove l'unico outsider è Barry, fratello etero della moglie di Dre, proprietaria del locale dove si svolge il film. Queens of the Dead inserisce l'apocalisse zombie all'interno di una situazione (sociale, lavorativa e familiare) in transizione, dove i protagonisti sono costretti ad affrontare problemi che non derivano dal loro essere queer, quanto dall'essere persone con problemi economici, lavorativi e sentimentali. Senza addentrarci troppo negli spoiler, in Queens of the Dead si parla di rinunciare ai propri sogni per timore di non essere "abbastanza", del terrore di fallire nel momento più importante della propria vita, della solitudine di chi si nasconde dietro un muro di droghe e cinismo; la regista, sfruttando gli zombie, ci dice che le uniche vie di salvezza sono la famiglia (non necessariamente quella vera, ma quella che ci scegliamo), la gentilezza, l'inclusione, il dialogo. Gli stessi zombie, che pure sono voraci ed implacabili come quelli di papà George, sembrano anime perse e tristi, che vagano spaesati tentando di recuperare una scintilla vitale attraverso i "riti" quotidiani di una vita fatta di social e della disperata necessità di appartenere a un "gruppo".

La riuscita di un film come questo, dove i legami tra personaggi sono un aspetto fondamentale della trama, è legata essenzialmente alla bravura degli attori. Tina Romero mette in piedi un cast molto affiatato di volti noti e meno noti, composto di artisti appartenenti all'universo queer, i quali offrono interpretazioni assai convincenti ed emozionanti, con parecchie concessioni ad un aspetto più "comedy" ma mai sciocco o ridicolo, nemmeno quando la situazione cammina pericolosamente sul filo della farsa. La capacità di mantenere questo equilibrio, l'affetto rivolto non solo verso personaggi che si avvicendano sullo schermo, ma soprattutto verso il genere creato dal padre, sono i punti di forza dell'approccio di Tina Romero, la quale fa propria la lezione di George, rileggendola senza mai mancare di rispetto né ai temi sociali né a quelli umani. Un aspetto, inoltre, che ho molto apprezzato del film, è il fatto che gli zombie risultino comunque "fabulous", elegantissimi nelle loro sfumature di blu, molto più brillante e vivido rispetto alla tinta grigio/bluastra utilizzata ai tempi da Romero padre e Tom Savini. Incuriosita da quello che ha scritto Lucia nel suo post, sono andata un po' a documentarmi sui colori e l'universo queer e, davvero, dietro c'è un mondo, che mi ha portata a scoprire articoli come QUESTO, sui quali potrei soffermarmi ore così da riuscire a riguardare film come Queens of the Dead o I Saw the TV Glow con occhio ben più consapevole. Ma anche così, Queens of the Dead è una coccola fatta di paillettes, costumi stupendi, attori bravissimi e momenti di intenso divertimento e commozione. Essendo un'opera prima, posso dirmi estremamente soddisfatta e augurare a Tina Romero una sfolgorante carriera!

CAST

Di Riki Lindhome, che interpreta Lizzy, ho già parlato QUI mentre Tom Savini, che interpreta il sindaco, lo trovate QUA.

  • Tina Romero è la regista e co-sceneggiatrice della pellicola. Americana, figlia di George A. Romero, è al suo primo lungometraggio. E' anche attrice, scenografa, montatrice e produttrice.

CURIOSITÀ

Jack Haven, che interpreta Kelsey, era la Maddy di I Saw the TV Glow mentre Cheyenne Jackson, che interpreta Jimmy, è un habitué della serie American Horror Story e lo ricorderete sicuramente come proprietario dell'Hotel Cortez. Se Queens of the Dead vi fosse piaciuto recuperate Slay!. ENJOY!

lunedì 13 ottobre 2025

Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 13: The Wolf of Snow Hollow (2020)


Il tema odierno della Nuovi Incubi Halloween Challenge era "Freddo, ghiaccio, neve". Ho recuperato quindi il film The Wolf of Snow Hollow, distribuito in Italia col titolo Il lupo della neve, diretto e sceneggiato nel 2020 dal regista Jim Cummings.

Trama

La cittadina turistica di Snow Hollow viene scossa da violenti e sanguinosi omicidi, che sconvolgono in primis il corpo di polizia del luogo...

Recensione

Direi che con The Wolf of Snow Hollow ho azzeccato in pieno il tema della challenge, in quanto il film è ambientato in una cittadina turistica dove l'attrazione principale è proprio la neve, inoltre la vicenda si snoda durante le festività natalizie e si conclude proprio a Capodanno. Piccolo particolare piccante, però, The Wolf of Snow Hollow non è proprio un horror tout court ma è più un mistery con l'aggiunta di una bella dose di commedia nerissima. Tutto inizia quando una turista viene dilaniata ferocemente all'esterno del cottage affittato assieme al fidanzato. La sanguinosa brutalità dell'aggressione sconvolge non solo la cittadina di Snow Hollow, ma soprattutto un corpo di polizia formato da agenti non proprio brillanti per intelligenza, né immacolati nella loro vita privata. In particolare, John, figlio dell'anziano sceriffo Hadley, è vittima di tremendi eccessi di rabbia, aggravati dalla sua natura di ex alcolista e da una depressione strisciante, che lo spinge ad avere pensieri di morte abbastanza costanti. Quando alla prima vittima se ne aggiungono altre, la pressione porta John ad avere sempre più problemi di autocontrollo e, complice il cattivo stato di salute dello sceriffo, il corpo di polizia di Snow Hollow si ritrova nel caos totale; in più, i delitti avvengono durante la luna piena e la ferocia degli attacchi farebbe pensare nientemeno che a un lupo mannaro. Diretto, sceneggiato e interpretato dall'attore Jim Cummings, The Wolf of Snow Hollow è un film nevrotico come il personaggio protagonista e scorre veloce come una scheggia impazzita. Proprio per questo, a tratti sembra perdere il filo della sua parte "mistery", in quanto non dà allo spettatore neppure il tempo di ragionare, e preferisce trasformarsi nello one man show di un personaggio impegnato a superare i suoi problemi personali conquistando almeno una vittoria che non lo faccia sembrare un inetto totale agli occhi del padre, della figlia adolescente e di quei pochissimi colleghi che ancora tiene da conto. Questa scelta di sceneggiatura, soprattutto con l'approssimarsi dell'ultimo atto, si traduce nella necessità di chiudere in fretta tutte le piste lasciate aperte, tanto che quando arriva la rivelazione del mistero sembra di avere fatto una corsa forsennata e si rimane con un "ah sì? Vabbè..." stampato in faccia. Purtroppo, per lo stesso motivo, non si ha neppure il tempo di commuoversi di fronte alle tragedie personali di John, che pure lo meriterebbero, o congratularsi con lui per quei pochi, importantissimi passi verso una possibile serenità.

A prescindere da questa "fretta", The Wolf of Snow Hollow non è affatto un brutto film, anzi (in un'epoca in cui persino le durate degli horror più stupidi sono elefantiache, questo, in realtà, è una boccata di aria fresca!). La fotografia è splendida e cattura non solo il bianco della neve ma anche il freddo che si respira nella cittadina di Snow Hollow, dando l'illusione allo spettatore di poterlo sentire fin dentro le ossa. Il montaggio è particolarissimo e asseconda in toto la frenesia e la confusione provati dal protagonista, tanto che la narrazione non è mai lineare ma alterna il presente a scampoli di tragici eventi passati di cui i poliziotti possono solo vedere le conseguenze, terribilmente sanguinose. A tal proposito, il comparto horror di The Wolf of Snow Hollow è favoloso. Gli omicidi del misterioso killer sono efferatissimi e ognuno di essi è un piccolo gioiellino di tensione e orrore, cosa che denota come il Jim Cummings regista conosca alla perfezione le regole del genere e le sappia rielaborare, mettendole in pratica in maniera efficace; anche la figura del lupo è molto ben fatta e un mix di sapienti riprese, combinate con un buon uso della fotografia, compensano eventuali limiti di budget e, soprattutto, contribuiscono a rendere verosimile la rivelazione sul finale. Molto bravi anche gli attori. Jim Cummings ha la tendenza a soverchiare quanti dividono la scena con lui, anche per necessità di sceneggiatura, ma nessuno dei suoi comprimari, nemmeno quelli meno "importanti", se la fa menare, e o compensano la forte presenza del protagonista con una remissività foriera di momenti esilaranti, oppure ingaggiano con lui furibonde battaglie verbali, come nel caso del favoloso Robert Forster (che si sarebbe spento di lì a poco e al quale il film è dedicato), oppure Chloe East. In conclusione, per quanto mi riguarda The Wolf of Snow Hollow è uno di quei film che bisognerebbe guardare più di una volta, per apprezzare tutte le varie sfumature sfuggite ad una prima visione. Intanto, però, se non lo avete mai visto vi invito a recuperarlo, perché potrebbe darvi delle soddisfazioni! 

Cast

Di Robert Forster (Sceriffo Hadley) ho già parlato QUI.

Jim Cummings è il regista e sceneggiatore del film, inoltre interpreta John Marshall. Americano, è principalmente attore e ha partecipato a film come Greener Grass, Halloween Kills e serie quali The Handmaid's Tale. Anche produttore, ha 39 anni.


Riki Lindhome
interpreta la detective Julia Robson. Americana, ha partecipato a film come L'ultima casa a sinistra, Cena con delitto - Knives Out, Queens of the Dead e serie quali Buffy l'ammazzavampiri, Una mamma per amica, Heroes, Criminal Minds, Bones, Nip/Tuck, Dr. House, The Big Bang Theory e Mercoledì. Come doppiatrice ha lavorato in SpongeBob - Fuori dall'acqua, Adventure Time, DuckTales e Animaniacs. Anche sceneggiatrice, produttrice e regista, ha 47 anni e due film in uscita, tra cui l'imminente remake de La mano sulla culla. 


Chloe East
interpreta Jenna Marshall. Americana, ha partecipato a film come The Fabelmans e Heretic. Anche regista, ha 24 anni e un film in uscita. 



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