Dopo una lunghissima pausa arranco verso la fine dello speciale
Lupin III arrivando a parlare oggi di
Lupin III - La principessa della brezza: La città nascosta nel cielo (
ルパン三世 princess of the breeze 〜隠された空中都市〜 Rupan Sansei - princess of the breeze ~ Kakusareta kūchū toshi ~), diretto nel 2013 dal regista
Takaomi Kasanaki.
Trama:
alla fine di un colpo compiuto sui cieli di Amsterdam, Lupin si ritrova tra le mani un neonato e rimane coinvolto negli intrighi di chi cerca di rubare il fantomatico tesoro di Shahalta.
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| Un Jigen piuttosto disgustato dal mostro attaccato alla schiena |
Mi avevano avvisata che sarebbe stato terribile guardare
La principessa della brezza ma nessuno mi aveva preparata ad un simile orrore. Lasciamo perdere la trama, moscia e offensiva non solo per i fan di Lupin ma anche per quelli di
Nausicaa della Valle del Vento, di cui lo special TV a un certo punto plagia brutalmente le atmosfere, che si conclude col solito "nulla di fatto" a livello di furto, preparando lo spettatore a ciò che sarebbe stata
L'avventura italiana uscita di lì a poco (Lupin fa tutto per un cavatappi, nominato nel diario del nonno); tolta la solita
damsel in distress stranamente ben caratterizzata e una parentesi col folle Mr G., vecchietto amico di Lupin che in cinque incredibili minuti diventa il personaggio secondario migliore di sempre, i nemici di turno sono talmente risibili da non avere neppure una caratterizzazione plausibile e il primo ministro che dovrebbe gestire nell'ombra l'intera faccenda è così apatico ed umorale da risultare un incrocio tra un emo biondo e un bimbominkia capriccioso. L'episodio è ambientato metà in Europa ("finalmente Lupin ha scelto di venire anche in Italia!", maledetti paraculi) e metà nella nazione inventata di Shahalta, famosa, si dice, per i giacimenti di elio e per questo tesoro che nessuno sa cosa sia ma che si rivela, in soldoni, l'ennesimo specchietto metaforico per le allodole veicolante la Moralona finale, per la quale lo "spirito di Shahalta" (quale sia, non è dato sapere) è l'unico vero tesoro in grado di cambiare il mondo. Mettendo sul trono del regno di cui sopra una mocciosa che per tutto il film non fa altro che piagnucolare senza ben capire che diamine le stia succedendo. Avevo detto che avrei lasciato perdere la trama, lo so, ma come si fa? La verità è che sto cercando di procrastinare il momento in cui dovrò scrivere dell'aberrazione principale, quell'orrendo neonato dalla faccia mostruosa, un incubo zuccheroso che costringe Lupin e Jigen a fare da papà e Goemon da zio, prima che si mettano tutti insieme ad incitarlo ad evacuare, povero frugoletto, come nemmeno nei peggiori episodi filler di
Dragonball. Davanti a questo orrore scompare persino la bellezza del killer ipnotizzatore, quello che costringe Jigen a rivoltarsi contro Goemon, si volatilizzano financo la citazione da
Matrix e la badassitudine devastante del mio pistolero preferito, cancellate in un attimo dall'ennesima gag col marmocchio inquietante.
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| Occhi sbrilluccicosi! |
Sto neonato più terrificante di una
reborn è anche la punta di diamante dell'ennesimo
character design sbagliato sotto tutti i punti di vista, con i personaggi secondari che fanno a pugni con quelli principali e sembrano usciti da un universo differente e con (orribile visu!) un Lupin spesso dotato di occhi sbrilluccicosi, probabile retaggio di un regista e animatore impegnato solitamente in
anime dallo stile più puccioso. Se ciò non vi basta, aggiungo anche che
La principessa della brezza è lo special di Lupin III dove è stata più utilizzata (a sproposito) la computer graphic, largamente impiegata durante le battaglie aeree tra mezzi volanti dal design stranamente apprezzabile e un po' steampunk e anche, purtroppo, durante il tipico inseguimento automobilistico: vedere la splendida Mercedes SSK di Lupin ridotta a mostro pixelato uscito da uno dei peggiori videogame di ultima generazione spezza letteralmente il cuore, soprattutto perché la fusione tra fondale animato e mezzo semovente risulta posticcia a livelli incredibili. Cosa rimane dunque di buono alla fine della visione di
La principessa della brezza oltre, appunto, la speranza di non doverlo riguardare mai più, neppure per sbaglio? Beh, probabilmente la dolce canzone cantata da Rasha, fortunatamente lasciata in italiano nonostante l'adattamento caprino dei responsabili dell'edizione nostrana. Quando la merDaset capirà finalmente che Lupin NON è una serie per bambini probabilmente sarà l'alba di una nuova era glaciale ma, detto questo, non credo che i piccoli spettatori casuali avrebbero avuto delle turbe psichiche nel sentire una ragazza urlare "maniaco!" (Yutika al Colosseo urla "chikan" a pieni polmoni, cosa che giustamente terrorizza Lupin e Jigen, sconvolge i carabinieri e fa infuriare Zenigata oltre ogni dire) invece che "mascalzone!", parola che difficilmente sortirebbe gli effetti di cui sopra sulle forze dell'ordine. Insomma, male sotto ogni punto di vista, nonché l'ennesima riprova che, per quanto possano fare schifo, gli special di Lupin andrebbero guardati in lingua originale. A proposito, il prossimo sarà
Italian Game, tratto direttamente dall'ultima serie animata. Mi sento preventivamente male.
Takaomi Kanasaki è il regista della pellicola. Giapponese, anche animatore, ha diretto episodi di serie quali
School Rumble, Kore wa zonbi desu ka e
Kono subarashii sekai ni shukufuku o!.
Nel caso vi fosse comunque venuta voglia di vedere
Lupin III - La principessa della brezza: La città nascosta nel cielo vi consiglierei di evitare e di cercare qualcos'altro
QUI. ENJOY!