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martedì 16 dicembre 2025

Lupin the IIIrd - The Movie - La stirpe immortale (2025)

Grazie all'infinita pazienza di Mirco, la settimana scorsa sono andata a vedere Lupin the IIIrd - The Movie - La stirpe immortale (LUPIN THE IIIRD THE MOVIE 不死身の血族), diretto dal regista Takeshi Koike.


Trama: Lupin e soci si recano su un'isola non segnata sulle mappe, per scoprire chi, da anni manda loro contro degli assassini per ucciderli. Scoprono così che l'isola è il regno di Muom, una creatura apparentemente immortale che ha deciso di eliminare dalla faccia della Terra Lupin e compagni...


Sono passati tredici anni da quando il nome di Takeshi Koike ha cominciato a fare capolino nel franchise di Lupin the IIIrd, nella fattispecie da quando era uscita quella meraviglia di La donna chiamata Fujiko Mine, di cui Koike era character designer e capo animatore. Il suo design "selvatico", che richiamava tantissimo lo stile pop di Monkey Punch, unito alle tematiche molto adulte e ad una punta di psichedelia, era la forza della serie e molte delle caratteristiche che l'avevano resa una boccata d'aria fresca all'interno di un franchise (ammettiamolo) ormai un po' stantio erano state trasposte in quell'altro capolavoro de La lapide di Jigen Daisuke. Mai avrei pensato, nel 2014, anno di uscita del mini-film dedicato a Jigen, che Koike ne avrebbe in seguito realizzati altri tre, ognuno avente per protagonista un diverso personaggio della saga, e che tutto ciò sarebbe culminato nella prima uscita cinematografica a tema Lupin dopo Lupin e le profezie di Nostradamus, ormai del 1995. E mai avrei pensato, detto in tutta sincerità, che la qualità dell'ambizioso progetto sarebbe andata via via scemando, sotto tantissimi aspetti, e mi sarei ritrovata alla fine de La stirpe immortale con un po' di amaro in bocca e la sensazione che persino Koike, col tempo, sia stato "addomesticato", vuoi per limiti di budget, di tempo o che so io. C'è da dire che La stirpe immortale non è un'opera compiuta, o meglio, offre delle risposte a tutti gli indizi che erano stati seminati nelle opere precedenti, ricollegandosi persino a La pietra della saggezza, del 1978, ma apre a tantissime domande, non ultima la fondamentale "chi o cosa cavolo è Lupin?". Un concetto astratto di "ladro", un'idea filosofica che può assumere mille incarnazioni e mille identità, come si ventilava nell'ardito Lupin III: Verde contro rosso e come aveva accennato, sia pur timidamente, la quinta stagione della serie regolare? Non lo sapremo mai, mentre forse prima o poi scopriremo se ci sarà un confronto diretto con il Mamo originale (a quanto pare, quello morto ne La pietra della saggezza era solo un clone, oppure è esattamente il contrario), visto che stavolta lo sceneggiatore Yuya Takahashi si limita a ciurlare nel manico come già ai tempi dell'orrenda Avventura italiana, sfidando i limiti psicofisici di Lupin e compagni mettendoli contro a un essere immortale, Moum, con velleità di ripulire il mondo dai "rifiuti", loro compresi. 


Al solito, Takahashi introduce concetti interessanti, come avversari quasi sovrannaturali che spingono i personaggi sull'orlo della disperazione e generano mondi surreali, perfetti per la regia di Takeshi Koike, ma poi si perde. Tra dialoghi "elevati" che puzzano di aria fritta lontano un chilometro, e scontri ripetitivi con un personaggio imbattibile, in sostanza il film risulta un brodo allungato a dismisura con pochissimi elementi degni di nota, che forse avrebbero potuto venire sviluppati un po' meglio (carina la bimbetta inquietante ma risulta una mera pennellata di colore, interessante l'idea di una tribù di assassini "scartati", dal tempo limitato, anche se il veleno non agisce sempre in 24 ore, o come farebbero gli ex avversari di Jigen e Goemon ad essere lì sull'isola?, bellissimi la biblioteca sotterranea e il passaggio dorato che si apre ma, e quindi?, il personaggio dell'arciera che senso ha se me lo mostri in due scene e poi te ne dimentichi?), e si appoggia a un "non lo famo ma lo dimo" francamente irritante, soprattutto sul finale. Anche i rapporti tra i personaggi non sono gestiti meglio. Al di là del fortissimo legame di amicizia e rispetto vigente tra Jigen e Lupin, c'è poco altro, e anche quello scompare quando c'è da salvare la pellaccia, come dimostra la tremenda scena iniziale dell'aereo che precipita; lo stesso Zenigata, che nel prequel Zenigata e i due Lupin avrebbe ulteriormente cosparso di benzina il ladro gentiluomo nel caso di un incendio, qui si ammorbidisce al punto da diventare un alleato che si affida in toto alle parole di Lupin, senza mai metterle in dubbio. Fujiko e Goemon, poverini, rimangono a fare la carta da parati, soprattutto la prima, come se i due personaggi ormai non avessero più granché da dire, salvo mostrare le grazie nel primo caso e mostrare l'abilità con la katana nel secondo (ma ormai i bei tempi in cui Goemon tagliava qualsiasi cosa sono andati).


Purtroppo, assieme alla trama ambiziosa ma poco sostanziosa, c'è una cosa ancora peggiore, ovvero delle animazioni approssimative. Io non so se ricordo male la serie Una donna chiamata Fujiko Mine, se ormai sono arrivata a mitizzarla perché non la riguardo da qualche anno, ma salvo un paio di personaggi grotteschi a me pare che le animazioni e il character design fossero bellissimi. La stirpe immortale vanta un antagonista orrendo, con quelle mutande in mezzo alle chiappe che non si possono proprio guardare, e una sciatteria a livello di dettagli francamente imbarazzante. I volti dei personaggi sono molto basilari, le linee si sono ammorbidite avvicinandosi di più al design delle serie televisive recenti, persino i tratti sbozzati di Zenigata non hanno più la profondità delle opere precedenti di Koike e, spesso, le proporzioni dei personaggi travalicano il buon senso anatomico, sia presi da soli sia rapportati a mezzi o edifici. Qualcosina di interessante ancora c'è, come per esempio i colori allucinati dell'isola di Moum, tutte le animazioni che riguardano i disastri naturali legati alla rabbia del villain, oppure ciò che si nasconde nelle acque dell'isola e nel santuario di Moum, ma non c'è nulla di particolarmente memorabile o impressionante, che mi faccia dire ne sia valsa la pena di approfittare di un giro a Torino per vedere La stirpe immortale in sala. Ci sono solo due cose davvero positive del film, almeno per quanto mi riguarda. La prima è che Jigen è vestito in maniera davvero stilosa ed è spesso senza cappello, anche se avrei preferito la pettinatura de La lapide, ché quel ciuffo alla Elvis è un po' inguardabile; la seconda, è stato poter vedere il film in v.o., perché dopo decenni passati a liberarmi il cervello dal doppiaggio italiano, ci mancava solo di sorbirmi i nuovi doppiatori, con tutto il rispetto. Peccato, davvero, che un film atteso da anni si sia rivelato ben poca cosa! Koike, redimiti, fammi questo favore!


Del regista Takeshi Koike ho già parlato QUI.


Lupin the IIIrd - The Movie - La stirpe immortale
segue direttamente il suo prequel "ufficiale", Lupin the IIIrd - Zenigata e i due Lupin, ed è il compimento di un percorso che comprende Lupin the IIIrd - La lapide di Jigen Daisuke, Lupin the IIIrd - Ishikawa Goemon getto di sangue e Lupin the IIIrd - La bugia di Fujiko Mine; per capire proprio tutto, però, vi consiglio anche il recupero di Lupin III - La pietra della saggezza. ENJOY!

giovedì 10 luglio 2025

Lupin the IIIrd: Zenigata to Futari no Rupan (2025)

Lo so, non si fa, ma non esiste che io aspetti per vedere Lupin the IIIrd: Zenigata to Futari no Rupan (LUPIN THE IIIRD 銭形と2人のルパン), ONA diretto dal regista Takeshi Koike.

EDIT: è notizia proprio di oggi che quest'autunno Anime Factory porterà in Italia sia questo ONA, con titolo Lupin III: Zenigata e i due Lupin, che verrà distribuito sulle principali piattaforme streaming, sia Lupin III: La stirpe immortale, che uscirà al cinema (spero non col solito sistema: 3 giorni in tre sale in tre città principali, o piangerò lacrime di sangue). Riguarderò molto volentieri Zenigata e i due Lupin, e spero di riuscire a veder proiettato La stirpe immortale anche dalle mie parti!


Trama: un aeroporto della Federazione di Robiet viene fatto saltare in aria da un terrorista che, sotto gli occhi di Zenigata, si palesa con lo stesso volto di Lupin III. Messosi a caccia del ladro, Zenigata scopre una terribile verità...


No, non mi sento in colpa. A casa ho due versioni de La donna chiamata Fujiko Mine e un cofanetto dedicato alla trilogia di Koike a dimostrare che acquisterò qualsiasi versione home video di Lupin the IIIrd: Zenigata to Futari no Rupan, quando riterranno opportuno distribuirlo finalmente in Italia, anche se ciò significasse avere in casa un altro cofanetto di bluray. Premesso questo, io lo avevo detto già nel 2017 che avrei voluto un "trattamento Koike" anche per Zenigata, e sebbene il regista, da buon vecchio marpione, abbia preferito dedicarsi prima alle bugie di Fujiko, ha infine esaudito il mio desiderio. E' valsa la pena aspettare così tanto? Sì, dai. Lupin the IIIrd: Zenigata to Futari no Rupan punta i riflettori sul bistrattato ispettore, rendendolo un integerrimo uomo di legge dal fascino hard boiled, un poliziotto che nella vita ha visto di tutto, ma si tiene ancora stretta un'integrità morale adamantina, quasi d'altri tempi. Il sentimento che Zenigata prova verso Lupin è un odio smisurato, a livello quasi istintivo, e non stupisce quindi che l'ispettore venga ingannato, all'inizio del film, dal terrificante attentato che spazza via un aeroporto e buona parte degli innocenti passeggeri che hanno avuto la sfortuna di transitare di lì per caso; il terrorista ha il volto di Lupin, Lupin normalmente è un ladro ma è comunque un criminale, quindi il colpevole DEVE essere Lupin. Quel rispetto diffidente che, nelle varie serie dell'anime, è diventato un rapporto assai simile a quello tra Tom e Jerry, con Zenigata costretto nelle vesti di comic relief, nell'universo di Koike non esiste, e ciò che arriva a legare i due personaggi alla fine di Lupin the IIIrd: Zenigata to Futari no Rupan è qualcosa di ancora diverso, ovvero un reciproco riconoscimento delle rispettive abilità che genera la consapevolezza di avere di fronte un avversario formidabile e pericoloso. 


Questo piccolo ma soddisfacente character study viene inserito all'interno di una trama dal sapore anni '70-'80, la quale si snoda in un Paese che richiama tanto l'Unione Sovietica dell'epoca (Robieto, potete pronunciarlo anche "Roviet", direi che l'assonanza è palese), in guerra aperta con gli Stati Uniti di Arka. Una metafora sottile come un tubo Innocenti e altrettanto leggera, ma le storie di Lupin ambientate nei climi da guerra fredda sono anche le migliori, e dovete tenere presente che le opere di Koike hanno sempre un sapore un po' vintaggio. Inoltre, ancor più dei tre film che lo hanno preceduto, Lupin the IIIrd: Zenigata to Futari no Rupan è asservito ad una trama generale che fa capo a un lungometraggio uscito da pochissimo in Giappone, ovvero Lupin the IIIrd the Movie: The Immortal Bloodline. I due Lupin del titolo originale sono, infatti, il vero Lupin e un folle dinamitardo che ha il suo stesso viso, il che ci porta direttamente al primo film dedicato al personaggio di Monkey Punch, che noi avremmo anche intitolato Lupin III e la pietra della saggezza, ma che in originale è "Lupin vs il Clone". L'ombra di Mamo (o di un personaggio che gli somiglia molto), d'altronde, si profila sinistra sin dalle immagini post credit di quel capolavoro di Lupin the IIIrd - La lapide di Jigen Daisuke, a proposito del quale mi sento di dire che l'unico, reale difetto di Lupin the IIIrd: Zenigata to Futari no Rupan è un Jigen sottoutilizzato, relegato un po' al ruolo di beone brontolone che, l'unica volta in cui tira fuori la pistola, è per farsi fregare da Zenigata. E' giusto e doveroso che i riflettori siano puntati sull'Ispettore, ma cosa deve fare una fangirl di Jigen, salvo lamentarsi e sperare in un altro film in solitaria?


Sto divagando, scusate. In realtà, all'inizio del post ho scritto " E' valsa la pena aspettare così tanto? Sì, dai.", quindi qualcosina che non va nell'ultimo ONA diretto da Takeshi Koike c'è, e non è tanto la poca attenzione dedicata a Jigen, quanto la solita tendenza alla sciatteria per quanto riguarda character design e animazioni. Questo stile più asciutto e meno barocco rispetto a La donna chiamata Fujiko Mine e La lapide di Jigen Daisuke era già un grosso difetto di Lupin the IIIrd - Ishikawa Goemon getto di sangue; anche in questo caso, nei campi lunghi e medi i personaggi risultano appena abbozzati, in contrasto con primi piani fatti di linee pesanti e chiaroscuri marcati, una scelta che, probabilmente, aiuta in primis a contenere il budget, ma che non ha mai incontrato il mio favore (per dire quanto disattenti sono animatori e disegnatori, c'è un corpo a corpo tra Jigen e Zenigata in cui il primo è privo del "pizzetto" distintivo di Koike, che parte subito sotto il labbro inferiore, e sembra senza barba, come potete vedere nell'immagine sotto). Chapeau invece alle scene d'azione, il cui montaggio trasforma ogni attentato del Lupin malvagio in uno jump scare coi fiocchi, e all'abbondanza di sangue e violenza che rende soddisfacente anche una scazzottata tra Lupin e Zenigata, al netto di favolose esagerazioni anatomiche che rendono i personaggi praticamente immortali. E, a proposito di "immortali", chiudo dicendo che non vedo l'ora che esca anche in Italia Lupin the IIIrd the Movie: The Immortal Bloodline, un film che aspetto quasi più di qualsiasi opera horror o d'autore, anche se segnerà la fine della collaborazione tra  Lupin e Takeshi Koike, l'unico autore capace di infondere nelle creature di Monkey Punch quel fascino underground e adulto che le rende affascinanti ancora oggi. Che la Koch Media mi ascolti, magari senza limitarsi a qualche evento speciale al Lucca Comics, al Far East Festival o alle solite proiezioni di tre giorni che dalle mie parti non si vedono nemmeno per sbaglio, grazie!
 
Ma cosa mi tocca vedere?

Del regista Takeshi Koike ho già parlato QUI.

Ma cosa mi tocca leggere??? O Takeshi!!! MA....!

Il mediometraggio è una prosecuzione degli special dedicati ai singoli comprimari del franchise (Lupin the IIIrd - La lapide di Jigen DaisukeLupin the IIIrd - Ishikawa Goemon getto di sangue Lupin the IIIrd - La bugia di Mine Fujiko), ed è il prequel di Lupin the IIIrd the Movie: The Immortal Bloodline, che dovrebbe essere uscito nelle sale giapponesi il 27 giugno e chissà se e quando arriverà mai da noi. Nell'attesa, le opere precedenti di Koike sono racchiuse in un ottimo cofanetto edito da Koch Media, che vi consiglio di recuperare, aggiungendo l'indimenticata serie Lupin the Third - La donna chiamata Fujiko Mine. ENJOY!

martedì 31 gennaio 2023

Lupin III VS Cat's Eye (2023)

 Venerdì è uscito su Amazon Prime Video il film Lupin III VS Cat's Eye (ルパン三世VSキャッツ・アイ), diretto dai registi Hiroyuki Seshita, Kôbun Shizuno e Keisuke Ide. Potevo forse lasciarmelo scappare?


Trama: quando un'organizzazione neo nazista prende di mira le opere del pittore Michael Heinz, gli obiettivi di Lupin III e della banda Occhi di Gatto li portano a uno scontro frontale...


Lupin III VS Cat's Eye
è un'opera creata appositamente per il mercato dello streaming, nata per festeggiare sia i 50 anni "televisivi" della creatura di Monkey Punch che i 40 anni delle gattine create da Tsukasa Hojo. Che io sappia (ma potrei sbagliarmi, in quanto sono più vecchia delle Cat's Eye e ormai la mia memoria fa cilecca) i due gruppi di personaggi non si erano mai incontrati, almeno nei media animati, però l'idea non è poi così peregrina, visto che si tratta, in entrambi i casi, di ladri. Certo, le Cat's Eye hanno sempre un obiettivo ben preciso, ovvero rubano solo le opere del pittore Michael Heinz, il papà delle tre belle fanciulle, mentre Lupin e soci non fanno favoritismi e rubano qualunque cosa capiti loro a tiro ma, poiché pare che questo Heinz fosse un pittore piuttosto famoso, nonché prolifico, era destino che, prima o poi, i cammini delle due bande si sarebbero incrociati. Ebbene, questo incontro è avvenuto negli anni '80, epoca in cui è ambientato Lupin III VS Cat's Eye e, senza addentrarmi troppo nello spoiler per chi non avesse ancora guardato il film, l'oggetto del contendere è un trittico di Heinz che nasconde più di un segreto e che per questo viene bramato anche da un'organizzazione neo nazista i cui trascorsi sono legati non solo al pittore, ma anche al passato di Lupin III. A livello di trama, la sceneggiatura del semi-esordiente Shuji Kuzuhara riesce in qualche modo ad unire i due universi narrativi senza troppe sbavature e senza snaturare le personalità dei singoli personaggi, creando un'avventura dinamica e divertente, dalle caratteristiche comuni a entrambe le serie, e utilizzando come trait d'union non già Sheila/Hitomi, come si evincerebbe dalla locandina, quanto piuttosto Tati/Ai. Quest'ultima viene letteralmente messa al posto delle mille ragazzine (Clarice, Letizia, Ami, ecc.) diventate co-protagoniste di alcune delle opere più conosciute legate al franchise di Lupin III e, come accade ogni volta, serve a smussare un po' la natura criminale di Lupin fornendogli un'obiettivo più "nobile", più da "Superhero"; non è uno spoiler né una sorpresa, infatti, scrivere che il "VS" del titolo originale diventerà un "feat." nel giro di mezz'ora di film, di conseguenza non servirebbe nemmeno parlare di occasione sprecata anche se, diciamolo pure senza troppi peli sulla lingua, trattasi proprio di questo.


Lasciando perdere il fatto che Lupin III VS Cat's Eye si concentra più sui personaggi di Hojo che su quelli di Monkey Punch, con conseguente riduzione del tempo di presenza di questi ultimi (Jigen, Goemon e Fujiko compariranno in totale mezz'oretta scarsa), ciò che da fan mi ha urtata a dismisura è vedermi agitare davanti agli occhi la promessa di una versione più hard boiled di Lupin e soci, come dimostra il tesissimo confronto finale col villain di turno, e scoprirla ridotta a un "non lo famo ma lo dimo" rappresentato dalla comparsa di Jigen e Goemon completamente coperti di sangue dopo una battaglia mai mostrata (!!!). Qui lo dico e qui lo nego, Lupin III VS Cat's Eye a livello di gente ferita male è quasi al pari di un'opera di Koike, e tutta questa potenzialità sprecata solo per ridurre Lupin a un rottame, quasi a mo' di punizione per essere "cattivo" mentre le Cat's Eye sono buone, mi ha messo addosso un dispiacere impossibile da sedare solo con la consapevolezza che, finalmente, Zenigata ha il ruolo di intraprendente e capace ispettore che gli spetterebbe da tempo (mentre Matthew/Toshio ci fa la figura del minchione. Ma nei miei ricordi non era tanto diverso...). A tal proposito, mi avrebbe fatto inoltre piacere che le caratteristiche ed abilità delle singole sorelle Kitsugi andassero ad amalgamarsi/cozzare con quelle dei membri della banda di Lupin, mentre invece l'interazione tra i due gruppi, al di fuori di Lupin e Ai, è praticamente nulla e se non è uno spreco questo non so davvero cosa sia! Un'altra cosa che personalmente non ho apprezzato, ma lì trattasi di gusti e quindi passabili di venire contestati con facilità, è il character design. Riconosco che sia mille volte meglio un design comune a tutti i personaggi piuttosto che quell'orribile accozzaglia di stili che mi sono subita guardando i crossover con Detective Conan, però mi fa impressione vedere Lupin e soci con quei nasi a patata e quei busti e braccia tagliati con l'accetta; tanto quanto, Goemon mi diventa ancora più belloccio, non fosse per quei pettorali alla Toriyama, ma Lupin è davvero improponibile e Fujiko, per quanto bella bella in modo assurdo, non sembra nemmeno lei. Quanto a Jigen, l'unica cosa che ho apprezzato di questa rigida e sciapa versione senza personalità del mio amato pistolero, è l'elegante gilet. Altro punto dolente, almeno per me, le animazioni, ma anche qui vale il gusto personale, visto che non amo la freddezza derivante dalla combinazione di animazioni computerizzate e disegni tradizionali, in quanto mi comunicano lo stesso senso di rigidità del character design di cui sopra. Insomma, immaginavo che Lupin III VS Cat's Eye non avrebbe incontrato i miei gusti a livello "visivo", ma non che sarei rimasta con l'amaro in bocca pensando a tutte le cose potenzialmente belle che vengono solo accennate e poi lasciate cadere a livello di trama, quindi per quanto mi riguarda il giudizio è una bocciatura con tristezza annessa e la speranza che, in futuro, possano riproporre un crossover come questo con tutti gli aggiustamenti del caso. I want to believe!

Hiroyuki Seshita è il co-regista della pellicola. Giapponese, ha diretto film come Blame! e Godzilla - Il pianeta dei mostri. Anche produttore, ha 56 anni.


Kôbun Shizuno
è il co-regista della pellicola. Giapponese, ha diretto film come Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore, Ken il guerriero - La leggenda di Toki, Detective Conan: L'undicesimo attaccante, Godzilla - Il pianeta dei mostri e serie quali Elfen Lied. Anche animatore, ha 50 anni. 


Keisuke Ide
è il co-regista della pellicola. Giapponese, anche animatore, ha diretto episodi della serie Levius



mercoledì 18 gennaio 2023

Il Bollodromo #96: Lupin Zero (2022)

Poiché uno dei punti d'onore del mio Blog è quello di avere un Progetto Lupin III che, non si sa come, sono più o meno riuscita a tenere aggiornato salvo per le prime quattro serie (chissà, magari quando sarò in pensione...), mi sembra giusto scrivere due righe anche su Lupin Zero, serie animata uscita direttamente su internet nel dicembre del 2022 a cui, onestamente, non avrei dato un euro. Questo è uno dei motivi per cui non mi sono impegnata a fare l'ormai tradizionale recensione episodio per episodio, ed è un peccato, perché Lupin Zero è davvero uno spin-off carinissimo! Al momento la serie non è stata ancora adattata per il mercato italiano ma Anime Factory ha annunciato che la farà uscire anche da noi in futuro, quindi aguzzate occhi e e orecchie e, nel frattempo, leggete i miei affettuosi pensieri in merito. ENJOY!

AGGIORNAMENTO AL 18/01/2023: mi è appena arrivato un comunicato di Anime Factory dove si dice che da oggi, 18/01/2023, tutti gli episodi sono disponibili in lingua originale sottotitolata, in attesa della versione doppiata che arriverà a pochi mesi di distanza. È possibile guardare tutti i 6 episodi della miniserie di LUPIN ZERO su Amazon Prime Video, tramite il seguente link: https://bit.ly/LupinZero_PrimeVideo


Di cosa parla?

Lupin Zero è una sorta di prequel della serie principale e vede Lupin e Jigen in un'inedita ambientazione scolastica che serve giusto da sfondo e per contestualizzare più o meno gli anni in cui accadono le vicende narrate (gli anni '60, direi). Fulcro delle sei puntate sono i tentativi del giovane Lupin, non ancora divenuto "terzo", di trovare un cammino alternativo rispetto a quello che vorrebbero per lui il nonno, Lupin I, e il padre, Lupin II, oltre alla nascita e il consolidarsi del rapporto di amicizia tra il ragazzo e Jigen. 


Cose che mi sono piaciute

Come ho scritto all'inizio, temevo che Lupin Zero fosse una cretinata della peggior specie, invece è riuscita ad infondere al franchise un po' della freschezza che era andata perdendosi nella sesta serie, quella sì molto deludente. Vedere Lupin e Jigen alle medie è stato uno shock da cui mi sono ripresa abbastanza facilmente, considerato che le avventure che li vedono protagonisti sono incentrate essenzialmente su furti e bravate commessi da due ragazzini scapestrati, il che rende la serie molto divertente e ne vivacizza parecchio il ritmo; in sei puntate, inoltre, i realizzatori sono riusciti anche ad imbastire un'interessante trama orizzontale, legata a un paio di episodi del manga originale, e creare l'inizio di una mitologia del "terzo", un Lupin indipendente dai suoi predecessori (ma più simile al "secondo" di quanto si possa pensare). Da amante di Jigen ho trovato ovviamente molto interessante l'idea di un lupo solitario cresciuto da un padre mercenario, sballottato in giro per il mondo e costretto a crescere molto più in fretta rispetto ai suoi coetanei, che in Lupin riesce a trovare non solo un alleato ma anche una scintilla della fanciullezza perduta e uno sprone a lottare per ottenere quello che gli fa battere il cuore, a prescindere dalla sua natura (la quinta puntata mi ha commossa e mi ha messo i brividi, sono sincera). Le animazioni sono nella norma per il genere di produzione, senza infamia e senza lode, viceversa la sigla iniziale e finale sono una spettacolare botta vintaggia, soprattutto per noi italiani che non le conoscevamo, per così dire: la prima è una versione riarrangiata della storica Afro "Lupin '68", tema portante della prima serie che avrete sentito mille volte, la seconda è un po' meno conosciuta e trattasi di Rupan Sansei shudaika II, quella in cui Fujiko corre su una moto al tramonto per intenderci, una roba meravigliosa che grida "anni '60" in ogni nota. 


Cose che non mi sono piaciute

Non c'è nulla che mi abbia fatto storcere particolarmente il naso, salvo forse che avrei voluto qualche puntata in più. Dopo i 26 inutili episodi della sesta serie, averne una dozzina di Lupin Zero non mi avrebbe fatto schifo per niente. Al limite, cambiando argomento, avrei delle perplessità sulla scelta di lasciare a Jigen e Lupin, più o meno, le stesse identiche personalità delle serie ufficiali, senza grandi differenze che potessero lasciare spazio a degli sviluppi; inoltre, non ho idea di quanti anni dovrebbe avere Jigen qui (Lupin dovrebbe essere tredicenne e Jigen ripetente, forse, quindi un sedici/diciassette anni, considerato che il canon lo vorrebbe più vecchio rispetto al protagonista?), ma vederlo fumare come una ciminiera mi ha perplessa.


E quindi?

E quindi spero, per il pubblico italiano, che Lupin Zero approdi presto da noi, possibilmente senza troppe censure (sperate che rimanga fuori da Mediaset o probabilmente Lupin I lo vedrete in scena giusto per 5 minuti, tra donne nude, violenza e "sospetti" di bisessualità, mentre la puntata del condotto zeppo di whisky rischia di trasformarsi in un episodio sul the alla pesca) perché è un'opera piccolina ma deliziosa che merita di essere guardata e che potrebbe regalare delle gioie ai fan!



martedì 29 marzo 2022

Il Bollodromo #95: Lupin III - Parte 6 - Episodio 24

Causa Oscar, l'appuntamento con Lupin III - Parte 6 è stato traslato ad oggi, e vi parlerò del season finale della serie, 悪党が愛すもの  (Akutō ga aisu mono - L'amore del cattivo).



Nell'ex magione di famiglia, un Lupin ormai privo di volontà propria e già vittima di una ferita semi-mortale è costretto a scontrarsi con Matja, decisa a ucciderlo. Un colpo di pistola seda i bollori dei due e preannuncia l'arrivo di Jigen, Goemon e Fujiko, i quali giustamente vorrebbero capire se il loro amico è definitivamente ammattito e pronto ad abbandonarli per Tomoe, che funge da sorridente spettatrice. Mentre Goemon tiene a tiro di spada Matja, Fujiko si trasforma in Megumi (o Duenote) de L'incantevole Creamy e comincia a schiaffeggiare Lupin manco fosse Shingo (o Pentagramma), finché il ladro non si scogliona e non le chiede di piantarla con la messinscena, visto che era già rinsavito prima e i nostri lo sapevano. Lupin era riuscito a sottrarsi alla suggestione ipnotica di Tomoe grazie a quei piccoli "dettagli" che, all'interno delle visioni, gli richiamavano alla mente i suoi amici; dalle parole di Lupin, inoltre, si evince che Tomoe non è mai stata sua madre e che a rubare la famosa scatoletta contenente la prova dal caveau del nonno era stato proprio Lupin, ipnotizzato dalla donna. Tomoe, impazzita, non fa in tempo a minacciare il suo "boyo" dicendogli che troverà di nuovo il modo per farlo suo, non importa quante altre ragazze dovrà manipolare per riuscirci, che Lupin le spara in petto levandosela per sempre dalle balle. 


Matja, dal canto suo, si trasforma in Sidney Prescott, la final girl che sa benissimo come i mostri vadano pugnalati almeno 300 volte altrimenti si rialzeranno, e usa Tomoe a mo' di puntaspilli per vendicarsi dell'infanzia passata a fare da assassina per la vecchiaccia. Lupin la ferma alla ventordicesima coltellata, offrendosi di fare da capro espiatorio, nel caso Matja fosse così cretina da non cambiare vita o da continuare ad accusarlo di averle rovinato la vita per conto terzi; il confronto tra i due (con gli altri che si tengono cavallerescamente in disparte) si svolge sul tetto della magione, e vede Lupin vittorioso nonostante Matja abbia coltelli ovunque e nonostante lui abbia una ferita che gli trapassa il torace più o meno all'altezza del cuore. Matja si convince a lasciar perdere nel momento in cui arriva Zenigata, che la arresta dopo averle comunicato che Arianna è ancora viva, e Lupin è libero così di andare nel caveau della magione con gli amici per recuperare la scatoletta, invano in quanto arrivati nel caveau il sistema di allarme li scaraventa in giardino. E' Jigen a scuotere l'amico che non sa più che pesci pigliare, al grido di "Tu pensi troppo e persino Goemon vince contro di te a poker!", cosa che porta Lupin a cercare la scatoletta addosso al cadavere di Tomoe. Trovata la scatoletta, per ringraziamento Lupin da fuoco a Tomoe e alla magione e, una volta presa visione del contenuto, getta tutto nelle fiamme, con sommo scorno dei suoi soci che mai sapranno quale sia il segreto di Lupin, se mai ce n'è uno.


Tutto torna alla normalità. Le partite a carte per decidere chi cucinerà, Zenigata attaccato alle costole, i nostri sono pronti per tornare a imperversare nel mondo e le fanciulle plagiate da Tomoe (quelle ancora in vita, ciao Hazel!) tornano alle loro esistenze, tra chi entra in prigione come Matja e chi evade come Mercedes, sulle note della commovente Bitter Rain, che chiude a mo' di chiosa tutta la stagione. Sulla quale, che dire... posso permettermi di parlare di "diludendo" e nemmeno troppo piccolo? Al di là della qualità tecnica dei singoli episodi, alcuni dei quali davvero bruttini a livello di animazioni, è proprio la storia in sé che non sa di nulla. Il tanto pubblicizzato Lupin vs Holmes ha tenuto banco per un paio di puntate iniziali in cui l'investigatore si è mostrato davvero un osso duro per tutti, ma il personaggio è stato ben poco utilizzato in seguito e la trama ha lasciato parecchie cose in sospeso. Due su tutte: cosa stava macchinando Albert? Perché Moriarty è stato introdotto come futuro del crimine quando poi non è stato più utilizzato? Guardare Lupin III - Parte 6 è stato come guardare l'ultima, orribile stagione di American Horror Story, divisa in due parti, con l'aggravante che almeno lo show americano non si è perso in filler inutili ed è andato dritto al punto; nel caso della serie animata, la seconda parte è stata sì meglio della prima, più interessante e particolare a livello di trama principale, ma mentre nella quinta serie il disagio dei vari personaggi è stato portato avanti con coerenza per quasi tutte le puntate, qui Lupin ha perso e ripreso il controllo nel giro di due (pur interessantissimi) episodi, mentre sarebbe stato molto più entusiasmante una lenta discesa dentro la follia, con i superstiti costretti a cercare l'aiuto di Holmes, Albert e Moriarty, cosa che avrebbe legato i due story arc. Cari amici della TMS, se mi pagate in gadget di Jigen giuro che vi metto a posto io le trame e le sceneggiature, non sarete nemmeno costretti ad ospitarmi in Giappone né darmi un solo yen, perché se la settima parte (sperando che prima arrivi un altro film di Takeshi Koike a rallegrarmi) sarà come questa avrete sulla coscienza la mia depressione!



Ecco le altre puntate di Lupin III - Parte 6:

lunedì 21 marzo 2022

Il Bollodromo #94: Lupin III - Parte 6 - Episodio 23

Mancano ancora due episodi alla fine di Lupin III - Parte 6 e, finalmente, con il ventitreesimo si è arrivati al cuore della trama, quello preannunciato dai teaser dell'anno scorso e dal poster ufficiale della serie. Ce n'è voluto, santo cielo, ad arrivare all'interessante 最愛の魔女の思い出 - Saiai no majo no omoide (Memorie di una cara strega). ENJOY!


Lupin e soci sono ancora (rigorosamente in giacca e cravatta a congelar dal freddo) nelle terre dell'aurora boreale, davanti a casa di Finn, la protagonista dell'episodio precedente. Viene rivelato che Zenigata ha rincorso fino a lì Lupin solo per dargli una registrazione delle ultime parole di Arianna (la quale dovrebbe essere ancora viva visto che Yata è in una sala d'attesa di un ospedale), ascoltate le quali Lupin, finalmente, sbrocca: la lunga suggestione ipnotica di Tomoe è infine scattata e il ladro gentiluomo, dopo aver debellato con l'aiuto di Matja i suoi amici e nemici di sempre, scappa per raggiungere la vecchia tutrice. Mentre Lupin è in viaggio, frastornato da un mix di flashback, visioni allucinate e una realtà talmente labile che neppure un bacio con Fujiko (indispettita dall'aver perso uno dei suoi tesori) riesce a riscuoterlo, gli altri si mettono alla ricerca del nascondiglio di Tomoe.


Zenigata riesce a scoprire qualcosa grazie alla rossa Mercedes, che gli parla di Pueblos Magicos, dicendogli che Tomoe abitava proprio in uno di essi; non chiedetemi (la memoria è labile e stare dietro ad audio giapponese e sottotitoli italiani, visto quanto parlano velocemente, non è facilissimo) qual è il trucco linguistico per cui l'ispettore arriva da Pueblos Magicos al nome della città giapponese dove dovrebbe nascondersi la vecchia tutrice, accontentatevi del fatto che Zazà comprende e basta così. Nel frattempo, invece, Jigen e Goemon si rivolgono al "Professore", Moriarty versione ragazzino biondo ed emo, il quale, tra una perculata e l'altra, si offre di aiutarli per evitare che Tomoe si impadronisca di Lupin e, di base, arrivi a conquistare il mondo attraverso le sue abilità. Ma la domanda principale è: Tomoe è davvero la madre di Lupin? Quest'ultimo, ormai, ne è convinto. Raggiunta una Tomoe parecchio invecchiata, quest'ultima gli rivela di essere la sua vera mamma, e di avere rubato dal caveau della magione del nonno di Lupin proprio le prove che lo confermerebbero.


Tomoe rivela anche l'origine della lunghissima suggestione ipnotica impiantata in Lupin: la diabolica donna ha manovrato le vite di tutte le donne incontrate nella seconda parte della serie (Tutte. Persino la dottoressa di Jigen, da lui conosciuta decenni prima. Vedete che quest'uomo porta sfiga, poverello?) affinché, ognuna nella propria lingua, consegnasse un pezzetto di un poema sull'amore a un Lupin troppo poliglotta perché la suggestione potesse funzionare solo in giapponese. L'ultimo pezzo, quello che ha portato Lupin a cedere, era inserito nella registrazione di Arianna. Ciò detto, il ladro non ha neppure il tempo di riunirsi alla presunta madre, perché li ha raggiunti anche Matja, decisamente girata di palle per essere stata una pedina di Tomoe per tutto il tempo e pronta ad ammazzare sia lei che Lupin, dopo un primo tentativo fallito.


Troppo poco e troppo tardi, come direbbe Renée di Mallrats, ma finalmente la lunghissima trama bloccata da un numero infinito di filler (i quali, a quanto si evince, facevano tutti parte della suggestione ipnotica quindi sono io a non avere capito un ca-mavaffanmale, su!!! Non prendeteci in giro!!!) ha trovato il suo compimento e io sono decisamente soddisfatta di questo episodio. Un Lupin così negativo ed incerto, talmente dimentico di sé da mandare al diavolo persino una limonata con Fujiko, è una gioia per gli occhi e spero vivamente che il suo rapporto con Tomoe, benché ritenga non sia la sua vera madre, possa venire ulteriormente sviluppato negli ultimi due episodi. Voto dieci ai deliri mentali di Lupin, dove l'influenza di Tomoe viene apparentemente contrastata dall'apparizione di fedora, spade da samurai, rossetti, ovvero tutto ciò che, assieme alle onnipresenti carte, viene associato a Jigen, Goemon e Fujiko, tre presenze fondamentali nella vita di un Lupin che ormai ha dichiarato di aver perso se stesso, tre persone importanti che Tomoe sta facendo di tutto per cancellare; apprezzabilissimo, in tal senso, il contrasto tra immagini materne e rassicuranti fatte di kimono e fiori, e qualcosa di ben più subdolo, reso con colori cupi come il rosso e il nero. La speranza è quella che, sul finale, i compagni e la nemesi storica di Lupin giocheranno un ruolo importante nel farlo rinsavire, e che non venga lasciato tutto nelle mani di Matja, la quale è già stata elevata al ruolo di Super Sayan di terzo livello, capace di smontare (!) la pistola di Zenigata con la sola imposizione delle mani e sbaragliare senza problemi Jigen e Goemon. Per piacere, su. Alla prossima! 



lunedì 14 marzo 2022

Il Bollodromo #93: Lupin III - Parte 6 - Episodio 22

Buon lunedì a tutti! L'ultimo episodio di Lupin III - Parte 6私のママの記録 (Watashi no mama no kiroku - Le cronache di mia mamma) è stato un delirio perplimente, quindi non so come farò a fare il solito riassuntino con commento... ENJOY!


L'intera trama ruota su Finn, ragazza che vorrebbe sapere qualcosa di più sulla sua defunta madre grazie a un diario che quest'ultima le la lasciato. Decide quindi di recarsi direi in Islanda, nella casa dove mammà l'ha partorita prima di morire, occupata ora da... boh, degli amici di famiglia, dei vecchi tutori di madre, uno zio e una zia? Chissà. Sta di fatto che la donna della coppia non è granché centrata e confonde Finn con la mamma. Col tempo, Finn scopre, anche grazie a delle cassette, che madre era contesa tra due giocatori di football (uno dei quali, tra l'altro, nemmeno il preferito di mammà, è diventato poi - credo -  il padre di Finn dopo - immagino - averla violentata) e che proprio in quella casa aveva ricevuto delle lezioni da una tutrice di nome Tomoe (eccallà!!), la quale probabilmente le aveva cancellato la memoria attraverso l'ipnosi, chissà per quale motivo. Tornando ai due giocatori di football, sul finale uno dei due viene ucciso nella caffetteria della scuola mentre l'altro è al telefono con la madre di Finn, da una donna che non si capisce chi sia, e la scoperta (registrata su cassetta) crea uno scompenso psicofisico a Finn, almeno finché....


Ma basta! Torniamo un attimo indietro. Tomoe a parte, che caspita c'entra tutta quest'indagine con Lupin? Il nostro, mentre Jigen e Goemon si procurano la cena pescando, è impegnato a googlare cose sul dark web, finché s'imbatte nel podcast di Finn e, capendo che lì potrebbe scoprire nuove informazioni su Tomoe, si mette ad ascoltare. Purtroppo, non è il solo. Anche l'ex fioraia ora criminale internazionale Matja ascolta e si è già messa in moto per andare in Islanda; un Zenigata non del tutto interdetto la sgama grazie alle telecamere dell'aeroporto e decide a sua volta di recarsi nella terra dell'aurora boreale (per inciso, nell'episodio non si fa cenno del destino di Ari, quindi chissà se è viva o morta) e lo stesso fa Lupin (per inciso, lui va col fuoristrada, Jigen e Goemon A PIEDI. Io boh.). Arrivati tutti a casa di Finn, Matja si limita a guardare senza fare nulla, mentre Lupin va a soccorrere una Finn in crisi e, una volta che la fanciulla si è calmata, le regala dei fiori e le augura buon compleanno prima di tornarsene da dove è venuto.


Posso dire boh? A meno che il prossimo episodio non sviluppi un po' di più la faccenda, Le cronache di mia mamma diverrà l'equivalente di quell'episodio di Twin Peaks parte 3 in cui i Nine Inch Nails hanno letteralmente scassato la trama creando un delirio cosmico che solo Lynch avrebbe potuto dipanare, se ne avesse avuto voglia. Con tutto il rispetto per la madre di Finn, povera crista innamorata di un giocatore di football e probabilmente violentata e messa incinta da un altro, ma che caspita me ne deve fregare? 'sta Tomoe aveva le mani in pasta ovunque, ho capito, e ha cresciuto più donne lei che Miss Pony (ma poi, qualcuno mi spieghi: va bene crescere assassine, ladre, spie, poliziotte, insomma, gente utile, ma questa era una disgraziata senza arte né parte e la figlia uguale!), ma non è realizzando un intero episodio senza Lupin, dedicato quasi interamente a un personaggio creato alla bisogna, che il mistero si farà più interessante e coinvolgente. Davvero, non comprendo come mai gli sceneggiatori stiano ciurlando così tanto nel manico; mi sembra di vedere il catasto che da un anno e mezzo non manda avanti una pratica "perché c'è il covid", stessa motivazione che, a quanto ho letto, adducono i realizzatori di Lupin III - Parte 6 quando qualcuno si lamenta per i troppi filler. Mi auguro vivamente che l'episodio della settimana prossima possa chiarire l'intera faccenda, altrimenti qui verrò seppellita dal diludendo. 


lunedì 7 marzo 2022

Il Bollodromo #92: Lupin III - Parte 6 - Episodio 21

Come ogni lunedì o quasi, oggi è il giorno in cui si fa il recap dell'ultimo episodio di Lupin III - Part 6. Sono arrivata, alla 21esima puntata, a considerare la serie non come un prodotto composto da una breve trama portante e un'infinità di filler, quanto piuttosto come una normalissima, "vecchia" serie di Lupin con qualche episodio diviso in più puntate perché troppo lungo; oggi parliamo dunque non di un filler ma di un episodio "normale", ovvero うたかたの島へようこそ (Utakata no shima e yōkoso - Benvenuti sull'isola spumosa). ENJOY!


Lupin e i suoi vanno in vacanza carichi di danaro ma, loro malgrado, a causa di un incidente rimangono bloccati su un'isola per alcuni giorni, finché non verrà riparato il ponte mobile che la collega alla terraferma. Nel frattempo, un'inquietante ragazzina dal sembiante di bimba e le sise più grosse di quelle di Fujiko, si incapriccia di quest'ultima e si convince che sia una sirena; le cose peggiorano quando, a un certo punto, la ragazza si ritrova anche a fantasticare su un triangolo che coinvolge Fujiko, Jigen e Goemon, questi ultimi scambiati rispettivamente per un dandy musicista e per uno studente squattrinato. Lupin si trova intanto in ospedale a causa di un colpo di frusta e lì Fujiko lo convince a cercare un inafferrabile pesce-sirena che si dice dimori nelle acque dell'isola e propizi l'amore. Il ladro gentiluomo non se lo fa dire due volte, e durante le ricerche s'imbatte nella ragazzina, la quale si convince che lui sia un terzo spasimante di Fujiko. Per dirimere una volta per tutte la faccenda, la giovinetta spinge Fujiko a travestirsi da sirena e, attirati i tre uomini con la promessa di mostrare loro dove si trovi il leggendario pesce, li coinvolge in una gara di dichiarazioni d'amore vinta ovviamente da nessuno. Fujiko fa il gesto dell'ombrello a tutti e tre, la ragazzina ci rimane di tolla (ma sopravvive alla confessione di averli fregati tutti e di non sapere, in effetti, dove si trovi il pesce) e, dopo avere scoperto che il terzo spasimante è proprio QUEL Lupin III, giura di diventare, in futuro, tosta come Fujiko, trasformata nell'ennesimo viaggio mentale in una spia senza aMMore. 


Benvenuti sull'isola spumosa è probabilmente il filler più scemo dopo quello in cui Goemon viene trasformato in modello, ma perlomeno stavolta ho riso di cuore dall'inizio alla fine. Il punto di forza dell'episodio, ovviamente, sono i viaggi mentali della ragazzetta, che ne fanno un esilarante what if...? che mostra i nostri eroi, soprattutto Jigen e Goemon, in una versione totalmente inedita, filtrata dall'occhio di un'appassionata di misteriose storie d'amore; dialoghi terra terra e persino sgarbati diventano così struggenti conversazioni tra amanti, lo stundaio Jigen un affascinante musicista dall'animo malinconico, Goemon uno studente con le pezze al culo ma tanto ammore nel cuore, e i due vengono visti come rivali a un passo dall'uccidersi per amore di Fujiko. Anche la battaglia finale a colpi di dichiarazioni d'amore, con un inedito Jigen di bianco vestito che propone all'amata una vita a bere caffé insieme, merita tantissimo la visione dell'episodio, e compensa animazioni non proprio eccelse, con le solite proporzioni dei personaggi fatte a tirar via, visi non proprio belli a vedersi, e l'inquietante ragazzina con le sise giganti. Anche la prossima settimana, purtroppo, nessun progresso nella storia principale, spero almeno di divertirmi come con questo episodio!



Ecco le altre puntate di Lupin III - Parte 6:

lunedì 28 febbraio 2022

Il Bollodromo #91: Lupin III - Parte 6 - Episodio 20

Continuano i filler della serie Lupin III - Parte 6! Sabato l'episodio era interamente dedicato a Fujiko, come già si poteva evincere dal titolo: 二人の悪女 (Futari no akujo - Due perfide donne). ENJOY!


E' un giorno di deboscia come un altro: mentre Fujiko si dà allo shopping, Lupin la intrattiene con la classica telefonata da smartworking, ovvero elegante sopra e in mutande fuori dalla telecamera (mentre Jigen lucida la pistola fuoricampo), e cerca di strapparle un appuntamento. A rovinargli i piani, arriva la Harley Quinn della situazione, ovvero una vecchia amica di Fujiko, Amelia, che la "rapisce" per rivangare i bei tempi in cui rubavano assieme e per proporle un nuovo colpo. Fujiko non è troppo convinta; Amelia è carina, "tomboyish" e casinista, ma anche raffazzonata, infatti il loro ultimo colpo ai danni di un magnate della tecnologia si era concluso con una quasi cattura e con detto magnate sfigurato da un ferro rovente, presumibilmente morto. Nonostante ciò, Fujiko accetta di aiutarla a rubare la collana del capo di una setta, dove Amelia si è già infiltrata in guisa di suora, con la scusa che al capo/sacerdote/divinità piacciono le belle donne.


Le due fanciulle arrivano dunque sull'isola sede della setta e lì Fujiko scopre (ma ci ero arrivata anche io tipo 10 minuti prima) che il gran sacerdote non è altro che il magnate della tecnologia sfigurato, ovviamente assetato di vendetta nei confronti della pettoruta ladra, che viene lasciata in mutande e reggiseno e legata a un marchingegno di tortura assai simile a quello del vecchio Mister X, solo con ferri roventi al posto delle manine che fanno il solletico. Fujiko viene ovviamente salvata da un override del sistema operato da Lupin, che già da mesi tentava di entrare nel database dell'ex magnate onde fregargli tutti i soldi, il marrano viene marchiato a morte e Amelia viene perdonata perché non ha tradito Fujiko per soldi, bensì per vendicarsi del magnate, reo di avere venduto come schiave delle sue vecchie amiche dell'orfanotrofio... e poi perché incinta. Di chi non si sa, visto che il compagno di Amelia non si vedrà mai nell'episodio e visto che la fanciulla dimostra un amore per Fujiko fuori dal comune, ma sta di fatto che di lì a poco nasce un pargolo e Amelia arriva a definire Fujiko "papà". Vabbé.


Nonostante sia un filler, l'episodio scorre fortunatamente rapido e divertente, soprattutto grazie alla vivacità simpatica di Amelia, tanto che quasi quasi verrebbe voglia di vedere di nuovo la strana coppia all'opera. Molto belle e vivaci anche le melodie della colonna sonora, gradevoli le animazioni e accattivante il giusto il character design di Amelia, anche se è davvero dura figurarsi la sensuale Fujiko in combutta con una ladruncolotta in felpetta rosa e shorts. Interessanti anche le citazioni, a partire da quella, già segnalata, della macchina di tortura del vecchio Mr X, per arrivare ai chupa chups utilizzati come sostitutivo delle sigarette: sapevate che nel (fortunatamente) mai realizzato anime Lupin VIII, di cui rimane solo il pilota, il discendente di Jigen avrebbe tenuto in bocca dei lecca lecca invece della sigaretta d'ordinanza? Orrore e raccapriccio, ma potete trovare ancor più orripilio QUI. Alla prossima settimana!




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