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venerdì 30 settembre 2016

Blair Witch (2016)

Ma che, si fa così? Uno aspetta con trepidazione Blair Witch e il ritorno alla regia di Adam Wingard e poi... vabbé, continuate a leggere il post.


Trama: dopo la scomparsa della sorella Heather nei boschi di Burkittsville, avvenuta anni prima, e il recente ritrovamento di un filmato che la vedrebbe protagonista, il giovane James prende con sé un gruppo di amici e si dirige negli stessi luoghi dove, si dice, dimori la Strega di Blair...



Forse sto invecchiando. Ma sì, sto invecchiando, lo ammetto. Non è possibile arrivare alla fine del primo tempo di un film come Blair Witch con la voglia di cavarsi gli occhi e vomitare le viscere, dai. D'altra parte, se non stessi invecchiando come credo, potrebbe voler dire che l'ultimo film di Wingard è una sòla pazzesca, per di più non nobilitata neppure da una regia degna di questo nome, e mi spiace perché a tanti amici adorati è piaciuto e Wingard, con quella faccetta da orsottino barbettoso, è talmente puccio da non meritare insulti. Però, se fossi ancora GGiovane nel cuore, perché The Blair Witch Project mi era piaciuto così tanto all'epoca (anzi, ancora oggi) e invece Blair Witch no? Forse perché il found footage ibridato al mockumentary ha ormai rotto il pazzo? Può darsi benissimo, eh. Anzi, diciamo proprio che ha rotto il pazzo e basta. Ok, torniamo seri un attimo. Cosa c'è di bello in Blair Witch? L'effetto nostalgia, quello sì. Il brivido di risentire dopo tredici anni nomi come Burkittsville, Elly Kedward e Heather Donahue, di rivedere quel terrificante finale messo a mo' di prologo predispone l'animo ad inenarrabili terrori reminescenti della tarda adolescenza, quei simboletti fatti con rametti e corde gelano ancora oggi il sangue, per non parlare delle maledette manine di poveri infanti messi al muro per non vedere. Ed effettivamente, signori, io metà film non l'ho vista. O, meglio, l'ho vista a metà, con gli occhi opportunamente riparati dalle MIE di mani, onde proteggere il cuore dalle miriadi di salti sulla sedia fatti ogni volta che la videocamera partiva a riprendere il bosco di notte, tra urla belluine, movimenti sospetti, illusioni ottiche e chi più ne ha più ne metta, con l'ulteriore aggiunta di claustrofobici tunnel dove la gente si incastra per la gioia di chi, come me, ha ereditato il terrore paterno degli spazi chiusi. Insomma, Blair Witch FA paura, va bene. Però me n'imbelino, così sono buoni tutti, perlomeno finché non cominciano a scorrere i titoli di coda. Cerchiamo invece di capire perché il film di Wingard ha smesso di farmi paura nel momento esatto in cui ho messo piede fuori dal cinema.


Non ricordo dove l'ho letta ma la differenza, almeno per me, è interamente racchiusa in questa frase: "The Blair Witch Project era un film su persone che si PERDONO nel bosco, Blair Witch è un film su persone che vengono CACCIATE all'interno del bosco". In soldoni, io so già, in questo caso, dove andrà a parare la strega e cosa farà, così come so più o meno anche come e dove si concluderà il film: di fatto, il mio spaventarmi è automatico, perché ormai conosco il meccanismo della saga, il quale dal 1999 ad oggi non è mai cambiato. Heather, Josh e compagnia si perdevano nel bosco, c'era la tremenda angoscia di non poterne uscire, di non riuscire a comunicare con l'esterno, tutta la costruzione della tensione che probabilmente mi avrebbe uccisa anche se la strega non si fosse palesata; insomma, la strega era un di più, forse frutto di illusione, forse vera, non era questo l'importante. In Blair Witch invece lo sceneggiatore Simon Barrett si è addirittura inventato il barbatrucco "per attirare persone nel bosco", ché la strega di Blair necessita di vittime sacrificali. Insomma, alla strega fornisci delle motivazioni, un intelligenza malvagia, uno schema che non la rende più entità astratta ma semplice, banalissimo boogeyman. Per non sbagliarsi, e per non confondere il pubblico, Wingard a un certo punto piazza nella radura non già dei pupazzetti fatti di rami ma dei giganti fatti di tronchi, come a dire "Yuhuuu!! Ci sono!! Guardate che la strega c'è, non è una ilusion en vuestro piensamento!", mentre la già citata sceneggiatura inserisce qui e là elementi horror completamente inutili ai fini della trama (la ferita al piede della ragazza di colore, del tutto fine a sé stessa, resa ulteriormente ridicola dal fatto che una tipa zoppa e febbricitante per mezzo film si trasformi alla fine in provetta scalatrice di alberi) e buoni soltanto a trasformare la terrificante casa del primo film in un vomitoso luna park dove la logica va a farsi un po' benedire. E va bene, la storia del loop temporale ha il suo fascino ed è anche carina, tuttavia è ancora troppo cervellotica per una storia ancestrale come quella della strega di Blair. Wingard, Barrett, siamo gente semplice, l'orrore deve entrarci sottopelle con la forza di un ago arrugginito, senza tanti fili da ricamo attaccati. Se volevate la cosa fine, potevate ignorare lo stile dell'originale e utilizzare delle riprese classiche, perlomeno non sarei uscita dal cinema con la voglia di vomitare l'anima e quella di prendervi amorevolmente a coppini.


Del regista Adam Wingard ho già parlato QUI.

Callie Hernandez interpreta Lisa. Americana, ha partecipato a film come Machete Kills, Sin City - Una donna per cui uccidere e a serie come Dal tramonto all'alba. Ha tre film in uscita, tra i quali La La Land e Alien: Covenant.


James Allen McCune, che interpreta perlappuntamente James, era il fidanzatino di Beth nella seconda stagione di The Walking Dead, alla fine della quale è stato poco cerimoniosamente sbranato dagli zombie. Blair Witch segue The Blair Witch Project e, vivaddio, ignora Il libro segreto delle streghe: Blair Witch 2, il sequel che c'è ma non esiste; se vi fosse piaciuto recuperate quindi il capostipite e aggiungete la saga di REC, Altered - Paura dallo spazio profondo e The Witch. ENJOY!

domenica 25 agosto 2013

The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair (1999)

E finalmente ci siamo arrivati alla fonte di tutti i mali o, meglio, di tutti i mockumentary. Chi avrebbe mai detto, nel lontano 1999, che questo The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair (The Blair Witch Project) di Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez avrebbe aperto la via a miriadi di cineasti perlopiù inetti e alla crisi dell'horror classico?


Trama: tre studenti si recano a Burkitsville, ex Blaire, per indagare su una leggenda locale legata alla figura di una strega. Non torneranno mai più a casa, ovviamente, ma di loro rimarrà un'ultima, terribile testimonianza.


Nel 1999 televisioni, internet e giornali sono stati invasi dalle foto di Heather, Josh e Mike, tre ragazzi andati nei boschi per girare un documentario e mai più rivisti da allora. E' bastato questo semplice escamotage pubblicitario per spingere milioni di persone in tutto il mondo a riversarsi nei cinema per guardare i documenti che ne testimoniavano la presunta scomparsa, fatti passare per vero girato e gettati in pasto al pubblico in gran parte credulone. Seppure conscia che non si sarebbe trattato di una storia vera, c'ero anche io quell'anno in mezzo alla bolgia di spettatori, curiosa di vedere questa ultima frontiera dell'horror e accompagnata da amici che, dopo l'esperienza, non avrebbero mai più guardato nessun film appartenente al genere. Anzi, ricordo distintamente che, alla fine della proiezione, una di loro si era girata verso di me e mi aveva chiesto "Ma alla fine il cavallo peloso cosa c'entrava? E' stato lui?" mentre io ero ancora intenta a farmi passare la tachicardia che mi aveva abbattuta nel 10 minuti finali. Questo per dire che The Blair Witch Project è un film imperfetto che, probabilmente, all'epoca aveva deluso i più sia per la mancanza di gore che per la novità di quelle riprese che sono davvero al limite dell'amatoriale... ma vi assicuro che, anche dopo più di 10 anni, risulta più efficace di tanti altri mockumentary recenti.


Tra le rimostranze dei DIlusi dell'epoca ce n'erano due in particolare che venivano spesso ripetute: "non succede niente" e "mi fa venire da vomitare". Oh, erano condivisibili entrambe, in effetti. Nel film non succede davvero niente per più di metà della durata, sta allo spettatore mettersi nei panni dei tre protagonisti e agitarsi per i rumori lontani, per le macabre scoperte nei boschi, per i momenti in cui lo schermo diventa completamente buio e si sente solo parlare o urlare, perché la presenza della strega Elly Kedward è palpabile benché invisibile, come se fosse nascosta tra le fronde ad osservarli maligna, facendoli perdere e litigare o peggio. Quanto alle riprese da mal di mare concorrono ovviamente a dare al tutto un tocco più realistico perché sono state effettuate dagli stessi attori, assolutamente inesperti nell'arte della regia e, spesso e volentieri, realmente terrorizzati grazie alla bastardaggine dei due registi che, magari, li svegliavano in piena notte scuotendo la tenda a loro insaputa. Però, nonostante questo (anzi, proprio per questi motivi) The Blair Witch Project ha inaugurato un nuovo modo di fare cinema, a me era piaciuto all'epoca ed è piaciuto anche dopo averlo rivisto in DVD. Probabilmente guardandolo in salotto mi ha fatto meno paura... ma adesso bisogna vedere per quanto tempo ancora mi si staglieranno nella mente le terribili immagini del devastante finale tutte le volte che arriverò a casa, da sola, dopo una serata passata con gli amici.

Daniel Myrick è uno dei due registi della pellicola. Americano, dopo questo film ne ha diretti altri quattro, quasi tutti horror che tuttavia non conosco. Anche sceneggiatore, produttore e attore, ha 41 anni.


Eduardo Sánchez (Eduardo Miguel Sánchez-Quiros) è il secondo regista della pellicola. Cubano, ha diretto anche Altered - Paura dallo spazio profondo, Lovely Molly e V/H/S 2. Anche sceneggiatore, produttore e attore, ha 45 anni e un film in uscita. 


Heather Donahue interpreta Heather. Americana, ha partecipato a serie come Oltre i limiti, Taken e It’s Always Sunny in Philadelphia. Ha 39 anni.


Joshua Leonard interpreta Josh. Americano, ha partecipato a film come Hatchet, Che la fine abbia inizio e a serie come Oltre i limiti, CSI: NY, CSI: Miami, Numb3rs, Bones e Criminal Minds. Anche regista e sceneggiatore, ha 37 anni e sei film in uscita.


Michael C. Williams interpreta Mike. Americano, dei tre protagonisti è quello che ha fatto meno carriera, infatti ha partecipato al film Altered - Paura dallo spazio profondo e alla serie Senza traccia. Ha 40 anni.


I due finali scartati prevedevano Mike impiccato o legato in guisa degli omini fatti coi legnetti nel bosco... e per fortuna i realizzatori hanno rinunciato alla scellerata idea di far inseguire i tre protagonisti proprio da uno di questi omini formato gigante! A parte questo, del film esiste un seguito, il mediocre Il libro segreto delle streghe: Blair Witch 2 che, a sua volta, ha dato origine al mockumentary televisivo Shadow of the Blair Witch, andato in onda sul canale Sci Fi nel 2000. Inoltre, durante la conferenza stampa di Lovely Molly, Sánchez si è lasciato scappare di essere interessato a girare un terzo capitolo della saga, quindi staremo a vedere.Nel frattempo, se il film vi fosse piaciuto consiglio la visione dei tre REC. ENJOY!!

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