Volevo andare a vedere Camp Miasma, ma abito nella maledetta Savona e ho dovuto accontentarmi di Insidious - Fuori dall'Altrove (Insidious: Out of the Further), diretto e co-sceneggiato dal regista Jacob Chase.
Trama
Gemma vive con la figlioletta Maya nella casa dove, un tempo, sua madre si era suicidata dopo avere manifestato pericolosi disturbi mentali. Un giorno, Gemma comincia ad avere incubi terribili che cominciano ad erodere la sua percezione della realtà...
Recensione
Come forse saprete, la saga di Insidious non è mai stata tra le mie preferite, l'ho sempre trovata piuttosto noiosa, preferendole il franchise di The Conjuring. Di fatto, sono andata al cinema senza ricordare nemmeno l'ultimo film, La porta rossa, portandomi dietro solo un'infarinatura generica comprendente un ricordo piuttosto chiaro di cosa fosse la dimensione chiamata "Altrove" e, ovviamente, di chi fosse la sensitiva Elise Rainier. Se in Fuori dall'Altrove c'erano degli easter egg, salvo forse la comparsa di un paio di demoni che mi è parso di riconoscere, non li ho ovviamente colti, ma poco importa perché l'ormai sesto capitolo della saga è un'opera che si regge abbastanza sulle sue gambe e che può essere apprezzata anche senza conoscere i film precedenti. Chiuso il capitolo Lambert, infatti, Fuori dall'Altrove introduce un nuovo personaggio, Gemma, un'igienista dentale con un'infanzia segnata da una madre morta suicida dopo essere impazzita. Nonostante i giusti consigli del fidanzato, che spesso la esorta ad abbandonare una casa così piena di dolore e cupi ricordi, Gemma si ostina a vivere lì assieme alla figlia Maya. La loro vita scorre serena, finché Gemma comincia a sognare l'oscura dimensione denominata "Altrove", dove risiedono i demoni e i morti che non riescono ad andare nell'aldilà; ancor peggio, gli incubi si rivelano qualcosa di peggiore, arrivando persino ad alterare la percezione della realtà di Gemma e a spingerla verso una progressiva follia che rischia di farla diventare come sua madre, alienandola dalla spaventata Maya. Ovviamente, dietro queste visioni ed incubi c'è qualcosa che non vi sto a spoilerare, ma fondamentalmente Gemma ha una caratteristica in più rispetto ai "fortunati" membri della famiglia Lambert che scivolavano inconsapevolmente nell'Altrove, e ciò la rende uno strumento indispensabile per ciò che lì dimora. A livello di "paura" per lo spettatore, questa caratteristica di Gemma si traduce in un confine ancora più sottile tra realtà e Altrove, tra sogno, veglia e visione, risultando (almeno per quanto mi riguarda) più coinvolgente e divertente rispetto ai precedenti capitoli; inoltre, il pregio di Fuori dall'Altrove è l'introduzione di un paio di personaggi assai barocchi, sia vivi (più o meno) che morti, che aumentano di un paio di tacche il tasso di disgusto e di cheesiness dell'intera operazione. Certo, quest'ultimo aspetto deve entrare in risonanza con spettatori pronti a stare al gioco e ad apprezzare questi tocchi weird, come la sottoscritta, mentre gli altri rischiano di giudicare Fuori dall'Altrove ancora più scemo dei film che lo hanno preceduto.
Oltre a questo, capisco anche che molti spettatori disprezzeranno Fuori dall'Altrove per la sua natura derivativa. Per quanto mi riguarda, se vengono frullati gli ingredienti giusti mangio tutto volentieri, e l'ultimo capitolo di Insidious aggiunge, agli elementi tipici della saga, anche suggestioni da molti altri film horror passati e presenti. Da Nightmare a The Dentist, entrambi ampiamente citati e saccheggiati, si passa ad una delle sequenze più particolari, quella in cui Gemma si perde all'interno di un fortino di cuscini, in cui molti hanno visto un richiamo a Backrooms ma che a me ha riportato alla mente il poco conosciuto e geniale Dave Made a Maze, tutti piccoli tocchi che ravvivano una regia tutto sommato ordinaria, che però dà molta importanza ai colori (soprattutto il rosso) e ad un sonoro insinuante. Rispetto agli altri film della saga, mi è sembrato si sia posta una maggiore attenzione anche al character design dei personaggi, affidati ad attori dal sembiante particolare, o ad un make-up ispirato. I tre vecchietti che campeggiano in tutte le foto promozionali, per esempio, sono un colpo di genio che offre parecchie soddisfazioni durante la visione, e il demone "capo", Cyrus (a furia di trovare citazioni, non riuscivo a smettere di pensare a Con Air), supera in figaggine il Lipstick-Face Demon dei primi capitoli in quanto frutto illegittimo di una misteriosa unione tra Alice Cooper, Iggy Pop e il Bughuul di Sinister. Gli attori principali, invece, sono abbastanza dimenticabili. Benché sia sempre bello vederla sul grande schermo, Lin Shaye ormai passa giusto a ritirare l'assegno, e l'unica cosa che mi ha colpita è l'incredibile somiglianza della protagonista, Amelia Eve, con una giovane Naomi Watts. In definitiva, credo che Insidious - Fuori dall'Altrove sia un dignitoso horror commerciale che potrebbe accontentare sia i fan che lo spettatore occasionale. Quest'anno ho visto di meglio, anche per quanto riguarda il non-elevated horror, però mi sono divertita, forse perché partivo con aspettative azzerate. Ciò detto, adesso basta mungere la mucca dell'Altrove, per piacere!
Cast
Di Lin Shaye, che interpreta Elise Rainier, ho già parlato QUI.
- Jacob Chase è il regista e co-sceneggiatore del film. Americano, ha diretto film come Come Play - Gioca con me. Anche attore, montatore e produttore, ha 40 anni.
Curiosità
Amelia Eve, che interpreta Gemma, era la Jamie di The Haunting of Bly Manor, mentre Brandon Perea, Nick, ha partecipato al film Nope. Insidious - Fuori dall'Altrove è perfettamente fruibile come film a sé stante ma , per completezza, il mio consiglio è quello di recuperare Insidious, Oltre i confini del male - Insidious 2, Insidious 3 - L'inizio, Insidious: L'ultima chiave e Insidious - La porta rossa. ENJOY!

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