La challenge horror settimanale voleva un film uscito nel 1986, così ho deciso di festeggiare i 40 anni di The Hitcher - La lunga strada della paura (The Hitcher), diretto dal regista Robert Harmond.
Trama
Un ragazzo dà un passaggio a un autostoppista che, in realtà, è un folle killer. Dopo essere miracolosamente fuggito alle sue grinfie, il ragazzo viene perseguitato dall'autostoppista e ingiustamente accusato dei delitti da lui commessi...
Recensione
Ormai la mia memoria è andata. Mi sembra strano che non avessi mai visto prima di qualche giorno fa The Hitcher, eppure più ci penso più mi vengono in mente solo le locandine e le pubblicità su TV Sorrisi e Canzoni e basta. Quindi, do per buono, vergognosamente, di aver affrontato per la prima volta The Hitcher all'età di 45 anni, e sono felicissima di averne avuto, finalmente, l'opportunità, nonostante l'atroce dubbio che la versione disponibile su Prime Video sia tagliata. Spero di sbagliarmi ma, a prescindere, The Hitcher mette un'angoscia maledetta anche senza mostrare più del necessario. Per chi, come me, o non avesse mai visto il film o si fosse dimenticato di averlo fatto, The Hitcher inscena un terribile gioco tra gatto e topo ai danni del giovane Jim. Bello ed ingenuo, Jim si è messo in viaggio per consegnare una macchina a San Diego e, dopo aver rischiato di addormentarsi durante il tragitto, decide di caricare un autostoppista che possa tenergli compagnia. Quest'ultimo si rivela, purtroppo per Jim, un pazzo omicida il quale, dopo non essere riuscito ad ucciderlo per puro caso, si mette a perseguitarlo, arrivando al punto da incastrarlo per gli omicidi da lui commessi. L'agghiacciante meccanismo di pura tensione che è The Hitcher non risiede tanto nell'attesa che John Ryder, prima o poi, compaia su qualche macchina lanciata a folle velocità per uccidere Jim, quanto piuttosto nel modo subdolo con cui il killer priva il ragazzo di ogni minima speranza di aiuto o salvezza. Più volte, infatti, Ryder risparmia la vita di Jim, solo per farlo piombare in una nera disperazione che nulla ha a che fare con la morte (o, almeno, non la sua); beffardo e, in qualche modo, "paterno" nel suo desiderio di educare Jim, Ryder arriva persino al punto di mettergli delle monete sugli occhi (un obolo per il traghettatore dei morti) per sottolineare il suo desiderio di uccidere la parte ingenua ed infantile del ragazzo, di costringerlo ad abbracciare un'oscurità e un male percepiti come inevitabili. Privo di un nome reale, John Ryder potrebbe davvero essere l'incarnazione del male che si annida nel mondo, una macchina di morte senza motivazioni né origini, e per questo assolutamente casuale nelle modalità e nei tempi con cui dispensa violenza e orrore. La battaglia tra lui e Jim va dunque oltre il livello fisico, nonostante l'ampio utilizzo di armi da fuoco e lame affilate, e si concretizza in un'oscurità che divora, lentamente ma inesorabilmente, l'animo del ragazzo, lasciandolo solo ad affrontarla anche mentre scorrono i titoli di testa.
La cosa che più colpisce, dopo 40 anni, è la lucidità con cui questa perdita di innocenza e questo viaggio nell'orrore vengono messi in scena, rifuggendo l'estetica anni '80 e i cliché del sottogenere slasher a cui The Hitcher è stato erroneamente ascritto. Robert Harmon, regista che poi si è inspiegabilmente perso, cattura la brulla bellezza dei paesaggi naturali "all-american" tagliati da strade infinite, prende la loro familiarità e li trasforma in qualcosa di alieno, una dimensione altra dove gli umani non posso entrare e, quando lo fanno, è a loro rischio e pericolo. E' come se, addormentandosi, Jim avesse sconfinato in un universo parallelo e, ad ogni tentativo di fuggire, si portasse dietro Ryder nella realtà, con tutte le terribili conseguenze del caso, per lui e per gli altri. Questo aspetto onirico della regia e della narrazione porta lo spettatore a sentirsi a tratti confuso; per esempio, durante il secondo incontro tra Jim e Ryder, nella stazione di servizio abbandonata, in mezzo alla nebbia, ero convinta che il ragazzo si sarebbe prima o poi svegliato, mentre l'intera sequenza nella stazione di polizia sembra presa di peso da uno dei vari Nightmare, tanto è surreale la situazione in cui viene a trovarsi il protagonista. E poi, ovviamente, c'è lui. Rutger Hauer, bello come il sole, tremendamente affascinante nonostante sia l'interpretazione dell'attore che la sceneggiatura diano l'idea che Ryder sia un buco nero, una fredda macchina di morte. Eppure, Hauer ha talmente tanto carisma che si mangia qualunque altra presenza nel film, anche il povero C. Thomas Howell, il quale a meno di vent'anni ha comunque interpretato egregiamente la terribile trasformazione psicologica che subisce Jim. "Iconico" è una parola ormai abusata, che sono arrivata a non apprezzare granché, eppure Rutger Hauer in The Hitcher è niente meno che iconico, uno spauracchio che, anche privo di trucco e col solo ausilio di quegli allucinanti occhi di ghiaccio, risulta più terribile di tanti altri mostri che hanno fatto la storia del genere horror. Se anche voi, dopo 40 anni, non avete mai visto The Hitcher o ve lo siete dimenticato (ma, arrivata a questo punto, ne dubito), questo anniversario è un'ottima occasione per recuperarlo ed imparare, una volta per tutte, che la mamma ha ragione: non si caricano gli autostoppisti!!
Cast
Di Rutger Hauer (John Ryder), Jennifer Jason Leigh (Nash) e Jeffrey DeMunn (Capitano Esteridge) ho parlato ai rispettivi link.
- Robert Harmon è il regista del film. Americano, ha diretto film come Teneramente in tre e They - Incubi dal mondo delle ombre. Anche produttore, direttore della fotografia e sceneggiatore, ha 73 anni.
- C. Thomas Howell interpreta Jim Halsey. Americano, ha partecipato a film come E.T. - L'extra-terrestre, I ragazzi della 56ª strada, The hitcher II - Ti stavo aspettando, The Amazing Spider-Man e a serie quali Moonlighting, I viaggiatori delle tenebre, Oltre i limiti, E.R. Medici in prima linea, 24, Outcast, The Punisher, The Terror, Criminal Minds, Creepshow e The Walking Dead. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 60 anni e due film in uscita.
Curiosità
Armin Shimerman, che interpreta il sergente nelle scene dell'interrogatorio, era il preside Snyder di Buffy The Vampire Slayer. Il film ha un seguito, The hitcher II - Ti stavo aspettando, e un remake, The Hitcher. Non avendoli mai visti, non posso consigliarveli, ma potete guardare Duel e, perché no, Wolf Creek. ENJOY!

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