martedì 20 gennaio 2015

La teoria del tutto (2014)

Cominciano i preparativi per la Notte degli Oscar! Eh sì, nonostante il cosmico diludendo per le nominescions quest'anno ho deciso di fare la brava e recuperare quanti più film possibile per non arrivare ignorante alla premiazione come tutte le volte. Oggi tocca a La teoria del tutto (The Theory of Everything), diretto nel 2014 dal regista James Marsh, tratto dal libro Verso l'infinito di Jane Wilde Hawking e candidato a 5 premi Oscar: Miglior Film, Eddie Redmayne Miglior Attore Protagonista, Felicity Jones Miglior Attrice Protagonista, Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Colonna Sonora. 


Trama: il film racconta la vita di Stephen Hawking e della moglie Jane, a partire dalla terribile scoperta della malattia che ha condannato il fisico all'immobilità fino ad arrivare ai nostri giorni...


Se c'è una materia che ho sempre detestato alle superiori, assieme alla matematica, era la fisica. Proprio non arrivavo a capire quelle assurde regole che governano il nostro universo, quelle formule astruse basate (secondo me, ovviamente) sul nulla e utili al prosieguo della mia esistenza quanto un frigorifero al polo nord. Non mi vergogno quindi a dire che ho sentito nominare per la prima volta Stephen Hawking in una puntata dei Simpson e per un po' di tempo sono stata assolutamente convinta di avere davanti un personaggio inventato, poi mi sono ovviamente documentata, a differenza di alcuni blasonati giornalisti; a tutt'oggi non ho assolutamente idea di quale incredibile rivoluzione lo studioso abbia apportato all'interno della fisica, della matematica, della cosmologia e dell'astrofisica ma non importa essere saputi per poter godere di La teoria del tutto. Il film si basa soprattutto sul rapporto tra Stephen e la moglie Jane, un legame profondo messo alla prova dalla cosiddetta malattia del motoneurone che, a poco a poco, ha condannato l'astrofisico ad una progressiva atrofia muscolare che lo ha costretto prima sulla sedia a rotelle e poi a comunicare tramite un sintetizzatore vocale. La teoria del tutto mostra il giovane e brillante Stephen perdere a poco a poco il controllo del fisico ma non della mente, la bella ed intelligente Jane farsi in quattro per sostenere un uomo a cui erano stati predetti solo due anni di vita e che invece è stato suo compagno per più di venti, il sentimento che unisce i due trasformarsi da amore in grado di vincere ogni avversità in profonda amicizia minata (ma non distrutta) dalla malattia, dalle avversità e dal desiderio di Jane di avere una famiglia normale; la "teoria del tutto" che da il titolo al film, così come altre teorie di Hawking, diventano di conseguenza una sorta di corollario di quella che in definitiva è una raffinata soap-opera per "intellettuali" costellata di figli, amanti e genitori impiccioni e che, di fatto, è tranquillamente fruibile dalla maggioranza del pubblico ignorante mentre rischia di venire tacciata di ignominia dai seguaci "duri e puri" di Hawking.


Come spettatrice ignorante io mi sono ritrovata nel mezzo. Non vado matta per le storie d'amore e malattia ma non nego che La teoria del tutto mi abbia strappato più di una lacrima sul finale, soprattutto per la consapevolezza della grande forza d'animo di Hawking e della sua incredibile tenacia ed ironia, che gli hanno impedito di cadere nella disperazione e lo hanno fatto sopravvivere per lunghi anni in cui la sua attività si è rivelata fondamentale per il mondo accademico. Razionalmente, però, riconosco anche che La teoria del tutto non sia un'opera così grandiosa da meritare una statuetta come miglior film; la trama, zeppa di tutti quei piccoli barbatrucchi per creare un film da Oscar e giocata sul filo pericoloso del melodramma sentimentale, sarebbe ben poca cosa se non fosse sorretta da due interpretazioni della Madonna, da una regia elegante e raffinata e da una bella colonna sonora. Eddie Redmayne merita davvero tutti i premi vinti finora perché si annulla completamente nel personaggio di Hawking, mandando al diavolo la sua bellezza inglese (che io non apprezzo ma è indubbia) ed accentuando un fascino derivante da intelligenza, curiosità e ironia, mentre Felicity Jones è bella, fragile e forte allo stesso tempo, una presenza fondamentale con la quale è impossibile non empatizzare, nel bene e nel male. Il regista James Marsh sfrutta le suggestioni dettate dalle teorie di Hawking per creare sequenze ricercate e molto belle, dove la circolarità delle immagini (il cerchio viene riproposto in più modi, nelle scale, nel latte, nel girotondo dei due protagonisti) e del montaggio la fa da padrone, andando a colpire lo spettatore nelle sue corde più sensibili, tanto che sfido chiunque a non versare una lacrima davanti al finale, che ripercorre al contrario e velocemente l'intera vita di Stephen Hawking fino ad arrivare al primo momento in cui la malattia è arrivata a bussare alla porta, delicata ed impercettibile ma implacabile. In definitiva, per concludere, La teoria del tutto è un film bello, non eccelso, che mi ha sicuramente spinta a volerne sapere di più sull'uomo Hawking (tanto dello scienziato non capirei nulla!) e che merita indubbiamente una visione ma che, molto probabilmente, non rimarrà nelle mie personali memorie del 2015.


Di Eddie Redmayne (Stephen Hawking), David Thewlis (Dennis Sciama) ed Emily Watson (Beryl Wilde) ho già parlato ai rispettivi link.

James Marsh è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come Doppio gioco e ha vinto l'Oscar per il documentario Man on Wire. Anche produttore e sceneggiatore, ha 52 anni.


Felicity Jones interpreta Jane Hawking, ruolo per cui è candidata all'Oscar come miglior attrice protagonista. Inglese, ha partecipato a film come Hysteria, The Amazing Spider Man 2 - Il potere di Electro e serie come Doctor Who. Ha 31 anni e quattro film in uscita tra cui Inferno, tratto dall'omonimo libro di Dan Brown.


Harry Lloyd interpreta Brian. Inglese, ha partecipato a film come Jane Eyre, The Iron Lady e a serie come Doctor Who, Robin Hood e Il trono di spade. Anche produttore, ha 31 anni e due film in uscita.


Charlie Cox interpreta Jonathan Hellyer Jones. Inglese, ha partecipato a film come Stardust e a serie come Downton Abbey e Broadwalk Empire. Ha 32 anni, un film in uscita e dovrebbe interpretare Daredevil/Matt Murdock nelle imminenti serie TV Daredevil e The Defenders.


Il vero Stephen Hawking ha prestato la "voce" per le scene finali del film, la sua Medal of Freedom e anche la sua tesi firmata. La teoria del tutto non è l'unica pellicola che racconta la vita del grande fisico, esiste anche Hawking, film TV del 2004, dove il protagonista viene interpretato nientemeno che da Benedict Cumberbatch, grande amico tra l'altro di Eddie Redmayne; se La teoria del tutto vi fosse piaciuto recuperatelo assieme alla miriade di biopic candidati, per un motivo o per l'altro, all'Oscar di quest'anno come The Imitation Game, Foxcatcher, Big Eyes, American Sniper e Wild. ENJOY!

28 commenti:

  1. Un film formato Oscar che, per quanto interessante, non aggiunge nulla al genere.
    Personalmente, e considerata la tipologia, ho trovato migliore The imitation game.

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    1. The Imitation Game devo ancora vederlo, comunque La teoria del tutto è costruito davvero a tavolino, eh :P

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  2. a me ha emozionato poco , ha raccontato in maniera molto parziale l'eccezionalità di Hawking, soffre degli stessi difetti di The Imitation Game...oggi pubblicazione stereofonica...

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    1. Senza dubbio è un ritratto superficiale e molto filtrato dalle necessità di "copione"; mi ha fatto venire voglia di saperne di più di Hawking ma non lo ritengo un film da Oscar, interpreti a parte.
      Corro a leggere!

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  3. Dopo Whiplash spero di dedicarmi a questo anche se, lo ammetto, non so se reggerà il confronto con The Imitation Game, che ho trovato davvero bello

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    1. A me mancano ancora entrambi ma recupererò in tempo!! :D

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    1. Nah, io domani l'avrò già dimenticato :P Peccato però!

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  5. Concordo con il commento di Marco Goi, io l'ho trovato eccezionale!!Davvero un gran bel film, e per quanto mi sia piaciuto The imitation game, lo batte senza dubbio...mi lancio dicendo che Eddie Redmayne vincerà l'oscar!!! *-*

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    1. Redmayne l'Oscar lo vincerà di sicuro, sia perché interpreta un personaggio "scomodo" sia perché si è completamente annullato per dargli vita :)

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  6. Io la posso dire una cosa senza essere tacciata di insensibilità?
    Questi biopic tragici ed edulcorati hanno rotto le palle.
    Io la capisco l'esigenza di rendere fruibile al grande pubblico l'opera di un genio. Ma stiamo parlando di uno scienziato. E non si può ridurre tutto il suo enorme lavoro a un insieme di frasette piazzate lì a cazzo, come l'orrenda "finché c'è vita, c'è speranza", inserita giusto per smorzare il suo ateismo, e che scatena addirittura l'applauso con standing ovation.

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    1. Ahaha sai benissimo che qui puoi dire quello che vuoi, tanto sono una brutta persona :P
      Effettivamente quella frase messa lì l'ho sentita stridente persino io che di Hawking non so davvero una beneamata cippa; non so lui come abbia preso il film che, in effetti, è tratto da uno scritto di sua moglie e non suo, ma La teoria del tutto viene fin troppo incontro allo spettatore affamato di favole e gioia.

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    1. Eh, con calma, con calma... :)

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    2. Potevo prendermene anche di più, di calma. Mi ha annoiato così tanto che l'ho finito a fatica...

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    3. Davvero? Ecco, con tutti i suoi difetti non l'ho assolutamente trovato noioso, questo no...

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  8. Spero tu sia consapevole che adesso per colpa tua che l'hai citato io dovrò cercare quell'Hawking formato tv che tu hai citato?
    Finché c'è Cumberbach c'è speranza.

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    1. Ahahaah effettivamente sarei curiosa anche io di vederlo! Se lo trovi fammi sapere com'è! :P

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  9. E' vero, soffre dello stesso problema di The Imitation Game, il fatto è che secondo me per sviluppare meglio le storie avrebbero dovuto allungare troppo i tempi e riempire gli spazi "vuoti", uscendo dallo standard degli Oscar. Rischiavano di diventare un po' dei polpettoni.
    Non so, a me hanno commosso entrambi, ma ci vuole anche poco ultimamente xD

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    1. Io in verità non ho patito tanto la storia non sviluppata quanto piuttosto lo stampo da soap opera televisiva, salvata da attori e tecnica del regista.
      Ovviamente ho pianto ma, boh... erano tipo lacrime indotte XD

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  10. nonostante tutto non mi è ancora scattata la voglia di vederlo...

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    1. Beh, Redmayne e la Jones meritano ;)

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  11. Lo andrò a vedere...
    Ma ho paura di eccessi di buonismo.

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    1. Più che altro è semplicino. Non so se ti potrà piacere, effettivamente...

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  12. Fermo restando che tutto quello che hai scritto è giusto, l'ho trovato di una stucchevolezza ai limiti del diabete... no, non è il film per me!

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  13. Sicuramente il più ruffiano dei film candidati ai prossimi Oscar, ma allo stesso tempo il più onesto. Non finge di essere quello che non è - ossia un film biografico di serie "A" - ma conscio dei propri limiti in tutti i compartimenti che lo compongono, restituisce al meglio la storia che deve raccontare, anche se cera la lacrima facile sempre una volta di troppo.

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    1. Mah, ti dirò che io quest'onestà l'ho sentita poco, tuttavia è sicuramente ben fatto e ben recitato... se non è di serie A (per la realizzazione intendo) ci si avvicina molto!

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