mercoledì 9 agosto 2017

Codice criminale (2016)

Nonostante l'avessi visto a ridosso della sua uscita italiana, più o meno una settimana dopo, riesco a parlare solo oggi di Codice criminale (Trespass Against Us), diretto nel 2016 dal regista Adam Smith.


Trama: Chad vive assieme alla sua famiglia all'interno di un campo zingari inglese e conduce una vita fatta di sregolatezze e furti. Il desiderio di cambiare vita lo porta nel tempo a scontrarsi col padre Colby, rispettato capo del campo...



Che sfiga. Codice criminale è uno di quei film né belli né brutti, semplicemente MEH, genere di pellicola ahimé sempre più diffuso. Sta lì, a far da sottofondo a una serata casalinga durante la quale il cervello non riesce a rimanere concentrato sulla storia e piuttosto spinge il corpo a fare altro: io in quell'ora e quaranta di film sono andata a fare pipì, ho preso dell'ottimo cioccolato fondente Lindt edizione limitata al cocco dal frigo, mi sono depilata le sopracciglia e ho condotto un'interessante conversazione su whatsapp e chi mi conosce sa che io MAI lascerei scorrere il girato senza mettere pausa durante tutte queste empie azioni (non mi metterei neppure a farle, in verità). Invece, con Codice criminale me ne sono allegramente fregata, arrivando persino ad incitare mentalmente Fassbender a sbrigarsi negli ultimi dieci minuti, manco fossi stata in una sala d'aspetto dove il tempo pare non passare mai. E sì che io ADORO le storie familiari ambientate nel sottobosco criminale, soprattutto quello inglese, amo quell'accento mostruoso che ti porta a capire il 40% dei dialoghi e a ringraziare San Subscene per l'esistenza dei sottotitoli, bramo le orde di caratteristi uno più debosciato dell'altro e il conseguente impegno profuso nel riconoscerli. Sulla carta, Codice criminale avrebbe dovuto diventare un cult personale, perlomeno un film da ricordare nei mesi a venire, invece di quell'accozzaglia di zingHIri inglesi non me n'è potuto fregare di meno, non mi sono sentita coinvolta dalle loro diatribe familiari né, tantomeno, da una faida con la polizia che in certi momenti viene descritta come una lotta all'ultimo sangue (con tanto di uso di fucili contro i bambini, ma su...) e in altri come una serie di scaramucce fra amici, a seconda del rapporto familiare che si vuole mostrare in sceneggiatura. Se avete visto il film sapete di cosa sto parlando: più il legame tra padre, figlio e nonno si fa esacerbato più la polizia "s'incazza", quando invece bisogna fare pace gli sbirri diventano dei simpaticoni. Mah. Che poi, in soldoni, il film si basa su Fassbender che vorrebbe abbandonare il campo nomadi gestito da papà Brendan Gleeson per far sì che i figli non vengano su strepponi come loro, incontrando le ovvie resistenze del succido patriarca, storia vecchia come il mondo... ma siamo sicuri che sia quello il VERO motivo di questa ribellione?


Siccome il film, tra un inseguimento in auto, un furto e un cane che muore non approfondisce granché i personaggi, a meno che non si consideri approfondimento il reiterarsi di stereotipi vecchi come il mondo (il personaggio di Gleeson è un ignorante criminale ma è anche molto religioso, quello di Fassbender è "il migliore in quello che fa" ma smetterebbe per amore di moglie e figli), ho deciso che l'unico motivo plausibile per cui Chad vorrebbe andarsene dal campo nomadi di Colby è la consapevolezza di essere bellobello in modo assurdo. No, davvero. Fassbender in questo film ci sta come i cavoli a merenda. Capisco loZZinghiro gnocco, quello ci può stare ma, figlio mio, dove l'hai tirata fuori sta dentatura bianca e perfetta? Sto viso immacolato? Sto capello sempre in ordine? Sto look shabby chic mentre attorno a te c'è gente come Sean Harris che farebbe schifo a una capra e persino tua moglie e i tuoi figli sono un bellissimo esempio di sub-umanità? Come si fa a credere a una cosa simile quando persino Brad Pitt si era imbruttito a livelli ignobili ai tempi di Snatch- Lo strappo? Cioé, non è possibile che, in ogni film in cui recita, Fassbender sia sempre più o meno uguale a sé stesso, io 'sta perfezione e 'sto suo essere come il prezzemolo comincio a non sopportarli più e vorrei ritornare ai tempi di Eden Lake, Hunger e Bastardi senza gloria, quando eravamo in 100 a conoscerlo e 30 a notarlo spiccare sul resto del cast. Forse è anche per questo che non sono riuscita a farmi coinvolgere dal film, distratta dalla mia suspension of disbelief che rideva nemmeno si trovasse davanti all'ennesimo capitolo di Sharknado (a proposito: devo parlare assolutamente di Global Swarming!!), o forse è proprio perché Codice criminale è come il suo protagonista: bello esteticamente ma un po' fasullo, poco profondo. O forse l'hanno sceneggiato di domenica, quindi non avevano voglia di impegnarsi più di tanto.


Di Michael Fassbender (Chad Cutler), Brendan Gleeson (Colby Cutler), Rory Kinnear (P.C. Lovage) e Sean Harris (Gordon Bennett) ho già parlato ai rispettivi link.

Adam Smith è il regista della pellicola. Inglese, episodi di serie quali Doctor Who ed è collaboratore storico dei Chemical Brothers.


Lyndsey Marshal interpreta Kelly Cutler. Inglese, ha partecipato a film come The Hours e Hereafter. Ha 39 anni.


Se Codice criminale vi fosse piaciuto recuperate Legend, Gangster n°1 e magari anche il già citato Snatch - Lo strappo. ENJOY!


2 commenti:

  1. Recupererei, ma non voglio vedere Fassbender (Michael, quoque tu?) nell'ennesimo film meh. Digli un po' di starsi fermo quando lo vedi.

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  2. Alla tua lista conclusiva aggiungerei anche "Traveller" (1997), di Jack Green, con Bill Paxton, Mark Wahlberg, Julianna Margulies

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