venerdì 11 agosto 2017

Sharknado 5: Global Swarming (2017)

Come ogni anno è arrivato lo scotto da pagare: Sharknado 5: Global Swarming, diretto dal regista Anthony C. Ferrante, è uscito negli USA il 6 agosto con un battage pubblicitario da fare invidia a Dunkirk... e potevo quindi forse non guardarlo?? Leggete tranquilli, NON CI SONO SPOILER!


Trama: dopo aver trafugato un antico manufatto da Stonehenge, Fin e Nova scatenano sharknado in tutto il mondo...


Quando dico che non mi fido molto delle iperboli e dei giudizi definitivi, lo dico con cognizione di causa: a 15 minuti dall'inizio e fino a tre dalla fine, il quinto capitolo della saga creata dalla Asylum per me era "già il peggior Sharknado di sempre". Il che è vero, per carità, perché se dovessi fare un elenco di tutte le cose sbagliate di Global Swarming (dove per sbagliate intendo ANCORA PIU' rispetto agli altri episodi, salvo forse quell'orrore del secondo) scriverei un post fiume... il problema è che davanti ad un finale sborone, trash, sfacciato, terrificante, epico e commovente come quello concertato dagli sceneggiatori sono stata costretta a timbrare già il cartellino per l'appuntamento dell'anno prossimo e vergognarmi pubblicamente di aver anche solo PENSATO che la saga di Sharknado fosse finita. Ma non pensiamo al futuro, guardiamo al presente. Avevamo lasciato Fin e famiglia (il cui numero di membri varia a seconda dei mesi, credo) felici, contenti e lontani dagli squali ma ovviamente con la famiglia Shepard la tranquillità non può durare: pargolo alla mano, il nostro eroe e la iron woman April volano in Inghilterra per, credo, aiutare gli 007 inglesi a creare una task force anti Sharknado e lì Fin viene contattato da Nova per rinvenire un manufatto strettamente collegato con i tornado squaluti. Da lì, il delirio, tra Shark God, booby traps, teletrasporto e soprattutto il Global Swarming del titolo, che arriva a toccare una decina di diverse capitali mondiali, con tutti gli stereotipi del caso e con la solita, infinita ridda di citazioni, che quest'anno passano sfacciatamente da Indiana Jones (con intere scene e dialoghi presi di peso da I predatori dell'arca perduta) a 007 fino ad arrivare a... no, non ve lo dico, l'omaggio finale è talmente commovente che posso solo lasciarvi il gusto di scoprirlo. Oddio, sto però mettendo troppo affetto in questo post e giustamente voi vorrete leggere il solito elenco di insulti perché, mi preme sottolinearlo ancora una volta, nonostante la sboronaggine Sharknado 5 non è disgustosamente bello come il capitolo che lo ha preceduto, bensì brutto forte come il secondo, nonché zeppo di guest star a me totalmente sconosciute: ad interpretare la regina, per esempio, c'è un puchiaccone rifatto di nome Charo, che a rigor di logica dovrebbe essere la Raffaella Carrà americana. Agghiacciante su più livelli, ma di alcune delle altre mille guest star parlerò nel solito trafiletto a fine post.


La regia, solo per iniziare con qualcosa di semplice, è tornata a livelli imbarazzanti (non che li abbia mai abbandonati ma...) e non avete idea di quanti primi piani vengano sprecati sulle facce inespressive di Ian Ziering e Tara Reid. Soffermiamoci un attimo su quest'ultima, prima di cominciare a parlare di effetti speciali (LOL), sebbene persino Ian Ziering, protagonista di una delle scene "strappalacrime" più esilaranti di sempre, meriterebbe altro che un Razzie Award. Tralasciando la mise inguardabile sintetizzata in ciocche di capelli fucsia, lilla e bionde combinata ad un corpetto striminzito e uno di quei pellicciotti fucsia in pelo di Uan che vendevano da H&M, sono proprio i primi piani e, mai come quest'anno, le urla della Reid (a un certo punto persino in versione Super Sayan) ad offendere occhi e orecchie dello spettatore, anche il più ben disposto: definirla cagna maledetta è un'offesa alle povere cagne maledette, aggiungo solo che nei momenti topici la fanciulla è indecisa tra una resting bitch face, l'espressione di chi sta per vomitare e quella di chi ha dimenticato gli occhiali da sole quando l'astro celeste picchia secco contro il parabrezza dell'auto. Gli effetti speciali sono ai livelli degli anni precedenti, con gli squali che cambiano dimensione a seconda che debbano colpire o venire colpiti dal personaggio (alcuni spiaccicano le vittime al suolo, altri arrivano ad un metro dal protagonista prima di rimpicciolirsi così da venire colpiti e uccisi con un pugno, persino dal figlio di Fin) ma quest'anno hanno deciso di superarsi creando il cosiddetto Blob of Sharks, praticamente la versione radioattiva del banco di pescetti che aiutavano Dory e Marlin a cercare Nemo combinandosi in varie forme e, dovendo ambientare delle scene a Tokyo, non poteva mancare lo Sharkzilla (o Pokémon Go, se per questo) e neppure lo SHARKSAFARINADO. Don't Ask. Avrei ben due pagine di appunti con le quali corredare questo post ma avevo promesso niente spoiler quindi le terrò per me, nonostante siano esilaranti. L'unica cosa che mi sento di aggiungere è un plauso a chi ha creato i titoli di testa a cartoni animati, con Lilli e il Vagabondo versione squalo e alcune sequenze realizzate in stile anime, un coppino a chi ha deciso di ricreare il video di Lord of the Board con gli Offspring in sottofondo manco fossimo negli anni '90 e uno sputo ai "dialoghisti": roba come "London Bridge is Falling Down", "Same Shark Different Day", "We'll Make The World Great Again", "Che cavolo! Mamma mia!" messo in bocca a degli italiani e soprattutto "Forgive Me Father For I Am Fin (detto al PAPA. Al Papa, santo Cielo!!! E non vi dico chi è il Papa...)" non si può sentire. E poi, soprattuttamente, MANCA DAVID HASSELHOFF, cosa molto MALE, nonostante la guest star finale che... no, di questo non posso proprio parlare! All'anno prossimo, squaletti!


Del regista Anthony C. Ferrante ho già parlato QUI. Ian Ziering (Fin Shepard), Tara Reid (April Shepard) e Dan Fogler (Se stesso) li trovate invece ai rispettivi link.

David Naughton interpreta l'ambasciatore Kesler. Americano, lo ricordo per film come Un lupo mannaro americano a Londra e I gusti del terrore, inoltre ha partecipato a serie come Love Boat, La signora in giallo, Ai confini della realtà, MacGyver, Melrose Place, E.R Medici in prima linea, Grey's Anatomy e American Horror Story. Ha 67 anni e quattro film in uscita.


Ora, parliamo un po' di guest star e qui OCCHIO AGLI SPOILER. Oltre a gente a me ben poco conosciuta come il cantante dei Poison Bret Michaels e lo skater Tony Hawk nei panni di loro stessi, c'è l'ex comico del Saturday Night Live Chris Kattan nel ruolo di primo ministro inglese, la trekkie Nichelle Nichols in quello del Segretario Generale Starr, l'attore di Z Nation Russell Hodgkinson in quello di Steven Beck (che è poi lo stesso personaggio del telefilm), il presentatore Geraldo Rivera in quello del Dr. Angels, la campionessa olimpica di pattinaggio artistico Sasha Cohen, Olivia Newton-John assieme alla figlia Chloe Lattanzi, entrambe nei panni delle due dottoresse che rimontano April, il wrestler un tempo conosciuto come Johnny Nitro nel ruolo di Rodolfo, il modello Fabio in quello del Papa (Gesù...) e soprattutto lui... Dolph Lundgren nel ruolo più inaspettato di sempre, che ovviamente non spoilero in caso non abbiate tenuto conto dell'avvertenza di cui sopra. Aggiungo solo che il film è dedicato alla memoria di John Heard, comparso come guest star nel primo Sharknado e, nell'attesa che esca il sesto capitolo l'anno prossimo, vi comando di rinfrescarvi la memoria guardando i primi cinque episodi della saga più trash di sempre. ENJOY!

3 commenti:

  1. Ho letto i tuoi messaggi ed ora anche questo, spero non mi deluda, anche se adesso che non c'è più Axn non so quando lo vedrò ;)

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  2. Ma solo a me questa saga non ispira per nulla? :/

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  3. Io avevo già trovato troppo brutti per essere veri il terzo e il quarto (che non ero manco riuscito a finire).
    Però adesso mi hai fatto venire voglia di recuperare gli ultimi minuti di questo quinto. ;)

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