venerdì 21 agosto 2026

2026 Horror Challenge: L'ascensore (1983)


La challenge settimanale voleva un film in lingua non inglese, così ho deciso di guardare L'ascensore (De lift), diretto e co-sceneggiato nel 1983 dal regista Dick Maas.

Trama

Un ascensore comincia a mietere vittime e un tecnico decide di andare a fondo della faccenda... 

Recensione

L'ascensore era un'altro di quei film che ho sempre sentito nominare, che sarà sicuramente passato mille volte in TV, e che non ero mai riuscita a guardare, per un motivo o per l'altro. Mi aspettavo, chissà perché, un'esilarante trashata, invece L'ascensore, salvo alcuni momenti in cui, effettivamente, tiene fede al suo titolo mostrando gli omicidi di questa moderna comodità, soffre un ritmo sonnolento legato alle indagini del tecnico Felix, il quale cerca di capire come mai l'ascensore in questione sia impazzito. La trama è tutta qui e viene da chiedersi come mai, alla terza morte sospetta (lasciamo perdere le prime due, anche perché l'ascensore agisce progressivamente, cominciando col fare svenire quattro persone per mancanza d'aria), a nessuno, all'interno del palazzo, venga in mente di chiuderlo e smontarlo pezzo per pezzo. A rispondere ci pensa Dick Maas, impegnandosi a mettere in piedi un GombloDDoH che farebbe felici i detrattori dell'AI, perché negli anni '80 i nemici erano i misteriosi microchip, rei di impazzire e cominciare a godere di vita propria, oltre ad essere preclusi ai poveri tecnici degli ascensori, i quali si occupano non già di quadri elettrici, ma solo della greve meccanica degli apparecchi. In realtà, le indagini di Felix, intervallate da quei pochi momenti in cui l'ascensore un po' di ansia allo spettatore la mette, non sarebbero nemmeno il problema principale del film. Il fatto è che Dick Maas, invece di concentrarsi sulla "ciccia", perde parte dello scarso minutaggio a delineare non solo le scappatelle di un paio di dirigenti con procaci signore più giovani (mettendo una tacca, immagino sulla minima "quota sise" sindacale perché un horror, all'epoca, venisse accettato e distribuito) ma anche il dramma familiare di Felix. Felix (il quale, forse per tenere fede al nome, ha la verve di un gatto di marmo) tiene moglie e due figli, quindi verrebbe da pensare che la loro utilità sia legata al fatto che, prima o poi, il nucleo familiare verrà minacciato dall'ascensore. Invece, moglie e bimbi si legano essenzialmente alla sottotrama che vede Felix sposato "felicemente" da una decina d'anni con una donna neppure troppo rompiscatole, a parer mio, la quale a un certo punto lo molla in tronco perché l'amica ha visto il marito in compagnia di un'altra donna. L'aspetto esilarante della vicenda è che Felix non si impegna minimamente a giustificarsi, troppo distratto dal problema "ascensore", e che tutta questa digressione non apporta nulla allo sviluppo della trama, tanto che, sul finale, della moglie non si fa nemmeno più menzione.

Fortunatamente, al di là di queste digressioni poco utili e di un ritmo poco efficace, Dick Maas riesce ugualmente a trasmettere tensione ogni volta che qualcuno si avvicina all'ascensore, a prescindere da ciò che accadrà poi, grazie ad un abile uso delle inquadrature, del montaggio e di uno score elettronico che ricorda le colonne sonore dei Goblin. Un paio di omicidi, in particolare, sono degni di nota, soprattutto quello sul finale che, assieme alla rivelazione su cosa si nasconda dietro la "follia" dell'ascensore, ha probabilmente ispirato Tobe Hooper per quanto riguarda gli aspetti migliori del suo The Mangler - La macchina infernale. E' inquietante anche la lotta solitaria di Felix all'interno della tromba dell'ascensore, soprattutto perché è un luogo già pericoloso di per sé, quindi lo spettatore si ritrova a dover attendere il peggio, e non mi è dispiaciuta neppure l'ambientazione fredda e un po' squallida delle zone periferiche di Amsterdam, ben distanti dall'idea turistica di una città piena di eccessi "illegali". Purtroppo, avendo trovato il film su Tubi, doppiato in lingua inglese, credo che le interpretazioni dei vari attori ne abbiano risentito, rendendo così L'ascensore ancora più soporifero. Infatti, ogni personaggio parla con tono particolarmente monocorde, pulito, declamando dialoghi che, di tanto in tanto, parrebbero frutto di una traduzione priva di ogni sprezzo del ridicolo. Diciamo che, pur essendo consapevole di questa possibilità, non ho particolare interesse a recuperare il film in lingua originale per accertarmene. L'ascensore mi aveva incuriosita, finalmente l'ho guardato, ma direi che non mi ha fatto così tanta impressione da essermi pentita di avere perso così tanto tempo!

Cast

Del regista e co-sceneggiatore Dick Maas ho già parlato QUI.

Curiosità

Huub Stapel, che interpreta Felix, è uno degli attori feticcio di Maas, col quale ha collaborato nei due Amsterdamned e in Saint. Dick Maas era stato licenziato a metà delle riprese a causa dei continui litigi col produttore, sia per via del cast sia perché il regista insisteva nel voler realizzare da solo anche la colonna sonora. Il giorno del licenziamento, Maas aveva comunque continuato a lavorare ed è stato riassunto il giorno dopo, perché nessuno era in grado di sostituirlo. Il film ha un remake in lingua inglese dello stesso regista, Down: Discesa infernale. Non l'ho mai visto ma vi consiglio di recuperarlo se vi è piaciuto L'ascensore, aggiungendo magari The Mangler - La macchina infernale e Brivido. ENJOY!

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