Visualizzazione post con etichetta anne parillaud. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta anne parillaud. Mostra tutti i post

mercoledì 25 giugno 2025

Ballerina (2025)

Con un po' di ritardo, ho recuperato anche Ballerina, diretto dal regista Len Wiseman.


Trama: da bambina, Eve ha visto suo padre morire per mano dei membri di una misteriosa banda di assassini. Affidata alla Ruska Roma, Eve impara l'arte dell'omicidio e, una volta che il suo cammino torna ad incrociare quello della tribù, si dedica ad una sanguinosa vendetta...


E' da quando lo hanno annunciato, due anni fa, che friggo per vedere Ballerina, perché lo sapete quanto amo i rip-off di Nikita, fatti di assassine dal triste passato e dall'ancor più triste presente. Con tutti i suoi difetti, ho imparato anche ad amare la saga John Wick e, se mettete insieme queste due premesse, capirete perché non vedevo l'ora di andare al cinema a godermi il film di Len Wiseman. Ballerina è tutto quello che mi sarei aspettata, niente di più e niente di meno. Una storia parallela, perfettamente inserita all'interno dell'universo di John Wick, dove spetta a un'altra protagonista interagire con l'interessante mitologia del personaggio, a partire dai vari hotel Continental sparsi per il mondo, e i vari clan di assassini smossi da taglie stratosferiche, come la Ruska Roma introdotta nel primo film della saga. Detta protagonista è un'altra "coperta di Linus", un personaggio fondamentalmente scritto col bignami dell'assassina cinematografica dal 1990 a oggi, la quale soffre la morte di una persona cara da bambina e viene cresciuta come un mostro da gente assai simile a quella che l'ha resa orfana e, a seconda di quale direzione intraprenderà la sceneggiatura, crescerà assetata di libertà o di vendetta, spesso tutte e due le cose. La ballerina Eve non fa eccezione e, come le colleghe che l'hanno preceduta, viene infusa di quella punta di umanità che la rende comunque un personaggio positivo pur nella sua ambiguità morale; nella fattispecie, Eve è una Kikimora, ovvero un'assassina che funge anche da protettrice di coloro che le vengono affidati, il che significa che uccide a fin di bene (anche perché le vengono affidate donne o bambine innocenti, non mostri e predatori sessuali come, che so, nel recente Mujina di Inio Asano). Dopo una serie di missioni svolte più o meno con successo, Eve sbarella (pur con l'obiettivo secondario di impedire che una bambina subisca il suo stesso destino) quando le si presenta l'occasione di uccidere chi l'ha resa orfana, il che consente a Ballerina di cambiare leggermente il solito pattern di scontri "a scomparto" tipici della saga principale e di introdurre un'intero paese alpino interamente abitato da famiglie di assassini, con tutta l'azione che ne consegue.


In virtù di ciò, la seconda parte del film è più varia e un po' più originale rispetto alla prima, anche perché a Eve, in quanto donna, è stato impartito l'importante insegnamento di utilizzare le armi più improprie che potesse trovare onde superare lo svantaggio fisico in un corpo a corpo, e la protagonista aderisce in toto a questo sano principio, facendo ingoiare granate ai suoi avversari o mandandoli a fuoco con un lanciafiamme che avrebbe fatto invidia a De Luca. Come sempre, non siete obbligati ad esaltarvi davanti a queste cose, ci mancherebbe. Se John Wick e seguiti vi hanno fatto schifo, odierete anche Ballerina, talmente conformato, in primis a livello estetico, alla saga principale, da avere una fotografia basata interamente su una palette di blu, rossi e viola, una colonna sonora totalmente spersonalizzata e coreografie di lotta realizzate sul modello inaugurato da Chad Stahelski ormai dieci anni fa. Anzi, le malelingue dicono che proprio Stahelski, insoddisfatto del lavoro di Len Wiseman, abbia rigirato da capo parecchie scene del film, per proteggere il successo della sua creatura più remunerativa. Tanti rimaneggiamenti sono stati fatti anche alla sceneggiatura, e immagino i salti mortali che sono stati fatti per infilarci dentro John Wick (se è vero che Ballerina si svolge tra Parabellum e John Wick 4, nel momento in cui il protagonista è stato prima scomunicato dalla Tavola, poi esiliato anche dalla Ruska Roma, non si capisce perché la direttrice vada a rompergli le palle per risolvere il problema con Eve e perché lui accetti), ma basta fare finta di nulla, tapparsi il naso e divertirsi con quel misto di action popolare, personaggi sopra le righe e momenti pomposamente filosofici che hanno fatto la fortuna della saga. Anche perché Ana de Armas è davvero brava e convinta nei panni di Eve, oltre che bellissima, e il ritorno di personaggi storici non smette di scaldarmi il cuore. Posso dunque ritenermi soddisfatta di questo Ballerina, il cui finale aperto mi lascia sperare per una continuazione anche dello spin-off, ché di comfort movies c'è sempre bisogno. 

 


Di Ana de Armas (Eve), Keanu Reeves (John Wick), Ian McShane (Winston), Anjelica Huston (La direttrice), Gabriel Byrne (Il cancelliere), Catalina Sandino Moreno (Lena), Lance Reddick (Charon) e Anne Parillaud (Consierge di Praga) ho parlato ai rispettivi link.

Len Wiseman è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Underworld, Underworld: Evolution, Die Hard - Vivere o morire, Total Recall - Atto di forza ed episodi di serie quali Lucifer, Sleepy Hollow e The Gifted. Anche produttore, sceneggiatore e scenografo, ha 52 anni. 


Norman Reedus
interpreta Daniel Pine. Diventato famosissimo come Daryl di The Walking Dead, al punto che gli è stato dedicato persino lo spin-off Daryl Dixon, lo ricordo per film come Mimic, 8mm - Delitto a luci rosse, Blade II, American Gangster e altre serie quali Streghe e Masters of Horror (ha partecipato a quel capolavoro di Cigarette Burns, scusate se è poco); come doppiatore, ha lavorato in American Dad!, Robot Chicken e Helluva Boss. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 56 anni. 


L'azione del film si svolge tra John Wick 3 - Parabellum e John Wick 4 ma, in generale, per capirci qualcosa vi consiglierei di recuperare anche John Wick e John Wick 2, aggiungendo per completezza la gradevole serie The Continental, che trovate su Prime Video. Inoltre, se Ballerina vi fosse piaciuto, consiglio di guardare Nikita, Atomica bionda e L'assassina - The Villainess. ENJOY!



giovedì 14 gennaio 2010

Nikita (1990)

Esistono film che, nonostante non siano dei capolavori assoluti, non ci si stancherebbe mai di vedere. Nel mio caso, anche a costo di rimanere davanti alla tv fino alla ragguardevole ora delle 2 di notte, uno di questi film è senza dubbio Nikita di Luc Besson, che risale all’ormai lontano 1990.


Nikita è una tossicomane che, durante una rapina nella quale tutti i suoi compagni vengono uccisi dai poliziotti, stordita dalla droga ammazza a sangue freddo uno di questi ultimi. Viene condannata all’ergastolo ma una branca dei servizi segreti francesi decide di fingerne la morte e di prenderla in custodia per fare di lei un killer e una spia.


Prima ancora di Tarantino con le sue sanguinosissime Iene tutte al maschile, ci pensava un giovane regista francese a scioccare e deliziare le platee internazionali con un film violentissimo, pieno di scene che col tempo sarebbero diventate un cult (si pensi solo a quella in cui Nikita conficca una penna nella mano di un guardiano meno che gentile) e a tratti commovente, molto femminile. Nikita è la storia di una giovane ragazza sbandata che cresce nel modo più terribile che si possa immaginare, conoscendo l’esaltazione e l’orrore di potere diventare più di una donna comune, ma anche meno: la naturale propensione all’amore, all’avere una famiglia, persino un futuro normale, le vengono negati da un rigido addestramento e da un ancor più rigido patto con i suoi educatori/carcerieri, che riescono a sfruttare ogni suo desiderio ed ogni sua debolezza per trasformarla in una riluttante assassina.


Il film si può dividere in due parti, prima e dopo l’addestramento. La prima parte condensa almeno quattro anni di vita di Nikita e ci introduce al personaggio e all’inquietante e sotterraneo mondo dei servizi segreti, entrambi mostrati con una punta di sadico e nero umorismo; lo spettatore, nonostante si renda conto della colpa della ragazza, non può fare altro che provare pena per lei ed esultare ogni volta che prende per il naso i suoi freddi istruttori. Nella seconda parte Besson ci mostra invece una Nikita adulta, che cerca in ogni modo di recuperare tutto quello che le è stato tolto: amore, libertà, sesso, proprietà, in poche parole la vita. Ed è carino vedere come il personaggio sia assolutamente affamato di vita ed esperienze “normali” (deliziose le scene al supermercato, con conseguente incontro e seduzione del dolce cassiere, che diventerà poi il suo compagno di vita) nei brevi periodi in cui sa che il telefono non squillerà per richiamarla alla sua seconda vita, quella nascosta, quella che col nome in codice “Josephine” si insinua brutalmente nella sua quotidianità, arrivando a mettere in pericolo tutto quello che ha duramente conquistato. Anche in questa parte non manca un umorismo nero, cinico e spietato, che si manifesta con prepotenza durante la “luna di miele” a Venezia, ennesima illusione ed ennesima brutalità alla quale la sottopone il suo ex istruttore, il personaggio più ambiguo di tutto il film, sottilmente bastardo ed probabilmente innamorato (ricambiato) di lei.


Come avrete capito, la forza del film sta nei personaggi, e nei costanti tocchi di ironia e liricità che Besson riesce a dosare sapientemente. Questa tecnica troverà il suo apice nel film Léon, secondo me il capolavoro del regista, di cui già in Nikita troviamo un embrione: ad un certo punto infatti, nel momento più gore del film, arriva un “professionista” di nome Victor, una macchina per uccidere fredda, laconica, quasi indistruttibile… e non a caso interpretata proprio da Jean Reno. Col senno di poi, senza la benefica presenza di Mathilda,forse Léon sarebbe diventato proprio così. Anne Parillaud, nei panni di Nikita, è praticamente perfetta, riesce con un solo sguardo o un solo gesto a mostrare tutta la fragilità e la tristezza del personaggio e riesce a passare con naturalezza da un’interpretazione più “ribelle” e adolescenziale ad una più adulta e pacata. Se non conoscete il film, o non l’avete mai visto, è ora di rispolverarlo un po’, non ve ne pentirete. Occhio perché con lo stesso titolo esiste una serie TV omonima del 1997 tratta proprio da questo film ed interpretata da Peta Wilson (la Mina Harker di The League of Extraordinary Gentlemen, per intenderci…) ed un filmetto del 1988 intitolato Nikita – Spie senza volto, apprezzabile solo per la presenza del compianto River Phoenix.

Luc Besson è il regista del film. Prezzemolino del cinema francese (è infatti anche produttore, talent scout e sceneggiatore) e anche volpone, visto che le belle protagoniste delle sue pellicole diventano poi sue mogli (è stato sposato proprio con Anne Parillaud oltre che con Milla Jovovich anche se ha divorziato poi da entrambe), tra i suoi film ricordo il già citato Léon, il bellissimo Il quinto elemento, il fracassone Giovanna D’Arco ed Arthur e il popolo dei Minimei (con un seguito già uscito e un altro in arrivo). Ha 51 anni e due film in uscita.

Ossignore, me lo ricordavo un bell'uomo ma pare che si sia inghiottito tutte le ex mogli... o__O

Anne Parillaud interpreta Nikita. Attrice francese, ex moglie di Luc Besson, ha recitato in film come il divertente Amore all’ultimo morso e La maschera di ferro. Ha 50 anni e due film in uscita. 


Jean Reno interpreta Victor. Originario del Marocco e famoso in tutto il mondo, è uno dei miei attori preferiti anche se ultimamente non si sta dedicando a film proprio memorabili. Tra le sue pellicole ricordo I visitatori (con un seguito), il già citato Léon, Mission: Impossible, Godzilla, Ronin, I fiumi di porpora (e il suo seguito), Wasabi, La tigre e la neve, The Pink Panther – La pantera rosa (con il suo seguito) e Il codice Da Vinci. Ha inoltre dato la voce ad uno dei personaggi della versione francese dell’anime Porco Rosso. Ha 62 anni e tre film in uscita. 


Tcheky Karyo interpreta Bob, il “guardiano” di Nikita. L’attore turco ha recitato in uno dei film che più ho odiato e mi ha terrorizzata nella mia infanzia, L’orso e inoltre ha partecipato a 1492 – La scoperta del paradiso, Bad Boys, Crying Freeman, Goldeneye, Va dove ti porta il cuore (o__O), Dobermann, Giovanna D’Arco, L’erba di Grace, Il patriota, l’orrendo e trashissimo Blueberry; ha anche interpretato Filippo il Bello nella geniale e altrettanto trash (ma decisamente cult) serie TV La maledizione dei Templari! Ha 57 anni e un film in uscita.


E ora vi lascio con il trailer che passava negli USA all'epoca... ENJOY!



Se vuoi condividere l'articolo