Non so per quanto ancora continuerò a mantenere questa miracolosa costanza ma, finché dura, andiamo avanti con la rubrica Bolla Loves Bruno e parliamo di Attacco al potere (The Siege), diretto e co-sceneggiato nel 1998 dal regista Edward Zwick.
Trama
RECENSIONE
Tornando ad Attacco al potere, il film si focalizza su una corsa contro il tempo che vede l'agente Hubbart impegnato a sventare attacchi terroristici sempre più tragici. Se la sceneggiatura, vero punto debole del film e invecchiata abbastanza male, pecca di una superficialità che rischia di fomentare ancora di più eventuali fobie razziste degli spettatori, la regia di Edward Zick rifugge invece la maggior parte dei mezzucci tipici di buona parte del cinema action, e alla spettacolarizzazione degli attentati (che pure sono realizzati con maestria e trasmettono un desolante senso di violenza e tragedia) preferisce una costruzione attenta e precisa della tensione. Sequenze come quella dell'autobus, interamente giocate sull'attesa e sul silenzio, con le inquadrature che si alternano tra il volto teso di Denzel Washington e il veicolo infestato dai terroristi, trovano un naturale sfogo in momenti più concitati, in cui i personaggi sono costretti a sfidare i limiti di tempo e traffico cittadini per sventare le minacce terroristiche, e questo costante cambio di registro e ritmo fa sì che le quasi due ore di durata non si sentano neppure. Ancora oggi, tra l'altro, sono impressionanti (e inquietanti) le immagini dell'enorme campo di contenimento ai margini della città, le parate di carri armati e soldati nel bel mezzo della legge marziale, o i tortuosi cunicoli sotterranei in cui, nel cuore stesso di quella che dovrebbe essere la nazione democratica per eccellenza, vengono torturati e uccisi i prigionieri. Per quanto riguarda gli attori, del povero Bruno sacrificato in un personaggio a lui ben poco confacente ho già parlato. Per fortuna, Denzel Washington è un protagonista carismatico che riesce a tenere a freno una strabordante "piacioneria", visto l'argomento trattato dal film, senza che ciò gli impedisca di avere una fortissima alchimia con la Elise di Annette Bening, semplicemente splendida e sensuale nonostante il suo personaggio sia privo degli elementi caratteristici delle spie "fatali". Fondamentale anche Tony Shalhoub, che rappresenta il punto di vista di chi è riuscito ad integrarsi con fatica e si impegna per evitare di perdere tutto ciò che ha conquistato per lui e la propria famiglia, dopo una vita all'insegna della violenza e della guerra. Anzi, dovessi dire, il personaggio di Shalhoub mi è piaciuto molto più del protagonista, l'ho trovato più sfaccettato e particolare dell'eroe all-american incarnato da Denzel Washington, ed è uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato di un film che ricordavo poco, ma che comunque ha superato con la sufficienza il recupero "col senno di poi".
CAST
- Edward Zwick è il regista e co-sceneggiatore del film. Americano, ha diretto film come Vento di passioni, L'ultimo samurai, Blood Diamond - Diamanti di sangue e Jack Reacher: Punto di non ritorno. Anche produttore e attore, ha 74 anni.
























