Trama: un prete e la sua famiglia vengono invitati a dimorare in una casa che nasconde un bell'ingresso per l'inferno, con tutto ciò che ne consegue...
Ma cosa diavolo mi è venuto in mente? Come ho potuto andare "a naso" e richiedere La casa 5 ai miei compagni horroromani pensando fosse Witchcraft (David Hassellhoff, Linda Blair, halloo-ooo?) quando invece trattasi di fragassata delle peggiori? Vabbé, ormai è andata e la combo trashcultoboozyhorror ce la teniamo per la Notte Horror del 2020, nel frattempo parliamo un po' de La casa 5. Che è brutto, di quella bruttezza lassista e noiosa che obiettivamente non fa nemmeno sbellicare dalle risate grazie ai dialoghi (anche se "Ti ho stirato la Bibbia" è abbastanza pregevole come cretinata) e si limita ad essere un collage venuto male di film ben più blasonati e famosi. Abbiamo dunque una casa à la Amityville Horror, dove il massimo della paura, almeno finché non subentrano citazioni da L'aldilà fulciano, è avere radio che si accendono e ci saltano addosso in cucina o la versione nera del sadopapero di Kinski in Fruits of Passion (e nessuno meglio di me può capire quanto è terrificante l'idea che il fantasma di Kinski possa comparire in camera a far le peggio cose su un papero/cigno di legno...) nella stanza dei bambini. Poi, a un certo punto, gli sceneggiatori si sono accorti di avere per le mani una bambina praticamente identica a Heather O'Rourke e decidono di proseguire anche un po' con Poltergeist, il tutto prima che Fulci, nel frattempo stracitato a man bassa assieme alla sequenza in cui Freddy Krueger si porta via gli studenti sul bus, si unisca a Friedkin e generi l'esorcismo più raffazzonato del pianeta Terra, a base di "nel nome di Cristo io ti esorcizzo" ripetuto almeno una ventina di volte da due preti che, vabbé. E' proprio la base ad essere sbagliata. Come diamine fa un prete posseduto ad esorcizzare qualcuno? Non dovresti chiamare l'arcivescovo di Constantinopoli a disarcivescovizzesorcizzarti a sua volta? Invece no perché ne La casa 5 tutto nasce dall'incoolada di un altro prete, il quale prende il povero Padre Peter, ammogliato e con prole, e gli dice "bella zio, guarda, ti regalo una CASA!" senza dirgli che la suddetta è infestata perché "un prete deve trovare la forza nella famiglia per sconfiggere il male". Sì ma dimmelo, maledetto pedoprete, che evito di portare moglie e figli in una casa zeppa di streghe e adoratrici del demonio morte male!
Che poi, queste streghe o quel che sono, sataniste o non so che, sono le uniche cose belle del film, hanno un make up simpatico, soprattutto quella povera crista che funge da boss, già bruttarella struccata. A onore del vero ci mette dell'impegno anche David Brandon, alias Padre George, prete sudatusso ed ubriacone che non riesce a liberarsi dallo sguardo biasimevole di orridi ed inespressivi bambini-fantasma; purtroppo per lui prendere sul serio un sacerdote posseduto con riserva, che sul finale diventa anche un po' Mitch Pileggi in Sotto Shock, è praticamente impossibile, soprattutto se il ruolo di "eroe" (o di cogl*one, per citare Lino Banfi) se lo ritaglia il vecchio pretacchione nominato poco sopra, a cui basta dire due cretinate a distanza di sicurezza (più o meno 100 km) per esorcizzare l'esorcizzabile senza un perché. Ma non potevi farlo prima, scusa, invece di mettere in pericolo gente innocente? Mah. E "mah" anche a tutto il resto, a partire dal bambino roscio già sfruttato in Trolls 2 passando per la biondina inespressiva già cicciata fuori in uno dei millemila Venerdì 13, punte di diamante di un cast svogliato e mal doppiato (tra l'altro sentire parlare il prete con la voce di Fox Mulder fa male, male, male da morire), costretto per buona parte del film a fissare un buco nel muro da cui escono luce e vapore, tanto da venire denominato, a un certo punto, PHON. Giuro. "Devo farmi asciugare i capelli quindi vado dal buco". E i genitori, il fratello maggiore, tutti i preti del circondario MUTI. Mi ammutolirò anche io, augurandovi non solo la buonanotte ma anche la fortuna di non incappare mai, nemmeno per sbaglio, in La casa 5.
Del regista e co-sceneggiatore Claudio Fragasso (come Clyde Anderson), ho già parlato QUI.
David Brandon interpreta Padre George. Irlandese, ha partecipato a film come Caligola: la storia mai raccontata, Deliria, Diaz - Don't Clean up This Blood e a serie come I Medici e Il nome della rosa. Anche sceneggiatore, ha 68 anni.
Pare che Linda Blair, già coinvolta in La casa 4, fosse stata interpellata per partecipare al film ma immagino abbia fatto una bella leva ai coinvolti. Ovviamente, La casa 5 non è uno dei seguiti ufficiali dei film di Raimi ma una delle "case" apocrife italiane, alle quali si sono aggiunte quelle create ad hoc dai titolisti italiani e se volete fare un excursus del fenomeno, magari bestemmiando perché manca la 6 (ah, l'ingenuità dei bambini dell'epoca!!), "occupata" indebitamente da La casa di Helen, recuperate La casa, La casa 2, La casa 3, La casa 4 e La casa 7, poi fatemi sapere, tolti i primi due, quale vi ha fatto più schifo! ENJOY!
Le altre puntate della Notte Horror Blog Edition le trovate qui:
La bara volante (Stuff, il gelato che uccide)
Malastrana VHS (Vivere nel terrore)
Il Zinefilo (L'albero del male)
Non c'è paragone (The Omen)
Stories (Scream)
Solaris (Il villaggio dei dannati)
La stanza di Gordie (American Gothic)
Malastrana VHS (Trucks)
E qui c'è il programma completo:










