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venerdì 5 giugno 2026

2026 Horror Challenge: Milk & Serial (2024)


Il film per la challenge settimanale era a scelta libera. Per questo, incuriosita da Obsession, ho deciso di recuperare il film d'esordio di Curry Barker, Milk & Serial, da lui diretto e sceneggiato nel 2024 e disponibile gratuitamente su Youtube.

Trama

Milk e Seven sono due youtuber che gestiscono un canale famoso per le burle a ignare vittime. Il giorno del compleanno di Milk, Seven decide di fare uno scherzo al collega ed inscena la morte di un'amica comune proprio il giorno della festa...

RECENSIONE

Milk & Serial è il primo lungometraggio horror realizzato in seno al canale Youtube That's a Bad Idea, dove il duo comico formato da Curry Barker e Cooper Tomlinson si sono fatti le ossa a colpi di sketch zeppi di umorismo nero, sconfinando talvolta nell'horror tout court. Ne avevo sentito parlare credo da Marika, ma avevo lasciato perdere il recupero perché, ingannata dalla parola "serial", ero convinta si trattasse appunto di una serie a episodi, invece Milk & Serial è proprio un film, per quanto breve, che i due hanno deciso di mettere gratis sul loro canale quando, dopo un anno, non avevano ancora trovato qualcuno interessato a distribuirlo. La trama prende spunto proprio dall'esperienza su Youtube di Barker e Tomlinson, i quali si ritraggono, appunto, come gestori di un canale dedicato a sketch beceri e discutibili burle ai danni del prossimo. A beneficio del canale, Seven decide di giocare un pesante scherzo a Milk, il giorno del suo compleanno. Sotto l'occhio di una telecamera e con l'aiuto di un paio di amici e collaboratori, Seven compra una pistola con pallottole a salve e, la sera della festa, si porta dietro un attore che spara ad una degli invitati. Lo scherzo riesce, Milk si dichiara entusiasta dell'inventiva dell'amico e del sicuro picco di visualizzazioni ricavate da un video simile, ma l'episodio è solo il prologo per qualcosa di più oscuro, che ovviamente non vi spoilero. Sfruttando la tecnica del found footage, Curry Barker mette insieme pezzi di un puzzle contorto e malato, stuzzicando lo spettatore con scritte introduttive a vari capitoli presentati in ordine non cronologico, che spalancano le porte di un "orrore della porta accanto". Il regista e sceneggiatore sembra sputare nel piatto in cui mangia, ma in realtà Milk & Serial non è una critica di un certo genere di canale Youtube, quanto piuttosto il risultato di tutta l'esperienza di anni passati a realizzare video accomunati da un preciso fil rouge, di cui il film è la summa. Pur non essendo un prodotto particolarmente "profondo", Milk & Serial funziona perché veicola un intenso senso di incertezza attraverso la rappresentazione di un gaslighting da manuale, e mescola sapientemente realtà e finzione giocando con generi e stili riconoscibili pur seguendo un linguaggio personale.

Le radici di ciò che, per quanto mi riguarda, era uno dei punti forti di Obsession, si possono ritrovare qui, ovvero la natura meno che perfetta delle amicizie, il fatto che delle persone vediamo solo ciò che ci fa più comodo, al punto che qualora spuntasse del "marcio" rischierebbe di coglierci impreparati. E marcio ce n'è parecchio in Milk & Serial, nascosto sotto strati di affabilità e simpatia, non solo per quanto riguarda l'aspetto thriller/horror della vicenda, ma anche per tutte le piccole cattiverie "normali" che si evincono dai dialoghi, per non parlare dell'idea imbecille che dà il via a tutto, uno scherzo di cattivo gusto se mai ne è esistito uno. Mi pare di capire che a Barker piacciano i personaggi idioti o, comunque, distaccati dalla realtà e convinti di essere gli unici protagonisti di una storia che deve andare come dicono loro, a prescindere dalle conseguenze, e che non si faccia scrupolo a metterci la faccia. In Milk & Serial, costato 800 dollari contro il quasi milione di Obsession, basta proprio "quella" faccia per gelare il sangue dello spettatore, assieme a pochi, efficaci effetti pratici e a riprese che rivelano una realtà tutto sommato banale e squallida, dove si rischia di morire male (e stupidamente) nella semi-indifferenza di amici e familiari, e dove le relazioni sono governate da SMS e interazioni social. La fine ingloriosa del film e i deliri ascoltati per tutta la sua durata sono l'espressione massima del "molto rumore per nulla", che lascia depressi e svuotati, colpiti dalla beffarda cattiveria di un giovane Autore dalle idee ben chiare, bravissimo sia dietro che davanti la macchina da presa. Per questo sono molto contenta che anche Anything But Ghosts, il prossimo film della coppia Barker-Tomlinson, sia sceneggiato da entrambi. Continuare a esprimere in toto la propria personalità penso sia l'indispensabile chiave del successo per un regista che troverei sprecato a dirigere storie altrui.

CAST

Del regista e sceneggiatore Curry Barker, che interpreta anche Milk, ho già parlato QUI.

CURIOSITà

Il film vede Cooper Tomlinson, storico collaboratore di Curry Barker, presente anche in Obsession e nell'imminente Anything But Ghosts, nei panni del co-protagonista Seven. ENJOY!


martedì 26 maggio 2026

Obsession (2025)


E' l'horror più chiacchierato del momento, quindi ero convinta che a Savona non sarebbe mai arrivato. Invece, la settimana scorsa sono riuscita ad andare a vedere Obsession, diretto e sceneggiato nel 2025 dal regista Curry Barker.

Trama

Bear ama da anni l'amica Nikki, in silenzio. Un giorno, il ragazzo trova in un negozio un misterioso bastoncino che garantisce di esaudire un unico desiderio e chiede che Nikki si innamori di lui. E' l'inizio di un incubo...

RECENSIONE

Uno dei temi portanti dell'horror recente sembrerebbe essere la progressiva demolizione dei legami di coppia attraverso il ritratto, spietato ed esasperato, di alcune caratteristiche sempre più comuni, che rendono le relazioni tossiche. Obsession non fa eccezione e presenta, sin dall'inizio, il punto di vista di un protagonista che a definirlo immaturo gli si farebbe un complimento. Bear è il classico belino mollo, che purtroppo moltə tendono a confondere con teneri virgulti vittime di una timidezza patologica. In realtà, il belino mollo, creatura pavida dotata di molte delle caratteristiche dell'inetto Sveviano, è uno che non prenderebbe una decisione né agirebbe concretamente nemmeno se ne andasse della sua vita il che lo rende, fondamentalmente, un coglione. Tutto ciò porta Bear ad amare da anni Nikki, senza mai essere stato in grado di dichiararsi, nemmeno quando le occasioni lo avrebbero favorito, finché non arriva il giorno in cui la ragazza gli comunica che lascerà il negozio dove i due lavorano insieme e Bear va in panico perché non potrà più vederla tutti i giorni. Dopo aver perso per l'ennesima volta il coraggio e l'occasione di dichiararsi, Bear decide di rimediare utilizzando un bastoncino in grado di esaudire i desideri, a cui chiede che Nikki lo ami più di chiunque altro al mondo. Il desiderio si avvera in maniera anche troppo letterale e Bear si ritrova ad avere a che fare con una ragazza ossessionata, possessiva, gelosa e tremendamente inquietante. In un crescendo di situazioni che vanno dall'imbarazzante al terrificante, l'idillio di Bear si rivela l'ennesimo aspetto della vita che il ragazzo non è in grado di gestire, vittima di un concetto di romanticismo superficiale ed unilaterale; la tragedia iniziale, per non parlare della dichiarazione "di prova" nella tavola calda e i vari rapporti interpersonali con gli amici, indicano che Bear è un immaturo incapace di agire per il bene degli altri, un egoista che vive di sogni ed illusioni, impreparato ad affrontare gli inevitabili aspetti negativi di una relazione adulta. Le "stranezze" di Nikki, messe in scena con ampia dose di humor nero, sono l'esasperazione di concetti radicati nella mente sia maschile che femminile, di atteggiamenti che vedono la coppia come un insieme di cliché più che un rapporto basato sulla comprensione e il rispetto reciproco, e sarebbero anche esilaranti, non fosse per tutto ciò che Obsession suggerisce e non mostra, ovvero la "realtà di Nikki".

L'intero film è costruito infatti per offrire allo spettatore la prospettiva di Bear, le cose percepite dal suo punto di vista, e ciò include anche Nikki, che noi vediamo idealizzata dal protagonista, oppure rovinata dal suo desiderio. Di Nikki cogliamo sprazzi, accenni di timide conversazioni che ce la mostrano ben lontana dall'essere perfetta ed irreprensibile, una ragazza, se vogliamo, "difficile" (mentre a Bear, povera stella, serve una ragazza tranquilla e gestibile) ma comunque umana. Bear, nel corso del film, invoca più volte il ritorno della "vera" Nikki, ma la cosa triste è che lui la verità non l'ha mai voluta e, nonostante l'orrore vissuto, continua a non volerla; per quanto mi riguarda, non c'è redenzione per il protagonista, né maturazione, solo un susseguirsi di emozioni grezze e superficiali (paura, disperazione, disgusto, forse pietà, ma anche una rabbia ingiustificata ed espressa nel momento di massima vulnerabilità di Nikki, cosa che mi ha messo un magone allucinante), dettate dalla situazione contingente e sempre frutto di un profondo egoismo. Un ossessione, sì, ma la sua. E dall'ossessione si passa al possesso e alla possessione, con un film codificato come se fosse, appunto, uno di quegli horror sulle possessioni demoniache ma senza tutti i noiosissimi cliché del caso. Alla sua prima opera "importante", Barker dimostra di avere le idee ben chiare e sceglie di affidarsi non tanto ai jump scare, che ci sono ma centellinati e legati più all'utilizzo del sonoro che di macchina da presa e montaggio, quanto ad uno stile di regia che richiama il J-Horror. Tra lenti movimenti di camera che rivelano "cose" nascoste nelle ombre o inquadrature fisse che lasciano presagire gli eventi peggiori in tempo reale, la visione di Obsession regala veri momenti di angoscia e un diaframma perennemente contratto, a prescindere che speriate o meno in una risoluzione felice per i coinvolti. A proposito dei quali, la faccetta clueless di Michael Johnston è perfetta per quel malessere travestito da orsetto che è, appunto, Bear, ma la vera star del film è Inde Navarrette. Non so cosa debba essere costato alla Navarrette tirare fuori una performance simile, perché qui non si tratta di overacting, ma del controllo totale di corpo ed espressioni del viso (ho visto il film doppiato quindi non mi esprimo sul lavoro vocale) che permette di veicolare sovrannaturale follia e umanissimo dolore, innescando nello spettatore sentimenti contrastanti di terrore e pietà. A lei auguro la migliore delle carriere e confido di vedere presto sul grande schermo sia lei, sia un'altra opera di Curry Barker, autore giovanissimo che spero non si perda e che ha realizzato l'horror che, probabilmente, finirà primo in classifica a fine anno. Ho solo un appunto da fargli: va bene, Cooper Tomlinson è collaboratore fidato, ma Michael Gandolfini sarebbe stato un Ian favoloso. Pensaci per il prossimo film, figliolo!  

CAST

  • Curry Barker è il regista e sceneggiatore del film. Americano, ha diretto il film Milk and Serial. Anche attore, montatore, compositore e produttore, ha 26 anni e un film in uscita. 

SE VI è PIACIUTO...

Se Obsession vi è piaciuto, recuperate Keeper e Companion. ENJOY!



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