A fronte delle sue due nomination all'Oscar (Miglior Attore Protagonista e Miglior Film Straniero) ho deciso di recuperare Dolor y gloria, diretto e sceneggiato nel 2019 dal regista Pedro Almodóvar.
Trama: Salvador Mallo, regista e sceneggiatore in crisi, afflitto da mali apparentemente incurabili, si ritrova a dover ripensare al suo passato e, conseguentemente, al suo percorso artistico...
Giusto per dimostrare che non sono una cinefila e, anzi, sono anche piuttosto capra, tutti si sono sperticati in lodi per questo Dolor y gloria, che ha vinto persino la palma d'oro a Cannes, e io ho fatto fatica, guardandolo, a tenere gli occhi aperti. A tratti mi sembrava di avere davanti mia madre (o mio padre, o mia nonna) a raccontarmi importantissimi episodi accorsi a gente che, di regola, dovrei conoscere e ritenere fondamentale quanto lei, mentre io non ho neppure idea di chi si stia parlando e mi ritrovo ad annuire dicendo, di tanto in tanto, "Aaah, sì. Eh sì, lui, me lo ricordo". Non fraintendetemi, è la cosa che, di regola, dovrebbe succedere quasi ogni volta che si va al cinema, visto che noi non conosciamo le persone di cui si sta parlando, soprattutto quando i personaggi sono inventati; però, il bello del cinema, della letteratura e della televisione, è fare appassionare il pubblico alle storie di sconosciuti, arrivando persino a far piangere e ridere con loro, altrimenti chi fruirebbe più di un libro o di un film? E io sono felicissima, ovviamente, per Almodóvar, che ha evidentemente trovato una catarsi all'interno di una pellicola biografica, incarnato in un alter ego di tutto rispetto, peccato che le sue preoccupazioni da Autore invecchiato, terrorizzato all'idea di non aver più nulla da dire, bloccato in un passato glorioso di provocazioni ed eccessi cinematografici, non mi abbiano toccata per nulla. Forse perché il buon Pedro non è mai stato uno dei miei registi preferiti o non conosco a menadito tutta la sua produzione? Eppure, diamine, ci sono alcuni suoi film che adoro, che nonostante un po' di antipatia a pelle nei suoi confronti sono arrivata ad amare, ma stavolta niente, un aburrimiento senza fine salvato solo da un finale che, lo ammetto, mi ha commossa, ma arrivare a commuovere dopo due ore di noia e vuoto pneumatico anche no. Ribadisco, il limite è mio, sono ignorante.
Eppure, onestamente, non sono riuscita ad interessarmi alle paturnie di un uomo che, attraverso tre/quattro incontri con persone del suo passato, ripensa a fallimenti e amori perduti ritrovando nell'arte l'unico motivo per continuare, nemmeno quando Almodovar si è impegnato a intrattenermi sfruttando persino delle animazioni, ironico contrappunto all'ipocondria del suo personaggio. Forse perché gli interpreti, salvo una splendida Penélope Cruz nelle sequenze che più ho apprezzato, quelle legate all'infanzia del protagonista, e salvo la madre "anziana" Julieta Serrano, non sono all'altezza di Banderas? Che poi, parliamo un attimo di Banderas. Bravo, per carità di Dio. Misurato, anche troppo, compreso nel suo ruolo di regista agorafobico, malato, debole, drogato, fiaccato da un passato di costrizioni, ecc. ma onestamente accanto a un Adam Driver e un Leonardo Di Caprio, quest'anno, non ce lo vedo davvero. Il problema reale di Dolor y gloria, che pure ha delle idee visive, come ho scritto più sopra, deliziose ed interessanti, in primis quei coloratissimi appartamenti ricavati nelle grotte che incarnano l'infanzia di Mallo e in generale la fotografia del film, curata e vibrante di colori, è che indubbiamente il film racconta qualcosa di importantissimo per Almodóvar, però il regista non è riuscito a far sì che diventasse importante anche per lo spettatore. L'idea che è rimasta a me è quella di un film episodico, un elenco di passaggi necessari affinché Mallo prenda nuovamente coscienza di sé, una sorta di "lista della spesa" che passa e va, senza lasciare nulla dietro di sé. Onestamente, piuttosto che un Almodóvar così fiacco avrei preferito la candidatura del nostro Il traditore o, ancor meglio, di Ritratto della giovane in fiamme. Provaci ancora, Pedro.
Del regista e sceneggiatore Pedro Almodóvar ho già parlato QUI. Antonio Banderas (Salvador Mallo), Penélope Cruz (Jacinta) e Cecilia Roth (Zulema) li trovate invece ai rispettivi link.
Julieta Serrano e Antonio Banderas sono già stati madre e figlio in due altri film del regista, Matador e Donne sull'orlo di una crisi di nervi. Se Dolor y gloria vi fosse piaciuto recuperate 81/2, dichiarata fonte di ispirazione. ENJOY!
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venerdì 31 gennaio 2020
giovedì 16 maggio 2019
(Gio)WE, Bolla! del 16/5/2019
Buon giovedì a tutti! Siete pronti per la tamarreide? E siatelo, dai. Prima di parlare di cose serie, a Savona non è arrivato ma in tutta Italia esce oggi Unfriended: Dark Web, affatto disprezzabile se vi era piaciuto il primo capitolo della saga. La recensione la trovate QUI. ENJOY!
John Wick: Parabellum
Reazione a caldo: Evviva!!! *__*
John Wick: Parabellum
Reazione a caldo: Evviva!!! *__*
Bolla, rifletti!: Lo so. Il secondo capitolo mi aveva fatto schifo. Però prometteva un terzo episodio delirante che, puntuale come un'orologio, è arrivato. E se ne parla in giro benissimo. Tornata dalla gita fuori porta materana correrò a vederlo!
Dolor y Gloria
Attenti a quelle due
Dolor y Gloria
Reazione a caldo: AH.
Bolla, rifletti!: Quell'"Ah" non è dovuto al disgusto davanti al nuovo film di Almodóvar ma al fatto che non riuscirò a vederlo perché lo fanno uscire domani e lo terranno, credo, fino a mercoledì al massimo. Probabilmente sarà per me meno interessante di altri, in quanto molto autobiografico e a me il regista spagnolo piace nei limiti, però sarebbe carino poterlo vedere. Fingers crossed.
Attenti a quelle due
Reazione a caldo: Meh.
Bolla, rifletti!: Remake di un remake virato in salsa femminile. Già l'operazione è stantia di per sé, ma poi insomma: l'originale vedeva l'accoppiata Brando/Niven, il remake quella Martin/Caine, per quanto le due attrici siano brave, temo non ci sia paragone.
Il grande spirito
Reazione a caldo: Poco convinta
Bolla, rifletti!: Arriva a Savona con una settimana di ritardo l'ultimo film che vede Sergio Rubini nelle vesti di regista e attore. Di per sé il trailer non sembrerebbe male e Rubini mi piace ma c'è qualcosa che mi frena dal vederlo, forse la presenza di Papaleo che mal sopporto? Chissà. Questa commedia surreale magari la recupererò più avanti.
Al cinema d'élite lo spettacolo raddoppia proprio questo weekend in cui io sono fuori città, sigh!
Dililì a Parigi
Al cinema d'élite lo spettacolo raddoppia proprio questo weekend in cui io sono fuori città, sigh!
Dililì a Parigi
Reazione a caldo: CaRRino!! *__*
Bolla, rifletti!: Storia di ragazzini investigatori in quel di Parigi nella Belle Epoque. Sembrerebbe un lungometraggio animato interessante e raffinato, da recuperare!
I figli del fiume giallo
I figli del fiume giallo
Reazione a caldo: Interessante...
Bolla, rifletti!: Affresco sociale cinese che parte da un dramma squisitamente personale. Potrebbe piacermi come no, ma intanto segno per un futuro recupero, che questa settimana sarà già tanto riuscire a vedere John Wick!
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