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mercoledì 31 dicembre 2014

Bolla's Top 5 - Best of 2014

Siete pronti a festeggiare la fine del 2014 con il MMMeraviglioso concerto di Gigi D'Alessio? Ussegnur, che camurrìa. Se, per qualsivoglia motivo, vi toccasse far Capodanno a casa, non prendete a calci la TV: prendete invece un qualsiasi dispositivo e aspettate il 2015 con i film più belli dell'anno according to my humble opinion. Come sempre, prima di inveire ed esclamare "Manca questo titolo, manca quell'altro, Bolla sei una Capra!!" rammentate che a Casa Bolla mancano potenti mezzi di recupero, rammentate che vivo a Savona, dove non arriva un film interessante che sia uno e rammentate altresì che sono una delle poche fortunate ad avere un lavoro fisso in Italia, cosa che mi priva di 8 ore giornaliere di tempo, aggiungete quello ben più piacevole da dedicare alla vita sociale, alla famiglia e agli altri mille interessi e insomma nun me rompete er ca' e godetevi la mia personalissima top 5. ENJOY!

5. Smetto quando voglio
La verità? Avrebbero dovuto esserci Lei e Boyhood qui. Solo che poi è arrivato Fincher e io non me la sono sentita di privare di un posto in classifica l'unica commedia italiana ad avermi fatto ridere e ad avermi colpita col suo piglio frizzante ed innovativo. Quindi, tante scuse a Jonze e Linklater e benvenuto Sidney Sibilia.


4. Gone Girl - L'amore bugiardo
L'ultimo arrivato, praticamente in extremis prima che finisse il 2014, il film di Fincher entra di diritto nella top 5 per mille motivi, in primis per la sua lucida spietatezza e poi per la performance incredibile di Rosamund Pike.


3. The Grand Budapest Hotel
Comincia la tripletta scelta col cuore, con l'amore dovuto verso tre Autori tra i miei preferiti. Al terzo posto va Wes Anderson perché è sempre elegante, divertente ed originale e la sua ultima creazione è stuzzicante come un pasticcino di Mendl's.


2. Si alza il vento
L'addio del Sensei mi ha straziata, ha ripulito il mio animo impuro con un soffio di vento e mi ha resa orgogliosa, almeno per due ore, del mio essere italiana. Se lui ci ama, forse non siamo così male come popolo.


1. The Wolf of Wall Street
Scorsese ha sbragato, confezionando un film larger than life, con un Leonardo Di Caprio e un Jonah Hill da antologia. Ci hanno provato in tanti a superare questo trionfo di sesso, parolacce, droga, follia e grasse, grottesche risate, ma avrebbe potuto riuscirci solo Quentin, quindi il mio amato Martino si becca di diritto il primo posto.


Poteva mancare poi la top 5 dei cinque migliori horror in un blog di un'appassionata del genere? Di nuovo, valgono le avvertenze di cui sopra, altrimenti che Gigi D'Alessio vi colga!! ENJOY!

5. All Cheerleaders Die
Divertentissimo e concitato, tanto che alla fine ne avrei voluto ancora. Il guilty pleasure dell'anno!


4. Cheap Thrills
Riuscitissimo e grottesco mix tra thriller e commedia. Non è proprio un horror ma l'ho amato un sacco e mi dispiaceva non infilarlo da nessuna parte!


3. Oculus - Il riflesso del male
Tra tutti gli horror che quest'anno hanno parlato di Male in tutte le salse, questo è senza dubbio il migliore. Poco innovativo ma molto affascinante e cattivo!


2. Honeymoon
Uno degli ultimi arrivati in casa Bolla e uno dei più folgoranti: due personaggi, una casa isolata, mille misteri e tantissima inquietudine. Un gioiello.


1. The Babadook
L'horror dell'anno, un misto di ghost story e horror psicologico con attori bravissimi e una regia ispirata. E un pop-up di cui parlerò l'anno prossimo, appena sarà tra le mie avide manine!


mercoledì 29 gennaio 2014

The Wolf of Wall Street (2013)

In totale ritardo rispetto al resto del mondo, con somma vergogna ovviamente, martedì sono finalmente andata anch'io a vedere l'ultima fatica del mio amato Martin Scorsese, The Wolf of Wall Street, da lui diretto nel 2013 e candidato a 5 Oscar: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura non originale (la pellicola è tratta dall'autobiografia del vero Jordan Belfort), Leo Di Caprio Miglior Attore protagonista e Jonah Hill Miglior Attore non protagonista. Inutile dire che tifo per tutti loro!


Trama: il film racconta la vita sregolata, dissoluta e lussuosissima di Jordan Belfort, soprannominato giustamente Lupo di Wall Street per il modo spregiudicato con quale si arricchiva in borsa sulle spalle dei poveri gonzi...


A scanso di equivoci, togliamoci il dente: The Wolf of Wall Street non è IL capolavoro di Martin Scorsese ma è sicuramente uno dei suoi Capolavori, senza ombra di dubbio il migliore che abbia girato da dieci anni a questa parte. Per raggiungere l'apice avrebbe dovuto essere meno supercazzola e più tragicomico, così da consacrarsi definitivamente nel mio personale Olimpo, dove regnano incontrastati Quei bravi ragazzi e Casinò, con i quali The Wolf of Wall Street ha comunque parecchi punti in comune, in primis la forsennata, psichedelica e roboante parabola di autodistruzione in cui s'imbarca il protagonista a causa innanzitutto dei suoi peccati e, secondariamente, per colpa di consiglieri e amici poco fidati. Come già ai tempi Jimmy, Henry e Asso Rothstein, anche Jordan Belfort è un lupo e su questo non ci piove, un capobranco nato che non esita a spolpare vive le sue prede per "dare da mangiare" ai suoi seguaci, un Bravo Ragazzo della finanza che consapevolmente rinuncia a controllare i suoi appetiti e si annulla in un vortice di sesso, droga e denaro; a differenza degli altri, famosissimi criminali scorsesiani, però, Jordan ha il carisma, il cervello e, soprattutto, l'indipendenza del self made man capace di vendere (per citare Ghostbusters 2) "fumo e merda" ai boccaloni che gli capitano sotto tiro senza dover temere ritorsioni da parte di qualche sanguinario e permaloso boss della mala. Jordan è il capobranco, sopra di lui c'è solo l'FBI e sotto c'è un gruppo di scimmie ammaestrate alla "fine" arte dell'eloquio e della menzogna, dei burini con vestiti firmati, dei Neanderthal che venerano solo due dèi, Jordan e il Denaro, e che prendono a sputi, insulti e schiaffi chiunque non rientri nel ristretto novero dei loro idoli (il dialogo relativo ai nani o l'incontro con Steve Madden sono scioccanti in tal senso): persone vuote, stupide e, soprattutto, incapaci ed improduttive che, grazie ad apparenze e lingua svelta, vendono il nulla a gente altrettanto idiota, il paradosso su cui è costruita la nostra società.


Scorsese si siede davanti alla macchina da presa e ci riporta fedelmente questo mondo tribale, volgare, ridicolo e a tratti aberrante, senza ergersi a giudice ma mostrando alternativamente distacco e partecipazione, lasciando allo spettatore la scelta di rimanere affascinato o disgustato dalle immagini che scorrono sullo schermo. Sfruttando tutta la sua sapienza nel campo della regia, della fotografia e del montaggio, il vecchio Martin inganna impercettibilmente i nostri occhi assecondando gli stati psicofisici del protagonista e creando alla bisogna sequenze stridenti o leggermente sfocate quando Jordan è completamente fatto, ci stordisce con pregevoli piani sequenza, ci immerge nei balli, nei canti e nella depravazione (nei riti!) senza sorvolare su nessun dettaglio, nemmeno quello più scabroso, riempie lo schermo con primi piani e mezze figure del protagonista rendendolo un Dio anche ai nostri occhi, mescola senza soluzione di continuità immagini di repertorio, cartoni animati, spot veri ed inventati in un florilegio di immagini, dialoghi e musiche praticamente ininterrotto; Scorsese ubriaca consapevolmente il suo pubblico, conscio del fatto che almeno per il 90% i risvolti "finanziari" della vicenda non verranno recepiti e passeranno in secondo piano fino a risultare ininfluenti... proprio quello su cui contava Jordan nel corso della sua attività. Il risultato sono tre ore che sembrano una, dove l'attenzione non cala nemmeno per un attimo, anche perché Scorsese realizza senza dubbio il suo film più spassoso: la sequenza dove viene mostrato l'effetto del Quaalude prima al ralenti e poi in tempo reale è esilarante ma mai come quella del confronto "mentale" tra Jordan e il banchiere svizzero, che mi ha lasciata annientata e in lacrime a ridere da sola in mezzo alla sala gremita.


E a proposito di ridere, Di Caprio è mortale. L'avevo già detto per Django Unchained, lo ripeto: Leo, io ti ho perdonato. Tu sei un grande attore e io una capra svizzera che finalmente ha aperto gli occhi, continua su questa strada e non farmi pentire di quello che ho scritto. Di Caprio è nato per il ruolo di Jordan, si annulla completamente nel personaggio e in un attimo passa dal più squallido degrado ad essere il Re del Mondo, un carismatico sobillatore di dipendenti o un'ameba che rantola giù dalle scale in una delle scene più esilaranti dell'anno. Dire che è perfetto sarebbe un eufemismo, così come sarebbe riduttivo dare tutto il merito a lui e dimenticare lo stuolo di grandiosi caratteristi e sgnacchere che lo accompagnano, lo svergognato (nel senso di coraggiosissimo e senza vergogna) Jonah Hill in primis, ma non dimentichiamo Tappetino, il cinese mangione, un irriconoscibile Jon Bernthal e tutti gli altri "soggettoni" che magari compaiono solo per pochi istanti. In un lampo di genio, che spero sia voluto, Scorsese ha utilizzato un grandissimo attore (McConaughey) per insegnare al protagonista come si recita a Wall Street e ha messo tre registi  (Jon Favreau, Rob Reiner e Spike Jonze) a "dirigerlo"e cercare di frenare e regolare le sue ambizioni, per quanto inutilmente; inoltre, proprio per sottolineare la natura "pop" e a modo suo comica, caricaturale, dei personaggi rappresentati, non lesina la presenza di attori tirati fuori a forza dalle più famose serie televisive o di comici apprezzatissimi. E qui mi fermo. Ci sarebbero mille altre cose che vorrei dire ma davanti ai Capolavori tendo a perdermi inutilmente, diventando prolissa ma raffazzonata; ci sarebbero diecimila altre cose che sicuramente ho perso ma un film simile andrebbe visto perlomeno quattro o cinque volte per essere compreso e sviscerato appieno; ci saranno milioni di errori in queste mie indegne parole ma spero che da esse traspaia anche quell'Amore per Scorsese che dura fin dai miei primi passi nel meraviglioso mondo del Cinema e cazzo, questo è quello che conta. Non perdetevi assolutamente The Wolf of Wall Street, in italiano o in lingua originale, non fatevi assolutamente spaventare dalla durata o da altri futili pregiudizi perché questo è Cinema Vero, quello da vedere necessariamente in questi tempi di orrenda sciatteria.

Soocare.
Del regista Martin Scorsese (che in originale si può sentire parlare per telefono con Leonardo Di Caprio quando il suo personaggio vende le prime Penny Stocks) ho già parlato qui. Di Leonardo Di Caprio (Jordan Belfort), Matthew McConaughey (Mark Hanna), Kyle Chandler (agente Patrick Denham), Rob Reiner (Max Belfort), Jon Favreau (Manny Riskin), Jean Dujardin (Jean Jacques Saurel), P.J. Byrne (Nicky “Tappetino” Koskoff), Shea Whigham (Capitano Ted Beecham) e Spike Jonze (compare, non accreditato, nei panni di Dwayne, il “broker” che introduce Jordan al mondo delle penny stocks) ho già parlato ai rispettivi link. 

Jonah Hill (vero nome Jonah Hill Feldstein) interpreta Donnie Azoff. Americano, lo ricordo per film come 40 anni vergine, Suxbad: Tre menti sopra il pelo, Una notte al museo 2 – La fuga, 21 Jump Street, Django Unchained e Facciamola finita; come doppiatore, ha lavorato a film come Dragon Trainer, Megamind e l’imminente Lego Movie, oltre che per un episodio de I Simpson. Anche sceneggiatore e produttore, ha 30 anni e quattro film in uscita. 


Jon Bernthal interpreta Brad. Americano, famoso per essere stato lo Shane di The Walking Dead, lo ricordo per film come World Trade Center, Una notte al museo 2 – La fuga e Il grande match, inoltre ha partecipato ad altre serie come CSI: Miami, How I Met Your Mother, Numb3rs e doppiato un episodio di Robot Chicken. Anche animatore, ha 36 anni e un film in uscita. 


Ethan Suplee interpreta Toby Welch. Indimenticabile “comparsa” di moltissimi film di Kevin Smith nonché spalla di Jason Lee in My Name Is Earl, lo ricordo per l'appunto in pellicole come Generazione X, In cerca di Amy, American History X, Dogma e Clerks II. Americano, ha 37 anni e tre film in uscita.


Tra le millemila comparse che popolano la pellicola spunta anche Jake Hoffmann, figlio di Dustin, nei panni di Steve Madden (tra l'altro la scena è stata praticamente co-diretta da Steven Spielberg) e anche il vero Jordan Belford, che presenta Di Caprio alla folla sul finale. Se poi anche voi, come me, vi siete chiesti dove diavolo se l'è tirato fuori Matthew McConaughey quella sorta di rituale fatto al ristorante davanti ad un perplesso Di Caprio, sappiate che è una specie di "riscaldamento" che l'attore fa ogni volta prima di recitare. Per quanto riguarda gli attori esclusi, Amber Heard aveva fatto il provino per essere Naomi, ma alla fine il ruolo è andato all'australiana Margot Robbie; Julie Andrews era stata invece considerata per il ruolo di zia Emma mentre Ridley Scott avrebbe dovuto dirigere il film e per fortuna è finito a fare quella ciofeca di The Counselor o non avremmo avuto un simile capolavoro scorsesiano! Detto questo, se The Wolf of Wall Street vi fosse piaciuto, guardate anche Casinò, Quei bravi ragazzi, Il falò delle vanità e Wall Street. ENJOY!

giovedì 23 gennaio 2014

(Gio)WE, Bolla! del 23/1/2014

Dopo la parentesi del Martin Scorsese Day eccoci arrivati al consueto appuntamento del giovedì con le uscite cinematografiche italiane... che questa settimana calano UN asso pigliatutto in mezzo alla fuffa e basta, ma che asso!! ENJOY!

The Wolf of Wall Street
Reazione a caldo: tutta la vitaaaaH!!!
Bolla, rifletti!: l’anno scorso il film da attendere con ansia era Django Unchained, quest’anno è ovviamente l’ultima pellicola di Martino che, in quanto ad aMMore, se la gioca con Quentin nel mio cuoricino. Trailer, recensioni e aspettative ne stanno praticamente facendo un delirio mistico, non vedo l’ora di sedermi in poltrona, gustarmelo… e cominciare a fare un tifo sfrenato in vista della notte degli Oscar!!

A  spasso con i dinosauri 3D
Reazione a caldo: Ma anche no!
Bolla, rifletti!: gli unici dinosauri che mi avevano vagamente interessata erano quelli di Jurassic Park, quindi avrei davvero poca voglia di vedere l’ennesima ricostruzione/documentario di un’epoca che ormai non esiste più. Ma per i ragazzini sarà sicuramente una figata!

Last Vegas
Reazione a caldo: mah…
Bolla, rifletti!: quest’anno vanno di moda i Granpa Movies? Dopo Uomini di parola e L’ultimo match ecco arrivare un altro film un branco di star vecchiette si buttano in un’avventura dal vago sapore di Una notte da leoni. Diciamo che mi sa di camurrìa lontano un miglio, eviterollo tranquillamente!!

Tutta colpa di Freud
Reazione a caldo: per parafrasare il trailer, “Mi sono rotta i c*glioni!”
Bolla, rifletti!: ma che palle ‘ste commedie italiane tutte uguali (a partire dalla locandina!!), tutte imperniate sulle nevrosi moderne, che promettono la presenza di qualche nome di richiamo per invogliare gli spettatori ad andare a vederle… tutta colpa di chi? Non lo so, ma sicuramente non del povero, bistrattato Freud!

Al cinema d’élite continua la programmazione di Lunchbox, quindi ci riaggiorniamo la settimana prossima!

lunedì 23 dicembre 2013

Get Babol! #91

Buon lunedì a tutti! Eccoci arrivati al penultimo appuntamento del 2013 con la rubrica dedicata alle uscite USA consigliate dal sito Get Glue. Oggi si apre col botto, per un 2014  che, filmicamente parlando, non potrebbe cominciare meglio... ENJOY!!

The Wolf of Wall Street
Di Martin Scorsese
Con Leonardo DiCaprio, P.J. Byrne, Jon Favreau
Trama (da Imdb): Basato sulla storia vera di Jordan Belfort, dalla sua ascesa come ricco broker dalla bella vita alla sua caduta legata a crimine, corruzione e governo federale.

Il sito lo consiglia perché mi sono piaciuti Il grande Gatsby e Heat - La sfida. Se anche il sito non mi avesse consigliato il film, sai che dolore: andrei a vedere una pellicola di Scorsese anche se fosse la recita di Natale degli uandairecscions. The Wolf of Wall Street, già nominato ai Golden Globe come miglior film (commedia o musical), vede Leonardo DiCaprio protagonista quasi assoluto e nuovamente candidato come miglior attore; ce la farà Leo a vincere l'Oscar quest'anno o Scorsese dovrà confezionargli addosso un'altra pellicola su misura? Ai posteri l'ardua sentenza... ma dal trailer (che mostra anche un meraviglioso Matthew McConaughey e un inaspettato Jonah Hill) 'sta roba sembra più sregolata di Casinò, non supervedo l'oraaaa!!!! Ah, in Italia il nuovo capolavoro scorsesiano uscirà il 24 gennaio.

August: Osage County
Di John Wells
Con Meryl Streep, Dermot Mulroney, Julia Roberts
Trama (da Imdb): Uno sguardo sulle vite delle donne della famiglia Weston, le cui vite si sono divise finché una crisi familiare non le riporta in Oklahoma, nella casa dove vive la donna squilibrata che le ha cresciute.

Il sito lo consiglia perché mi sono piaciuti Voglia di tenerezza e The Help. Nonostante io non ami molto Julia Roberts, pare che questo film sia un titanico scontro tra lei e la Streep per chi delle due si sia profusa nell'interpretazione migliore, visto che entrambe hanno ricevuto una candidatura ai Golden Globe. Effettivamente, la Streep nel trailer è streepitosa come sempre e anche il marchio di produzione George Clooney mi porta a pensare che questo I segreti di Osage County, titolo con cui la pellicola verrà distribuita in Italia a partire dal 6 febbraio, sia molto valido. Poi insomma, ci sono Ewan McGregor, Chris Cooper, Juliette Lewis, Benedict Cumberbatch... all'anima del cast! Imperdibile sulla fiducia.

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