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venerdì 25 luglio 2014

Una vita fa, con quei fumetti lì dove tutto è cominciato (e che non è mai finito!)

Qualche settimana fa sono stata contattata da La firma cangiante che mi ha chiesto di dare il mio contributo ad un post nostalgico creato dal blog Prima o poi. L'idea, e qui copio pedissequamente la presentazione de La firma, è "quella di recuperare quei fumetti, non necessariamente i primissimi, che ti han fatto diventare fumetto dipendente ancora oggi, quelli che ti hanno colpito e segnato, quelli che ancora ricordi e che vorresti ancora oggi tenere in mano". Ecco quindi il mio elenco, che sicuramente farà storcere il naso a più di un appassionato ma tant'è! ENJOY!

Le storie a bivi di Topolino
Come quasi tutti i bimbi che oggi hanno una trentina d'anni, il primo approccio col fumetto è arrivato grazie a Topolino, all'epoca coadiuvato da un Maurizio Nichetti in gran spolvero e dalla trasmissione Pista!. Purtroppo non ricordo delle storie specifiche (sicuramente le mie preferite prevedevano la presenza di Paperone o della macchina del tempo di Marlin e Zapotek!) ma quelle che vorrei rileggere a tutti i costi sono quelle cosiddette "a bivi", dove si potevano creare diverse trame e svariati finali!


Il Corriere dei Piccoli/Corrierino
Assieme a Topolino, immancabile in casa Bolla. Ovviamente ero una nerd snob già allora e mi facevano cordialmente SCHIFO i fumetti tratti dagli anime, quelli che aggiungevano i baloons ai fermo immagine, per capirci. Adoravo però i Ronfi, i Cuccioli, la Stefi, Sara dai capelli blu, il Conte Dacula (le storie tratte dai volumi USA, ovviamente, ché quelle disegnate da "artisti" nostrani erano imbarazzanti) e, soprattutto, il fantastico Zap! di Roberto Luciani, che a mio avviso dovrebbe venire ristampato da qualche santa casa editrice in volumetto e diffuso a tutte le nuove generazioni perché era a dir poco geniale.

L'immagine, unica disponibile in rete, l'ho trovata QUI
Il Giornalino
Il Giornalino era un giornale per beghine ma aveva alcuni fumetti che lévati ed è per questo che recuperavo gli arretrati dai miei cugini. Il primo, ovviamente, era Coccobill del grande Jacovitti, spesso accompagnato da Zorry Kid, che mi facevano piegare in due dalle risate. Poi, c'erano Pinky il coniglio rosa e Vita da cani, quest'ultimo scritto nientemeno che da Sclavi. Senza contare il mio amato Lucky Luke, Asterix e altri fumetti vari ed eventuali assai pregevoli (assieme ad illeggibili camurrìe che hanno segnato la mia infanzia come Nicoletta o Mitty. Orrore.)

Alan Ford n.53: Arsenico Lupon, assai galante e molto ladron
Il mio amore per Alan Ford e il gruppo TNT nasce con questa storia, letta durante una vacanza in Trentino assieme ai cugini più grandi. Le matte risate, i personaggi assurdi, il linguaggio aulico di Max Bunker mi hanno conquistata alla prima lettura e, ovviamente, appena ho avuto mezzi e soldini ho recuperato tutte le avventure del gruppo scritte e disegnate dal dinamico duo Magnus e Bunker. Giornalini fragilini che ormai non riesco nemmeno più ad aprire per paura di distruggerli com'è successo con lo storico TNT Gold (rubato a mio cugino!) che conteneva Una trappola per il gruppo TNT, Vuoi venire in crociera con me..? e Salvateci per favore grazie, che ho dai tempi delle superiori e che ormai sta in piedi per miracolo!


Dylan Dog n.27: Ti ho visto morire
Il mio primo Dylan Dog, acquistato durante una vacanza in Val D'Aosta ai tempi delle medie. Ricordo ancora il finale, con quelle maledette forbici conficcate in bocca... "Ghraghreghri..." AARGH!! Ovviamente, è stato amore a prima vista, che era già scoccato sempre grazie al cugino più grande, a cui avevo sicuramente scroccato Gente che scompare, con Hamlin e il maledetto Safarà!


L'epoca d'oro di Flash Gordon n.7
Almeno, spero sia questo il numero. Mi guarda dalla scrivania da almeno un anno, ancora fasciato, non ho il coraggio di aprirlo per paura di avere sbagliato uscita. Rammento infatti, da piccolissima, di essermi persa per mesi nelle per me incomprensibili avventure di questo biondone circondato da donnine, che cercava di fuggire dal pianeta Mongo (?) in sella a dei grifoni. Pur non capendo una mazza della trama adoravo i disegni e avrei dato l'anima per riuscire a disegnare quelle eleganti signore dai tratti finissimi. Sulla copertina di questo albo i grifoni ci sono ma ho davvero paura ad aprirlo, non sopporterei il diludendo.


Wolverine n.52
Sempre ai tempi delle medie passava in TV la serie Insuperabili X-Men. La Bolla si innamora (ovviamente!) di Wolverine e quando vede nell'edicola accanto alla spiaggia un intero albo a lui dedicato lo acquista... rimanendoci di tolla: "Questo non è il Wolverine del cartone animato! Perché c'è solo UNA storia di Wolverine? Chi è tutta sta gente? Non ci capisco una mazza!" Effettivamente, in quell'albo, che raccontava di come Logan si fosse vendicato di Matsu'o Tsurayaba dopo la morte dell'amata Mariko, c'era davvero poco del piattume infantile della serie televisiva e pochissimi X-Men, visto che il resto era occupato dalle a me sconosciute Excalibur ed Alpha Flight. Tuttavia, quella versione "adulta" di Wolverine mi aveva talmente intrippata che ho continuato ad acquistare la serie per anni, innamorandomi ovviamente anche della Excalibur di Alan Davis (Alpha Flight invece era illeggibile. Ugh.)


Execuzione
La fregatura dell'acquistare UNA sola serie mutante è che, prima o poi, arriva l'inevitabile crossover che ti costringerà a comprarle TUTTE. Era successo a me con la saga The Xcutioner's Song (in italiano Execuzione, appunto) che mi aveva letteralmente spalancato le porte del mondo mutante e di albi come la defunta X-Force, X-Men Deluxe e X-Men, costringendomi ad appassionarmi follemente al loro complicatissimo universo, che seguo ancora adesso.


Proteggi la mia Terra
Il mio primo manga "serio", letto ai tempi delle superiori. Non finirò mai di ringraziare Christian, che me lo prestò prima di partire per lo scambio in Danimarca e che poi mi regalò i primi due numeri, perché da allora non ho mai più letto nulla di altrettanto commovente, delicato ed avvincente. Purtroppo il recente seguito La luce della luna, scritto e disegnato sempre da Saki Hiwatari, non è nemmeno lontanamente parente.


Angel Sanctuary
Il capolavoro, per quanto ingenuo e "modaiolo", della mangaka Kaori Yuki, che non ha mai perso un colpo per tutta la durata della serie. Questa cupissima storia di angeli e demoni mi aveva presa talmente tanto da avermi costretta a creare uno schema, mensilmente aggiornato, di tutte le gerarchie celesti. Ogni tanto lo rileggo ed è sempre appassionante.


Nana
No, di Nana non voglio parlare o comincio a piangere e non la smetto più. La più bella opera di Ai Yazawa, incredibilmente umana e dolorosa, fatalmente interrotta proprio sul più bello (o sul più brutto, dipende dai punti di vista). Vivo sperando che la sensei si rimetta e lo concluda, così da poterlo rileggere tutto d'un fiato e tornare ad emozionarmi con Nana e Hachi.


Preacher
Il chiodo fisso durante la mia permanenza in Australia e la dimostrazione di quanto può essere subdolo ed ingiusto il panorama fumettistico italiano, dove le serie più belle possono arrivare in edicola per uno, due numeri in formato economico... e poi interrompersi senza un perché. Costringendo le lettrici in astinenza a riempire uno zaino con sette enormi volumi in lingua inglese più un artbook, come se non avessero già abbastanza roba da portarsi a casa dopo 9 mesi in terra straniera. Jayses!, come direbbe Cassidy!


mercoledì 6 maggio 2009

X - Men Origins: Wolverine (2009)

E’ bello partire ed andare al cinema senza convinzione alcuna e poi ricredersi quando si scopre che un film creduto un’insipida ciofeca è invece molto ma molto bello anche per chi segue costantemente i mutanti Marvel da almeno 15 anni. Questo è il caso del pregevole X-Men Origins: Wolverine, diretto da Gavin Hood.

 



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La trama è abbastanza condensata. In due ore di film assistiamo all’infanzia di Wolverine, alla scoperta dei suoi poteri, alla fuga per il mondo assieme al fratello Victor, alle innumerevoli guerre da loro intraprese fino all’ingresso in una squadra segreta di mutanti capitanata da Stryker, alla pazzia di Victor e alla momentanea felicità con Volpe D’Argento, per arrivare al fatidico progetto Arma X e all’infusione dell’Adamantio nelle ossa.

 





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Gli aficionados come la sottoscritta potrebbero non apprezzare la mancanza di liricità che invece abbondava nell’Arma X di Barry Windsor-Smith o l’eccessivo taglio all’infanzia/adolescenza di Wolverine rispetto alla saga Origins. Ma se si tiene in conto che questo film deve raggiungere un pubblico assai ampio, rilanciare il personaggio, non sforare le due ore e possibilmente tenere sveglio un pubblico di adolescenti, direi che certe mancanze “stilistiche” si possono anche perdonare, soprattutto perché i punti salienti del personaggio Wolverine vengono in qualche modo rispettati: infanzia burrascosa risalente alla fine dell’800, eterno conflitto tra bestialità ed umanità, un esperimento doloroso che lo priva di quest’ultima (sebbene Wolvie nel film non tocchi mai gli estremi che tocca nei comics, ridotto ad essere un animale privo di mente dopo l’infusione di Adamantio..) e infine la perdita totale o quasi di memoria, e della propria identità. In realtà la parte psicologica del personaggio non è troppo approfondita, e questa è una pecca, nonostante i confronti con Volpe D’Argento e Victor siano assai intensi e non troppo banali.

 





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La prima parte in tal senso è decisamente meglio della seconda parte del film, che si trasforma in un action fracassone e un po’ (tanto) tamarro nel quale Wolvie l’unica cosa che non fa è mettersi a volare. Per il resto, taglia elicotteri, fa il fico con la moto (nessuno si chiede perché due vecchi avessero in un fienile una moto non solo perfettamente in sesto nonostante gli anni, ma anche zeppa di benzina??), tiene a bada non uno ma due esseri praticamente immortali, e già che c’è fa gli occhioni dolci alla bella di turno svampando un intero quartiere di New Orleans e una base segreta su un’isola (altra domanda: ma com’è che adesso tutte le isole segrete sono situate nel bel mezzo delle città, come in Dragonball: Evolution?). Insomma, semplificando al massimo gli sceneggiatori hanno messo in piedi una bella avventura di Wolverine, non l’Avventura con la A maiuscola ma sempre guardabile, anche grazie ai pregevoli effetti speciali e ai bravi attori.






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Parlando di attori… adesso chiosiamo sui personaggi, per molti dei quali il film riserva un indegno ed ingiustificabile trattamento. Non starò ad evidenziare il fatto che gli sceneggiatori hanno fatto un miscuglio di personaggi passati e presenti che ci azzecca proprio poco (Wade e Bolt non hanno mai fatto parte della squadra originale di mercenari capitanata da Stryker, che nei fumetti è un pazzo reverendo sterminatore di mutanti, e pure il Blob non c’entra proprio nulla) ma vorrei sottolineare un paio di eresie. Innanzitutto Volpe D’Argento, per quanto abbia un potere indubbiamente fico nel film, nei comics è decisamente umana, protagonista dei ricordi fasulli di Logan, perfidissima agente dell’Hydra e decisamente squaw. Il buon Sabretooth ce la toglie definitivamente dalle balle nei comics, quindi anche se l’avessero trattata anche peggio non avrei fatto una piega. Ma tu, o cretin d’un sceneggiatore, me la fai diventare SORELLA di Emma Frost?! A parte il fatto che quest’ultima mi pare un po’ carente di telepatia, tanto che è un’inutile quanto fuori posto Scott Summers a “sentire le voci” al posto suo, ma poi vorrei far notare come la pelle di diamante è una mutazione secondaria della Regina Bianca, ottenuta neppure troppo tempo fa, non certo da ragazzina. Ciò mi fa temere che non vedremo mai una Emma cattiva e regina del Club Infernale, se in questo film viene già avvicinata dai buoni… E tra l’altro una squaw con la sorella biondissima e dagli occhi azzurrissimi? Per piacere… Ma il trattamento peggiore, al di là dell’Agente Zero che non è asiatico e nemmeno così bastardo, e al di là di Bolt che portava questo nome quando era ancora un mocciosetto e neppure sfigato come lo dipingono nel film, se l’è beccato il mitico Wade/Deadpool. Appena l’ho visto ho esultato, il mercenario chiacchierone com’era prima del progetto Arma X, un dio della spada, un rompipalle assurdo… e poi me lo fai diventare una sorta di cyborg MUTO?? Muto Deadpool? Ma chi è il genio che ha zittito l’unico personaggio Marvel che può permettersi un balloon grosso come un’intera pagina??!! Io spero che in un possibile sequel/spin-off venga messo riparo a questo scempio, anche perché non credo nel finale orrendo che gli hanno riservato, o li vado ad infilzare con una katana. D’altre parte mi hanno regalato un Gambit praticamente perfetto, anche se poco sfruttato (e anche per lui si spera in un ritorno, magari con Sinistro!!) un azzeccatissimo John Wraith con tanto di look tamarro, e un esilarante Blob (identico al Ciccio Bastardo di Austin Powers!), nonché un restyling splendido di Sabretooth: Tyler Mane con la capigliatura leonina e gli occhi neri era obiettivamente un cesso tremebondo, nemmeno il disegnatore più inesperto avrebbe creato un Victor Creed così mostruoso e lontano dal vero personaggio. Liev Schreiber invece è una gioia per gli occhi ed un Creed assai più realistico e perfido, seppur altrettanto bestiale. Speriamo in un seguito anche per lui, già mi manca!

Insomma un film da vedere, per appassionati e non!   

 

Gavin Hood è il regista del film. Originario del Sudafrica, onestamente devo dire di non averlo mai sentito nominare prima, tranne forse per il film Tsotsi. Ha 46 anni e un film in progetto.

 





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Hugh Jackman interpreta Wolverine e la bravura di questo attore Australiano (e la bellezza, diciamocelo) è tale che è riuscito a non rimanere intrappolato nel ruolo che pur gli ha dato il successo nella trilogia degli X-Men. Tra gli altri suoi film ricordo Codice: Swordfish, Kate & Leopold, Van Helsing, The Prestige e Australia. Ha 41 anni e due film in uscita, nonché una brillante carriera teatrale che prosegue accanto a quella cinematografica.

 





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Liev Schreiber interpreta Victor Creed/Sabretooth. Onestamente, pur essendo grandissima fan di quest’attore sin dai tempi della trilogia di Scream e considerandolo uno degli uomini più belli del mondo, non me lo sarei mai immaginato ad interpretare il mio antieroe Marvel preferito… ma il risultato è eccellente!! Tra gli altri suoi film ricordo Ransom – Il riscatto, Sfera, Jakob il bugiardo, RKO 281 – La vera storia di quarto potere, Kate & Leopold, Il giovane Hitler, The Omen. Per la TV ha recitato in parecchi episodi di CSI. Ha 42 anni e cinque film in uscita.

 





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Lo ammetto, non ho scelto una foto a caso.... :Q_____










Dominic Monaghan interpreta Chris “Bolt” Bradley. L’attore tedesco, salito alla ribalta come Peregrino “Pipino” Tuc nella trilogia de Il Signore degli Anelli, è famoso anche per aver interpretato Charlie nel telefilm cult Lost. Ha 33 anni e un film in uscita.

 





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Ryan Reynolds interpreta l’ahimé poco sfruttato Wade. L’attore canadese ha recitato in un film che credo di aver visto solo io, La mia miglior nemica, Maial College, Blade: Trinity, Amityville Horror. Per la TV ha recitato in X – Files, Sabrina – Vita da strega, Oltre i limiti, Scrubs. Ha 33 anni e due film in uscita.






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Vi lascio ora con il bellissimo trailer originale... ENJOY!!!!






 

 

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