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martedì 4 novembre 2014

Vittima degli eventi (2014)

Una delle cose che non sono riuscita a fare a Lucca è stata andare all'anteprima di Vittima degli eventi, il fan movie dedicato a Dylan Dog diretto da Claudio Di Biagio. Poco danno visto che dal 2 novembre è disponibile su YouTube e infatti ecco la recensione di questo piccolo, sentito e validissimo omaggio alla creatura di Tiziano Sclavi!


Trama: Adele è vittima di un terribile e ricorrente incubo in cui una donna misteriosa viene decapitata e le offre la testa. Spaventata, la ragazza si rivolge a Dylan Dog che decide di indagare...


Da brava scettica (e in questo sono uguale a Dylan) non mi aspettavo granché da Vittima degli eventi, lo ammetto, sebbene una serie di entusiastiche recensioni lette in rete e il trailer (che, per una volta, mostrava dei personaggi molto simili a quelli del fumetto e delle atmosfere sufficientemente inquietanti) mi avessero convinta a dargli una chance. Fortunatamente, invece, ho concluso la visione con un sorriso soddisfatto e la speranza che la Bonelli possa un giorno commissionare a Di Biagio e Luca Vecchi un bel lungometraggio in grado di rinfocolare nel cuore dello spettatore un barlume di speranza verso il cinema italiano e, soprattutto, in grado di rendere doveroso omaggio ad un'icona horror nostrana che è stata data in pasto agli aMMeregani solo per venire rimasticata e distrutta. Cercando di non fare troppi spoiler, posso dire che Vittima degli eventi mi è piaciuto innanzitutto per il modo intelligente con cui vengono citati ed inseriti funzionalmente nella trama tutti quei tic, quei vezzi e quegli elementi che rendono uniche le storie di Dylan Dog; la profonda cultura e sensibilità del personaggio protagonista, quei dettagli dissonanti nascosti nei dialoghi e nelle vignette che riuscivano a rendere complessa ed inquietante anche una storia apparentemente lineare, le gag di Groucho, la naturalezza con cui la damsel in distress di turno finiva per innamorarsi, ricambiata, del protagonista, l'insicurezza e la determinazione dello stesso Dylan Dog sono tutte caratteristiche indispensabili per la buona riuscita di una storia "Dylaniata". In più, Di Biagio e Vecchi hanno aggiunto molti contentini per i fan riuscendo a non trasformare il mediometraggio nella fiera del cosplay fatto male o dell'omaggio piazzato "ad minchiam", così che l'appassionato possa ritrovare il clarinetto, il galeone incompleto, la galleria degli orrori, il campanello urlante, la pistola e quel certo negozietto, tutti inseriti senza fretta e al momento giusto, perfettamente amalgamati all'interno della trama (e il finale... quel finale è una "piccola bomba"!!).


La regia di Di Biagio non ha nulla da invidiare a quella di un navigato professionista, visto che non ricerca la soluzione facile ma ripropone il mondo attraverso punti di vista sghembi, come se la realtà che circonda Dylan non fosse lineare bensì costantemente filtrata dall'incubo; la sequenza più interessante, oltre a quella iniziale, è quella in cui Dylan vaga per Roma sotto l'effetto di un'erba allucinogena, un espediente in grado di trasformare luoghi turistici come il ponte di Castel Sant'Angelo in un universo parallelo dove il pericolo e l'ignoto potrebbero assalire le ignare vittime senza preavviso alcuno. Anche i pochi effetti speciali sono validi, così come le scenografie e l'uso delle luci che, a mio personalissimo parere, toccano l'apice all'interno dello "studio" di Madame Trelkovski, dove l'unione di toni rossi e donne-manichino a dir poco surreali creano un effetto straniante da brividi. Gli attori sono tutti in parte e molto bravi, sia due mostri sacri come Alessandro Haber e Milena Vukotic, perfetti nei ruoli di ispettore Bloch e Madame Trelkovski, sia interpreti un po' meno navigati come Valerio Di Benedetto e, soprattutto, Luca Vecchi, che incarna un Groucho a dir poco favoloso, ironico ma mai ridicolo. Per quel che riguarda Di Benedetto, che interpreta Dylan Dog, l'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è l'accento romanaccio messo in bocca al personaggio; ho sorvolato sull'ambientazione romana perché ha consentito l'utilizzo di leggende legate al folklore della città, tuttavia quell'accento l'ho trovato un po' seccante, non posso farci nulla. Gusto personale, ovviamente, del tutto soggettivo, un "difetto" che non inficia assolutamente la qualità di un fan movie in grado di surclassare pesantemente moltissime blasonate produzioni italiane ed estere. DAJE regà, continuate così! Auguro a Vittima degli eventi successi a non finire e voi che state leggendo questo post non titubate e andate subito su YouTube a vedere questo gioiellino!

Claudio Di Biagio è il regista della pellicola. Forse lo conoscerete come il volto dietro a Non aprite questo tubo e come attore lo ricorderete nel cast di Freaks!, di cui ha diretto anche un episodio.


Valerio Di Benedetto interpreta Dylan Dog. Ha partecipato a film come Il giorno dell'odio, Spaghetti Story e a serie come Freaks! e Romanzo criminale.


Alessandro Haber interpreta l'ispettore Bloch. Originario di Bologna, lo ricordo per film come Sogni mostruosamente proibiti, Amici miei - Atto II°, Fantozzi subisce ancora, Regalo di Natale, Grandi magazzini, Da grande, Willy Signori e vengo da lontano, Parenti serpenti, Il ciclone e Fuochi d'artificio. Anche regista, ha 67 anni.


Milena Vukotic interpreta Madame Trelkowski. Originaria di Roma, ricordo questa splendida attrice innanzitutto come moglie di Fantozzi nei film Fantozzi contro tutti, Fantozzi subisce ancora, Fantozzi va in pensione, Fantozzi alla riscossa, Fantozzi in paradiso, Fantozzi - Il ritorno, Fantozzi 2000 - La clonazione e poi anche per pellicole come Giulietta degli spiriti, Tre passi nel delirio, Il fascino discreto della borghesia, Dracula cerca sangue di vergine... E morì di sete!, Amici miei, Quell'oscuro oggetto del desiderio, Bianco, rosso e verdone, Cornetti alla crema, Amici miei - Atto II°, Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio e Roba da ricchi; inoltre, ha partecipato a serie come Il commissario Rex e Un medico in famiglia. Ha 76 anni e un film in uscita.


Sara Lazzaro, che interpreta Adele, è comparsa anche nell'orrido Evil Things - Cose cattive mentre lo sceneggiatore Luca Vecchi, che interpreta Groucho, ha partecipato come attore al pregevole Smetto quando voglio. Detto questo, non perdete tempo e andate QUI per vedere aggratise Vittima degli eventi! ENJOY!

venerdì 25 luglio 2014

Una vita fa, con quei fumetti lì dove tutto è cominciato (e che non è mai finito!)

Qualche settimana fa sono stata contattata da La firma cangiante che mi ha chiesto di dare il mio contributo ad un post nostalgico creato dal blog Prima o poi. L'idea, e qui copio pedissequamente la presentazione de La firma, è "quella di recuperare quei fumetti, non necessariamente i primissimi, che ti han fatto diventare fumetto dipendente ancora oggi, quelli che ti hanno colpito e segnato, quelli che ancora ricordi e che vorresti ancora oggi tenere in mano". Ecco quindi il mio elenco, che sicuramente farà storcere il naso a più di un appassionato ma tant'è! ENJOY!

Le storie a bivi di Topolino
Come quasi tutti i bimbi che oggi hanno una trentina d'anni, il primo approccio col fumetto è arrivato grazie a Topolino, all'epoca coadiuvato da un Maurizio Nichetti in gran spolvero e dalla trasmissione Pista!. Purtroppo non ricordo delle storie specifiche (sicuramente le mie preferite prevedevano la presenza di Paperone o della macchina del tempo di Marlin e Zapotek!) ma quelle che vorrei rileggere a tutti i costi sono quelle cosiddette "a bivi", dove si potevano creare diverse trame e svariati finali!


Il Corriere dei Piccoli/Corrierino
Assieme a Topolino, immancabile in casa Bolla. Ovviamente ero una nerd snob già allora e mi facevano cordialmente SCHIFO i fumetti tratti dagli anime, quelli che aggiungevano i baloons ai fermo immagine, per capirci. Adoravo però i Ronfi, i Cuccioli, la Stefi, Sara dai capelli blu, il Conte Dacula (le storie tratte dai volumi USA, ovviamente, ché quelle disegnate da "artisti" nostrani erano imbarazzanti) e, soprattutto, il fantastico Zap! di Roberto Luciani, che a mio avviso dovrebbe venire ristampato da qualche santa casa editrice in volumetto e diffuso a tutte le nuove generazioni perché era a dir poco geniale.

L'immagine, unica disponibile in rete, l'ho trovata QUI
Il Giornalino
Il Giornalino era un giornale per beghine ma aveva alcuni fumetti che lévati ed è per questo che recuperavo gli arretrati dai miei cugini. Il primo, ovviamente, era Coccobill del grande Jacovitti, spesso accompagnato da Zorry Kid, che mi facevano piegare in due dalle risate. Poi, c'erano Pinky il coniglio rosa e Vita da cani, quest'ultimo scritto nientemeno che da Sclavi. Senza contare il mio amato Lucky Luke, Asterix e altri fumetti vari ed eventuali assai pregevoli (assieme ad illeggibili camurrìe che hanno segnato la mia infanzia come Nicoletta o Mitty. Orrore.)

Alan Ford n.53: Arsenico Lupon, assai galante e molto ladron
Il mio amore per Alan Ford e il gruppo TNT nasce con questa storia, letta durante una vacanza in Trentino assieme ai cugini più grandi. Le matte risate, i personaggi assurdi, il linguaggio aulico di Max Bunker mi hanno conquistata alla prima lettura e, ovviamente, appena ho avuto mezzi e soldini ho recuperato tutte le avventure del gruppo scritte e disegnate dal dinamico duo Magnus e Bunker. Giornalini fragilini che ormai non riesco nemmeno più ad aprire per paura di distruggerli com'è successo con lo storico TNT Gold (rubato a mio cugino!) che conteneva Una trappola per il gruppo TNT, Vuoi venire in crociera con me..? e Salvateci per favore grazie, che ho dai tempi delle superiori e che ormai sta in piedi per miracolo!


Dylan Dog n.27: Ti ho visto morire
Il mio primo Dylan Dog, acquistato durante una vacanza in Val D'Aosta ai tempi delle medie. Ricordo ancora il finale, con quelle maledette forbici conficcate in bocca... "Ghraghreghri..." AARGH!! Ovviamente, è stato amore a prima vista, che era già scoccato sempre grazie al cugino più grande, a cui avevo sicuramente scroccato Gente che scompare, con Hamlin e il maledetto Safarà!


L'epoca d'oro di Flash Gordon n.7
Almeno, spero sia questo il numero. Mi guarda dalla scrivania da almeno un anno, ancora fasciato, non ho il coraggio di aprirlo per paura di avere sbagliato uscita. Rammento infatti, da piccolissima, di essermi persa per mesi nelle per me incomprensibili avventure di questo biondone circondato da donnine, che cercava di fuggire dal pianeta Mongo (?) in sella a dei grifoni. Pur non capendo una mazza della trama adoravo i disegni e avrei dato l'anima per riuscire a disegnare quelle eleganti signore dai tratti finissimi. Sulla copertina di questo albo i grifoni ci sono ma ho davvero paura ad aprirlo, non sopporterei il diludendo.


Wolverine n.52
Sempre ai tempi delle medie passava in TV la serie Insuperabili X-Men. La Bolla si innamora (ovviamente!) di Wolverine e quando vede nell'edicola accanto alla spiaggia un intero albo a lui dedicato lo acquista... rimanendoci di tolla: "Questo non è il Wolverine del cartone animato! Perché c'è solo UNA storia di Wolverine? Chi è tutta sta gente? Non ci capisco una mazza!" Effettivamente, in quell'albo, che raccontava di come Logan si fosse vendicato di Matsu'o Tsurayaba dopo la morte dell'amata Mariko, c'era davvero poco del piattume infantile della serie televisiva e pochissimi X-Men, visto che il resto era occupato dalle a me sconosciute Excalibur ed Alpha Flight. Tuttavia, quella versione "adulta" di Wolverine mi aveva talmente intrippata che ho continuato ad acquistare la serie per anni, innamorandomi ovviamente anche della Excalibur di Alan Davis (Alpha Flight invece era illeggibile. Ugh.)


Execuzione
La fregatura dell'acquistare UNA sola serie mutante è che, prima o poi, arriva l'inevitabile crossover che ti costringerà a comprarle TUTTE. Era successo a me con la saga The Xcutioner's Song (in italiano Execuzione, appunto) che mi aveva letteralmente spalancato le porte del mondo mutante e di albi come la defunta X-Force, X-Men Deluxe e X-Men, costringendomi ad appassionarmi follemente al loro complicatissimo universo, che seguo ancora adesso.


Proteggi la mia Terra
Il mio primo manga "serio", letto ai tempi delle superiori. Non finirò mai di ringraziare Christian, che me lo prestò prima di partire per lo scambio in Danimarca e che poi mi regalò i primi due numeri, perché da allora non ho mai più letto nulla di altrettanto commovente, delicato ed avvincente. Purtroppo il recente seguito La luce della luna, scritto e disegnato sempre da Saki Hiwatari, non è nemmeno lontanamente parente.


Angel Sanctuary
Il capolavoro, per quanto ingenuo e "modaiolo", della mangaka Kaori Yuki, che non ha mai perso un colpo per tutta la durata della serie. Questa cupissima storia di angeli e demoni mi aveva presa talmente tanto da avermi costretta a creare uno schema, mensilmente aggiornato, di tutte le gerarchie celesti. Ogni tanto lo rileggo ed è sempre appassionante.


Nana
No, di Nana non voglio parlare o comincio a piangere e non la smetto più. La più bella opera di Ai Yazawa, incredibilmente umana e dolorosa, fatalmente interrotta proprio sul più bello (o sul più brutto, dipende dai punti di vista). Vivo sperando che la sensei si rimetta e lo concluda, così da poterlo rileggere tutto d'un fiato e tornare ad emozionarmi con Nana e Hachi.


Preacher
Il chiodo fisso durante la mia permanenza in Australia e la dimostrazione di quanto può essere subdolo ed ingiusto il panorama fumettistico italiano, dove le serie più belle possono arrivare in edicola per uno, due numeri in formato economico... e poi interrompersi senza un perché. Costringendo le lettrici in astinenza a riempire uno zaino con sette enormi volumi in lingua inglese più un artbook, come se non avessero già abbastanza roba da portarsi a casa dopo 9 mesi in terra straniera. Jayses!, come direbbe Cassidy!


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