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mercoledì 14 dicembre 2022

Spirited - Magia di Natale (2022)

E' uscito su Apple TV+ un film perfetto per il periodo, ovvero Spirited - Magia di Natale (Spirited), diretto e co-sceneggiato dal regista Sean Anders.


Trama: i fantasmi del Natale Dickensiano si ritrovano a dover redimere il cinico consulente Clint Briggs, che si rivela un osso durissimo soprattutto per Presente, veterano roso da mille dubbi...


Come faccio a scrivere qualcosa di obiettivo su un film che sembra realizzato apposta per me e che, in effetti, ha fatto di tutto per piacermi, riuscendoci? Pur essendo un Grinch della peggior specie, ho sempre adorato Il canto di Natale di Dickens in ogni sua forma e questo Spirited ne è la rilettura in chiave moderna; in più, ho un debole per i musical e, nonostante nutra verso di lui sentimenti molto ambivalenti, quando è in buona ho anche un debole per Will Ferrell, che in questo Spirited dà veramente il bianco. Prendete dunque con le pinze tutto quello che sto scrivendo, compresa la definizione di "Film natalizio del 2022" (considerate che devo ancora guardare Violent Night), e rimanete ancora un po' con me per cercare di capire perché, al di là dei motivi di cui sopra, mi è piaciuto così tanto Spirited. Intanto, ne ho apprezzato la trama. Spirited prende tutti i cliché de Il canto di Natale, rende i personaggi consapevoli di essere protagonisti di una storia già raccontata mille volte, e ci ragiona sopra attraverso l'ottica cinica e moderna di Clint Briggs, media consultant che punta al successo sfruttando i più bassi istinti umani e che, ovviamente, rifiuta di sottomettersi al volere degli spiriti diventando l'ennesimo malvagio convertito. L'atteggiamento strafottente ma non privo di acume di Clint costringe il Fantasma del Natale presente, veterano che da anni potrebbe reincarnarsi ma continua a lavorare per recuperare le anime "prave", a rimettersi completamente in discussione deviando dal classico percorso di redenzione della vittima e anche dal classico rapporto tra fantasmi ed esseri umani, con twist interessanti che, ovviamente, non sto a svelare ma che posano interamente sulla bella alchimia tra Will Ferrell e Ryan Reynolds.


I due attori abbracciano i ruoli che sono loro più congeniali, ovvero quello dell'adorabile babbeo e quello dello stronzetto sboccato, e assieme fanno faville. Il rischio corso da Ferrell è sempre un po' quello di perdersi, a un certo punto, nella smielatezza di un personaggio costretto in improbabili storie d'amore (un punto debole di Euro Vision Song Contest, giusto per nominare una pellicola), ma fortunatamente la presenza di Reynolds, col suo reiterato rifiuto di ruoli e snodi canonici, mantiene salda quell'aura di cinismo che, di fatto, equilibra l'intera opera incarnando il messaggio che il film vuole veicolare, ovvero il rifiuto di una redenzione posticcia valida solo per quel "Christmas Morning Feelin" a favore, invece, di un impegno giornaliero ad essere persone imperfette ma gentili, che ci provano senza essere necessariamente straordinarie o sante, né cambiare dal giorno alla notte. Poi, ovviamente, c'è la parte musical. I compositori Pasek e Paul (già autori di un'opera a tema natalizio con A Christmas Story: The Musical e vincitori di un Oscar per City of Stars) hanno scritto una serie di canzoni che non solo catturano lo spirito irriverente e contemporaneamente festivo dell'opera, ma si adattano perfettamente allo stato d'animo e alla situazione contingente dei personaggi, toccando a volte picchi emozionanti che non sfigurerebbero in musical più "seri". Per la prima volta in anni mi sono ritrovata a ridere di cuore e a continuare a farlo per parecchi minuti grazie alla geniale Good Afternoon, sicuramente la mia canzone preferita, ma tutti gli altri numeri musicali valgono la visione, sono ben realizzati a livello di scenografie e luci (senza contare che spesso sono molto metacinematografici!) e ancor meglio eseguiti da attori e ballerini, forse con l'unica eccezione di Octavia Spencer che, povera stella, era palesemente alla sua prima prova come cantante e lascia trasparire tutte le difficoltà affrontate. Un piccolissimo neo che non inficia assolutamente la visione di Spirited e che, anzi, rende ancora più tenero il suo personaggio, l'unico (assieme allo scazzatissimo Marley di Patrick Page) a non farsi fagocitare dalla verve dei due protagonisti. Augurandovi un Good Afternoon, vi invito quindi a vedere il film il prima possibile, senza perdervi i titoli di coda, che contengono uno splendido numero musicale "scartato"!


Del regista e co-sceneggiatore Sean Anders ho già parlato QUI. Will Ferrell (Presente), Ryan Reynolds (Clint Briggs), Octavia Spencer (Kimberly), Tracy Morgan (voce originale di Futuro), Rose Byrne (Ms. Blansky), P.J.Byrne (Mr. Alteli) e Judi Dench (Judi Dench) li trovate invece ai rispettivi link.

Sunita Mani interpreta Passato. Americana, ha partecipato a film come Si salvi chi può!, Evil Eye, Everything Everywhere All at Once e a serie quali Mr. Robot e GLOW. Anche sceneggiatrice, ha 36 anni e un film in uscita. 


Se Spirited vi fosse piaciuto recuperare S.O.S. Fantasmi, Il Grinch e Elf. ENJOY!

martedì 22 ottobre 2019

The Voices (2014)

Quasi un anno fa col Bolluomo abbiamo adottato una gattina e ovviamente l'uomo di casa si è riscoperto gattaro (anche se credo lo sia sempre stato). Approfittando dell'immagine di un gatto particolarmente assurdo, sono riuscita quindi a fargli vedere The Voices, diretto nel 2014 dalla regista Marjane Satrapi e presente sulla piattaforma Amazon Prime Video.


Trama: Jerry lavora come magazziniere in una fabbrica di vasche da bagno, è timido e di buon cuore ma ha anche un grosso problema. La sua schizofrenia lo porta a sentire le voci degli animali di casa, una buona e una cattiva coscienza che arriveranno a confonderlo nel momento esatto in cui si innamorerà di una sua collega...


Ormai ho una memoria labile e fatico a ricordare tutti i film passati sui blog amici di cui bisognerebbe tenere traccia ma, chissà perché, almeno il titolo di The Voices era rimasto e quando è entrato a far parte del catalogo Prime Video l'ho inserito tra i preferiti. Onestamente, non ricordavo né che il protagonista fosse Ryan Reynolds (tanto che, quando è comparso, ho fatto la fatidica domanda "Ma diamine, quello è Ryan Reynolds?" Capitemi, sono miope/astigmatica e lo schermo della cucina/salottino non è enorme) né che la regista fosse Marjane Satrapi, cosa che mi ha creato uno scompenso psichico sul finale, quando il suo nome è comparso durante gli assurdi titoli di coda del film, però sono contenta che un minimo ricordo di The Voices mi sia rimasto perché rischiavo di perdermi una pellicola decisamente riuscita. Strana quanto volete, ovviamente, ché da un Ryan Reynolds ormai lanciatissimo ci aspetteremo mica una cosa normale? Più sconvolgente, invece, l'idea che Marjane Satrapi, dopo il commovente Persepolis, abbia deciso di dirigere una commedia a tratti demenziale (i titoli di coda, l'ho già detto, sono assurdi, uno schiaffo al senso del surreale dello spettatore) ma che più nera non si può, tanto che a un certo punto l'oscurità diventa la parte predominante e ridere delle disgrazie di Jerry diventa molto ma molto difficile. E pensare che, lì per lì, The Voices sarebbe un film anche innocuo: un uomo affetto da schizofrenia passa il tempo libero a parlare col suo cane e col suo gatto, rispettivamente l'angelo e il demone che gli sussurrano sulla spalla e che cominciano a diventare decisamente prodighi di consigli quando Jerry si innamora di Fiona, la nuova collega di origini inglesi. Il film inizia seguendo quindi il pattern di una commedia sentimentale di stampo surreale, con l'ingenuo e timido Jerry che viene preso in giro da Fiona e non si accorge che un'altra sua collega, Lisa, sarebbe seriamente intenzionata a mettersi con lui, ma nel corso di The Voices le aspettative dello spettatore vengono irrise più di una volta, soprattutto quando nel film si inserisce un elemento thriller e anche un po' horror, se vogliamo.


Non mi sento di aggiungere altro sulla trama, perché è interessante capire dove andrà a parare e anche perché a mio avviso è innanzitutto il modo in cui è stato realizzato The Voices a colpire, il modo in cui anche le immagini scivolano dallo stile comedy a quello horror senza soluzione di continuità. Il mondo di Jerry, il suo posto di lavoro, sono connotati da una fotografia luminosa e costumi all'interno dei quali i colori predominanti sono il rosa acceso e il rosso, specchio dei "caldi" sentimenti che esplodono nel cuore di Jerry nel momento in cui si innamora di Fiona, ma non solo, come si verrà a scoprire proseguendo nel film; il flash con cui all'improvviso cambiano i colori che circondano il protagonista, la fotografia e persino la scenografia delle sequenze, così simile a quella di mille serie televisive, è talmente repentino e impercettibile che, lì per lì, il cervello non lo registra nemmeno, almeno finché non subentra lo shock della consapevolezza di quanto, in realtà, l'esistenza di Jerry sia misera e solitaria e di come non ci sia nulla da ridere all'idea che un cane e un gatto (per quanto costruiti secondo gli stereotipi della comicità americana) battibecchino col loro padrone. In questo caso, ben venga l'utilizzo di una CGI poco invasiva ma necessaria per assecondare la schizofrenia di Ryan Reynolds e ben venga anche la sua incapacità attoriale, che rende Jerry in qualche modo "sbagliato" e strano fin dalle prime scene (sarebbe bello però poter vedere il film in lingua originale visto che Reynolds doppia tutte le "voci", peccato che Prime Video non lo consenta). Dal punto di vista del cast femminile, sia Gemma Arterton che Anna Kendrick sono deliziose, soprattutto la Kendrick, ma è fondamentale anche la stralunata professionalità di Jacki Weaver, altro personaggio che scivola senza soluzione di continuità dalla tipica psichiatra delle commedie USA a qualcosa di ben più angosciante. Insomma, non è facile parlare di The Voices senza fare troppi spoiler, lo avrete capito, quindi sarà meglio chiudere qui il post. Se avete Prime Video non perdetelo e fatemi sapere cosa ne pensate!


Della regista Marjane Satrapi ho già parlato QUI. Ryan Reynolds (Jerry/Mr. Wiskers/Bosco/Cervo/Bunny Monkey), Gemma Arterton (Fiona), Anna Kendrick (Lisa) e Jacki Weaver (Dr. Warren) li trovate invece ai rispettivi link.


domenica 18 agosto 2019

Fast & Furious - Hobbs & Shaw (2019)

Spinta da un trailer tamarro e dalla presenza di attori molto graditi, prima di partire per le ferie sono corsa a vedere Fast & Furious - Hobbs & Shaw (Fast & Furious Presents: Hobbs & Shaw), diretto dal regista David Leitch.


Trama: la presenza di un virus mortale, voluto a tutti i costi da un'organizzazione in grado di creare superuomini, costringe l'enorme Hobbs e l'elegante Shaw a una difficile collaborazione.


Disclaimer: non ho mai sopportato Fast & Furious, così, a pelle, quindi non ho mai visto un singolo episodio della saga. Ciò mi ha portato a spoilerare spiacevolmente UN aspetto del film su Facebook, cosa che cercherò di non ripetere qui (quindi saltate l'elenco degli interpreti, grazie) benché, di fatto, non abbia idea di cosa sia presente sia in Fast & Furious che in Hobbs & Shaw, spin-off della saga. Generalmente parlando, posso dire che Hobbs & Shaw è una simpaticissima tamarrata tirata anche troppo per le lunghe, il cui pregio principale è la contrapposizione tra i due personaggi, il gigantesco, palestrato (ma con un cervello che è un brillante!) Hobbs e il ladro ex spia ex killer ex tutto Shaw, contrapposizione sottolineata da un odio atavico capace di generare le migliori battute e spiritosissimi botta e risposta oltre che di far procedere la trama su più livelli, almeno un paio paralleli; entrambi i protagonisti hanno problemi di famiglia, entrambi hanno un passato di cui vergognarsi, entrambi sono ai limiti della legalità, quindi diciamo che hanno più cose in comune di quanto non vogliano ammettere, il che li rende una squadra perfetta. Per le mani, neanche a dirlo, la più classica delle minacce globali, un virus capace di annientare l'umanità in una settimana, creato in laboratorio da un'organizzazione talmente segreta che al confronto la MAD del Boss Artiglio era una baracconata. L'organizzazione in questione, molto darwinianamente, punta a eliminare i deboli con qualunque mezzo, consentendo ai forti di prosperare e dando loro anche una discreta mano in termini di impianti cibernetici. Ecco dunque, come dal trailer, la pericolosa presenza di un Idris Elba in versione "Superman nero", pronto a spaccare culi, muri, macchine, porte, maniglie, cani, mondi senza apparentemente subire i colpi proibiti di Hobbs & Shaw, i quali potrebbero tranquillamente sputare in un occhio a John Wick e all'Atomica Bionda, due nomi fatti non a caso visto che David Leitch è il regista di entrambi i film e si vede. Le scene action sono delle sboronate mai viste, sia per quanto riguarda il corpo a corpo che per quanto riguarda, neanche a dirlo, gli inseguimenti in macchina, le esplosioni, i disastri aerei e qualunque altra cosa tamarrissima possa venirvi in mente, e ovviamente è tutto girato, montato e fotografato alla perfezione, così che lo spettatore non possa perdersi nemmeno una scintilla o una goccia di sangue (poco, a onor del vero).


Il GROSSO problema di Hobbs & Shaw, invero più grande della stazza di The Rock, è che è tutto talmente telefonato da far pietà (e fin qui, non mi aspettavo nulla di più da un film del genere, lo ammetto) e dotato di una morale così dolciotta da far sputare sì i denti ma non per i pugni, bensì per la carie mista a diabete. L'elogio finale della Famiglia a braccetto con " le macchine sono belle ma gli esseri umani sono meglio, gli amici sono meglio, la famiglia è meglio, quindi vinceremo sempre noi, to', sucamillo!", preceduto dagli sproloqui monotoni e ripetitivi di un Idris Elba che riusciva ad essere più profondo come Heimdall e persino come Roland Deschain (oddio...!) e che a tratti risulta più petulante del Dr. Male è qualcosa di talmente fuori contesto da far cadere i marroni. Privare della grinta due potenziali antieroi e trasformarli in due orsottoni del cuore che sull'isola di Tulla scoprono di volersi proprio tanto tanto bene è probabilmente il più grande autogol del film e priva di pathos zamarro una delle sequenze potenzialmente più sborone del film, alla quale sono arrivatà, ahimé, con gli occhi semichiusi dopo un primo tempo esaltante. Operazione non completamente riuscita quindi, peccato, anche se Dwayne Johnson è sempre una gioia per gli occhi, la bionda Vanessa Kirby è tosta quanto basta e ci sono un paio di guest star che da sole valgono il prezzo del biglietto. Unico appunto, Jason Statham. Sempre a suo agio in questi ruoli di duro che non deve chiedere mai, eh, peccato che sia nato col sembiante di Bruce Willis già vecchio e che manchi completamente del fascino giovanile del buon Bruno. Ah, ci fosse stato Bruccino a limonarsi il pucchiaccone ispano-russo e a fracassare bottiglie di champagne in testa ai cattivi, il mio cuore sarebbe rimasto sul pavimento della sala. Oh, e non alzatevi prima della fine dei titoli di coda, a meno che non abbiate ancora finito di vedere l'ultima serie de Il trono di spade; in tal caso, fuggite perché uno dei personaggi vi spoilererà pesantemente l'episodio finale.


Di David Leitch, che interpreta anche uno dei piloti della ETEON, ho già parlato QUI. Dwayne Johnson (Hobbs), Jason Statham (Shaw), Idris Elba (Brixton), Helen Mirren (Queenie), Eddie Marsan (Professor Andreiko), Cliff Curtis (Jonas), Ryan Reynolds (Locke) e Kevin Hart (Air Marshall Dinkley) li trovate invece ai rispettivi link.

Vanessa Kirby interpreta Hattie. Inglese, ha partecipato a film come Questione di tempo e a serie quali Grandi speranze e The Crown. Anche produttrice, ha 31 anni e un film in uscita.


Eiza Gonzales interpreta Madame M. Messicana, ha partecipato a film come Jem e le Holograms, Baby Driver - Il genio della fuga, Alita - Angelo della battaglia e a serie quali Dal tramonto all'alba - La serie. Ha 29 anni e tre film in uscita.


Pare che Dwayne Johnson abbia provato ad avere Jason Momoa nel ruolo di uno dei fratelli di Hobbs ma l'attore era troppo impegnato per partecipare; in compenso, nella famiglia di Hobbs spunta il wrestler Joe "Roman Reigns" Anoa'i, nella realtà cugino di Dwayne Johnson. Nulla di fatto anche per Keanu Reeves, che ha rinunciato a dare la voce al boss senza volto della ETEON, doppiato in originale da Ryan Reynolds sotto pseudonimo. Detto questo, se Hobbs & Shaw vi fosse piaciuto recuperate per intero la saga di Fast & Furious e aggiungete quella di John Wick, Atomica Bionda e anche i due Deadpool. ENJOY!

martedì 14 maggio 2019

Pokémon Detective Pikachu (2019)

Lo so. Avrei dovuto andare a vedere Pet Sematary ma il mio compare fulciano non può fino a mercoledì e il Bolluomo non ama il genere. Per punire quest'ultimo, l'ho portato allora a vedere Pokémon Detective Pikachu, diretto dal regista Rob Letterman.


Trama: dopo un terribile incidente che ha coinvolto il padre, il giovane Tim va nella città dove lavorava il genitore e scopre l'esistenza del partner di quest'ultimo, un Pikachu dotato della parola. Assieme, si ritroveranno ad affrontare un inquietante complotto...


Come ho scritto su Facebook, Pokémon Detective Pikachu è una puttanata deliziosa. Non sarà mai il film dell'anno, ovvio, ma per quello che dura diverte da morire e, soprattutto, è zeppo di creature talmente carine da far venir voglia di non smettere mai di guardarlo. Inoltre, stranamente, la sceneggiatura è riuscita a fuggire dalla ripetitività di un costante scontro tra Pokémon (quando all'inizio è stata sfoderata la pokéball mi sono sentita male, lo ammetto) improntando le avventure di Tim e Pikachu su un registro, per l'appunto, investigativo, sfruttando le peculiarità degli svariati mostrini incontrati nel cammino per proporre parecchie sequenze prive di quel retrogusto "fanservice" tipico di questo genere di prodotti. Abbiamo dunque un paio di misteri da risolvere e la progressiva costruzione di un rapporto di fiducia tra l'unico Pikachu parlante e l'unico essere umano privo di un partner Pokémon, il delizioso contrasto tra la puccettosità del bestinetto giallo protagonista e il suo atteggiamento da caffeinomane dalla battuta facile (grazie, Ryan Reynolds) e, per chi è appassionato, la gioia di vedere una sorta di Zootropolis dove umani e pocket monsters convivono in perfetta armonia, spesso condividendo i mestieri, senza dimenticare, ovviamente, le indispensabili ma centellinate battaglie tra animaletti in grado di dispiegare inimmaginabili poteri. E pazienza se l'identità del supercattivo fosse in effetti telefonatissima (con un paio di sorprese, però, devo ammetterlo) e l'idea "folle" di quest'ultimo sia stata mutuata dal Batman del 1989: davanti alle guanciotte rosse del Pikachu non c'è cinefilia e razionalità che tenga, nemmeno quando sul finale si fa ampio ricorso al trucco della folaga e tocca bersi una supercazzola prematurata.


Ma il pregio principale del film risiede, non dovrei nemmeno dirlo, nella resa spettacolare dei Pokémon. Abituata come sono a CGI farlocca e design improbabili, è bello vedere come in Detective Pikachu i realizzatori sono riusciti a far interagire al meglio esseri umani e creaturine create al computer ed è ancor più meraviglioso che siano stati in grado di rendere "reali" i vari mostrini partendo da un character design perfetto per fumetti, videogame e cartoni animati ma passabile di diludendo in un live action (vedi l'orrido Sonic). Invece, grazie all'artista RJ Palmer, Pikachu è un morbidissimo bioccolo di pelo giallo, dalle espressioni buffe e tenerissime, il Charizard sembra un rettile vero, Bulbasaur si fa protagonista di una delle sequenze più magiche ed è di una dolcezza infinita, il Torterra catapulta la pellicola nel genere catastrofico e persino lo Psyduck è arruffosamente bellissimo. Anche se questo non vale perché lo Psyduck è bellissimo a prescindere e sfido chiunque a dire il contrario. Rob Letterman, abile sia nell'animazione che nel live action, è perfettamente in grado di coniugare le due anime della pellicola e gli attori, per quanto inevitabilmente eclissati dai loro colleghi virtuali, fanno il loro senza sembrare delle macchiette appiccicate lì con lo sputo. Unica pecca vera, il dispiacere di non poter sentire la voce originale di Ryan Reynolds, anche se il suo doppiatore ufficiale italiano, Francesco Venditti, fa un bel lavoro... a differenza di chi ha deciso di doppiare Ken Watanabe con quell'accento orripilante, seguendo un trend già avviato in film come Deadpool e X-Men: Apocalisse. Ma perché? Doppiate gli attori con nazionalità diversa da quella americana o inglese come tutti gli altri, vi prego, le peculiarità linguistiche o d'accento vanno bene in originale ma riproposte da attori italiani non si possono sentire!!


Del regista Rob Letterman ho già parlato QUI. Ryan Reynolds (voce originale di Pikachu), Kathryn Newton (Lucy Stevens), Bill Nighy (Howard Clifford), Ken Watanabe (Hide Yoshida), Karan Soni (Jack) e Suki Waterhouse (Ms. Norman) li trovate invece ai rispettivi link.


Justice Smith, che interpreta Tim Goodman, non è figlio di Will Smith come credevo ed ha partecipato a Jurassic World - Il regno distrutto mentre Rita Ora, che sapete tutti essere in realtà MMadreee di Jean Claude, interpreta la Dottoressa Ann Laurent. Se Pokémon Detective Pikachu vi fosse piaciuto, recuperate Zootropolis, Chi ha incastrato Roger Rabbit? e magari anche Jellyfish Eyes e, perché no, The Cleanse. ENJOY!

martedì 22 maggio 2018

Deadpool 2 (2018)

Siete pronti a tornare tra le braccia amorevoli del mercenario chiacchierone? Io domenica sono corsa a vedere Deadpool 2, diretto da David Leitch, e sono arrivata a capire una cosa: AMO Ryan Reynolds! NO SPOILER, tranquilli!


Trama: a causa di una serie di sfortunati, inspoilerabili eventi, Deadpool si ritrova a dover combattere contro Cable, soldato proveniente dal futuro e deciso a impedire che esso si compia.



Eh sì, mi tocca davvero fare outing, manco fossi 'Pool davanti a Colosso: mi sono innamorata di Ryan Reynolds. Lo considero sempre mostruoso con o senza trucco, nonché un pessimo attore, ma ca**o come crede lui nel personaggio cinematografico di Deadpool, come sia RIUSCITO a diventarlo dentro e fuori dal set, arrivando persino a prendersi spietatamente per il c*lo, davvero, nessuno mai. Fondamentalmente, Deadpool 2 è la riproposizione pedissequa (Weasel: "Ehm. No, davvero, io non so cosa voglia dire pedissequa") del primo film, con supereroi sboccati che fanno le peggio cose accompagnati da umorismo di grana grossissima, metacinema come se non ci fosse un domani, citazioni come se piovessero, una colonna sonora che fa ridere tanto quanto la sceneggiatura, contentini per i nerd più accaniti. Che a me, ovviamente, va benissimo: ho riso come una demente dall'inizio alla fine e sebbene dovessi dire che da Leitch come regista mi sarei aspettata di più nei corpo a corpo (eh, temo che Atomica Bionda sia stato l'apice della sua carriera...) e per quel che riguarda il tasso di gore, le sequenze catastrofiche non sono comunque mancate e i comprimari di Deadpool stavolta sfiorano il sublime... ma capisco perché in sala a ridere eravamo giusto in tre/quattro e il Bolluomo spesso si girava a guardarmi con la faccia di chi cerca aiuto e trova solo biasimo. Non avendo riguardato il primo Deadpool non saprei dire se succedesse anche lì (ormai la mia memoria fa cilecca) ma Deadpool 2 presuppone una conoscenza enciclopedica non solo dell'universo Marvel (cinematografico e cartaceo) ma anche di film e serie TV come nemmeno Ready Player One e siccome al 90% sono tutte citazioni "vocali" prima ancora che visive, inserite tra una parolaccia e l'altra di cinque/sei personaggi logorroici da morire, lo sforzo di attenzione richiesto allo spettatore è altissimo e si rischia davvero di chiedersi perché la gente stia ridendo. Detto questo, Deadpool 2 sarebbe un film da rivedere almeno altre tre/quattro volte in lingua originale (il brano di Yentl ne è un esempio lampante, visto che la strofa incriminata "Do You Wanna Build a Snowman?" in italiano è "Sei già sveglia oppure dormi?", come sa chiunque ha stravisto Frozen) e con un bel telecomando in mano, così da mettere qualche fermo immagine di tanto in tanto e cogliere gli omaggi a Stan Lee e Alpha Flight, per esempio.


Ma parliamo un po' di storia, attori e "villani", partendo da questi ultimi. Josh Brolin rimarrà nella memoria dei Marvel fan come Thanos ma il suo Cable oscuro tanto da sembrare un eroe DC, per quanto molto divertente nel suo porsi come buddy di Deadpool sul finale, non ha il carisma della sua controparte cartacea e lo stesso vale per il Fenomeno, poco più di un divertissement perfetto per sfoderare il brano più esilarante della colonna sonora (potete ascoltarlo senza disturbi alla fine dei titoli di coda oppure QUI); il "vero" cattivo della pellicola è invece una sorpresa adattissima alle atmosfere irriverenti del film ma non riesco a capire se Reynolds e soci abbiano volutamente scelto di scrivere una sceneggiatura così "sentimentale" e retorica onde prendere in giro la maggior parte dei film di genere oppure fossero seri nell'intento di dotare il mercenario chiacchierone di un cuore e un'etica morale, per quanto contorta. Probabilmente avranno voluto mostrare il dito medio al successo di Logan - The Wolverine (sono una persona malvagia, rido ancora adesso per quel carillon!!) ma quasi sicuramente non lo sapremo mai, così come non sapremo mai perché un nome "importante" come quello di Essex sia stato sprecato così proprio in un film che contempla la presenza di Cable. Ma questi sono sproloqui da nerd e per farmi perdonare vi rimando al nutrito e spoileroso infoporn finale. Voto dieci invece a Zazie Beets, una Domino molto meno misteriosa di quella dei fumetti ma comunque simpatica e sexy, protagonista di alcune delle sequenze più spettacolari grazie proprio al suo potere della "fortuna", mentre stavolta la contrapposizione Colosso/Deadpool mi ha divertita meno del film precedente (anzi, diciamo che a un certo punto quel terrificante accento russo m'è venuto persino a noia) e anche Testata Mutante Negasonica non ha brillato di luce propria quanto avrei sperato, non dopo aver visto quello di cui è capace Brianna Hildebrand. Le spalle comiche per fortuna sono favolose come sempre: ai già collaudati Weasel, Dopinder e Blind Al si aggiungono i vari membri di X-Force, tra i quali ovviamente spicca l'adorabile Peter, anche perché gli altri... vabbé, lasciamo perdere e godetevi uno dei gruppi più amati della carta stampata, benché in una versione particolare. E godetevi (perpietàdiDeadpoolnonfateico**ioni!) le scene mid-credits perché stavolta valgono da sole, letteralmente, tutto il film. Anche se mi chiedo... come faranno ora a girare Deadpool 3? Oh beh, come direbbe Ryan Reynolds, "tanto basta scrivere due min**iate sulla sceneggiatura, chi sta a guardarla?". Io, neanche a dirlo, aspetto comunque trepidante il terzo capitolo, magari ballando su un tamarrissimo pezzo di musica dubstep!!


Del regista David Leitch ho già parlato QUI. Ryan Reynolds (Wade Wilson/Deadpool, anche sceneggiatore della pellicola e motion capture per il Fenomeno, oltre che voce originale), Josh Brolin (Nathan Summers/Cable), Morena Baccarin (Vanessa), Brianna Hildebrand (Testata Mutante Negasonica), Brad Pitt (Svanitore), Bill Skarsgård (Zeitgeist), Matt Damon (Redneck numero 2), T.J. Miller (Weasel), Terry Crews (Bedlam), Alan Tudyk (Redneck numero 2), Eddie Marsan (Direttore), Nicholas Hoult (Bestia, non accreditato), James McAvoy (Charles Xavier, non accreditato), Evan Peters (Quicksilver, non accreditato), Tye Sheridan (Ciclope, non accreditato) e Hugh Jackman (Wolverine, in filmati d'archivio modificati in post produzione) li trovate invece ai rispettivi link.

Karan Soni interpreta Dopinder. Americano, ha partecipato a film come Safety not Guaranteed, Piccoli brividi, Deadpool, Ghostbusters e Creep 2. Ha 29 anni e un film in uscita.


Come tutti i sequel che si rispettino anche Deadpool 2 ha avuto una storia travagliata. Tim Miller, regista del primo capitolo, si è chiamato fuori dal progetto per divergenze creative con Ryan Reynolds e si è portato dietro Gina Carano e Junkie XL, compositore della colonna sonora di Deadpool. Brad Pitt, che "compare" come Svanitore, aveva partecipato all'audizione per il ruolo di Cable ma aveva dovuto rinunciare per l'impossibilità di far combaciare i vari impegni; altri candidati per il ruolo erano Russell Crowe, "benedetto" nientemeno che da Rob Liefeld, e Michael Shannon, che si è tirato indietro per impegni pregressi. Zazie Beets, che interpreta Domino e che ha strappato la parte ad attrici come MacKenzie Davis e Sofia Boutella, dovrebbe tornare nell'annunciato X-Force assieme a Ryan Reynolds e Josh Brolin. Nell'attesa che esca, chissà quando, se Deadpool 2 vi fosse piaciuto recuperate Deadpool e magari X-Men - Origins: Wolverine, Wolverine - L'immortale e Logan - The Wolverine visto che sono ampiamente citati! ENJOY!


E ritorna, per la gioia di tutti i bambini...
L'angolo del Nerd (o del gnégnégné, fate voi) rigorosamente scritto a memoria e senza l'aiuto di Wikipedia
HIC SUNT SPOILER!:

Cable: uno dei personaggi creati negli anni '90 dal nemico giurato dell'anatomia, Rob Liefeld, introdotto inizialmente come "terrorista" traviatore della generazione giovane degli X-Men, i Nuovi mutanti, da lui trasformati nella formazione paramilitare X-Force nonché paladino del "sacchettismo" preso in giro anche nel film. Col tempo si è scoperto che il vecchiaccio veniva dal futuro e che era nientemeno che il figlio di Ciclope e di un clone di Jean Grey, spedito nel futuro per salvarlo dal cosiddetto "virus tecnorganico", ovvero quella rumenta che lo ha reso un mezzo cyborg. In realtà Cable, il cui vero nome è Nathan Christopher Summers, ha enormi poteri telepatici e telecinetici e virtualmente sarebbe il mutante più potente della terra, se non fosse per quel virus. La sua nascita è stata infatti pianificata da Sinistro, il cui cognome è Essex (vi dice nulla? Leggete QUI...) ma ci si è messo di mezzo Apocalisse a rovinargli i piani. Non sto a tediarvi con ulteriori ragguagli, vi dico solo che in tempi recenti (dieci anni fa?) Cable ha salvato, adottato e cresciuto tale Hope (nominata nel film), salvatrice di mutanti imbevuta del potere di Fenice nonché ultima speranza dell'umanità "casualmente" identica a Jean Grey. Due co**oni, via. E mi chiedete perché ho abbandonato i fumetti degli X-Men?

Russell Collins: Alto e biondo, insomma col casting di D2 non ci azzecca una cippa, Russell "Rusty" Collins ha fatto parte della prima formazione di X-Force prima di venire rapito da Stryfe (clone di Cable proveniente anch'egli dal futuro) che gli ha fatto il lavaggio del cervello rendendolo malvagio. I poteri sono quelli mostrati nel film, gli manca solo la compagna di sempre accanto, Sally "Skids" Blevins. Ah, ora credo che nei fumetti sia morto.

Domino: Albina con un occhio nero, Neena "Domino" Thurman faceva parte del Six Pack, la prima squadra di mercenari in cui ha militato Cable, poi è stata rapita dalla mutaforma Vanessa (all'epoca malvagia, come Deadpool) che si è sostituita a lei per un po' di tempo, anche nelle fila di X-Force. Tornata nei ranghi, s'è tirata un paio di storie con Cable e, più recentemente, con Wolverine (alla coppia è dedicato il bellissimo Wolverine: Sex and Violence) e persino con Colosso. Il potere che ha è quello della fortuna ma diciamo che nei fumetti non è così smaccato come nel film!

Shatterstar: Come viene detto nel film, Shatterstar è un alieno proveniente dal Mojoverso, pianeta "televisivo" governato dal berlusconiano Mojo, dove le persone vengono gettate nelle arene e uccise per il piacere del pubblico. Shatterstar ha fatto parte per anni della seconda squadra di X-Force, distinguendosi come uno dei membri più sanguinari, mentre recentemente aveva cominciato a militare in X-Factor, dove ha finalmente palesato di essere gay e di provare sentimenti per il compagno di squadra Rictor. Per anni si è favoleggiato che Shatterstar fosse il figlio dei mutanti Longshot e Dazzler ma se non rammento male alla fine si è scoperto che Longshot era nato in provetta da materiale genetico di Shatterstar, il che ne fa... il nonno di sé stesso? Gesù... Ah, come poteri abbiamo agilità sovrumana e la capacità di emettere scariche bioelettriche attraverso le spade.

Black Tom Cassidy: Fratello di Banshee (per chi segue solo i film, ne avete visto una versione giovane QUA), amico di vecchissima e lunghissima data del Fenomeno, Black Tom Cassidy è irlandese ed è sempre stato un nemico degli X-Men. Più che essere un gangsta figo è un signore di mezza età vestito come un peerla, zoppo e costantemente appoggiato a un shillelag. Per quel che riguarda i poteri se non mi sbaglio riusciva a emettere scariche di energia attraverso il legno e a manipolare le piante.

Svanitore, Bedlam, Zeitgeist e Yukio: personaggi che ricordo pochissimo o affatto. Bedlam e Zeitgeist hanno fatto parte di un paio di formazioni di X-Force quando non ne leggevo le storie e sono credo durati il tempo di un arco narrativo, massimo due, il tempo di cambiare gli scrittori; lo Svanitore è un nemico dei vari X-Gruppi ma non è un uomo invisibile, bensì si teletrasporta, di fatto scomparendo. Yukio è invece un mix tra l'assassina già comparsa in Wolverine - L'immortale e la giovane mutante di nome Surge, dalla quale riprende i poteri energetici.

Fenomeno: ne ho parlato QUI


mercoledì 11 ottobre 2017

Come ti ammazzo il bodyguard (2017)

Attirati da un trailer scemo e dalla necessità di guardare un film supercazzola causa orari infami, lunedì io e il Bolluomo ci siamo sparati Come ti ammazzo il bodyguard (The Hitman's Bodyguard), diretto dal regista Patrick Hughes.


Trama: una guardia del corpo deve scortare un sicario fino alla Corte Penale Internazionale dell'Aia, dove quest'ultimo è chiamato a testimoniare contro un sanguinario dittatore...


Cosa succede quando qualcuno decide di mettere insieme Samuel L. Jackson, emblema della badassitudine "nera" fin dai tempi di Pulp Fiction e ultimamente sempre più pronto a prendersi in giro, e Ryan Reynolds, adorabile quanto inespressivo beniamino delle nuove generazioni nerd? La risposta banale sarebbe "una supercazzola action", la verità è che Come ti ammazzo il bodyguard è un film schizofrenico, che prende tante di quelle direzioni da non sapere più nemmeno lui come definirsi. Di tanto in tanto traspare la sua natura "drammatica", precedente alla riscrittura che lo avrebbe fatto diventare una commedia; per esempio, la figura del dittatore Dukhovich è incredibilmente negativa, così come è anche troppo realistica ed attuale la sua natura di folle criminale e, nonostante Gary Oldman si ritrovi a sfoderare esagerati atteggiamenti di minaccia nei confronti dei suoi collaboratori (e di Samuel L. Jackson), il suo personaggio non strappa mai il sorriso, nemmeno per sbaglio. Il rapporto tra i due protagonisti poi oscilla di continuo tra bromance, legame insegnante-mentore e un più naturale e sano odio reciproco, seguendo dinamiche che non riescono a sfociare interamente nel territorio del buddy movie come è stato, per esempio, nel recente e ben più riuscito The Nice Guys. Di fatto, le personalità dei due sono troppo simili e i protagonisti passano molto dell'abbondante minutaggio a parlarsi addosso, rinfacciarsi sempre le stesse cose (nella fattispecie uno è troppo "noioso" nel suo lavoro, l'altro apparentemente è un folle assassino) e disquisire d'amore, ennesima aggiunta alla trama capace di renderla ancora più psicotica: sia sicario che bodyguard hanno infatti problemi di cuore, il secondo più del primo, e le rispettive amanti od ex hanno un ruolo abbastanza importante nell'economia della storia. L'aspetto action della pellicola non è marginale, d'altronde il regista è lo stesso de I mercenari 3, però diciamo che viene diluito e sfilacciato da tutto ciò che ho scritto sopra, quando io (e altri spettatori immagino) mi sarei aspettata un'ora e mezza di violenza sopra le righe alla John Wick, con l'aggiunta dell'esilarante alchimia tra i due protagonisti che si evince dal trailer e che mi ha spinta a guardare il film. Il risultato di questo mix di "anime" è un pasticcio, non un pasticciaccio brutto ma lo stesso qualcosa di poco memorabile, che dura il tempo di una risata (poche a dire il vero) nonostante si prolunghi per due ore, troppe per questo genere di film.


Come spesso accade, il meglio di Come ti ammazzo il bodyguard è stato già mostrato nel trailer e allo spettatore in cerca di qualcosa di nuovo da aggiungere rimane l'unico, vero momento esilarante del film (il coretto con le suore, da guardare esclusivamente in lingua inglese e che doppiato perderà interamente la sua forza umoristica) e al limite il bell'inseguimento tra i canali di Amsterdam, dove Patrick Hughes si ingegna tra stunt arditi, montaggio serrato, riprese con la steadycam e tutto il necessario per rendere la sequenza uno dei punti forti della pellicola. Per il resto, l'azione non manca, esplosioni e headshots abbondano e gli sceneggiatori non si tirano indietro neppure quando si tratta di inserire nel film una scena che rimanda anche troppo agli ultimi fatti di cronaca a base di camion lanciati sulla folla, cosa che di questi tempi mi ha lasciata francamente perplessa (per dire, questa settimana gli autori hanno deciso di montare da capo e tagliare l'episodio di American Horror Story per rispetto verso quanto accaduto a Las Vegas...). Quanto agli attori, Reynolds e Jackson fanno quello che ci si aspetta da loro, né più ne meno, e tra i due forse spicca di più il vecchio Samuel, dotato del personaggio più simpatico e anche più approfondito psicologicamente (diciamo che Reynolds va bene solo come Deadpool, forse perché recita al 90% col volto coperto da una maschera); fa un po' male invece vedere non solo Gary Oldman e Richard E. Grant (!!) relegati ad essere "semplici" caratteristi di lusso ma anche una bellezza come Salma Hayek ormai ridotta al ruolo di vajassa volgarissima che infarcisce ogni dialogo di parolacce in spagnolo, benché durante il flashback che la riguarda parrebbe quasi di essere tornati ai bei tempi di C'era una volta in Messico. Insomma, Come ti ammazzo il bodyguard non è interamente da buttare ma col senno di poi direi che i contro superano i pro e se cercate un film divertente, entusiasmante e memorabile rischiate di rimanere davvero delusi. Meglio approcciarsi alla pellicola durante un futuro passaggio televisivo, senza troppe aspettative e senza sprecare preziosi soldi per il biglietto del cinema (detto che è già disponibile da un paio di mesi su Netflix Japan. A buon intenditor...).


Del regista Patrick Hughes ho già parlato QUI. Ryan Reynolds (Michael Bryce), Richard E. Grant (Seifert), Gary Oldman (Vladislav Dukhovic), Samuel L. Jackson (Darius Kincaid) e Salma Hayek (Sonia Kincaid) li trovate invece ai rispettivi link.

Elodie Yung interpreta Amelia Roussel. Francese, la ricordo per film come Millenium - Uomini che odiano le donne e serie quali Daredevil e The Defenders, dove interpreta Elektra. Ha 36 anni.


Joaquim de Almeida interpreta Jean Foucher. Portoghese, ha partecipato a film come Sostiene Pereira, Desperado e a serie quali Miami Vice, 24, CSI: Miami, C'era una volta e Bones. Ha 60 anni e un film in uscita.


Aspettate la fine dei titoli di coda per un fuori scena dedicato interamente a Ryan Reynolds e, se Come ti ammazzo il bodyguard vi fosse piaciuto, recuperate The Nice Guys, Baby Driver, 48 ore e Ancora 48 ore. ENJOY!


mercoledì 29 marzo 2017

Life - Non oltrepassare il limite (2017)

Inaspettatamente, sono riuscita a convincere il Bolluomo e domenica sono andata a vedere Life - Non oltrepassare il limite (Life), diretto nel 2017 dal regista Daniel Espinosa.


Trama: degli scienziati all'interno della Stazione Spaziale Internazionale recuperano dei campioni da Marte e scoprono che, all'interno di essi, c'è un organismo vivente. L'entusiasmo spinge loro e la gente sulla Terra a battezzare l'organismo Calvin ma presto la creatura tanto amata si rivela un essere pericolosissimo...



Credevo che un film come Life avrebbe terrorizzato il Bolluomo, invece quella che per buona parte della pellicola s'è coperta gli occhi sono stata io. Intendiamoci, Life non fa paura, non nel senso canonico di un horror, però se, come a me, l'idea di una navicella spaziale con tutti gli annessi e connessi ("nello spazio nessuno può sentirti urlare" ma non puoi nemmeno respirare, scappare, toglierti le tute, dare fuoco alla creatura, spararti un colpo in testa per fuggire alla camurrìa, ecc. ecc.) vi causa l'occlusione temporanea delle vie respiratorie, allora troverete pane per i vostri denti. Fermo restando, ovviamente, che alla fine del primo tempo mi sono girata verso Mirco e gli ho predetto per filo e per segno non solo lo sviluppo della trama ma anche il finale, con tanto di totogol azzeccato di chi sarebbe sopravvissuto o meno e persino dell'ordine in cui gli scienziati avrebbero incontrato il loro destino. Life, in soldoni, è un emulo di Alien che si porta dietro la solita morale affermata in calce dal titolo italiano, ovvero "la scienza è bella e buona quanto volete ma senza esagerare", nella fattispecie "se una cosa ti sembra morta non stare tanto lì a menartela e lasciala morta, ci sarà un motivo"; andando più in profondità, la pellicola cerca, a mio avviso senza successo, di offrire un punto di vista alternativo relativamente alla percezione del comportamento del parassita alieno, proponendolo non come malvagio ma semplicemente come intenzionato a sopravvivere ad ogni costo. Da qui la lotta tra scienziati e alieno, un reciproco "tentativo di sopravvivenza", con l'aggravante dell'impedire a tutti i costi che la vita, quella sulla Terra, venga messa in pericolo da un eventuale ingresso della creatura nell'atmosfera terrestre e quindi sul pianeta. A differenza di altri film, gli scienziati diventano quindi pedine sacrificabili per un bene maggiore, ché va bene festeggiare (con tanto di interviste ai bambini terrestri, che carini!) per l'arrivo di Calvin, alieno tenerino monocellulare, ma quando quest'ultimo diventa una sorta di bestiaccia tentacoluta i nostri eroi possono anche rimanersene lassù, grazie e arrivederci, per lo spazio profondo basta girare a destra.


Tornando un attimo più seri, il reale difetto di Life è che sembra girato e scritto da due team differenti, il che è strano perché effettivamente gli sceneggiatori sono due (gli stessi, peraltro, che hanno scritto Deadpool e Benvenuti a Zombieland, da loro mi sarei aspettata un po' più di umorismo e originalità) ma il regista è uno. L'inizio è davvero bellissimo, soprattutto perché Daniel Espinosa riesce a realizzare delle sequenze spaziali realmente mozzafiato, con panoramiche della Terra, corpi fluttuanti all'esterno, addirittura un'introduzione dove il cielo trapunto di stelle sembra in realtà un abisso nero brulicante di orridi insetti luminosi, o almeno questa è l'impressione che mi ha dato; arditi giri di macchina da presa danno allo spettatore l'idea di trovarsi all'interno della Stazione Spaziale, a gravitare senza peso assieme ai protagonisti, mentre le prime due morti sono un trionfo di sapiente regia, montaggio serrato e scrittura furba, con la tensione che si taglia letteralmente col coltello. Nella seconda parte del film pare invece che tutti abbiano messo il pilota automatico e si siano limitati ad omaggiare Alien nel modo più incolore possibile e, quel che è peggio, almeno una sequenza è stata scritta e realizzata in maniera talmente confusa che né io né Mirco siamo riusciti a capire cosa diamine stesse accadendo (SPOILER: nello specifico, quando arriva il modulo da Terra e il giapponese ci si infila sperando di trovare aiuto, solo per finire nelle grinfie del polpo Calvin. Tra le urla, il casino e la fotografia virata in rosso non ho mica capito se il polpo s'è mangiato l'equipaggio di terra, se l'equipaggio non è mai esistito e me lo sono immaginato io oppure se è successo tutt'altro. Mah.). Quando dico tutti, ovviamente, intendo anche gli attori, con Jake Gyllenhaal che normalmente adoro messo lì a fare bene non si sa cosa, se il dottore, il pilota o il misantropo, vittima di una fissità facciale che avrei attribuito giusto a Ryan Reynolds, non a lui. A momenti è più espressivo l'alieno Calvin, con la sua faccetta da cobra/polpo, il che è tutto dire. In sintesi, credo che Life sia un po' l'esempio di come si possano sprecare una storia, un regista e un cast con moltissimo potenziale e probabilmente è una pellicola che può piacere giusto ai neofiti o a chi cerca un "horror"/sci-fi blando, così da poter dormire serenamente la notte. Aspettando Alien Covenant può anche andar bene!


Di Hiroyuki Sanada (Sho Murakami), Ryan Reynolds (Rory Adams), Rebecca Ferguson (Miranda North) e Jake Gyllenhaal (David Jordan) ho parlato ai rispettivi link.

Daniel Espinosa è il regista della pellicola. Svedese, ha diretto film come Safe House - Nessuno è al sicuro e Child 44 - Il bambino n.44. Anche produttore e sceneggiatore, ha 40 anni e due film in uscita.


Ryan Reynolds avrebbe voluto interpretare David Jordan ma ha dovuto ripiegare su un ruolo di comprimario perché già impegnato nelle riprese di The Hitman's Bodyguard, film che dovrebbe uscire ad agosto negli States. Detto questo, se Life vi fosse piaciuto recuperate ovviamente Alien e aggiungete Leviathan. ENJOY!

martedì 23 febbraio 2016

Deadpool (2016)

Nonostante recensioni altalenanti tra il tiepido e l'entusiasta, o forse proprio in funzione di queste, oppure perché "cazzumene, parliamo di un film su Wade!!!", domenica sono andata a vedere Deadpool, diretto dal regista Tim Miller, alias "il tizio pagato tantissimo". Segue post SENZA SPOILER.


Trama: dopo che gli è stato diagnosticato un cancro incurabile, il mercenario Wade Wilson decide di mettersi nelle mani di ben poco raccomandabili figuri e sottoporsi ad una cura sperimentale che attiverebbe le sue cellule mutanti latenti. In qualche modo l'esperimento funziona e Wade si libera dal cancro, diventando tuttavia un mutante sfigurato capace di autorigenerarsi...


Mica facile scrivere un post senza spoiler su Deadpool, visto che lui per primo vi fregherebbe infilandone mezza dozzina a tradimento per poi ridere tantissimo del vostro essere boccaloni (effettivamente ve lo meritereste, scassapalle). Prima di cominciare prenderò dunque un bel respiro, allontanerò la voce di 'Pool dalle orecchie e mi avvolgerò in un manto di metallo organico diventando buona, retta e pia come Colosso (un Colosso un po' d'antan, eh. L'ultima volta che l'ho visto era impegnato a sbattersi Domino, per dire). Dall'alto della mia ritrovata rettitudine posso e devo dire che Deadpool, dopo il trattamento orrendo subito dal personaggio in X-Men le origini - Wolverine (ma cosa vuoi saperne che sbavavi talmente tanto su Liev Schreiber che il film ti è persino piaciuto??), è tutto quello che mi sarei aspettata da un film dedicato al mercenario chiacchierone, ovvero quasi due ore di battute al fulmicotone, momenti imbarazzanti, scopate, teste mozzate, sangue, visioni surreali, abbattimenti della quarta parete e tutto ciò che, in generale, ha caratterizzato le storie di Deadpool dagli anni '90 in poi. Il tutto appoggiato (uah uah hai detto appoggiato!!) ad una storia di vero aMMore, di quelle strappalacrime ed eterne che piacciono tanto a noi donnicciole, cariche di sofferenza ed ostacoli per i poveri piccioncini che vengono costretti a rimanere separati per lungo tempo; quello di Vanessa e Wade è un amore folle, quasi un'estremizzazione di quel sentimento sopra le righe che univa Clarence ed Alabama in True Romance (hai rotto la ciolla con 'sti continui riferimenti a Tarantino!!) e la storia di "supereroi" (supereroe sarà tua sorella!) è soltanto un di più che serve a renderla più conturbante ed appetibile anche per quel pubblico di ragazzini che, in teoria, non avrebbero neppure dovuto vedere il film. Poi, come dicono le vocine nella mia testa (CHI??), Deadpool non è un film di supereroi, perché di eroico Wade non ha proprio nulla e non smette di ricordarcelo ad ogni goccia di sangue spillato dai suoi nemici, AL LIMITE il buon Wilson è un eroe all'interno del suo "piccolo" mondo, pronto a dedicarsi con tutto sé stesso al bene delle poche persone che ama (e del chimichanga).


Fin dai meravigliosi titoli di testa Deadpool si conferma un film diverso dai soliti Marvel e Fox (ma unire i due universi no, vero?) e brilla della consapevolezza di essere un prodotto di finzione costretto a sottostare alle regole dell'entertainment e della già citata rivalità tra le due case di produzione. Per esempio, volevate degli X-Men importanti? Cascate male, perché il massimo che vedrete saranno le foto di Hugh Jackman, per il resto vi dovrete accontentare di Colosso, di una presa in giro dello Xavier cinematografico e di Testata Mutante Negasonica che, per inciso, è apparsa pochissimo all'interno dei fumetti degli X-Men e, soprattutto, con poteri totalmente diversi (Oh ma che ca**o vuoi? Nerd!!). Speravate in qualche presa in giro nei confronti dell'Uomo Ragno o, Dio non voglia, Capitan America? Seeh, qualche riferimento furbetto lo troviamo (ehi, fatti i fatti tuoi!) ma niente di troppo compromettente. Poco danno ovviamente perché Ryan Reynolds e il suo Deadpool reggono il film senza troppi problemi, interagendo con un paio di comprimari azzeccati e molto amati dai fan (che palle 'sta mancanza di spoiler!) e, soprattutto, divertendosi un casino, con l'attore impegnatissimo a fare il cretino fuori dal set, sui social e quant'altro (adorabile ciccino!). L'abbattimento dell'odiato PG-13 segna l'arrivo di goduriosissime scene d'azione nelle quali finalmente le lame tagliano (snikt!) e le pistole aprono buchi nei nemici senza che allo spettatore sembri di essersi perso qualcosa, inoltre vengono sdoganati tette, culi, patate e un linguaggio che farebbe venire meno Capitan America in persona perché, diciamolo, Deadpool è un prodotto per adulti e sarebbe stato un delitto edulcorarlo (vai così, sorella!!). A questo proposito noi italiani ci abbiamo fatto come al solito la figura da cioccolatai (oh, cinematograficamente parlando non siete davvero capaci a fare un ca**o!), consentendo ad orde di genitori imbecilli di portare al cinema pargoli che non hanno raggiunto nemmeno il numero doppio per quel che riguarda l'età al grido di "tanto non è vietato ai minori": ho capito, porca Eva, allora propinate ai bambini tutti gli horror non vietati ai minori di 14 anni poi non venitemi a rompere le scatole perché vi tengono svegli la notte o vi subissano di domande imbarazzanti (ma secondo te si sono divertiti a spiegare cosa fossero le signorine con la patata e le tette all'aria all'interno dello strip club?)! Terrificante anche il doppiaggio, con Ajax condannato ad avere la voce di Joe Bastianich solo perché inglese (vuoi che muoro?) e Colosso con un accento russo ai limiti dell'imbarazzante (una bella petizione per avere film in lingua originale e sottotitolati?), due cose che mi porterebbero a dirvi di lasciare perdere il cinema e recuperare il divertentissimo Deadpool in DVD/BluRay(/altro). Basta che lo guardiate perché è bellissimo (confermo!), talmente bello che vorrei subito Deadpool 2 (non alzatevi prima della fine di TUTTI i titoli di coda o vi inchiodo alla poltrona, str**zi!)!


Di Ryan Reynolds (Wade Wilson/Deadpool), T.J. Miller (Weasel) e Gina Carano (Angel Dust) ho già parlato ai rispettivi link.

Tim Miller è il regista della pellicola. Americano, anche sceneggiatore, tecnico degli effetti speciali e produttore, è al suo primo lungometraggio ma, se tutto andrà bene, potrebbe dirigere anche Deadpool 2.


Morena Baccarin (vero nome Morena Silva de Vaz Setta Baccarin) interpreta Vanessa. Brasiliana, ha partecipato a film come Serenity serie come Firefly, The O.C., Kitchen Confidential, How I Met Your Mother, Numb3rs, Medium, V, The Flash e Gotham. Ha 37 anni e un film in uscita.


L'inglese Ed Skrein, che interpreta una versione leggermente più gnocca di Ajax (vedere per credere), è stato per tre episodi il Daario Naharis de Il trono di spade, prima di venire sostituito dall'attore Michiel Huisman. Olivia Munn ha fatto invece il provino per il ruolo di Vanessa, cosa che le è valsa invece la parte di Psylocke nell'imminente X-Men - Apocalisse mentre Daniel Cudmore, già Colosso in X-Men 2, X-Men - Conflitto finale e X-Men - Giorni di un futuro passato ha rifiutato di riprendere il ruolo perché non aveva intenzione di limitarsi a prestare le sue fattezze per la motion capture e lasciare che un altro doppiasse il personaggio. Per quanto riguarda i registi, nel 2010 era stato proposto a Robert Rodriguez di girare il film ma il messicanaccio ha rinunciato per realizzare Spy Kids 4 - E' tempo di eroi mentre nel 2014 i produttori avevano avvicinato David S. Goyer, il quale si è poi tuttavia dedicato ad altri progetti. I personaggi che invece non ce l'hanno fatta sono stati Cannonball (sebbene Testata Mutante Negasonica nella pellicola abbia più o meno gli stessi poteri) e Garrison Kane, le cui braccia cibernetiche avrebbero portato il film a sforare il budget. Per il bene di Deadpool, vi sconsiglio di recuperare X-Men le origini: Wolverine, nel quale Reynolds compare per la prima volta nei panni del mercenario chiacchierone, ma se volete capirci qualcosa di più riguardo all'universo descritto nella pellicola e se il film vi fosse piaciuto guardate tranquillamente  X-MenX-Men 2X-Men - Conflitto finale, X-Men - L'inizio X-Men: Giorni di un futuro passato, anche per prepararvi all'imminente X-Men: Apocalisse, nell'attesa che esca l'annunciato Deadpool 2. Ah, e recuperate anche il primo Kick-Ass, già che ci siete! ENJOY!

venerdì 20 settembre 2013

R.I.P.D. - Poliziotti dall'aldilà (2013)

Mercoledì sera, accompagnata dall'amico Simone e da una buona dose di diludendo preventivo, sono andata a vedere RIPD - Poliziotti dall'aldilà, diretto dal regista Robert Schwentke e tratto dall'omonimo fumetto di Peter Lenkov.


Trama: il poliziotto Nick viene ucciso durante una pericolosa missione ma nell'aldilà viene "intercettato" ed inserito nel Dipartimento Riposa in Pace. Costretto a diventare partner del logorroico veterano Roy, scoprirà che gli eventi legati alla propria morte conducono a qualcosa che potrebbe portare alla fine del mondo...


Gente, sarà la dilusione pregressa, sarà che Simone rideva davvero di gusto, sarà per il genio del male che, quando Jeff Bridges ha detto "Ai miei tempi pagavo l'amore con la moneta", ha urlato in mezzo alla sala "Eh, anch'io ho pagato per delle donne!!!", sarà che l'idea di vedere David Lo Pan armato di banana e affiancato da una strasgnoccolona che in realtà è uno sceriffo del west batte il cinque alla mia idea di gag riuscitissima, sarà perché Jeff Bridges sembra nato per il suo ruolo, sarà quel che sarà: a vedere RIPD mi sono divertita tantissimo. Due ore di divertimento ignorante, senza pensieri, becero, infantile e citazionista/plagiatore (la matrice di base è chiaramente Men in Black ma nel calderone sono finiti anche Sospesi nel tempo e ovviamente i Ghostbusters), ma pur sempre divertimento, non un istante di noia nonostante la banalità della storia raccontata e nonostante ogni colpo di scena (?) venisse telefonato per direttissima attraverso la comoda cornetta incorporata nelle poltroncine della sala. Certo, dopodomani lo avrò già dimenticato e sicuramente non comprerò il DVD da tenere gelosamente nella mia collezione, ma per rilassarsi e staccare il cervello è perfetto.


Dopo aver elencato i pregi, svisceriamo anche i difetti, non sia mai che venga accusata di magnificare un film innocuo come questo. Come ho detto, Jeff Bridges è un formidabile mattatore all'apice della gigioneria e, aggiungo, Mary - Louise Parker è perfetta per spalleggiarlo nel ruolo di frizzante poliziotta in carriera, ma siamo sinceri: vicino a Ryan Reynolds persino io risulterei brava come Meryl Streep. Il protagonista, infatti, ha la stessa espressività di un termosifone (e neppure uno di quelli belli) e la stessa presenza scenica dell'albero di arance da lui piantato all'inizio della pellicola, tanto che ogni inquadratura della simpatica faccetta di James Hong diventa automaticamente un balsamo per occhi e cervello. Altra cosa: Schwentke gira bene, ha ritmo ed è fracassone senza risultare ridondante o insopportabile come altri suoi colleghi, ma gli effetti speciali, che giudicherei quasi indispensabili in un film simile, fanno proprio schifo. I mostri sono di una bruttezza imbarazzante, la scena della morte di Nick non è troppo diversa dal pupazzo in guisa d'infante che veniva gettato dal ponte in La terza madre (ho capito che Reynolds è un bacco di legno ma un minimo di naturalezza nella morte concedetegliela!!) e il make up di Kevin Bacon è da mani nei capelli, una roba che fa dire "Ah, quindi? Tutto lì?". Eh sì, tutto qui. La recensione è finita, andate in pace e concedetevi una serata affittandovi RIPD, quando uscirà a noleggio (no, non andate a vederlo al cinema, non vale la pena). Andrete a nanna rilassati e con animo lieto!


Del regista Robert Schwentke ho già parlato qui. Ryan Reynolds (Nick), Jeff Bridges (Roy), Kevin Bacon (Heyes) e Mary – Louise Parker (il procuratore) li trovate invece ai rispettivi link.

James Hong interpreta l’avatar di Nick. Nato in America, lo ricordo per aver interpretato il malvagio Lo Pan nel meraviglioso Grosso guaio a Chinatown e inoltre ha partecipato a film come Chinatown, L’aereo più pazzo del mondo, Blade Runner, Il bambino d’oro, La rivincita dei Nerds II, Tango & Cash, Fuori di testa II – Waynestock e alle serie Perry Mason, Strega per amore, Tre nipoti e un maggiordomo, Missione impossibile, Starsky & Hutch, La donna bionica, Wonder Woman, Charlie’s Angels, Il mio amico Arnold, Dallas, Hazzard, Dynasty, A-Team, Magnum P.I., Miami Vice, Santa Barbara, Hunter, MacGyver, X-Files, Quell’uragano di papà, Ellen, Friends, Jarod il camaleonte, Millenium, Più forte ragazzi, Streghe, Alias e Malcom. Negli ultimi anni ha anche lavorato parecchio come doppiatore e in tal veste ha partecipato a film come Mulan, Kung Fu Panda, Kung Fu Panda 2 e a serie come Il laboratorio di Dexter e Jackie Chan Adventures. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 84 anni e due film in uscita tra cui Kung Fu Panda 3.


Tra gli altri attori, segnalo la breve apparizione del cognato di James Belushi in La vita secondo Jim, ovvero Larry Joe Campbell, nei panni di un poliziotto. Detto questo, ringraziamo tutti quanti la Madonna, perché al posto di Jeff Bridges avrebbe dovuto esserci Zach Galifianakis che, per fortuna, ha rinunciato perché impegnato in altri film. Nessuno ha sentito la tua mancanza, tranquillo! Idem per Jodie Foster, brevemente considerata per il ruolo del Procuratore. Per brindare agli scampati pericoli, se R.I.P.D. – Poliziotti dall’aldilà vi fosse piaciuto consiglio la visione di Men in Black, Sospesi nel tempo, Ghostbusters, Beetlejuice e un classico degli anni ’80 come Sbirri oltre la vita. ENJOY! 

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