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martedì 11 giugno 2019

X-Men: Dark Phoenix (2019)

E finalmente è uscito anche l'ultimo film degli X-Men pre-Disney, un prodotto sulla carta assai ambizioso come X-Men: Dark Phoenix, diretto dal regista Simon Kinberg e tratto dalla Saga di Fenice Nera, storico arco narrativo della seconda generazione di X-Men. NO SPOILER, of course!


Trama: dopo aver recuperato degli astronauti persi nello spazio, Jean Grey viene investita da una forza cosmica che, a poco a poco, la corrompe, mettendo in pericolo tutto ciò che gli X-Men avevano ottenuto con fatica.



Verso questo X-Men: Dark Phoenix nutro sentimenti ambivalenti ma lasciate che metta in chiaro una cosa: NON è l'abominio che vorrebbero farvi credere l'80% delle recensioni presenti su internet. Sono molti gli aspetti positivi del film, in primis l'atmosfera cupa e disperata che permea ogni singolo fotogramma della pellicola, imperniato su una storia così tetra che nemmeno le scintille di Dazzler all'inizio possono rischiararla. La storia di Fenice Nera dovreste conoscerla tutti, quindi in questo caso non c'è spoiler: la mente di Jean Grey viene corrotta dal potere di un'entità cosmica che enfatizza tutte le sue emozioni, positive o negative che siano, e la priva del controllo sui suoi poteri, già di base abbastanza "volatili". Questo risvolto narrativo, contestualizzato all'interno della storyline cinematografica degli X-Men recenti, ci consegna un'adolescente (o poco più) che si trova ad avere a che fare con traumi infantili spaventosi, che incappa in un errore dopo l'altro poiché smette di fidarsi di coloro che ama di più, che distrugge letteralmente il mondo pacifico in cui gli X-Men sono riusciti ad affermarsi come eroi amati invece di paria. Il mondo è bianco o nero quando si ha l'età di Jean Grey e non è facile capire le azioni di un uomo storicamente ambiguo come Charles Xavier, qui finalmente ritratto come il rattuso emerso nel corso di anni di fumetti piuttosto che come un'amorevole papà; è difficile fidarsi di chi palesemente gode della fama e del successo, di chi si fa scudo di giovani mutanti mandandoli allo sbaraglio (vi ricordo che, nei fumetti, Xavier ne ha fatti morire parecchi di X-Men giovani) e di chi prende decisioni importantissime senza consultare nessuno, per poi "dimenticarsene" lasciando nella confusione i diretti interessati. E' difficile empatizzare con un personaggio come Xavier, che alla fine risulta più negativo di Jean Grey e persino dello stesso Magneto, poiché se la rabbia e i crimini di questi ultimi nascono dal (ri)sentimento, il primo non si accorge nemmeno di commettere crimini, preso com'è dal suo ego e dal desiderio di plasmare il mondo secondo la sua concezione. Davanti a un villain in disguise come Xavier (ah, quanto mi sarebbe piaciuto un bell'Onslaught, ma ormai...) è normale che scompaiano i flosci D'Bari, spenti ed asettici come l'orrida tinta bionda in cui è stata costretta la solitamente splendida Jessica Chastain, mai così poco carismatica.


Stavo quasi per cominciare a parlare degli aspetti negativi di Dark Phoenix ma prima diamo a Cesare quel che è di Cesare (oltre alle trentatré pugnalate), ché qualcosa di positivo, oltre a questa strisciante oscurità, ancora c'è. Sophie Turner, per esempio. Già, proprio lei, la spilungona de Il trono di spade. C'è qualcosa di liberatorio nel vederla abbandonarsi al potere di Fenice, qualcosa che con Famke Janssen non era abbastanza sottolineato, soffocato da sottotrame "sentimentali" e da una generale incapacità di gestire i personaggi, mentre attraverso la giovane attrice si percepisce in tutta la sua sublime grandezza; la sofferenza di Jean Grey stavolta si trasmette direttamente allo spettatore (sì, persino a me che ho sempre odiato Jean, in carta e in film) ma è comunque ipnotico il modo in cui la mutante annienta con un solo gesto tutti coloro che la vorrebbero vedere morta o vorrebbero approfittarsi di lei in qualche modo, con un sorriso di puro godimento sulle labbra, la consapevolezza di essere superiore a chiunque mescolato all'orrore causato da questa conoscenza. Ecco perché i combattimenti all'interno del film sono tra i migliori realizzati per questo genere di film, perché in essi c'è la cattiveria e la sofferenza, oltre alla perizia tecnica e l'entusiasmo di responsabili degli effetti speciali, stuntman ecc.. La sequenza dello scontro all'interno del treno, catastrofica a più livelli, è chiarissima, molto ben diretta, ha persino il pregio di inserire un elemento che avrebbe potuto essere trattato meglio, ovvero la tentacolare azione dell'oscurità di Fenice, che arriva a toccare persino l'infantile Nightcrawler, cambiandolo. Lo sfogo finale di Fenice da dei punti a quell'orrore di X-Men - Conflitto finale, l'incidente a inizio film, mostrato attraverso due punti di vista differenti, è angosciante, e anche lo scontro ambientato in mezzo alla città (nonostante la presenza di due dei mutanti più MEH dell'intero franchise, poi ci torno) è epico e ben fatto. Insomma, sono molti gli aspetti positivi di Dark Phoenix, eppure ho percepito qualcosa che mi ha fatta uscire dal cinema "media" come diceva Elio ne Il vitello dai piedi di balsa, né esaltata né scazzata.


Come ho scritto su FacebookDark Phoenix mi è sembrato molto svogliato, e non solo perché è palese che molti dei coinvolti non ne hanno più voglia (Jennifer Lawrence doveva già abbandonare la baracca con Apocalisse e si vede, idem per Michael Fassbender e Nicholas Hoult) ma anche per come sono stati scritti i personaggi. Salvo Xavier e Jean Grey, gli altri sono dei pupazzetti senz'anima ai quali sono state messe in bocca le peggiori banalità e la cartina tornasole di quanto affermo è la scomparsa di un personaggio importantissimo che diventa mero mezzo per portare la trama nella direzione voluta dagli sceneggiatori. Nessuna emozione, nessuna empatia nel corso dell'evento, il che è assurdo. Nonostante i personaggi da gestire fossero molto pochi, perché fortunatamente Dark Phoenix non è la sagra della guest star mutante (anche se qui e lì cicciano la già citata Dazzler e, di spalle, persino Quentin Quire con la capigliatura da cacca di Arale), gli X-Men rimasti sono comunque delle figurette intercambiabili in (orribile) tutina e benché sia felice di non aver assistito all'ennesimo sfoggio tecnico imperniato sui poteri di Quicksilver (che pur si profonde in un bel numero, più contenuto, giustamente adatto all'atmosfera del film), il poco metraggio che gli viene concesso ha del perplimente. Ma d'altronde Tempesta e Ciclope sono delle ombre sullo sfondo, mera manovalanza da VFX, quindi perché domandare di più? Abbastanza terrificante anche la resa di Genosha, storico stato mutante ipertecnologico, teatro delle più sconvolgenti catastrofi della saga cartacea. Qui abbiamo un meraviglioso Magneto in versione George Clooney immerso nelle atmosfere tipiche di uno spot della Nescafé, dove tutto è equo e solidale, persino la marijuana. Anonima Genosha, anonimi i D'Bari, alieni sui generis usciti dal bignami della fantascienza, anonimi i tirapiedi di Magneto: santo cielo, ma con tutti i mutanti tirati fuori nel corso degli anni, hanno dovuto ripiegare su un tizio sconosciuto che muove i dread e ridurre Selene (Selene. Ho dovuto andare a controllare su Imdb perché speravo di aver sentito male nel film) al rango di scappata di casa? Nemmeno quella schifezzuola di The Gifted aveva osato tanto. La cosa mi intristisce ancor più perché Dark Phoenix poteva essere come il suo corrispettivo cartaceo: sfacciato, tragico, cattivissimo, capace di distruggere i personaggi lasciando strascichi decennali, mentre qui basta un mese per far tornare tutto a posto, vai di tarallucci e vino, vecchi amici e fotografie di gente sorridente. L'amaro in bocca che mi ha lasciato l'ultima possibilità di far brillare davvero gli X-Men come una Fenice, prima di gettarli nell'oblio o nell'omologazione, è lo stesso rimasto allo Xavier scornato, senza più un perché nella vita. Questo freno tirato, questa parziale noncuranza svogliata, mi fanno avere molta paura per quanto riguarda New Mutants. Spero di sbagliarmi.


Di James McAvoy (Professor Charles Xavier), Michael Fassbender (Erik Lehnsherr/Magneto), Jennifer Lawrence (Raven/Mystica), Nicholas Hoult (Hank McCoy/Bestia), Tye Sheridan (Scott Summers/Ciclope), Evan Peters (Pietro Maximoff/Quicksilver), Kodi Smit-McPhee (Kurt Wagner/Nightcrawler) e Jessica Chastain (Vuk) ho parlato ai rispettivi link.

Simon Kinberg è il regista della pellicola. Inglese, conosciuto più come produttore (X-Men - L'inizio, La leggenda del cacciatore di vampiri, X-Men - Giorni di un futuro passato, Cenerentola, Sopravvissuto: The Martian, X-Men: Apocalisse, Logan - The Wolverine, Deadpool, Assassinio sull'Orient Express, Deadpool 2, The Gifted, Legion), è al suo primo lungometraggio dopo un episodio de The Twilight Zone. Anche sceneggiatore e attore, ha 46 anni.


Sophie Turner interpreta Jean Grey/Fenice. Inglese, la ricordo per film come X-Men: Apocalisse, inoltre ha partecipato alla serie Il trono di spade. Ha 23 anni e due film in uscita.


Alexandra Shipp interpreta Ororo Munroe/Tempesta. Americana, ha partecipato a film come Alvin Superstar 2, X-Men:Apocalisse, Tragedy Girls e Deadpool 2. Anche produttrice, ha 28 anni e quattro film in uscita.


Tra gli ospiti della Casa Bianca spunta fuori lo scrittore storico degli X-Men, Chris Claremont. L'attrice Halston Sage, che interpreta Dazzler, aveva già lavorato con Tye Sheridan in Manuale scout per l 'apocalisse zombie. Folli voci di corridoio affermavano che Jessica Chastain avrebbe interpretato l'aliena Shi'ar Lilandra, storica moglie di Xavier, e si pensava persino che tale personaggio sarebbe stato affidato ad Angelina Jolie. Se il film vi fosse piaciuto recuperate  X-MenX-Men 2X-Men - Conflitto finale, X-Men - L'inizio X-Men: Giorni di un futuro passato, X-Men Origins: Wolverine, Wolverine - L'immortale, Logan - The Wolverine, Deadpool e Deadpool 2. ENJOY!


E ritorna, per la gioia di tutti i bambini... L'angolo del Nerd (o del gnégnégné, fate voi)
HIC SUNT SPOILER!:

Starhammer/Vuk: solitamente per questo spazio non uso Wikipedia ma ricordavo che i D'Bari erano semplicemente "il popolo fatto scomparire da Fenice", invece qualcuno è sopravvissuto e questo qualcuno, per esempio, è Vuk. Un D'Bari verdognolo impegnato in una quest per distruggere la Fenice, dotato di un'armatura che lo ha reso Starhammer. Di più non domandate.

Alison Blair/Dazzler: membro degli X-Men capace di trasformare il suono in fasci di luce luminosi, fuochi d'artificio, quello che volete. Un simile potere, unito alle sue doti canore, per un po' ne ha fatto anche una rockstar se non sbaglio, ma la cosa che più conta è che, dopo anni di tira e molla col fidanzato alieno (e fortunato) Longshot, in qualche modo contorto tirato fuori da sceneggiatori rincoglioniti, sembrava ci fosse scappato anche un figlio, Shatterstar... e in effetti è così ma Shatterstar è anche il materiale genetico da cui è nato Longshot, che ha messo incinta Dazzler, che ha fatto nascere Shatterstar, che è tornato nel passato per fornire il materiale genetico per Longshot che al mercato mio padre comprò.

Selene: Regina Nera del Club infernale, mutante millenaria, praticamente una dea, ha poteri psichici potentissimi, è telecineta e persino una strega, inoltre riesce a rimanere perennemente giovane perché assorbe l'energia vitale delle sue vittime e spesso e volentieri le assoggetta a sé. Insomma, un bel donnino potentissimo nonché una dei più mortali nemici di X-Men e affini. Altro che contadina delle piantagioni di Magneto, dai.

venerdì 25 luglio 2014

Una vita fa, con quei fumetti lì dove tutto è cominciato (e che non è mai finito!)

Qualche settimana fa sono stata contattata da La firma cangiante che mi ha chiesto di dare il mio contributo ad un post nostalgico creato dal blog Prima o poi. L'idea, e qui copio pedissequamente la presentazione de La firma, è "quella di recuperare quei fumetti, non necessariamente i primissimi, che ti han fatto diventare fumetto dipendente ancora oggi, quelli che ti hanno colpito e segnato, quelli che ancora ricordi e che vorresti ancora oggi tenere in mano". Ecco quindi il mio elenco, che sicuramente farà storcere il naso a più di un appassionato ma tant'è! ENJOY!

Le storie a bivi di Topolino
Come quasi tutti i bimbi che oggi hanno una trentina d'anni, il primo approccio col fumetto è arrivato grazie a Topolino, all'epoca coadiuvato da un Maurizio Nichetti in gran spolvero e dalla trasmissione Pista!. Purtroppo non ricordo delle storie specifiche (sicuramente le mie preferite prevedevano la presenza di Paperone o della macchina del tempo di Marlin e Zapotek!) ma quelle che vorrei rileggere a tutti i costi sono quelle cosiddette "a bivi", dove si potevano creare diverse trame e svariati finali!


Il Corriere dei Piccoli/Corrierino
Assieme a Topolino, immancabile in casa Bolla. Ovviamente ero una nerd snob già allora e mi facevano cordialmente SCHIFO i fumetti tratti dagli anime, quelli che aggiungevano i baloons ai fermo immagine, per capirci. Adoravo però i Ronfi, i Cuccioli, la Stefi, Sara dai capelli blu, il Conte Dacula (le storie tratte dai volumi USA, ovviamente, ché quelle disegnate da "artisti" nostrani erano imbarazzanti) e, soprattutto, il fantastico Zap! di Roberto Luciani, che a mio avviso dovrebbe venire ristampato da qualche santa casa editrice in volumetto e diffuso a tutte le nuove generazioni perché era a dir poco geniale.

L'immagine, unica disponibile in rete, l'ho trovata QUI
Il Giornalino
Il Giornalino era un giornale per beghine ma aveva alcuni fumetti che lévati ed è per questo che recuperavo gli arretrati dai miei cugini. Il primo, ovviamente, era Coccobill del grande Jacovitti, spesso accompagnato da Zorry Kid, che mi facevano piegare in due dalle risate. Poi, c'erano Pinky il coniglio rosa e Vita da cani, quest'ultimo scritto nientemeno che da Sclavi. Senza contare il mio amato Lucky Luke, Asterix e altri fumetti vari ed eventuali assai pregevoli (assieme ad illeggibili camurrìe che hanno segnato la mia infanzia come Nicoletta o Mitty. Orrore.)

Alan Ford n.53: Arsenico Lupon, assai galante e molto ladron
Il mio amore per Alan Ford e il gruppo TNT nasce con questa storia, letta durante una vacanza in Trentino assieme ai cugini più grandi. Le matte risate, i personaggi assurdi, il linguaggio aulico di Max Bunker mi hanno conquistata alla prima lettura e, ovviamente, appena ho avuto mezzi e soldini ho recuperato tutte le avventure del gruppo scritte e disegnate dal dinamico duo Magnus e Bunker. Giornalini fragilini che ormai non riesco nemmeno più ad aprire per paura di distruggerli com'è successo con lo storico TNT Gold (rubato a mio cugino!) che conteneva Una trappola per il gruppo TNT, Vuoi venire in crociera con me..? e Salvateci per favore grazie, che ho dai tempi delle superiori e che ormai sta in piedi per miracolo!


Dylan Dog n.27: Ti ho visto morire
Il mio primo Dylan Dog, acquistato durante una vacanza in Val D'Aosta ai tempi delle medie. Ricordo ancora il finale, con quelle maledette forbici conficcate in bocca... "Ghraghreghri..." AARGH!! Ovviamente, è stato amore a prima vista, che era già scoccato sempre grazie al cugino più grande, a cui avevo sicuramente scroccato Gente che scompare, con Hamlin e il maledetto Safarà!


L'epoca d'oro di Flash Gordon n.7
Almeno, spero sia questo il numero. Mi guarda dalla scrivania da almeno un anno, ancora fasciato, non ho il coraggio di aprirlo per paura di avere sbagliato uscita. Rammento infatti, da piccolissima, di essermi persa per mesi nelle per me incomprensibili avventure di questo biondone circondato da donnine, che cercava di fuggire dal pianeta Mongo (?) in sella a dei grifoni. Pur non capendo una mazza della trama adoravo i disegni e avrei dato l'anima per riuscire a disegnare quelle eleganti signore dai tratti finissimi. Sulla copertina di questo albo i grifoni ci sono ma ho davvero paura ad aprirlo, non sopporterei il diludendo.


Wolverine n.52
Sempre ai tempi delle medie passava in TV la serie Insuperabili X-Men. La Bolla si innamora (ovviamente!) di Wolverine e quando vede nell'edicola accanto alla spiaggia un intero albo a lui dedicato lo acquista... rimanendoci di tolla: "Questo non è il Wolverine del cartone animato! Perché c'è solo UNA storia di Wolverine? Chi è tutta sta gente? Non ci capisco una mazza!" Effettivamente, in quell'albo, che raccontava di come Logan si fosse vendicato di Matsu'o Tsurayaba dopo la morte dell'amata Mariko, c'era davvero poco del piattume infantile della serie televisiva e pochissimi X-Men, visto che il resto era occupato dalle a me sconosciute Excalibur ed Alpha Flight. Tuttavia, quella versione "adulta" di Wolverine mi aveva talmente intrippata che ho continuato ad acquistare la serie per anni, innamorandomi ovviamente anche della Excalibur di Alan Davis (Alpha Flight invece era illeggibile. Ugh.)


Execuzione
La fregatura dell'acquistare UNA sola serie mutante è che, prima o poi, arriva l'inevitabile crossover che ti costringerà a comprarle TUTTE. Era successo a me con la saga The Xcutioner's Song (in italiano Execuzione, appunto) che mi aveva letteralmente spalancato le porte del mondo mutante e di albi come la defunta X-Force, X-Men Deluxe e X-Men, costringendomi ad appassionarmi follemente al loro complicatissimo universo, che seguo ancora adesso.


Proteggi la mia Terra
Il mio primo manga "serio", letto ai tempi delle superiori. Non finirò mai di ringraziare Christian, che me lo prestò prima di partire per lo scambio in Danimarca e che poi mi regalò i primi due numeri, perché da allora non ho mai più letto nulla di altrettanto commovente, delicato ed avvincente. Purtroppo il recente seguito La luce della luna, scritto e disegnato sempre da Saki Hiwatari, non è nemmeno lontanamente parente.


Angel Sanctuary
Il capolavoro, per quanto ingenuo e "modaiolo", della mangaka Kaori Yuki, che non ha mai perso un colpo per tutta la durata della serie. Questa cupissima storia di angeli e demoni mi aveva presa talmente tanto da avermi costretta a creare uno schema, mensilmente aggiornato, di tutte le gerarchie celesti. Ogni tanto lo rileggo ed è sempre appassionante.


Nana
No, di Nana non voglio parlare o comincio a piangere e non la smetto più. La più bella opera di Ai Yazawa, incredibilmente umana e dolorosa, fatalmente interrotta proprio sul più bello (o sul più brutto, dipende dai punti di vista). Vivo sperando che la sensei si rimetta e lo concluda, così da poterlo rileggere tutto d'un fiato e tornare ad emozionarmi con Nana e Hachi.


Preacher
Il chiodo fisso durante la mia permanenza in Australia e la dimostrazione di quanto può essere subdolo ed ingiusto il panorama fumettistico italiano, dove le serie più belle possono arrivare in edicola per uno, due numeri in formato economico... e poi interrompersi senza un perché. Costringendo le lettrici in astinenza a riempire uno zaino con sette enormi volumi in lingua inglese più un artbook, come se non avessero già abbastanza roba da portarsi a casa dopo 9 mesi in terra straniera. Jayses!, come direbbe Cassidy!


mercoledì 28 maggio 2014

X-Men - Giorni di un futuro passato (2014)

Ieri sera sono finalmente tornata a varcare la soglia di una sala cinematografica e ho recuperato l'attesissimo X-Men - Giorni di un futuro passato (X-Men: Days of Future Past), diretto da Bryan Singer. Avevo un po' di timor panico ma, fortunatamente, l'attesa è stata ricompensata!


Trama: nel futuro, i mutanti vengono cacciati e uccisi spietatamente da robot assassini chiamati Sentinelle. Per impedire lo sterminio della razza mutante, i sopravvissuti spediscono la coscienza di Wolverine all'interno del suo io passato, incaricandolo di cercare i giovani Xavier e Magneto e fermare Mystica, fermamente intenzionata ad uccidere il creatore delle Sentinelle, Bolivar Trask.


X-Men - Giorni di un futuro passato è la conferma filmata di come, se gestiti intelligentemente, anche i sequel o i reboot possono costituire un ottimo intrattenimento cinematografico. Quando Bryan Singer aveva abbandonato il timone delle X-saghe cinematografiche il risultato era stato quella schifezza di X-Men - Conflitto finale, una roba talmente obbrobriosa che non avrebbe neppure dovuto essere filmata; il reboot della saga, X-Men - L'inizio, era stato per contro una ventata d'aria fresca piuttosto convincente e sarebbe stato MOLTO comodo proseguire su quella strada, facendo finta che i tre film precedenti non fossero mai esistiti. Con l'ultima pellicola dedicata ai mutanti Marvel, invece, Bryan Singer e soci hanno deciso di prendere una via accidentata e tortuosa, cercando di tirare le fila di quattro film completamente diversi tra loro, sia per qualità che per interpreti, confrontarsi con escamotage difficili da gestire come quello dei viaggi spazio-temporali e ricominciare tutto da capo senza abbandonare i vecchi personaggi, amati quanto e più di quelli nuovi. Il risultato è un film sicuramente imperfetto, con tanti buchetti logici sparsi qui e là, che mostra delle crepe quando cerca di incastrarsi col resto delle pellicole girate (e soprattutto con la scena post credit di Wolverine-L'immortale!), tuttavia convincente, entusiasmante e gradevole, soprattutto se si considera che il punto di partenza era una pietra miliare dei comics dedicati agli X-Men. Alla fin della fiera, lo ammetto, lo status quo tra buoni e cattivi o la personalità dei vari protagonisti rimane pressoché invariata rispetto a X-Men - L'inizio e, gira che ti rigira, il plot è sempre lo stesso (i mutanti vengono minacciati dagli umani perché diversi, segue rappresaglia dei mutanti malvagi e tentativo di quelli buoni di metterci una pezza), tuttavia X-Men - Giorni di un futuro passato pone le basi per un ottimo avvenire e fa sicuramente venire voglia di scoprire cosa accadrà ai mutanti cinematografici nei prossimi film.


La trama, come ho detto, mescola elementi di X-Men - L'inizio ed elementi della prima trilogia dedicata agli X-Men. Il fulcro dell'intera vicenda, forse anche perché la Lawrence è diventata ormai una delle attrici più famose in circolazione, questa volta è la sempre affascinante ed ambigua Mystica, la cui anima oscilla per tutto il film tra dannazione e salvezza, luce ed oscurità. A differenza della sua controparte cartacea, nel film Mystica è ancora una "ragazzina" che cerca il modo migliore per proseguire sul suo cammino verso l'indipendenza da due figure autorevoli e carismatiche come il fratellastro Xavier e l'amante Magneto; il problema, ovviamente, è che nella sua ricerca il movente maggiore sono il dolore, il disagio e l'odio nei confronti degli umani mutantofobi (incarnati dalla figura folle e quasi Hitleriana di Bolivar Trask), che rischiano di spingerla a condannare non solo sé stessa, ma l'intera razza che vorrebbe salvare. Il punto più alto ed emozionante di X-Men - Giorni di un futuro passato è infatti, neanche a dirlo, la rappresentazione del distopico futuro governato dalle terribili sentinelle, dove il clima da pre-guerra fredda viene sostituito da una soverchiante sensazione di disperazione: davanti allo sparuto gruppo di mutanti sopravvissuti, vecchi "amici" di tempi più innocenti ormai consunti, stanchi e fondamentalmente rassegnati all'inevitabile fine, è inevitabile sentire una stretta al cuore che porta ad essere ancora più partecipi dell'intera, complicata vicenda.


A tal proposito, ammetto che il mio maggior timore era quello di vedere, in questi squarci di futuro, un'accozzaglia di carne mutante gettata in pasto ai fan senza un perché, come accadeva appunto in X-Men - Conflitto finale. Gli autori sono invece riusciti ad aggiungere (miracolo!!) pochi nuovi mutanti fatti bene, cadendo giusto in qualche pacchianata come l'aspetto ridicolo di Quicksilver o il look da Torcia Umana di Sunspot e regalandomi, bontà loro, una meravigliosa resa dei poteri di teletrasporto della bellissima Blink. Superlativo anche il lavoro compiuto sulle inquietanti sentinelle, così come il montaggio nel prefinale, dove ad ogni azione di Mystica nel passato segue l'ineluttabile conclusione delle vicende future, con un crescendo di tensione e momenti commoventi, ma sicuramente il mio momento preferito è stato lo "show" del giovane Quicksilver, un trionfo di gag al ralenti sulle note dell'appropriatissima Time in a Bottle di Jim Croce. A proposito di Quicksilver, non lasciatevi ingannare dall'orrendo look da bimbominkia di Evan Peters, praticamente perfetto in una versione giovanile del supereroe che, probabilmente, avrebbe apprezzato anche il geniale scrittore Peter David: il signorino si candida tranquillamente come miglior attore del film accanto ai bellissimi (da infarto!!!) Hugh Jackman e Michael Fassbender e ad un James McAvoy nei panni di un inedito e sboccato Xavier in piena crisi esistenziale (e d'astinenza). E se tutto questo ancora non vi basta per correre a vedere X-Men - Giorni di un futuro passato ... beh, sappiate che nell'ormai indispensabile scena post-credit risuona chiaro un solo, terribile nome: En Sabah Nur. 'nuff said!!! 

 

Del regista Bryan Singer ho già parlato qui. Hugh Jackman (Logan/Wolverine), James McAvoy (Charles Xavier), Michael Fassbender (Eric Lehnsherr), Jennifer Lawrence (Raven/Mystica), Halle Berry (Tempesta), Nicholas Hoult (Hank McCoy/Bestia), Anna Paquin (Rogue), Ellen Page (Kitty Pryde), Peter Dinklage (Dr. Bolivar Trask), Shawn Ashmore (Bobby/Uomo Ghiaccio), Ian McKellen (Magneto), Patrick Stewart (Professor X), Famke Janssen (Jean Grey) e James Marsden (Scott Summers/Ciclope) li trovate invece ai rispettivi link.

Omar Sy interpreta Bishop. Francese, ha partecipato a film come Quasi amici - Intouchables e Mood Indigo - La schiuma dei giorni. Anche sceneggiatore e produttore, ha 36 anni e tre film in uscita, tra cui l'annunciato Jurassic World.


Evan Peters (vero nome Evan Thomas Peters) interpreta Peter/Quicksilver. Giovane ma carismatico protagonista di tre serie di American Horror Story (confermato anche per la quarta, alé!), ha partecipato a film come Kick-Ass e ad altre serie come Monk, Dr. House, Ghost Whisperer e Criminal Minds. Ha 27 anni e due film in uscita.


Daniel Cudmore torna ad interpretare Colosso otto anni dopo X-Men - Conflitto finale; l'attore, assieme a Booboo Stewart (Warpath), ha partecipato nel frattempo anche alla saga Twilight. Josh Helman invece, che nel film interpreta il giovane William Stryker, era stato scritturato per il ruolo del giovane Cain Marko/Fenomeno, tagliato poi dalla sceneggiatura così come un altro paio di interessanti idee: quando ancora si pensava di affidare la regia a Matthew Vaughn, l'intenzione era infatti quella di dirigere un seguito diretto di  X-Men - L'inizio, ambientato negli anni '70, e di cominciarlo con l'assassinio di Kennedy per mano di Magneto (incastrato in questo caso da Mystica ed Emma Frost, intenzionate a prendere il potere e governare gli States). Come si può tranquillamente notare, inoltre, anche la presenza di Anna Paquin è stata drasticamente ridotta: avrebbe dovuto infatti esserci una sequenza in cui Rogue, intrappolata in una Scuola Xavier trasformata in prigione dalle sentinelle, veniva liberata da Xavier, Magneto e l'Uomo Ghiaccio, scena eliminata per questioni di metraggio. Chissà se la povera Paquin tornerà in uno degli X-Film previsti a partire dal 2016, ovvero X-Men: Apocalypse (che, a quanto pare, ha già una data, 26 maggio 2016!), X-Force e una terza pellicola interamente dedicata a Wolverine. Chi vivrà vedrà ma, nel frattempo, se X-Men - Giorni di un futuro passato vi fosse piaciuto oppure se volete guardarlo e capirci qualcosa recuperate X-Men, X-Men 2, X-Men - Conflitto finale, X-Men - L'inizio, X-Men Origins: Wolverine e Wolverine - L'immortale. ENJOY!


L'angolo del Nerd (o del gnégnégné, fate voi!!)

Giorni di un futuro passato: il titolo e la trama della pellicola si ispirano a due importantissime storie degli X-Men, sceneggiate da Chris Claremont e disegnate da John Byrne. In esse è un anziana Kate Pryde a trasferire la propria coscienza nel passato e ad avvisare gli X-Men del terribile futuro che li attenderebbe se Mystica (aiutata dalla Confraternita dei Mutanti) riuscisse ad assassinare il Senatore Kelly (già protagonista del primo X-Men e di conseguenza sostituito da Bolivar Trask). Tra i mutanti del futuro spiccano Wolverine, Colosso, Tempesta, un paraplegico Magneto, il figlio della Donna Invisibile e di Mr. Fantastic, Franklin Richards, e la figlia di Jean Grey e Ciclope, Rachel Grey Summers che, di fatto, è l'unica ad avere il potere di rimandare Kate nel passato. Una delle poche belinate del film, infatti, è il fatto che sia Kitty Pride (dotata del potere dell'intangibilità) a spedire le coscienze dei suoi compagni nel passato, con un metodo che ovviamente non viene specificato né spiegato. Male!

Quicksilver/Pietro Maximoff: nei fumetti è il figlio naturale di Magneto, ha una gemella, Scarlet/Wanda Maximoff e una sorellastra, Polaris/Lorna Dane. Al momento milita nei Vendicatori ma, in passato, ha fatto parte di varie X-Squadre e ciò ha creato scompensi nella scombinata, assurda gestione dei diritti cinematografici delle serie Marvel: lo stesso personaggio, infatti, compare sia in X-Men - Giorni di un futuro passato che, assieme alla sorella Scarlet, nell'imminente Avengers: Age of Ultron, dove verrà interpretato da Aaron Taylor-Johnson. L'accordo tra Fox e Marvel per l'utilizzo di Quicksilver in entrambe le saghe prevede, tra le altre cose, che in nessuna delle due pellicole il personaggio venga chiamato "mutante" e che non venga fatta menzione della sua parentela con Magneto. Mah.

Bolivar Trask: anche nel fumetto ha creato le Sentinelle ma i robottoni gli si sono rivoltati contro, rendendolo prima schiavo e poi costringendolo a sacrificarsi per salvare l'umanità. Decisamente più pericoloso il figlio mutante Larry, pervaso dallo stesso odio mutantofobo del padre e dotato di un potere precognitivo.

Blink, Bishop, Warpath e Sunspot: li ho raggruppati tutti assieme perché, in effetti, per il ruolo di semplici combattenti che hanno nel film, non necessitavano di grandi chiose o spiegoni, sono più o meno come vengono dipinti nella pellicola. Bishop (in Italia conosciuto come Alfiere) in particolare è stato uno dei mutanti del futuro a viaggiare e stabilirsi definitivamente nel passato per scovare il presunto "traditore" che avrebbe portato alla fine degli X-Men. Interessantissimo personaggio chiave negli anni '90, è tornato prepotentemente alla ribalta qualche anno fa durante la saga Messiah Complex, che lo ha visto impazzire e cercare di uccidere Hope, la prima mutante nata dopo l'evento che aveva praticamente condannato la specie all'estinzione. Perso nuovamente nel tempo, recentemente è tornato nel presente, un po' più savio e posato di prima.

martedì 29 gennaio 2013

X-Men (2000)

Su questo blog ho già parlato di X-Men: Le origini - Wolverine e X-Men: L'inizio, ma mai dei loro precursori, il primo dei quali è X-Men, diretto nel 2000 dal regista Bryan Singer. Comincerò oggi e proseguirò con l'intera trilogia, approfittando di un simpatico cofanetto di DVD.


Trama: gli X-Men sono un gruppo di mutanti, ovvero persone geneticamente dotate di poteri che li rendono diversi dagli esseri umani, che hanno giurato di proteggere un mondo che li odia e li teme. Mentre i nostri, guidati dal prof. Charles Xavier, cercano di coesistere pacificamente con il resto dell'umanità, il potentissimo Magneto, assieme alla sua Confraternita dei Mutanti, decide di rapire la giovane rubapoteri Rogue per trasformare in mutanti tutti gli abitanti della Terra...


All'epoca in cui X-Men è uscito ero quasi alla conclusione del mio primo "ciclo" di acquisti dedicati al supergruppo mutante. Troppe sottotrame, troppi soldi da sborsare e nessun lavoro a foraggiare questo vizio, assieme a troppi cambiamenti improvvisi a livello di sceneggiatori e disegnatori mi avevano portata a ridurre drasticamente il numero delle mie letture e concentrarmi sui più soddisfacenti manga. Nonostante questo, l'attesa per questa trasposizione cinematografica era ovviamente alle stelle, il desiderio di vedere portati su grande schermo dei personaggi da me adorati come Wolverine e soprattutto Sabretooth (gli altri potevano anche ammazzarsi, senza scherzi) era a livelli altissimi, conseguentemente anche le aspettative erano assai elevate. Forse è per questo che X-Men mi ha sempre lasciata totalmente indifferente, fin dalla prima visione. Non è stata una delusione totale, questo no... semplicemente, è stato come se avessero preso l'intero cast di validissimi, profondissimi e umanissimi personaggi che seguivo da anni e li avessero rinchiusi all'interno di un gruppo di statue fredde ed impersonali, creando un gruppo di mutanti privi di quel guizzo che ha sempre reso così vive le loro versioni cartacee. Certo, un paio di eccezioni ci sono, perché gli sceneggiatori si sono concentrati parecchio su Wolverine e Rogue che, nonostante alcune modifiche accettabili, sono assai vicini alle loro controparti dei comics, e anche Xavier e Magneto (superbamente interpretati da due mostri sacri!) incarnano degnamente gli ideali che hanno sempre caratterizzato  i due personaggi, ma il resto mi ha sempre delusa molto.


Come trama generale X-Men sarebbe anche un film valido. Gli sceneggiatori sono riusciti a creare una pellicola fruibile da tutti, mettendo pochissima carne al fuoco e concentrandosi su due aspetti fondamentali dei comics: il disagio provato da chi è "diverso" e impossibilitato a controllare dei poteri spesso pericolosi (aspetto che si focalizza sul personaggio di Rogue) e la lotta tra le tre diverse fazioni rappresentate dal "mutantofobo" umano Kelly, dal pacifista Xavier e dal bellicoso Magneto che vorrebbe evitare con ogni mezzo che i mutanti finissero nei campi di concentramento come già era successo a lui e ai suoi genitori al tempo della seconda guerra mondiale. Come nei comics, anche nel film Wolverine funge da misterioso personaggio "jolly", che si ritrova coinvolto suo malgrado nella lotta tra queste fazioni e deve decidere da che parte stare, cercando contemporaneamente di scoprire i mille segreti che si celano nel proprio passato. E' attraverso i suoi occhi diffidenti che gli spettatori scoprono chi sono gli X-Men e cosa fanno, che arrivano a sondare le profondità della follia di Magneto e la disperazione che alberga nel cuore di chi scopre di essere un pericoloso mutante quando vorrebbe soltanto vivere una normale esistenza da adolescente. Tutto questo, assieme all'incredibile make-up di Rebecca Romijn nei panni della mutaforma Mystica e ad un paio di scontri corpo a corpo tra lei e Wolverine sul finale, consente al film di elevarsi dalla media, ma i tempi di The Avengers di Joss Whedon sono ancora molto lontani.


Infatti, il modo assolutamente piatto con cui vengono resi i pochissimi personaggi presenti nella pellicola ha dell'imbarazzante. Per carità, l'inespressività di Ciclope ed il suo essere precisino della fungia sono due elementi mantenuti alla perfezione, così come il fatto che Jean Grey sia una p*ttansuora della peggior specie, la Madonna dell'incoronéta che non perderebbe occasione di farsi Wolverine anche se fidanzata col monocolo (tolto il fatto che nel film Jean è una MILF e Scott poco più che un ragazzino...), ma arrivare a presentare l'inarrivabile DEA e REGINA africana Tempesta come uno gnomo spaesato appena uscito dal ghetto e con un'impresentabile parrucchetta bianca che nemmeno nei peggiori cosplay no, per favore. Questo, per quel che riguarda i buoni, ora passiamo ai cattivi. X-Men - Le origini: Wolverine sarà anche stato un film di bratta (a detta dei più, a me è piaciuto) ma, se non altro, trattava il povero Sabretooth in maniera degna, non lo presentava come un decerebrato a cui manca solo il guinzaglio per essere il cane di Magneto in tutto e per tutto. E poi, gesùmmaria, il make-up di Toad, con quella pelle giallastra come il peggiore degli imitatori dei Simpson, non si può guardare. Il fatto che i protagonisti siano stati privati del loro carisma naturale viene tra l'altro ulteriormente accentuato dalle anonime uniformi che inguainano gli X-Men (ho capito, c'è la battutina sullo spandex giallo, ma non è che le divise pseudofighette grige siano meglio, eh...) e dai costumi zingaracci e baracconeschi dei villain, tra cui si salvano solo Magneto, ingrigito pure lui, e la nuda Mystica. Insomma, il primo X-Men risulta davvero poco soddisfacente e non regge né il tempo che passa né il confronto con i film "di supereroi" che sono venuti dopo, a parte forse I Fantastici 4. Se non ricordo male il secondo capitolo della saga era migliore, speriamo sia davvero così.


Di Hugh Jackman (Logan/Wolverine), Patrick Stewart (Prof. Charles Xavier), Ian McKellen (Erik Lehnsherr/Magneto), Halle Berry (Ororo Munroe/Tempesta), Anna Paquin (Rogue/Marie, ruolo rifiutato da Natalie Portman), Tyler Mane (Sabretooth) e Shawn Ashmore (Bobby Drake/Uomo ghiaccio) ho già parlato nei rispettivi link.

Bryan Singer è il regista e cosceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come I soliti sospetti, L'allievo, X-Men 2 e Superman Returns, oltre ad un episodio di Dr. House. Anche produttore e attore, ha 47 anni e due film in uscita, Jack il cacciatore di giganti e X-Men: giorni di un futuro passato.


Famke Janssen interpreta Jean Grey (al posto di Peta Wilson, che era impegnata a girare la serie Nikita). Olandese, la ricordo per film come Goldeneye, Deep Rising - Presenze dal profondo, The Faculty, Il mistero della casa sulla collina, X-Men 2, Nascosto nel buio, X-Men - Conflitto finale, inoltre ha partecipato alle serie Melrose Place e Nip/Tuck. Anche regista, sceneggiatrice e produttrice, ha 48 anni e due film in uscita, Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe e The Wolverine.


James Marsden interpreta Scott Summers/Ciclope (al posto di Jim Caviezel, che aveva dovuto rinunciare al ruolo per impegni pregressi). Americano, lo ricordo per film come Generazione perfetta, Zoolander, X-Men 2, X-Men - Conflitto finale, Superman Returns e Come d'incanto, inoltre ha partecipato alle serie La tata, Blossom, Party of Five, Oltre i limiti, Ally McBeal e doppiato un episodio di Robot Chicken. Ha 39 anni e nove film in uscita, tra cui The Butler, X-Men: giorni di un futuro passato ed Enchanted 2.


Rebecca Romijn interpreta Mystica. Americana, la ricordo per film come Femme Fatale, S1m0ne, X-Men 2, Godsend e X-Men - Conflitto finale, inoltre ha partecipato alle serie Friends, Ugly Betty ed Eastwick. Anche produttrice, ha 40 anni.


Bruce Davison interpreta il senatore Kelly. Americano, ha partecipato a film come America oggi, La seduzione del male, Paulie - Il pappagallo che parlava troppo, L'allievo, X-Men 2,  e a serie come Visitors, Alfred Hitchcock presenta, La signora in giallo, Hunter, Racconti di mezzanotte, Oltre i limiti, Kingdom Hospital, Numb3rs, CSI: Miami, Criminal Minds, Ghost Whisperer, Lost e CSI: Scena del crimine. Anche regista e produttore, ha 66 anni e sei film in uscita, tra cui, udite udite, l'imminente Lords of Salem di Rob Zombie e Return of the Killer Shrews!! Holy socks!


Tra gli altri interpreti, segnalo nei panni di Toad l'attore Ray Park, allora famosissimo per i suoi stunts acrobatici e per il ruolo di Darth Maul in Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma e, ovviamente, l'immancabile Stan Lee nel ruolo di un venditore di hot dog. Quanto al personaggio chiave dell'intera vicenda, Wolverine, la prima scelta di Singer sarebbe stata Russell Crowe, che ha rifiutato perché il compenso era troppo basso (choosy!!), mentre gli studios puntavano su Keanu Reeves e Gary Sinise... per fortuna alla fine nessuno di questi è stato scelto, ma poteva andare peggio visto che nella rosa di candidati c'era anche Jean - Claude Van Damme! Altro grande escluso dal film è stato poi nientemeno che Joss Whedon, il cui script originale è stato rifiutato perché troppo pieno di battute e riferimenti alla cultura pop; indubbiamente ne sarebbe venuto fuori un X-Men migliore, peccato... e non oso immaginare qual meraviglia avrebbero creato Robert Rodriguez o Tim Burton, che erano state le prime scelte per dirigere il film! X-Men ha generato due seguiti ufficiali, i già citati X-Men 2 e X-Men - Conflitto finale e i due spin-off X-Men: Le origini - Wolverine e X-Men: L'inizio a cui presto seguiranno The Wolverine (in uscita in Italia a giugno 2013) e X-Men - Giorni di un futuro passato, che dovrebbe essere pronto per il 2014. Nell'attesa, se il film vi fosse piaciuto consiglio la visione di Spider-Man, Spider-Man 2, Hellboy, La leggenda degli uomini straordinari, Gli incredibili e Darkman. ENJOY!




L'angolo del Nerd (o del gnégnégné, fate voi): 

Siccome adoro gli X-Men e ormai, dopo anni, posso dire di conoscere abbastanza il loro universo e i personaggi che lo popolano, ecco un elenco degli altri mutanti che compaiono "ufficialmente" nella pellicola, unito ad un piccolo "cosa fanno davvero nell'Universo Marvel".
Kitty "Shadowcat" Pryde: dotata del potere di diventare intangibile e prima teenager ad entrare ufficialmente nel gruppo negli anni '80, nel film compare brevemente come studentessa, mentre nell'edizione italiana dei comics al momento è la vicepreside della Jean Grey School for Higher Learning fondata da Wolverine.
Jubilation "Jubilee" Lee: nel film compare brevemente come studentessa. Comparsa negli anni '90 come pupilla di Wolverine, un tempo emetteva plasmoidi di luce esplosivi, più o meno dei fuochi artificiali. Dopo l'M-Day è rimasta senza poteri e, in seguito, è diventata vampira. Al momento milita negli X-Men, che cercano di tenerne a bada la sete di sangue.
John "Pyro" Allerdice: in questo film compare brevemente come studente, nei sequel il suo ruolo verrà ampliato. Nell'universo Marvel, Pyro è un mutante in grado di plasmare il fuoco secondo la sua volontà, storico nemico degli X-Men e membro originale della Confraternita dei Mutanti Malvagi rimessa in piedi da Mystica. Dopo aver contratto il virus Legacy ed essersi redento, come spesso accade ai personaggi meno importanti, è morto.. ma ultimamente, se non vado errata, è stato anche resuscitato per la saga Necrosha.







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