martedì 5 settembre 2017

George Romero Day: La metà oscura (1993)


Il 16 luglio è venuto a mancare il grandissimo regista George A. Romero. Con la solita combriccola di blogger abbiamo aspettato un po' a rendergli omaggio, in quanto il periodo estivo è riuscito a rendere zombie sia noi sia la blogosfera... ma non divaghiamo: alla fine il George Romero Day è arrivato e io ho scelto di parlare de La metà oscura (The Dark Half), diretto e sceneggiato dal regista nel 1993 partendo dal romanzo omonimo di Stephen King. ENJOY!


Trama: dopo aver inscenato il funerale del suo alter ego letterario, lo scrittore Thad Beaumont si ritrova al centro di una serie di feroci omicidi apparentemente commessi proprio da lui...



Ammetto di non avere più riletto La metà oscura credo dai tempi dell'università e di avere guardato il film di Romero solo una volta, probabilmente addirittura prima della lettura del libro. A causa di questo, confesso molto candidamente di non avere un'idea precisissima di quali siano le differenze tra romanzo e film ma affidandomi alla mia scarsa memoria direi che Romero, qui anche in veste di sceneggiatore, sia stato uno dei pochi Autori ad aver offerto al pubblico una trasposizione fedele di un'opera Kinghiana. Se ciò sia stato un bene o un male lo vedremo tra poche righe, adesso vorrei spiegare un attimo cosa intendo per fedeltà. Quando utilizzo questo termine non intendo il rispetto pedissequo di ogni singolo dettaglio presente nel libro bensì di ciò che sta al cuore di esso, la capacità di far risaltare agli occhi dello spettatore ciò che lo scrittore ha voluto comunicare e i motivi che lo hanno spinto a scrivere il romanzo. In questo caso, La metà oscura (sia libro che film) racconta il lento calvario di uno scrittore che ha scelto di liberarsi dei suoi demoni e separarsi, letteralmente, dalla sua "metà oscura", quell'id già romanzato da Stevenson ne Lo strano caso del Dr. Jeckyll e Mr. Hyde che spesso, nel caso degli scrittori, si traduce in pseudonimi dietro i quali l'autore si nasconde per scrivere cose completamente avulse dal suo "personaggio" pubblico. Per chi non lo sapesse (ma dubito che chi segue il Bollalmanacco non lo sappia), anche Stephen King ha avuto un "gemello malvagio", quel Richard Bachman dallo stile ben più cinico e cattivo dell'amato Re, morto per "cancro dello pseudonimo" nel 1985; proprio a lui è stato dedicato quattro anni dopo La metà oscura, libro che non solo parla del rapporto tra uno scrittore costretto a rinunciare ad uno pseudonimo dopo essere stato scoperto da un fan desideroso di ricattarlo, ma che è stato anche il modo Kinghiano di sviscerare il forte desiderio di vincere la battaglia contro l'alcool e le droghe che minacciavano di sopraffarlo e di distruggergli carriera, famiglia e vita. Voi ora direte, ma questo è il tributo a Bachman/King o a Romero? Avete ragione, ma purtroppo il "problema" de La metà oscura è proprio l'essere gemello del romanzo di King, al punto che la personalità di Romero (che aveva collaborato con lo scrittore una decina di anni prima con Creepshow) viene praticamente annullata, causando così un "effetto Monkey Shines": La metà oscura, per quel che riguarda la regia, non è né bello, né brutto, né riconoscibile come pellicola di Romero, è semplicemente un film piatto, che avrebbe potuto girare chiunque, forse persino Mick Garris. Dal punto di vista della sceneggiatura, invece, manca il guizzo autoriale e personale che avrebbe portato la fedeltà di cui sopra a dar vita a lavori indimenticabili come già successo per film come Shining, Carrie, Misery non deve morire, Le ali della libertà, Il miglio verdeThe Night Flier, Cimitero vivente o The Mist, solo per citare alcune opere cinematografiche Kinghiane particolarmente riuscite.


Di fatto, La metà oscura aveva davvero tutto per riuscire, a partire da un budget molto alto. Le difficoltà economiche della casa di produzione Orion Pictures e il suo successivo fallimento hanno sicuramente influito sulla resa visiva del film, che presenta effetti speciali superlativi ma limitati nel numero e chissà cosa avrebbe potuto fare Romero se lasciato libero di dare sfogo alla sua verve gore; purtroppo, lo spettatore può godere "solo" di una disgustosa operazione chirurgica all'inizio, di alcuni omicidi all'arma bianca (probabilmente tagliuzzati qui e là in fase di montaggio) e di un finale che avrebbe fatto fremere d'invidia Hitchcock, con uno dei personaggi divorato fino all'osso da uno stormo di passeri particolarmente assetato di sangue. Anche l'utilizzo dei passeri, una bella sfida per il regista e la produzione, visto che le creaturine presenti sul set erano ben quattromilacinquecento e consumavano quotidianamente, a quel che si legge su internet, una sessantina di litri d'acqua e una quarantina di chili di becchime, eppure anche solo da questo si capisce che Romero era intenzionato a fare le cose in grande. Peccato, di nuovo. Peccato perché Timothy Hutton, attore difficilissimo da trattare e che a più riprese ha anche abbandonato il set, offre un'interpretazione validissima sia di Thad Beaumont che del suo doppio George Stark e anche il resto del cast è di alto livello, a partire dall'adorabile Michael Rooker nei panni dello sceriffo Alan Pangborn, personaggio molto amato dai fan di King e soprattutto unico rappresentante delle forze dell'ordine meritevole di questo nome visto che i poliziotti fanno una figura barbina dopo l'altra. Purtroppo, come già accaduto per il precedente Monkey Shines, La metà oscura si perde, soffre di un ritmo narrativo anche troppo dilatato ed è privo di sequenze realmente memorabili, se escludiamo quelle che ho già citato poco prima e poche altre come il sogno di Thad o la qualità "onirica" dell'omicidio del giornalista col codino. A costo di tornare a ripetermi, di nuovo, peccato. Peccato perché Romero è stato un grandissimo Autore con una sfiga altrettanto grande quando si ritrovava ad uscire dal circuito del cinema indipendente e a soffrirne è stata non solo la sua carriera ma anche una pellicola condannata quasi al dimenticatoio proprio a causa di tutti i difetti che ho elencato. E non è questione di pensare a cosa avrebbero potuto tirarne fuori David Cronenberg o David Lynch, quanto piuttosto a cosa sarebbe uscito se Romero avesse avuto mezzi e denaro per riproporre al meglio le "visioni" dell'amico King. Io sono convinta che ci avrebbe regalato un altro capolavoro.


Romero è comparso spesso sul Bollalmanacco! Innanzitutto col suo capolavoro, La notte dei morti viventi (1968), poi a seguire con...


La stagione della strega (1972)


Martin (1976)


Zombi (1978)


Creepshow (1982)


Monkey Shines - Esperimento nel terrore (1988)


Survival of the Dead - L'isola dei sopravvissuti (2009)


Ed ecco l'elenco dei Blogger che hanno partecipato all'iniziativa!

Redrumia - Il giorno degli zombi
Delicatamente Perfido - La notte dei morti viventi
White Russian - La terra dei morti viventi
Non c'è paragone - La città verrà distrutta all'alba
Combinazione casuale - Martin
Una mela al gusto pesce - Bruiser
Pietro Saba World - Monkey Shines - Esperimento nel terrore
The Obsidian Mirror - George of the dead


14 commenti:

  1. Molto interessante la trama,e la backstory...peccato che la realizzazione mi dici non essere il massimo...ma a questo punto mi hai fatto voglia di leggere il libro di King!

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    1. Diciamo che poteva essere molto meglio, purtroppo la jella ha colpito. Il libro, sinceramente, lo ricordo poco!

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  2. Per me senza infamia e senza lode entrambi.
    Nemmeno il libro mi è mai sembrato granché nonostante fosse un'opera piuttosto affilata.

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    1. Come ho detto sopra, la memoria mi difetta in tal senso. La voglia di rileggere il libro comunque c'è.

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  3. Questo son sicuro di non averlo visto, e dopo aver saputo che in parte delude come giustamente e soprattutto il finale di Monkey Shines fa, di sicuro non vedrò ;)
    Comunque la cosa interessante è che non sapevo che anche questo è poco Romeriano, mah peccato..

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    1. Peccato davvero ma, come ho scritto, la colpa non è da imputare al regista!

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  4. Hai ragionissima: sai che mi dimentico sempre che questo film lo ha diretto Romero? Nonostante ciò a me da ragazzino piaceva tanto. Sono anni che non lo rivedo, mi hai fatto venir voglia.

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    1. Quando eravamo piccoli in effetti passava spesso in TV questo film, ora si è un po' perso come tutte (o quasi) le produzioni dell'epoca.

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  5. Prima o poi mi deciderò a leggere il libro. Il film, visto come ne parli, lo lascerò perdere.

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    1. Non è uno dei migliori di Romero in effetti.

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  6. Affezionata al libro, e di conseguenza anche al film, che ho rivisto di recente. Non certo un capolavoro, ma la nostalgia vince...

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    1. Eh io purtroppo sono affezionata più ad altre opere del Re :)

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  7. Anche questo film qui non l'ho mai visto, ma pare abbastanza interessante soprattutto per quel che riguarda la trama. Penso che ci darò un'occhiata!

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    1. Credevo fosse un pochino più "famoso" :) Dagli un'occhiata allora!

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