martedì 9 luglio 2024

Notte Horror 2024: Streghe (1989)

Benvenuti al secondo spettacolo della Notte Horror di stasera! Se vi siete persi il film precedente correte QUI sul blog Solaris, dove Sauro vi rinfrescherà un po' con un cult natalizio, poi tornate da me, perché stiamo per parlare di Streghe, diretto e co-sceneggiato nel 1989 dal regista Alessandro Capone. Questo post, come del resto la Notte Horror 2024, è interamente dedicato a Laura, la nostra Arwen Lynch, che ha sempre partecipato con passione all'iniziativa e che respirava Cinema, di qualsiasi genere. Secondo me, con questa ottantarata italoammeregana si sarebbe molto divertita. ENJOY!


Trama: dopo la morte dei genitori, Ed e Carol vanno a visitare la casa dei nonni paterni con degli amici e una cugina, senza sapere che l'edificio è maledetto...


Streghe
è il tipico filmaccio horror italiano girato in America, con attori del luogo e con vibes derivanti dai successi d'oltreoceano. Per essere stato realizzato da un esordiente come Alessandro Capone, al suo primo lavoro dietro la macchina da presa, è venuto anche troppo bene, e gode di un'ottima sequenza introduttiva, durante la quale una strega viene bruciata viva tra maledizioni che avrebbero fatto invidia a quelle de Les rois maudits. A dire il vero, tutto l'incipit del film è molto bello e, per un attimo, mi ha ingannata. Benché la trama cominci a scricchiolare fin da subito, ciò concorre a conferire a Streghe una qualità onirica alimentata da dettagli inquietanti e topoi horror come ragazzine di bianco vestite che giocano con la palla (la memoria, per chi è rimasta traumatizzata da La casa 3 come la sottoscritta, corre dritta a Henrietta. Ciao, Henrietta!), preti che scompaiono così come sono arrivati, folate di vento pazzerello all'interno di edifici chiusi e così via. Questi elementi verranno riproposti più volte nel corso di Streghe, purtroppo affiancati a una trama principale debitrice de La casa di Raimi, che costringe lo spettatore a sopportare per almeno mezz'ora i discorsi e le cretinate dei ventenni più odiosi del creato mondo, prima che vengano giustamente ridotti a poltiglia in modi fantasiosi. Anche qui, il mio sentimento è ambivalente, perché quanto di cheesy è presente in Streghe è legato a filo doppio con questi scappati di casa, e voi sapete quanto ami la cheesiness. Solo per farvi un paio di esempi: c'è un roscio connotato semplicemente come "il ciccione disgustoso", perché mangia da far schifo ai porci, la bionda scangiata che, d'amblé, decide di fare uno strip-tease per tutti i suoi amici su un tavolo zeppo di secchielli del KFC (toccandosi ampiamente il chiulo ripetendo "Adoro il mio chiulo". Io boh), la ragazza di colore la cui unica particolarità, come da frase pronunciata da lei stessa, è "ho 21 anni e sono nera", e infine due lontani cugini che limonano spinti da insana attrazione sessuale (eew al cubo). Gli attori, come potete immaginare, sono dei cani inauditi ai quali non giova un doppiaggio italiano in cui si fa ricorso al doppiatore del Puffo Quattrocchi, se non ho inteso male, e l'unica che salva la baracca è l'affascinante, cattivissima strega di Deanna Lund. Oddio, l'altro attore conosciuto sarebbe Ian Bannen, ma probabilmente era ubriaco durante le riprese, o non si spiegano la capigliatura da nido di chiurlo esibita dal suo prete, né la faccia perennemente stralunata di chi è indeciso tra vomitare su chi è incautamente andato a chiedergli aiuto o mandarlo a quel paese. 


A parte questi tocchi di sciatteria, e una motosega che comunque riesce a funzionare sott'acqua, Streghe non è da buttare. Sarà la nostalgia canaglia che mi prende quando guardo questo genere di film, nei quali le incongruenze della trama alimentano la sensazione di un Male talmente potente e infingardo da stravolgere le regole della logica e della consecutio temporum, oppure quell'angoscia malcelata che mi provoca il pensiero della tenacia di questo stesso Male, che torna anche dopo anni, quando tu ormai sei tranquillo e neppure ci pensi più, ma Streghe mi ha soddisfatta più di altri suoi cuginastri. Sono infatti apprezzabili un certo gusto per il gore, che non risparmia nemmeno i bambini, e una bella fotografia che rende luminose anche le scene più cupe, in particolare durante un paio di sequenze labirintiche, dove i personaggi vagano sperduti all'interno di edifici abbandonati. Si vede che Capone era realmente appassionato di horror, ed è riuscito a costruire un collage di tutto quello che lo affascinava al momento, senza mai superare la somma delle parti né eguagliarle, ma senza nemmeno fare troppi danni: buona parte dei dialoghi cita apertamente titoli di film e serie horror (se ci pensate, una cosa che adesso si fa sempre più spesso, per accattivarsi lo spettatore appassionato, ma che forse all'epoca non era così diffusa), e anche chi è mediamente appassionato non avrà difficoltà a riconoscere i deadites de La casa, la palla di Nightmare 3 - I guerrieri del sogno, la già nominata Henrietta e un finale che strizza l'occhio a L'esorcista, dove il bene e il male si confrontano sfidandosi a chi urla più forte. Una sfida apparentemente sciocca e una sequenza neppure troppo entusiasmante, non fosse per un particolare: gli strilli e, soprattutto, l'espressione di dolore e paura della piccola attrice che interpreta Rachel si fanno palesemente più realistici nell'esatto momento in cui viene investita dall'esplosione di una finestra a pochi metri di distanza. A pensare male si fa peccato, ma temo che quella poveraccia non abbia un gran ricordo di Streghe. Guardatelo, e ditemi se non ho ragione!

Alessandro Capone è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Nato a Roma, ha diretto episodi di serie quali Detective Extralarge, Distretto di polizia e I delitti del cuoco. Anche attore e produttore, ha 69 anni.


Ian Bannen
interpreta Padre Matthew. Scozzese, ha partecipato a film come Quel maledetto treno blindato, Gli occhi del parco, Gandhi, Braveheart - Cuore impavido e Svegliati Ned. E' morto nel 1999, all'età di 71 anni.


In Germania il film è uscito come sequel di Strega per un giorno, mentre in America lo hanno distribuito come sequel de La casa di Mary. Ovviamente, non c'entra niente con nessuno dei due! E ora, prima di chiudere, vi ricordo gli altri contributi già disponibili della Notte Horror, che vi invito a leggere. Controllate il bannerone per vedere cosa vi aspetta nelle prossime settimane!!

La Bara Volante - C.H.U.D

Il Zinefilo - 666 - Il triangolo maledetto

Solaris - Black Christmas



10 commenti:

  1. Che bel minestrone, caspita, questo film dentro ha un po' di tutto! Non l'ho mai visto ma mi hai fatto venire voglia di recuperarlo.

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  2. Mi hai fatto venir voglia di vedermi il film già solo per le citazioni alte e per Rachel nel finale, che probabilmente è vittima di un set poco attento alla sicurezza :-P

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    1. Chissà perché ero convinta che l'avessi già visto!!

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  3. E' uno dei pochi film di questa edizione che ho già visto, non ricordo neppure dove, quasi sicuramente in tv: più che da Notte Horror mi pare più da domenica pomeriggio :) però se non altro scorre bene e dura poco... non mi era dispiaciuto!

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    1. Ma no, che domenica pomeriggio, dai! :D
      Però mi sconvolge che, tra tutti, lo abbia visto proprio tu!

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  4. Beh, ma non mi pare molto diverso da quelli che ti ho selezionato in passato per i più tragici "on-demand".... Cosa ti porta a consigliarne una visione?

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    1. Ma no, non è così tremendo. Sarà l'estate, sarà che sono invecchiata... non lo so nemmeno io!

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  5. Questo film mi riporta proprio all'epoca del videonoleggio, quindi lo rende il titolo da Notte Horror ideale, Arwen avrebbe apprezzato. Cheers!

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  6. Alla nostra Arwen mi sa che sarebbe piaciuto. A me invece mi sa di no. Sarà che già La casa e cose simili non mi hanno mai fatto impazzire, ma ho un po' quest'impressione :)

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