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venerdì 28 maggio 2021

The Empty Man (2020)

L'horror più sorprendente dell'anno è, al momento, The Empty Man, diretto e co-sceneggiato dal regista David Prior. Se avete voglia di leggere, vi spiego perché...


Trama: anni '80, Buthan. La vacanza di quattro ragazzi finisce malissimo dopo un macabro ritrovamento. Ai nostri giorni, l'ex detective James Lasombra riceve dalla vicina di casa la richiesta di rintracciare la figlia, scomparsa dopo avere lasciato in bagno una scritta inquietante: "The Empty Man made me do it", ed entra in contatto con un mistero dalla portata mondiale...


Tagliamo subito la testa al toro. Non ho scritto sopra che The Empty Man è il film horror più bello dell'anno, perché ha qualche difetto su cui tornerò più avanti, ma di sicuro è il più sorprendente ed interessante perché, fino all'ultimo, riesce a spiazzare qualunque spettatore, anche quello che ha visto miliardi di pellicole d'orrore e crede di saper prevedere dall'inizio alla fine quello che succederà. Purtroppo per questo genere di spettatori, The Empty Man è, letteralmente, tre film in uno: comincia come una specie di tesissimo survival horror a sfondo sovrannaturale, di quelli capaci di far agitare parecchio sulla poltrona, continua come una di quelle cretinate per adolescenti dove i personaggi scemi fanno cose stupide (nella fattispecie: invocare l'Empty Man del titolo) per poi morire malissimo, e a un certo punto cambia completamente faccia e abbandona le velleità teen per diventare un horror "noir" a base di complotti mondiali e stravolgimenti cosmici da cardiopalma, quelle cose Lovecraftiane che ti fanno pregare di non capire MAI cosa ci sia oltre il velo della realtà (spoiler: cose brutte, ovviamente). Abbandonarsi a queste tre anime è bellissimo, rende un horror di più di due ore scorrevole come se durasse la metà e mette in campo tanta di quella carne al fuoco che sarebbe meglio far passare qualche mese e poi riguardare The Empty Man col senno di poi, giusto per godersi quei quattro/cinque passaggi che magari non avevamo colto appieno ad una prima visione. In un'epoca di horror usa e getta, di film magari bellissimi ma comunque realizzati con due lire oppure "concentrati" sul nucleo della storia (giusto quelli di Ari Aster e La cura dal benessere vanno in controtendenza), un'opera come quella di David Prior, che si prende tutto il tempo di divagare, di giocare sulle atmosfere, di indulgere in dettagli magari insignificanti, è davvero una mosca bianca e per questo ancora più piacevole. 


Come ho detto sopra, certo, The Empty Man non è esente da difetti. David Prior a volte pare perdere un po' il filo della sceneggiatura imbastita, tanto che a rifletterci dopo la visione ci sono alcune cose che non tornano, soprattutto quando il film si inoltra nel territorio pericolosissimo del thriller sovrannaturale ambizioso, e onestamente non ho apprezzato granché la CGI sul finale, che fa a pugni con una realizzazione altrimenti splendida.  Prior è infatti un regista con la R maiuscola e, senza fretta alcuna, gira delle scene splendide e inserisce dei raccordi assai raffinati tra l'una e l'altra (la lunga introduzione è un capolavoro di suspance che sfrutta l'ambiente montano per mettere ancora più ansia, senza bisogno di jump scare, ma c'è una sequenza di puro delirio cosmico che mette i brividi al solo ricordo, e questo per fare un paio di esempi), sfruttando alla perfezione anche il sonoro e dei sussurri particolarmente fastidiosi, che si insinuano nel cervello facendolo prudere davvero. Anche il comparto attori non è male, a partire dal protagonista James Badge Dale, che ha quell'aria da detective "fincheriano", mentre la giovane Sasha Frolova, già vista in Kindred Spirits dove spiccava per le doti recitative in un film altrimenti dimenticabile, è una di quelle facce da tenere d'occhio. Lo stesso, ovviamente, vale per The Empty Man, un film a cui dovreste dare una chance, sia che siate appassionati di horror o che semplicemente abbiate voglia di guardare una pellicola intrigante, per una serata un po' diversa. 


Di James Badge Dale (James Lasombra), Marin Ireland (Nora Quail),  Aaron Poole (Paul), Stephen Root (Arthur Parsons) e Owen Teague (Duncan West) ho già parlato ai rispettivi link.

David Prior è il regista e co-sceneggiatore della pellicola, al suo primo lungometraggio. Americano, è anche produttore, montatore, fotografo, attore, tecnico degli effetti speciali, compositore e scenografo. Ha 52 anni.


Sasha Frolova
interpreta Amanda Quail. Americana, ha partecipato a film come Kindred Spirits e Piccole donne. Ha 26 anni.


The Empty Man
è vagamente ispirato alla serie a fumetti omonima, scritta da Cullen Bunn e disegnata da Vanessa R. del Rey, mai pubblicata in Italia, direi. Se siete curiosi, recuperatela. ENJOY!

venerdì 2 giugno 2017

The Void (2016)

Salutato da tutti (o quasi) come l'horror dell'anno, potevo forse perdermi The Void, diretto e sceneggiato nel 2016 dai registi Jeremy Gillespie e Steven Kostanski? Assolutamente no!


Trama: un poliziotto porta in ospedale un ragazzo drogato e in stato di shock, solo per ritrovarsi bloccato nella struttura assieme ad infermieri e degenti, assediato da uomini incappucciati fuori e terrificanti mostri ultraterreni dentro...



Probabilmente mi ha salvata il Giappone. E' un modo scemo di cominciare un post, lo ammetto, ma le due settimane passate lontane da blog e internet mi sono servite ad evitare la maggior parte delle lodi sperticate piovute su The Void e ad approcciare la pellicola di Gillespie e Kostanski senza l'hype riservato a, che so, film come Get Out. Essendo priva di aspettative, The Void mi è di conseguenza piaciuto parecchio, pur senza scatenare in me l'amore, e sono riuscita a guardare il film alternando stati di sincero interesse, mal di testa da spiegone, fascinazione per il mondo lovecraftiano che sta alla base dell'intera vicenda e disgusto per il bestiario mostrato dai due registi. Senza scazzi da diludendo né ardori da adolescente horroromane posso quindi offrire il mio pacato e senza dubbio non richiesto parere, cominciando dai pregi di The Void, evitando possibilmente qualsiasi tipo di spoiler. Il primo punto di forza del film è sicuramente l'atmosfera claustrofobica che lo pervade dall'inizio alla fine, rinsaldata nella prima parte dall'assoluta ignoranza dei protagonisti relativamente alla situazione in cui vengono a trovarsi: bloccati in un ospedale andato per metà a fuoco per ragioni sconosciute, i personaggi si ritrovano impossibilitati ad uscire (fuori ci sono assassini incappucciati che da soli basterebbero a dissuadere persino l'uomo più coraggioso del mondo) e impossibilitati a rimanere (dentro ci sono mostri abominevoli che mangiano le persone), ancor peggio l'unico poliziotto presente è ferito, c'è una ragazza in procinto di partorire e in assenza di medici sono rimaste solo le infermiere. Insomma, un bel casino e inquietudine a palate, per non parlare dell'abbondanza di elementi splatter che fin da subito caratterizza la pellicola. A questi punti, è bene sottolineare l'altro pregio di The Void, pellicola che non si perde in lunghe introduzioni e va subito all'osso (alla carne?) della questione, lasciando la risoluzione dei misteri per dopo, vale a dire dopo almeno mezz'ora di carneficina e incubi che paiono usciti dritti dalla penna di Lovecraft e dalla cinepresa del Carpenter de La cosa, in quanto il "disteso" clima di diffidenza in corsia è praticamente lo stesso. Tuttavia, qui cominciano anche i problemi della pellicola, se di problemi si può parlare e se, giustamente, siete persone dal palato fino che dall'horror vorrebbero qualcosina di più... oppure se non siete come la sottoscritta, che dello splatter e dello schifo si stufa dopo cinque minuti.


In pratica succede che, dopo l'inizio ssssspumeggiante! (cit.) di The Void, Gillespie e Kostanski si siedono o, meglio, non osano più di quanto sia necessario, almeno in termini di regia e montaggio. Allo spettatore viene consentito solo di intuire, tra spizzichi e bocconi, l'orrore ultraterreno che si nasconde nelle viscere dell'ospedale, e il modo in cui è realizzata la pellicola costringe gli occhi ad un tremendo sforzo per sopravvivere a flash, luci stroboscopiche, ombre persistenti che impediscono di cogliere le creature (probabilmente realizzate in maniera artigianale, senza ausilio della CGI, ma chi è riuscito a capirlo?) nella loro interezza. Vero, il "male cosmico" può portare alla follia ma, suvvia, almeno un mostrillo per intero vorrete farmelo vedere o no? L'altro problema di The Void è che, a fronte di una trama tutto sommato semplice e prevedibile (a un certo punto il termine "telefonato" diventa una certezza e il destino di ogni personaggio risulta tristemente chiaro), da metà film in poi i registi si perdono in aulici spiegoni e deliri da villain che rendono la follia strisciante di Lovecraft una sorta di imposizione, un passaggio da questo mondo all'altro che in qualche modo sa di forzato, al punto che l'inquietudine scompare, lasciando semplicemente il posto al disgusto causato da quel poco che viene mostrato. Siamo più nel campo dello Yuzna che del Seme della follia Carpenteriano ma, come ho detto, si tratta di uno Yuzna meno coraggioso e più sfacciato, che alla fine si permette di citare a piene mani Clive Barker e persino il Lucio Fulci de L'aldilà, quasi volesse dare un contentino agli spettatori più esigenti. Ed effettivamente, The Void lascia dietro di sé delle bellissime immagini, una certa diffidenza nell'aggirarsi per casa con le luci spente, la sensazione di aver visto comunque un bell'horror (che mi sento di consigliare spassionatamente a cultori e semplici appassionati e non è detto rimarrà escluso dalla cinquina di fine anno)... ma anche il sospetto che si potesse fare molto, molto di più, soprattutto visto che uno dei registi ha firmato quella genialata cattivissima di W is for Wish, che coraggio ne aveva da vendere. Nel frattempo, la voglia matta che mi ha messo di riguardare tutti i film citati è un risultato senza dubbio positivo!


Di Kenneth Welsh, che interpreta il Dottor Richard Powell, ho già parlato QUI mentre Art Hindle (Mitchell) lo trovate QUA.

Jeremy Gillespie è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Canadese, ha diretto film come Father's Day ed è anche compositore, attore e tecnico degli effetti speciali.
Steven Kostanski è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Canadese, ha diretto film come Father's Day e il segmento W is for Wish del film The ABCs of Death 2; è anche responsabile di trucco ed effetti speciali, attore, produttore, animatore e stuntman.


Aaron Poole interpreta Daniel Carter. Canadese, ha partecipato a film come The Conspiracy e a serie quali X-Files e Relic Hunter. Anche produttore, ha due film in uscita.


Ellen Wong interpreta Kim. Canadese, ha partecipato a film come Scott Pilgrim vs. the World, The Cirlce a serie quali Son of Zorn. Anche sceneggiatrice e produttrice, ha 32 anni e un film in uscita.


Kenneth Welsh e Kathleen Munroe, che interpreta Allison, avevano partecipato a Survival of the Dead - L'isola dei sopravvissuti come padre e figlia. Detto questo, se The Void vi fosse piaciuto recuperate quel trionfo de Il principe del male e aggiungete il già citato Il seme della follia oltre a La cosa e Hellraiser. ENJOY!

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