Visualizzazione post con etichetta alec guinness. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alec guinness. Mostra tutti i post

domenica 10 gennaio 2016

Il ritorno dello Jedi (1983)

Con il post di oggi, dedicato a Il ritorno dello Jedi (Star Wars: Episode VI - Return of the Jedi), diretto nel 1983 dal regista Richard Marquand, concludo la mia irrispettosa disamina della trilogia originale. Abbiate pietà ma se volete un recupero anche della seconda trilogia vi toccherà aspettare il 2017...


Trama: dopo aver liberato Han Solo dalle grinfie di Jabba the Hutt, Luke Skywalker e i ribelli si ritrovano a dover distruggere una nuova Morte Nera e, per farlo, si dirigono su un pianeta abitato dai tenerosi Ewoks...


Abbiamo finito? Sì, abbiamo finito. Non bene, bisogna dire. C'è in effetti un motivo se de Il ritorno dello Jedi ricordavo solo gli Ewoks e Jabba The Hutt perché, in soldoni, tolto un inizio in cui si cerca di dare una conclusione alla vicenda del rapimento di Han Solo, il resto del film è praticamente un remake del primo episodio: c'è una Morte Nera, bisogna distruggerla. E voi direte "beh, Il risveglio della forza ripropone più o meno lo stesso schema". Ho capito ma lo ripropone meglio, figlioli. Non fraintendetemi, lo scontro finale tra Luke Skywalker e Darth Vader è epico, il finale potrebbe indurre alla lacrimuccia, vedere finalmente Jabba The Hutt (con l'aggiunta di una principessa seminuda ma questo è un discorso che vale solo per i maschietti) è qualcosa di meraviglioso e gli Ewoks mi hanno ricordato i tempi più felici della mia infanzia ma per il resto m'è calata la palpebra un minuto sì e un minuto no tanto che non saprei nemmeno come andare avanti nel post (d'altronde sono passate due settimane da quando ho rivisto Il ritorno dello Jedi) quindi riempirò lo spazio ponendo ai fan un paio di domande le cui risposte non ho voglia di cercare su Wikipedia. Innanzitutto, mi spiegate per favore perché Yoda è diventato così vecchio e malato tutto ad un tratto? Quanti anni è rimasto Han Solo sotto carbonite se nel film precedente la povera bestiola era il ritratto della salute e in quello dopo rantola manco gli fosse cascato sulla schiena di botto il suo quasi millennio di vita? Ma soprattutto, me lo spiegate cos'è 'sto lato oscuro? TUTTO mi porta al lato oscuro, porca miseria! Se uccido il nemico passo al lato oscuro, se mi arrabbio perché magari 'st'impunito ha cercato di uccidere me e i miei amici passo al lato oscuro, se ho paura perché sto per morire passo al lato oscuro, se ignoro cosa sia il lato oscuro passo al lato oscuro, se rinchiudo in un ospizio l'Imperatore perché ormai pare una mummia passo al lato oscuro... e che cosa devo fare per rimanere dal lato giusto della Forza? Che fiscali 'sti Jedi, santo cielo!! Ci credo poi che c'è gente che si stufa e soccombe...


Vabbé, comunque in tutto questo devo dire che Jabba è davvero bellissimo. Il colpo di genio della saga, ancora più della doppia supercazzola familiare fatta a Luke Skywalker, è stato quello di nominare per ben due film Jabba senza farlo vedere e poi bam! sbattere in faccia agli spettatori stupiti quel meraviglioso lumacone porco, tenutario di bordelli e cattivissimo. Anche se, nonostante il mio entusiasmo per questo essere immondo, c'è da dire che la scelta di mettere così tanti dialoghi in lingue aliene ed incomprensibili (c'è Jabba e tutto il suo codazzo, ci sono gli Ewoks, c'è ovviamente Chewbacca...) dopo un po' stufa e i concetti della Forza si perdono un po' in questo Grammelot spaziale. Anche gli Ewoks sono carini e ben realizzati, quasi ai livelli di Jabba, però riducono parecchio la potenza del capitolo finale della trilogia. Sì, sono fondamentalmente degli esseri cannibali che non esiterebbero a mangiare Han Solo ma sono anche pelosotti, tenerini e buffi, adatti ad un pubblico di bambini, e stonano con quel finale da tragedia Shakespeariana che vede confrontarsi Luke Skywalker e Darth Vader. Se dovessi quantificare il diludendo causatomi da Il ritorno dello Jedi direi che potrei paragonarlo a Mad Max oltre la sfera del tuono, con quell'aria avventurosa che pareva creata apposta per un pubblico di ragazzini. E molto probabilmente col film di Richard Marquand è stato lo stesso, magari Lucas avrà voluto allargare la sua scandalosa ed ingegnosa campagna di marketing raggiungendo anche gli spettatori più piccini, chissà! Ma poi, chissenefrega? Il post è finito e ora attendo le giuste e doverose maledizioni di chi troverà insopportabile la mia mancanza di fede e mi accuserà di non capire nulla di Cinema! Con Star Wars è tutto... ci risentiamo al 2017!


 Di Mark Hamill (Luke Skywalker), Harrison Ford (Han Solo), Carrie Fisher (principessa Leia Organa), Billy Dee Williams (Lando Calrissian), David Prowse (Darth Vader), Frank Oz (Yoda) e Alec Guinness (Obi Wan Kenobi) ho già parlato ai rispettivi link.

Richard Marquand è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come La cruna dell'ago e Doppio taglio. Anche produttore, sceneggiatore e attore, è morto nel 1987 all'età di 49 anni.


Come volevasi dimostrare, visti anche gli eventi del primo film, Leia non doveva essere la sorella di Luke Skywalker, che avrebbe dovuto invece intraprendere un viaggio per ritrovarla in un'altra trilogia di film, tuttavia alla fine Lucas ha scelto di risolvere tutte le questioni in sospeso con Il ritorno dello Jedi. In fase di scrittura ci sono stati altri cambiamenti: per esempio Obi Wan sarebbe dovuto resuscitare grazie alla Forza e Luke avrebbe dovuto ereditare il casco nero di Darth Vader passando conseguentemente al Lato Oscuro, ma il più disdicevole è stato quello di utilizzare gli Ewok invece che i Wookie (una foresta zeppa di Chewbacca sarebbe stata meravigliosa!!). La regia del film era stata offerta a David Lynch e David Cronenberg, che hanno rinunciato per poter girare rispettivamente Dune e Videodrome (grazie a Dio!), sebbene la prima scelta fosse stata Steven Spielberg, che non ha potuto accettare in quanto membro della Directors Guild, dalla quale Lucas si era dimesso ai tempi del primo Guerre Stellari (Spielberg aveva suggerito Paul Verhoeven ma dopo aver visto l'esplicito Spetters ha cambiato idea...). Per concludere, nel caso voleste addentrarvi nei recuperi tutta la cronologia precedente e successiva a Il ritorno dello Jedi la trovate QUA. ENJOY!

venerdì 8 gennaio 2016

L'impero colpisce ancora (1980)

Continuiamo il brevissimo e assolutamente non adorante excursus sulla prima trilogia di Star Wars con L'impero colpisce ancora (Star Wars: Episode V - The Empire Strikes Back), diretto nel 1980 dal regista Irvin Kershner.


Trama: L'Impero è lungi dall'essere sconfitto e le forze ribelli vengono sopraffatte su un gelido pianeta. Han Solo, Chewbacca, la principessa Leila e il droide C-3PO fuggono e cercano aiuto presso Lando Calrissian mentre Luke Skywalker, assieme al piccolo R2-D2, va a concludere il suo addestramento dall'anziano Yoda, già maestro Jedi di Obi Wan Kenobi...


Con il secondo capitolo della saga George Lucas si chiama fuori sia dalla regia che dalla sceneggiatura (anche perché gli attori gli hanno sempre rimproverato i dialoghi puerili sebbene in realtà sia stato Lucas, anche questa volta, a scrivere le linee base del film prima che subentrasse Lawrence Kasdan a lavorare maggiormente su dialoghi, personaggi e consequenzialità della trama) ma la storia di Luke, Han e compagnia prosegue serena come se "il capo" non si fosse ritirato nelle retrovie. Il grandissimo dispiego di mezzi tecnologici, alieni, paesaggi da capogiro ed effetti speciali dell'Amadonna non è rimasto invariato e le vicende degli allegri "compagni della forza" si complicano un po', tanto che per lo spettatore poco attento o poco interessato diventa un po' arduo seguire ogni singolo passaggio. Pare siano passati tre anni dalla fine del primo film e ovviamente nel frattempo qualcosa è cambiato: Luke è diventato un pilota rispettatissimo ed è praticamente il fulcro della ribellione, Han ha ancora sulla testa la taglia di Jabba ma pare che il tempo abbia concesso lo sviluppo di un idillio tra lui e la principessa Leila (per quanto il triangolo con Luke sia ancora apparentemente in piedi, ovvio...) e comprensibilmente Darth Vader è un po' più incarognito di prima perché il giovane Skywalker è diventato un avversario temibile. Per aumentare la propria "temibilità" e tener fede alle promesse fatte ad Obi Wan Kenobi il buon Luke si reca quindi sul pianeta di Yoda e la franchise acquista di botto il personaggio più iconico dopo Darth Vader, il vecchio alienotto che parla come un sardo. Arriviamo quindi a capirci un po' di più di questa Forza, tanto potente quanto pericolosa, soprattutto arriviamo a comprendere che basta un attimo e BAM! si soccombe al Lato Oscuro. Io personalmente ho invece capito che senza Yoda, la cui presenza dura giusto una ventina di minuti scarsi, la storia smette di decollare per un po' prima di accellerare sul finale: L'impero colpisce ancora si conclude infatti con la più grossa rivelazione della storia del Cinema (roba da far vergognare Rosabella) e con un valido cliffhanger che sicuramente avrà fatto bestemmiare gli spettatori dell'epoca, che hanno dovuto aspettare quattro anni per conoscere il destino di Han Solo, cristallizzato nella carbonite.


Nel comparto tecnico, per quel poco che ne ho potuto capire io (ma che volete che ne capisca di fantascienza e astronavi???), c'è stato sicuramente un salto di qualità rispetto alla varietà degli ambienti utilizzati e L'impero colpisce ancora mi è sembrato più vario in quanto a scenografie: dalle lande ghiacciate iniziali (ubicate in Norvegia) si arriva sfruttando l'ipervelocità alla palude di Yoda e alla città sulle nuvole di Lando Calrissian, per poi ovviamente passare agli interni del Millenium Falcon, delle caverne iniziali e della cintura di asteroidi "con sorpresa". Le aggiunte al cast sono interessanti, senza dubbio. Yoda è un maestro Jedi con i controcosiddetti sebbene si presenti come un vecchietto tenerello, svampito e simpatico; la duplice natura del personaggio conferma la volontà dei realizzatori di creare una storia seria ma anche capace di imprevedibili e lievi risvolti umoristici, inoltre ancora oggi la sua natura di pupazzotto mosso e doppiato (almeno in originale) da Frank Oz risulta molto gradevole e naturale, oltre a richiamare la nostalgia per i bei tempi di Labirynth e altre pellicole simili. Anche Lando Calrissian, nonostante il suo nome esilarante, rappresenta un bell'archetipo di personaggio ambiguo ma capace di redimersi e, se solo il suo tempo sullo schermo con Han Solo non fosse così ridotto, molto probabilmente sarebbe stata una validissima aggiunta alla strana coppia "Han & Chewbe". Ovviamente non sto nemmeno a dirvi quanto sia emozionante la battaglia finale a colpi di spade laser tra Darth Vader e Luke anche se io continuo a sostenere la fondamentale dabbenaggine di quest'ultimo mentre Lord Vader è un figo, non c'è nulla da fare, cattura in toto l'essenza dell'Oscurità senza volto ed implacabile, alla quale non è possibile sfuggire. Ho già finito? Sì, tranquilli: tenetevi strette le manine e anche le spade laser che domani arriva l'ultima puntata di questi post supercazzola su Guerre Stellari!


Di Mark Hamill (Luke Skywalker), Harrison Ford (Han Solo), Carrie Fisher (principessa Leia Organa), David Prowse (Darth Vader), Frank Oz (Yoda) e Alec Guinness (Obi Wan Kenobi) ho già parlato ai rispettivi link.

Irvin Kershner (vero nome Isadore Kershner) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Occhi di Laura Mars, Mai dire mai e Robocop 2. Anche attore, produttore e sceneggiatore, è morto nel 2010, all'età di 87 anni.


Billy Dee Williams (vero nome William December Williams) interpreta Lando Calrissian. Americano, ha partecipato a film come Il ritorno dello Jedi, Batman e a serie come Sentieri, Destini, Missione Impossibile, Dynasty, That's 70s Show e Glee; inoltre, come doppiatore ha lavorato nel film Lego Movie e nelle serie Robot Chicken e The Cleveland Show. Anche sceneggiatore, ha 79 anni.


Il film ha vinto un Oscar per il miglior sonoro ma Lucas si è impegnato parecchio per cercare di assicurare una nomination anche a Frank Oz, marionettista e doppiatore di Yoda; l'Academy ovviamente ha rifiutato in quanto non si poteva parlare di attore "vero". Tra l'altro, al posto di Oz avrebbe dovuto esserci Jim Henson che però era già impegnato con le riprese di Giallo in casa Muppett. Billy Dee Williams aveva invece fatto il provino per il ruolo di Han Solo tre anni prima ed è riuscito comunque ad entrare nella saga "dalla porta di servizio" con quello di Lando Calrissian, rifiutato da Yaphet Kotto. L'"ingrato" Harrison Ford, di par suo, non aveva alcuna intenzione di girare tre film, non a caso la scelta di congelare Han Solo nella carbonite è stata (in parte) dovuta al fatto che nessuno era certo che l'attore avrebbe accettato di comparire ne Il ritorno dello Jedi e anche il famoso scambio di battute "Ti amo" "Lo so" avrebbe dovuto essere una cosa come "Ti amo" "Tienilo bene a mente, Leia, perché tornerò". Per concludere, nel caso voleste addentrarvi nei recuperi tutta la cronologia precedente e successiva a L'impero colpisce ancora la trovate QUA. ENJOY!

mercoledì 6 gennaio 2016

Guerre stellari (1977)

Con oggi comincia una serie di post che probabilmente faranno scuotere il capo a tanti dei miei pochi lettori e che affronteranno il mito della saga spaziale cominciata da George Lucas nel lontano 1977, ripescata come doveroso ripasso onde prepararsi alla visione di Star Wars - Il risveglio della forza. Si parte, ovviamente, con Guerre Stellari (Star Wars), diretto e sceneggiato da Georgino in persona nonché vincitore di sei premi Oscar (miglior scenografia, migliori costumi, miglior sonoro, miglior montaggio, migliori effetti speciali e miglior colonna sonora)!


Trama: in una galassia lontana lontana alcuni ribelli si oppongono allo strapotere dell'Impero e tra essi c'è la Principessa Leila che viene fatta prigioniera dal malvagio Darth Vader. Due droidi riescono a fuggire con un messaggio della principessa che viene raccolto dal giovane Luke Skywalker, un allevatore che si ritroverà coinvolto in questa "guerra stellare"...


Come anticipato nella premessa, per l'uscita di Star Wars - Il risveglio della forza ho pensato di ripassare la trilogia originale e, a causa della mia cronica mancanza di tempo, ho scelto consapevolmente di bypassare i prequel girati nei primi anni del secondo millennio. Il motivo di questo "ripasso" nonché dello snobismo nei confronti della seconda trilogia è presto detto: ho visto Star Wars almeno 20 anni fa e sinceramente non sono stata folgorata sulla via di Damasco da questa prima, lontanissima visione. Nello specifico, il Guerre Stellari originale va sicuramente contestualizzato e guardato con gli occhi colmi di meraviglia di chi, più di 30 anni fa, aveva potuto ammirare sul grande schermo delle astronavi talmente dettagliate da sembrare vere, un bestiario di alieni realizzati in maniera mirabile, emozionanti battaglie a suon di spada laser e ancor più esaltanti corse sfrenate all'interno dei cunicoli della gigantesca Morte Nera ma per chi, come me, di fronte a queste cose ha la stessa reazione di Robin e Nami davanti ai cannoni laser di Franky e, per di più, si è ritrovata a disposizione solo uno schermo piccolo e sulla schiena tanti anni di effetti speciali ancor più sconvolgenti, rimane da cercare il Capolavoro solo all'interno della storia narrata. Che, onestamente, è molto semplice e linearissima (ad un certo punto anche di una noia mortale, mi spiace dirlo): un giovane allevatore viene coinvolto in una vicenda fatta di guerre, misteriosi poteri ed incredibili eroi e, com'è prevedibile, cresce diventando L'elemento risolutore della lotta tra Ribelli ed Impero, imparando a padroneggiare la Forza. Una trama questa che, complici gli infiniti parodie ed omaggi tributati all'opera di Lucas nel corso del tempo, ormai è risaputa persino dalle pietre del deserto Aborigeno e non è più così emozionante, almeno per me.


Cosa può colpire dunque gli occhi di una profana non amante della fantascienza? Beh, ovviamente i personaggi, giustamente entrati nella storia del Cinema. La strana coppia di droidi C-3PO e R2-D2 (o D-3BO e C1-P8 come li chiamano, chissà perché, in italiano), l'uno pavido, servile e logorroico e l'altro incapace di esprimersi in una lingua comprensibile ma intraprendente e simpatico, il pelosone Woki Chewbacca, lo sbruffone Han Solo, la temeraria Principessa Leila, il nobile Obi Wan Kenobi, il terrificante Darth Vader e quel pirletti di Luke Skywalker che, sinceramente, mi è sempre parso espressivo quanto un blocco di tufo, sono la spina dorsale di un film che fortunatamente punta molto sull'umanità, l'unicità e l'ironia di gran parte dei personaggi. Gli inseguimenti a bordo del Millenium Falcon o i sabotaggi alla Morte Nera non avrebbero senso senza le peculiarità di tutti questi protagonisti ed è assai apprezzabile anche il netto divario (almeno in questo capitolo) tra buoni e cattivi, Forza di Obi Wan da una parte e Lato Oscuro del carismatico Lord Vader dall'altra, con la spavalderia spocchiosa di Han Solo a fare da spartiacque e, soprattutto, a riportare con i piedi per terra questi due "stregoni" dello spazio. Tra una frase entrata ormai nel vocabolario Nerd di tutto il mondo ("Trovo insopportabile la tua mancanza di fede"), dubbi amletici (Han Solo ha sparato per primo? Dipende da quale versione del film guardate, nella mia no, il povero Han è scevro d'ambiguità, maledetto Lucas...) e spettacolari giochi di luce laser, il primo vero Guerre stellari scorre felice fino ad arrivare ad una conclusione che lascia in sospeso almeno un triangolo amoroso (as if!!) e un paio di questioni irrisolte... sicuramente nel 1977 gli spettatori saranno rimasti con un palmo di naso ma noi sappiamo che non è finita qui, vero? Al prossimo film!


Di Mark Hamill (Luke Skywalker), Harrison Ford (Han Solo), Carrie Fisher (principessa Leia Organa), Peter Cushing (Tarkin) e Alec Guinness (Obi-Wan Kenobi) ho già parlato ai rispettivi link.

George Lucas (vero nome George Walton Lucas Jr.) è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come L'uomo che fuggì dal futuro, American Graffiti, Star Wars - Episodio I: La minaccia fantasma, Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni e Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith. Anche produttore e attore, ha 71 anni.


David Prowse interpreta Darth Vader. Inglese, ha partecipato a film come 007 - Casino Royale, Arancia meccanica, L'impero colpisce ancora, Il ritorno dello Jedi e a serie come Dottor Who, Spazio: 1999 e The Benny Hill Show. Ha 80 anni.


Nonostante il "fisico" di Darth Vader fosse quello di David Prowse, la voce era quella di James Earl Jones, futuro Mufasa de Il re leone (Lucas avrebbe voluto la voce di Orson Welles in persona). Ci sarebbero tremila retroscena da raccontare sul film ma siccome non sono una grande appassionata della serie citerò solo quelli che in qualche modo mi hanno incuriosita. Per esempio, Luke Skywalker avrebbe dovuto essere donna (o persino un nano!) mentre Han Solo era stato pensato prima come un enorme mostro verde, poi come un essere umano di colore; quando infine si è deciso di renderlo bianco, molti attori hanno rifiutato il ruolo, tra i quali James Caan, Jack Nicholson, Robert De Niro e Burt Reynolds (d'altronde, solo Spielberg era convinto che il film sarebbe stato un successone, George Lucas pensava il contrario e addirittura Brian De Palma lo ha definito "uno dei peggiori film di sempre"). Sul progetto è aleggiata inoltre per un po' di tempo anche un'aria "nipponica": Lucas avrebbe molto gradito un Obi Wan interpretato da Toshiro Mifune e persino una principessa Leia giapponese! A proposito di principesse, all'audizione per il ruolo pare si fosse presentata gente del calibro di P.J. Soles, Sissy Spacek, Nancy Allen, Farrah Fawcett, Glenn Close, Barbara Hershey, Bonnie Bedelia, Jessica Lange, Meryl Streep, Sigourney Weaver, Cybill Shepherd, Anjelica Huston, Kim Basinger, Kathleen Turner, Debra Winger, Geena Davis e persino Linda Blair. Passiamo alla cronologia di film e spin-off? Ok! Guerre stellari va visto dopo Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni, Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith e prima de L'Impero colpisce ancora, Il ritorno dello Jedi, il cartone Star Wars: The Clone Wars, la serie animata dal medesimo nome, l'altra serie animata Star Wars Rebels e Star Wars - Il risveglio della forza. Ci sono poi tutti gli spin-off nati direttamente dalla prima trilogia, ovvero i film TV The Star Wars Holiday Special (1978), A Very Star Wars Christmas (1982), L'avventura degli Ewok (1984), Il ritorno degli Ewok (1985), The Great Heep (1986) e le serie a cartoni animati Droids (1985) ed Ewoks, entrambe del 1985. Roba da recuperare ne avete, considerata anche l'abbondanza di director's cut e versioni più o meno estese, quindi... ENJOY!

venerdì 6 dicembre 2013

Bollalmanacco On Demand: Invito a cena con delitto (1976)

Torna l’appuntamento con il Bollalmanacco On Demand! Per fortuna ho dei “clienti” clementi che mi propongono di vedere un sacco di film carini; questa volta ringrazio Elenina per aver richiesto Invito a cena con delitto (Murder by Death), diretto nel 1976 dal regista Robert Moore. Il prossimo film On Demand sarà invece L'inventore di favole. ENJOY!


Trama: Il misterioso Lionel Twain convoca nella sua dimora gli investigatori più famosi del mondo assieme ai loro assistenti per sfidarli. Durante la cena, infatti, avverrà un omicidio proprio davanti agli occhi di tutti i presenti… e le menti più brillanti del mondo dovranno cercare di capire l’identità dell’assassino oppure tornare a casa con le pive nel sacco.


Invito a cena con delitto è uno di quei film che avrò visto sicuramente da bambina, magari a pezzi, perché ricordavo benissimo l’esilarante faccetta di un Peter Sellers truccato da investigatore cinese, però non mi era mai capitato di guardarlo tutto e con attenzione. Malissimo, perché Invito a cena con delitto è una delle cose più esilaranti che siano mai state girate, superiore persino a Signori, il delitto è servito, che è uno dei miei film preferiti. Fin dall’inizio, infatti, la sceneggiatura di Neil Simon non lascia un attimo di respiro e snocciola una sequenza ininterrotta di giochi di parole, gag, situazioni paradossali, parodie e chi più ne ha più ne metta, garantendo un divertimento pressoché ininterrotto, sia per chi è appassionato di letteratura gialla sia per chi, come me, ne è quasi totalmente a digiuno. I personaggi sono infatti riconoscibilissimi e ben caratterizzati nei loro tic e vezzi e, soprattutto, nella loro incredibile supponenza davanti a chi non è “del mestiere”, come gli esilaranti e rispettivi assistenti, mogli o figli… e, diciamocelo, vedere sbertucciati i modelli a cui persino i giapponesi si rifanno ancora oggi per la pedanteria e l’infallibilità di Detective Conan fa sempre piacere.


Al servizio di questa sceneggiatura praticamente perfetta troviamo degli attori altrettanto indispensabili per garantire la riuscita dell’operazione e, ovviamente, indimenticabili. Inutile dire che Peter Sellers surclassa i colleghi con il suo geniale Wang, un concentrato di modi di dire cinesi e pura malvagità nei confronti del povero figlio adottato Willie, ma anche gli altri danno letteralmente il bianco. Il mio eterno amore va ad un insospettabile Sir Alec Guinness che, con il suo maggiordomo cieco e i duetti con la cameriera sorda e muta, mi ha fatta ridere fino alle lacrime e non si sottrae nemmeno a scene che lo vedono seminudo o quasi en travesti, ma anche la “badante” di Miss Marbles, un inedito Peter Falk nei panni di un duro da operetta e, soprattutto, la geniale accoppiata belga tra James Coco e un giovanissimo James Cromwell meriterebbero l’Oscar (il dialogo sul cioccolato e le “nuts” all’inizio è da antologia!) della risata. Curatissimi e molto belli anche le scenografie e i costumi, mentre gli effetti speciali mantengono quell'aria volutamente "finta" che rende ancora più efficace la parodia e i titoli di testa, disegnati nientemeno che da Charles Addams, danno all'intera operazione un tocco di eleganza vintage che non guasta mai. Quindi, mi tocca ri-ringraziare Elenina per avermi fatto ripescare questo piccolo gioiellino di humor nero e a voi consiglio di fare la stessa cosa! 


Di Peter Falk (Sam Diamond), Peter Sellers (Sidney Wang), Maggie Smith (Dora Charleston) e James Cromwell (Marcel) ho già parlato ai rispettivi link.

Robert Moore è il regista della pellicola. Americano, ha diretto anche A proposito di omicidi… . Anche attore, è morto nel 1984 all’età di 56 anni.


Eileen Brennan (vero nome Verla Eileen Regina Brennen) interpreta Tess Skeffington. Americana, la ricordo per film come La stangata, Signori, il delitto è servito e Jeepers Creeper; inoltre, ha partecipato alle serie Il tenente Kojak, Love Boat, Magnum P.I., Quell’uragano di papà, La signora in giallo, Walker Texas Ranger, ER medici in prima linea, Nash Bridges, Innamorati pazzi, Lizzie McGuire, Will & Grace e ha lavorato come doppiatrice per alcuni episodi di Bonkers. E’ morta a luglio, all’età di 80 anni. 


Alec Guinness (vero nome Alec Guinness de Cuffe) interpreta Bensonmum. Inglese, lo ricordo per film come La signora omicidi, Il ponte sul fiume Kwai (Oscar come miglior attore protagonista), Il nostro agente all’Avana, Lawrence D’Arabia, Il dottor Zivago, Fratello sole, sorella luna, Guerre stellari, L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi. Anche sceneggiatore, è morto nel 2000 all’età di 86 anni.


Elsa Lanchester (vero nome Elizabeth Lanchester Sullivan) interpreta Jessica Marbles. Inglese, ha partecipato a film come La moglie di Frankenstein, Torna a casa Lassie!, Il giardino segreto, Mary Poppins ed F.B.I. Operazione gatto. E' morta nel 1986, all'età di 84 anni.


David Niven (vero nome James David Graham Niven) interpreta Dick Charleston. Inglese, ha partecipato a film come Cleopatra, Gli ammutinati del Bounty, Il giro del mondo in 80 giorni, Tavole separate (Oscar come miglior attore protagonista), La pantera rosa, Casino Royale, Una ragazza, un maggiordomo e una lady, Assassinio sul Nilo, Sulle orme della pantera rosa e Pantera rosa - Il mistero Clouseau. Anche produttore e regista, è morto nel 1983 all'età di 73 anni.


La guest star del film è ovviamente Truman Capote, che interpreta il misterioso Lionel Twain. Non essendo appassionata di film o storie di detective non è stato facile per me capire tutti i modelli di riferimento, soprattutto per quel che riguarda la coppia formata da David Niven e Maggie Smith ma, per fortuna, internet mi è venuta in soccorso e ho scoperto che il modello base, in questo caso, sono le pellicole dedicate a L'uomo ombra con William Powell e Myrna Loy la quale, peraltro, ha rifiutato il ruolo di Mrs. Charleston per evitare di autoparodiarsi (il rifiuto dell'attrice, peraltro, ha fatto sì che anche Katharine Hepburn rinunciasse a partecipare). Orson Welles invece è stato costretto a rinunciare al ruolo di Wang perché impegnato a teatro. Se siete fan del film vi verrà il nervoso sapendo che nelle reti TV USA passa una versione con tre scene assenti sia da quella cinematografica che dal DVD, nelle quali si vede Peter Sellers nei panni del tassista di Miss Marbles, Tess che viene quasi investita dai coniugi Charleston e, soprattutto, l'arrivo di Watson e Holmes dopo che tutti gli altri investigatori stanno tornando a casa. Per finire, se Invito a cena con delitto vi fosse piaciuto, recuperate Signori, il delitto è servito.

Se vuoi condividere l'articolo