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giovedì 6 marzo 2014

Mary Poppins (1964)

Ed ecco a voi la seconda puntata del Crossposting con Prevalentemente Anime e Manga, dedicata stavolta alla fonta d'ispirazione del bellissimo Saving Mr. Banks, ovvero Mary Poppins, diretto nel 1964 dal regista Robert Stevenson e tratto dai libri della scrittrice P.L. Travers. Il film ha vinto ben cinque Oscar: Julie Andrews come Miglior Attrice Protagonista, Miglior Montaggio, Migliori Effetti Speciali, Miglior Canzone (Chim Chim Cher-ee) e Miglior Colonna Sonora. Come sempre il post della mia collega potete trovarlo QUI. ENJOY!


Trama: dopo la fuga dell'ennesima tata, il signore e la signora Banks decidono di cercare un'altra istitutrice in grado di tenere testa ai piccoli Jane e Michael, ignorati sia dal padre che dalla madre. Trasportata dal Vento dell'Est, arriva invece Mary Poppins, che riuscirà non solo a farsi accettare dai piccoli, ma ad aiutare l'intera famiglia...


Povera P.L. Travers, come si fa a darle torto e non simpatizzare con l'atavico terrore di vedere le sue opere trasformate in un musicarello frivolo e zuccheroso? Dopo decenni passati dall'ultima visione, e mi vergogno a dirlo visto che da piccina Mary Poppins era uno dei miei film preferiti, mi vien da pensare: all'anima se è invecchiato male!! Sarà che dopo avere visto Saving Mr. Banks ho capito quale sarebbe il vero fulcro delle opere della scrittrice e la vera funzione della tata volante, ma la visione del classico Disney mi è pesata come un macigno. La pellicola, innanzitutto, è TROPPO lunga e poco coesa. Vanno bene i numeri musicali, sono la prima a cantare in coro Supercalifragilistichespiralidoso, Can Caminì, Com'è bello passeggiar con Mary o Sopra i tetti di Londra, tuttavia le sequenze dei balletti vengono trascinate per un tempo che mi è sembrato eterno, ed effettivamente il film dura più di due ore in cui succede non poco... pochissimo!!! Mary Poppins arriva, porta a passeggio i pargoli, entrano nel quadro con Bert, vanno a trovare lo zio volante, Mr. Banks decide di correre ai ripari e portare i figli in banca per liberarli dalla nefasta influenza della tata, i bimbi scappano e vengono trovati da Bert che, assieme a Mary Poppins, li trascina a ballar sui tetti, Mr. Banks viene licenziato, capisce di essere stato un uomo dimmerda per tutta la vita, si redime, Mary se ne va. DUE. ORE. E la parte davvero importante, la redenzione e la presa di coscienza di Mr. Banks, il tema che più premeva alla Travers, si riduce agli ultimi dieci minuti di pellicola, tanto che sembra quasi di guardare due film distinti: la supercazzola Disneyana che dura un'ora e mezza e i 30 minuti di contentino dati alla scrittrice australiana. Che cattiveria, Walt!!!


Ok, calma. Cerchiamo di metterci nei panni del pubblico dell'epoca. Indubbiamente, Julie Andrews canta come un usignolo, ascoltarla è un piacere incredibile e Dick Van Dyke è un mattatore di prim'ordine, semplicemente spettacolare nei panni del dinoccolato Bert e nel divertentissimo ruolo del vecchio banchiere. La tanto vituperata sequenza animata è un trionfo di colori e personaggini simpatici (la mano del divino Hamilton Luske si vede eccome!) e, ancora oggi, gli esseri umani riescono ad amalgamarsi alla perfezione con l’universo animato che danza loro intorno; sicuramente, quest’effetto speciale regge assai meglio di quelli utilizzati nella sequenza in cui, sulle note famosissime di Con un poco di zucchero, Mary e i pargoli rimettono a posto la stanza, dove lo stacco tra i personaggi e lo sfondo è molto netto. Le coreografie, per quanto decisamente lunghissime, sono molto curate e mettono istantaneamente allegria, per non parlare dei costumi, particolarissimi ma allo stesso tempo credibili, soprattutto per quel che riguarda le ormai storiche mise di Mary Poppins. Ovviamente, anche la “divisa d’ordinanza” di Mr. Banks è fondamentale nella sua inglesità: ammetto che, alla mia veneranda età, la sequenza che più mi ha colpita e fatta ridere è quella in cui il figlio del vecchio bancario distrugge tutti i segni distintivi del povero George, con i soci della banca che inorridiscono davanti allo scempio perpetrato ai danni dell’ombrello!


Effettivamente, ora come ora quello che ho apprezzato maggiormente riguardando Mary Poppins non è tutto il florilegio di canzoni e colori ma il modo “irriverente” e quasi nostalgico con cui gli americani hanno dipinto quella che, in definitiva, è la loro madre patria (viene persino citato il famoso Boston Tea Party!!). Dalla vecchina che chiede i due penny per i piccioni, ai tetti ricoperti di fumo nero, al peculiare capitano che, senza muovere un baffo, ogni giorno spara cannonate sulle quali si basa l’ora di Greenwich, fino ad arrivare all’atteggiamento da maestrina educata ma molto witty della perfetta Mary Poppins, tutto nel film emana un’aria di incredibile, parodistica dignità inglese. Non a caso i personaggi migliori, accanto a Mary e Bert, sono proprio i Signori Banks (prima ancora di quei due tonni che hanno per figlioli, soprattutto il roscio, con quell’espressione da baccalà, che non si può guardare e che, pare, fosse autentica visto che spesso i poveri virgulti erano all'oscuro di quello che sarebbe successo sul set!): lui è talmente tenero e sciocco nel suo freddo desiderio di conformarsi alle regole, da non accorgersi che chi gli sta intorno lo tratta come un burattino da manovrare a seconda dei suoi ormai prevedibili tic, mentre lei è una donnetta tutta pepe che lancia uova al primo ministro al grido di “Voto alle donne!” ma, in realtà, è la peggiore delle casalinghe, completamente devota al marito ed incapace di donare le necessarie attenzioni ai figli. Se il film si fosse concentrato soprattutto su questo piccolo nucleo di personaggi e sulla loro naturale evoluzione, invece di perdersi in ninne nanne e giochini, molto probabilmente non sarebbe diventato il grande classico di oggi, ma indubbiamente avrebbe reso più felice la Travers e, forse, avrebbe anche retto meglio l’usura del tempo. Ciò nonostante, Mary Poppins è uno dei film che mi ha cresciuta e, giusto l'anno scorso, è stato inserito nel Registro Nazionale Americano dei Film da preservare, quindi non posso essere così tanto cattiva: basta solamente un poco di zucchero, ovvero la bellissima e bravissima Julie Andrews che canta la struggente La cattedrale (la canzone preferita di Walt Disney, tra l'altro) o si commuove sul finale, oppure l’aria contemporaneamente guascona e malinconica di Dick Van Dyke e tutti i difetti si stemperano nelle lacrime che ho versato come ha fatto Emma Thompson in Saving Mr. Banks.


Di Julie Andrews, che interpreta Mary Poppins e che ha vinto l'Oscar come miglior attrice protagonista per il ruolo in questione (sebbene fosse riluttante a partecipare, poiché sperava di essere chiamata ad interpretare Eliza Doolittle in My Fair Lady), ho già parlato qui, mentre Elsa Lanchester, che interpreta Katie Nanna, la trovate qua.

Robert Stevenson è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come Zanna gialla, Darby O' Gill e il re dei folletti, Un professore tra le nuvole, F.B.I. Operazione gatto, The Gnome-Mobile, un maggiolino tutto matto, Pomi d'ottone e manici di scopa, Herbie il maggiolino sempre più matto, Quello strano cane di papà ed episodi delle serie Zorro e Alfred Hitchcock presenta. Anche sceneggiatore, produttore e attore, è morto nel 1986, all'età di 81 anni.


Dick Van Dyke (vero nome Richard Wayne Van Dyke) interpreta Bert e, con lo pseudonimo Navckid Keyd, anche Mr. Dawes padre. Americano, lo ricordo per film come Citty Citty Bang Bang, Dick Tracy e Una notte al museo, inoltre ha partecipato a serie come Alfred Hitchcock presenta, Colombo, Sabrina vita da strega Scrubs. Anche produttore, sceneggiatore e regista, ha 89 anni e un film in uscita.


David Tomlinson (vero nome David Cecil MacAlister Tomlinson) interpreta Mr. Banks e presta la voce a parecchi personaggi animati, tra cui uno dei pinguini, uno dei fantini e l'ombrello parlante di Mary Poppins. Inglese, lo ricordo per film come Un maggiolino tutto matto, Pomi d’ottone e manici di scopa e Diabolico complotto del Dr. Fu Manchu. E’ morto nel 2000, all’età di 83 anni.


Due parole sugli altri attori presenti nella pellicola. Hermione Baddeley, che interpreta la domestica Ellen, avrebbe poi dato voce alla Madame de Gli Aristogatti, lo "zio Albert" Ed Wynn aveva doppiato il Cappellaio Matto in Alice nel paese delle meraviglie e Arthur Malet (Mr. Dawes Junior) avrebbe partecipato a Hook - Capitan Uncino nei panni di Tootles, mentre i due piccoli Karen Dotrice e Matthew Garber, che avevano già recitato insieme l’anno prima in Le tre vite della gatta Tomasina, si sarebbero riuniti nel 1967 per The Gnome-Mobile; la Dotrice recita ancora mentre lo sfortunato Matthew Garber è morto a soli 21 anni dopo aver contratto una forma di epatite in Africa. Tra i doppiatori dei vari personaggi animati figura inoltre anche Alan Napier che, come la cara Acalia dovrebbe sapere, è stato lo storico Alfred della serie vintage di Batman. Per quel che riguarda gli scartati, invece, inizialmente Walt Disney aveva pensato ad Angela Lansbury o addirittura Bette Davis per il ruolo di Mary Poppins che, effettivamente, nel libro è descritta come fredda e assai sbrigativa, non come dolce e materna; il vecchio Walt è stato poi folgorato dalla performance di Julie Andrews nello spettacolo teatrale Camelot e il resto, come si dice, è storia! Per il ruolo di Mr. Banks invece tra i candidati c'erano anche Richard Harris, James Mason e Donald Sutherland, mentre per quel che riguarda Bert si era brevemente pensato a Fred Astaire o Cary Grant. Ci sono ovviamente stati dei “caduti” anche per quel che riguarda le sequenze musicali da inserire nel film (per fortuna!!). Tolta la canzone scritta apposta per il Capitano (la cui melodia, tuttavia, si può ancora sentire nel corso del film), una di queste sequenze, chiamata La bussola magica, era formata da quattro canzoni: tra queste, Negli abissi del mar (The Beautiful Briny) è poi finita in Pomi d’ottone e manici di scopa mentre la melodia di un’altra canzone, The Land of Sand, è stata usata come base per Spera in me (Trust in Me), la ninna nanna del serpente Kaa ne Il libro della giungla. Concludendo con questo lunghissimo elenco di curiosità, sappiate che, dal 2004, esiste anche il musical Mary Poppins e che nel 1983 è stato girato un film per la TV russo dal titolo Meri Poppins, do svidaniya che è più o meno basato sui libri della Travers. Non vi dico di recuperarlo, in caso Mary Poppins vi fosse piaciuto, tuttavia potete sempre buttarvi su Nanny McPhee - Tata Matilda, Madeline – Il diavoletto della scuola, Matilda 6 mitica, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (quello originale, ovviamente!!), Tutti insieme appassionatamente, Il mago di Oz, Pomi d’ottone e manici di scopa e, naturalmente, Saving Mr. Banks. ENJOY!! 

venerdì 6 dicembre 2013

Bollalmanacco On Demand: Invito a cena con delitto (1976)

Torna l’appuntamento con il Bollalmanacco On Demand! Per fortuna ho dei “clienti” clementi che mi propongono di vedere un sacco di film carini; questa volta ringrazio Elenina per aver richiesto Invito a cena con delitto (Murder by Death), diretto nel 1976 dal regista Robert Moore. Il prossimo film On Demand sarà invece L'inventore di favole. ENJOY!


Trama: Il misterioso Lionel Twain convoca nella sua dimora gli investigatori più famosi del mondo assieme ai loro assistenti per sfidarli. Durante la cena, infatti, avverrà un omicidio proprio davanti agli occhi di tutti i presenti… e le menti più brillanti del mondo dovranno cercare di capire l’identità dell’assassino oppure tornare a casa con le pive nel sacco.


Invito a cena con delitto è uno di quei film che avrò visto sicuramente da bambina, magari a pezzi, perché ricordavo benissimo l’esilarante faccetta di un Peter Sellers truccato da investigatore cinese, però non mi era mai capitato di guardarlo tutto e con attenzione. Malissimo, perché Invito a cena con delitto è una delle cose più esilaranti che siano mai state girate, superiore persino a Signori, il delitto è servito, che è uno dei miei film preferiti. Fin dall’inizio, infatti, la sceneggiatura di Neil Simon non lascia un attimo di respiro e snocciola una sequenza ininterrotta di giochi di parole, gag, situazioni paradossali, parodie e chi più ne ha più ne metta, garantendo un divertimento pressoché ininterrotto, sia per chi è appassionato di letteratura gialla sia per chi, come me, ne è quasi totalmente a digiuno. I personaggi sono infatti riconoscibilissimi e ben caratterizzati nei loro tic e vezzi e, soprattutto, nella loro incredibile supponenza davanti a chi non è “del mestiere”, come gli esilaranti e rispettivi assistenti, mogli o figli… e, diciamocelo, vedere sbertucciati i modelli a cui persino i giapponesi si rifanno ancora oggi per la pedanteria e l’infallibilità di Detective Conan fa sempre piacere.


Al servizio di questa sceneggiatura praticamente perfetta troviamo degli attori altrettanto indispensabili per garantire la riuscita dell’operazione e, ovviamente, indimenticabili. Inutile dire che Peter Sellers surclassa i colleghi con il suo geniale Wang, un concentrato di modi di dire cinesi e pura malvagità nei confronti del povero figlio adottato Willie, ma anche gli altri danno letteralmente il bianco. Il mio eterno amore va ad un insospettabile Sir Alec Guinness che, con il suo maggiordomo cieco e i duetti con la cameriera sorda e muta, mi ha fatta ridere fino alle lacrime e non si sottrae nemmeno a scene che lo vedono seminudo o quasi en travesti, ma anche la “badante” di Miss Marbles, un inedito Peter Falk nei panni di un duro da operetta e, soprattutto, la geniale accoppiata belga tra James Coco e un giovanissimo James Cromwell meriterebbero l’Oscar (il dialogo sul cioccolato e le “nuts” all’inizio è da antologia!) della risata. Curatissimi e molto belli anche le scenografie e i costumi, mentre gli effetti speciali mantengono quell'aria volutamente "finta" che rende ancora più efficace la parodia e i titoli di testa, disegnati nientemeno che da Charles Addams, danno all'intera operazione un tocco di eleganza vintage che non guasta mai. Quindi, mi tocca ri-ringraziare Elenina per avermi fatto ripescare questo piccolo gioiellino di humor nero e a voi consiglio di fare la stessa cosa! 


Di Peter Falk (Sam Diamond), Peter Sellers (Sidney Wang), Maggie Smith (Dora Charleston) e James Cromwell (Marcel) ho già parlato ai rispettivi link.

Robert Moore è il regista della pellicola. Americano, ha diretto anche A proposito di omicidi… . Anche attore, è morto nel 1984 all’età di 56 anni.


Eileen Brennan (vero nome Verla Eileen Regina Brennen) interpreta Tess Skeffington. Americana, la ricordo per film come La stangata, Signori, il delitto è servito e Jeepers Creeper; inoltre, ha partecipato alle serie Il tenente Kojak, Love Boat, Magnum P.I., Quell’uragano di papà, La signora in giallo, Walker Texas Ranger, ER medici in prima linea, Nash Bridges, Innamorati pazzi, Lizzie McGuire, Will & Grace e ha lavorato come doppiatrice per alcuni episodi di Bonkers. E’ morta a luglio, all’età di 80 anni. 


Alec Guinness (vero nome Alec Guinness de Cuffe) interpreta Bensonmum. Inglese, lo ricordo per film come La signora omicidi, Il ponte sul fiume Kwai (Oscar come miglior attore protagonista), Il nostro agente all’Avana, Lawrence D’Arabia, Il dottor Zivago, Fratello sole, sorella luna, Guerre stellari, L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi. Anche sceneggiatore, è morto nel 2000 all’età di 86 anni.


Elsa Lanchester (vero nome Elizabeth Lanchester Sullivan) interpreta Jessica Marbles. Inglese, ha partecipato a film come La moglie di Frankenstein, Torna a casa Lassie!, Il giardino segreto, Mary Poppins ed F.B.I. Operazione gatto. E' morta nel 1986, all'età di 84 anni.


David Niven (vero nome James David Graham Niven) interpreta Dick Charleston. Inglese, ha partecipato a film come Cleopatra, Gli ammutinati del Bounty, Il giro del mondo in 80 giorni, Tavole separate (Oscar come miglior attore protagonista), La pantera rosa, Casino Royale, Una ragazza, un maggiordomo e una lady, Assassinio sul Nilo, Sulle orme della pantera rosa e Pantera rosa - Il mistero Clouseau. Anche produttore e regista, è morto nel 1983 all'età di 73 anni.


La guest star del film è ovviamente Truman Capote, che interpreta il misterioso Lionel Twain. Non essendo appassionata di film o storie di detective non è stato facile per me capire tutti i modelli di riferimento, soprattutto per quel che riguarda la coppia formata da David Niven e Maggie Smith ma, per fortuna, internet mi è venuta in soccorso e ho scoperto che il modello base, in questo caso, sono le pellicole dedicate a L'uomo ombra con William Powell e Myrna Loy la quale, peraltro, ha rifiutato il ruolo di Mrs. Charleston per evitare di autoparodiarsi (il rifiuto dell'attrice, peraltro, ha fatto sì che anche Katharine Hepburn rinunciasse a partecipare). Orson Welles invece è stato costretto a rinunciare al ruolo di Wang perché impegnato a teatro. Se siete fan del film vi verrà il nervoso sapendo che nelle reti TV USA passa una versione con tre scene assenti sia da quella cinematografica che dal DVD, nelle quali si vede Peter Sellers nei panni del tassista di Miss Marbles, Tess che viene quasi investita dai coniugi Charleston e, soprattutto, l'arrivo di Watson e Holmes dopo che tutti gli altri investigatori stanno tornando a casa. Per finire, se Invito a cena con delitto vi fosse piaciuto, recuperate Signori, il delitto è servito.

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