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venerdì 1 febbraio 2019

BlacKkKlansman (2018)

Il recupero dei film in vista della Notte degli Oscar procede con BlacKkKlansman, diretto e co-sceneggiato nel 2018 dal regista Spike Lee partendo dal libro autobiografico Black Klansman di Ron Stalworth e candidato a sei premi Oscar: Miglior Colonna Sonora Originale, Miglior Film, Miglior Sceneggiatura Non Originale, Miglior Regia, Miglior Attore Non Protagonista (Adam Driver) e Miglior Montaggio.


Trama: Ron Stalworth, poliziotto di colore da poco entrato nel corpo di polizia, ottiene l'incarico di infiltrarsi all'interno di una branca del Ku Klux Klan con l'aiuto del collega ebreo Flip Zimmerman.


Come sanno molti di quelli che mi conoscono e che leggono il Bollalmanacco, Spike Lee è un regista che non mi è mai andato molto a genio, salvo quella volta in cui ha diretto La 25sima ora, film obiettivamente splendido. BlacKkKlansman non si avvicina nemmeno per sbaglio alle vette di quella pellicola meravigliosa, ma è comunque una visione gradevole e, soprattutto, per nulla banale, che sfrutta i toni della commedia per raccontare una storia vera, di fatto e purtroppo mai conclusasi definitivamente. Siamo negli anni '70, in piena epoca di Ku Klux Klan e di rivendicazioni sociali (anche violente) da parte delle persone di colore, un periodo in cui il razzismo serpeggia ovunque e i bianchi non si sono ancora abituati all'idea di "diritti civili per tutti". Ron Stalworth, ragazzo di colore, decide di cambiare il sistema da dentro e di entrare nel corpo di polizia di Colorado Springs, aiutato da un po' di faccia tosta e dalla capacità di parlare americano corrente e non solo in jive, come lo definiscono sprezzanti i suoi colleghi; dopo qualche tempo passato in archivio, la recluta giustamente si scazza e decide di chiedere un lavoro più dignitoso, quello di detective, che lo porta a fare il doppio gioco all'interno di un gruppo di attivisti di colore... e a sdoppiarsi per infiltrarsi nella cellula locale del Ku Klux Klan. Ron Stalworth diventa quindi la ragionevole, suadente voce che convince i klansmen locali di volerlo a tutti i costi con loro e, fisicamente, si palesa agli incontri con la pelle bianca, il nasone e l'aplomb di Flip Zimmerman, guarda caso un poliziotto di origini ebraiche che riesce a conquistare persino i membri più diffidenti della cellula. Se Tarantino in Django Unchained dipingeva gli antenati del Ku Klux Klan come un branco di dementi Spike Lee non è da meno, ma invece di fungere da comic relief la rappresentazione di questo gruppo di invasati, ubriaconi e stupidi assortiti perculati da un nero e un ebreo mette solo una gran tristezza mista a un senso di angoscia che mantiene lo spettatore costantemente sul chi va là, perché obiettivamente le vicende di Stalworth hanno dell'incredibile e filano anche troppo lisce, quasi come un film di Bud Spencer e Terence Hill.


Infatti la gabola c'è, e BlacKkKlansman non è la commedia superficiale e demenziale che si intuiva dai trailer, fuorvianti quanto la presenza di dialoghi da buddy cop movie e dello stupidissimo Gran Sacerdote David Duke (peraltro, uomo realmente esistito che ha scoperto di aver avuto a che fare con un "negro" solo qualche anno fa). Il disagio di due realtà sociali pronte a scontrarsi da un momento all'altro, di slogan imbarazzanti perché riproposti anche nell'anno del Signore 2019, di un'ignoranza che serpeggia incontrollata e rende insensibili e ciechi di fronte alla Storia, il desiderio di rivendicazione violenta presente sia tra i bianchi che tra i neri, sono tutte costanti di BlacKkKlansman, la cappa oscura capace di rendere amara qualsiasi risata, qualsiasi tentativo di rendere cool una vicenda che farebbe invidia agli eroi della blacksploitation opportunamente citati nel corso del film e ciò che fa più male è vedere ribaltato il lieto fine con immagini prese di peso dalla realtà in cui viviamo. Il film è infatti dedicato alla memoria di Heather Heyer, investita da un'auto guidata da un neonazista e lanciata contro la folla di protestanti che stavano manifestando contro il raduno Unite the Right a Charlottesville, una delle purtroppo tante vittime di una stupida lotta razziale che non si è mai fermata, né in America né altrove. Per questo le valide interpretazioni di John David Washington, degno figlio di tanto padre, e Adam Driver sono divertenti ma anche tanto dolorose: Ron è un poliziotto di colore e per questo viene guardato con sospetto sia dai suoi colleghi sia dai suoi conrazziali in quanto "maiale", Skip è bianco ma è ebreo, che in un mondo "normale" non vorrebbe dire nulla ma agli occhi dei razzisti lo etichetta come ladro, assassino ed inferiore a prescindere dal colore della pelle. E' la consapevolezza di essere diversi senza un perché o il lento insorgere di questa consapevolezza a renderli profondi, a consentire loro di bucare lo schermo fino a raggiungere le coscienze degli spettatori. Quello descritto da Spike Lee è un cancro stupido, violento e schifoso che coi suoi tentacoli infetta ancora oggi il mondo in cui viviamo e ben vengano film come BlacKkKlansman a farci riflettere e vergognare, visto che la nostra memoria è labile quanto il nostro senso della realtà.


Del regista e co-sceneggiatore Spike Lee ho già parlato QUI. Alec Baldwin (Dr. Kennebrew Beauregard), Adam Driver (Flip Zimmerman) e Topher Grace (David Duke) li trovate invece ai rispettivi link.

Nicholas Turturro interpreta Walker. Fratello di John Turturro, ha partecipato a film come Fa' la cosa giusta, Mo' Better Blues, Jungle Fever, Malcom X, Alla ricerca di Jimmy, World Trade Center  e a serie quali Le avventure del giovane Indiana Jones, Hercules, The Twilight Zone, Tremors e CSI - Scena del crimine. Anche sceneggiatore, produttore, regista e compositore, ha 56 anni e cinque film in uscita.


John David Washington, che interpreta Ron Stalworth, è figlio di Denzel Washington, Paul Walter Hauser, che interpreta Ivanhoe, era l'infamissimo Shawn di Tonya mentre Michael Buscemi, che interpreta Jimmy Creek, è il fratello di Steve Buscemi. Guest star d'eccezione, il cantante Harry Belafonte, che interpreta l'anziano Jerome Turner. ENJOY!


giovedì 27 settembre 2018

(Gio) WE, Bolla! del 27/9/2018

Buon giovedì a tutti! Questa settimana il signor Frignetta (e chi non conosce Leo Ortolani e le sue recensioni è una persona male) la fa da padrone con una serie di uscite molto interessanti... ENJOY!

Tutti in piedi
Reazione a caldo: Carino ma non al cinema
Bolla, rifletti!: Commedia francese a base di ammore ed equivoci. Sicuramente sarà una visione piacevole ma ci sono film più importanti da vedere al cinema questa settimana!


Blackkklansman
Reazione a caldo: Mi incuriosisce...
Bolla, rifletti!: Non amo Spike Lee ma già l'idea che il produttore sia Jordan Peele e che tra gli interpreti ci sia Adam Driver, che quando non è impegnato in Star Wars come attore mi piace pure, mi spinge a dargli una chance. Il problema è che temo questo sia un film da vedersi rigorosamente in lingua originale e da queste parti non c'è questa possibilità...

Sei ancora qui
Reazione a caldo: Mah.
Bolla, rifletti!: young adult horror che mi ispira davvero poco, un po' quanto poco m'ispira la  resting bitch face perenne di Bella Thorne.

Il cinema d'élite stavolta fa il colpaccio!!!

L'uomo che uccise Don Chisciotte
Reazione a caldo: Finalmente!!!!
Bolla, rifletti!: Il sudato, atteso, bramato ultimo lavoro di Terry Gilliam arriva in Italia, persino a Savona... posso farmelo scappare? Ma assolutamente no e spero sia bellissimo come merita! 

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