Il 23 marzo è uscito per l'etichetta Midnight Factory il film Vampire, diretto e sceneggiato nel 2011 dal regista Shunji Iwai.
Trama: Simon insegna biologia alle superiori ma ha un terribile segreto, quello di aiutare le ragazze che vorrebbero suicidarsi succhiando loro il sangue.
Avrò delle serie difficoltà a scrivere un post su Vampire quindi meglio togliersi il dente fin da subito e dire che il film di Iwai non mi è proprio piaciuto, a costo di sembrare (o essere) un'ignorante senza un briciolo di poesia in corpo. Non è difficile cogliere il senso di un film come Vampire, che, a scanso di equivoci, NON parla di vampiri sovrannaturali: il regista si è dilettato ad esplorare il confine sottile tra omicidio e suicidio assistito, costringendo lo spettatore a porsi scomode domande attraverso la storia di un serial killer "buono", che cerca le sue vittime nelle chat degli aspiranti suicidi e le aiuta a trapassare senza dolore, attraverso un elegante salasso. Simon è un essere umano emofilo (si può dire o rischio di lasciar intendere che sia affetto dalla malattia omonima?) e dalle sue vittime ricava il sangue che alimenta, letteralmente, la sua perversione ma non è una persona folle come Martin o Peter Loew, i quali al culmine della disperazione assalivano chiunque, piuttosto è una sorta di angelo della morte la cui "bontà" si evince anche dalle inventive cure che dispensa alla madre malata di alzheimer, dalla consolazione che porta alla sfortunata Ladybird, dal modo in cui affronta i desideri suicidi di una sua studentessa, alla quale arriva persino, paradossalmente, a donare il sangue. A fargli da contraltare (ma non lasciatevi ingannare dalla sinossi che leggerete ovunque, persino sul retro del DVD del film, ché il personaggio in questione comparirà sì e no dieci minuti) c'è il cosiddetto Renfield, che invece non si fa scrupoli a violentare e dissanguare persino innocenti passanti, ingannandole e confermandosi più bestia che uomo agli occhi di Simon. Quindi, in soldoni, lo spettatore dovrebbe arrivare ad avere dubbi esistenziali relativi alla condanna morale del protagonista, rimasticare domande su domande alla fine della pellicola, finanche insultare eventuali poliziotti poco illuminati applaudendo le azioni di questo wannabe vampiro, non fosse che il 90% delle donne sue vittime sono sceme come un tacco: va bene, vuoi suicidarti, ma perché dare retta non solo al primo demente conosciuto in chat che ti offre di farlo assieme a lui, ma persino al primo che passa mentre stai per buttarti da un ponte (true story) senza porti neppure una domanda che sia una?
Le domande esistenziali, tra l'altro, le avrei tirate fuori se alla fine di Vampire fossi stata ancora sveglia. Il problema è che Iwai, a differenza di Romero che era ben più spiccio ed efficace, allunga a dismisura una broda già di per sé insipida affondandola completamente con velleità autoriali e scelte di regia che aggiungono poco alla storia e, a parer mio, non la arricchiscono di significati. Sì, l'idea di radicare le vicende di Simon in location squallide, atte a richiamare il desiderio di morte dei coinvolti, è interessante e alcune sequenze sono davvero notevoli (quella iniziale, che arriva, elegantissima, a zittire uno dei personaggi più pittima della storia del Cinema, quella finale in cui la Plummer atterra leggiadra aiutata dai palloncini, il sogno prima dei titoli di coda, persino il momento gore in cui Renfield scatena tutta la sua perversione) ma, in generale, i protagonisti sono talmente molli o, alternativamente, meritevoli di venire presi a schiaffi (qualcuno mi spieghi il senso della stalker interpretata da Rachael Leigh Cook, non ci arrivo) che questo sfoggio di bravura registica pare quasi sprecata, messa lì giusto per far sentire scemo lo spettatore. Sarà che la barriera linguistica tra Iwai e gli attori ha richiesto a questi ultimi parecchia improvvisazione e, salvo Amanda Plummer che praticamente non parla, non stiamo parlando di professionisti indimenticabili, anzi, sarà che il cinema giapponese tradotto in atmosfere occidentali suona stridente, sarà che sono (come ho detto all'inizio) una burina ignorante e alla finezza preferisco qualcosa capace di emozionarmi e coinvolgermi, ma Vampire non è davvero un film che consiglierei, alla faccia di tutti i festival che ha vinto. Però voi non datemi retta e guardatelo, magari avrete trovato il cult d'Autore che stavate cercando da tanto tempo!
Di Kevin Zegers (Simon) e Amanda Plummer (Helga) ho già parlato ai rispettivi link.
Shunji Iwai è il regista e sceneggiatore della pellicola. Giapponese, ha diretto film come Swallowtail Butterfly, All About Lili Chou-Chou e New York, I Love You. Anche produttore e compositore, ha 54 anni.
L'edizione home video della Midnight Factory presenta come extra il making of del film ed è corredato dall'immancabile libretto introduttivo curato da Nocturno Cinema. Se Vampire vi fosse piaciuto recuperate Martin e Lasciami entrare. ENJOY!
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domenica 2 aprile 2017
giovedì 9 giugno 2011
Frozen (2010)
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaahmioddioaaaahhhh!!!! La recensione sul film Frozen, diretto nel 2010 dal regista Adam Green, potrebbe concludersi qui, perché è ciò che ho urlato per tutta la sua durata, quindi dovrà pur dir qualcosa, no?
Trama: un trio di amici rimane bloccato su una seggiovia di domenica. Peccato che l’impianto riaprirà il venerdì seguente. Che Giuliacci abbia previsto brutto tempo. Che i lupi non siano in letargo. Che i tre siano al 50% idioti e al 50% sfigati, poverini.
Questo, ridotto all’essenziale, è ciò che vedrete in Frozen. Tre tizi bloccati su una seggiovia. Come mi ha fatto notare un ottimo amico “Ma che menata. E’ come Buried. Sempre gli stessi personaggi, sempre nello stesso posto, e cosa potranno mai fare?” Beh beh beh. Innanzitutto io Buried non l’ho visto quindi non posso replicare in modo ottimale, però non è che in questo Frozen non succeda proprio nulla. Guardarlo è come vedere un Alive, o qualsiasi altro thriller che sfocia nel survival horror (che, detto tra noi, sono quelli che mi mettono più ansia): non è questione di avere un rompipalle armato d’ascia che cerca di sfondarti la capoccia o, peggio, affrontare una maledizione o degli zombie. Inconsciamente, sappiamo benissimo che ciò non ci potrà mai accadere (spero). Ma schiantarsi contro una montagna, sopravvivere, essere costretti a cibarsi di carne umana per non morire di fame o, nella fattispecie, rimanere bloccati in mezzo a una bufera su un impianto fermo… beh, qui sta a regista, sceneggiatori e attori farci immedesimare per bene e convincerci che potrebbe succedere anche a noi, tanto da farci domandare come reagiremmo. E, ovviamente, inventare imprevisti plausibili che possano evitare allo spettatore lo sbadiglio compulsivo.
In Frozen, ahimé, ci riescono, e anche bene. E’ vero, l’idea dei lupi è una troiata fine a sé stessa, lo ammetto. Utile quanto si vuole, spaventosa quanto basta, ma un po’ tirata per i capelli. Ciononostante raggiunge lo scopo, ovvero quello di creare una situazione dalla quale è virtualmente impossibile uscire: sotto i lupi e l’altezza vertiginosa, sopra cavi taglienti, in loco l’assideramento e l’inedia. Non aggiungo altro perché già questo rivela un po’ troppo del film, che trova il suo punto di forza proprio in questi elementi e anche sulla verosimiglianza dei personaggi. Certo, forse i dialoghi sono un po’ innaturali a tratti, ma d’altronde è anche vero che confezionare una pellicola che mostrasse solo gente scioccata e ammutolita per il freddo e il terrore avrebbe fatto addormentare gli spettatori. E poi tutto concorre a renderceli più simpatici, e a dispiacersi per quello che accade loro. Un unico appunto: se avete visto una delle puntate natalizie degli Happy Tree Friends, probabilmente ad un certo punto sarete colti da un attacco di risa isteriche, com’è successo a me. Per il resto, guardatelo, gente.
Adam Green è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto un horror parecchio famoso, che purtroppo non sono ancora riuscita a vedere, lo slasher Hatchet (e il suo seguito). Anche attore e produttore, ha 36 anni e un film in uscita.
Emma Bell interpreta Parker. Americana, la ricordo per serie come Law & Order, Ghost Whisperer, Dollhouse, Supernatural e, soprattutto, The Walking Dead, dove interpretava Amy. Ha 25 anni e due film in uscita, tra cui il quinto episodio di Final Destination.
Shawn Ashmore interpreta Joe Lynch. Cercando di ricordare dove avevo già visto la sua faccetta, mi ha colpita l’ironia del fatto che nei tre film dedicati agli X – Men questo attore ha interpretato nientemeno che un giovanissimo Bobby Drake… alias l’Uomo ghiaccio. Voto 10 alla citazione da brava nerd. Comunque, l’attore ha partecipato anche a serie come Smallville e film come Hatchet II. Americano, anche produttore, ha 28 anni e tre film in uscita.
Kevin Zegers interpreta Dan. Canadese, ha partecipato a film come lo splendido Il seme della follia e L’alba dei morti viventi, a serie come X – Files, Piccoli brividi, Smallville, Dr. House e Gossip Girl e inoltre ha prestato la voce per lo storico Brividi e polvere con Pelleossa. Ha 27 anni e quattro film in uscita.
E ora qualche curiosità. Il personaggio di Parker compare anche in Hatchet II, sempre interpretato da Emma Bell. Se però, cronologicamente parlando, gli eventi narrati in Hatchet avvengono prima o dopo Frozen, non posso ovviamente dirlo, per non rovinare eventuali sorprese. Comunque, se il film vi fosse piaciuto, simili per genere se non per trama sono il già citato Alive – Sopravvissuti, L’urlo dell’odio, Ore 10: Calma piatta e il recente 127 ore. Un po’ più distaccati dalla realtà ma sempre “ansiogeni” sono invece Cube – Il cubo, Cujo e The Hole, oltre a Buried, che però non ho mai visto. Vi lascio ora con il trailer originale del film... ENJOY!!
Trama: un trio di amici rimane bloccato su una seggiovia di domenica. Peccato che l’impianto riaprirà il venerdì seguente. Che Giuliacci abbia previsto brutto tempo. Che i lupi non siano in letargo. Che i tre siano al 50% idioti e al 50% sfigati, poverini.
Questo, ridotto all’essenziale, è ciò che vedrete in Frozen. Tre tizi bloccati su una seggiovia. Come mi ha fatto notare un ottimo amico “Ma che menata. E’ come Buried. Sempre gli stessi personaggi, sempre nello stesso posto, e cosa potranno mai fare?” Beh beh beh. Innanzitutto io Buried non l’ho visto quindi non posso replicare in modo ottimale, però non è che in questo Frozen non succeda proprio nulla. Guardarlo è come vedere un Alive, o qualsiasi altro thriller che sfocia nel survival horror (che, detto tra noi, sono quelli che mi mettono più ansia): non è questione di avere un rompipalle armato d’ascia che cerca di sfondarti la capoccia o, peggio, affrontare una maledizione o degli zombie. Inconsciamente, sappiamo benissimo che ciò non ci potrà mai accadere (spero). Ma schiantarsi contro una montagna, sopravvivere, essere costretti a cibarsi di carne umana per non morire di fame o, nella fattispecie, rimanere bloccati in mezzo a una bufera su un impianto fermo… beh, qui sta a regista, sceneggiatori e attori farci immedesimare per bene e convincerci che potrebbe succedere anche a noi, tanto da farci domandare come reagiremmo. E, ovviamente, inventare imprevisti plausibili che possano evitare allo spettatore lo sbadiglio compulsivo.
In Frozen, ahimé, ci riescono, e anche bene. E’ vero, l’idea dei lupi è una troiata fine a sé stessa, lo ammetto. Utile quanto si vuole, spaventosa quanto basta, ma un po’ tirata per i capelli. Ciononostante raggiunge lo scopo, ovvero quello di creare una situazione dalla quale è virtualmente impossibile uscire: sotto i lupi e l’altezza vertiginosa, sopra cavi taglienti, in loco l’assideramento e l’inedia. Non aggiungo altro perché già questo rivela un po’ troppo del film, che trova il suo punto di forza proprio in questi elementi e anche sulla verosimiglianza dei personaggi. Certo, forse i dialoghi sono un po’ innaturali a tratti, ma d’altronde è anche vero che confezionare una pellicola che mostrasse solo gente scioccata e ammutolita per il freddo e il terrore avrebbe fatto addormentare gli spettatori. E poi tutto concorre a renderceli più simpatici, e a dispiacersi per quello che accade loro. Un unico appunto: se avete visto una delle puntate natalizie degli Happy Tree Friends, probabilmente ad un certo punto sarete colti da un attacco di risa isteriche, com’è successo a me. Per il resto, guardatelo, gente.
Adam Green è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto un horror parecchio famoso, che purtroppo non sono ancora riuscita a vedere, lo slasher Hatchet (e il suo seguito). Anche attore e produttore, ha 36 anni e un film in uscita.
Emma Bell interpreta Parker. Americana, la ricordo per serie come Law & Order, Ghost Whisperer, Dollhouse, Supernatural e, soprattutto, The Walking Dead, dove interpretava Amy. Ha 25 anni e due film in uscita, tra cui il quinto episodio di Final Destination.
Shawn Ashmore interpreta Joe Lynch. Cercando di ricordare dove avevo già visto la sua faccetta, mi ha colpita l’ironia del fatto che nei tre film dedicati agli X – Men questo attore ha interpretato nientemeno che un giovanissimo Bobby Drake… alias l’Uomo ghiaccio. Voto 10 alla citazione da brava nerd. Comunque, l’attore ha partecipato anche a serie come Smallville e film come Hatchet II. Americano, anche produttore, ha 28 anni e tre film in uscita.
Kevin Zegers interpreta Dan. Canadese, ha partecipato a film come lo splendido Il seme della follia e L’alba dei morti viventi, a serie come X – Files, Piccoli brividi, Smallville, Dr. House e Gossip Girl e inoltre ha prestato la voce per lo storico Brividi e polvere con Pelleossa. Ha 27 anni e quattro film in uscita.
E ora qualche curiosità. Il personaggio di Parker compare anche in Hatchet II, sempre interpretato da Emma Bell. Se però, cronologicamente parlando, gli eventi narrati in Hatchet avvengono prima o dopo Frozen, non posso ovviamente dirlo, per non rovinare eventuali sorprese. Comunque, se il film vi fosse piaciuto, simili per genere se non per trama sono il già citato Alive – Sopravvissuti, L’urlo dell’odio, Ore 10: Calma piatta e il recente 127 ore. Un po’ più distaccati dalla realtà ma sempre “ansiogeni” sono invece Cube – Il cubo, Cujo e The Hole, oltre a Buried, che però non ho mai visto. Vi lascio ora con il trailer originale del film... ENJOY!!
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