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mercoledì 10 luglio 2013

Hatchet III (2013)

Estate, tempo di indulgere nell'attività casalinga più adatta alla stagione: la visione di horror cazzoni. E cosa c'è di più cazzone di Hatchet III, diretto da BJ McDonnell? Beh, Hatchet II, ovvio, ma di quello abbiamo già parlato.


Trama: Marybeth, sopravvissuta alla strage del film precedente e con lo scalpo di Victor Crowley in mano, si costituisce alla stazione di polizia e viene accusata di essere l'autrice di tutti gli omicidi. Gli sbirri, purtroppo per loro, si accorgeranno del madornale errore solo quando sarà troppo tardi... 


Cosa si può dire di un film dall'assunto talmente scemo che persino Adam Green, regista dei primi due capitoli e sceneggiatore di questo Hatchet III, arriva a prendersi per il chiulo da solo? Niente, appunto, gli si può solo voler bene, magari dopo aver perdonato gli svarioni e la noia del secondo capitolo, pronti a ridere nuovamente dell'esagerata brutalità di Victor Crowley, il babau più brutto e ignorante (con rispetto parlando) della storia del cinema. E se pensate che il deforme spettro non possa diventare ancor più brutto, ignorante e brutale... vi sbagliate di grosso! Basta solo aumentare la carne da macello, spingere una squadra di sbirri e una di SWAT all'interno dell'ormai famigerata palude del boogeyman e sedersi comodamente in poltrona a guardare Crowley smembrarli a mani nude o quasi, nonostante tutte le loro spacconerie e, soprattutto, grazie alla loro incredibile dabbenaggine. Poi, ovviamente, c'è la questione "come liberarsi definitivamente del mostro", che sembra avere più vite dei gatti e che non muore nemmeno centrifugandolo e poi mettendolo nel forno, aspetto della trama che ci permette di vedere una Danielle Harris decisamente in forma e più scazzata del solito (come darle torto?), compresa nel ruolo di esorcista riluttante.


La recensione potrebbe finire qui perché c'è poco altro da dire, in effetti. BJ McDonnell sostituisce Adam Green alla regia e lo fa in modo dignitoso, gli effetti speciali sono pregevoli in virtù della loro artigianalità e l'appassionato horror può continuare a divertirsi col gioco delle citazioni: in questo caso, troviamo la bella Rileah Vanderbilt, già comparsa in Frozen e anche nei primi due capitoli di Hatchet sotto il pesante trucco di un giovane Victor, il solito Sid Haig ormai a suo agio nell'esilarante ruolo di redneck rincoglionito, l'enorme Derek Mears, la cui presenza risponde al quesito "tra Crowley e Jason Voorhes/Predator chi vincerebbe?", un irriconoscibile Zach Galligan nei panni dello sceriffo, il Roach de La casa nera e l'immancabile Parry Shen, che porta a casa la tripletta di presenze e, di conseguenza, anche l'esperienza dei due personaggi precedenti. Tirando le somme, dunque, direi che la saga di Hatchet (sempre che sia finita!!) si sia conclusa degnamente, con un film che chiude tutti i discorsi lasciati in sospeso e che, apparentemente, esaurisce tutti gli escamotage necessari al genere per continuare a cannibalizzarsi e propinare allo spettatore sempre la stessa solfa. Umorismo a grana grossa e sangue a fiumi non mancano, così come una gran bella dose di autoironia, e forse è quest'ultima caratteristica che rende Hatchet più simpatico di altri prodotti simili e mi porta a consigliare anche quest'ultimo capitolo come "tranquilla" visione estiva per rivangare i bei tempi di Notte Horror.



Di Danielle Harris (Marybeth), Kane Hodder (Victor Crowley), Derek Mears (Hawes), Sean Whalen (Randy), Adam Green (l'uomo ubriaco in carcere) e Sid Haig (Abbott McCullen) ho già parlato ai rispettivi link.

BJ McDonnell è il regista della pellicola, alla sua prima esperienza “solitaria”. Anche attore, produttore e, soprattutto, assistente di regia, ha 38 anni.


Zach Galligan (vero nome Zachary W. Galligan) interpreta lo sceriffo Fowler. Americano, lo ricordo per film come Gremlins, Waxwork - Il museo delle cere è arrivato in città, Gremlins 2 - La nuova stirpe e Waxwork 2 - Bentornati al museo delle cere, inoltre ha partecipato alla serie Melrose Place. Ha 49 anni.


Caroline Williams interpreta Amanda. Americana, ha partecipato a film come Non aprite quella porta - Parte 2, Il patrigno II, Non aprite quella porta - Parte 3, Giorni di tuono, Leprechaun 3, Il Grinch, Halloween II e alle serie Hunter, La signora in giallo, E.R. - Medici in prima linea, Sabrina vita da strega Nip/Tuck. Ha 56 anni e tre film in uscita.


Se Hatchet III vi fosse piaciuto, non perdetevi Hatchet e, nonostante sia meno bello, Hatchet II... è l'unico consiglio che posso darvi! ENJOY!

domenica 16 dicembre 2012

Hatchet II (2010)

A qualche giorno di distanza dal primo, a grandissima richiesta, arriva anche la recensione di Hatchet II, diretto nel 2010 sempre da Adam Green.


Trama: Marybeth riesce a scampare alle grinfie del deforme Victor Crowley e a tornare in città. Lì si allea col Reverendo Zombie e assieme a lui, allo zio e ad un gruppo di cacciatori, decide di andare nuovamente nelle paludi per mettere fine una volta per tutte all'esistenza del killer...

Achittammuoooort'...!!!!
Diciamolo subito: Hatchet II non è bello come il primo capitolo della serie. Innanzitutto, perché manca dell'ironia assolutamente stupida che era la caratteristica principale del primo film, secondariamente perché Crowley è diventato già troppo icona horror per poter spaventare davvero, infine perché gli effetti splatter sembrano ancora più "finti" ed esagerati. Parliamo comunque di un film che si lascia guardare, che scorre piacevole e che regala un'ora e mezza di sano intrattenimento horror condito da un'abbondante dose di citazionismo. L'aspetto più divertente di Hatchet II, infatti, è l'autoreferenzialità di Adam Green: se nel primo Hatchet, infatti, il regista era ricorso all'espediente delle comparsate eccellenti, qui arriva direttamente a citare sé stesso riprendendo aspetti e situazioni del primo film (tornano con un ruolo maggiore dei personaggi che all'inizio della saga erano comparsi solo per pochi minuti, come Cracker e il Reverendo Zombie, in un video viene mostrato il girato di Shapiro, viene svelato il background di altri personaggi già conosciuti, etc.) oppure infilando rimandi ad altre sue "opere" o camei di amici e conoscenti. Tecnicamente invece il fanciullo non migliora né peggiora, perché le soluzioni di montaggio e regia sono praticamente delle fotocopie della sua prima pellicola.

Sexy voice per eccellenza!
Passando agli attori, se nel primo capitolo della saga l'attenzione era puntata su giovani decerebrati e sgualdrinelle dalle tette al vento, qui i riflettori si spostano sulla comunità di cacciatori bifolchi di cui avevamo già avuto un assaggio grazie a Robert Englund e "figlio", con tutte le esagerazioni e gli stereotipi del caso. La Marybeth di Danielle Harris è assai più carismatica di quella interpretata da Tamara Feldman (sostituita per volere dello stesso regista) e Tony Todd infonde tutta la sua bravura e le sue qualità di caratterista d'eccezione in ogni gesto (senza contare che il signore ha una voce talmente sexy che... vabbé...); interessante, inoltre, la sequenza che racconta della nascita di Crowley, con la moglie del padre Thomas che ricorda tantissimo la terribile Zelda di Pet Sematary e lo spessissimo Kane Hodder per una volta struccato ed impegnato in un ruolo triste e drammatico. Per concludere, dunque, anche questo Hatchet II è un film che, nonostante sia davvero poco innovativo, si lascia assolutamente guardare e che potrebbe accontentare i fan dell'horror. A patto, però, che cerchiate la versione UNRATED, perché i tagli effettuati alla versione "ripulita" del film sono innanzitutto fatti letteralmente con l'accetta, a rischio di inficiare la scorrevolezza della pellicola... e poi perché non capita tutti i giorni di vedere DUE uomini tagliati contemporaneamente con la stessa, lunghissima motosega e altre scene che superano il già alto tasso di splatter presente nel primo film.

A volte le dimensioni contano...!
Del regista Adam Green (che compare nei credits iniziali come il tizio che vomita proprio nel momento in cui appare sullo schermo il suo nome) ho già parlato qui, mentre di Danielle Harris (Marybeth),  Tony Todd (Reverendo Zombie), Kane Hodder (Victor e Thomas Crowley) e Tom Holland (lo zio Bob) ho già parlato ai rispettivi link.

L’asiatico Parry Shen torna col ruolo di Justin, fratello di quello Shawn defunto nel primo capitolo. Tornano anche, in alcune “immagini” di repertorio, Shapiro e le due stupidissime divette del porno mentre, tra le altre guest star, segnalo  Shawn  Ashmore (già comparso in Frozen e qui nel ruolo di pescatore), Emma Bell (con un piccolo omaggio al già citato Frozen), il regista della Troma Lloyd Kaufmann (nei panni di un cacciatore) e persino il regista di Abominable, Ryan Schifrin, sempre nei panni di uno dei cacciatori. Detto questo, se Hatchet II vi fosse piaciuto vi consiglio di guardare ovviamente il primo capitolo della saga (a cui sta per aggiungersi una terza pellicola, Hatchet III, che dovrebbe uscire l’anno prossimo) e il simpatico Severance – Tagli al personale. ENJOY!!

venerdì 30 novembre 2012

Hatchet (2006)

A furia di perseverare con la fiducia, il famoso dono di compleanno di una collega (che ha fruttato, non dimentichiamolo, robe "ragguardevoli" come 6 giorni sulla terra, Frontiers, Asylum e soprattutto Calvaire) ha finalmente sputato fuori una cosetta deliziosamente gore e stupida come Hatchet, diretto nel 2006 dal regista Adam Green.


Trama: un gruppo di turisti si ritrova disperso nelle paludi della Louisiana, per di più con un maniaco deforme alle costole...


Prima di guardare Hatchet ho mandato un messaggio a un altro collega, anch'egli horroromane, chiedendogli come fosse il film che mi stavo accingendo a guardare. La risposta è giunta categorica: "E' una belinata". Alzando gli occhi al cielo ed aspettandomi il peggio, mi sono messa a guardare il film pronta a spegnere lo schermo dopo 10 minuti, invece ho continuato fino alla fine, divertendomi come una bambina con le idiotissime e sanguinose trovate di cui abbonda la pellicola. Sì perché Hatchet è DAVVERO una belinata, la quintessenza della banalità slasher, con il solito gruppo di persone più o meno mentalmente minorate che vengono fatte fuori e smembrate dal solito killer praticamente immortale... e tuttavia è una pellicola che SA di calcare il terreno del banale e dello scontato, quindi ci scherza su aggiungendo un'ampia dose di umorismo a grana supergrossa. In pratica è come vedere un Piranha 3D molto meno trash ma con lo stesso, basso livello di neuroni: ci sono i rEgazzini in giro per il Mardi Gras a caccia di tette e patonza, ci sono due attricette porno che le tette le mostrano, c'è il geniale, divertentissimo e ciccio fratello di Bill Murray che le tette le filma, un terzetto di personaggi assolutamente sacrificabili e infine l'eroina del gruppo, incredibilmente bella ed intelligente per essere rampolla di una famiglia di zotici cacciatori di alligatori. E poi, in mezzo a tutte le gag e le battute caserecce alla American Pie c'è lui, il maniaco, un incrocio tra lo Sloth de I Goonies e il cugino scemo di Leatherface, con uno spiccato gusto per lo smembramento a colpi di accetta.


A tal proposito, Hatchet sarà anche una belinata per chi di horror ci campa, come me, ma quanto a gore bisogna levarsi il cappello. Gli effetti speciali sono poco realistici, è vero, più vicini a quelli degli esagerati bagni di sangue giapponesi che a quelli dei nostri cugini francesi, ma Adam Green si diletta a mostrarci teste mozzate (anzi, prima girate di 360 gradi con spruzzi di sangue a profusione, poi mozzate), impalamenti reiterati, accettate come se piovessero, sbudellamenti e altre amenità, il tutto condito da un giocoso humor nero, come se il regista ci sguazzasse in questi fiumi di liquido rosso. Se cercate la tensione però, mi dispiace ma dovrete puntare su un altro genere di film perché qui bisogna solo aspettare che il killer cicci fuori da qualche anfratto e le sue apparizioni sono sempre più o meno prevedibili, anche sul finale. Per il resto, gli attori sono decisamente in parte e in linea con la qualità medio-stupida dell'intera produzione, ci sono un paio di comparse d'eccezione (Tony Todd e, soprattutto, Robert Englund) e anche la colonna sonora è adattissima al genere, pesante, casinara e cafona. Insomma, non stiamo parlando della rivelazione horror del secolo e nemmeno di un gioiellino, ma Hatchet è sicuramente un valido intrattenimento che, senza vergogna, consiglio di vedere... Ovviamente una volta sola, per carità!


Del regista e sceneggiatore Adam Green ho già parlato qui mentre Robert Englund (Sampson) e Tony Todd (il reverendo Zombie) li trovate ai rispettivi link.

Joel David Moore interpreta Ben. Americano, ha partecipato a film come Dodgeball, Hazzard, Avatar e Le belve, oltre a serie come Sabrina vita da strega, Angel, Six Feet Under, CSI, My Name is Earl, Medium e Bones. Anche regista, sceneggiatore e produttore, ha 35 anni e quattro film in uscita.


Kane Hodder interpreta Victor Crowley e suo padre. Icona horror in quanto inteprete di Jason Voorhes dai tempi di Venerdì 13 parte VII: Il sangue scorre di nuovo, ha partecipato a film come La casa di Helen, Wishmaster - Il signore dei desideri, Gli adoratori del male, La casa del diavolo, 2001 Maniacs, Frozen e Hatchet II, oltre a serie come Renegade, Nash Bridges, Più forte ragazzi, Streghe ed Alias. Americano, anche stuntman e produttore, ha 57 anni e undici film in uscita, tra cui il terzo capitolo di Hatchet.


Mercedes McNab interpreta Misty. Abbonata ai ruoli di zoccolotta smorfiosa dall'età di 10 anni, ricordo la bionda attrice canadese per aver interpretato la stupidissima Harmony nelle serie Buffy the Vampire Slayer ed Angel e per film come La famiglia Addams e La famiglia Addams 2. Inoltre, ha partecipato alle serie Walker Texas Ranger, Dawson's Creek, Supernatural e Criminal Minds. Ha 32 anni.


Joel Murray interpreta Doug Shapiro. Fratello di Bill Murray, lo ricordo per film come S.O.S. Fantasmi, Il rompiscatole, The Artist e God Bless America, inoltre ha partecipato alle serie La tata, Dharma & Greg, Malcom, Criminal Minds, Cold Case, Due uomini e mezzo, CSI: Miami e Desperate Housewives. Americano, anche regista, sceneggiatore e produttore, ha 49 anni ed è tra i doppiatori del seguito di Monsters & Co., Monsters University.


Tra gli altri attori, segnalo inoltre il "colorato" Deon Richmond, già apparso in Scream 3 e Joshua Leonard, qui "figlio" di Robert Englund, che sicuramente ricorderete come uno dei tre poveri protagonisti di The Blair Witch Project. Il film ha generato due seguiti, Hatchet II del 2010 e l'imminente Hatchet III, che conterà nel cast (udite udite!!) il Billy Peltzer de I Gremlins e il Predator/Jason Woorhes Derek Mears. Aspettandone l'uscita, se Hatchet vi fosse piaciuto consiglio la visione di Black Sheep, di 2001 Maniacs e del geniale Splatters - Gli schizzacervelli. ENJOY!!


giovedì 9 giugno 2011

Frozen (2010)

Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaahmioddioaaaahhhh!!!! La recensione sul film Frozen, diretto nel 2010 dal regista Adam Green, potrebbe concludersi qui, perché è ciò che ho urlato per tutta la sua durata, quindi dovrà pur dir qualcosa, no?


Trama: un trio di amici rimane bloccato su una seggiovia di domenica. Peccato che l’impianto riaprirà il venerdì seguente. Che Giuliacci abbia previsto brutto tempo. Che i lupi non siano in letargo. Che i tre siano al 50% idioti e al 50% sfigati, poverini.


Questo, ridotto all’essenziale, è ciò che vedrete in Frozen. Tre tizi bloccati su una seggiovia. Come mi ha fatto notare un ottimo amico “Ma che menata. E’ come Buried. Sempre gli stessi personaggi, sempre nello stesso posto, e cosa potranno mai fare?” Beh beh beh. Innanzitutto io Buried non l’ho visto quindi non posso replicare in modo ottimale, però non è che in questo Frozen non succeda proprio nulla. Guardarlo è come vedere un Alive, o qualsiasi altro thriller che sfocia nel survival horror (che, detto tra noi, sono quelli che mi mettono più ansia): non è questione di avere un rompipalle armato d’ascia che cerca di sfondarti la capoccia o, peggio, affrontare una maledizione o degli zombie. Inconsciamente, sappiamo benissimo che ciò non ci potrà mai accadere (spero). Ma schiantarsi contro una montagna, sopravvivere, essere costretti a cibarsi di carne umana per non morire di fame o, nella fattispecie, rimanere bloccati in mezzo a una bufera su un impianto fermo… beh, qui sta a regista, sceneggiatori e attori farci immedesimare per bene e convincerci che potrebbe succedere anche a noi, tanto da farci domandare come reagiremmo. E, ovviamente, inventare imprevisti plausibili che possano evitare allo spettatore lo sbadiglio compulsivo.


In Frozen, ahimé, ci riescono, e anche bene. E’ vero, l’idea dei lupi è una troiata fine a sé stessa, lo ammetto. Utile quanto si vuole, spaventosa quanto basta, ma un po’ tirata per i capelli. Ciononostante raggiunge lo scopo, ovvero quello di creare una situazione dalla quale è virtualmente impossibile uscire: sotto i lupi e l’altezza vertiginosa, sopra cavi taglienti, in loco l’assideramento e l’inedia. Non aggiungo altro perché già questo rivela un po’ troppo del film, che trova il suo punto di forza proprio in questi elementi e anche sulla verosimiglianza dei personaggi. Certo, forse i dialoghi sono un po’ innaturali a tratti, ma d’altronde è anche vero che confezionare una pellicola che mostrasse solo gente scioccata e ammutolita per il freddo e il terrore avrebbe fatto addormentare gli spettatori. E poi tutto concorre a renderceli più simpatici, e a dispiacersi per quello che accade loro. Un unico appunto: se avete visto una delle puntate natalizie degli Happy Tree Friends, probabilmente ad un certo punto sarete colti da un attacco di risa isteriche, com’è successo a me. Per il resto, guardatelo, gente.

Adam Green è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto un horror parecchio famoso, che purtroppo non sono ancora riuscita a vedere, lo slasher Hatchet (e il suo seguito). Anche attore e produttore, ha 36 anni e un film in uscita.


Emma Bell interpreta Parker. Americana, la ricordo per serie come Law & Order, Ghost Whisperer, Dollhouse, Supernatural e, soprattutto, The Walking Dead, dove interpretava Amy. Ha 25 anni e due film in uscita, tra cui il quinto episodio di Final Destination.


Shawn Ashmore interpreta Joe Lynch. Cercando di ricordare dove avevo già visto la sua faccetta, mi ha colpita l’ironia del fatto che nei tre film dedicati agli X – Men questo attore ha interpretato nientemeno che un giovanissimo Bobby Drake… alias l’Uomo ghiaccio. Voto 10 alla citazione da brava nerd. Comunque, l’attore ha partecipato anche a serie come Smallville e film come Hatchet II. Americano, anche produttore, ha 28 anni e tre film in uscita.


Kevin Zegers interpreta Dan. Canadese, ha partecipato a film come lo splendido Il seme della follia e L’alba dei morti viventi, a serie come X – Files, Piccoli brividi, Smallville, Dr. House e Gossip Girl e inoltre ha prestato la voce per lo storico Brividi e polvere con Pelleossa. Ha 27 anni e quattro film in uscita.


E ora qualche curiosità. Il personaggio di Parker compare anche in Hatchet II, sempre interpretato da Emma Bell. Se però, cronologicamente parlando, gli eventi narrati in Hatchet avvengono prima o dopo Frozen, non posso ovviamente dirlo, per non rovinare eventuali sorprese. Comunque, se il film vi fosse piaciuto, simili per genere se non per trama sono il già citato Alive – Sopravvissuti, L’urlo dell’odio, Ore 10: Calma piatta e il recente 127 ore. Un po’ più distaccati dalla realtà ma sempre “ansiogeni” sono invece Cube – Il cubo, Cujo e The Hole, oltre a Buried, che però non ho mai visto. Vi lascio ora con il trailer originale del film... ENJOY!!

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