Senza aspettarmi nulla di che, solo un po' di divertimento scemo, domenica sono andata a vedere Fantasy Island, diretto e co-sceneggiato dal regista Jeff Wadlow.
Trama: un gruppo di persone viene invitato su Fantasy Island, un luogo dove i sogni diventano realtà... e rischiano di trasformarsi in incubi!
Fantasy Island, in italiano Fantasilandia, è un telefilm americano andato in onda tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80, e di esso non ricordo quasi nulla salvo la faccia del nano Tattoo. Un po' come successo con The Banana Splits Movie non sono dunque cresciuta nel mito di questi due programmi televisivi e la loro trasformazione in thriller-horror non mi ha rovinato l'infanzia né creato chissà quali aspettative. Diciamo che sono andata al cinema perché il trailer mi ha intrigata, Michael Peña ha la faccetta simpatica, produce Jason Blum e in generale non mi perdo un horror al cinema (se esce a Savona), lo sapete; l'unica pecca era la firma Jeff Wadlow, che Obbligo o verità non mi era piaciuto per nulla, men che meno Kick-Ass 2, ma forse per quello sono entrata in sala senza aspettarmi nulla e proprio per questo motivo mi sono inaspettatamente divertita. Certo, il target del film è chiaro fin dall'inizio, il rating è PG-13 e ciò significa che Fantasy Island è vagamente spaventevole a tratti ed è assolutamente privo di gore (un paio di episodi violenti avvengono direttamente fuori campo e anche la figura più spaventosa di tutte, quella del mad doctor, viene trattenuta a dismisura), a differenza di The Banana Splits Movie che vantava invece una bella R, quindi come horror è molto blando, più assimilabile a un thriller con venature fantastiche, la cui trama prende almeno un paio di direzioni diverse senza troppe sbavature e facendo quadrare tutto sul finale. Il concept della serie originale, quello dell'isola in cui i sogni diventano realtà, acquista una connotazione sovrannaturale dal momento in cui il luogo viene dotato di poteri reali (mi sembra di ricordare che nella serie non ci fosse nulla di simile) e, poiché questi poteri scavano nell'animo degli ospiti scovando i loro più reconditi desideri, ecco che le esperienze di chi richiede di vivere un sogno diventano ancora più imprevedibili, soprattutto quando queste ultime arrivano, inevitabilmente, ad incrociarsi.
Andare più nello specifico, per quel che riguarda la trama, sarebbe un delitto perché un paio di colpi di scena ben orchestrati ci sono, al di là dei momenti in cui i sogni vanno in vacca e si trasformano in incubi, con alcune sequenze meglio realizzate di altre; per esempio, ho molto apprezzato lo stile "Hangover" della fantasia dei due assurdi fratelli, così come la versione "Hostel" di quella della fanciulla bullizzata da ragazzina, mentre sono molto meno efficaci quelle degli altri due personaggi (soprattutto la fantasia "militare"), per quanto entrambe funzionali al proseguimento del film, soprattutto una. I protagonisti in sé sono, in buona parte, simpatici al punto da creare un interesse dello spettatore nei confronti delle loro eventuali sorti e, se è vero che le motivazioni di qualcuno sono oltre il risibile e si condensano in un discreto WTF che rischierebbe di inficiare la qualità dell'intera operazione, è anche vero che Wadlow, stavolta, danza in punta di piedi proprio attorno a questo WTF, in maniera così sfacciata che volergli male è impossibile. Molto ma molto apprezzabile anche la quasi totale mancanza di schifezzuole semoventi realizzate in CGI o di jump scare, nonché la scelta felice di realizzare più un thriller "d'ambiente", in buona parte girato sotto la luce del sole e all'interno di un'isola paradisiaca oppure all'interno di evocative caverne, piuttosto che un'opera totalmente aderente ai canoni dell'horror commerciale moderno. Aggiungo che anche il cast non è male (Lucy Hale mi ha convinta più qui che in Obbligo o verità), peccato per un Michael Rooker un po' sottotono, in un ruolo che avrebbe potuto coprire qualunque caratterista mediamente conosciuto; onestamente, gli ho preferito Kim Coates, che compare poco ma si fa ricordare per la sua ironica follia. Con questo chiudo, consigliandovi Fantasy Island per una piacevole serata a cervello disinserito!
Del regista e co-sceneggiatore Jeff Wadlow ho già parlato QUI. Lucy Hale (Melanie), Maggie Q (Elena), Michael Peña (Mr. Roarke), Kim Coates (Diavolo), Michael Rooker (Morgan) e Austin Stowell (Randall) li trovate invece ai rispettivi link.
Portia Doubleday interpreta Sonja. Americana, ha partecipato a film come Lo sguardo di Satana - Carrie e Lei. Anche produttrice, ha 32 anni.
Ryan Hansen interpreta Bradley. Americano, ha partecipato a film come Venerdì 13, Veronica Mars - il film, Jem e le Holograms e a serie quali Ally McBeal, Hunter, Raven, Santa Clarita Diet, 2 Broke Girls e Veronica Mars; come doppiatore ha lavorato in American Dad!. Anche produttore, ha 39 anni e un film in uscita.
Parisa Fitz-Henley, che interpreta Julia, era la moglie di Luke Cage nella serie Netflix a lui dedicata e in Jessica Jones. Quanto a chi non ce l'ha fatta, abbiamo avuto ENORMI perdite. La parte di Roarke era infatti stata offerta a Nicolas Cage che ha rifiutato (forse perché il ruolo non prevedeva la consueta dose di Cageitudine) mentre Dave Bautista non è riuscito a partecipare per impegni pregressi. Se Fantasy Island vi fosse piaciuto recuperate Obbligo o verità, Escape Room e magari anche Quella casa nel bosco, che è sempre meglio riguardare. ENJOY!
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martedì 18 febbraio 2020
domenica 4 febbraio 2018
Slumber: Il demone del sonno (2017)
Giovedì è uscito in tutta Italia (vabbé...) Slumber: Il demone del sonno (Slumber) diretto e co-sceneggiato nel 2017 dal regista Jonathan Hopkins e in qualche modo sono riuscita a recuperarlo.
Trama: una dottoressa esperta di disturbi del sonno si ritrova ad avere a che fare con una famiglia vittima degli incubi causati da un demone.
La paralisi del sonno è un disturbo più comune di quanto non si pensi. Detto in parole povere nonché improprie, chi soffre di questa condizione si ritrova prima o dopo il sonno col cervello ben sveglio e il corpo ancora addormentato, al punto da non riuscire a muoversi né a parlare per qualche minuto e spesso accade anche che la persona in questione sia vittima di terrificanti allucinazioni visive, uditive e persino tattili. A me è capitato un anno di soffrire di attacchi di panico notturni e svegliarmi con la tachicardia e un blocco nel petto che mi impediva di respirare e il ricordo ancora mi terrorizza, quindi non oso neppure immaginare cosa possa essere la lucida consapevolezza di non potersi muovere per nulla proprio quando la stanza si riempie di presenze orribili che a noi sembrano vere. Il pensiero, a dir la verità, mi fa ben più paura di questo Slumber: Il demone del sonno, che prende ispirazione un po' da episodi di paralisi del sonno (raccontati da alcuni pazienti - veri o falsi non è dato sapere - sui titoli di testa), un po' dal folklore popolare legato agli incubi e alle creature che li causano, un po' da qualsiasi horror moderno a base di demoni e famigliole in pericolo, con continue citazioni dell'opera più famosa di Füssli, L'incubo per l'appunto. La storia di Slumber corre sicura sui binari prestabiliti del genere, con la protagonista (segnata da un triste passato) impegnata a salvare una famiglia in pericolo con sommo sprezzo della propria incolumità e nonostante tutti le dicano di farsi i fatti propri; quando la testardaggine e la forza d'animo non bastano più, ecco arrivare l'altrettanto classica figura di un "esperto" pronto a dare manforte per il confronto finale col demone, che si risolverà bene o male a seconda della predisposizione d'animo degli sceneggiatori. A questo proposito, Slumber si mantiene perfettamente a metà tra l'irreale (qualcuno torna a fare la stessa vita di sempre, come se non avesse passato l'ultima settimana a combattere un demone che potrebbe tornare da un momento all'altro) e il plausibile (finalmente qualcuno viene internato, cosa che succederebbe a me se vivessi delle esperienze simili, anche se probabilmente io mi butterei da una finestra dopo la prima incursione nel paranormale), confermandosi un prodotto medio, non brutto ma nemmeno particolarmente entusiasmante.
Ciò di cui difetta Slumber, paradossalmente, è proprio un po' di sano e vario horror. L'aspetto positivo è che il "demone del sonno" del titolo italiano si vede poco o nulla, cosa che perlomeno ha evitato la creazione di un brutto mostrillo in CGI, però le situazioni da incubo sono abbastanza ripetitive e solo un paio sono davvero inquietanti o, come piace dire a noi bloggeVz di cinema, "disturbanti" (anzi, a scanso di equivoci, ché ci sono degli animalisti tra i lettori e lo so: non guardate Slumber, lo dico per voi. Eviterei anche se siete rimasti traumatizzati dai dentisti in passato...). Sinceramente, da un demone del sonno mi sarei aspettata un po' di varietà, invece chi soccombe al suo incantesimo si ritrova a fare sempre le stesse cose, ennesima riprova della ricorrenza dei sogni ma anche basta, Freddy Krueger era più fantasioso. Slumber si riconferma medio anche nel reparto attori, in quanto sprovvisto sia di cani maledetti che di attori di incredibile talento, sebbene la visione di Sylvester McCoy conciato come Doc Brown all'ultimo stadio di demenza senile potrebbe letteralmente turbare i sonni dei fan del Doctor Who; il battage pubblicitario si è poi interamente concentrato sulla presenza di Maggie Q, attrice dai tratti asiatici e dal nome assai simile a quello di una famosa supposta che personalmente non conoscevo, e tuttora non capisco il perché di tanto clamore visto che la sua interpretazione non è particolarmente memorabile né la consacrerà come nuova scream queen. Mah. In tutto questo, una trama perlomeno priva di buchi logici o personaggi dementi, unita ad una regia abbastanza classica (è già apprezzabile che il regista, al primo lungometraggio, non abbia preso la facile via del found footage come gran parte dei suoi colleghi) e a una bella nenia infantile che accompagna le manifestazioni demoniache riescono a far arrivare Slumber ad una sufficienza risicata ma 99 su 100 la settimana prossima me lo sarò già dimenticato... e non credo riuscirà a riproporsi nel sonno (a proposito: slumber non è il nome del demone, significa proprio "sonno". Così, giusto per fare i precisi)!
Di William Hope, che interpreta Malcom, ho già parlato QUI.
Jonathan Hopkins è il regista e co-sceneggiatore della pellicola, al suo primo lungometraggio. Inglese, è anche produttore.
Maggie Q (vero nome Margaret Denise Quigley) interpreta Alice Arnolds. Hawaiana, ha partecipato a film come Colpo grosso al drago rosso - Rush Hours 2, Il giro del mondo in 80 giorni e Die Hard - Vivere o morire. Anche produttrice, ha 39 anni e un film in uscita.
Sylvester McCoy (vero nome Percy James Patrick Kent-Smith) interpreta Amado. Scozzese, è stato il settimo Dottore in Doctor Who e ha partecipato a film come Dracula, Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, Lo Hobbit - La desolazione di Smaug e Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate. Anche regista, ha 75 anni e due film in uscita.
Se Slumber: Il demone del sonno vi fosse piaciuto recuperate Somnia , Nightmare - Dal profondo della notte e il documentario The Nightmare. ENJOY!
Trama: una dottoressa esperta di disturbi del sonno si ritrova ad avere a che fare con una famiglia vittima degli incubi causati da un demone.
La paralisi del sonno è un disturbo più comune di quanto non si pensi. Detto in parole povere nonché improprie, chi soffre di questa condizione si ritrova prima o dopo il sonno col cervello ben sveglio e il corpo ancora addormentato, al punto da non riuscire a muoversi né a parlare per qualche minuto e spesso accade anche che la persona in questione sia vittima di terrificanti allucinazioni visive, uditive e persino tattili. A me è capitato un anno di soffrire di attacchi di panico notturni e svegliarmi con la tachicardia e un blocco nel petto che mi impediva di respirare e il ricordo ancora mi terrorizza, quindi non oso neppure immaginare cosa possa essere la lucida consapevolezza di non potersi muovere per nulla proprio quando la stanza si riempie di presenze orribili che a noi sembrano vere. Il pensiero, a dir la verità, mi fa ben più paura di questo Slumber: Il demone del sonno, che prende ispirazione un po' da episodi di paralisi del sonno (raccontati da alcuni pazienti - veri o falsi non è dato sapere - sui titoli di testa), un po' dal folklore popolare legato agli incubi e alle creature che li causano, un po' da qualsiasi horror moderno a base di demoni e famigliole in pericolo, con continue citazioni dell'opera più famosa di Füssli, L'incubo per l'appunto. La storia di Slumber corre sicura sui binari prestabiliti del genere, con la protagonista (segnata da un triste passato) impegnata a salvare una famiglia in pericolo con sommo sprezzo della propria incolumità e nonostante tutti le dicano di farsi i fatti propri; quando la testardaggine e la forza d'animo non bastano più, ecco arrivare l'altrettanto classica figura di un "esperto" pronto a dare manforte per il confronto finale col demone, che si risolverà bene o male a seconda della predisposizione d'animo degli sceneggiatori. A questo proposito, Slumber si mantiene perfettamente a metà tra l'irreale (qualcuno torna a fare la stessa vita di sempre, come se non avesse passato l'ultima settimana a combattere un demone che potrebbe tornare da un momento all'altro) e il plausibile (finalmente qualcuno viene internato, cosa che succederebbe a me se vivessi delle esperienze simili, anche se probabilmente io mi butterei da una finestra dopo la prima incursione nel paranormale), confermandosi un prodotto medio, non brutto ma nemmeno particolarmente entusiasmante.
Ciò di cui difetta Slumber, paradossalmente, è proprio un po' di sano e vario horror. L'aspetto positivo è che il "demone del sonno" del titolo italiano si vede poco o nulla, cosa che perlomeno ha evitato la creazione di un brutto mostrillo in CGI, però le situazioni da incubo sono abbastanza ripetitive e solo un paio sono davvero inquietanti o, come piace dire a noi bloggeVz di cinema, "disturbanti" (anzi, a scanso di equivoci, ché ci sono degli animalisti tra i lettori e lo so: non guardate Slumber, lo dico per voi. Eviterei anche se siete rimasti traumatizzati dai dentisti in passato...). Sinceramente, da un demone del sonno mi sarei aspettata un po' di varietà, invece chi soccombe al suo incantesimo si ritrova a fare sempre le stesse cose, ennesima riprova della ricorrenza dei sogni ma anche basta, Freddy Krueger era più fantasioso. Slumber si riconferma medio anche nel reparto attori, in quanto sprovvisto sia di cani maledetti che di attori di incredibile talento, sebbene la visione di Sylvester McCoy conciato come Doc Brown all'ultimo stadio di demenza senile potrebbe letteralmente turbare i sonni dei fan del Doctor Who; il battage pubblicitario si è poi interamente concentrato sulla presenza di Maggie Q, attrice dai tratti asiatici e dal nome assai simile a quello di una famosa supposta che personalmente non conoscevo, e tuttora non capisco il perché di tanto clamore visto che la sua interpretazione non è particolarmente memorabile né la consacrerà come nuova scream queen. Mah. In tutto questo, una trama perlomeno priva di buchi logici o personaggi dementi, unita ad una regia abbastanza classica (è già apprezzabile che il regista, al primo lungometraggio, non abbia preso la facile via del found footage come gran parte dei suoi colleghi) e a una bella nenia infantile che accompagna le manifestazioni demoniache riescono a far arrivare Slumber ad una sufficienza risicata ma 99 su 100 la settimana prossima me lo sarò già dimenticato... e non credo riuscirà a riproporsi nel sonno (a proposito: slumber non è il nome del demone, significa proprio "sonno". Così, giusto per fare i precisi)!
Di William Hope, che interpreta Malcom, ho già parlato QUI.
Jonathan Hopkins è il regista e co-sceneggiatore della pellicola, al suo primo lungometraggio. Inglese, è anche produttore.
Maggie Q (vero nome Margaret Denise Quigley) interpreta Alice Arnolds. Hawaiana, ha partecipato a film come Colpo grosso al drago rosso - Rush Hours 2, Il giro del mondo in 80 giorni e Die Hard - Vivere o morire. Anche produttrice, ha 39 anni e un film in uscita.
Sylvester McCoy (vero nome Percy James Patrick Kent-Smith) interpreta Amado. Scozzese, è stato il settimo Dottore in Doctor Who e ha partecipato a film come Dracula, Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, Lo Hobbit - La desolazione di Smaug e Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate. Anche regista, ha 75 anni e due film in uscita.
Se Slumber: Il demone del sonno vi fosse piaciuto recuperate Somnia , Nightmare - Dal profondo della notte e il documentario The Nightmare. ENJOY!
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