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mercoledì 2 aprile 2014

Miss Bala (2011)

Qualche giorno fa ho guardato per curiosità Miss Bala, diretto nel 2011 dal regista Gerardo Naranjo e scelta ufficiale del Messico come candidato a miglior film straniero per gli Oscar del 2012.


Trama: Laura vorrebbe presenziare alle selezioni per Miss Baja California ma la sera prima del concorso si trova per sbaglio in mezzo ad un regolamento di conti tra narcotrafficanti e la sua amica Suzu scompare. Intenzionata a ritrovarla, Laura finisce per diventare lo strumento del boss Lino Valdes...


Miss Bala è un film davvero angosciante, basato sulla storia vera di una modella messicana che, nel 2008, era stata arrestata assieme a dei narcotrafficanti e accusata di aver collaborato con loro. E' angosciante per come dipinge una realtà pericolosissima, senza regole, dove chiunque, anche la persona più insospettabile, potrebbe fare capo a qualche cartello della droga o essere manipolata senza neppure rendersene conto. La storia di Laura è una storia di disperazione e squallore, di speranze infrante dal momento in cui il suo sogno di diventare Miss (e conseguentemente ottenere i soldi necessari per mandare il fratello al college) si lega a doppio filo con i traffici del boss Valdes: la sua amica Suzu scompare e Laura, molto ingenuamente, si mette a fare le domande sbagliate alle persone sbagliate quando già era fuggita alla morte per miracolo. La protagonista si ritrova così impossibilitata a fuggire ai voleri del boss e, ancora peggio, il suo sogno si trasforma in un incubo che il suo aguzzino sfrutta per i propri scopi perché Valdes si impegna a far sì che Laura diventi Miss Baja California, una pedina ancora più preziosa di una semplice ragazza di umili origini ma dalle grandi ambizioni. Abiti, lusso, fama e soldi sono tutte cose che la protagonista imparerà ad odiare e che le verranno imposte quasi con la forza, in un circolo vizioso di morte, sangue, corruzione e degrado dal quale non riuscirà più ad uscire e che diventerà sempre più serrato ed inquietante, sia per lei sia per lo spettatore che viene costretto a testimoniare questa terribile vicenda umana.


Lo sguardo del regista Gerardo Naranjo è impietoso e privo di fronzoli, non c'è nessun compiacimento né ricerca di uno stile accattivante nel suo mostrare sparatorie, scambi di droga e denaro, esecuzioni, impiccagioni o i corpi formosi delle miss, a tratti sembra anzi di guardare un documentario interamente ripreso dal punto di vista di Laura. Stephanie Sigman, che interpreta la protagonista, è il ritratto della sconfitta, con i suoi grandi occhi neri che sembrano chiedere pietà allo spettatore, impossibilitati a contenere tanto orrore: la bellezza di questa bravissima attrice è quella di una ragazza acqua e sapone diventata miss suo malgrado e sembra quasi venire schiacciata da tutto lo squallore della realtà criminale messicana che la circonda. Una delle scene più belle del film infatti è quella in cui, dopo una terribile sparatoria, Laura viene trascinata dai membri del cartello fino al backstage del concorso di bellezza, dove la ragazza viene vestita, truccata e mandata sul palco ancora in stato di shock, senza soluzione di continuità: una sequenza devastante quanto le deboli proteste della poveretta davanti al compiacimento del boss che, in men che non si dica, sfruttando la paura e la speranza, è riuscito a procurarsi una serva, un'amante e una perfetta Miss Bala (il titolo della pellicola è un gioco di parole visto che "bala" significa proiettile). "Ma non volevi diventare miss?" "Sì, ma non così. Non così". Se vi capita, cercate questo piccolo gioiello e non lasciatevi spaventare dalla lingua spagnola e dalla difficoltà di reperire dei sottotitoli, perché ne vale davvero la pena, soprattutto per il particolare punto di vista attraverso cui viene mostrato un orribile male sociale che viene troppo spesso spettacolarizzato e sottovalutato nel cinema USA.

Gerardo Naranjo è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Messicano al suo quinto lungometraggio (gli altri non li conosco), anche produttore e attore, ha due film in uscita.



mercoledì 11 gennaio 2012

Get Babol #7

Appuntamento con le uscite USA un po' ravvicinato a quello precedente (casini delle ferie natalizie, sorry!) con solo due film consigliati come sempre dal sito GetGlue. Se nell'ultimo post il tema era principalmente "thriller", questa volta sembra che a farla da padrone siano i "gangster movie". ENJOY!!

Miss Bala
Di Gerardo Naranjo
Con Stephanie Sigman, Noe Hernandez, Irene Azuela.

Trama (da Imdb): la storia di una ragazza che cerca di raggiungere il suo sogno di diventare Miss in un Messico governato dal crimine organizzato.

Getglue me lo consiglia perché mi sono piaciuti Traffic e Carlito's Way. Il paragone mi sembra un po' azzardato, quindi non sto nemmeno a farci caso, ma la trama del film mi sembra interessante. Più che concentrarsi sui meccanismi che stanno dietro ai concorsi di bellezza, i realizzatori hanno deciso di usarli come "scusa" per dare una visione non troppo sbagliata di quella che è la reale situazione della società messicana, trattando l'argomento con piglio decisamente professionale visto che Miss Bala era il candidato messicano al titolo di miglior film straniero per gli Oscar 2012. Intrigante, ma dubito uscirà in Italia, quindi credo lo cercherò per altre vie.



Contraband
Di Baltasar Kormàkur
Con Mark Wahlberg, Giovanni Ribisi e Kate Beckinsale.

Trama (da Imdb): per proteggere suo cognato da un signore della droga, un ex contrabbandiere va a Panama per smerciare milioni di dollari falsi.

Getglue me lo consiglia perché mi è piaciuto Ronin. La trama a dire il vero è simile a quella di anti altri film di genere (d'altronde è il remake di una pellicola islandese, Reykjavik - Rotterdam, del 2008), quindi spostiamo un po' l'attenzione sugli attori. Giovanni Ribisi lo adoro, è sicuramente uno dei miei preferiti; Wahlberg non mi dispiace ma a volte sbaglia scelte in maniera quasi clamorosa, quindi la sua presenza come protagonista è un po' un rischio; quanto a Kate Beckinsale non mi ha mai detto nulla. Però tra gli interpreti spunta anche Lukas Haas, che mi fa sempre piacere vedere. Insomma, nell'indecisione c'è sempre il trailer che viene in soccorso. E il trailer non è male, in effetti, il film è meno tamarro di quanto sembri. Credo che potrei dargli una possibilità, ma non penso andrò al cinema a vederlo.

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