mercoledì 21 gennaio 2026

2026 Horror Challenge: Allucinazione perversa (1990)

Questa settimana la challenge horror di Letterboxd voleva un film uscito quando ho compiuto 9 anni. Ho scelto quindi Allucinazione perversa (Jacob's Ladder), diretto nel 1990 dal regista Adrian Lyne.


Trama: Jacob è un reduce del Vietnam che lavora come postino e vive con Jezzie dopo essere stato cacciato di casa dalla moglie. La sua vita scorre più o meno serena, almeno finché non comincia ad avere terribili allucinazioni...


Praticamente quasi tutti i miei post scritti per la challenge horror cominciano confessando di non avere mai guardato un cult universalmente riconosciuto, e Allucinazione perversa non fa eccezione. In realtà, stavolta non sapevo nemmeno di cosa parlasse il film, non fosse che, "grazie" ai titolisti furboni che hanno voluto cavalcare il successo delle opere più famose di Adrian Lyne, è stato deciso di trasformare "La scala di Jacob" (nome di un allucinogeno utilizzato nel film ma anche riferimento biblico alla Scala di Giacobbe, quella che porterebbe direttamente in Paradiso) in Allucinazione perversa. Di perverso, il film non ha proprio nulla, almeno non nell'accezione che, all'epoca, si poteva associare agli aspetti sessuali delle altre opere del regista, e probabilmente chi era andato al cinema per altri motivi, sarà anche rimasto deluso, trovandosi di fronte un horror dalle atmosfere plumbee. Allucinazione perversa racconta la storia di Jacob, un reduce del Vietnam tornato a casa dopo averci quasi lasciato la pelle. La vita di Jacob non è tutta rose e fiori; è vittima di forti mal di schiena, che lo costringono a costanti sedute col chiropratico Louis, e soffre ancora per la morte del figlioletto Gabe, avvenuta prima di partire per la guerra, probabilmente uno dei motivi per cui la moglie ha deciso di separarsi da lui. Nel corso del film ci viene anche detto che Jacob è in cura da uno psichiatra, ma tutto lascerebbe pensare che i suoi problemi mentali siano sotto controllo, almeno finché l'uomo non comincia ad avere terrificanti allucinazioni a base di esseri demoniaci, con solo una vaga parvenza umana. Da quel momento, Allucinazione perversa diventa una discesa (o forse una permanenza) all'inferno, dove ogni senso della realtà e dello scorrere lineare del tempo diventa nebuloso, e la dolorosa confusione di Jacob si trasmette allo spettatore senza filtri; tutto ciò che vede il protagonista è frutto di una tremenda PTSD o c'è davvero un complotto ai danni suoi e degli altri commilitoni tornati dal Vietnam? Jacob è vivo e malato oppure è morto senza saperlo, bloccato in un limbo da incubo che sta piano piano rivelando la sua vera natura? La risposta arriverà senza possibilità di errore alla fine del film, ciò non toglie che il viaggio per giungere alla verità passa per ricordi estremamente traumatici e dolorosi, che spingono all'alienazione, all'autoisolamento, ad una paranoia che trasforma il presente in una dimensione oscura che, come un cancro, attecchisce anche ai ricordi sereni e alla poche cose buone rimaste, rovinandole. 


La dimensione oscura di cui sopra viene portata sullo schermo da Lyne con un piglio abbastanza visionario, ispirato dall'arte di Francis Bacon, e spalanca una dimensione infernale tangibile, la cui eredità influenza ancora oggi un certo tipo di horror; l'esempio più eclatante, che spicca anche agli occhi di chi, come me, non bazzica i videogame, è l'effetto speciale che fa muovere le teste dei demoni a velocità supersonica mentre il corpo rimane immobile, diventato una caratteristica di Silent Hill. Le sequenze più dichiaratamente horror di Allucinazione perversa (già angoscianti di loro, come quella dell'ospedale) acquistano ulteriore potenza grazie al montaggio che alterna senza soluzione di continuità presente, passato, ricordi veri e memorie inventate, mentre l'orrore paranoico in cui erano immersi i militari in Vietnam viene sottolineato da una fotografia nebulosa, tinta di un giallo malato. A proposito di colori, è impossibile non venire colpiti dall'azzurro degli occhi di Tim Robbins, citato anche nei dialoghi. L'attore interpreta Jacob come un uomo che, nonostante abbia già tre figli e sia stato sposato, sembra appena uscito dall'infanzia, un adulto/bambino dotato suo malgrado di una fragilità affascinante, che entra nel cuore dello spettatore per la sua impossibilità di uscire da una situazione kafkiana. Il sorriso dolente di Tim Robbins, le lacrime che scivolano senza vergogna sul suo volto, la rabbia impotente che lo porta a scoppi di violenta follia, rendono il personaggio di Jacob molto sfaccettato e umano, oltre ad essere una delle migliori interpretazioni dell'attore. Notevoli anche la sensuale Elizabeth Peña, il cui aspetto induce a provare diffidenza nei confronti di un personaggio volutamente ambiguo, e Danny Aiello in un ruolo stranamente "salvifico", un po' distante da quelli che ne hanno decretato il successo. Allucinazione perversa si è rivelato dunque uno strano ibrido tra horror a sfondo satanico e critica sociale nei confronti di una guerra i cui effetti sulla popolazione americana erano ancora ben evidenti negli anni '90, un'opera fortemente ansiogena che regala, però, qualche piccolo sprazzo di speranza e apre la mente a filosofie e idee che, purtroppo, l'horror attuale ha un po' abbandonato. Senza dubbio, un film da recuperare o da riscoprire. 


Di Tim Robbins (Jacob), Danny Aiello (Louis), Pruitt Taylor Vince (Paul), Eriq La Salle (Frank), Ving Rhames (George) e Macaulay Culkin (Gabe, non accreditato) ho parlato ai rispettivi link.

Adrian Lyne è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come Flashdance, 9 settimane e 1/2, Attrazione fatale, Proposta indecente e Lolita. Anche sceneggiatore e produttore, ha 85 anni.


Elizabeth Peña
interpreta Jezzie. Americana, ha partecipato a film come La bamba, Miracolo sull'8ª strada, Free Willy 2, Gridlock'd - Istinti criminali, Rush Hour - Due mine vaganti, e a serie quali Oltre i limiti e CSI: Miami; come doppiatrice, ha lavorato ne Gli incredibili e American Dad!. Anche regista, è morta nel 2014. 


Matt Craven
interpreta Michael. Canadese, ha partecipato a film come Codice d'onore, Allarme rosso, Déjà vu - Corsa contro il tempo, Devil, X-Men - L'inizio e a serie quali Oltre i limiti e E.R. Medici in prima linea. Anche produttore, ha 70 anni. 


Jason Alexander
interpreta Geary. Americano, famoso per il ruolo di George Costanza nella sit-com Seinfeld, ha partecipato a film come The Burning, Pretty Woman, Genitori cercasi, Una cena quasi perfetta, Amore a prima svista e a serie quali La tata, Friends, Malcom, Detective Monk, Criminal Minds, Due uomini e mezzo, Innamorati pazzi, Young Sheldon; come doppiatore, ha lavorato ne Il ritorno di Jafar, Il gobbo di Notre Dame, Aladdin, Dora l'esploratrice, The Cleveland Show, I Simpson, Robot Chicken e American Dad!. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 67 anni e un film in uscita. 


Nel film compare anche il chitarrista dei Tenacious D, Kyle Gass, nel ruolo di Tony. Una cosa curiosa è che, per poter dirigere Allucinazione perversa, Adrian Lyne ha rinunciato a Il falò delle vanità mentre Tom Hanks, che era la prima scelta per il ruolo di Jacob, ha preferito partecipare al film di De Palma. Quanto a Macaulay Culkin, invece, l'attore non compare nei credits perché il padre aveva deciso che Allucinazione perversa non fosse adatto all'immagine pubblica del figlio. Il film ha avuto un remake dal titolo Jacob's Ladder, del 2019, ma non mi sembra meriti lo sforzo di una visione. Invece, se Allucinazione perversa vi fosse piaciuto, potreste recuperare Angel Heart - Ascensore per l'inferno, Il seme della follia e Videodrome. ENJOY!

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