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domenica 11 giugno 2017

Il Bollodromo #30 - Le pagelle di Twin Peaks - Episodio 3x05

Nell'attesa del sesto episodio, tornano le pagelle sui vecchiacci di Twin Peaks, sempre in collaborazione con Alessandra di Director's Cult. Episodio interessantissimo il quinto, ma pochi personaggi cicciati fuori, pelomeno di quelli storici, e ancora un paio devono arrivare (Audrey, Big Ed, dove siete?), quindi il post sarà molto breve. Come al solito, NO SPOILER. ENJOY!

Cominciamo col dire che "qualcuno", qui, comincia a vedere Kyle MacLachlan per quello che è, ovvero una baldracca rifatta. La devastante botta di bronzer messa in faccia all'attore ha scioccato Alessandra a tal punto che il premio lusinghiero dello scorso post è diventato un Le Puttane si Mettono il Fard, le Brave Ragazze si Pizzicano le Guance (versione Dougie) e Il Contouring di Kim Kardashian Mi Fa una Sega (versione Bad Cooper). Hellooo-oooo!!!!


Messo da parte l'ex agente Cooper, il primo volto noto che spunta è quello di Gary Hershberger, alias Mike. Ve lo ricordate il cretinetti roscio che stava sempre appresso a Bobby prima di cedere alle lusinghe di una Nadine in versione adolescente? Ecco, ora è diventato un uomo d'affari bacchettone e per questo si becca il mio Premio Ipocrisia. Alessandra gli assegna invece un più specifico Premio Fratello Gemello di Thorne, Ergo Figlio Illegittimo di Eric. Che nostalgia!
Voto Bolla: 6, era meglio da giovine scapestrato.

E tu ne sai qualcosa, nevvero...?
Passiamo a Peggy Lipton, la bella e sfortunata Norma del Double R. A lei va l'indiscusso Premio GILF, al quale si aggiunge quello Madre Badessa di Alessandra. Che femmina, ragazzi!
Voto Bolla: 10. Questa donna resta sempre una grandissima gnocca.

Chirurgia estetica vs Natura
Torna anche Russ Tamblyn, alias Dr. Jacobi, alias Dr. Amp. Nello scorso post gli avevo assegnato un generico Premio Vecchio Rincoglionito (mentre Alessandra lo aveva insignito del Premio Capitan Findus, che oggi muta in un Capitan Findus Fa i Bastoncini Ancora Più Buoni. Ale, forse perché ha cambiato l'ingrediente principale??? EEEW!!! N.d.B.) perché non si capiva molto bene cosa facesse il blasonato psichiatra nel bosco ma visti gli ultimi sviluppi ho deciso di conferirgli un meritatissimo Premio Buongiornissimo! Kaffééé???? e di aggiornare il voto sospeso dell'ultima volta.
Voto Bolla10 +



Nell'episodio cinque si intravede anche Wendy Robie, la monocola Nadine. Momentaneamente le assegno il Premio Paolo Brosio ma potrebbe sempre ottenerne un altro.  Nell'attesa, Alessandra rimane sempre in tema "santità" e le conferisce il Premio Madonna dell'Incoronéta. Converrà partire per un pellegrinaggio!
Voto momentaneamente sospeso ma siccome di viso mi pare più o meno sempre uguale propendo per un 8.



Alessandra ha scelto inoltre di omaggiare la bonanima di Frank Silva, alias Bob, con un Premio L'Anima de li Mortacci Tua, Mi Fai Ancora Cagare in Mano, col quale non posso che concordare!!


Tra i personaggi nuovi spiccano invece James Belushi, al quale va il Premio Tony Ciccione (no, Alessandra precisa Mi Sono MANGIATO Tony Ciccione) mentre all'ex Ghostbuster Ernie Hudson quello Ho Fatto Strada e Mi Permetto le Comparsate di Lusso unito al Premio Sono Sempre Cool, Man! di Alessandra. Nonostante siano ancora giovani, poi, ci siamo permesse di aggiungere due award straordinari: uno è il mio Premio Speciale Mostro FigliodiMMostri a Caleb Landry Jones, conciato in modo talmente schifido e leppego da meritare un passaggio diretto per la Loggia Nera,



l'altro è l'autorevole Premio Speciale Versione Perversa del Giovane Matthew McCoso, assegnato da Alessandra Eamon Farren nei panni di Richard Horne. A me però sembra somigli a Valerio Aprea, fateci caso! E per questa settimana è tutto, ci si risente alla prossima!

Questa meriterebbe un meme...



domenica 28 maggio 2017

Il Bollodromo #29: Le pagelle di Twin Peaks - Stagione 3

La serie sulla bocca di tutti questa settimana è stata, neanche a dirlo, la terza stagione di Twin Peaks. Tra errori di Sky, maratone in preparazione della serie, puntate che dovevano essere due ma invece erano quattro e spoiler che piovevano a destra e manca sono stati sette giorni frenetici. Per questo, da me e dalla mia collega Alessandra Muroni del blog Director's Cult, co-redattrice di questa rubrica, non otterrete rivelazioni, elucubrazioni, recensioni o saggi sulla poetica Lynchiana bensì delle impietose pagelle (basate sulle prime quattro puntate) relative ai livelli di vecchiaia raggiunti da attori che negli anni '90 erano per la maggior parte dei sex symbol, delle icone, dei giovinotti di belle speranze, in soldoni: dei miti. E vi renderete conto, tragicamente, di essere invecchiati anche voi...! ENJOY!
P.S. Sono gradite pagelle alternative nei commenti, ovviamente!
P.P.S. Siccome non sto capendo la programmazione di Sky e non so se tutte e quattro le puntate sono arrivate in Italia il post sarà quasi (e sottolineo QUASI) privo di SPOILER.

Cominciamo, ovviamente, con i ritorni dalla vecchia serie, agente Dale Cooper interpretato da Kyle MacLachlan in primis. L'attore vince il Premio Parrucchino grazie alla sua imitazione di Michael Madsen prima e Olmo poi mentre Alessandra, ancora con gli occhi a cuore, gli conferisce il Premio Vecchia Baldracca Ma Piaciosa.
Voto Bolla: 6, stiracchiato come le sue rughe


Russ Tamblyn, il Dottor Jacobi dalle lenti multicolor, becca un premio congiunto, quello Vecchio Rincoglionito, al quale si aggiunge quello Capitan Findus di Alessandra.
Siccome finora si è visto poco e ha parlato ancora meno sospendiamo entrambe il voto.



A Sheryl Lee (Laura Palmer) e Madchen Amick (Shelly Johnson) va il mio Premio MILFone. Alessandra è più specifica: alla prima assegna l'award Il Cerone Ti Lustra Bene mentre alla seconda quello Madame Tussaud.
Voto Bolla: 6/7, forse ne esce meglio Sheryl Lee, la Amick non sembra neppure lei

Sheryl Lee
Grace Zabriskie, la folle e sfortunata Sarah Palmer, ottiene due premi simili, il Dimostravo 25 Anni In Più Già 25 Anni Fa Award e il Premio La Vita è Stata Dura con Me e ne Porto i Segni Addosso. Alessandra è stata molto meno irrispettosa!
Voto Bolla: 7


Premio Commozione (ho pianto senza ritegno) e Premio Rimarrai Sempre una Grande Sciura meritatissimi a Catherine E. Coulson, la povera Signora del ceppo. Che la terra ti sia lieve, dolce signora.
Voto Bolla: 1000


Premio Passano Gli Anni Ma Siamo Sempre Fighi Uguali: David Lynch (che si becca anche il Premio Brandy Invecchiato 27 Anni), Ray Wise (al quale Alessandra assegna anche il Premio La Vecchiaia Non Mi Spaventa, Mi Fa Solo Ingrigire i Capelli), Carel Struyken (il Gigante) e la bonanima di Miguel Ferrer (Premio Rimarrai Sempre un Grande Sciuro da parte di Alessandra) ex aequo.
Voto Bolla: 1000 a tutti e quattro, come la Signora del Ceppo


Richard Beymer, il bisnonno di Benjamin Horne, si becca il mio indiscusso premio Gran Catananno mentre Alessandra gli conferisce quello Trisavolo del Cumenda Zampetti. Poveraccio!
Voto Bolla: 2


Il Premio Stanlio (la versione stordita, aggiunge Alessandra) va a Harry Goaz, il tenerissimo Andy Brennan.
Voto Bolla: 7


Il mio Premio Pannella va a David Patrick Kelly, alias Jerry Horne. A lui va il Premio Gli Sciagurati Effetti delle Canne nella Terza Età. Bella, fratello!
Voto Bolla: 7

Parliamo dell'omino seduto in poltrona
Il Premio Invecchiato Bene se lo beccano pari merito Michael Horse (Hawk, al quale Alessandra conferisce il Premio Speciale Che gli Amici Sioux di Chuck Norris Possano Schiattare d'Invidia), Al Strobel (Mike, l'uomo con un braccio solo, che Alessandra definisce Wiskey Invecchiato di 12 Anni) e Kimmy Robertson (Lucy). L'altro giudice commenta "Kimmy Robertson invecchia bene ma è rincoglionita assai". Come darle torto?
Voto Bolla: 10 a tutti e tre


A James Marshall, alias James Hurley, va il mio Premio Michael Stipes mentre Alessandra gli conferisce quello Gallina Vecchia che Tenta di Fare il Brodo Ancora Buono.
Voto Bolla: 4. Eri così figo!



David Duchovny nei panni di Denise, ex Dennis, ottiene l'indiscusso Premio Invecchio Meglio Da Donna Che Da Uomo e quello Glen or Glenda di Alessandra.
Voto Bolla: 9


Su Dana Ashbrook ci sono dissidi, attenzione. Alessandra gli conferisce un onorevole ma inquietante Premio Dolph Lundgren, io mi ancoro agli anni '90 e lo incorono col premio Sorriso Durban's.
Voto Bolla: 7 ma 'sta dentatura finta mi turba


La nuova serie ha portato seco anche altri attori, sui quali è carino spendere due parole. Vediamo quali sono.

A Madeline Zima, la Gracey de La Tata, va il mio Premio CBCR - Cresci Bene Che Ripasso. Alessandra, non molto convinta, le assegna il Premio Cagna Maledetta.
Voto Bolla: 10 per l'aspetto fisico, complimenti!



Nei primi due episodi spunta anche Matthew Lillard, che la maggior parte di voi ricorderà per Scream, I tredici spettri e Scooby-Doo. La sua comparsa merita il mio Premio Minotauro e quello Ammazza Quanto Invecchi Male/Il Tuo Mento si è Sciolto con la Faccia di Alessandra. Non che quest'uomo sia mai stato bello ma, insomma.
Voto Bolla: 4


All'ambiguo e tarantiniano Robert Forster, qui nei panni di uno dei due sceriffi Truman, va il mio Premio Che Fine Ha Fatto Michael Ontkean? e quello Sciocca Stronzi di Alessandra.
Voto Bolla: 7, tanto quest'uomo è sempre uguale!


Alla lynchiana di ferro Naomi Watts va il Premio La Vecchiaia Non Mi Tocca e addirittura una sospettosa Alessandra arriva a conferirle il Premio Faust!
Voto Bolla: 10


Premio lazzaro alzati e recita: Ashley Judd. A lei (come anche a Jessica Szhor, alla quale Alessandra ha conferito il Premio Ué Bella Figa) io ho dato il Premio Ma Chi Sei?. Perdonate ma non sono affatto fisionomista e poi ero troppo presa a capire quanto caSSo fossero invecchiati i titolari della vecchia serie che le affiancavano per prendere atto della presenza di queste due nel cast.

Ashley Judd col Premio Gran Catananno
A concludere le danze ci pensa Michael Cera, non vi dico in che ruolo se non avete ancora visto la quarta puntata (per lo stesso motivo non metterò la foto visto che sarebbe un bello spoilerone, magari non dei più importanti ma comunque antipatico). A lui non si può dire che sia invecchiato, visto che è un ragazzino, ma Alessandra ha comunque deciso di dargli un premio, quello Versione Piscia A Letto di Marlon Brando. E con questa concludiamo, ci aggiorniamo dopo il 4 giugno, quando uscirà la quinta puntata con (si spera!) molti succosi ritorni su cui sparlare!!! ENJOY!







martedì 9 febbraio 2010

Non è un paese per vecchi (2007)

Il Bollalmanacco ha di nuovo subito un lieve arresto, ma non è che la sua padrona non veda film, è che il tempo di recensirli si unisce ad una fondamentale pigrizia della stessa. Ma non stiamo tanto a ciurlar nel manico (o a pettinar le bambole…) e parliamo oggi di un film particolare come tutti quelli dei Fratelli Coen, ovvero Non è un paese per vecchi (No Country For Old Men), del 2007, tratto dall’omonimo e noiosissimo romanzo di Corman McCarthy. Nel 2008 la pellicola in questione si è portata a casa un sacco di Oscar:miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista. E tutti meritatissimi.


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La trama: Llewelyn Moss è un perdigiorno di saldi principi che, durante un appostamento di caccia, si trova in mezzo ad uno scenario da regolamento di conti. Messicani morti, residui di droga.. e poco più in là un altro uomo, anch’esso morto, ma con una valigia piena di soldi. Ovviamente il nostro non ci pensa due volte, prende i soldi e scappa, tradito solo dal suo altruismo che gli mette alle calcagna, oltre ai messicani, il folle e taciturno killer Chigurh e il vecchio sceriffo Ed Tom Bell.


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I Coen riescono a prendere un libro talmente noioso che non sono neppure riuscita a finirlo, a rimanere fedelissimi all’opera e contemporaneamente a creare un film che di noioso non ha proprio nulla. Certo, non aspettatevi, nonostante la trama, un film adrenalinico o pieno di sparatorie. In puro stile Coen, la fanno da padroni i lunghi silenzi, le immagini grottesche, i dialoghi sarcastici e in questo caso anche nostalgici. Non è un paese per vecchi è una lunga ed interessante riflessione sui tempi che non torneranno più, irrimediabilmente corrotti dalla perdita di valori praticamente ancestrali. Questi valori sono incarnati dallo sceriffo Ed Tom, che alla fine della sua carriera è del tutto disilluso, perso in un mondo che non capisce, e che lo fa sentire inadeguato. La razionalità, il senso dell’onore, le vendette “pulite”: niente di tutto questo esiste più, e come ultimo tentativo di essere utile e dare nuovamente un senso a quei valori, lo Sceriffo cerca di salvare la vita a Llewelyn, un bravo ragazzo i cui principi sono stati stravolti dal denaro sporco, frutto di quella droga che è una delle cause per cui il mondo “nuovo” si sta mangiando quello vecchio. Dall’altra parte, come estremizzazione del caos, c’è Chigurh. Un killer che non segue principio alcuno, se non quello del caso (lanciando una monetina quando va bene…), che uccide seguendo i suoi contorti e perversi valori e un senso di fatalismo che ha dell’invidiabile: non una volta in tutto il film lo vediamo arrabbiarsi o agitarsi, né provare una qualsivoglia emozione che non sia una lieve irritazione per non essere capito, e solo una volta lo vediamo agire per vendetta. Chigurh è l’incarnazione della follia dei tempi moderni, una follia incomprensibile e terrificante, che può colpire chiunque in qualsiasi momento, ed è degno erede di quel Gaear Grimsrud, interpretato da Peter Stormare, che compie una carneficina nel più famoso film dei Coen, Fargo.


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Tutto il film ovviamente poggia sulle spalle di attori praticamente perfetti. Javier Bardem, che non a caso ha vinto l’Oscar, è perfetto nel ruolo di Chigurh: voce bassa, sguardo perso nel vuoto, camminata lenta ma inesorabile. L’altra genialata è l’arma che usa per uccidere, una pistola ad aria compressa, silenziosa e mortale proprio come lui. Ogni confronto del killer con la vittima, ignara o meno, regala allo spettatore attimi di ansia palpabile, perché effettivamente il personaggio in questione è assolutamente imprevedibile. Tommy Lee Jones, dal canto suo, mette tutta la sensibilità di un ottimo attore nell’interpretare il vecchio sceriffo, nostalgico, triste e sempre con lo sguardo rivolto ad un tempo lontano che non tornerà più. La chiacchierata finale con la moglie, un sogno raccontato davanti alla colazione, preludio di una lunghissima e noiosa giornata da pensionato, è una scena molto commovente, e racchiude in sé tutto il senso del film.


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La particolarità che, in questo film, ci mostra appieno la maestria e l’attenzione che mettono i Coen nella sua realizzazione, non è da ricercare tanto nelle immagini, che sono comunque degli esempi di altissimo cinema. Quello che salta all’occhio è la scelta di non mostrare, soprattutto nelle scene “clou”. Non scendo nei dettagli per non togliere la sorpresa, ma ad un certo punto lo spettatore si ritrova a capire l’accaduto solo da alcuni dettagli che preludono alla scena (una macchina che sgomma, il suono delle sirene, un cadavere che galleggia sull’acqua, davanti agli occhi impotenti dello sceriffo), e in un altro momento, verso la fine, si intuisce il destino di uno dei personaggi semplicemente dal maniacale comportamento di Chigurh. E’ interessante poi come ogni scena “scioccante”, venga anticipata da un silenzio profondo, irreale, lo stesso silenzio, in effetti, che accompagna l’arma del killer ogni volta che viene usata. In due parole, un film molto bello, tipicamente Coen, che piacerà sicuramente a chi, davanti ad uno schermo, preferisce pensare piuttosto che staccare il cervello.


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Di Joel ed Ethan Coen ho già parlato qui.


Javier Bardem interpreta il killer Anton Chigurh. L’attore spagnolo, dal fascino molto particolare, è salito alla ribalta internazionale, come molti nel suo paese, grazie a Pedro Almodovar, che l’ha voluto nel film Mare dentro. Tra i suoi altri film ricordo Le età di Lulu, Tacchi a spillo, Prosciutto prosciutto, La tetta e la luna, Vicky, Cristina, Barcellona. Ha 41 anni e tre film in uscita.


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Tommy Lee Jones interpreta lo sceriffo Ed Tom Bell. Attore veterano, originario del Texas, lo ricordo per pellicole più o meno interessanti come Love Story, Uccidete la colomba bianca, JFK – Un caso ancora aperto, Il fuggitivo, Il cliente, Assassini nati (splendido film di cui era protagonista un altro attore presente in Non è un paese per vecchi, Woody Harrelson), l’orrendo Batman Forever, Men in Black ( e il suo seguito), Small Soldiers, Space Cowboys, The Hunted – La preda. Ha recitato anche in un episodio di Charlie’s Angels. Ha 64 anni e nel 1994 ha vinto un Oscar come miglior attore non protagonista per Il fuggitivo.


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Woody Harrelson interpreta il loquace killer (?) Carson Welles. Il suo ruolo migliore resta senza ombra di dubbio quello del folle Mickey in Assassini nati di Oliver Stone, ma di tanto in tanto l’attore spunta con la sua faccetta ad arricchire anche film meno interessanti. Tra gli altri, ricordo Pazzi a Beverly Hills, Proposta indecente, Larry Flint – Oltre lo scandalo, La sottile linea rossa, Terapia d’urto, A scanner darkly. Ha partecipato ad alcuni telefilm come Ellen, Frasier, Will & Grace  e doppiato un episodio dei Simpson. Ha 49 anni e due film in uscita.


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Josh Brolin interpreta Llewelyn Moss. Mi mette tanta nostalgia l’idea che l’attore abbia esordito come “fratellone” tutto muscoli e belloccio del protagonista de I Goonies, nell’ormai lontano 1985. La sua carriera poi è proseguita a fasi molto alterne, e si sta riprendendo solo in questi anni, con film come Nightwatch – Il guardiano di notte, Mimic, L’uomo senza ombra, Planet Terror. Ha 42 anni e cinque film in uscita. 


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A proposito di Brolin, doveva essere il compianto Heath Ledger ad interpretare Llewelyn. I Coen non hanno voluto nemmeno fare il provino a Brolin, che sul set di Grindhouse s’è dovuto “arrangiare” e chiedere in prestito una telecamera a Rodriguez, per girarne uno. Siccome il regista di detto provino è stato il buon Quentin, posso solo immaginare cosa deve avere mandato ai Coen! Mi piacerebbe dunque potervi lasciare con il video del provino, ma più banalmente concluderò con il trailer del film… ENJOY!! 




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