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venerdì 17 ottobre 2014

Bolla's Top 5: Mannaggia la pupazza!

Da quanto tempo non buttavo giù una top 5!! Ebbene, dopo la visione di Annabelle è giunto il momento di stilarne una relativa a ciò che mi terrorizza maggiormente in un film horror, ovvero bambole, pupazzi, manichini assassini o posseduti. Siccome la mia è una paura difficilmente sormontabile, non sono mai riuscita a vedere troppi film che sviscerassero palesemente l'argomento, quindi la classifica sarà necessariamente incompleta e viziata da questa fobia (avete notato che manca roba come Dolls - Bambole? Ecco, mai guarderei quella roba, neanche morta!) ma se volete sfidarmi e proporre qualche altro titolo... perché no? ENJOY!

5. Amityville Dollhouse
I puristi e i veri appassionati di horror diranno che è una belinata e non hanno torto, credo sia uno dei punti più bassi mai toccati dalla serie. Tuttavia all'epoca mi aveva messo addosso una discreta strizza anche perché, d'altronde, a me basta vedere bambole o simili per non capire più nulla!

Notare gli occhietti cattivi del pupazzetto...
4. Poltergeist - Demoniache presenze
Uno degli horror più belli mai girati, sicuramente il più bello di Tobe Hooper (anche se strilla Steven Spielberg!! in ogni fotogramma...). Già fa paura di per sé ma se a tutto il resto si aggiunge l'orrore di un terrificante clown su cui inevitabilmente si focalizza l'attenzione dello spettatore fin dall'inizio del film nell'attesa di un attacco, l'infarto diventa automatico. 


3. La casa 3 - GhostHouse
Qui vale la stessa cosa di Amityville. Gli esperti ve lo descriverebbero come un'incredibile caCCata ma io non guardo questo film dal 1993 (mi sembra di essere Bloch...) perché all'epoca mi aveva privata del sonno per parecchie notti, sia per il terribile pagliaccio che si portava appresso la malefica protagonista, sia per la nenia che accompagnava ogni sua apparizione. Il DVD è lì che mi guarda da anni e io gli sorrido, facendogli ogni sera il gesto dell'ombrello e rifiutando persino di toglierlo dal cellophane.


2. L'evocazione - The Conjuring /Annabelle
Per essere una novellina, la bambola Annabelle si è subito aggiudicata i primi posti della top 5. D'altronde, i momenti più terrificanti de L'evocazione sono quelli che la vedono protagonista, mentre Annabelle mi ha letteralmente annichilita per il terrore e sto cercando di dimenticarlo.


1. La bambola assassina
Il bambolotto Chucky è stato il mio primo, vero spauracchio, mi bastava guardare la copertina dei primi tre film per non dormire la notte! Col tempo ho imparato a volergli bene e ad apprezzarne la beffarda ironia ma non lasciatevi ingannare: se dovessi guardare La bambola assassina sola e al buio credo morirei, inoltre MAI mi avvicinerei a un pupazzo "Tipo Bello", neanche per sbaglio!



Altri mirabili esempi di pupazzi cinematografici malnati li trovate qui QUI mentre QUI trovate un bell'articolo di Hell che parla di VERE bambole maledette! ENJOY!

lunedì 27 giugno 2011

Poltergeist: demoniache presenze (1982)

Il mio horror preferito rimane, indiscutibilmente, Shining. Scendendo invece di un gradino, per quanto riguarda gli horror più “prosaici”, credo proprio che, dopo averlo rivisto, il mio preferito sia Poltergeist: Demoniache presenze (Poltergeist), diretto nel 1982 dal regista Tobe Hooper.


Trama: i Freeling sono la tipica famigliola americana, padre, madre, e tre figli. Un giorno la più piccola, Carol Anne, comincia a vedere nello schermo della tv delle “persone”, e dopo poco tempo la casa dove vivono i Freeling diventa teatro di strani fenomeni paranormali, all’inizio divertenti e poi sempre più invasivi…


Prima delle telecamere nascoste di Paranormal Activity ci pensava l’approccio scientifico e parapsichico di Poltergeist: demoniache presenze a terrorizzare, con successo, l’audience internazionale grazie alla semplice immagine di una piccola bimba che, davanti ad uno schermo bianco, esclamava all’improvviso “They’re heeeree” (Sono quiii). Nonostante il film più famoso di Tobe Hooper sia il trucidissimo Non aprite quella porta, secondo me Poltergeist è sicuramente il più bello. Purtroppo, bisogna dire che c’è poco di suo in quel che si vede: la pellicola infatti porta scritto “Steven Spielberg” praticamente in ogni inquadratura, dialogo e nota della colonna sonora. Nello stesso mese dello stesso anno, infatti, uscivano nei cinema USA due film sostanzialmente identici nei presupposti, ma diametralmente divergenti per quanto riguarda lo svolgimento della trama. Uno era questo Poltergeist (prodotto e sceneggiato da Spielberg, anche se era stato proposto a Stephen King di scrivere la sceneggiatura), l’altro era lo storico, bellissimo, inarrivabile E.T. l’extraterrestre (diretto dal famoso regista). Entrambi avevano per protagonista una famigliola alle prese con qualcosa di assai lontano dalle esperienze comuni, fantasmi o alieni che fossero, ed entrambi avevano come fulcro l’idea che queste presenze “altre” decidessero di approcciarsi inizialmente ai bambini, gli elementi più fragili ma anche quelli dalla mente più aperta… più vitali e potenti, in qualche modo. Ma mentre il piccolo Elliott stringeva una profonda amicizia con l’alieno E.T., cercando di salvarlo da scienziati e soldati ottusi e crudeli, la povera Carol Anne avrebbe pagato oro perché orde di soldati fossero andati a salvarla dai Poltergeist che in men che non si dica distruggono l’esistenza a lei e alla famiglia, davanti agli sguardi impotenti di scienziati gentili ed amichevoli. Per dirla con le parole di Spielberg, insomma, “E.T. è un sussurro, mentre Poltergeist è un urlo”.


Infatti, nonostante poi, a conti fatti, non muoia nessuno nel film, Poltergeist fa davvero paura. Innanzitutto perché ci mostra quanto saremmo impotenti se delle forze spettrali si scatenassero in casa nostra, poi perché fa leva su paure ancestrali o tipiche dell’infanzia (il pagliaccio che i bambini tengono in camera, il temporale che ci sorprende la notte, ovviamente la morte e quello che sta “al di là”) e infine perché ci mette di fronte la straziante immagine di una famiglia troppo verosimile che si trova a dover affrontare una terribile perdita senza potere, in qualche modo, razionalizzarla. Ad alimentare la paura, come se non bastasse lo scioccante e intelligentissimo finale “doppio” (se lo guardate, capirete), concorrono degli splendidi effetti speciali dosati con parsimonia assoluta, pochi all’inizio (qualche sedia che si sposta), poi sempre più importanti e spaventosi, mano a mano che la storia prosegue e i Poltergeist diventano più potenti ed arrabbiati. In particolare, la scena finale è mozzafiato, ma anche la terribile sequenza in cui Robbie rischia di venire inghiottito dall’albero, o il tentativo di salvataggio di Carol Anne sono, ancora oggi, degli splendidi ed inquietanti esempi di cinema ben fatto. E ovviamente anche gli attori sono tutti bravissimi, una spanna sopra quelli che di solito partecipano alle pellicole horror. Come avrete capito quindi, secondo me Poltergeist è un film talmente bello e “fondamentale” che uguagliarlo sarebbe impossibile. Purtroppo, pare invece ci sia in programma l’ennesimo remake, al momento ancora un’”idea” nella mente della MGM. Se ne riparlerà nel 2013.


Del regista Tobe Hooper ho già parlato qui.

Craig T. Nelson interpreta il padre di famiglia, Steve. Americano, lo ricordo per film come Poltergeist II: l’altra dimensione, Turner e il “casinaro” e L’avvocato del Diavolo, per aver doppiato Gli Incredibili e per aver partecipato a serie come Charlie’s Angels, Wonder Woman, My Name is Earl e CSI: NY. Anche produttore e regista, ha 67 anni.


JoBeth Williams interpreta la mamma, Diane. Americana, la ricordo per film come Kramer contro Kramer, Il grande freddo, Poltergeist II: l’altra dimensione, Nei panni di una bionda, Fermati o mamma spara e Da giungla a giungla. Per la tv ha doppiato un episodio di Mighty Max e partecipato a serie come Sentieri, Frasier, 24, Numb3rs, Criminal Minds e Dexter. Anche produttrice, ha 63 anni e due film in uscita.


Heather O’ Rourke interpreta Carol Anne. Terribile il destino di questa piccola attrice, morta all’età di 12 anni a causa di un morbo intestinale, prima di completare le riprese del suo ultimo film, Poltergeist III: ci risiamo! Nella sua pur breve carriera ha partecipato all’intera trilogia di Poltergeist e ai  telefilm Fantasylandia, Chips e Happy Days.


Il film venne nominato per ben tre Oscar, quello per il miglior sonoro, per i migliori effetti speciali e per la migliore colonna sonora originale. I premi gli vennero strappati tutti dal “fratellino” E.T., a dimostrazione di come l’horror, anche se ben fatto, venga considerato dall’Academy un genere quasi da ignorare. Impossibile però ignorare la sfortuna che ha accompagnato gli attori protagonisti di Poltergeist, tanto da fargli guadagnare la nomea di “maledetto” a fronte di mille leggende metropolitane e poche, tristi verità, come la morte della giovanissima Heather O’Rourke e l’omicidio dell’attrice che interpretava sua sorella maggiore nel film, lo stesso anno della sua uscita nelle sale. A proposito di attrici, un altro legame tra E.T. e Poltergeist lo troviamo nel mancato casting di Drew Barrymore, che avrebbe dovuto interpretare Carol Anne e che invece, a causa del suo visetto “poco angelico”, è diventata la sorellina pestifera del famoso Eliott. Se siete fan sfegatati del film vi farà piacere sapere un paio di cose. Innanzitutto, esistono due seguiti, entrambi inferiori al primo episodio, Poltergeist II: L’altra dimensione e Poltergeist III: ci risiamo!, oltre ad una serie televisiva andata in onda verso la fine degli anni ’90, Poltergeist: The Legacy, che tuttavia non si riallaccia direttamente ai film. Inoltre, la casa dei Freeling esiste davvero, ed è tuttora abitata. Si trova al 4267 di Roxbury Street, a Simi Valley, California e potete trovarla anche su Google Maps, se mai voleste andare in pellegrinaggio mistico! E ora vi lascio con il vintagissimo trailer del film... ENJOY!!

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