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mercoledì 2 maggio 2012

Wishmaster - Il signore dei desideri (1997)

Ieri sera sono finalmente riuscita a riguardare un film che ero riuscita a vedere solo una volta ma che mi era rimasto molto impresso, ovvero Wishmaster – Il signore dei desideri (Wishmaster), diretto nel 1997 dal regista Robert Kurtzman.


Trama: un antico demone chiamato Djinn, in grado di esaudire i desideri di chi lo evoca, viene liberato ai giorni nostri e comincia a seminare morte e mietere anime…





Ah, il Djinn. Potenzialmente, uno dei mostri più bastardi dei moscerelli anni ’90, in grado di tenere testa a “gente” del calibro di Freddy Krueger, Pinhead e compagnia cantante, finito purtroppo nel dimenticatoio dopo un paio di orrendi sequel. Il perché non mi è chiaro, in effetti. Forse la gente si era stufata di questo genere di horror sovrannaturali e aveva preferito rivolgere lo sguardo altrove, forse il regista non era abbastanza di richiamo, forse non lo erano gli attori, vai a sapere. Sta di fatto che Wishmaster è un gioiellino, almeno per quel che mi riguarda, svilito solo da comprimari un po’ cani e da una fotografia effettivamente piatta e bruttarella. Ma non stiamo a spaccare il capello, esistono horror girati e recitati veramente col chiulo, invece Wishmaster regala un’ora e passa di puro e sanguinoso divertimento.


Quello che colpisce del film, infatti, è che nonostante lo humor nero che lo pervade e la natura fondamentalmente giocosa e stronzetta del Djinn, allo spettatore vengono sbattute in faccia delle macellate mica da ridere. La sola sequenza iniziale è per stomaci decisamente preparati, con gente che viene praticamente sventrata dall’interno così che lo scheletro possa uscire a fare due passi, persone che si liquefanno e altre simili amenità, ma nel corso del film vediamo anche uomini divorati dal cancro, cadaveri sezionati, donne con la faccia strappata via, simil – alien che vengono espulsi dagli orifizi più disparati, eccetera. Per le gentili concessioni a questo gusto così gore bisogna ringraziare la premiata ditta Nicotero & Berger, che dimostrano di essersi molto divertiti a creare questi realistici orrori per Wishmaster; gli unici effetti che, ad oggi, risultano datati e bruttini sono il mostriciattolo che insegue la protagonista nel regno del Djinn e l’uomo che viene fuso all’interno di una porta a vetri, mentre il trucco del villain è davvero ben fatto e anche abbastanza particolare, nonostante la maggior parte dei demoni poi visti in Buffy the Vampire Slayer abbiano preso parecchio spunto dal suo design.


Come ho detto, però, il vero divertimento nel vedere Wishmaster sta nella figura del Djinn, che sia in sembianze mostruose o umane. Andrew Divoff al naturale è uno spettacolo, con quella faccia luciferina e lo sguardo da pazzo che lo rendono allo stesso tempo affascinante ed inquietante, proprio come dovrebbe essere una creatura in grado sì di esaudire desideri, ma in modo da fare del male a chi è talmente avido o stupido da credergli. Il modo in cui il Djinn intorta le sue vittime è a tratti esilarante, spesso legato al significato letterale delle loro parole (il povero Tony Todd desidera una cosa: “to escape”. Detto fatto, infilato in una camicia di forza, incatenato e chiuso in una scatola trasparente piena d’acqua, Houdini non c’era riuscito a “escapare”, ma magari tu ce la fai? sogghigna il Djinn allontanandosi soddisfatto) e lo spettatore non può fare altro che rimanere col fiato sospeso aspettando di vedere come riuscirà a pervertire e volgere a suo vantaggio anche il più semplice e apparentemente innocuo dei desideri. Certo, alcune sequenze sono a dir poco trash, come quella del Jack The Ripper con la faccia da pederasta che balza fuori da un quadro per far fuori una delle guardie, ma Wishmaster è un film che mi sento tranquillamente di consigliare.


Del regista  Robert Kurtzman ho già parlato qui. Robert Englund (Raymond Beaumont), Ted Raimi (Ed), Angus Scrimm (di cui si sente solo la voce all’inizio, come narratore), Reggie Bannister (il farmacista), George "Buck" Flower (il barbone all'inizio), li trovate invece ai rispettivi link.

Tammy Lauren (vero nome Tammy Lauren Vasquez) interpreta Alexandra. Americana, ha partecipato a serie come Mork & Mindy, Chips, MacGyver, Casa Keaton, Walker Texas Ranger, Più forte ragazzi, Quell’uragano di papà e Due uomini e mezzo. Ha 44 anni.


Andrew Divoff (vero nome Andrew Daniel Divoff) interpreta il Djinn. Venezuelano, lo ricordo per film come Caccia a Ottobre Rosso, Ancora 48 ore, Air Force One, Wishmaster 2 – Il male non muore mai e Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, oltre a serie come Ai confini della realtà, The A-Team, MacGyver, Più forte ragazzi, Nash Bridges, Walker Texas Ranger, Alias, Lost, Criminal Minds e CSI: Miami. Anche produttore, ha 57 anni e un film in uscita.


Jenny O’Hara interpreta Wendy. Americana, la ricordo per film come Mystic River e Devil, oltre a serie come Charlie’s Angels, Starsky & Hutch, Chips, Beverly Hills 90210, ER – Medici in prima linea, Roswell, NYPD, Nip/Tuck, Six Feet Under, CSI: Scena del crimine, Ghost Wisperer, Grey’s Anatomy, Cold Case e Dr. House. Anche regista, ha 70 anni e due film in uscita.


Chris Lemmon, che nel film interpreta l’avido e stupido datore di lavoro di Alexandra, è figlio del compianto Jack Lemmon, ma a differenza di quella del padre la sua carriera è stata ed è tuttora a dir poco risibile. Oltre a lui, come avete visto, ci sono molte altre guest star nel film, tutte o quasi in qualche modo legate alla “storia” dell’horror: Kane Hodder, ovvero la guardia che viene infilata nella porta a vetri, ha interpretato più volte Jason nella serie Venerdì 13, Frank Nicotero e Gregory Berger compaiono rispettivamente nei panni di uno dei clienti della farmacia e una delle guardie verso il finale e infine Robert Kurtzman stesso compare brevemente prima di venire fatto a pezzi dalle corde di un pianoforte. Del film esistono tre seguiti usciti tutti per il mercato dell’home video: Wishmaster 2 – Il male non muore mai (l’unico che ho visto e che posso consigliarvi di vedere, nonché l’ultimo con Andrew Divoff, girato dal regista de L’alieno, Jack Sholder), Wishmaster 3 - La pietra del diavolo e Wishmaster 4 - La profezia maledetta. Vi piacesse il genere, punterei sul simpatico primo capitolo della saga Leprechaun e ovviamente su Nightmare – Dal profondo della notte, visto che Wishmaster è stato prodotto da Wes Craven. ENJOY!

sabato 10 dicembre 2011

I predatori del Bollalmanacco perduto: Buried Alive (2007)

Terzo appuntamento con il "Bollalmanacco di recupero". Tenete duro, ho quasi finito. Oggi rimetto un vecchio post dedicato a un horror che a definirlo inguardabile gli si fa un piacere. Sorvolate sulle brutture stilistiche del post, please. Ecco a voi... Buried Alive! ENJOY!
P.S. A riguardarlo ora mi sembra orrendo anche il trailer.... oddio, cosa pensavo solo tre anni fa?? o__O

Visto che pare ci sia un po’ di tempo libero, quest’oggi voglio parlare di un filmetto che mi ha attirata per il trailer, dimostrazione del fatto che questi ultimi ormai sono fatti meglio delle pellicole che pubblicizzano.


Il filmetto in questione è Buried Alive di Robert Kurtzman. Il titolo dice già tutto: sei strepponcelli provenienti da famiglie benestanti decidono di passare un weekend nella vecchia casa di famiglia del “ribelle” del gruppo. Il motivo principale è l’iniziazione di due ragazze ad una di quelle stupidissime confraternite, ma in realtà il ragazzetto vuol cercare l’oro di famiglia, che si dice sia stato sepolto assieme alla prima moglie di suo nonno, ovviamente indiana, ovviamente sepolta VIVA. Inutile dire che lo spirito della defunta, all’urlo di “Le colpe dei padri ricadranno sui figli (e anche sugli amici dementi di questi ultimi)” si armerà d’accetta e tanta buona volontà…


Diciamo che da tempo non mi succedeva di vedere un film recente così mal fatto sia dal punto di vista della sceneggiatura, sia da quello degli attori. Nulla da dire sugli effetti speciali decisamente “gore” (seppure assai limitati nel numero), anche perché Kurtzman è un mago degli FX horror, ma la banalità del tutto e il finale buttato lì sono sconcertanti.


Incredibili sono i mezzucci usati per attirare le più disparate categorie di teen agers, e la banalità stereotipata dei personaggi. Come nella famosa canzone, “non manca più nessuno, solo non si vedono i due Liocorni”: assieme al ribelle troviamo il nerd sfigato, il bamboccio tutto sesso e birra, la zoccoletta cattivella, la zoccoletta scemina e la zoccoletta spregiudicata ma intelligente. E ovviamente non manca neppure la guest star, un Tobin Bell reduce dal successo di Saw che non ha nemmeno la metà del carisma di Robert Englund nelle sue peggiori comparsate ma che serve comunque ad attirare gonzi.


La trama è confusetta, priva di mordente, noiosa e prevedibile, infarcita di dialoghi al limite del ridicolo, canzonette country, la costante visione della “strega” che non fa neppure così paura, e fesserie new age (i tatuaggi di simboli di diverse religioni che proteggono indiscriminatamente dagli spettri o dalle maledizioni è l’equivalente della croce sulla bandiera svizzera che uccide i vampiri). Evitatelo come la peste.


Robert Kurtzman è, prima che regista (il suo unico film degno di nota è, a mio avviso, The Wishmaster, di cui ha curato anche make up ed effetti speciali) un espertissimo tecnico degli effetti speciali e del make up (inteso nel senso horrorifico del termine) che opera spesso in tandem con gli altri geni Nicotero e Berger. Tra i suoi lavori più egregi “dietro le quinte” rammento La Casa II, L’Alieno, Nightmare V: il mito, I delitti del gatto nero, Misery non deve morire, La casa nera, L’armata delle tenebre, Pulp Fiction, Nightmare Nuovo Incubo, Il seme della follia, Vampiro a Brooklyn, Dal tramonto all’alba, Scream, Boogie Nights – L’altra Hollywood, The Night Flier, Vampires, Cose molto cattive, Soldi sporchi, Dal tramonto all’alba 2: Texas, sangue e denaro, Il mistero della casa sulla collina, Il miglio verde, Spy Kids, Rat Race, I tredici spettri, Vanilla Sky, Austin Powers in: Goldmember, Identità, C’era una volta in Messico. Ha 44 anni e, come regista, due film in uscita.


Tobin Bell interpreta Lester, il laido custode. Salito alla ribalta come l’Enigmista della serie Saw (che è dannatamente arrivata al quinto episodio…) è in realtà un caratterista la cui attività risale agli anni ’80, e che ha partecipato a film come Tootsie, Mississippi Burning, Quei bravi ragazzi, Il socio, Pronti a morire. Per la televisione ha partecipato a serie famose come ER, X-Files, Streghe, 24. Ha 66 anni e tre film in uscita.


Sui ragazzetti non spreco nemmeno una parola, sono degli emeriti sconosciuti che, se il Signore vorrà, non faranno mai carriera.
A voi lascio il trailer, l'unica cosa degna di nota... ENJOY!

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