Eccoci arrivati a parlare di un altro dei film che più aspettavo quest'anno, Snoopy & Friends - Il film dei Peanuts (The Peanuts Movie), diretto dal regista Steve Martino.
Trama: La vita di Charlie Brown scorre tranquilla, tra un episodio di ordinaria sfiga e l'altro, finché nel quartiere non si trasferisce La Ragazzina Dai Capelli Rossi e il piccolo Charles se ne innamora perdutamente...
Non posso nemmeno cominciare ad immaginare l'ansia ai vertici del Blue Sky Studio quando il figlio e il nipote di Charles Schulz hanno deciso di affidare a loro la realizzazione di un film sui Peanuts. Molto probabilmente sarà stata al livello dei timori degli spettatori all'idea che al posto dell'animazione tradizionale venisse usata quella al computer, sicuramente poco adatta a riproporre il tratto nevrotico e "bambinesco" del vecchio Charles. Indubbiamente, Steve Martino e compagnia si sono presi una bella gatta da pelare perché quale bambino e quale adulto, soprattutto, non conoscono Snoopy, Charlie Brown e il loro umorismo dolceamaro, zeppo di caustici ed ironici insegnamenti adatti ad ogni momento della vita? Il rischio di spezzare cuori e scatenare una sommossa universale era enorme e io personalmente ho varcato la soglia del cinema con il dente avvelenato del sospetto, che si è sciolto in un enorme sorriso prima e in un magone grosso così poi davanti alla deliziosa, delicata goduria che è questo Snoopy & Friends. Una pellicola dove il cagnolino sognatore e l'uccellino Woodstock vivono la più classica delle battaglie aeree contro il maledetto Barone Rosso, introdotta dalle parole "Era una notte buia e tempestosa...", mentre Charlie Brown, in parallelo, è costretto ad affrontare la più grande sfida della propria vita: mettersi in buona luce davanti alla Ragazzina dai Capelli Rossi, la bimba che si è appena trasferita vicino a casa sua e che gli ha colpito il cuore. Buon vecchio Charles. Charlie Brown è come Paperino, lo specchio di tutti noi: è sfigato, bruttino, goffo, pasticcione, non ha abilità particolari né è particolarmente intelligente. Eppure, povera creatura, si impegna e non si arrende mai, sbatte quel buffo testone contro l'albero mangia aquiloni e si rialza, viene vessato e disprezzato da Lucy ma resiste, rinuncia persino ai rari momenti di gloria affinché gli altri siano felici e, soprattutto, non viene mai meno a sé stesso, ai suoi valori e ai suoi principi, nonostante non se ne renda conto e passi il tempo a tormentarsi roso da dubbi esistenziali. Riuscirà il nostro eroe a conquistare la Ragazzina dai Capelli Rossi? Forse, chissà, ma a noi deve importare relativamente. Ciò che conta è che Charlie Brown è una bella persona e le belle persone potranno anche non diventare famose e sicuramente non avranno mai vita facile... ma, allo stesso modo, non saranno mai sole e non dovranno mai vergognarsi di quello che sono. E il Film dei Peanuts lo urla a gran voce, come ha fatto del resto Schulz per cinquant'anni, alla faccia di tutti quegli eroi pronti a convincerci che ognuno di noi è speciale: no, non siamo tutti speciali, ma DOBBIAMO essere tutti delle belle persone, come Charlie Brown.
Anche il film di Steve Martino è bello, ovviamente. Lo è dal momento in cui rispetta tutti gli elementi storici delle strisce di Schulz e le riporta sullo schermo integrandole alla perfezione all'interno di una storia coinvolgente ed interessante, senza lasciare che siano vuote strizzate d'occhio allo spettatore amante dei Peanuts. L'animazione 3D dei personaggi non è né rigida né finta (pensate a com'erano orrendi i primi esperimenti in tal senso all'interno de I Simpson, per esempio) anzi, le ombre che delineano le figure dei personaggi danno loro un senso di morbidezza e realismo senza snaturare la loro natura cartoonesca. Fortunatamente, gli animatori hanno deciso di mantenere alcune delle caratteristiche del disegno di Schulz, che si traducono negli sfondi statici e nel tratteggio degli occhi e della bocca dei protagonisti, oltre che nell'interessante rappresentazione grafica di pensieri, sogni e ricordi, praticamente delle strisce in movimento. Qui e là nella pellicola sono inoltre sparse moltissime finezze, la più evidente delle quali è la scelta di non mostrare mai il fondo della cuccia di Snoopy durante le sue scorribande da "Asso della Prima Guerra Mondiale", dando così l'illusione, come accadeva nelle strisce quotidiane di Schulz, che il bracchetto voli davvero su un aereo. Deliziosa e poco invadente anche la colonna sonora, che riprende melodie tipiche della vecchia serie animata aggiungendo alcune canzoni più moderne (e anche alcuni old but gold: vi sfido a non scatenare l'applauso davanti ad uno Snoopy che si dimena sulle note di Bamboleo dei Gipsy Kings) e lodi sperticate alla scelta di mantenere invariato il suono di trombone che sostituisce le voci degli adulti, idea geniale già negli anni '70. E infine, davvero, chissenefrega se la Ragazzina dai Capelli Rossi, mito irraggiungibile ed invisibile dei fumetti, incarnazione degli amori di chiunque, in questo film acquista un volto e, orrore!, una voce: la caratterizzazione fisica e soprattutto psicologica di tutti gli amatissimi Peanuts, la rappresentazione senza tempo di un quartiere in cui i bambini giocano, parlano, pensano e volano sulle ali della fantasia senza bisogno di cellulari, televisioni e tablet, è talmente bella e coerente con quella sviluppata nel tempo da Charles Schulz che per una volta posso anche accettare una deviazione dal "canon" e struggermi dal desiderio di entrare nello schermo e prendere per mano Charlie Brown e i suoi amici, lasciandomi trascinare in un'allegra pattinata sul ghiaccio. Siete ancora qui a leggere? Misericordia, CORRETE al cinema (e non alzatevi fino alla fine dei titoli di coda)!!!!
Del regista Steve Martino ho già parlato QUI.
Kristin Chenoweth (vero nome Kristi Dawn Chenoweth) è la voce di Fifi. Americana, ha partecipato a film come Vita da strega, La pantera rosa, Conciati per le feste, Descendants e a serie come Ugly Betty e Glee; come doppiatrice, ha lavorato per le serie Robot Chicken e American Dad!. Ha 47 anni e tre film in uscita, tra cui My Little Pony.
Snoopy & Friends è il quinto film d'animazione dedicato ai personaggi di Charles Schulz pensato per il grande schermo, gli altri sono Arriva Charlie Brown (1969), Snoopy cane contestatore (1972), Corri più che puoi Charlie Brown (1977) e Bon Voyage, Charlie Brown (and Don't Come Back!!) (1980). A questi vanno poi aggiunti le serie The Charlie Brown and Snoopy Show, This Is America, Charlie Brown e tutti gli special e film TV che venivano spesso passati anche in Italia, soprattutto sotto Natale: Un Natale da Charlie Brown (1965), Charlie Brown's All Stars! (1966), E' il grande cocomero, Charlie Brown (1966), You're in Love, Charlie Brown (1967), He's Your Dog, Charlie Brown (1968), It Was a Short Summer, Charlie Brown (1969), Play It Again, Charlie Brown (1971), È tempo di elezioni, Charlie Brown (1972), There's No Time for Love, Charlie Brown (1973), Un giorno del ringraziamento da Charlie Brown (1973), It's a Mystery, Charlie Brown (1974), E' il bracchetto pasquale, Charlie Brown (1974), Sii il mio Valentino, Charlie Brown (1975), You're a Good Sport, Charlie Brown (1975), It's Arbor Day, Charlie Brown (1976), It's Your First Kiss, Charlie Brown (1977), What a Nightmare, Charlie Brown! (1978), Sei il più grande, Charlie Brown (1979), She's a Good Skate, Charlie Brown (1980), Life Is a Circus, Charlie Brown (1980), È magico, Charlie Brown (1981), Someday You'll Find Her, Charlie Brown (1981), A Charlie Brown Celebration (1982), Is This Goodbye, Charlie Brown? (1983), It's an Adventure, Charlie Brown (1983), What Have We Learned, Charlie Brown? (1983), It's Flashbeagle, Charlie Brown (1984), Snoopy's Getting Married, Charlie Brown (1985), You're a Good Man, Charlie Brown (1985), Happy New Year, Charlie Brown (1986), Snoopy: The Musical (1988), It's the Girl in the Red Truck, Charlie Brown (1988), Why, Charlie Brown, Why? (1990), Snoopy's Reunion (1991), It's Christmastime Again, Charlie Brown (1992), You're in the Super Bowl, Charlie Brown! (1994), It's Spring Training, Charlie Brown! (1996), It Was My Best Birthday Ever, Charlie Brown! (1997), It's the Pied Piper, Charlie Brown (2000), A Charlie Brown Valentine (2002), Charlie Brown's Christmas Tales (2002), Lucy Must Be Traded, Charlie Brown (2003), I Want a Dog for Christmas, Charlie Brown (2003), He's a Bully, Charlie Brown (2006) e Happiness Is a Warm Blanket, Charlie Brown (2011). Come vedete, se Snoopy & Friends - Il film dei Peanuts vi fosse piaciuto roba da recuperare ne avete! ENJOY!
Visualizzazione post con etichetta steve martino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta steve martino. Mostra tutti i post
venerdì 13 novembre 2015
lunedì 29 ottobre 2012
L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva (2012)
Mercoledì sera ho dato prova di grande amicizia a due stordite che vedo troppo poco spesso per i miei gusti e assieme siamo andate a vedere non già Cogan – Killing Them Softly (maledette!! Me la pagherete!!!) bensì L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva (Ice Age: Continental Drift), diretto da Steve Martino e Mike Thurmeier.
Trama: cercando di impossessarsi della sua amata ghianda, Scrat scatena la deriva dei continenti del titolo. Nel corso del cataclisma Manny, Diego, Sid e la nonna del bradipo si ritrovano separati dagli altri animali e bloccati su un pezzo di ghiaccio in mezzo all’oceano; per poter tornare a casa dovranno combattere contro Capitan Sbudella e la sua ciurma di pirati…
Ci sono due modi di affrontare un film simile. Uno, come ho fatto io, è quello di andare con due dei vostri migliori amici, già predisposti ad una serata ad alto tasso di idiozia, pronti a ridere per un nonnulla e a fare gli imbecilli a rischio di farsi cacciare a pedate dall’enorme sala semideserta. Oppure, potete accingervi alla visione con animo critico e allora sugnu ‘azzi vostri. Visto con l’ottica del “degenero”, L’era glaciale 4 fa il suo porco dovere: innanzitutto, nonostante il design dei personaggi sia sempre quello un po’ goffo e rigido del primo film, la grafica al computer è semplicemente spettacolare e alcune sequenze sono mozzafiato, in particolare quella del naufragio di Manny e compagnia. Poi, vabbé, ovvio che chi va a vedere L’era glaciale lo fa soprattutto sperando nelle gag di Sid e Scrat. Lo scoiattolo, bontà sua, ci regala un’esilarante versione della fine di Atlantide mentre Sid, povero bradipo incompreso, viene quasi completamente eclissato dalla rincoglionitissima nonna, una sozza bradipa violacea senza denti e provvista persino di animaletto immaginario (forse…) che si rivolge a Diego chiamandolo “Signora”. Nelle ciurma di pirati, invece, spicca un coniglio feroce e completamente pazzo, mentre l’isolotto dove approdano i nostri eroi è pieno zeppo di dolci e paffute creaturine che potrebbero essere chipmunk, lemmings o chissà quali altre bestie dolciotte e pelose. E qui finiscono i pregi de L’era glaciale 4, in effetti.
Con tutta la buona volontà, infatti, non ci si può non rendere conto che si ride a denti stretti e troppo poco spesso per un film simile. La reiterata moraletta della famiglia che è meglio di un “branco” perché ci accetta a prescindere da quanto siamo strani e il monito a rimanere sempre e comunque sé stessi, senza cambiare per compiacere gli altri, perseguita lo spettatore per tutto il film, soprattutto attraverso la figlia di Manny, Pèsca (mi raccomando, vogliamo una dizione perfetta!), un tempo dolce batuffolotto di pelo e ora adolescente ribelle col chiulo enorme e il ciuffo piastrato, un po’ come l’80% delle ragazze che si vedono in giro. A questa camurrìa (alla fine, come ho detto, chi se ne frega degli altri personaggi? Noi vogliamo Manny, Sid, Diego e Scrat!!) si aggiunge il fatto che i personaggi nuovi non sono nulla di trascendentale, che non c’è più Leo Gullotta a doppiare Manny… e ci sono persino le canzoni!! Quella cantata da Capitan Sbudella sono riuscita ancora a sopportarla, ma quella accompagnata dal balletto nei titoli di coda è talmente imbarazzante che non avrebbe sfigurato in una puntata de Il mondo di Patty. In definitiva, ormai la serie sta perdendo mordente e si vede… L’era glaciale 4 potrebbe andare bene giusto per una serata in compagnia ma non sprecate soldi per vederlo al cinema e, soprattutto, in 3D; l'unica cosa che val la visione in sala è il delizioso corto che precede la pellicola, interamente dedicato a Maggie Simpson, dal titolo The Longest Daycare, a mio avviso molto ma molto più acuto e divertente di L'era glaciale 4!
Di Nick Frost (doppiatore originale del lamantino Flynn) Simon Pegg (che doppia Buck) Seann William Scott (Crash) e Patrick Stewart (Ariscratle) ho già parlato nei rispettivi link.
Steve Martino è coregista della pellicola. Ha già diretto Ortone e il mondo dei Chi e due corti dedicati a Scrat, inoltre ha in progetto un film sui Peanuts che dovrebbe uscire nel 2015.
Mike Thurmeier è coregista della pellicola. Canadese, ha codiretto L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri e tre corti dedicati a Scrat. Ha 47 anni.
Peter Dinklage è il doppiatore originale di Capitan Sbudella. Americano, lo ricordo per film come Elf e per la partecipazione a serie come Nip/Tuck e Il trono di spade. Anche produttore e stuntman, ha 43 anni e sei film in uscita.
Queen Latifah (vero nome Dana Elaine Owens) è la doppiatrice originale di Ellie. Americana, la ricordo per film come Sfera, Il collezionista di ossa, Al di là della vita, Chicago e Scary Movie 3 – Una risata vi seppellirà; ha doppiato personaggi di Pinocchio, L’era glaciale 2 – Il disgelo, L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri, un episodio de I fantagenitori e partecipato alla serie Willy, il principe di Bel Air. Anche produttrice, cantante e sceneggiatrice, ha 42 anni e un film in uscita.
Denis Leary è il doppiatore originale di Diego (doppiato, in italiano, da Pino Insegno). Americano, lo ricordo per film come Palle in canna, Demolition Man, Cuba Libre – La notte del giudizio, Small Soldiers e The Amazing Spider – Man; ha inoltre doppiato personaggi di A Bug’s Life – Megaminimondo, L’era glaciale, L’era glaciale 2 – Il disgelo e L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri. Anche sceneggiatore, produttore, compositore e regista, ha 55 anni.
John Leguizamo è il doppiatore originale di Sid (doppiato, in italiano, da Claudio Bisio). Colombiano, lo ricordo per film come 58 minuti per morire – Die Harder, Super Mario Bros., Carlito’s Way, A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar, The Fan – Il mito, Romeo + Giulietta, Spawn, Moulin Rouge!, La terra dei morti viventi e E venne il giorno; ha inoltre prestato la voce a personaggi dei film Il Dottor Dolittle, L’era glaciale, L’era glaciale 2 – Il disgelo e L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri e partecipato alle serie Miami Vice, E.R. - Medici in prima linea e My Name Is Earl. Anche produttore, sceneggiatore e regista, ha 48 anni e cinque film in uscita, tra cui Kick - Ass 2.
Jennifer Lopez è la doppiatrice originale di Shira. Americana, più conosciuta come cantante dal culo più bello del mondo che come attrice, la ricordo per film come Blood and Wine, Anaconda, Out of Sight, The cell - La cellula e Jersey Girl; ha inoltre prestato la voce per "Z" la formica e partecipato alla serie How I Met Your Mother. Anche produttrice e sceneggiatrice, ha 44 anni e un film in uscita.
Tra gli altri doppiatori USA segnalo anche la rapper zamarrona Nicki Minaj nei panni di una delle elefantine sceme, Wanda Sykes, che doppia la nonnina di Sid, oltre ad essere una delle più grandi comiche americane aveva già catturato la mia attenzione tra i clienti di Clerks II e ovviamente non può mancare il regista Chris Wedge, storico regista del primo episodio, sempre impegnato nei versetti di Scrat. Nulla di fatto invece per Jeremy Renner, che avrebbe dovuto doppiare Capitan Sbudella ma ha abbandonato il progetto per altri impegni. Se il film vi fosse piaciuto, vi consiglio di recuperare tutti i prequel, L’era glaciale, L’era glaciale 2 – Il disgelo e L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri oltre a Madagascar e Alla ricerca di Nemo. ENJOY!!
Trama: cercando di impossessarsi della sua amata ghianda, Scrat scatena la deriva dei continenti del titolo. Nel corso del cataclisma Manny, Diego, Sid e la nonna del bradipo si ritrovano separati dagli altri animali e bloccati su un pezzo di ghiaccio in mezzo all’oceano; per poter tornare a casa dovranno combattere contro Capitan Sbudella e la sua ciurma di pirati…
Ci sono due modi di affrontare un film simile. Uno, come ho fatto io, è quello di andare con due dei vostri migliori amici, già predisposti ad una serata ad alto tasso di idiozia, pronti a ridere per un nonnulla e a fare gli imbecilli a rischio di farsi cacciare a pedate dall’enorme sala semideserta. Oppure, potete accingervi alla visione con animo critico e allora sugnu ‘azzi vostri. Visto con l’ottica del “degenero”, L’era glaciale 4 fa il suo porco dovere: innanzitutto, nonostante il design dei personaggi sia sempre quello un po’ goffo e rigido del primo film, la grafica al computer è semplicemente spettacolare e alcune sequenze sono mozzafiato, in particolare quella del naufragio di Manny e compagnia. Poi, vabbé, ovvio che chi va a vedere L’era glaciale lo fa soprattutto sperando nelle gag di Sid e Scrat. Lo scoiattolo, bontà sua, ci regala un’esilarante versione della fine di Atlantide mentre Sid, povero bradipo incompreso, viene quasi completamente eclissato dalla rincoglionitissima nonna, una sozza bradipa violacea senza denti e provvista persino di animaletto immaginario (forse…) che si rivolge a Diego chiamandolo “Signora”. Nelle ciurma di pirati, invece, spicca un coniglio feroce e completamente pazzo, mentre l’isolotto dove approdano i nostri eroi è pieno zeppo di dolci e paffute creaturine che potrebbero essere chipmunk, lemmings o chissà quali altre bestie dolciotte e pelose. E qui finiscono i pregi de L’era glaciale 4, in effetti.
Con tutta la buona volontà, infatti, non ci si può non rendere conto che si ride a denti stretti e troppo poco spesso per un film simile. La reiterata moraletta della famiglia che è meglio di un “branco” perché ci accetta a prescindere da quanto siamo strani e il monito a rimanere sempre e comunque sé stessi, senza cambiare per compiacere gli altri, perseguita lo spettatore per tutto il film, soprattutto attraverso la figlia di Manny, Pèsca (mi raccomando, vogliamo una dizione perfetta!), un tempo dolce batuffolotto di pelo e ora adolescente ribelle col chiulo enorme e il ciuffo piastrato, un po’ come l’80% delle ragazze che si vedono in giro. A questa camurrìa (alla fine, come ho detto, chi se ne frega degli altri personaggi? Noi vogliamo Manny, Sid, Diego e Scrat!!) si aggiunge il fatto che i personaggi nuovi non sono nulla di trascendentale, che non c’è più Leo Gullotta a doppiare Manny… e ci sono persino le canzoni!! Quella cantata da Capitan Sbudella sono riuscita ancora a sopportarla, ma quella accompagnata dal balletto nei titoli di coda è talmente imbarazzante che non avrebbe sfigurato in una puntata de Il mondo di Patty. In definitiva, ormai la serie sta perdendo mordente e si vede… L’era glaciale 4 potrebbe andare bene giusto per una serata in compagnia ma non sprecate soldi per vederlo al cinema e, soprattutto, in 3D; l'unica cosa che val la visione in sala è il delizioso corto che precede la pellicola, interamente dedicato a Maggie Simpson, dal titolo The Longest Daycare, a mio avviso molto ma molto più acuto e divertente di L'era glaciale 4!
Di Nick Frost (doppiatore originale del lamantino Flynn) Simon Pegg (che doppia Buck) Seann William Scott (Crash) e Patrick Stewart (Ariscratle) ho già parlato nei rispettivi link.
Steve Martino è coregista della pellicola. Ha già diretto Ortone e il mondo dei Chi e due corti dedicati a Scrat, inoltre ha in progetto un film sui Peanuts che dovrebbe uscire nel 2015.
Mike Thurmeier è coregista della pellicola. Canadese, ha codiretto L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri e tre corti dedicati a Scrat. Ha 47 anni.
Peter Dinklage è il doppiatore originale di Capitan Sbudella. Americano, lo ricordo per film come Elf e per la partecipazione a serie come Nip/Tuck e Il trono di spade. Anche produttore e stuntman, ha 43 anni e sei film in uscita.
Queen Latifah (vero nome Dana Elaine Owens) è la doppiatrice originale di Ellie. Americana, la ricordo per film come Sfera, Il collezionista di ossa, Al di là della vita, Chicago e Scary Movie 3 – Una risata vi seppellirà; ha doppiato personaggi di Pinocchio, L’era glaciale 2 – Il disgelo, L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri, un episodio de I fantagenitori e partecipato alla serie Willy, il principe di Bel Air. Anche produttrice, cantante e sceneggiatrice, ha 42 anni e un film in uscita.
Denis Leary è il doppiatore originale di Diego (doppiato, in italiano, da Pino Insegno). Americano, lo ricordo per film come Palle in canna, Demolition Man, Cuba Libre – La notte del giudizio, Small Soldiers e The Amazing Spider – Man; ha inoltre doppiato personaggi di A Bug’s Life – Megaminimondo, L’era glaciale, L’era glaciale 2 – Il disgelo e L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri. Anche sceneggiatore, produttore, compositore e regista, ha 55 anni.
John Leguizamo è il doppiatore originale di Sid (doppiato, in italiano, da Claudio Bisio). Colombiano, lo ricordo per film come 58 minuti per morire – Die Harder, Super Mario Bros., Carlito’s Way, A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar, The Fan – Il mito, Romeo + Giulietta, Spawn, Moulin Rouge!, La terra dei morti viventi e E venne il giorno; ha inoltre prestato la voce a personaggi dei film Il Dottor Dolittle, L’era glaciale, L’era glaciale 2 – Il disgelo e L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri e partecipato alle serie Miami Vice, E.R. - Medici in prima linea e My Name Is Earl. Anche produttore, sceneggiatore e regista, ha 48 anni e cinque film in uscita, tra cui Kick - Ass 2.
Jennifer Lopez è la doppiatrice originale di Shira. Americana, più conosciuta come cantante dal culo più bello del mondo che come attrice, la ricordo per film come Blood and Wine, Anaconda, Out of Sight, The cell - La cellula e Jersey Girl; ha inoltre prestato la voce per "Z" la formica e partecipato alla serie How I Met Your Mother. Anche produttrice e sceneggiatrice, ha 44 anni e un film in uscita.
Tra gli altri doppiatori USA segnalo anche la rapper zamarrona Nicki Minaj nei panni di una delle elefantine sceme, Wanda Sykes, che doppia la nonnina di Sid, oltre ad essere una delle più grandi comiche americane aveva già catturato la mia attenzione tra i clienti di Clerks II e ovviamente non può mancare il regista Chris Wedge, storico regista del primo episodio, sempre impegnato nei versetti di Scrat. Nulla di fatto invece per Jeremy Renner, che avrebbe dovuto doppiare Capitan Sbudella ma ha abbandonato il progetto per altri impegni. Se il film vi fosse piaciuto, vi consiglio di recuperare tutti i prequel, L’era glaciale, L’era glaciale 2 – Il disgelo e L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri oltre a Madagascar e Alla ricerca di Nemo. ENJOY!!
Iscriviti a:
Post (Atom)















