martedì 4 ottobre 2011

Il sesto senso (1999) - Recensione

Sono sempre un po’ timorosa quando devo affrontare la recensione di un film che mi è piaciuto particolarmente, perché penso sempre che quello che scrivo non sia nemmeno lontanamente degno di parlare di qualcosa di bello. Quindi è questo lo stato d’animo con cui recensirò il bellissimo Il sesto senso, diretto nel 1999 dal regista M. Night Shyamalan.



Trama: Malcom Crowe è uno psichiatra infantile di fama riconosciuta, che si ritrova a dover aiutare il piccolo Cole, un ragazzino i cui problemi nascono dalla sua capacità di vedere i fantasmi.



Il sesto senso è senza ombra di dubbio l’unico film veramente bello girato dal sopravvalutatissimo regista Shyamalan (o Sciabadà. A me piace chiamarlo così). Quest’uomo ci ha fatto i miliardi speculando sull’unica, vera, interessante idea “ad effetto” che gli è venuta, e negli anni ha provato a ricreare qualcosa di simile, propinandoci uomini – supereroi, villaggi sperduti nei boschi, incurabili virus, persino ninfe acquatiche che compaiono nelle piscine altrui per scassare i cabasisi al prossimo. Il mio consiglio spassionato è quello di chiudere gli occhi di fronte a tanta immondizia e concentrarsi soltanto su Il sesto senso, facendo attenzione a che nessuno sia così bastardo da rivelarvi il finale se non lo avete mai visto. In tal caso, siete autorizzati a spedire l’eventuale chiacchierone di turno dritto dritto nelle schiere di fantasmi che il piccolo Cole dice di vedere.



Non mi sarà facile, quindi, recensire questo film senza scendere nei particolari e rimanendo molto vaga sulla trama. Facendola breve, Il sesto senso ha tutto. La sua sceneggiatura è un perfetto meccanismo ad orologeria, dove ogni singolo dettaglio, anche il più insignificante, acquista significato con il proseguire della storia e arricchisce il film di rinnovata bellezza anche dopo numerose visioni. Il colore rosso, le ferite di Cole, i silenzi, gli sguardi, sono tutti elementi che concorrono a svelare nuovi aspetti della vicenda e a creare contemporaneamente ulteriori misteri, aumentando incertezze ed inquietudine. Anche l’aspetto sovrannaturale de Il sesto senso è dosato con parsimoniosa furbizia. Gli spiriti dei morti incombono più come una presenza silenziosa o violenta, raramente si vedono perché il regista preferisce mostrarci gli effetti del loro passaggio e le reazioni che questo suscita su coloro che non li percepiscono. E quando i morti si mostrano sono sempre raccapriccianti e spaventosi, nonostante la loro intenzione sia semplicemente quella di comunicare; per questo non possiamo fare altro che rimanere terrorizzati assieme a Cole, un bimbo dalla situazione familiare disagiata, ulteriormente oppresso da quello che, più che un dono, è una maledizione.



Come avrete capito, quindi, l’aspetto umano è fondamentale per Il sesto senso. Ben lontano dall’essere un semplice horror, infatti, la pellicola è una riflessione sulla vita, sull’importanza dei legami familiari e sulla necessità di superare ed elaborare il lutto. Essenziale, quindi, la presenza di attori eccellenti. Se devo dire la verità, in questo film Bruce Willis è bravo e a tratti la sua interpretazione è toccante, ma viene completamente eclissato dalle performance di Haley Joel Osment e Toni Collette. Il primo regala un’interpretazione straordinaria, considerata anche la giovanissima età, riuscendo a passare dall’inquietante, al commovente, al divertente, persino all’irritante, senza mai risultare fasullo o irreale. E’ impossibile, infatti, non provare pena per il piccolo Cole o rabbia per la stupidità delle persone che lo circondano e che lo etichettano come mostro. Impossibile anche ignorare la forza che Toni Collette infonde al personaggio di Lynn, una madre single provata dalla vita con un figlio che vede soffrire senza riuscire ad intuirne il motivo, combattuta tra l’amore che prova per lui e la razionalità che le impedisce di capire i mille, inequivocabili segni lasciati dalle invisibili presenze che tormentano Cole. Rileggendo la recensione mi rendo conto di avere detto troppo. Fate come Cole, abbiate fiducia e guardate Il sesto senso, anche se avete paura di quel che potrete vedere. Non ve ne pentirete.

 

Di Bruce Willis, che interpreta il Dr. Crowe, ho già parlato qui, mentre un trafiletto su Toni Collette (che interpreta Lynn, la madre di Cole, ruolo che le è valso la nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista), lo trovate qua.

M. Night Shyamalan (vero nome Manoj Nelliyattu Shyamalan) è il regista della pellicola ed interpreta anche il dottore che visita Cole. Vorrei mettere agli atti il fatto che, pur detestandolo con forza, ho visto praticamente ogni suo film, e questo non depone a favore della mia sanità mentale. Indiano, è il responsabile (e sottolineo la parola responsabile) di film come Unbreakable – Il predestinato, Signs, The Village, Lady in The Water e E venne il giorno. Anche sceneggiatore e produttore (il già recensito Devil alla fine è completamente o quasi farina del suo sacco), ha 41 anni.



Haley Joel Osment interpreta Cole, ruolo che gli è valso la nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista. Sicuramente l’attore prodigio più bravo della sua generazione, anche se di lui si sono ora un po’ perse le tracce, lo ricordo per film come Forrest Gump, Bogus l’amico immaginario, il lacrimevole Un sogno per il domani e A.I. Intelligenza artificiale. Ha inoltre doppiato La Bella e la Bestia: un magico Natale, un episodio dei Griffin e partecipato alle serie Walker Texas Ranger, Jarod il camaleonte e Ally McBeal. Americano, anche produttore, ha 23 anni e due film in uscita.



Olivia Williams interpreta la moglie di Malcom, Anna. Inglese, la ricordo per film come Rushmore, Peter Pan e X – Men – Conflitto finale, inoltre ha partecipato alle serie Friends e Dollhouse. Ha 43 anni e tre film in uscita.



Donnie Wahlberg interpreta Vincent. Americano, lo ricordo per film come l’orrendo L’acchiappasogni, Saw II – La soluzione dell’enigma, Saw III  - L’enigma senza fine e Saw IV. Anche sceneggiatore e produttore, ha 42 anni.  



Tra gli altri interpreti segnalo la partecipazione di Mischa Barton, la sgallettata protagonista dell’orrida serie televisiva The O.C., nei panni della piccola Kyra. Se Il sesto senso vi fosse piaciuto, vi consiglio di cercare e guardare l’altrettanto bello The Others. E ora... sdrammatizziamo! Non vi lascio al trailer del film, a quello di un oscuro capolavoro del thriller... Il sesto scemo.... ENJOY!!

23 commenti:

  1. film bellissimo, mi colpì molto quando lo vidi al cinema, soprattutto per il finale a sorpresa. peccato poi che shamaylan si sia talmente innamorato di sè stesso da girare solo film deludenti in seguito (eslcuso forse unbreakble, sempre con bruce willis).

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  2. Unbreakable dovrei rivederlo. Non mi era dispiaciuto la prima volta, poi lo avevo rivisto e c'ero rimasta di sale... una noia mortale, una perplessità sulla mia precedente sanità mentale... boh! XD
    Comunque grazie per essere passato!

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  3. Un buon film, insieme a The village l'unica cosa degna di nota del - concordo in pieno - sopravvalutatissimo Shyamalan.

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  4. Insieme a The Others e A Beautiful Mind e un pò the Skeleton Key ha il finale più inaspettato e sorprendente che io ricordi.
    Film meraviglioso ed è un peccato che la carriera  di Shyamalan sia andata vertiginosamente in calando anche se alla fine finisco con il vedere quasi tutti i suoi film.

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  5. Io dopo Devil basta, di Shyamalan non voglio più sapere nulla!! XD
    Concordo comunque sulla bellezza dei finali da te citati, anche se ammetto che non ho mai visto A Beautiful Mind purtroppo!

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  6. A me Shyamalan non dispiace, non capisco perché tutto questo odio per lui. Chiariamo: nessun suo film è un capolavoro, però Unbreakable (il migliore per me), Lady in the Water e pure The Village sono interessanti.   Tra l'altro penso esattamente che proprio il sesto senso sia il suo film più sopravvalutato, per quanto un ottimo Thriller.
    Sto Devil mi manca, rimedierò quanto prima.  Grazie!

    NicLaGabbia



    P.S.: ma perché non ci si può iscrivere su sto cacchio di sito? =P

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  7. Ah,Devil non l'ho visto,mi è sfuggito.
    Mi tocca rimediare.:-)

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  8. Ricordo quando lo vidi la prima volta al cinema,ne rimasi estasiata. La chiusura era originalissima e, come dici tu, ed erano anni che non vedevo un film che mi faceva "letteralmente saltare sulla poltrona".
    Dello stesso regista ho visto solo "E venne il giorno" e credo sia uno dei più insignificanti film che abbia mai visto .
    Ottime le interpretazioni, anche quella di Willis che usciva un pò dagli schemi dei suoi personaggi.

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  9. @Egle
    innanzitutto ringrazio te per avermi ricordato il titolo di quell'orrendo film! Ecco qual era, E venne il giorno!!

    @NicLaGabbia
    Eh, lo sapessi ç__ç
    Credo ci si debba iscrivere a Splinder, semplicemente!
    Prima o poi cambierò piattaforma però, mi sembrano tutte nettamente più semplici e migliori!
    Non lo so, Shyamalan mi sa un po' di banfone furbetto, che dopo il primo successo ha puntato su effetti sorpresa del tutto gratuiti. Ecco perché un po' lo odio XD
    (e adesso gli avvocati di Shyabadà mi chiuderanno il blog per la legge bavaglio!)

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  10. Si, anche a me dà l'idea del furbetto...secondo me il discorso è che oggettivamente lui è, dal punto di vista tecnico, molto dotato, e ne è consapevole; e così come tutti quelli che sanno di essere bravi, si innamora di sè stesso e della sua tecnica, e finisce col fare film parecchio autocompiaciuti dove preferisce concentrarsi solo sul fatto estetico e non sui contenuti. Si salva forse dei suoi film successivi Lady in the water, ma credo che gli altri abbiano tutti questo difetto (va detto che però Devil non l'ho visto!).

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  11. Sarà che io sono "di parte", ma a me Unbreakable è piaciuto tantissimo ! Lo recensii a suo tempo anche sul mio blog, non a caso nella sezione "My cult" !!! ;-)
    Per il resto, ti do pienamente ragione. Salverei solo in parte Signs, escludendo il banalissimo finale... :-(

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  12. In tal caso, siete autorizzati a spedire l’eventuale chiacchierone di turno dritto dritto nelle schiere di fantasmi che il piccolo Cole dice di vedere.


    oh,cazzo...Allora sono un fantasma,perchè per me è un obbligo morale raccontare  un film dalla fine .Anche perchè io stesso lo chiedo agli altri di raccontarmi subito il finale!^_^

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  13. Ahahaah beh ma se racconti il finale del Sesto senso puoi proprio evitare di guardarlo XDXDXD
    Perde di significato!!

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  14. bè,si è vero:ma peni ancora di più per il povero Willis e il rapporto con la moglie,ad esempio

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  15. MNS non è un regista furbo e mediocre che "ha fatto i miliardi sull'unica idea geniale che gli è venuta": semmai è un regista geniale, dotatissimo e ispirato che ha avuto unicamente la "sfortuna" di realizzare a 28 anni (ventotto!) una pietra miliare nella storia del cinema, talmente ingombrante da costituire una zavorra che non ha potuto non condizionarne la produzione successiva. Non è un caso unico nella storia dell'arte, è già capitato, nel cinema e altrove, per esempio nella storia dell'Opera (pensiamo per esempio a Mascagni e alla Cavalleria Rusticana).

    Ciò nonostante, il "resto" di MNS non è affatto disprezzabile: personalmente trovo splendido The Village, molto buono Signs, abbastanza buono Unbreakable (nota che la soggettività ovviamente conta: molti lo ritengono il migliore dopo The Sixth Sense, a me personalmente non ha mai detto granchè). Lady in the Water e The Last Airbender sono dichiaratamente "esperimenti di genere", quasi dei "divertissment" con i quali il regista rimanda alla mitologia che ha popolato la sua infanzia ed adolescenza... per cui, l'unica vera delusione per me è rappresentata da "E venne il giorno".

    In The Village, oltre ad un cast davvero stellare che recita come in un meccanismo ad orologeria (se è vero che intorno ad una incantevole Bryce Dallas Howard - che purtroppo ultimamente è un po' sparita - si affastellano Hurt, Weaver, Phoenix, Brody... e hai detto niente), abbiamo una rappresentazione di sapore davvero Hitchcookiana della Paura, e dell'Amore che costituisce l'unico valido antidoto alla stessa (prego credere che qui l'aMMore di ispirazione italiota c'azzecca come i cavoli a merenda!), con un altro twist ending che se non ti "freeza" sulla sedia come quello del Sesto Senso poco ci manca. In Signs, che ha anzitutto il merito di fare piazza pulita del buonismo "fin de siecle" sul fantomatico "alieno buono", forse il twist ending riesce meno bene per "eccesso didascalico" che però, tanto per dire, a me personalmente non dà fastidio più di tanto, come tutto ciò che addita a un significato provvidenziale dell'esistenza (sì, sono di parte... e allora? :-)). Ma al di là di questo o quello sviluppo, di questa o quella tematica trattata, trovo affascinante in Shyamalan il particolarissimo clima che ne caratterizza le narrazioni anche in produzioni di minore ambizione, come per esempio Lady in the Water: il senso di mistero, il paranormale che fa capolino dietro l'angolo, segnando prima i personaggi apparentemente psicolabili ma pian piano imponendosi a tutti; con la tristezza e un senso di solitudine che si tagliano a fette, l'angoscia che ad un certo punto sembra prenderti da ogni lato, ma dietro tutta questa negatività fa sempre capolino il refolo d'aria consolatorio, che porta con sè la certezza che l'ultima parola non è mai per la disperazione, gli spiriti semplici portano sempre dentro di sè l'antidoto al male, e "il grande sceneggiatore" dell'esistenza la sa sempre più lunga di noi. Insomma, posso dirla tutta? Sono in gran parte temi kinghiani, per cui rimango stupito che tu non ne rimanga coinvolta!

    In conclusione: non pretendo di sicuro di averti convinta, d'altronde prima di capitare qui ero già ben consapevole che MNS è uno da "amore o odio", senza mezze misure... al massimo posso chiederti di (ri)concederti il beneficio del dubbio, magari provando a rivedere almeno i due film che ho particolarmente sottolineato (Bolla, rifletti! :-)): magari facendo un po' di esame di coscienza e chiederti se e quanto possa esserci di idiosincrasia preconcetta nella tua recisa antipatia; per esempio, ho letto che trovi insopportabile Mel Gibson, soprattutto dopo una certa "svolta ideologica"... non ritieni che questo sia di per sè condizionante al punto da non permetterti di digerire Signs?!? Sempre 2 cents of my opinion...

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    Risposte
    1. Eccolo! Lo aspettavo con ansia l'atto di difesa Shyamalana! :P

      Allora, nonostante sia arrivata ad odiarlo sto povero cristo di un regista, per un po' di tempo il suo nome è stato per me una garanzia. E ti dirò che Unbreakable mi era pure piaciuto durante la prima visione, ma già alla seconda ho cominciato a pensare che, forse, l'intera storia con colpo di scena era un po' tirata per i capelli e leggermente ridicola.
      The Village non mi aveva convinta già quando l'avevo visto al cinema, quindi non l'ho mai più recuperato, mentre Signs l'avevo apprezzato di più (povero Mel, lo trovo insopportabile e ridondante come regista ed ideologo, ma non mi disturba vederlo recitare :P) e mi aveva fatto davvero paura, almeno finché la famigliola non rimane assediata in casa, allora lì scadeva leggermente nella belinata.
      Lady in The Water e E venga il giorno sono le ultime chance che ho concesso a Shyamalan, due delusioni per me difficili da buttare giù: nel primo non ho smesso un attimo di ridere, il secondo era talmente brutto che non ne ricordo nemmeno un fotogramma.

      Il problema è che quelle tematiche tanto kinghiane che tu sottolinei, il buon Shyamalan le ha assunte da subito come imprescindibili e insindacabili, e ogni suo film è diventato così la copia de Il sesto senso perdendo però di fascino, coerenza narrativa e sforando spesso nel ridicolo: hai voglia a cercare sempre l'effetto twist finale, mentre guardavo Lady in the Water aspettavo solo più che arrivasse Gandalf (e forse alla fine era arrivato...)!

      Poi, per carità: che utilizzi sempre attori della Madonna e colonne sonore evocative è la verità, questo glielo concedo. Ha anche moltissima fantasia e una poetica tutta sua, ma il fatto che quest'ultima dia il La anche a sciocchezzuole come Devil (non suo ma sua produzione) e sfoci spesso in una sorta di autocelebrazione me lo rende ancora più inviso!

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    2. Devil non lo prendo proprio in considerazione perchè allora, a questa stregua, a disdoro di uno come Spielberg dovrebbero andare tutte le tavanate alle quali ha associato il proprio nome in qualità di produttore, dopodichè la sua fama ne risulterebbe pesantemente oscurata e non mi sembrerebbe proprio "fair" nei confronti dell'autore di Schindler's List... Detto questo, siamo pur sempre al campo delle cento pertiche perchè avrei molto da ribattere a ciascuna delle tue affermazioni. Per esempio posso dirti che Signs non scade mai nella belinata e che la scena dell'assedio alla fattoria più che angosciosa la trovo toccante, perchè è lì che il protagonista inizia a riannodare i fili della propria vita e a cogliere il significato di ciò che gli è capitato; il fatto che tale significato venga sottolineato col matitone rosso e che venga imposto un po' troppo "a gamba tesa" rispetto alla delicatezza di tocco del Sesto Senso e di The Village è pur vero, ma per me non inficia il valore globale del film. Posso dirti anche che pur non essendo certo Lady in the Water un "main effort" (lo stesso Mozart non ha musicato solo Don Giovanni, ma pure bagatelle tipo Bastiano e Bastiana, ekkecavolo! :-)), non mi sono mai sognato, vedendolo, di prenderlo poco sul serio: anzi, ogni volta rimango catturato dal prologo e dal sottofondo musicale prodigioso di J.N.Howard e l'incanto non cessa finchè il film non è finito (quanto a ridere, bè, sarebbe un po' come fare pipì in Chiesa durante la celebrazione del Venerdì Santo...). Posso anche dire che quando si presenta qualcuno a casa mia per la prima volta e mi chiede di vedere un film, tra quelli girati negli ultimi 10-15 anni, che mi sia piaciuto particolarmente e che sia in qualche modo rappresentativo del mio modo di recepire il cinema, tra i 4-5 che gli dò da scegliere due sono immancabilmente The Village e Signs (Il Sesto Senso di norma non c'è, solo perchè è molto probabile che l'ospite l'abbia già visto...).

      Ma che senso ha tutto questo? Come dicevo, non serve certo a farti cambiare idea! Alla fine, una vera oggettività è impossibile, anche se tutti quanti la ricerchiamo. Quando sono disperatamente alla ricerca di un giudizio di cui fidarmi - almeno in linea di tendenza - di norma faccio affidamento su Rotten Tomatoes, perchè mi accorgo di essere molto più incline al gusto della critica anglosassone rispetto a quella non-anglofona; senonchè anche lì dei fireback clamorosi mi sono già capitati, e tanto per rimanere ad un esempio significativo (anche solo per il fatto che è stato quello che mi ha fatto incontrare il tuo blog), come puoi constatare qui (http://www.rottentomatoes.com/m/the_hunger_games/reviews/?type=top_critics) c'è un certo film che non ha entusiasmato nè te nè me, e che pure è riuscito a mettere d'accordo penne celebri, solitamente intinte al curaro, e che non scrivono precisamente sulla Gazzetta di Forlimpopoli (con tutto il dovuto rispetto, eh! :-)). Se preferisci esempi più diretti e, come dire, meno pomposi, bè, tu sarai perplessa dal mio entusiasmo per Shyamalan e io lo sono dal tuo apprezzamento - pur con i distinguo del caso - nei confronti dell'adattamento per la TV di "It", che a mio giudizio può autorevolmente candidarsi al titolo di peggior serial televisivo di ogni epoca...
      Vedi allora che si torna sempre al "secondo me"; per cui direi di concludere come fanno in questi casi oltremanica e oltreoceano: we can agree... to disagree!

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    3. Alla fine mi sa di sì, dobbiamo ricorrere al vecchio adagio d'oltreoceano ^__*
      Però attento, io non mi stupisco che la gente sia entusiasta di Shyamalan, eh! Evidentemente, i suoi film riescono a suscitare in te emozioni che io, vuoi per età, cultura, conoscenze, preferenze diverse o mille altri motivi, non riuscirei mai a provare guardando una sua pellicola.
      Hai fatto l'esempio di It: io ti posso dire che, complice anche il periodo in cui ho conosciuto la serie televisiva, la trovo a tutt'oggi una delle migliori mai realizzate, pur con ovvi limiti. Ho i brividi tutte le volte che la madre di Bill suona Fur Elise, quando sento il tristissimo score che percorre la vicenda, fatico a non tapparmi gli occhi ogni volta che compare Tim Curry nei panni del pagliaccio.
      Quanto poi alla critica blasonata, ti dirò... almeno per me lascia un po' il tempo che trova. Esempio idiota, io ho adorato Piranha 3D (consapevole del suo essere schifosamente trash e al limite dell'inguardabile) e ovviamente il 90% delle critiche lo ha massacrato, mentre un filmetto come The Hunger Games non mi ha lasciato proprio nulla, né nel bene né nel male.
      L'importante però è che ci si possa sempre confrontare nel reciproco rispetto... anche perché, magari, la persona incuriosita da una stroncatura potrebbe trovare il film della vita! ^__^

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  16. Ah, dimenticavo... nella creazione del particolare clima nei film di MNS senz'altro conta molto il contributo dello splendido James Newton Howard: a volte una colonna sonora ben riuscita è sufficiente a mettere le ali ai piedi a un film! :-)

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  17. No please no, shyamalan lasciatemelo stare please....

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    1. Mi spiace ma non lo sopporto davvero ç__ç

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  18. Bellissimo film.
    Non pero' il primo di questo genere. Una cosa molto simile era "The jakob's ladder" con Tim robbins 1990.
    Io quando lo vidi la prima volta, mi sorprese il finale.
    Davvero ben fatto.


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    Risposte
    1. Jacob's Ladder è uno di quei film che devo sempre vedere. Prima o poi... anche perché adoro Tim Robbins!

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