venerdì 11 settembre 2026

2026 Horror Challenge: Matango il mostro (1963)


Il tema della challenge settimanale era KAIJU, quindi ho scelto il film Matango il mostro (マタンゴ - Matango), diretto nel 1963 dal regista Ishiro Honda e tratto dal racconto The Voice in the Night di William Hope Hodgson.

Trama

Sette persone naufragano con lo yacht su un'isola deserta e avvolta da una nebbia perenne. Alla ricerca di cibo ed acqua, ritrovano il relitto di una nave, divorato dalla muffa e dai funghi...

Recensione

Come spesso succede, i suggerimenti della challenge su Letterboxd sono un po' imprecisi. Al di là dell'uso occidentale della parola "kaiju", che solitamente noi riserviamo ai mostri giganti tipo Godzilla, è difficile far rientrare Matango anche all'interno del significato letterale di "kaiju", ovvero "strane bestie". Questo perché il Matango del titolo originale è un fungo e, a parte un gabbiano e una tartaruga senza occhi, all'interno del film non ci sono animali, tranne forse l'uomo. Dando per buona quest'ultima considerazione, effettivamente i personaggi di Matango sono proprio delle bestie strane, come dimostra la sceneggiatura di Takeshi Kimura, che sfrutta l'elemento horror e lo stress da isolamento per mettere in scena quella che è, a tutti gli effetti, una lotta di classe. All'interno di uno yacht si riuniscono il ricco proprietario, uno scrittore non particolarmente famoso, una bellissima cantante, un professore universitario con la sua allieva, uno skipper e un uomo di fatica. Il morale è alto e tutti sono amici, finché, dopo una tempesta che danneggia gravemente lo yacht, i sette fanno naufragio su un'isola immersa nella nebbia, all'interno della quale ci sono sì torrenti di acqua dolce, ma nulla o quasi da mettere sotto i denti. Pur riuscendo a trovare del cibo in scatola all'interno del relitto di una nave, la quantità è assai scarsa per sette persone, e non solo; la struttura è invasa da una muffa tenace e da misteriosi funghi che il diario di bordo vieta chiaramente di mangiare, mentre di notte vagano creature deformi che potrebbero essere frutto di allucinazioni, eppure sembrano tremendamente reali. Ce n'è abbastanza per scatenare una cabin fever coi fiocchi, che fa tornare a galla il rigido classismo della società giapponese ed erode le regole basilari della convivenza sociale. Accecati da una fame sempre più nera, i naufraghi faticano a rimanere razionali; mentre il ricco si aggrappa, inutilmente, a privilegi che lì non hanno ragione di esistere, il povero o il frustrato cercano riscatto per una vita ingrata approfittando di un luogo dove le convenzioni sociali non esistono più, e di una situazione che, secondo loro, li rende liberi di dare sfogo ai loro istinti più bassi. Buona parte dell'orrore o, meglio, dell'inquietudine presente all'interno del film, non ha nulla a che vedere con l'aspetto horror/fantascientifico della trama. La possibile presenza di fantasmi o mostri, assieme alla disgustosa proliferazione fungina, è un ulteriore "disagio" che accelera le violente dinamiche negative all'interno del gruppo, ma non è quello fondamentale. Le due cause scatenanti sono, infatti, fame ed isolamento, che consentono all'elemento weird di insinuarsi persino come possibile fonte di salvezza od evasione. 

Fame e stanchezza spingono Yoshida, lo scrittore, a mangiare per primo i funghi. E' un atto di disperata ribellione, un modo per giustificare il compimento di future azioni mostruose, compiute dopo aver rinunciato volutamente alla propria umanità. Benché Yoshida (come del resto il riccastro, l'uomo di fatica e la cantante) venga connotato fin dall'inizio come un personaggio negativo o comunque borderline, il pessimismo di Matango sottolinea come questo tipo di debolezza, questo desiderio di arrendersi egoisticamente al "male" per cancellare le sofferenze fisiche e mentali, sia comune al 90% dell'umanità, con qualcuno che lo maschera meglio di altri. Il finale, in tal senso, è emblematico, e arriva come un'ulteriore doccia fredda dopo un'allucinata sequenza di puro terrore in cui, finalmente, lo spettatore riesce a vedere l'effetto del "matango" in tutta la sua gloria. Furbescamente, Honda centellina le apparizioni dei mostri lasciandoli spesso nella penombra, oppure nascondendoli in parte dietro alberi, porte ed oblò, così da garantire l'effetto shock di una foresta di funghi giganti semoventi che sembra uscita dritta da un'allucinazione da... beh, da funghi. E' un cerchio che si chiude, la versione ancora più in acido dell'Isola dei Lotofagi, dove gli esseri umani sostituiscono la realtà con kitschissime visioni di sfarzo ed opulenza, mentre vengono puniti per i danni inflitti alla natura (nel corso del film viene detto che l'isola era probabilmente luogo di esperimenti nucleari), trasformandosi in ciò che non riescono a smettere di mangiare. Tornando alla questione linguistica dell'inizio: no, Matango non è un kaiju eiga, è più un thriller psicologico con mostri, un ibrido tra horror, dramma e fantascienza. Sono comunque contenta di averlo visto, sia perché il vintage nipponico mi da sempre enormi gioie, sia perché è un'opera che spinge a riflessioni interessanti, anche se avrei preferito più fungoni mostruosi e meno dialoghi. Se la mia recensione vi ha incuriosito, sappiate che, al momento della pubblicazione del post, Matango si trova gratis su Plex. La qualità video non è delle migliori, ci sono un po' di interruzioni pubblicitarie e la lingua è esclusivamente in giapponese con sottotitoli inglesi, ma ho paura che non esistano versioni DVD o bluray adatte ai lettori italiani, quindi bisogna accontentarsi!

Cast

Ishiro Honda è il regista del film. Giapponese, ha diretto film come Godzilla, Il re dei mostri, Rodan il mostro alato, Mothra, Frankenstein alla conquista della Terra, Distruggete Kong! La Terra è in pericolo, Godzilla il re dei mostri e Sogni. Anche sceneggiatore, montatore e attore, è morto nel 1993. 

Curiosità

Tutti o quasi i membri del cast avevano già o hanno in seguito collaborato con Honda all'interno di altri kaiju eiga. Il film era stato quasi vietato in Giappone, perché il make-up dei mostri ricorda molto le deformazioni causate dalle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Se Matango il mostro vi è piaciuto recuperate L'invasione degli ultracorpi, Terrore dallo spazio profondo, Little Joe, Uomini H S.O.S. i mostri uccidono ancora. ENJOY!






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