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mercoledì 12 settembre 2018

Mamma Mia! Ci risiamo (2018)

Approfittando di una cena alla quale "non siamo state invitate" (true story), io e la mia amica Izzy abbiamo deciso di concederci una serata tra carampane a base di aperitivo e Mamma Mia! Ci risiamo (Mamma Mia! Here We Go Again), diretto e co-sceneggiato dal regista Ol Parker.


Trama: Sophie decide di onorare il desiderio della madre e di rinnovare e riaprire l'Hotel Bella Donna. Frustrata dalle difficoltà che precedono il giorno dell'inaugurazione, Sophie ripensa al passato della madre, Donna, e alle strane circostanze del suo concepimento.


E' troppo facile parlare male di Mamma Mia! Ci risiamo. Si potrebbe tranquillamente dire che è una commercialata, che è una banale scusa per infilare in un film tutte le canzoni che erano rimaste fuori da Mamma Mia!, che ha una trama basata sul nulla, che ha un doppiaggio italiano fastidiosissimo, che Andy Garcia sembra uscito dritto dalla pubblicità dell'Amaro Averna perché in fondo per gli americani (e anche per gli svedesi), Italia, Grecia e Spagna si somigliano tutte, che Meryl Streep ci avrà anche visto lungo ma comunque dalla cassa è passata lo stesso e che Dominic Cooper senza barba e in versione sentimentale non si può guardare né sentire, non dopo essersi sparati tre stagioni dell'adorabile Preacher. Si possono dire tutte queste cose e anche di più, è vero, e quasi sicuramente la mia ottima predisposizione d'animo sarà stata alimentata dai due bicchieri di Traminer scolati poco prima della visione del film, ma non mi vergogno a dire che Mamma Mia! Ci risiamo è la pellicola più genuinamente divertente, sfacciatamente trash ed entusiasmante vista quest'anno. E sì, agli autori è piaciuto vincere facilissimo, ché non ci vuole davvero nulla a conquistare il pubblico già predisposto piazzando a tradimento la riproposta di canzoni come Mamma Mia!, Dancing Queen e Super Trouper, aggiungendo roba "nuova" come Waterloo, I Have a Dream e un altro brano che non vi sto a spoilerare perché, per me, lì si è toccato decisamente l'apice del tripudio ma, diciamoci la verità: in quanti, dopo Mamma Mia!, si sono comunque affezionati a Donna, Sophie e a tutta la brigata di amiche, amanti e mariti? Per carità, non era il mio desiderio impellente conoscere il destino dei protagonisti di un film basato sulle canzoni degli ABBA, ma rivederli tutti sullo schermo mi ha fatto un immenso piacere. Non tanto per Sophie, in effetti. Anzi, il "litigio" tra Sophie e Sky è uno degli elementi più deboli del film, a me interessava rivedere la splendida Tanya, la tenera Rosie, i meravigliosi Harry e Bill, insomma tornare a divertirmi con quei personaggi secondari in grado di rubare la scena ai protagonisti, e non sono stata delusa in questo... anche perché, a un certo punto, arriva Cher. E lì non ce n'è più per nessuno.


Ai vecchi protagonisti tanto amati si affiancano le loro versioni più giovani, anche perché buona parte del film viene girato come un flashback che intervalla la narrazione del presente con scampoli di passato remoto. Il pubblico arriva quindi a scoprire come mai Donna fosse così incerta sulla paternità di Sophie e anche a capire come mai, tra tutti, alla fine Donna avesse scelto proprio Sam, oggetto di un intenso quanto improbabile amore... durato una settimana. C'è da dire che con gli altri due c'è stata una botta e via, quindi obiettivamente le probabilità che fosse Sam il vero padre di Sophie sono alte ma, insomma, non si sa mai. Il tuffo nel passato di Mamma Mia! Ci risiamo riserva ovviamente un paio di altre sorprese divertenti per i fan del musical e si amalgama senza troppi problemi con quello che veniva raccontato nel film precedente ma c'è comunque un piccolo problemino, ovvero gli attori. Se, infatti, Lily James è carinissima e dotata del carisma necessario per farsi carico dei vari numeri musicali, i tre baldi giovani scelti per interpretare Sam, Harry e Bill sembrano tutti uguali salvo il colore dei capelli e tutti dotati dell'espressività di tre bietoloni, per quanto sul fisico nulla da dire. Nonostante questo, tra i quattro si viene a creare un ottimo affiatamento che rende i numeri musicali assai gradevoli, benché magari non tutti all'altezza di quelli di Mamma Mia!, che ricordo più scatenati e "complessi", in qualche modo, soprattutto nelle coreografie. C'è di che gioire comunque anche in questo Mamma Mia! Ci risiamo, soprattutto verso il finale, e in generale mi è sembrato che tutti i coinvolti si siano divertiti molto, cosa che sicuramente giova all'umore dello spettatore che non può che rimanere travolto da tanta allegria ed entusiasmo. Sarà che in questo periodo avevo bisogno di divertirmi ma non posso che consigliarvi di recuperare questo film e prepararvi a cantare a squarciagola anche quando tornerete a casa!


Di Amanda Seyfried (Sophie), Andy Garcia (Señor Cienfuegos), Lily James (Donna da giovane), Dominic Cooper (Sky), Julie Walters (Rosie), Christine Baranski (Tanya), Pierce Brosnan (Sam), Colin Firth (Harry), Stellan Skarsgård (Bill/Kurt), Cher (Ruby Sheridan) e Meryl Streep (Donna) ho già parlato ai rispettivi link.

Ol Parker (vero nome, Oliver Parker) è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Inglese, ha diretto film come Imagine Me & You. Anche produttore, ha 49 anni.


Björn Ulvaeus e Benny Andersson, ex membri degli ABBA, compaiono rispettivamente come professore del college (quando cantano When I Kissed the Teacher) e pianista durante la canzone Waterloo. Per concludere, Cher aveva rifiutato il ruolo di Tanya nel primo film e ha scelto personalmente Andy Garcia per il ruolo di Cienfuegos. Se Mamma Mia! Ci risiamo vi fosse piaciuto consiglio il recupero del "capostipite", Mamma Mia!. ENJOY!

lunedì 6 settembre 2010

Le Streghe di Eastwick (1987)

Torna l’operazione nostalgia, con un film che ho sempre adorato e che non mi stancherei mai di rivedere. Sto parlando de Le streghe di Eastwick (The Witches of Eastwick), commedia un po’ rosa un po’ esoterica diretta nel 1987 da George Miller, tratta dal libro omonimo di John Updike (che peraltro ha una trama ancora più “scandalosa”!).

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Trama: Alex, Sukie e Jane sono tre donne single, alcune con figli altre senza, lasciate tutte e tre dai mariti per diversi motivi. Durante uno dei loro incontri serali, senza volerlo e senza esserne consapevoli, in qualche modo invocano l’uomo ideale, Darryl Van Horne, che le seduce tutte e tre portandosele in casa, creando grande scalpore nella bigotta cittadina. Quando poi qualcuno dei benpensanti ci lascia la pelle, le tre donne cominciano a domandarsi da dove vengano Darryl e i loro nuovi, strani poteri…

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Siccome (anche se non sembra) per scrivere le mie belinate un po’ mi documento, per parlare di questo film vorrei partire dalla vera trama del romanzo, che in effetti mi ha lasciata leggermente sconcertata. La pellicola ci mostra, in maniera abbastanza “innocua”, quello che alla fin fine non è altro che un ménage à quatre e un bell’esempio di poligamia in mezzo alla solida morale di una cittadina americana. Nonostante il film mostri la progressiva pazzia di una donna e un omicidio appena suggerito, per il resto si concentra tutto su innocenti schermaglie sessuali ed amorose, sulla storia di tre donne che ritrovano sé stesse attraverso l’amore ed arrivano a capire che, alla fine, l’uomo ideale non esiste e la dipendenza assoluta dai compagni è, nel bene e nel male, deleteria. Leggermente edulcorato, sia per la trama che per la morale, visto che nel libro il buon Darryl dispensa sì amore e altro, ma dopo un po’ si stufa delle tre fanciulle, preferendo sposarsi con una loro compaesana molto più giovane che subisce l’ira delle Streghe beccandosi un simpatico cancro. Ah però. E mica finisce lì. Dopo che la donzella schiatta le tre si pentono, solo per vedere Darryl scappare con… il fratello minore della morta, che a quanto pare era il suo amante. Personaggi completamente eliminati dal film, nel quale il cattivo è chiaramente il diabolico Darryl (che ovviamente viene punito…), e dove viene essenzialmente mantenuta l’innocenza delle tre streghe, mentre nel libro le donne sono tutt’altro che innocenti, ed usano i loro poteri per fare del male consapevolmente. Strano che in questi tempi pregni di remake nessuno abbia pensato a girare una versione del film più cupa e vicina al libro.

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Comunque, al di là dell’inaspettata scoperta, il film è carinissimo come lo ricordavo. Merito di tutti gli attori coinvolti, Jack Nicholson in primis, l’unico uomo in grado di interpretare il diavolo come se esistesse davvero, ma anche Veronica Cartwright con la sua Felicia pazza, sboccata e malata offre un’interpretazione veramente da brividi. E merito anche di scene decisamente memorabili, come la seduzione della timida Susan Sarandon (che, a pensarci bene, riprende un po’ il modello della Janet Weiss del Rocky Horror Picture Show, inibita all’inizio e mega wacca alla fine) sulle note di un furioso pezzo suonato al violoncello, e il voodoo a base di noccioli di ciliegia che colpisce prima Felicia e poi, per contrappasso, Darryl. Indimenticabile anche l’introduzione di quest’ultimo: un passaparola tra le pettegole del paese che neppure ricordano il suo nome, mille grandiose notizie, le tre protagoniste sempre più incuriosite e poi… delusion!! Un ometto scarmigliato che russa come un mantice durante un concerto, maleducato, chiassoso e neppure tanto bello (come giustamente gli fa notare Alex in un dialogo memorabile), che chissà perché è il risultato dei desideri reconditi delle tre donne… mah! Gli effetti speciali sono molto buoni per l’epoca e per nulla invasivi, il Jack Nicholson gigante sul finale è sempre inquietante. In definitiva, se non lo avete ancora visto, guardatelo, secondo me merita!

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Di Jack Nicholson, che interpreta Daryl Van Horne, ho già parlato qui, mentre qualche notiziola su Susan Sarandon la trovate qua.

George Miller è il regista della pellicola. Australiano, lo ricordo per film come Interceptor, Interceptor il guerriero della strada, Ai confini della realtà – il film, Mad Max oltre la sfera del tuono, il terrificante (in senso negativo) L’olio di Lorenzo, Babe va in città e Happy Feet. Ha 65 anni e due film in preparazione, tra cui il quarto seguito della serie Mad Max. Gesù, son davvero tornati gli anni ’80!!

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Michelle Pfeiffer interpreta Sukie. Se dovessi dire quale è la mia attrice preferita metterei lei, in assoluto, anche solo per quatrro interpretazioni che me l’hanno fatta amare alla follia: Isabelle D’Anjou nello splendido LadyHawke, Madame de Tourvel nel magistrale Le relazioni pericolose, Catwoman nel Batman Returns di Tim Burton, il migliore tra quelli mai realizzati, e infine la Contessa Ellen Olenska ne L’Età dell’Innocenza di Scorsese, talmente bello che ci ho fatto anche la tesi. Se, come me, vorrete di nuovo vederla altrove guardate anche Scarface (e questo non solo perché c’è lei ma perché è un film splendido!), Una vedova allegra… ma non troppo, I favolosi Baker, Wolf – La belva è fuori, Pensieri pericolosi, il dolce Un giorno per caso, Sogno di una notte di mezza estate, Storia di noi due, Le verità nascoste, Mi chiamo Sam e Stardust, mentre se volete guardarvi qualche telefilm con lei presente segnalo Delta House, Chips e Fantasilandia. Piccolo sproloquio personale: la donna ideale di Homer Simpson, la procace Mindy che ogni fan ricorda, da noi l’ha doppiata quel vajassone della Marini, negli USA si sono beccati proprio Michelle Pfeiffer. Il mondo è ingiusto. Americana, ha 52 anni.

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Cher, al secolo Cheryl Sarkisian LaPiere, interpreta Alex. Questa cantante e attrice, dopo Barbara Streisand of course, è l’icona gay per eccellenza, ed è talmente trash e rifatta da non sembrare nemmeno vera. All’epoca si poteva ancora concepire come essere umano, e ha fatto anche film pregevoli, tra i quali ricordo Sirene, Stregata dalla luna e Un the con Mussolini. Americana, ha 64 anni e tre film in uscita, tra cui quello che si preannuncia uno dei musical più kitch della storia: Burlesque, con Christina Aguilera. Non c’è limite al peggio…

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Richard Jenkins interpreta Clyde. Meraviglioso attore che io ricordo volentieri per il suo ruolo nella bellissima serie Six Feet Under, lo potete trovare in parti più o meno importanti in film come Nikita,spie senza volto, Seduzione pericolosa, Wolf – la belva è fuori, Può succedere anche a te, Tutti pazzi per Mary, Io me & Irene, L’uomo che non c’era, North Country, Dick e Jane – operazione furto e Burn After Reading; ha inoltre recitato nelle serie Miami Vice e Ally McBeal. Americano, ha 63 anni e cinque film in uscita, tra cui il remake di Lasciami entrare, Let Me In, nel quale interpreta il fantomatico “padre” di Eli, che in realtà sarebbe l’amante/servo, a dimostrazione di come gli americani debbano sempre modificare inopportunamente tutto ciò che finisce tra le loro mani.

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Veronica Cartwright interpreta la bigotta Felicia Alden. Inglese, ha partecipato a film come lo storico capolavoro Uccelli di Hitchcock, Terrore dallo spazio profondo, Alien, Navigator, Candyman II – Inferno nello specchio e Scary Movie 2, oltre che a serie TV come Alfred Hitchcock presenta, Ai confini della realtà, Tre nipoti e un maggiordomo, Miami Vice, Baywatch, American Gothic, I viaggiatori, ER, X – Files, Will & Grace, Giudice Amy, Senza traccia, Six Feet Under, Law & Order, Nip/Tuck, Cold Case, CSI, Settimo cielo ed Eastwick. Ha 61 anni e tre film in uscita.

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Il film, come ho detto, è tratto dal libro omonimo; da entrambi ha preso spunto una sfortunata serie TV del 2009, chiusa dopo soli 13 episodi, ovvero Eastwick. La serie contava nel cast un’attrice già presente nella pellicola (Veronica Cartwright, che interpreta un personaggio completamente diverso: nel film è un’odiosa bigotta, nel telefilm una strega del luogo) e Rebecca Romijin (la Mystica degli X – Men cinematografici) nei panni di una delle tre protagoniste. E dopo la curiosità, la cazzata del millennio. Sì perché dovete sapere che il film passa sulle reti televisive italiane parecchio censurato, soprattutto sul finale (che effettivamente non ricordavo come l’ho visto ora in DVD), a causa di una vecchia legge. Dateci un’occhiata e poi spiegatemi il motivo di una censura così idiota…

SPOILER


Il finale originale ( e a questi punti spero anche della versione cinematografica e home video italiana…) mostra le tre donne abitare tutte assieme nella casa di Darryl, con i tre figli avuti da lui, ognuno con i capelli del colore della madre. L’ultima scena è quella dei tre bimbi attirati dagli schermi televisivi che mostrano il faccione sorridente del papà mentre intorta i pargoletti, prima che le protagoniste, con un bel telecomando, lo tolgano definitivamente dalle scatole. Nella versione italiana le immagini dei figlioli vengono assurdamente eliminate, quello che rimane mostra solo le tre streghe e bimbi avuti dalle precedenti relazioni. Posso solo immaginare che la censura sia stata effettuata per non mostrare “il frutto del peccato” di una relazione così particolare, ma, siamo seri: dubito che gli spettatori italiani fossero convinti che Darryl con le tre grazie si limitasse a giocare a carte. Quindi, finché si fa sesso senza figli la morale italiana non viene intaccata, ma se ci sono delle conseguenze è meglio non farle neppure vedere? Che ipocrisia, complimenti, soprattutto quando in TV si mostrano cose ben peggiori e, purtroppo, vere…

FINE SPOILER

E ora vi lascio con il trailer del film... ENJOY!!!








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