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martedì 22 settembre 2026

Carrie (2002)



Il 7 ottobre uscirà il Carrie di Mike Flanagan, serie che ovviamente riuscirò a cominciare e concludere probabilmente a Natale del 2029. Nonostante il sicuro ritardo con cui la guarderò, ho comunque deciso di prepararmi non solo rileggendo il romanzo per la trentesima volta, ma anche di rivedere gli altri adattamenti cinematografico/televisivi, parlando sul blog di quelli che ancora non avevo trattato. Cominciamo oggi col film TV Carrie, diretto nel 2002 dal regista David Carson e tratto dal romanzo omonimo di Stephen King.

Trama

Carrie, plagiata dall'ossessiva madre ipercattolica, è lo zimbello della scuola. A seguito dell'ennesimo episodio di bullismo ai suoi danni, la ragazza si accorge di possedere dei poteri telecinetici...

Recensione

Correva l'anno 2002 e, nonostante King avesse già disconosciuto Carrie 2: La furia (di cui parlerò nei prossimi giorni), la NBC aveva pensato fosse comunque un'ottima idea produrre un remake televisivo di Carrie, con un'ambientazione contemporanea. Nella mente di Bryan Fuller, che più avanti sarebbe assurto agli onori televisivi come showrunner di Hannibal, la versione di De Palma era una favoletta che approfondiva poco i personaggi, quindi lo sceneggiatore aveva deciso di scrivere un adattamento che approfondisse le caratterizzazioni di Carrie e della altre studentesse, e che ci andasse un po' più cauto sulla questione "vendetta", in quanto la strage di Columbine era avvenuta giusto un paio di anni prima. Il risultato è questo elefantiaco Carrie, della durata di più di due ore, il quale segue quasi pedissequamente, almeno nella prima parte, il romanzo di King, riprendendone lo stile di racconto "postumo", con tanto di interrogatori dei poliziotti ai sopravvissuti, e portando sullo schermo persino l'episodio in cui una Carrie bambina fa piovere pietre sulla casa e su tutto il vicinato.  L'approfondimento psicologico tanto sbandierato da Fuller lascia il tempo che trova, in quanto, salvo la protagonista, tutti coloro che la circondano sono macchiette più o meno bidimensionali. Per quanto riguarda Carrie, invece, il personaggio è meno passivo e più tosto rispetto a quello portato in scena da De Palma, tuttavia manca dello spirito di spietata vendetta che rendeva l'originale così spaventoso, in quanto le manifestazioni più violente del potere della ragazza (e ciò vale soprattutto per la strage al ballo) si accompagnano ad uno stato di trance che la rende inconsapevole e, una volta tornata cosciente, dimentica delle sue azioni. Questa scelta, come ho scritto sopra, deriva dalla volontà di rendere Carrie un personaggio con cui gli spettatori potessero empatizzare, sgravandola da quella sete di vendetta che, dopo Columbine, era comprensibilmente tabù all'interno di un'opera pensata per un pubblico televisivo. Il secondo motivo di questo cambiamento lo trovate nelle "Curiosità", e porta il finale della storia a prendere una strada diversa da quella del romanzo, nonostante vengano conservati un paio di "omaggi"al film di De Palma.

Per quanto riguarda la realizzazione, Carrie è un prodotto televisivo nel senso più stretto e squallido del termine, non è certo figlio di quello stile cinematografico che, proprio in quegli anni, caratterizzava le serie TV più famose. Purtroppo, per rimanere in tema Stephen King, il film TV ricorda roba terrificante come I langolieri, non solo per via della regia piatta ma soprattutto dal punto di vista degli effetti speciali. A cominciare dalle pietre presenti nel flashback iniziali, più simili a dei piccoli asteroidi digitali, per continuare con gli oggetti fatti levitare da Carrie e concludere con la ciliegina sulla torta, l'angoscioso (non angosciante) incendio della palestra con conseguente crollo dell'edificio, Carrie è un trionfo di effettacci indegni persino di filmino realizzato in casa. A salvare più o meno la baracca è l'interpretazione di Angela Bettis, che compensa anche quella per nulla incisiva della Clarkson (Emilie de Ravin, invece, è un'ottima Chris e lo stesso vale per Kandyse McClure nei panni di Sue). La Bettis aveva deciso di partecipare al film esclusivamente con l'idea che ne sarebbe stata tratta una serie TV in grado di darle un compenso più o meno stabile, e in seguito ha disconosciuto questo Carrie, ma la sua bellezza particolare e i suoi lineamenti duri danno vita ad un personaggio meno "malleabile" rispetto alla Carrie di Sissy Spacek. I dialoghi con le altre studentesse al ballo sono molto divertenti, e le ferme prese di posizione nei confronti della madre sono inquietanti quanto basta; l'unico aspetto dell'interpretazione della Bettis a risultare buffo è il modo in cui storce gli occhi prima di ogni attacco, scelta che per quanto mi riguarda priva un po' il personaggio di pathos, ma ovviamente si tratta di gusto personale. Diciamo che il mastodontico, oggettivo difetto di Carrie è che si limita a raccontare una storia già letta e vista due volte senza aggiornarla né renderla più accattivante o apporre sostanziali cambiamenti, salvo per un paio di scelte che, però, la trasformano in qualcosa che, se si fosse concretizzato, sarebbe diventato un'altra opera di King, con un focus più governativo-supereroistico. Ci sarebbero voluti altri 4 anni perché Fuller realizzasse questa sua ambizione, ma questa è un'altra storia e non deve costringervi a subire due ore di piattume televisivo, nemmeno per amor di completezza.  

Cast

Di Angela Bettis (Carietta 'Carrie' White), Patricia Clarkson (Margaret White), Katharine Isabelle (Tina Blake), David Keith (Detective John Mulchaey), ho già parlato ai rispettivi link.

  • David Carson è il regista del film. Inglese, ha diretto episodi di serie come Le avventure di Sherlock Holmes, Star Trek: The Next Generation, Beverly Hills 90210, Star Trek: Deep Space Nine, Nash Bridges, Più forte ragazzi, Smallville e film quali Generazioni. E' anche produttore.
  • Emilie de Ravin interpreta Chris Hargensen. Australiana, la ricordo per film come Le colline hanno gli occhi e per serie quali Roswell, CSI: Miami, Lost e C'era una volta. Ha 45 anni. 

Curiosità

Il finale del film TV è legato all'idea con cui è nata questa versione di Carrie, ovvero fungere da prologo per una serie televisiva che, vista la pessima accoglienza del suo precursore, non ha mai visto la luce. Se volete arrivare preparati all'appuntamento con Flanagan, oltre a leggere il romanzo di Stephen King, recuperate le due versioni cinematografiche di Carrie, quella di De Palma e quella di Kimberly Peirce, e magari aggiungete Carrie 2: La furia, di cui parlerò domani. ENJOY!


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