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mercoledì 17 aprile 2024

Ghostbusters - Minaccia glaciale (2024)

Sabato sono andata a vedere Ghostbusters - Minaccia glaciale (Ghostbusters - Frozen Empire), diretto e co - sceneggiato dal regista Gil Kenan. L'ha già visto persino la bonanima di mia nonna ma non farò spoiler.


Trama: i membri della famiglia Spengler si sono trasferiti a New York e sono ormai acchiappafantasmi a tempo pieno. Giusto in tempo per affrontare un'antica divinità votata alla distruzione dell'umanità intera...


Mi rendo conto di essere ormai fuori tempo massimo (come lo sono Aykroyd, Murray e compagnia. Ma ci torno più avanti) quindi non mi sento di essere troppo tranchant nel giudizio verso Ghostbusters - Minaccia glaciale. E' piaciuto al fanciullo seduto accanto a me, figlio tredicenne di uno dei miei storici compari di horror, e tanto basta. Questi sono film che vengono realizzati per loro e per i nostalgici dello zoccolo duro, quelli che vorrebbero vedere tornare gli attori originali anche fossero affetti da demenza senile e col catetere attaccato, basta poter indicare lo schermo e ridere, commossi, dell'ennesima citazione al primo, storico Ghostbusters. Dico questo perché i ragazzini delle medie non hanno (e non gliene faccio una colpa perché alla loro età ero uguale, è giusto e normale che sia così) abbastanza esperienza da fare le pulci a una sceneggiatura costruita sul nulla, dove nessun personaggio introdotto in Legacy è riuscito ad evolvere o diventare minimamente interessante, tanto che Gil Kenan e Jason Reitman hanno dovuto introdurre altri due nuovi membri della squadra per insaporire un po' questo piatto insipido (fallendo male, come Calenda). Inoltre, i ragazzini delle medie probabilmente apprezzano molto di più la CGI odierna, che a me sembra sempre posticcia e senza fantasia, rispetto ai rozzi effetti speciali artigianali di un tempo, che ai miei occhi risultano invece ancora freschi, colmi di inventiva ed ingegno. Quindi, ripeto, non sono più io il target di queste opere. Hai voglia, infatti, a dire che una delle fonti di ispirazione di Ghostbusters - Minaccia glaciale è la serie The Real Ghostbusters, quando il "mostro finale" si vede e no dieci minuti ed è un pupazzone brutto come il peccato, mentre prima del suo arrivo i fantasmi si contano sulle dita di una mano. Se non altro, i bambini non conoscono per nulla il cartone animato che spingeva me e le mie compagne di scuola ad inventarci pazzesche avventure nei panni degli Acchiappafantasmi titolari (io ero Ray, per inciso), quindi apprezzeranno anche quel poco che si vede come una novità, senza fare confronti. Diverso il discorso per gli ultraquarantenni che piangono, pubblico di invasati rappresentato dal matusa piagnone per eccellenza, Dan Aykroyd. E qui aprirò un libro più lungo di quelli che potrete trovare nella biblioteca in cui, guarda caso, troverete un'altra vecchia (e sottolineo vecchia) conoscenza in una riproposta fotogramma per fotogramma di una delle scene più iconiche di Ghostbusters.


'Sto cazzo de Ghostbusters. Gil Kenan, Jason Reitman, io ve lo buco 'sto Ghostbusters. Ma siete capaci a rinfrescare la serie senza citare ogni 5 minuti il film del 1984? Non se ne può più, santo cielo. Il secondo tempo di Legacy non aveva un'idea originale che fosse una ma, per carità, ci stava perché era un film di passaggio tra il vecchio e il nuovo; però nel frattempo sono passati quasi quattro anni, cosa vi costava realizzare un sequel in cui i riflettori fossero puntati sulla famiglia Spengler E BASTA, magari anche con location nuove, inventandovi qualcosa legato a quel poco di originale che era stato raccontato nel film precedente? Eh no, perché altrimenti povero Aykroyd che da decenni non ha più il controllo del suo film preferito. Ma Dan mio, hai idea della tristezza che provo a vederti portare avanti sempre lo stesso personaggio che in trent'anni non ha mai messo piede fuori dal suo negozietto, e soprattutto che si atteggia a nonno comprensivo con le nuove leve, annuendo con sorriso bonario ogni maledetta volta che McKenna Grace e il cinese di cui non ricordo il nome ripetono a pappagallo le battute o i concetti del vecchio Ghostbusters? Bill Murray, di te non voglio nemmeno parlare. Anni a dar contro al franchise e poi sei sempre il primo a tornare, fingendo scazzo cosmico prima di passare a ritirare l'assegno. Ma davvero devo arrivare a 43 anni disconoscendoti, tu che sei stato il mio primo amore? Non bastasse il bisogno di infilare nel film facce ormai incartapecorite (giuro che a vedere Annie Potts salire le scale arrampicandosi coi corrimano mi si è spezzato il cuore), Kenan e Reitman sono riusciti non solo a privare di spessore i nuovi protagonisti, ma hanno aggiunto anche altri personaggi di cui non frega un belino a nessuno. L'unica cosa interessante, potenzialmente, sarebbe stata l'evoluzione del rapporto tra i giovani Spengler e un ex insegnante ormai diventato ufficialmente fidanzato di mammà, rapporto complicato dalla decisione familiare di lavorare tutti come acchiappafantasmi, ma dei quattro personaggi coinvolti due (Trevor e Callie) stanno lì a far numero, Gary è costretto al ruolo del goffo minchione mentre Phoebe si è tenuta tutti gli aspetti lunatici ed asociali del nonno senza ereditare nemmeno un briciolo della sua simpatia. Prendete Sheldon e toglietegli ogni aspetto divertente, avrete un'idea di quanto sia pesante Phoebe in versione adolescente scazzata col mondo. Il cinese e la tizia coi dread erano insignificanti già in Legacy e qui non sono nemmeno in grado di evolvere in love interest per i protagonisti, mentre il mastro di fuoco (e certo, come volevi chiamarlo, sennò? Guardia di ghiaccio?) e lo scienziato biondo mi fanno solo venire voglia di andare da Rick Moranis e Sigourney Weaver e abbracciarli forte, augurando loro di non finire coinvolti nemmeno per sbaglio in un eventuale terzo capitolo. E porca miseria, alla fine sono stata TROPPO tranchant col giudizio, scusate. Rimedio assegnando voto 10 ai soliti marshmallow tenerini e a quel miracolo della natura di Paul Rudd. In un film dove tutti invecchiano male, persino i ragazzini, lui continua a rimanere figo e giovanile. Avrà mica un autoritratto nascosto in soffitta?  


Del regista e co-sceneggiatore Gil Kenan ho già parlato QUIPaul Rudd (Gary Grooberson), Carrie Coon (Callie Spengler), Finn Wolfhard (Trevor Spengler), Mckenna Grace (Phoebe Spengler), Kumail Nanjiani (Nadeem Razmaadi), Patton Oswalt (Dr. Hubert Wartzki), Emily Alyn Lind (Melody), Bill Murray (Peter Venkman), Dan Aykroyd (Ray Stantz), Ernie Hudson (Winston Zeddmore), Annie Potts (Janine Melnitz) e William Atherton (Sindaco Walter Peck) li trovate invece ai rispettivi link.


James Acaster
, che interpreta Lars, presta la voce all'Armadillo di Zerocalcare nel doppiaggio inglese di Questo mondo non mi renderà cattivo. Le scene in cui Trevor cerca di acchiappare Slimer sono simili ad alcune sequenze scartate da Ghostbusters II, dove al posto del ragazzino c'era Louis Tully; a proposito di Louis, se Ghostbusters - Minaccia glaciale vi è piaciuto recuperate Ghostbusters , Ghostbusters II e Ghostbusters LegacyENJOY!

martedì 31 ottobre 2017

Monster House (2006)

Dopo dieci anni ho rivisto grazie a Netflix il film Monster House, diretto nel 2006 dal regista Gil Kenan. E siccome buona parte del film è ambientata ad Halloween colgo l'occasione per augurarvi un meraviglioso 31 ottobre, con menzione a parte e un augurio specialissimo a Giulia de La collezionista di biglietti!!


Trama: DJ è un ragazzino curioso che passa le giornate ad osservare il vicino di casa, un anziano e rabbioso signore che impedisce a chiunque di avvicinarsi alla sua dimora. Proprio per colpa di un contrasto con DJ, l'uomo viene un giorno portato via dall'ambulanza e la casa priva di guardiano si rivela pericolosamente viva e famelica...



Correva l'anno 2006 e la Bolla Australiana si fiondava al cinema spinta dalla pubblicità e dalle recensioni entusiaste piovute addosso a Monster House, per uscire dal cinema ovviamente galvanizzata, nonostante le difficoltà linguistiche e l'assenza di sottotitoli. Undici anni dopo posso dire che Monster House, anche visto in italiano su uno schermo piccino, non ha perso verve e che rimane un piccolo gioiellino d'animazione, nonché un esempio di come si possa realizzare un ottimo film horror per ragazzi. Non lasciatevi infatti ingannare dall'utilizzo dell'animazione (o, meglio, della motion capture): Monster House sarà anche, e ci mancherebbe, privo di sangue, torture o violenze gratuite ma E' comunque un horror, non una belinata edulcorata per venire incontro ai bisogni dei più piccini. Inoltre, grazie a numi tutelari come Steven Spielberg e Robert Zemeckis è un horror per ragazzi dalle atmosfere molto anni '80 e la sceneggiatura racchiude molti degli stilemi di pellicole quali Scuola di mostri, Goonies, Non aprite quel cancello, per non parlare poi dei richiami a Poltergeist - Demoniache presenze (è un caso che Gil Kenan sia finito a dirigere quell'inutile remake? Noi del Bollalmanacco pensiamo di no!) o all'onnipresente Stephen King (omaggiato più volte durante il film). I protagonisti di Monster House sono tre ragazzini normalissimi e anche un po' sfigati, ai quali capita di venire "toccati" dal sovrannaturale proprio durante una tranquilla vigilia di Halloween in cui il personaggio principale, DJ, viene lasciato solo dai genitori. Nel corso del film, DJ, Timballo e Jenny non si trovano solo ad avere a che fare con la casa infestata del titolo ma anche e soprattutto con l'idea di mortalità, con la consapevolezza che gli adulti non saranno sempre lì a togliere le castagne dal fuoco per loro (se mai ci sono stati), che le persone sono molto più complesse di come appaiono, che crescere non significa abbandonare banalmente i passatempi d'infanzia bensì diventare consapevoli di noi stessi e degli altri pur continuando a fare "dolcetto o scherzetto" con gli amici scemi. Il tutto mentre una casa senziente e maligna cerca di divorarli, dopo che per anni l'inquietante padrone ha terrorizzato il vicinato con divieti d'accesso, urla e soprusi, senza contare che persino la babysitter e il suo ragazzo sono cattivissimi con DJ. Insomma, disagio e brividi a palate, il che rende Monster House non proprio adattissimo a un pubblico di bambini piccoli.


Le atmosfere cupe del cartone vengono appena mitigate da un umorismo nero e da battute che starebbero bene in una commedia per adulti eppure c'è anche spazio per almeno un momento di sincera commozione; anche lì, è un sentimento che probabilmente non tutti i giovani spettatori potranno capire poiché mescola dolore, rabbia, desiderio di vendetta e amore e offre il fianco a delle considerazioni molto tristi ed inquietanti, inusuali per un cartone animato. A fronte di tutte queste particolarità, bisogna dire che la confezione di questo gioiellino è altrettanto preziosa. Primo film dalla sceneggiatura originale ad essere stato girato quasi interamente con la tecnica della motion capture (Zemeckis, qui produttore, aveva già realizzato nel 2004 Polar Express), porta sullo schermo personaggi dall'aspetto caricaturale ma gradevole e, soprattutto, delle animazioni già molto fluide. L'aspetto horror è interamente racchiuso nel sembiante della casa e viene reso non solo grazie all'incredibile accuratezza con cui gli animatori hanno dotato l'edificio di caratteristiche antropomorfe ma anche ad un valido uso di luci, ombre e inquadrature, interamente derivate dalla tradizione horror: la casa di Amityville è la prima che salta alla mente ma ci sono anche echi raimiani negli alberi del giardino, che si animano nemmeno fossimo in un Evil Dead qualsiasi. Purtroppo, agli Academy Award del 2007 gli è stato preferito Happy Feet (pur diretto da un George Miller probabilmente drogato, per carità!), a dimostrazione di come qualunque cosa vagamente in odore di horror venga guardata ancora con sospetto dai maledetti vecchiacci dell'Academy; altra cosa che mi stupisce, sul web di Monster House si parla poco ed è un peccato perché è una pellicola ottimamente scritta e realizzata, che meriterebbe un ripescaggio e miglior considerazione!


Del regista Gil Kenan ho già parlato QUI. Steve Buscemi (Neddercracker), Catherine O'Hara (Mamma), Fred Willard (Papà), Maggie Gyllenhaal (Zee), Jason Lee (Punk), Kevin James (Agente Landers) e Kathleen Turner (Constance) li trovate invece ai rispettivi link.


La doppiatrice della bambinetta all'inizio, l'attrice Ryan Newman, sarebbe poi finita a fare la figlia di Fin Sheperd nel terzo e quarto capitolo della saga Sharknado mentre il doppiatore originale di Freak è Jon Heder, alias Napoleon Dynamite. In fase di realizzazione la sceneggiatura è stata tagliata e modificata in un paio di punti: in particolare, per ottenere un PG rating si è dovuto fare uscire dalle fondamenta della casa le vittime inghiottite durante il film (più o meno per lo stesso motivo due bulletti che DJ attira consapevolmente nella casa per usarli come esche non sono stati inseriti nella pellicola) mentre il fatto che Punk e Freak fossero parte dello stesso gruppo musicale è semplicemente stato lasciato fuori dalla pellicola. Detto questo, se Monster House vi fosse piaciuto recuperate ParaNorman, Coraline e la porta magica e magari anche Scuola di mostri. ENJOY!

venerdì 10 luglio 2015

Poltergeist (2015)

Oooh, ci siamo arrivati, con il solito ritardo ma ce l'abbiamo fatta. Volevate sapere cosa ne penso di Poltergeist, diretto dal regista Gil Kenan? Molto bene, per l'occasione interverrà anche la Bolla dell'Altra Dimensione.


Trama: quando i membri della famiglia Bown si trasferiscono nella nuova casa cominciano a succedere cose molto strane ed inquietanti e la piccola Carol inizia a parlare con presenze invisibili che, a poco a poco, diventano sempre più invasive...



Guest post della Bolla dell'Altra Dimensione. Quella in cui il Poltergeist del 1982 non è mai esistito.

Questi ultimi anni hanno visto un proliferare di film aventi per protagonisti case infestate e spiriti più o meno demoniaci che decidono d'amblé di terrorizzarne gli abitanti. Di solito queste pellicole variano davvero poco le une dalle altre e Poltergeist, tratto nientemeno che da una vecchia idea di Steven Spielberg tenuta nel cassetto fino ai nostri giorni, non si distacca molto dalle centinaia di produzioni horror recenti appartenenti a questo filone apparentemente inesauribile ed arriva tragicamente in ritardo. La trama è consolidata (famiglia si trasferisce in casa infestata e uno o più membri vengono particolarmente ammorbati dalle entità maligne finché qualcuno non si decide a chiamare i Ghostb...ehm.. gli esperti del paranormale), gli spaventi sono altrettanto prevedibili e di conseguenza poco efficaci (a parte il pagliaccio. Anzi, I PAGLIACCI. Esseri maledetti!!!), regia ed effetti speciali non sono particolarmente esaltanti e molte sequenze sono state girate o in funzione di un'eventuale versione 3D oppure a mo' di omaggio verso i mockumentary che ancora non hanno smesso di andare di moda. L'unica cosa che distingue un po' Poltergeist dalla massa è la presenza di attori assai convincenti come Sam Rockwell, Jared Harris e una simpatica Jane Adams oltre alla decisione di spingere parecchio l'accelleratore sul pedale di un umorismo giocoso, che trasforma la seconda parte della pellicola in un'avventura solo leggermente inquietante, un tentativo di prendersi poco sul serio che consente allo spettatore di sorvolare sui mille WTF di cui è infarcita la trama. Come filmetto estivo Poltergeist è quindi più che perfetto ma se sperate di ricordarvelo il giorno dopo o di non confonderlo con tutti gli horror "a tema" che mensilmente invadono le nostre sale avete davvero sbagliato pellicola!


Post della Bolla. Quella che ha avuto la sfortuna di vedere sia Poltergeist che il remake.

Che bisogno c'era? No, davvero, mi dite che bisogno c'era di girare dopo 30 e pass'anni un remake di Poltergeist senza cambiare una virgola dell'originale e riuscendo (com'è possibile???) comunque ad appiattirlo e renderlo fuffoso? Perché una favola nera dove le presenze "estranee" si manifestavano a poco a poco tentando di comunicare con la piccola Carol come fossero stati dei novelli E.T. e tenendo in scacco protagonisti e spettatori fino all'inaspettata svolta horror/drammatica è diventata il solito horror nel quale tutti gli elementi inquietanti vengono sbattuti in faccia allo spettatore, sviscerati e spiegati con dovizia di particolari fin dalla prima scena? Nonostante l'impegno di Rockwell, un (im)perfetto ed umanissimo papà, e nonostante l'attualità di una famiglia in crisi economica e costretta a trasferirsi, non c'è possibilità di provare empatia per i Bowen, con la bambina dotata di poteri medianici e soprattutto il fratello traumatizzato dall'abbandono in un centro commerciale (really???), né per lo stereotipato e caricaturale gruppetto di parapsicologi capitanati da un pur bravo Jared Harris perché è tutto troppo telefonato, come se gli sceneggiatori avessero in mano un elenco di punti da rispettare e li cancellassero uno dopo l'altro. Dov'è il magone quando la mamma chiama disperata la piccola Carol, commuovendo tutti gli astanti? Dov'è il coraggio di quella stessa madre davanti al rischio di perdere l'adorata figlioletta? La caciara da videogioco sul finale è imbarazzante forse più dei mezzucci usati all'inizio per creare tensione nello spettatore e l'unico pregio che ha questo nuovo Poltergeist è quello di offrire una spiegazione plausibile alla presenza di un orrido pagliaccio nella stanza di un bambino. Il resto è solo inutilità, un'inutilità ancora più pericolosa perché rischia di convincere gli spettatori ormai stufi di questo genere di film che forse non sarebbe il caso di recuperare il vecchio Poltergeist. Non fatevi abbindolare e recuperate invece uno degli horror più belli degli anni '80, maledizione ai remake!!


 Di Sam Rockwell (Eric Bowen) e Jared Harris (Carrigan Burke) ho già parlato ai rispettivi link.

Gil Kenan è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto Monster House e Ember - Il mistero della città di luce. Anche compositore, ha 39 anni.


Rosemarie DeWitt interpreta Amy Bowen. Americana, ha partecipato a film come Cinderella Man, Margaret e La regola del gioco. Ha 44 anni.


Jane Adams interpreta la dottoressa Brooke Powell. Americana, ha partecipato a film come Mumford, The Eternal Sunshine of the Spotless Mind, Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi e a serie come Oltre i limiti, Dr. House e CSI - Scena del crimine. Anche sceneggiatrice, ha 50 anni e un film in uscita.


Il piccolo Kyle Catlett, che interpreta Griffin, era il bambino protagonista di Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet mentre per il ruolo di papà Eric si era pensato inizialmente a Tom Cruise e Richard Armitage. Ormai lo sanno anche i sassi che Poltergeist è il remake di Poltergeist - Demoniache presenze, film che ha dato vita a Poltergeist II - L'altra dimensione, Poltergeist III e persino ad una serie TV dal titolo Poltergeist: The Legacy; se il film vi fosse piaciuto recuperate senza indugio il capostipite spielberghiano e aggiungete magari anche The Conjuring e The Others. ENJOY!

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