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venerdì 26 gennaio 2024

Destroy All Neighbors (2024)

Potevo ignorare il primo Shudder original del 2024? Visto che mi sarebbe valso anche per la challenge horror direi di no, infatti ho recuperato appena possibile Destroy All Neighbors, diretto dal regista Josh Forbes.

Trama: William, da anni, culla il sogno irrealizzato di portare a termine il suo album rock prog. Le possibilità si fanno ancora più ridotte quando, nell'appartamento accanto, si trasferisce il peggiore vicino di sempre...


Destroy All Neighbors è una commedia horror fracassona, più divertente che spaventosa, che ricorda un po' gli esordi di Peter Jackson, pur senza averne la rozza cattiveria, e ha i colori di una pellicola di Joe Begos. La trama non è proprio originalissima, e potrei citare almeno mezza dozzina di film recenti (Studio 666 in primis) che partono da un presupposto simile, ovvero la presenza di un musicista fallito o comunque in difficoltà, e la mano "empia" di qualcosa che lo aiuta a sbloccarsi, nel bene o nel male. Qui abbiamo William, fonico che ama la musica prog e vorrebbe incidere l'album definitivo; in realtà, sono tre anni che ci prova e, tra una registrazione e l'altra, nemmeno si rende conto della pazienza infinita di una fidanzata che sopporta la sua frustrazione continua e il suo arrabattarsi tra lavoretti insoddisfacenti. A sbloccare la situazione ci pensa Vlad, disgustoso simil-troll proveniente dall'Europa dell'Est che, nel momento esatto del suo trasferimento nell'appartamento accanto, diventa la nemesi di William, disturbato dalla musica dance che il nuovo arrivato spara a tutto volume. Per una serie di casualità, William rimane coinvolto nella morte di Vlad, ma il cadavere di quest'ultimo non ha molta voglia di rimanere zitto e, nel giro di pochissimo, il protagonista si ritrova perseguitato da un ben strano "Grillo Parlante", accompagnato da un discreto carico di sfiga e sangue come se piovesse. Cosa c'entra tutto questo con la prog e con la carriera da musicista di William lo scoprirete solo se guarderete il film, ma posso dirvi che Destroy All Neighbors, oltre ad essere molto divertente, offre allo spettatore anche un messaggio positivo, invitandolo a non focalizzarsi esclusivamente su obiettivi mancati e frustrazione, bensì ad aprirsi a quanto di buono (a livello di empatia, conoscenza ed esperienze) può venire da compagni, amici e vicini.


Certo, il messaggio positivo è sicuramente ciò che interessava di meno a Josh Forbes e soci, che hanno imbastito una roba ignorante e fracassona, il cui valore aggiunto è l'affiatamento di un cast che vede coinvolti soprattutto comici (che io non conoscevo, ma faccio poco testo), a partire dal protagonista. Jonah Ray ha la faccina perfetta per interpretare il 30something clueless con un piede nel baratro della follia o della disperazione e, nonostante sia il protagonista, funge da ottima spalla per tutti gli allucinanti personaggi che gli vengono affiancati, vicini non poi così terribili che nascondono più di una sorpresa e danno il bianco nella sequenza in sala di registrazione. L'altro valore aggiunto è la natura squisitamente artigianale degli effetti speciali utilizzati, che vedono un veterano quale Gabriel Bartalos (uno che ha lavorato con Raimi, Henenlotter e Gordon non può essere preso sotto gamba!) come make-up designer. In effetti, i cadaveri che pullulano nel film hanno un design così familiare da risultare deliziosamente nostalgico, sono dei pupazzoni schifosetti ma belli da vedere, e c'è una scena in particolare che è il trionfo del trash metal anni '80, tra bassi che sparano arcobaleni e demoni appiccicati allo sfondo con lo sputo. Completa il tutto una regia ispirata, con movimenti di macchina ed inquadrature che mirano a trasmettere una sensazione di caos e claustrofobia continue, e una fotografia fatta di colori acidi e ombre minacciose. Non il miglior Shudder original, ma un prodotto simpatico e "rilassante" per cominciare l'anno in allegria, nell'attesa di qualcosa di più succoso!


Del regista Josh Forbes ho già parlato QUI mentre Kumail Nanjiani, che interpreta la guardia dell'acciaieria, lo trovate QUA.

Jonah Ray interpreta William Brown. Americano, ha partecipato a film come Weird: The Al Yankovich Story, Christmas Bloody Christmas, Suitable Flesh e serie come Stan against Evil; come doppiatore, ha lavorato in Adventure Time e Uncle Grandpa. Anche sceneggiatore, regista e produttore, ha 42 anni e un film in uscita. 


Alex Winter interpreta Vlad. Inglese, principalmente regista, ha partecipato a film come Ragazzi perduti, Il giustiziere della notte 3, Bill & Ted's Excellent Adventure, Freaked - Sgorbi, I rubacchiotti, Il ricatto e a serie quali Bones; come doppiatore ha lavorato in Robot Chicken. Anche produttore e sceneggiatore, ha 59 anni e un film in uscita. 



venerdì 19 novembre 2021

Eternals (2021)

Ho lasciato sciamare un po' le orde di nerd pronte a catapultarsi al cinema per vederlo e ho aspettato fino a lunedì per Eternals, l'ultimo film della Marvel, diretto e co-sceneggiato dalla regista Chloé Zhao.


Trama: mandati sulla Terra dai Celestiali in epoca mesopotamica, gli alieni chiamati Eterni si sono prodigati per millenni a far sì che l'umanità prosperasse e sopravvivesse agli attacchi dei Devianti, ma questi ultimi tornano in epoca moderna, più potenti che mai...


Sono un'idiota. Mi rendo conto solo ora che fino a tre secondi fa ero convinta che gli Eterni fossero gli Inumani, infatti c'ero rimasta un po' "male", guardando il film, nel non vedere Freccia Nera e Medusa; anzi, per un attimo avevo persino pensato che l'Eterna muta fosse una versione di Freccia Nera al femminile, invece i due supergruppi, pur essendo Marvel, non c'entrano un cavolo gli uni con gli altri. Pensate un po' come conosco bene i fumetti della Casa delle Idee quando si esula dal novero degli X-Men, e in che condizioni è la mia memoria. Ciò detto, ripeto la domanda fatta su Facebook: ma che diavolo vi hanno mai fatto questi Eterni? Cos'è tutto questo livore verso un film Marvel che non è né migliore né peggiore di altri, anzi, al limite PROVA a distaccarsi dal tono brigittobardò delle ultime pellicole e a creare un'epica più profonda e di ampio respiro? Io ho una memoria di melma, signori, ma probabilmente voi avete già dimenticato, nell'ordine, aberrazioni come il primo Capitan America, Thor: The Dark World e quel disastro di Loki, altrimenti davvero non si spiega perché tutto questo odio. Forse perché il film dura due ore e mezza, poco meno di Avengers: Endgame? D'accordo, in questo senso vi do ragione. Eternals è TROPPO lungo. Quaranta minuti in meno e un po' più di compattezza a livello di storia gli avrebbero enormemente giovato, soprattutto per quanto riguarda quel pesantissimo strascico di storia d'aMMore (??) tra Sersi e Dane Whitman solo in funzione di ciò che apporterà quest'ultimo ai futuri film Marvel, però mi rendo anche conto che tagliare qui e là sarebbe stato un bel casino: con dieci personaggi da introdurre e approfondire un minimo, non potendo contare, come nel caso degli Avengers, su almeno mezza dozzina di film in solitario a precedere la loro prima apparizione come gruppo, si rischiava di avere una pellicola avente per protagonisti dei cartonati monodimensionali di cui al pubblico sarebbe fregato meno di zero e già qui alcuni Eterni (Makkari in primis) sono pesantemente a rischio.


Qui gli sceneggiatori hanno dovuto condensare la genesi dei personaggi come Eterni e come gruppo, abbozzare un minimo di cosmogonia Marvel, dare un'idea di background in grado di coprire millenni e sottolineare legami/conflitti destinati a perdurare fino all'epoca moderna, fornire ai personaggi una nemesi e un twist shyamalano, soddisfare gli appassionati di fumetti e film Marvel con rimandi/citazioni/scene post credits, e ovviamente inserire scene d'azione ed effetti speciali, oltre a lasciare aperta la porta per futuri sequel/crossover. Insomma, avendo a disposizione solo un film non dev'essere stato facile e secondo me il risultato non è stato neppure male. Parlando solo per me, posso dire che Eternals è riuscito a coinvolgermi, a interessarmi al destino di personaggi a tratti anche profondi, molto umani di fronte a un dramma di proporzioni cosmiche (e non è tanto per dire), alla ricerca del loro posto in un mondo dove, a ragion veduta, potrebbero atteggiarsi come dei ma dove molti di loro sono costretti invece a nascondersi, a soffrire invidiando l'umanità, a portare sulle spalle un peso schiacciante, a subire la pazzia, la noia e la disperazione; si vede che le ambizioni di Zhao e company erano molto alte, lo si evince dalla natura multietnica dei personaggi, dal gran numero di location (alcune splendide) utilizzate e dalla grandeur di alcune sequenze (Eternals ha una delle poche scene di lotta finale che non mi fa venire voglia di cavarmi gli occhi) e si vede purtroppo anche l'ingresso a gamba tesa degli executive Marvel che hanno preteso i soliti momenti (tristemente) divertenti e le scene post-credits peggiori EVER. Il cast non è male, così come non lo è la protagonista Gemma Chan, carinissima e delicata ma anche fiera, e dovessi proprio dire gli unici che meritano sputi in un occhio sono Richard Madden, Salma Hayek e Kit Harington, inespressivi come pochi; la Jolie, stellassa, va a momenti, a volte si limita a mostrare i labbroni e dietro il vuoto, a volte diventa il personaggio più interessante e figo del mucchio, benché la palma dei migliori vada a Ma Dong-seok, Barry Keoghan e a Kumail Nanjiani, il quale si profonde in un numero bollywoodiano da urlo che mi impedisce di voler anche solo un po' di male a Eternals. Ho letto tantissime recensioni che lo definivano noioso e incoerente ma se cercate la Noia vera, quest'anno potete dedicarvi a Prisoners of the Ghost Land e se cercate l'incoerenza di azioni, pensieri e opere c'è sempre Army of the Dead. Ma poi, santo Cielo, è un film Marvel: davvero state a spaccare il capello quando potete evitarlo e andare a vedere Freaks Out, Last Night in Soho e The French Dispatch? E dài.


Della regista e co-sceneggiatrice Chloé Zhao ho già parlato QUI. Richard Madden (Ikaris), Angelina Jolie (Thena), Salma Hayek (Ajak), Kit Harington (Dane Whitman), Kumail Nanjiani (Kingo), Brian Tyree Henry (Phastos), Barry Keoghan (Druig), Bill Skarsgård (Kro), Patton Oswalt (voce di Pyp), Mahershala Ali (voce di Blade) li trovate invece ai rispettivi link.

Gemma Chan interpreta Sersi. Inglese, ha partecipato a film come Animali fantastici e dove trovarli, Captain Marvel, Maria regina di Scozia e a serie quali Doctor Who. Anche sceneggiatrice, ha 39 anni e un film in uscita. 


Due cenni anche sugli altri interpreti: Lia McHugh, che interpreta Sprite, era una dei due bambini di The Lodge, Lauren Ridloff, che interpreta Makkari ed è davvero sordomuta, era nel cast di Sound of Metal mentre il vero esperto di arti marziali Ma Dong-seok, ovvero Gilgamesh, si era già distinto in Train to Busan. Passando alle scene post-credit, ad interpretare Eros, fratello di Thanos, c'è l'ex membro degli One Direction Harry Styles. Gemma Chan aveva già partecipato a un film Marvel, Captain Marvel, ma il suo personaggio era l'aliena Kree Minn-Erva ed essendo ricoperta interamente di trucco blu, direi che il problema di due personaggi identici non si è posto; l'attrice, tra l'altro, l'ha spuntata su nomi come Sofia Boutella e Tatiana Maslany, ma quest'ultima non ha picchiato tanto distante visto che interpreterà She-Hulk nella serie a lei dedicata. Passando a chi "non ce l'ha fatta", per il ruolo di Druig c'erano in lizza Keanu Reeves, Luke Evans, Rami Malek e Ian McShane mentre per quello di Ikaris c'erano Charlie Hunnam, Alexander Skarsgård e Armie Hammer. Ciò detto, Eternals si colloca ovviamente DOPO tutti gli altri film del MCU. Se, come immagino, non avete tempo e voglia di recuperarli tutti, per gustarvi al meglio Eternals cercate almeno The Avengers, Avengers: Age of Ultron, Avengers: Infinity War, Avengers: Endgame, Guardiani della Galassia, Guardiani della Galassia: Vol. 2 e magari anche il primo Thor: li trovate tutti su Disney +. ENJOY!

domenica 4 marzo 2018

The Big Sick: Il matrimonio si può evitare, l'amore no (2017)

Last but not least, o forse sì, in vista della Notte degli Oscar che si terrà stasera ho recuperato anche The Big Sick: Il matrimonio si può evitare, l'amore no (The Big Sick), diretto nel 2017 dal regista Michael Showalter e candidato per la Miglior Sceneggiatura Originale. So che non ve ne importerà una cippa ma quest'anno niente post sui cartoni animati per mancanza di tempo e niente film straniero, come già accaduto gli altri anni. Chissà se riuscirò a recuperare qualcosa dopo domenica!


Trama: Kumail è un ragazzo di origine pakistana che vorrebbe fare il comico e vivere una vita all'insegna della spensieratezza americana, con sommo scorno della famiglia che invece cerca di costringerlo in un matrimonio combinato con donne della sua stessa etnia. Un giorno, Kumail conosce la bionda Emily e se ne innamora, ricambiato; tutto va per il verso giusto finché la ragazza si ammala gravemente...


Niente, gli ultimi due film visti in virtù della nomination per la Miglior Sceneggiatura Originale si sono rivelati due mezze sòle proprio da questo punto di vista. Dopo il poco entusiasmante Lady Bird mi sono accinta alla visione di The Big Sick (evito il lunghissimo titolo italiano, pedante ed inutilmente "spiegone") e lì per lì mi sono anche divertita, almeno per la prima oretta. Il film, sceneggiato da Kumail Nanjiani e dalla moglie Emily V. Gordon, racconta praticamente il modo in cui i due si sono conosciuti ed innamorati, ritrovandosi così costretti ad affrontare non solo il problema della malattia di Emily, messa in coma farmacologico per un periodo a causa delle infezioni causate dalla malattia di Still, ma anche e soprattutto le difficoltà legate alla differenza di razza. Kumail è infatti di origine pakistana e la sua famiglia lo vorrebbe legato, tramite matrimonio combinato, ad una donna della stessa etnia, mentre Emily è americanissima; se quest'ultima è libera di frequentare chi vuole, Kumail rischia invece di venire disconosciuto dalla famiglia e ciò lo porta a vivere la relazione con Emily palesando sempre un certo distacco che, a poco a poco, intacca il legame con la ragazza tenuta all'oscuro di questi problemi "culturali" e familiari. Le dinamiche di corteggiamento e la successiva nascita della coppia sono allegre e frizzanti, in pieno stile Apatow (non a caso produttore della pellicola), e i due protagonisti passano il tempo a prendersi reciprocamente in giro o a scoprirsi pian piano in un florilegio di dialoghi simpatici e caustici (d'altronde lui è comunque un comico) e lo stesso vale per il periodo che segue la malattia di Emily, durante il quale Kumail è costretto a confrontarsi con la famiglia e a recuperare un legame apparentemente infranto. Il "problema" di The Big Sick, almeno dal mio punto di vista, è però quella parte di sceneggiatura che vede Emily gravemente malata. La malattia, a onor del vero, è gestita benissimo, senza scivoloni nel patetismo e sempre con un senso di leggerezza che lascia tuttavia trasparire la reale gravità della situazione ma questa parte della trama risulta in qualche modo "scollata" dalla storia principale, anche perché essa verte quasi interamente sui genitori di Emily e sul loro rapporto con Kumail; in pratica, una buona mezz'ora di film viene aggiunta per consentire allo spettatore di interessarsi a due personaggi logorroici e non particolarmente simpatici, che surclassano un Kumail fattosi in quattro e quattr'otto muto, silente spettatore di problemi coniugali che lasciano il tempo che trovano. In questo caso, bisogna dirlo, mezz'oretta di meno avrebbe giovato, anche perché una commedia di due ore e passa è difficile da reggere senza che subentri la noia.


Peccato perché l'accoppiata Zoe Kazan/Kumail Nanjiani funziona e i due hanno una buona chimica, cosa non scontata nonostante l'attore interpreti fondamentalmente sé stesso e sia impegnato a rivivere uno dei momenti più felici e difficili della sua esistenza, magari con alcuni aspetti un po' esacerbati (pare che la madre non fosse così "estremista" nel suo rifiuto di Emily, né che Nanjiani nascondesse alla vera Emily il fatto di ricevere in casa svariate pretendenti per un eventuale matrimonio combinato, come invece accade nel film); tra i due, ho preferito però Zoe Kazan, attrice già apprezzata in The Monster grazie a un personaggio totalmente opposto ad Emily, che qui tira fuori un'incredibile dolcezza, grande senso dell'umorismo e anche una tempra non da poco, calamitando il cuore dello spettatore con quei rotondissimi occhioni da cucciola. Altro gruppetto di personaggi assai apprezzato è quello che compone la famiglia di Kumail. A differenza di quello che accade nella maggior parte delle pellicole made in USA, il padre e la madre del protagonista (assieme al fratello e alla di lui moglie) non sono rappresentati come musulmani musoni e freddi, bensì come persone normali e talvolta parecchio divertenti, colme di difetti ma anche di tantissimi pregi, simili ovviamente ai membri della famiglia dell'attore-sceneggiatore. In questo senso, la forza di The Big Sick sta proprio nella felice combinazione di due punti di vista differenti e realmente "vissuti", che si sono amalgamati creando qualcosa di nuovo, un incontro di culture che ha portato felicità non solo alle due persone che lo hanno reso possibile ma, si spera, anche a quelli che sono stati loro vicini, e che ha permesso la nascita di un film che è un inno alla tolleranza e al superamento dei pregiudizi, una lezione indispensabile in questi tempi neri. Per questo non mi sento di dire che The Big Sick è un brutto film, anzi, consiglio di guardarlo senza remore perché, nonostante qualche lungaggine, la storia di Emily e Kumail riconcilia senza dubbio col mondo... e poi le vere foto della coppia all'inizio dei titoli di coda sono carinissime!


Di Zoe Kazan, che interpreta Emily, ho già parlato QUI.

Michael Showalter è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Hello, My Name is Doris. Anche sceneggiatore, attore e produttore, ha 48 anni e un film in uscita.


Kumail Nanjiani è il co-sceneggiatore della pellicola e interpreta Kumail. Pakistano, ha partecipato a film come Bad Milo!, Hello, My Name is Doris, Piccoli brividi e a serie come X-Files; ha inoltre lavorato come doppiatore nella serie Adventure Time. Anche produttore, ha 40 anni.

Kumail e la vera Emily!
Holly Hunter interpreta Beth. Americana, la ricordo per film come Arizona Junior, Always - Per sempre, Lezioni di piano (per il quale ha vinto l'Oscar come Miglior Attrice Protagonista), Il socio, Crash, Una vita esagerata e Fratello, dove sei?, inoltre ha lavorato come doppiatrice nel film Gli Incredibili. Anche produttrice, ha 60 anni e un film in uscita, Gli Incredibili 2.


Ray Romano interpreta Terry. Americano, protagonista della serie Tutti amano Raymond, è la voce originale del mammuth Manfred de L'era glaciale e come doppiatore ha lavorato anche nella serie I Simpson, inoltre ha partecipato ai telefilm Vynil e Get Shorty. Anche sceneggiatore e produttore, ha 61 anni.


Se The Big Sick vi fosse piaciuto recuperate Il mio grosso, grasso matrimonio greco e Sognando Beckham. ENJOY!





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