Visualizzazione post con etichetta kathleen turner. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta kathleen turner. Mostra tutti i post

martedì 16 settembre 2025

La guerra dei Roses (1989)

Ho lasciato passare qualche giorno causa The Conjuring e challenge horror, ma dopo il remake tocca all'originale! Oggi parliamo infatti di La guerra dei Roses (The War of the roses), diretto nel 1989 da Danny DeVito e tratto dal romanzo omonimo di Warren Adler.


Trama: dopo aver messo su famiglia e una casa principesca, Oliver e Barbara Rose scoprono di non amarsi più. Comincia così una lotta senza esclusione di colpi per ottenere la casa voluta da entrambi...


La guerra dei Roses
è sempre stato uno dei miei film preferiti, fin da quando lo vidi per la prima volta in TV. Non poteva essere altrimenti, visto l'amore smisurato che provavo, all'epoca, per il trio Douglas/Turner/DeVito, protagonisti di due film che adoravo, All'inseguimento della pietra verde e Il gioiello del Nilo. Facendo due conti, avrò avuto 10 o 11 anni, e sicuramente non avrò capito tutto ciò che è passato sullo schermo, però La guerra dei Roses era un'opera che mi faceva lo stesso effetto di Fantozzi; mi divertiva molto, ma mi metteva anche tristezza, non solo per il finale scioccante che, lì per lì, non avevo creduto nemmeno essere così definitivo, alla prima visione. Non riguardavo La guerra dei Roses da almeno vent'anni e quando il film è cominciato è stato come rivedere un vecchio, amatissimo amico, con il quale è scattata una sintonia subitanea che, probabilmente, ha inficiato la visione del remake I Roses. A differenza del logorroico film di Jay Roach, l'adattamento di DeVito è molto semplice nella struttura e nei dialoghi, e la "ciccia" sta tutta negli atteggiamenti dei due protagonisti, che intessono la naturale morte di un amore, all'interno della cornice di un cautionary tale raccontato dall'avvocato Gavin al suo ultimo cliente, pronto a divorziare dalla moglie. E' una morte naturale, inevitabile e grottesca, che si innesca a causa della cultura yuppie anni '80 e di quell'atteggiamento retrogrado tipico di una società profondamente patriarcale. Oliver e Barbara "si scontrano e si incontrano", in un giorno di pioggia come Mirco e Licia, grazie a un'asta dove lei "ruba" a lui una preziosa statuetta orientale; si piacciono, fanno l'amore (lei si scopre multiorgasmica, con sommo orgoglio di lui) e da lì mettono su famiglia. L'idillio dei Roses viene eroso nel corso del tempo, in modo molto verosimile, dalle tante piccole disattenzioni di un uomo che valorizza la famiglia in base al proprio potere di acquisto e al prestigio lavorativo, e che si sente sempre su un gradino più alto rispetto alla moglie, valutata come un trofeo, o come una creatura scioccherella, bisognosa di una guida costante. Il menefreghismo di Oliver, per il quale l'amore è un diritto scontato che va vissuto in maniera melodrammatica, come nei film, apre progressivamente gli occhi a Barbara, la quale si accorge di aver sposato un uomo bravissimo nel suo lavoro, ma mediocre in tutto il resto, un peso morto di cui non ha bisogno per realizzarsi come donna indipendente. 


La voce narrante di Gavin, avvocato e migliore amico di Oliver, potrebbe trarre in inganno ed incasellare il film come misogino. Spesso il cliente muto di Gavin viene ammonito a prestare attenzione alle sue azioni nel corso di un eventuale divorzio, perché le donne sono terribili, vendicative e malvagie, degli idoli da placare con offerte in denaro e remissione. In realtà, il film contraddice le parole di Gavin; Barbara non è mai connotata come una gold digger, e il suo attaccamento alla casa deriva dal fatto di aver instaurato un legame quasi simbiotico con l'edificio, che per molti anni è stato la sua sola occupazione e la realizzazione faticosa di un'idea (maschile) di perfezione casalinga. Sono la testardaggine di Oliver e il suo orgoglio di maschio ferito a rendere "cattiva" Barbara, la quale viene portata dall'atteggiamento del marito a dibattersi e graffiare come un animale costretto in gabbia. Le ripicche progressivamente sempre più gravi tra moglie e marito vanno a toccare oggetti materiali e lavoro, perché sono le uniche due cose che Oliver riconosce come valori fondamentali; è Barbara, per prima, che pensa all'omicidio, messa talmente alle strette che la morte diventa l'unica via di fuga possibile da un marito convinto di rappresentare l'intero universo (economico, affettivo e sessuale) di una donna, a parer suo, semplicemente un po' stressata. La tristezza che percepivo da bambina, nascosta da abbondanti pennellate di humor nero e situazioni grottesche, esilaranti, è interamente di Barbara, soffocata e sminuita a partire dall'imbarazzante vigilia di Natale in cui le viene contestata persino una semplice stella da appendere all'albero, in quanto "dozzinale".


La regia di DeVito, che si ritaglia il ruolo di narratore, richiama i toni di una favola nera, con inquadrature sghembe ed insistenti primi piani degli oggetti materiali, e ha un gusto elegantissimo per la messa in scena e le geometrie, senza renderle preponderanti o invadenti; l'illusione è quella di avere di fronte una commedia americana tipica del periodo, ma sono questi dettagli e la colonna sonora di David Newman a dare a La guerra dei Roses la sua personalità spiccata e originale. E poi, ci sono gli attori. Ancora oggi è dura vedere il fascinoso Michael Douglas (all'epoca, poi, ero abituata a considerarlo alla stregua di Indiana Jones!) ridotto nei panni di una persona umanamente mediocre, ma l'attore è molto abile a non caricare eccessivamente la vena grottesca di Oliver, facendo del personaggio una figura a tutto tondo e tristemente realistica. Poiché la regia riprende spesso il punto di vista di Barbara, Oliver risulta disgustoso anche in circostanze normali, ancor più a causa del continuo professare comunque amore per la moglie perduta. Kathleen Turner, dal canto suo, è semplicemente meravigliosa. Il brillio di sfida che si legge nel suo sguardo fin dalle prime immagini diventa, nel corso del film, la fredda scintilla di chi ormai dentro di sé ha solo duro ghiaccio, e il disprezzo, la disillusione, l'odio che le si leggono in volto ogni volta che Oliver apre bocca farebbe scappare terrorizzato chiunque. Inutile dire che, anche nell'odio, l'alchimia tra i due attori è favolosa, ed entrambi eclissano il resto del pur valido cast, tranne per il solito Danny DeVito, in splendida forma. Se non avete mai visto La guerra dei Roses, o non lo ricordate, l'uscita de I Roses potrebbe essere un'ottima occasione di rinverdire un classico che rischia di venire dimenticato e che è attuale oggi come nel 1989.


Del regista Danny DeVito, che interpreta anche Gavin D'Amato, ho già parlato QUI. Michael Douglas
(Oliver Rose), Kathleen Turner (Barbara Rose) e Sean Astin (Josh a 17 anni) li trovate invece ai rispettivi link.


Dan Castellaneta
, voce storica di Homer Simpson, è l'uomo a cui Gavin racconta la storia dei Roses. Se La guerra dei Roses vi fosse piaciuto, oltre ad andare a vedere il remake I Roses, aggiungete Chi ha paura di Virginia Woolf? ENJOY!

mercoledì 14 ottobre 2020

La signora ammazzatutti (1994)

Tornata dalle vacanze estive ero in totale astinenza da film e cercandone uno da poter vedere anche col Bolluomo ho scoperto, tra le "novità" su Amazon Prime, La signora ammazzatutti (Serial Mom), diretto e sceneggiato nel 1994 dal regista John Waters.


Trama: Beverly è una moglie e madre di famiglia perfetta, con un piccolissimo difetto: è completamente pazza e non conviene contraddirla o risultarle antipatici...


La signora ammazzatutti era uno dei film che più amavo guardare da ragazzina, prima ancora che arrivassi ad associare il nome di John Waters al trash estremo di opere come Pink Flamingos, giusto per citare la più famosa. Adoravo La signora ammazzatutti senza conoscerne il "papà", semplicemente perché c'era colei che fin da bambina avevo imparato ad amare senza riserve in virtù di capolavori visti e rivisti come All'inseguimento della pietra verde, Il tesoro del Nilo e La guerra dei Roses, la meravigliosa Kathleen Turner; abituata a vederla nei panni di donna giovane ed elegante, questa versione inedita di mamma killer già un po' avanti con gli anni mi intrigava mentre il film in sé era qualcosa che sfuggiva ad una comprensione totale. Al di là delle citazioni a serial killer quali Charles Manson e Ted Bundy e della parodia di serie e programmi USA basati sul true crime (tutte cose che all'epoca non avrei potuto cogliere), erano proprio le situazioni surreali mostrate nel film a suscitare in me sensazioni contrastanti, perché la vicenda de La signora ammazzatutti è improbabile ma non assurda e non c'è nessun giudizio negativo nei confronti di Beverly né verso la marea di freaks che la circondano, i figli in primis. Ero abituata a separare la commedia dall'horror/thriller e vedere un film che indulgeva nelle peggiori nefandezze ridendone a crepapelle, anzi, quasi facendo passare Beverly per il personaggio "savio" in un mondo di matti e maleducati assortiti, determinata a compiere i peggiori delitti per mantenere intatta la felicità della famiglia e del quartiere, era qualcosa che mi aveva colpita profondamente. Certo, c'era già stato Roba da matti ma quello era scemo e basta, qui invece c'era non solo una presa in giro della famiglia perfetta ma anche della società americana in generale, quella perbenista e provincialotta, che abita nei quartieri bene di una città come Baltimora.


La signora ammazzatutti, al secolo Beverly Sutphin, si fa paladina di questa perfezione disperatamente ricercata dalla classe medio-alta bianca, ma non esita a sporcarsi le mani e a mostrare, sotto la superficie patinata, la sua natura weird: adorabilmente pazza, Beverly indulge in letture "proibite", "osa" godere a letto urlando come se non ci fosse un domani (altro che mammina pancina), ama i film dell'orrore e si diverte un mondo a giustiziare tutti quelli che esibiscono comportamenti non consoni verso la sua famiglia, l'ambiente, la morale comune (le scarpe bianche dopo il Labor Day? Orrore!!!) ecc. Come conseguenza di ciò, i suoi famigliari arrivano sì a temerla, ma senza smettere di amarla, perché mammà fa tutto per mantenere l'armonia e pazienza se qualcuno ci rimette la vita, anzi, tanto meglio, in quanto con la pazzia di mamma arriva anche la tanto bramata celebrità alimentata dalla nostra natura di voyeur pervertiti, che adorano divorare storie turpi e possibilmente vere. Ecco la presa in giro di John Waters nei confronti dello stesso spettatore, che fin dall'inizio si trova davanti un film presentato come una storia realmente accaduta, giusto con i nomi cambiati, strutturato appunto come un lungo episodio dei true crime che vanno tanto di moda ora, completo di didascalie con luoghi, orari, giorni in cui viene consumata la follia omicida di Beverly, personaggio che divora la scena dall'inizio alla fine. Non che tutti i comprimari non siano esilaranti e simpatici, ma Kathleen Turner è semplicemente meravigliosa, col suo aspetto rassicurante e sorridente che cambia in un secondo, sostituito da lunghi e cupi musi infastiditi e, soprattutto, da un vocione che rovescia sulla vicina di casa i peggiori improperi senza battere ciglio: a dimostrazione di quanto gli adattamenti di un tempo fossero esilaranti (ancora ricordo quello di La morte ti fa bella), le telefonate di Beverly, tra "via passeggiata della fica" e "succhioni di salice", fanno ancora oggi morire dal ridere, ancor più dell'intero film. Che vi consiglio, ovviamente, di recuperare, tanto su Prime c'è soltanto doppiato e non potete sbagliare!


Di Kathleen Turner (Mamma), Sam Waterston (Papà) e Matthew Lillard (Chip) ho parlato ai rispettivi link.

John Waters è il regista e sceneggiatore della pellicola, inoltre è la voce originale di Ted Bundy. Americano, ha diretto film come Pink Flamingos, Polyester, Grasso è bello, Cry Baby, Pecker e A morte Hollywood. Anche attore e produttore, ha 74 anni.


Ricki Lake interpreta Misty. Americana, famosa conduttrice di talk show, ha partecipato a film come Grasso è bello, Una donna in carriera, Cry Baby, Buffy - L'ammazzavampiri, A morte Hollywood e Hairspray: Grasso è bello. Anche produttrice, ha 52 anni e un film in uscita.


Traci Lords (vero nome Nora Louise Kuzma) interpreta la ragazza di Carl. Americana, un tempo attrice porno, ha partecipato a film come Cry Baby, Blade, Zack & Miri - Amore a... primo sesso, Excision e a serie quali Highlander, I racconti della cripta, Melrose Place, Pappa e ciccia, Nash Bridges, Hercules, Una mamma per amica e Will & Grace. Anche produttrice, compositrice, regista e sceneggiatrice, ha 52 anni e un film in uscita.


Justin Whalin, che interpreta Scotty, è stato Andy Barclay ne La bambola assassina 3 mentre Suzanne Somers era la "bionda" di Una bionda per papà e la Chrissy di Tre cuori in affitto. Per il ruolo di Beverly era stato fatto il nome di Julie Andrews ma la prima scelta del regista era stata Susan Sarandon, scartata per le esorbitanti richieste di compenso. Niente da fare anche per Will Wheaton, surclassato durante i provini per il ruolo di Chip. ENJOY!

martedì 31 ottobre 2017

Monster House (2006)

Dopo dieci anni ho rivisto grazie a Netflix il film Monster House, diretto nel 2006 dal regista Gil Kenan. E siccome buona parte del film è ambientata ad Halloween colgo l'occasione per augurarvi un meraviglioso 31 ottobre, con menzione a parte e un augurio specialissimo a Giulia de La collezionista di biglietti!!


Trama: DJ è un ragazzino curioso che passa le giornate ad osservare il vicino di casa, un anziano e rabbioso signore che impedisce a chiunque di avvicinarsi alla sua dimora. Proprio per colpa di un contrasto con DJ, l'uomo viene un giorno portato via dall'ambulanza e la casa priva di guardiano si rivela pericolosamente viva e famelica...



Correva l'anno 2006 e la Bolla Australiana si fiondava al cinema spinta dalla pubblicità e dalle recensioni entusiaste piovute addosso a Monster House, per uscire dal cinema ovviamente galvanizzata, nonostante le difficoltà linguistiche e l'assenza di sottotitoli. Undici anni dopo posso dire che Monster House, anche visto in italiano su uno schermo piccino, non ha perso verve e che rimane un piccolo gioiellino d'animazione, nonché un esempio di come si possa realizzare un ottimo film horror per ragazzi. Non lasciatevi infatti ingannare dall'utilizzo dell'animazione (o, meglio, della motion capture): Monster House sarà anche, e ci mancherebbe, privo di sangue, torture o violenze gratuite ma E' comunque un horror, non una belinata edulcorata per venire incontro ai bisogni dei più piccini. Inoltre, grazie a numi tutelari come Steven Spielberg e Robert Zemeckis è un horror per ragazzi dalle atmosfere molto anni '80 e la sceneggiatura racchiude molti degli stilemi di pellicole quali Scuola di mostri, Goonies, Non aprite quel cancello, per non parlare poi dei richiami a Poltergeist - Demoniache presenze (è un caso che Gil Kenan sia finito a dirigere quell'inutile remake? Noi del Bollalmanacco pensiamo di no!) o all'onnipresente Stephen King (omaggiato più volte durante il film). I protagonisti di Monster House sono tre ragazzini normalissimi e anche un po' sfigati, ai quali capita di venire "toccati" dal sovrannaturale proprio durante una tranquilla vigilia di Halloween in cui il personaggio principale, DJ, viene lasciato solo dai genitori. Nel corso del film, DJ, Timballo e Jenny non si trovano solo ad avere a che fare con la casa infestata del titolo ma anche e soprattutto con l'idea di mortalità, con la consapevolezza che gli adulti non saranno sempre lì a togliere le castagne dal fuoco per loro (se mai ci sono stati), che le persone sono molto più complesse di come appaiono, che crescere non significa abbandonare banalmente i passatempi d'infanzia bensì diventare consapevoli di noi stessi e degli altri pur continuando a fare "dolcetto o scherzetto" con gli amici scemi. Il tutto mentre una casa senziente e maligna cerca di divorarli, dopo che per anni l'inquietante padrone ha terrorizzato il vicinato con divieti d'accesso, urla e soprusi, senza contare che persino la babysitter e il suo ragazzo sono cattivissimi con DJ. Insomma, disagio e brividi a palate, il che rende Monster House non proprio adattissimo a un pubblico di bambini piccoli.


Le atmosfere cupe del cartone vengono appena mitigate da un umorismo nero e da battute che starebbero bene in una commedia per adulti eppure c'è anche spazio per almeno un momento di sincera commozione; anche lì, è un sentimento che probabilmente non tutti i giovani spettatori potranno capire poiché mescola dolore, rabbia, desiderio di vendetta e amore e offre il fianco a delle considerazioni molto tristi ed inquietanti, inusuali per un cartone animato. A fronte di tutte queste particolarità, bisogna dire che la confezione di questo gioiellino è altrettanto preziosa. Primo film dalla sceneggiatura originale ad essere stato girato quasi interamente con la tecnica della motion capture (Zemeckis, qui produttore, aveva già realizzato nel 2004 Polar Express), porta sullo schermo personaggi dall'aspetto caricaturale ma gradevole e, soprattutto, delle animazioni già molto fluide. L'aspetto horror è interamente racchiuso nel sembiante della casa e viene reso non solo grazie all'incredibile accuratezza con cui gli animatori hanno dotato l'edificio di caratteristiche antropomorfe ma anche ad un valido uso di luci, ombre e inquadrature, interamente derivate dalla tradizione horror: la casa di Amityville è la prima che salta alla mente ma ci sono anche echi raimiani negli alberi del giardino, che si animano nemmeno fossimo in un Evil Dead qualsiasi. Purtroppo, agli Academy Award del 2007 gli è stato preferito Happy Feet (pur diretto da un George Miller probabilmente drogato, per carità!), a dimostrazione di come qualunque cosa vagamente in odore di horror venga guardata ancora con sospetto dai maledetti vecchiacci dell'Academy; altra cosa che mi stupisce, sul web di Monster House si parla poco ed è un peccato perché è una pellicola ottimamente scritta e realizzata, che meriterebbe un ripescaggio e miglior considerazione!


Del regista Gil Kenan ho già parlato QUI. Steve Buscemi (Neddercracker), Catherine O'Hara (Mamma), Fred Willard (Papà), Maggie Gyllenhaal (Zee), Jason Lee (Punk), Kevin James (Agente Landers) e Kathleen Turner (Constance) li trovate invece ai rispettivi link.


La doppiatrice della bambinetta all'inizio, l'attrice Ryan Newman, sarebbe poi finita a fare la figlia di Fin Sheperd nel terzo e quarto capitolo della saga Sharknado mentre il doppiatore originale di Freak è Jon Heder, alias Napoleon Dynamite. In fase di realizzazione la sceneggiatura è stata tagliata e modificata in un paio di punti: in particolare, per ottenere un PG rating si è dovuto fare uscire dalle fondamenta della casa le vittime inghiottite durante il film (più o meno per lo stesso motivo due bulletti che DJ attira consapevolmente nella casa per usarli come esche non sono stati inseriti nella pellicola) mentre il fatto che Punk e Freak fossero parte dello stesso gruppo musicale è semplicemente stato lasciato fuori dalla pellicola. Detto questo, se Monster House vi fosse piaciuto recuperate ParaNorman, Coraline e la porta magica e magari anche Scuola di mostri. ENJOY!

martedì 14 aprile 2015

Scemo & + scemo 2 (2014)

Tanto vale completare l'opera. Dopo aver guardato Scemo & più scemo in questi giorni ho deciso di finirmi definitivamente con Scemo & + scemo 2 (Dumb and Dumber To), diretto e co-sceneggiato nel 2014 dai registi Peter e Bobby Farrelly.


Trama: a vent'anni dagli eventi del primo film, Harry scopre di avere una figlia e decide di andarla a cercare assieme all'amico di sempre, Lloyd...



Come ho detto, ho completato l'opera, la mia pignoleria ha vinto e il mio cervello s'è spento definitivamente davanti a questa tristissima "operazione nostalgia" che ha portato i Farrelly, registi che da anni non azzeccano un film (se mai ne hanno azzeccato uno), a riproporre quel cult che aveva procurato loro miriadi di fan in tutto il mondo nel lontano 1994. Cosa abbia spinto Carrey e Daniels a riprendere i ruoli di Lloyd e Harry dopo che l'intera compagnia si era dissociata da Scemo & più scemo - Iniziò così è qualcosa che non capirò nemmeno in un miliardo di anni, perché se è vero che il buon Jim ha preteso un cachet milionario è altrettanto vero che Jeff anche stavolta ha lavorato per due spiccioli ma il risultato pietoso è stato il medesimo per entrambi gli attori, che avrebbero dovuto già capirlo sulla carta e vergognarsi di sputtanare definitivamente due carriere neanche troppo in salute. Scemo & + scemo 2 è davvero il film più inutile sulla faccia del pianeta e lo dice una che apprezza sia le "operazioni nostalgia" (vedi I mercenari) sia i film comico/demenziali: l'umorismo dei Farrelly sembra rimasto fermo agli anni '90 e l'aggiunta dei telefonini o la scelta di mostrare le rughe e la ciccia di attori ormai invecchiati ed imbolsiti serve solo ad alimentare uno spaventoso senso di tristezza negativa, un insipido gusto di minestra riscaldata, sputata nel piatto, rimasticata ed inghiottita a fatica. D'accordo, è cambiato l'esilissimo canovaccio ove infilare le gag dei due scemi, concertato da ben NOVE sceneggiatori... ma il problema più grande di questa pellicola è che le gag in sé non sono cambiate! C'è sempre "il rumore più fastidioso del mondo", le litigate tra Harry e Lloyd, il ragazzino cieco che ormai è diventato un uomo cieco, l'umorismo scatologico, la macchina a forma di cane, le tristissime spinte nei cespugli e ogni vuoto lasciato da questi "capisaldi" della comicità viene riempito da una pernacchia o da un lazzo da bambino dell'asilo.


Volete sapere se ho riso? Sì, ho riso DUE volte in un'ora e mezza di pellicola, una volta quando un pappagallino ha citato il colonnello Kurtz di Apocalypse Now e un'altra quando un tizio ha rischiato di esplodere in mezzo a dei petardi (diciamo che in vent'anni le bravate dei due scemi sono aumentate non solo in stupidera ma anche in pericolosità e autolesionismo). Per tutto il resto del tempo ho alternato una profonda costernazione a un altrettanto profondo disgusto punteggiato da imbarazzo: imbarazzo per due attori che ho amato, che tuttora amo e non sto parlando di Jim Carrey e Jeff Daniels ma di Kathleen Turner e Bill Murray. Il secondo, tanto quanto, non ci mette la faccia e la sua è anche una simpatica citazione di Breaking Bad, sotto la tuta e la maschera simili a quelle di Walter White potrebbe esserci qualunque attore.... ma Kathleen, Cristo! Mia bellissima Kathleen, che sei stata modello di fascino e carattere per tutti gli anni '80 e buona parte dei '90, a che pro farti prendere in giro, farti chiamare "uomo ciccione" o "Titanic whore" e abbassarti a prendere parte a immondizia come questo Scemo & + scemo 2 e Nurse 3D? Ti servono dei soldi? Te li do io ma non farlo mai più, per carità!! Immagino che ormai non ci sia bisogno di specificarlo e, a dire il vero, non avrei nemmeno dovuto scriverci un post ma Scemo & + scemo 2 non merita nemmeno lo sforzo di una visione, neppure se siete fan dello zoccolo duro. L'unica cosa valida dell'intera pellicola, una cosa che in effetti ho apprezzato davvero, è la presenza di un personaggio in grado di "fondersi" con lo sfondo a mo' di camaleonte grazie alla sola bravura tecnica di artisti del makeup, senza l'ausilio di effetti speciali computerizzati; se parliamo di "operazione nostalgia", in questo senso i Farrelly sono riusciti nell'impresa, per il resto spero non esca nel 2034 Dumb and Dumber For come promesso nella scena post credit o faccio un macello!


Dei registi e co-sceneggiatori Peter Farrelly e Bobby Farrelly ho già parlato ai rispettivi link e lo stesso vale per Jim Carrey (Lloyd Christmas), Jeff Daniels (Harry Dunne), Laurie Holden (Adele), Kathleen Turner (Fraida Felcher) e Bill Murray (Ice Pick).

Rob Riggle (vero nome Robert Allen Riggle Jr) interpreta Travis e il Capitano Lippincott. Americano, ha partecipato a film come Talladega Nights: The Ballad of Ricky Bobby, Una notte da leoni e a serie come 30 Rock; come doppiatore, ha lavorato nelle serie American Dad! e in film come Hotel Transylvania. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 45 anni e quattro film in uscita.


Rachel Melvin interpreta Penny. Americana, ha partecipato a film come Boo - Morire di paura, Zombeavers e a serie come Heroes e Dr. House. Ha 30 anni e quattro film in uscita.


A proposito delle inutili e anche imbarazzanti comparsate presenti in Scemo & + scemo 2, Jennifer Lawrence avrebbe dovuto interpretare la giovane Fraida (il cui ruolo è andato poi a tale Carly Craig) ma per impegni pregressi non se n'è fatto nulla. Detto questo, se Scemo & + scemo 2 vi fosse piaciuto recuperate la serie animata Scemo e più scemo (andata in onda anche in Italia nel 1996), il prequel Scemo & più scemo - Iniziò così (che non ha però nessun collegamento reale con i due film "originali") e, ovviamente, Scemo & più scemo, al quale aggiungerei Come ammazzare il capo... e vivere felici, The Interview, Ace Ventura - L'acchiappanimali, Ace Ventura - Missione Africa, The Mask e Bugiardo bugiardo. ENJOY!

martedì 8 luglio 2014

Nurse 3-D (2013)

Nonostante la blogosfera unita fosse concorde nel ritenerlo una porcata delle peggiori, in questi giorni ho recuperato Nurse 3-D, diretto e co-sceneggiato nel 2013 dal regista Douglas Aarniokoski. Ma soprattutto... peerchèèèè???

See, see, ringraziamo tutti Fotosciòp, per cortesia!
Trama: Abby conduce una doppia vita, di giorno è un'infermiera provetta mentre di notte si dedica a punire i mariti o i fidanzati fedifraghi. La questione si complica quando Abby si invaghisce della sua protetta Danni...


Cosa si può dire di un film che non è un horror, non è un thriller, non fa ridere, non fa riflettere, non diverte e, qui lo dico a beneficio dei lettori porZelini, non è nemmeno vagamente sexy come parrebbe promettere l'idea di un'infermiera amante del sesso e del sangue? Non si può dire nulla tranne che Nurse 3D potrebbe davvero essere il punto più basso di un certo tipo di horror modaiolo, splatteroso e ridanciano che viene dato volentieri in pasto all'adolescente americano boccalone medio e mi chiedo quale sia stata l'utilità di distribuire una simile porcata persino in treddì. Non bastava la bidimensionalità? Davvero lo spettatore target aveva bisogno del 3D per contare i parchi peli sulla passera di Paz de la Huerta? Eh Bolla, che volgarità! Ma volgarità un par di palle, ribadisco: accetto il 3D ma spiegatemi perché la protagonista si diverte ad uccidere la gente indossando solo un reggiseno! Hai le tette che ti cadono? Non usi Chilly e il tuo intimo manca di freschezza visto che in OGNI maledetta inquadratura del tuo deretano o della tua patata la mutanda non esiste? No, scusate, 'sta cosa non mi torna: se fossi una pazza psicopatica ucciderei la gente completamente nuda, tanto cosa diavolo cambierebbe? Ma poi perché mai all'inizio del film la protagonista uccide i mariti fedifraghi, cosa che avrebbe anche senso, dopodiché per accontentare lo spettatore pipparolo diventa una lesbicona infoiata il cui unico interesse è accaparrarsi l'ammore della topolona bionda (assunto iniziale, addio...) e infine, per accontentare anche il fan dello slasher tout court, dimentica la sua passione per la professione infermieristica e macella ogni paziente che le capita a tiro (assunto iniziale e mediano, ciao ciao!)? Ma, soprattutto, perché cerco di trarre un senso da questa immane buddhanata quando già la santa Lucia aveva stilato un'ottima disamina dei motivi per cui Nurse 3D incarna la fine dell'horror così come lo conosciamo e insulta sia l'intelligenza dello spettatore maschio che la dignità della spettatrice femmina?


Aarniokoski non lo conosco, lo ammetto, non ho mai visto nemmeno The Day che, mi si dice, non è neanche male. Per me, di conseguenza, poteva anche rimanere in Finlandia ad intagliare il legno e sicuramente non ne avrei sentito la mancanza perché, santo cielo, quest'uomo non è in grado di costruire una scena tesa nemmeno per sbaglio, neanche durante i pochi momenti "thriller"/"horror" (per dire, sono più le sequenze in cui vengono inquadrate le terga della protagonista) che prevedono sangue a profusione, qualche urlo e nulla più. Giuro, l'unico momento in cui mi sono spaventata (o, meglio, ho aperto gli occhi ormai a mezz'asta), è stato quando ho sentito un tonfo tremendo provocato da un paio di tette che sbattevano contro un vetro. E mi sono spaventata più per l'abbondanza di silicone che per il tonfo. Poi, santo cielo, l'idea di raccontare l'intera vicenda attraverso la voce della protagonista mi conferma il fatto che Paz de la Huerta l'abbia data ad ogni uomo coinvolto nella produzione e realizzazione di Nurse 3D perché, davvero, non vedo altro motivo per aver dato la parte a 'sta tizia. Nomen omen (Huerta in spagnolo vuol semplicemente dire orto), la signorina avrebbe dovuto andare a zappare i campi visto che, salvo il fisico effettivamente mozzafiato, riesce ad essere ancora più monocorde, inespressiva e trash della peggiore Asia Argento: una drogatazza in botta, la cui parlata è resa ancora più strascicata dal chirurgo plastico che, maledetto lui, ha palesemente sbagliato ad iniettare il botox e il silicone in quei labbroni che paiono due canotti! Poi, detto da donna, la De la Huerta è talmente suCCida che, s'i' fossi uomo, non la copulerei nemmeno con quello di un altro, avrei paura di prendere malattie veneree da qui all'eternità. Va un po' meglio la biondina che le hanno affiancato ma, anche lì, che mercimonio! Tra l'inevitabile scenetta pornolesbosoft, lo sfoggio di addominali del fidanzato (not bad effettivamente...) e l'altro manzo nivuro a cui, pur essendo poliziotto, non dispiace intrattenersi con possibili sospettate, questo film mi è sembrato più un'ininterrotta serie di contentini per uomini e donne tristi, sfigati e soli più che un horror. E siccome so che i miei lettori NON rientrano in questa categoria di disperati oltre ogni recupero, vi sconsiglio caldamente la visione di questaMMerda.

Douglas Aarniokoski è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Nato in Finlandia, anche produttore, attore e sceneggiatore, ha diretto episodi delle serie Sleepy Hollow, Criminal Minds e Arrow.


Katrina Bowden interpreta Danni. Americana, ha partecipato a film come Tucker & Dale vs. Evil, American Pie - Ancora insieme, Piranha 3DD, Comic Movie, Scary Movie 5 e a serie come 30 Rock. Ha 26 anni e tre film in uscita.


Paz de la Huerta interpreta Abby Russell. Americana, ha partecipato a film come Le regole della casa del sidro e a serie come Broadwalk Empire. Ha 30 anni e quattro film in uscita.

Neanche. Con. Quello. Di. Un. Altro.
Kathleen Turner interpreta la capo infermiera Betty Watson. Indubbiamente un mito degli anni '80 e '90, la ricordo per film come Brivido caldo, All'inseguimento della pietra verde, L'onore dei Prizzi, Peggy Sue si è sposata, Il gioiello del Nilo, La guerra dei Roses, La signora ammazzatutti e Il giardino delle vergini suicide; inoltre, ha partecipato a serie come Friends, Nip/Tuck, Californication, ha doppiato la procace Jessica Rabbit in Chi ha incastrato Roger Rabbit e, sempre come doppiatrice, ha lavorato nel film Monster House e nella serie I Simpson. Anche produttrice e regista, ha 60 anni e un film in uscita, Scemo & + scemo 2.


Judd Nelson interpreta il Dottor Morris. Americano, ha partecipato a film come Breakfast Club, St. Elmo's Fire, Airheads - Una banda da lanciare, Jay e Silent Bob... Fermate Hollywood! e a serie come Moonlightning, Oltre i limiti, CSI - Scena del crimine, CSI: NY e Two and a Half Men; ha inoltre doppiato episodi de I Griffin e Phineas and Ferb. Anche sceneggiatore e produttore, ha 55 anni e quattro film in uscita.


Michael Eklund interpreta Richie. Canadese, ha partecipato a film come Watchmen, Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo, The Call e a serie come Dark Angel, Oltre i limiti, The 4400, Masters of Horror, Smallville, Supernatural e Bates Motel. Anche produttore, ha 42 anni e dieci film in uscita.


Martin Donovan (vero nome Martin R. Smith) interpreta Larry Cook. Americano, ha partecipato a film come Malcom X, Ritratto di signora, Insomnia, The Sentinel, The Alphabet Killer e a serie come CSI - Scena del crimine, Weeds, Masters of Horror, La zona morta, Ghost Whisperer e Hannibal. Anche regista e sceneggiatore, ha 57 anni e due film in uscita tra cui Inherent Vice, la nuova pellicola di Paul Thomas Anderson.


Se Nurse 3D vi fosse piaciuto... no, dai, non ci credo. Guardatevi solo La signora ammazzatutti, è meglio. ENJOY!

Se vuoi condividere l'articolo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...