Visualizzazione post con etichetta ken russell. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ken russell. Mostra tutti i post

mercoledì 7 ottobre 2026

Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 7: China Blue (1984)


Il tema della Nuovi Incubi Horror Challenge oggi era "Bubblegum Horror". Ho scelto per l'occasione China Blue (Crimes of Passion), diretto nel 1984 dal regista Ken Russell.

Trama

La prostituta China Blue si ritrova coinvolta con due uomini, un prete deviato e un padre di famiglia in crisi con la moglie...

Recensione

Se volete una definizione di bubblegum horror, vi rimando alla recensione di Bit, visto che l'argomento era già stato toccato in una delle challenge horror settimanali. Per scegliere il film odierno, come già avevo fatto allora, mi sono affidata ad una delle innumerevoli liste a tema presenti su Letterboxd, all'interno delle quali China Blue viene nominato più volte. In realtà, far rientrare il film di Ken Russell nella definizione di bubblegum horror non è proprio facilissimo, perché ha tante cose in comune con questo sottogenere, ma anche molte differenze. Intanto, China Blue non è un horror. Potrei definirlo thriller, da un certo punto in poi mostra alcune delle caratteristiche del giallo all'italiana, ma è soprattutto un'opera che parla del sesso e delle relazioni umane, in particolare delle maschere che indossiamo per sopravvivere, consapevolmente o meno. Il film si apre su una seduta di gruppo, nella quale Bobby, sposato con due figli, si dichiara felice della sua situazione matrimoniale, affermazione che viene smontata nel giro di pochissimo, quando confessa che è molto raro fare sesso per lui e la moglie. Bobby non si rende conto di vivere un'illusione in cui la moglie, prima o poi, tornerà a desiderarlo come prima, e si concentra su quello che lui ritiene sia il vero problema della coppia, che stanca e stressa la moglie al punto da farle passare il desiderio sessuale, ovvero la mancanza di soldi. Contrapposta a questa prosaica, deprimente realtà familiare è la vita notturna della prostituta China Blue, la quale si offre ai clienti come l'incarnazione di ogni loro sogno perverso. China Blue è un'illusione, un "personaggio" che consente alla donna di entrare in contatto con gli uomini senza essere coinvolta emotivamente, per diventare una divinità del sesso di cui l'uomo non può fare a meno. Sia Bobby che China Blue vogliono essere unici ed indispensabili per gli altri; lui per la donna che pensa di amare, lei per il variegato bestiario di clienti che vanno a cercarla ogni notte nel suo appartamento in affitto. Quando i due protagonisti si incontrano e fanno sesso, tra loro scatta qualcosa che li spinge a mettere in crisi le illusorie convinzioni con le quali si cullavano. 

Siccome, però, China Blue è un thriller-horror, e non un dramma sentimentale atipico, ecco che la lenta presa di coscienza della protagonista porta ulteriore scompiglio nella mente del Reverendo Shayne, "prete" urbano preda di desideri perversi e anche troppo terreni. Shayne comincia il suo rapporto con China Blue convinto di volerla salvare dai suoi peccati, ma a poco a poco la sua psiche già tormentata di suo viene sconvolta dallo stile di vita della donna e, ancor peggio, dal suo progressivo aprirsi verso i sentimenti di Bobby; incapace di sostenere la propria natura di peccatore, perso in un duplice sentimento di amore e odio, Shayne impazzisce e si "sdoppia", vedendo in China Blue un estensione di sé stesso e, contemporaneamente, la fonte di tutto il marciume che lo affligge. A proposito di marciume, anche l'estetica di China Blue non è completamente conforme a quella del bubblegum horror. La protagonista, incredibilmente femminile e persino leziosa nel suo masticare senza posa, guarda un po', un bubblegum, si aggira per le strade squallide del quartiere a luci rosse dando l'illusione di essere una principessa Disney, prima di mostrare i denti a chi non le sconfinfera. Il morbido aspetto esteriore di China Blue cozza con la sua durezza interiore, ed è solo l'ennesima manifestazione di un dualismo che si ripropone in tantissimi elementi del film. Un altro, per esempio, è l'utilizzo dei colori. La palette usata da Ken Russell è perfetta per un bubblegum horror, piena com'è di tinte rosa fluo, ma spesso questo colore femminile viene inghiottito dal rosso acceso che simbolizza i violenti piaceri carnali. Un aspetto del film, invece, che richiama la natura un po' camp e bizzarra del bubblegum horror, è l'utilizzo di ironici intermezzi "artistici", affidati a stampe erotiche giapponesi o quadri famosi come l'Ofelia di Millais; questi elementi weird raggiungono il loro apice con lo spot televisivo a base di matrimoni (in)felici e bambine urlanti e, ovviamente, con l'arma impropria utilizzata da Shayne e da lui ribattezzata, se non erro, "Superman". Tutti questi aspetti potrebbero fare di China Blue un "proto" bubblegum horror, una specie di antenato che ha aperto la via a tutto ciò che sarebbe venuto dopo, anche perché in effetti i protagonisti sono un po' passatelli rispetto a quelli tipici del sottogenere. Certo, definire "passatella" una Kathleen Turner sensualissima e spregiudicata mi provoca imbarazzo, e China Blue andrebbe visto anche solo per la sua performance allucinante. Se penso che, all'epoca, avevo conosciuto l'attrice con Alla ricerca della pietra verde, cosa che l'ha resa imprescindibile icona infantile di donna ironica e fighissima ma comunque "pura", non oso immaginare quali fossero state invece le reazioni di un pubblico adulto a questo drastico cambio di immagine! Comunque, bubblegum horror o meno, China Blue è un film da recuperare assolutamente se, come me fino a pochi giorni fa, non avete mai avuto modo di guardarlo!   

Cast

Del regista Ken Russell ho già parlato QUI. Bruce Davison (Donny Hopper), Kathleen Turner (Joanna Crane/China Blue), Anthony Perkins (Peter Shayne) e Annie Potts (Amy Grady) li trovate invece ai rispettivi link. 

  • John Laughlin interpreta Bobby Grady. Americano, ha partecipato a film come Footlose, Le colline hanno gli occhi II, Il tagliaerbe, Trappola in alto mare, The Rock e a serie quali Hazzard, La signora in giallo, I racconti della cripta e Criminal Minds. Ha 70 anni e un film in uscita. 

Curiosità

Alec Baldwin, Patrick Swayze e Jeff Bridges avevano fatto l'audizione per il ruolo di Bobby Grady, che alla fine è andato a John Laughlin. Se China Blue vi fosse piaciuto recuperate Velluto blu e Vestito per uccidere. ENJOY!



martedì 27 dicembre 2011

La tana del serpente bianco (1988)

Siccome è passato poco tempo dalla scomparsa del regista Ken Russell ho pensato di rendergli omaggio un po' in ritardo riguardando l’unico suo film che avessi mai visto, La tana del serpente bianco (The Lair of the White Worm), diretto nel 1988 e tratto dall’omonimo romanzo di Bram Stoker. Preparatevi perché il post è costellato di foto inquietanti e vagamente trash (ho cercato di limitarmi ma alcune andavano messe!)...


Trama: in un paesino inglese scompaiono alcune persone e viene ritrovato il teschio di quello che parrebbe un enorme serpente. Si scopre così che nel luogo si è insediato un culto di uomini – rettile che tentano di far rivivere un antichissimo serpente bianco, nutrendolo con sacrifici umani…


Ma secondo voi, si fa prima a tagliare una corda o la mano di una persona? E soprattutto, le Manguste vivono bene negli orifizi umani? A queste domande cercherò di dare una risposta più avanti, ovviamente. Nel frattempo, mi chiedo cosa avrebbe pensato Bram Stoker di un simile adattamento perché, se è vero che il Dracula di Coppola è barocco, La tana del serpente bianco lo è talmente tanto da sfociare nel trash e nel kitch più o meno involontari. Il che è strano, perché a riguardarlo è anche un bel film. Credo di averlo visto la prima volta quando avevo più o meno quindici anni e ne ero rimasta talmente scioccata che, fino a qualche giorno fa, lo credevo di una bruttezza rara. Oddio, ho visto horror molto migliori e questo viene affossato più di altri da dialoghi ridicoli, interpretazioni marmoriche e trovate grottesche, ma nel complesso rischia di fare felice più di un cultore dell’horror, perché la storia in sé non è male e alcune trovate registiche precorrono quelle più deliranti di Twin Peaks.


La trama è una variazione sul tema del vampirismo tanto caro a Stoker. Qui i mostri non succhiano sangue ma iniettano veleno, trasformando le persone in uomini – rettile privi di volontà, assai simili a zombie, e servono un solo signore e padrone, il dio serpente Dionin, che altri non è se non l’animale che tanti danni aveva causato ad Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre. La cosa interessante del film, dunque, non è tanto la natura di questi mostri, ma la costante contrapposizione tra la religione cristiana a questo culto pagano, che è il motivo portante dell’intera pellicola e ciò che scatena le sequenze più (s)cult: quando una delle protagoniste tocca un crocefisso ricoperto di veleno si scatena un’inquietante visione orgiastica della morte di Cristo, con un enorme rettile avvolto alla Croce e, ai suoi piedi, legionari romani che seviziano, violentano e uccidono delle suore; durante un sogno, invece, il protagonista interpretato da Hugh Grant vede l’eterno scontro tra bene e male incarnato in un catfight tra la fidanzatina e la sgualdrinissima Lady Sylvia, un trionfo di reggicalze e gambe in bella vista che gli procura un’erezione alla matita (non sto scherzando. ALLA. MATITA. Guardate il film e capirete!). A questo contesto “religioso” si mescolano poi suggestioni del folklore inglese come la leggenda del Lambton Worm, assai simile a quella di San Giorgio e il Drago, dove il nobiluomo del luogo uccide il mostro vermiforme beccandosi tuttavia una maledizione che ricadrà anche sui suoi eredi, uno dei quali è il protagonista del film, per l'appunto.


Ma torniamo a parlare della mano e della mangusta. Se infatti la prima parte della pellicola ci "delizia" coi suoi deliri religiosi, la seconda parte vira più sull'horror classico e sui mezzi utilizzati per liberarsi dalla malvagia Lady Sylvia e dai suoi adepti, con conseguente abuso di trovate illogiche e vagamente trash. Posso accettare che la sinuosa donnaccia perda la testa e si metta a ballare ogni volta che qualcuno suona uno strumento a fiato, come succede ai serpenti quando vengono "incantati", e che i protagonisti sfruttino questo tallone d'Achille per cercare di sconfiggerla. Posso accettare come strumento di morte un fallo puntuto (d'altronde, Tetsuo aveva una trivella...), posso anche chiudere gli occhi davanti alla lubrìca villainess che ne lecca uno con voluttà manco fosse un chupachups mentre la povera suora seviziata giunge le mani e prega... ma che uno riesca a tenersi per almeno 20 minuti una mangusta sotto il kilt no. Povera bestiola!!!! Mi viene in mente Brodie di Generazione X e il suo delirante racconto sui gerbilli... se poi pensiamo anche che chi porta il kilt deve necessariamente andare senza mutande mi viene voglia di chiamare l'ENPA britannico! Ma d'altronde, cosa posso aspettarmi da uno che invece di tagliare la corda per cercare di far cadere la malvagia nel pozzo... si sbatte a tagliare la mano con cui si regge appesa?!? Cosa sei, idiota??? Signur. E questa è la punta dell'iceberg perché, onestamente, anche a dialoghi non stiamo meglio. Le protagoniste devono SEMPRE andare a preparare del the, i poliziotti usano delle scuse inenarrabili per non entrare in servizio e il maggiordomo di Hugh Grant è un pazzo scansafatiche che rammenta infoiato i bei tempi in cui il "padrone" andava a donne in Turchia. Della serie: So Bad It's So Good. Poi c'è una bellissima ballata in stile irlandese nella colonna sonora e il finale è bastardo da morire. A me è già venuta voglia di riguardarlo... a voi?!

Ken Russell (vero nome Henry Kenneth Alfred Russel) è il regista della pellicola. Inglese, lo ricordo per film come Donne in amore (che gli è valso la nomination all'Oscar), I diavoli, Tommy, Stati di allucinazione e Whore - Puttana. Anche sceneggiatore, attore e produttore, è morto quest'anno per un attacco di cuore, all'età di 84 anni.


Hugh Grant (vero nome Hugh John Mungo Grant) interpreta Lord James D'Ampton. Sicuramente uno dei più famosi ed apprezzati attori inglesi, lo ricordo per film come Quattro matrimoni e un funerale, Nine Months - Imprevisti d'amore, Extreme Measures - Soluzioni estreme, Notting Hill e Il diario di Bridget Jones. Ha 51 anni e tre film in uscita.


Amanda Donohoe interpreta Lady Sylvia. Inglese, ha partecipato a film come La pazzia di Re Giorgio e Bugiardo bugiardo. Anche produttrice, ha 49 anni e un film in uscita.


Peter Capaldi interpreta Angus. Scozzese, ha partecipato a film come il bellissimo Le relazioni pericolose, Mr. Bean - L'ultima catastrofe e alla serie Doctor Who. Anche regista e sceneggiatore, ha 53 anni.


Sammi Davis (vero nome Samantha Davis) interpreta Mary. Inglese, la ricordo per film come il geniale Four Rooms e per aver partecipato ad un episodio di Lost. Anche produttrice, ha 47 anni.

Se vuoi condividere l'articolo