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mercoledì 4 maggio 2016

The Dressmaker - Il diavolo è tornato (2015)

In questi giorni è uscito al cinema The Dressmaker - Il diavolo è tornato (The Dressmaker), diretto e co-sceneggiato dalla regista Jocelyn Moorhouse partendo dal romanzo omonimo di Rosalie Ham. Vediamo se val la pena dargli un'occhiata!!


Trama: Tilly torna al suo paese dopo anni di esilio imposto all'estero, durante i quali è diventata un'affascinante sarta. Decisa ad avere vendetta per la vita che le è stata rubata, Tilly comincia a "rivestire" molti abitanti della cittadina...


Se avessi dato retta al battage pubblicitario di The Dressmaker probabilmente non avrei mai guardato il film di Jocelyn Moorhouse. Erroneamente presentata come un emulo de Il diavolo veste Prada, se non peggio, questa pellicola è in realtà una particolare storia di vendetta introdotta quasi come un western, con una Singer al posto delle pistole, oltre che un film difficile da ascrivere ad un unico genere: se, infatti, l'inizio ricorda molto le tragicommedie corali di cui negli anni '90 era maestro Lasse Halstrom, la vicenda di Tilly a un certo punto svolta nel melò (vero ed unico punto debole di The Dressmaker, a mio avviso) e poi si inoltra nelle tinte sanguinose del grottesco, regalando un finale sorprendente. La trama, prima ancora della vendetta, prende in realtà in esame la ricerca della verità e il disperato tentativo della protagonista di riprendersi una vita che le è stata strappata senza che neppure lei sappia bene il perché. Mandata via del paese a seguito di una terribile tragedia che, a suo dire, l'ha "maledetta" per sempre, Tilly torna nella sua terra profondamente cambiata, almeno all'esterno, mentre a Dungatar il tempo pare essersi fermato, radicandosi in uno status quo di profondo squallore e piccineria mentale. Mentre la madre pare non avere memoria di lei, tutti gli abitanti di Dungatar sono concordi nel ritenere Tilly una disgrazia e soltanto le sue arti sartoriali li costringono a mettere da parte la diffidenza per puro interesse personale; gli abiti di Tilly trasformano letteralmente chi li indossa, mettendone a nudo la bellezza esteriore, ma così non è, purtroppo, per la bruttezza interiore, che rimane tale oppure peggiora. E' in questo modo che gli sceneggiatori giocano con lo spettatore, sfidandolo a capire quale direzione prenderà una storia che avrebbe tutte le carte in regola per sfociare in una perfetta morale Disneyana e in una liaison da sogno tra Tilly e il meraviglioso Teddy, se non fosse che la "maledizione" della protagonista risiede nella fondamentale cattiveria di tutti gli abitanti di Dungatar, falsi, ipocriti e meschini a tal punto che i protagonisti de Il seggio vacante della Rowling sono al confronto dei docili agnellini.


Ad affiancare una trama per la gran parte assai particolare ed interessante, c'è la fondamentale scelta di dotare Tilly di una Singer invece che di una pistola, cosa che rende The Dressmaker incredibilmente stiloso. Attenzione però, la pellicola della Moorhouse non è una robetta per donnine modaiole! I costumi sono un fondamentale veicolo per l'amara ironia di cui è permeata la pellicola, ambientata negli anni '50, e molte delle mise create da Tilly (per inciso, una più bella dell'altra) vengono utilizzate per sottolineare la natura ridicola dei personaggi, una su tutti la vanesia Gertrude che, con le sue pose da diva consumata, richiama più volte il contrasto vincente tra paesanotti e glitter che era uno dei punti chiave in Priscilla la regina del deserto. L'omaggio a questo stupendo caposaldo della cinematografia australiana si ripropone nella figura di uno Hugo Weaving nuovamente en travesti, l'unico personaggio positivo assieme a Teddy e alla madre di Tilly nonché, finalmente, un ruolo capace di svecchiare un attore che ormai si era abbonato a parti da impersonale malvagio; tra gli altri attori spiccano, oltre all'inedita Sarah Snook in versione bitch, una Kate Winslet magnifica, perfettamente a suo agio negli eleganti panni di una donna costretta a mostrarsi più forte di quanto non sia per sopravvivere ad una comunità che la vorrebbe vedere morta, e soprattutto Judy Davis, la quale nei panni della folle ed ubriaca Molly ruba spesso la scena alla bellissima (pure troppo!) coppia formata da Liam Hemsworth e la "vecchia" Kate. Le scenografie che mescolano suggestioni da western di frontiera a quello che, ahimé, è il reale paesaggio dell'outback australiano, unite ad una colonna sonora piacevole e ai già citati costumi da urlo, sono la ciliegina sulla torta di un film sorprendente, che vi consiglio di guardare in barba alla pubblicità ingannevole italiana... e per le donnine che ancora non fossero convinte, aggiungo in omaggio un Liam Hemsworth in mutande che è davvero tanta ma tanta roBBa!

Non ringraziatemi :)
Di Liam Hemsworth (Teddy McSwiney), Kate Winslet (Myrtle "Tilly" Dunnage), Hugo Weaving (Sergente Farrat), Sarah Snook (Gertrude "Trudy" Pratt), Judy Davis (Molly Dunnage) e Caroline Goodall (Elsbeth) ho già parlato ai rispettivi link.

Jocelyn Moorhouse è la regista e co-sceneggiatrice della pellicola. Australiana, ha diretto film come Istantanee, Gli anni dei ricordi e Insieme per caso. Anche produttrice e attrice, ha 56 anni.


Kerry Fox, che interpreta la terribile Beulah Harridiene, era una dei tre protagonisti di Piccoli omicidi tra amici. Detto questo, se The Dressmaker vi fosse piaciuto guardate Chocolat oppure divertitevi con She Devil - Lei, il diavolo. ENJOY!

martedì 4 agosto 2015

Cut Bank (2014)

Curiosando su Imdb mi è saltato all'occhio il recente Cut Bank, diretto nel 2014 dal regista Matt Shakman e così dal nulla ho deciso di guardarlo, ispirata dalla marea di attori famosi presenti.


Trama: il giovane Dwayne sogna di abbandonare per sempre Cut Bank, la cittadina dov'è cresciuto e dov'è costretto a rimanere a causa del padre invalido. Un giorno, lui e la sua ragazza registrano per caso con una telecamera l'omicidio del postino del paese e si ritrovano coinvolti in un'intricata e sanguinosa storia...


Nonostante l'incipit di cui sopra, non mi aspettavo troppo da Cut Bank. Il regista si è fatto le ossa in TV ma è praticamente alla prima esperienza in campo cinematografico, la pellicola ha richiesto due anni per venire girata, Liam Hemsworth è belloccio ma incapace di intrigarmi e troppo spesso i film che puntano su grandi nomi come John Malkovich e Billy Bob Thornton si rivelano delle mezze sciocchezzuole nelle quali questi attoroni compaiono sì e no per un paio di minuti (spesso facendoci anche una figura barbina). Date le premesse, ho cominciato la visione con un occhio molto critico che, a poco a poco, è diventato incapace di staccare gli occhi dallo schermo mentre un sorrisone mi si stampava sul volto e mi ritrovavo a pensare ai Coen e soprattutto all'adorato Fargo. Ora, non cominciate ad accusarmi di vilipendio al capolavoro, so benissimo che Cut Bank non potrà mai nemmeno arrivare a leccare la neve dalle scarpe di Fargo, tuttavia le dinamiche criminali portate avanti da dei perdenti, l'ambiente ristretto di una cittadina di provincia (la più fredda d'America, nientemeno!) e l'imprevedibilità della follia e dell'avidità umane sono molto simili e si intrecciano all'interno di una trama che avvince dall'inizio alla fine. A differenza di Fargo, Cut Bank strizza maggiormente l'occhio ad un pubblico di giovani che potrebbero riconoscersi nelle ambizioni e nell'insofferenza di Dwayne e Cassandra, non a caso interpretati da due bellissimi idoli cinematografici per teenagers, inoltre la vicenda fa distinzione tra buoni e cattivi e in qualche modo "punisce" chi se lo merita lasciando un importante insegnamento a chi ha deviato dalla cattiva strada perché accecato dalla disperazione, mentre il film dei Coen era ben più cinico e spietato; tuttavia, l'ironia e un paio di personaggi altamente caricaturali sono molto simili e Cut Bank si districa abilmente dai cliché riuscendo a divertire e interessare lo spettatore nonostante un paio di soluzioni troppo "comode", soprattutto sul finale.


Oltre alla trama intrigante, fortunatamente Cut Bank risulta valido anche sotto quegli aspetti che mi incutevano tanto timore. Il regista Matt Shakman non sarà mai (torno a ripetermi!) uno dei Coen, ma sicuramente non è nemmeno un dilettante che non ha mai tenuto in mano una cinepresa e riesce a governare il timone di una vicenda violenta e sanguinosa dando al tutto un piglio classico e quasi rilassato, un aspetto che viene enfatizzato da una fotografia brillante che, soprattutto all'inizio, ci illude della sonnolenta tranquillità di Cut Bank con un'incredibile panoramica di fiori gialli da cartolina. Per quanto riguarda gli attori, è vero che John Malkovich, Billy Bob Thornton e Bruce Dern non compaiono tantissimo ma hanno tutti e tre dei ruoli fondamentali e ben definiti e soprattutto Malkovich non è costretto ad interpretare il solito personaggio malvagio o completamente pazzo che sembra essergli così congeniale negli ultimi tempi. Chi è un po' sprecato, a dirla tutta, è un attore che a me piace molto come Oliver Platt ma la delusione è stata compensata da una nuova (almeno per me!) scoperta come Michael Stuhlbarg, nascosto dietro un paio di giganteschi occhialoni a fondo di bottiglia e fiaccato da una gravissima balbuzie che lo rende molto ma molto ingannevole. L'unico neo della pellicola, se vogliamo, è il fatto che Liam Hemsworth non sia un protagonista abbastanza carismatico da tenere sulle spalle l'intero film e che spesso e volentieri gli altri personaggi eclissino il belloccio ma insipido Dwayne e la sua fidanzata sciocchina ma il "contorno" è abbastanza interessante da far passare in secondo piano questo difetto. In conclusione, se vi piacciono le crime story insolite e state aspettando che i Coen si palesino con un altro film, provate a dare una chance a Cut Bank, potrebbe rivelarsi una gradita sorpresa!


Di Liam Hemsworth (Dwayne McLaren), John Malkovich (Sceriffo Vogel), Billy Bob Thornton (Big Stan) e Oliver Platt (Joe Barrett) ho già parlato ai rispettivi link.

Matt Shakman è il regista della pellicola. Americano, ha diretto episodi di serie come Six Feet Under, Kitchen Confidential, Ugly Betty, Weeds, Dr. House e Fargo. Anche attore e produttore, ha 40 anni e sarà lui a dirigere il primo episodio della serie Heroes Reborn.


Teresa Palmer interpreta Cassandra. Australiana, ha partecipato a film come Wolf Creek, The Grudge 2 e Warm Bodies. Anche produttrice e sceneggiatrice, ha 29 anni e sei film in uscita.


Bruce Dern interpreta Georgie Wits. Americano, ha partecipato a film come Marnie, Il grande Gatsby, Giù le mani dal mio periscopio, Ancora vivo, Small Soldiers, Haunting - Presenze, Django Unchained, Nebraska e a serie come CSI: NY. Ha 79 anni e due film in uscita tra cui The Hateful Eight.


Michael Stuhlbarg interpreta Derby Milton. Americano, ha partecipato a film come A Serious Man, Hugo Cabret, Men in Black 3, 7 psicopatici, Lincoln, Hitchcock, Blue Jasmine e a serie come Ugly Betty e Broadwalk Empire. Ha 47 anni e quattro film in uscita.


Se Cut Bank vi è piaciuto recuperate il pluricitato Fargo, L'uomo che non c'era, Burn After Reading e Soldi sporchi. ENJOY!

giovedì 23 agosto 2012

I mercenari 2 (2012)

Grazie al povero Toto che ha accettato di immolarsi per preservare la mia fragile psiche da un ennesimo trauma, qualche sera fa sono riuscita ad andare a vedere I mercenari 2 (The Expendables 2), seguito di quella geniale, sfacciata ed esilarante tamarreide che era The Expendables – I Mercenari.


Trama: questa volta la zamarrissima squadra di mercenari capitanata da Stallone deve recuperare la mappa di una miniera di plutonio. Saranno accompagnati nell’impresa da una gentile (ma non troppo) donzella.


Squadra che vince non si cambia, infatti la formula de I mercenari 2 rimane invariata e regala allo spettatore così intelligente (o pazzo?) da accettarla con ironia quasi due ore di puro divertimento trash, innocente e citazionista. Io sono folle e non faccio testo ma, credetemi, chi è venuto con me è una persona che detesta gli action e si in****a come una biscia davanti alla violenza fine a sé stessa… eppure l’ho sentito ridere, più di una volta, e a fine serata non ha cercato di uccidermi per farmi espiare la camurrìa a cui l’ho sottoposto. Questo perché, come sempre, la chiave vincente de I mercenari è la palese auto presa in giro, la consapevolezza di attori che sono passati alla storia per determinati ruoli e non si tirano indietro nel fare il verso a sé stessi, prendendosi in giro a vicenda e prendendo in giro i cliché dei film che li hanno resi famosi: fantomatici luoghi situati nelle zone più impervie del pianeta, esplosioni come se piovessero, pallottole che non si limitano ad uccidere ma fanno esplodere i nemici, momenti introspettivi a base di luoghi comuni e assolutamente incomprensibili o  ininfluenti ai fini della storia (questa volta l’Oscar va a Liam Hemsworth “Ho scelto di stare coi Mercenari perché ero stufo di vedere gente uccisa e per rendere omaggio al povero cane randagio che i soldati mi hanno trucidato”… sì, vabbé, eh!!), l’atavica incapacità di tenere testa alle donne che, a scelta, possono essere o zamarre e letali come loro, o delle ambigue zoccolotte oppure delle mogli fedeli che pensano solo alla casa e ai figli. E siccome, fondamentalmente, la mia recensione del film potrebbe ricalcare esattamente quella del capitolo precedente, vediamo cosa cambia questa volta o, meglio… CHI cambia!!


Sì perché poi, alla fine, la gente (e mi ci metto di mezzo anch’io) va a vedere I mercenari 2 perché rammenta bene che nel primo film mancava qualcuno. Steven Seagal è ancora disperso nelle nebbie dell’intermundia o ancora sequestrato da Rodriguez, non mi è ben chiara la cosa. In compenso Jean - Claude Van Damme, che, ricordiamolo pure, aveva rifiutato di comparire nel primo film perché il ruolo che gli era stato proposto non era alla sua altezza, questa volta interpreta con gusto il villain (Vilen, appunto) della pellicola, un essere immondo con una capra tatuata sul collo, innamorato della propria (vuota) retorica, spietato fino all’inverosimile e, soprattutto, mascarato e liftato come nemmeno Moira Orfei potrebbe essere. Vedere ‘sta fighetta di plastica che ogni tanto torna a usare i suoi famosi calci volanti è in effetti una cosa abbastanza sconvolgente e già trash di per sé, ma non stiamo a cacciarci balle: alla fine quello che tutti noi volevamo vedere era il Walker Texas Ranger per eccellenza, Chuck Norris. Che appena compare nel film fa la sua straporca figura di lupo solitario in grado di uccidere ventordici killer E abbattere un carro armato (applauso a scena aperta, true story), concludendo la sequenza raccontando da solo e con invidiabile nonchalance una delle tante barzellette Norrisiane che girano in rete (altro applauso a scena aperta nella sala gremita).

Eccolo. E automaticamente il mio blog è diventato intoccabile!
Il film, dunque, varrebbe il prezzo del biglietto solo per queste due fondamentali presenze ma ci sono mille altri motivi validi per gioire, o amanti del trash spudorato e dell'action tout court! C'è Lundgren che fa il piacione, Stallone che tira fuori una penna talmente zamarra che persino Corona si è cavato gli occhi per la disperazione, c'è (per le donzelle) un Jason Statham apparentemene inutile ma quando tira fuori i coltelli è una gioia per gli occhi, ci sono Schwarzy e Bruce che duettano con la grazia e la faccia tosta di due comici consumati citando a vicenda i rispettivi film, ci sono battute da macho e giochi di parole da bimbi delle elementari che, alternativamente, abbattono e commuovono, c'è uno Scott Adkins che non conoscevo ma che ho molto apprezzato, tanto che cercherò di guardarmi un po' tutti i suoi film, c'è una coltellata con calcio da manuale, c'è un confronto finale che è praticamente uno scontro tra titani... NON c'è Jet Li, o meglio c'è poco, e forse questo è l'unico difetto serio che posso trovare a I mercenari 2, visto anche che hanno aggiunto un Liam Hemswort funzionalissimo per la trama ma assolutamente privo dell'aura quasi mitica degli altri protagonisti. Per il resto, basta staccare il cervello, accettare l'incredibile fatto che l'unico attore espressivo del cast sia un ex wrestler dall'orecchio mozzo e godersi il film per quello che è. Io, personalmente, non mi vergogno a consigliarlo e ad aggiungere.... tantaRRRRobba!


Di Sylvester Stallone (anche sceneggiatore oltre che interprete di Barney Ross), Jason Statham (Christmas), Jet Li (Yin Yang), Dolph Lundgren (Gunner Jensen), Jean – Claude Van Damme (Vilen), Bruce Willis (Church), Arnold Schwarzenegger (Trench) e Charisma Carpenter (Lacy) ho già parlato nei rispettivi link.

Simon West è il regista della pellicola. Inglese, ha girato film come Con Air, La figlia del generale, Lara Croft: Tomb Raider e Chiamata da uno sconosciuto. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 51 anni e due film in uscita.

  
Terry Crews (vero nome Terrence Alan Crews) interpreta Hale Caesar. Americano, ha partecipato a film come Il 6° giorno, Starsky & Hutch, Cambia la tua vita con un click, Terminator Salvation, I mercenari e a serie come CSI: Miami e Tutto in famiglia; inoltre, ha doppiato un episodio di American Dad!. Ha 44 anni e due film in uscita.


Chuck Norris (vero nome Carlos Ray Norris) interpreta Booker. Esperto di arti marziali, consacrato di meme di internet come uomo più forte dell'universo, lo ricordo per film come L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente, Rombo di tuono, Rombo di tuono 2, Delta Force, Pugno d'acciaio ed Hellbound - all'inferno e ritorno, inoltre ha partecipato alle serie Più forte ragazzi e, soprattutto, Walker Texas Ranger. Anche produttore, sceneggiatore e stuntman, ha 72 anni (!!!) e un film in uscita.


Liam Hemsworth interpreta Bill The Kid. Australiano e fratellino del più famoso (per adesso!) Chris Hemsworth, ha partecipato a film come Segnali dal futuro, Hunger Games e a serie come Home & Away, McLeod's Daughters e Neighbours. Ha 22 anni e sei film in uscita, tra cui, ovviamente, Hunger Games: La ragazza di fuoco, dove tornerà ad interpretare il ruolo di Gale.


Scott Adkins interpreta Hector. Inglese, ha partecipato a film come Danny the Dog, The Pink Panther - La pantera rosa, The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo, X - Men le origini - Wolverine e El gringo. Anche stuntman e produttore, ha 36 anni e quattro film in uscita, tra cui un Mortal Kombat previsto per il 2013 (o credici, è la stessa!).


Per il ruolo di Bill the Kid era stato preso in considerazione anche Taylor Lautner, il Jacob di Twilight (una scelta simile mi avrebbe reso inviso il film a prescindere, sono cattiva, lo so!), ma siccome Liam Hemsworth avrebbe già dovuto essere presente nel primo film si è preferito tenere lui, per fortuna. Inutile dirlo, se il film vi fosse piaciuto vi consiglio di recuperare innanzitutto I mercenari, poi fossi in voi mi butterei sulla quadrilogia di Die Hard, di cui peraltro sta per uscire il quinto capitolo, Die Hard - Nulla è come appare... e aspettatevi anche un The Expendables 3, alla traditora, quando più sarete impreparati. ENJOY!



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