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venerdì 1 dicembre 2017

Predator (1987)

Avevo promesso che avrei guardato tutti i film nominati in QUESTO articolo entro l'anno ma temo che non riuscirò a mantenere la parola. Comunque, a prescindere dal successo o meno dell'impresa, per quel che dura continuerò e oggi parlerò del cult Predator, diretto nel 1987 dal regista John McTiernan.


Trama: un gruppo di soldati inviati in missione nella giungla si ritrova a dover combattere contro un sanguinario alieno capace di diventare invisibile...



Quanta paura mi faceva Predator. Ricordo che mio cugino l'aveva visto così tante volte da saperlo a memoria (come del resto Terminator) eppure io ero riuscita a guardarlo quasi per intero solo in un'occasione, a casa sua: di quella sera rammento lo straniamento dovuto alla visione ad infrarossi del Predator, il terrore di vedere il povero Arnold, uno dei miei miti dell'epoca, cacciato da un essere invisibile e il sangue che scorreva anche troppo abbondante per tutta la pellicola. Da quel giorno credo di non averlo mai più riguardato quindi sono passati almeno 25 anni prima che mi decidessi ad affrontare Predator assieme a Mirco mentre lui non l'aveva proprio mai visto, poverello. Dopo la visione, diciamo che le reazioni sono state opposte. Premesso che entrambi, superati i trent'anni, siamo rimasti essenzialmente galvanizzati dall'altissimo tasso di testosterone presente nella pellicola, con un muscolosissimo e virilissimo Schwarzenegger che guida un gruppo di soldati altrettanto spessi e maschi, pronti a far saltare in aria persino la più piccola delle foglie della giungla in un trionfo di fuoco e fiamme, è stato l'aspetto horror di questo strano ibrido fanta-action a metterci in disaccordo. Memore delle sensazioni provate da bambina, ammetto che a me un po' d'ansia Predator ancora la mette: l'idea di qualcosa nascosto tra le fronde che vede senza essere visto, combinato ai sanguinosi ritrovamenti iniziali e al buon tasso di gore presente in alcune sequenze, che non lesinano arti staccati, fiotti di sangue, persone spellate e persino teste strappate di netto con tanto di spina dorsale penzolante, tiene alta ancora oggi la tensione, sicuramente meglio di molti horrorucoli moderni. In questo senso, Predator è ancora oggi bello claustrofobico, anche in virtù dei protagonisti spediti alla cieca in una giungla ostile che si trovano ad avere a che fare con un essere totalmente sconosciuto e fuori dall'ordinario, contro il quale le loro "raffinate" tecniche belliche possono davvero poco.


D'altra parte, capisco anche che chi non è vissuto nel mito di Predator, arrivato all'età di 32 anni, probabilmente si farà due palle tante, a meno che non sia appassionato di fantahorror vintaggi. Mirco ha apprezzato la presenza di uno Schwarzenegger particolarmente ispirato, fonte inesauribile di frasi storiche da vero macho e armato soprattutto di sigaro, così come la partecipazione di "Apollo Creed", al quale evidentemente il Bolluomo è più legato, e si è parecchio divertito durante le sequenze più action, esagerate come si confà al migliore John McTiernan. Mirco non si è però fatto impressionare né dal costante ricorso alla termovisione soggettiva del Predator e neppure dalla conseguente scelta di "risparmiare" il colpo di scena legato all'effettivo sembiante dell'alieno, che si mostra in tutta la sua inquietante e Cameronesca (così narra la leggenda) beltade soltanto all'ultimo, quando la consapevolezza del valore del buon Schwarzy spinge il mostro ad affrontarlo a mani nude e volto scoperto, con gli iconici rasta al vento. Siccome la verità sta nel mezzo, mi viene da dire che Predator non è invecchiato benissimo dal punto di vista estetico (tolto che il make-up dell'alieno è ancora adesso impressionante) ma è comunque in grado di rimanere aggrappato saldamente all'olimpo dei cult innanzitutto per il background fatto di atleti/attori impegnati in un'amichevole e "maschia" competizione, per l'entusiasmo contagioso con cui mescola diversi generi cinematografici azzeccandoli tutti e per una buona dose di sfacciato badassismo che è stato poi appannaggio di altri imprescindibili titoli diretti da McTiernan, Trappola di cristallo, Last Action Hero e Die Hard - Duri a morire su tutti. D'altronde, solo un insensibile potrebbe rimanere indifferente ad uno Schwarzenegger che impala un tizio col coltellaccio dicendogli "Stick around!" o a un gruppo di omoni che, non potendo strillare come delle ragazzine, decidono di sventrare una foresta equatoriale a colpi ciechi di mitragliatrice a canne rotanti. Rigorosamente tenuta tra le braccia nerborute, of course!


Di Arnold Schwarzenegger (Dutch) e Shane Black (Hawkins) ho già parlato ai rispettivi link.

John McTiernan è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Trappola di cristallo, Caccia a Ottobre Rosso, Last Action Hero - L'ultimo grande eroe, Die Hard - Duri a morire e Il tredicesimo guerriero. Anche produttore e sceneggiatore, ha 66 anni e un film in uscita.


Carl Weathers interpreta Dillon. Americano, lo ricordo per film come Rocky, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Rocky II, Rocky III e Rocky IV, inoltre ha partecipato a serie quali Starsky & Hutch, L'ispettore Tibbs e E.R. Medici in prima linea. Anche regista e produttore, ha 69 anni e un film in uscita.


Il film ha ricevuto una nomination agli Oscar per i migliori effetti speciali ma è stato battuto da Salto nel buio. Jesse Ventura, che interpreta Blain, è stato a lungo un wrestler prima di diventare commentatore e poi persino governatore del Minnesota. In un documentario del 2001 si vede Jean-Claude Van Damme nei panni di Predator o, meglio, della "sagoma trasparente dello stesso"; l'attore ha abbandonato il set dopo due giorni perché infastidito all'idea di dover venire nascosto da un costume e l'alieno è stato quindi ridisegnato e realizzato più alto (Van Damme, tra le altre cose, era anche troppo basso rispetto al resto dei membri del cast). Shane Black, diventato famoso l'anno di uscita di Predator grazie alla sceneggiatura di Arma letale, utilizzava le pause sul set per realizzare lo script di L'ultimo boyscout - Missione: sopravvivere; lo sceneggiatore e regista dovrebbe tornare sul grande schermo a dirigere The Predator nel 2018, film che diventerebbe quindi il terzo sequel di Predator dopo Predator 2 e l'orrido Predators, senza contare lo spin-off Alien vs Predator. Nell'attesa, se il film vi fosse piaciuto ne avete di roba da recuperare! ENJOY!

mercoledì 1 luglio 2015

Contagious: Epidemia mortale (2015)

Non l'avrei mai detto ma Maggie, atipico film sugli zombie con Arnold Schwarzenegger diretto dal regista Henry Hobson, è arrivato anche in Italia. Certo, è arrivato col solito, orrendo e fuorviante titolo nostrano, nella fattispecie Contagious: Epidemia mortale, ma perlomeno è uscito e oggi ve ne parlerò.


Trama: dopo essere stata morsa ed infettata, l'adolescente Maggie comincia a mutare in una zombie cannibale. Il padre decide di starle accanto negli ultimi giorni di lucidità, prima che la ragazza si trasformi definitivamente...


Cosa potrei dire di Maggie che non sia già stato detto altrove e meglio? Potrei partire, come sempre, da quella schifezza che è il titolo italiano il quale, come fin troppo spesso succede, induce lo spettatore ad aspettarsi tutt'altro tipo di pellicola, soprattutto quello spettatore che giustamente associa Schwarzenegger a un certo genere di film. Il fulcro di questo horror molto atipico non è l'"epidemia mortale" e nemmeno l'aspetto "contagious" dell'intera faccenda: sì, i protagonisti vivono in un mondo fiaccato dall'epidemia in questione (ma non sono solo gli esseri umani a stare morendo, anche le colture stanno rapidamente lasciando il posto a terra arida, come già accadeva in Interstellar), hanno il terrore di venire morsi e venire contagiati dai "vaganti" ed esistono appositi centri di quarantena per chi è stato infettato ma l'aspetto che interessa ai realizzatori della pellicola non è quello horror, bensì quello umano. Il titolo originale non a caso è Maggie. Semplicemente Maggie. Maggie è una ragazza come tante che un giorno contrae un virus mortale e da quel momento la sua vita va a rotoli assieme a quella dei suoi cari. Maggie viene contagiata tramite morso di zombie e la cosa aggiunge alla malattia l'elemento horror, ovvero il pericolo per chi le sta accanto di venire divorato ma se la protagonista del film avesse scoperto di avere il cancro o di essersi presa l'AIDS il percorso della pellicola sarebbe stato lo stesso perché il fulcro del film non sono i morti viventi quanto piuttosto i rapporti familiari e il modo in cui una persona sceglie di affrontare una malattia terminale. Il rapporto tra padre e figlia, centrale fin dalla locandina, viene affrontato con semplicità e rispetto, così come il dolore di una matrigna che non può competere con gli affetti (scomparsi e scomparenti) del marito ma ancor più belli ed importanti, almeno a parer mio, sono la serata che la protagonista passa con gli amici di sempre e la scelta di affrontare la morte con coraggio e dignità, una scelta rappresentata da un finale inaspettato.


Maggie è anche un film che parla per metafore e non condanna a priori l'eutanasia, bensì mette in discussione l'ipocrisia di chi vuole preservare la vita a tutti i costi: di fronte alla morte certa dei contagiati, quanto senso ha prolungarne la sofferenza mettendoli in quarantena senza fare distinzione tra chi è ancora senziente e chi ormai è già uno zombi (privandoli quindi di individualità e dignità) oppure offrire loro una morte "pulita" ma dolorosissima perché non è etico ricorrere a soluzioni più drastiche? La presa di posizione dei realizzatori può tranquillamente tradursi nella vita reale e anche per questo motivo gli aspetti legati a questo dilemma sono quelli che rendono Maggie commovente in maniera infingarda, perché il magone arriva lì, alla traditora, come l'ormai famigerata lacrima di Schwarzenegger, per il quale mi permetto di spezzare una lancia. Non sarò così falsa ed ipocrita da definirlo bravo attore solo perché il film mi è piaciuto: come ho detto altrove, Schwarzy quando non è impegnato nei soliti action da il meglio di sé nelle commedie e non è portato per i ruoli drammatici... però perché bisogna essere per forza espressivi per comunicare il dolore? Tutti i vostri padri o quelli dei vostri amici sono espressivi? Quante persone, ruvide e schive, non spremerebbero lacrime nemmeno se le ammazzassero? Non per questo, però provano meno dolore ed è il motivo che mi spinge ad affermare di aver apprezzato la scelta di Schwarzy per il ruolo di Wade, quest'uomo grebano ma buono ed invecchiato da tragedie premature. Per il resto, anche se Maggie non è propriamente un horror, è comunque sorretto da effetti speciali e un trucco che molte produzioni ben più "importanti" possono solo sognarsi e la fotografia grigio-verde, che accompagna immagini silenziose, riflessive e a loro modo artistiche, non mi è per nulla dispiaciuta. Maggie non è un film perfetto ma, come ha detto Giuseppe de Il buio in sala, ha cuore. Un cuore semplice e delicato, come una margherita. Basta solo saperlo cogliere ed apprezzare.


Di Arnold Schwarzenegger (Wade Vogel), Abigail Breslin (Maggie Vogel) e Joely Richardson (Caroline) ho già parlato ai rispettivi link.

Henry Hobson è il regista della pellicola, al suo primo lungometraggio. Inglese, ha lavorato anche come designer e responsabile degli effetti speciali.


Douglas M. Griffin interpreta Ray. Americano, ha partecipato a film come Déjà Vu - Corsa contro il tempo, Dylan Dog - Il film, Facciamola finita, The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca, 12 anni schiavo, Dallas Buyers Club, Oldboy, La stirpe del male e a serie come True Detective. Ha 49 anni e otto film in uscita, tra cui l'imminente Terminator Genisys.


J.D. Evermore interpreta Holt. Americano, ha partecipato a film come The Paperboy, Django Unchained, 12 anni schiavo, Dallas Buyers Club e a serie come CSI - Scena del crimine, Walker Texas Ranger, True Detective, The Walking Dead e American Horror Story. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 47 anni e sei film in uscita.


Per la cronaca, originariamente la coppia figlia/padre avrebbe dovuto essere formata da Chloe Moretz e Paddy Considine. Detto questo, se Maggie vi fosse piaciuto consiglio il recupero di 28 giorni dopo e Shaun of the Dead. ENJOY!



lunedì 29 settembre 2014

Meniamo le mani 2 - Atto di Forza (1990)


Così come Stallone continua a riproporci i suoi Mercenari, anche noi Blogger siamo arrivati al secondo capitolo del Meniamo le mani, l'Evento che riunisce in un'unica giornata tutti i nostri grebani beniamini. L'anno scorso io ho celebrato Lundgren, oggi tocca a Schwarzenegger e a Atto di forza (Total Recall), diretto nel 1990 dal regista Paul Verhoeven e liberamente tratto dal racconto Ricordiamo per voi di Philip K. Dick.


Trama: Douglas Quaid ha una casa, un lavoro e una bellissima moglie sulla Terra ma è perseguitato da sogni ambientati su Marte. Nel tentativo di rivivere uno di questi sogni si reca alla Recall, ditta specializzata nell'impiantare ricordi fasulli di favolose esperienze e scopre che tutta la sua vita è una menzogna orchestrata dal perfido Cohaagen...


Quando ero ragazzina e passavano in TV Atto di forza non potevo fare a meno di guardarlo perché, diciamocelo, ai tempi Schwarzy era un vero mito. Tuttavia, è anche vero che ad ogni visione me la facevo addosso per la paura, quando non ero impegnata a TENTARE di capire qualcosa dell'incasinatissima sceneggiatura di Dan O' Bannon e compagnia. Ancora oggi, per esempio, non ho ancora capito se tutto succede davvero o se l'intero film è frutto della mente di Quaid che, alla fine, come predetto da un sacco di personaggi, rimane davvero lobotomizzato. Cosa è vero e cosa è falso quindi nella vita di Douglas Quaid? Dipende, perché quando pensavamo ormai di aver capito tutto del personaggio ecco che scatta il ribaltone nello sconvolgente pre-finale. Quando pensavamo che Hauser fosse il vero cattivo, l'assassino a sangue freddo e lo psicopatico, scopriamo che in realtà Cohaagen è molto peggio di lui e che c'è qualcun altro ancor più abietto. Quando pensavamo che mutanti e compagnia bella non fossero già abbastanza trash, ecco che spuntano gli alieni. Ah, i mutanti e il trash, due capisaldi di Atto di forza che, assieme a sequenze decisamente orripilanti, lo rendono estremamente adorabile! Prendete gli effetti speciali di Rob Bottin, per esempio, e immaginatevi come possano avere influenzato la fragile psiche di una piccola Bollina: campassi cent'anni, mai dimenticherò i volti gonfi e sfigurati dei due protagonisti, in lotta per non esplodere a causa della pressione e della mancanza di ossigeno, così come non dimenticherò mai lo scioccante aspetto di Kuato, i volti rossastri e sfigurati dei mutanti marziani, la testa-bomba della donna cicciona o la sonda nasale del povero Schwarzy. Verhoeven, davvero, ha girato una supercazzola che inevitabilmente è riuscita ad assurgere col tempo allo status di cult, perché ciò che all'epoca era scioccante, oggi lo trovo sublime, talmente lontano dalla fantascienza "seria" e così sfacciatamente ironico e ridicolo (come la tizia con tre tette o il pupazzetto che guida il taxi) da meritare 92 minuti di applausi.


E poi c'è Schwarzenegger, IL protagonista della giornata. L'unico attore assolutamente inadatto per la parte e quindi, paradossalmente, il più indicato grazie alla sua ironia, alla sua orribile piacioneria (l'ho già detto che Schwarzy è Urendo??) e alle sue espressioni facciali, che diventano involontariamente esilaranti soprattutto quando il nostro è sotto sforzo. Schwarzy anche se, giustamente, interpreta un personaggio che non dovrebbe sapere/capire una mazza ha sempre la battuta pronta nonché arguta, il pugno allenato a fare scempio degli avversari ammazzandoli il 90% delle volte e padroneggia persino l'arte amatoria necessaria a strappare sguardi lubrichi a Sharon Stone e Rachel Ticotin; con oggetti contundenti di vario tipo, mitragliette e turbanti, l'ex Mister Universo regge sulle spalle l'intera pellicola senza temere la vergogna, assecondando i deliri visivi del buon Verhoeven e gigioneggiando con l'accento tipico del terrestre su Marte (quello del venditore di crauti, per intendersi). Il suo faccione squadrato e il suo tunnel dentale riempiono lo schermo e ipnotizzano lo spettatore che, ovviamente, per tutta la vita non sarà mai in grado di separare Schwarzy da Atto di forza, e viceversa: la sola idea che quel mollo sfighé di Colin Farrell abbia potuto sostituire il "vero" Douglas Quaid nel remake del 2012 mi riempie di tristezza e mi fa dubitare della correttezza dell'intero genere umano, che meriterebbe il confino su Marte. A ripensarci, Atto di forza è troppo particolare e, col senno di poi, troppo autoriale per prendere parte alla celebrazione della tamarreide, ma chi se ne frega: Schwarzenegger non è mai stato tipo da film "un tanto al chilo e tutti uguali" come Seagal e VanDamme e soprattutto, nel suo piccolo, un po' sapeva recitare nonostante quell'incredibile faccia da pirla che palesa per tutta la durata di Atto di forza. Le botte, i botti e, soprattutto, i muscoli e le litrate di sangue ci sono anche nel film di Verhoeven e tanto deve bastare!!


Del regista Paul Verhoeven ho già parlato qui. Arnold Schwarzenegger (Douglas Quaid/Hauser), Sharon Stone (Lori) e Michael Ironside (Richter) li trovate invece ai rispettivi link.

Rachel Ticotin interpreta Melina. Americana, ha partecipato a film come Un giorno di ordinaria follia e Con Air, inoltre ha partecipato a serie come Oltre i limiti, Lost, Weeds e doppiato Maria Chavez nella serie Gargoyles. Ha 56 anni.


Ronny Cox (vero nome Daniel Ronald Cox) interpreta Vilos Cohaagen. Americano, ha partecipato a film come Un tranquillo weekend di paura, La macchina nera, Beverly Hills Cop - Un piedipiatti a Beverly Hills, Beverly Hills Cop II - Un piedipiatti a Beverly Hills II, RoboCop, Balle spaziali 2: la vendetta e a serie come Alfred Hitchcock presenta, La signora in giallo, Medium, Desperate Housewives, Cold Case e Dexter. Anche sceneggiatore e produttore, ha 76 anni e due film in uscita tra cui, orrore!, Beverly Hills Cop 4.


Tra gli altri attori spunta anche il Dean Norris della serie Under the Dome, sepolto sotto l'orrido trucco del mutante Tony. Atto di forza è stato il film che ha convinto Verhoeven ad ingaggiare Sharon Stone per Basic Instinct (anche se era stato fatto il nome di Chynthia Rothrock per il ruolo di Lori!) mentre Schwarzenegger ha ottenuto il ruolo di Quaid perché, per problemi legati al costume, non era riuscito ad essere il protagonista di RoboCop e non vedeva l'ora di lavorare col regista (e anche perché la casa di produzione di Dino De Laurentiis era fallita, altrimenti la parte sarebbe andata a Patrick Swayze e la regia a Bruce Beresford); prima che spuntasse il nome di Verhoeven, comunque, era David Cronenberg che avrebbe dovuto dirigere il film rinunciando a La mosca ma, per ritardi e altri problemi, alla fine non se n'è fatto nulla. Di Atto di forza esistono un paio di "sequel" (il film TV Total Recall 2070 e l'omonima serie televisiva, entrambi basati sul racconto di Philip K. Dick) e il già citato remake Total Recall - Atto di forza del 2012. Non vi consiglio di recuperare nessuna di queste pellicole o serie ma, se Atto di forza vi è piaciuto, potete sempre guardare RoboCop, Vanilla Sky, Dark City, Blade Runner, Terminator e Terminator 2: Il giorno del giudizio.

Oppure, potete seguire questi link e scoprire di quali pellicole zamarrone hanno parlato i miei colleghi blogger. ENJOY!

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mercoledì 10 settembre 2014

I mercenari 3 (2014)

Domenica sono andata a vedere l'unico film che MAI avrei osato perdere questa settimana, ovvero I mercenari 3 (The Expendables 3), diretto dal regista Patrick Hughes.


Trama: Barney e i suoi Expendables devono combattere contro un nemico proveniente direttamente dal loro passato...


Dopo quella meraviglia de I mercenari 2 era difficile che si potesse fare di meglio per quel che riguarda un film di questo genere e infatti I mercenari 3 è, brutto da dirsi, il peggiore della serie dedicata agli Expendables. I motivi sono molteplici, non ultimo l'inevitabile perdita di freschezza di un franchise che nasceva già vecchio in quanto celebrazione delle glorie action degli anni '80, ma a questo bisogna aggiungere anche un piglio più "serio" (sconsigliatissimo!!), un cocciuto desiderio di infilare mille guest star senza sfruttarne al meglio neanche una e, peggio, di strizzare l'occhio alle nuove generazioni creando un nuovo gruppetto di giovani Expendables dotati del carisma di un sacco di patate novelle.  Il risultato è un film troppo lungo dove i giovani prendono in giro i vecchi (battuta chiave: "non siamo più negli anni '80" - purtroppo, aggiungerei -), i vecchi si palleggiano battutine da caserma quando va bene o da pseudofidanzati quando va male, ci sono un sacco e mezzo di botti e ben poche botte, i livelli di tamarreide non vengono alimentati da quella goliardia che animava i primi due capitoli e, in generale, sembra davvero di vedere la libera uscita degli ospiti di Villa Arzilla, magari un po' più pompati. Cioé, mettetevi nei miei panni, fa male al cuore scrivere delle cose simili ma devo essere sincera: a fronte di una trama che OVVIAMENTE dev'essere una belinata incredibile, mi sono divertita MOLTO di più guardando le mercenarie della Asylum. Ne I mercenari 3 i momenti di vera tristezza sono troppi, troppe le volte in cui Stallone si ritaglia un orrendo primo piano in cui fissa il vuoto sconsolato, troppe le sequenze in cui i Mercenari cazzeggiano tristi rimpiangendo i bei vecchi tempi, troppo poche quelle in cui Lundgren fa il belinone e ancor meno quelle epiche dove, per dire, Van Damme calcia un coltello in petto al nemico o Chuck Norris sbaraglia un intero plotone. E tutto, fondamentalmente, perché? Perché Stallone mi ha gestito male il casting e il tempo dedicato ai singoli personaggi.


Dei giovani, inutili Expendables non voglio nemmeno parlare, mezz'ora persa a reclutare 'sti imberbi pupazzetti uno più insignificante e inutile dell'altro (c'è la biondina per le quote rosa, il fuciliere che non spara un colpo, il wannabe Uomo Ragno hacker che rimane appeso come un'oloturia nella tromba di un ascensore per TUTTA la battaglia finale, il cretinetti che scorazza sulla moto rigorosamente COL CASCO) quando si poteva almeno far tirare un calcetto al povero, bistrattato Jet Li e rendere molto ma molto più badass uno Schwarzenegger ormai più largo che lungo. Le new entries tra i vecchi non sarebbero neanche male, a dir la verità. Mel Gibson ormai è perfetto nel ruolo del villain, è palesemente l'unico assieme a Banderas a saper recitare e, soprattutto, è anche il solo ad essere rimasto un figo vero, con un fisico della Madonna; il già citato Banderas è simpatico ma ormai non mi ingrifa più nemmeno quando usa la mitraglietta con una mano sola gigioneggiando come se non ci fosse un domani, visto che 'sti maledetti me lo conciano come un vecchio pastore sardo e lo rendono talmente scemo che gli manca solo la gallina RRRRrrosita per concludere degnamente l'operazione; per finire, Harrison Ford ormai non è più Han Solo ma Han Vecchio, sembra il nonno brutto di Sean Connery e mi chiedo come diamine sia possibile visto che Giancarlo Giannini ha la sua stessa età e al confronto sembra un giovincello (mi spiace ma sostituire Willis con Ford non è stata una mossa né furba né elegante, Sly. Sallo.). Ah, stavo per dimenticarmi Wesley Snipes, inqualificabile per bruttezza e stupidità del personaggio sotto ogni punto di vista, tanto che sarebbe stato meglio lasciarlo in quella prigione dove ha giaciuto negli ultimi anni. Cosa salvo dunque di questi Mercenari 3? Beh, ovviamente tutto il cucuzzaro di tamarraggine, la piacioneria disarmante di Banderas, l'infantilità di Lundgren, il sigaro di Schwarznegger, Come With Me Now dei Kongos, l'apparizione di Robert Davi e soprattutto la battuta "Io sono L'Aia", l'unica in grado di spingermi all'applauso. Il resto sta rischiando di diventare noia. E non ho detto gioia. Sly, ti prego, vai in pensione prima di spezzarmi il cuore e costringermi a scrivere una recensione veramente negativa.


Di Sylvester Stallone (anche sceneggiatore oltre che interprete di Barney Ross), Jason Statham (Christmas), Harrison Ford (Drummer), Arnold Schwarzenegger (Trench), Mel Gibson (Stonebanks), Dolph Lundgren (Gunner Jensen), Terry Crews (Caesar), Antonio Banderas (Galgo) e  Jet Li (Yin Yang) ho già parlato nei rispettivi link.

Patrick Hughes è il regista della pellicola. Australiano, ha diretto il film Red Hill. Anche sceneggiatore e produttore, ha 36 anni e un film in uscita.


Wesley Snipes interpreta Doc. Americano, lo ricordo per film come Mo' Better Blues, Jungle Fever, Chi non salta bianco è, Demolition Man, A Wong Foo grazie di tutto! Julie Newmar, The Fan - Il mito, Blade, Blade II e Blade: Trinity; inoltre, ha partecipato a serie come Miami Vice e The Bernie Mac Show. Anche produttore e stuntman, ha 52 anni e un film in uscita.


Kelsey Grammer (vero nome Allen Kelsey Grammer) interpreta Bonaparte. Americano, lo ricordo per film come Giù le mani dal mio periscopio, 15 minuti - Follia omicida a New York, X-Men - Conflitto finale, X-Men - Giorni di un futuro passato e soprattutto per serie come Cin cin, Frasier, Medium e 30 Rock. Ha lavorato anche come doppiatore nei film Anastasia, Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa e presta la voce a Telespalla Bob ne I Simpson. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 59 anni e quattro film in uscita.


Kellan Lutz interpreta Smilee. Americano, ha partecipato a tutti i film della serie Twilight nei panni di Emmett Cullen, ad altre pellicole come Che la fine abbia inizio e Nightmare e a serie come Beautiful, CSI: NY, Six Feet Under, CSI - Scena del crimine, Heroes, 90210 e 30 Rock. Anche produttore e stuntman, ha 29 anni e un film in uscita.


Robert Davi interpreta Goran Vata. Americano, lo ricordo per film come I Goonies, Trappola di cristallo, Maniac Cop - Il poliziotto maniaco, Predator 2 e Il figlio della Pantera Rosa, inoltre ha partecipato a serie come Charlie's Angels, L'incredibile Hulk, Dinasty, A-Team, Hunter, Jarod il camaleonte, Nip/Tuck, Criminal Minds e CSI - Scena del crimine. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 63 anni e undici film in uscita.


Parliamo un po' dei giovinastri che infestano il film e del motivo per cui Stallone li ha convocati. A parte il più famoso Kellan Lutz abbiamo nell'ordine Glen Powell (Thorn) che è l'unica vera incognita, nel senso che lui e l'action sembrano vivere su due mondi paralleli, il campione di boxe Victor Ortiz (Mars) messo chissà perché a fare il fuciliere senza lasciargli menare nemmeno un pugno e la bionda Ronda Rousey (Luna) che, da sola, credo potrebbe prendere a calcinculo tutti gli Expendables in quanto campionessa olimpionica di judo ed esperta di arti marziali miste. Scelte di casting abbastanza loffie, se mi è concesso, un po' come loffia è stata la scelta di Bruce Willis di non partecipare, cosa che lo ha portato a beccarsi una botta di "pigro e avido" su Twitter nonché insulti sparsi qua e là nel film. Giusto rifiuto è stato invece quello di Mel Gibson, a cui era stata offerta la possibilità di dirigere il film, non solo di parteciparvi; picche anche da parte di Steven Seagal, Mickey Rourke, Jackie Chan (che giustamente non aveva voglia di fare la figura barbina di Jet Li per cinque minuti scarsi) e Nicolas Cage, sostituito da Kelsey Grammer, mentre Wesley Snipes avrebbe dovuto interpretare Caesar già nel primo Expendables ma era stato costretto a rifiutare per i suoi problemi con la giustizia fiscale USA (problemi tra l'altro citati in un dialogo de I mercenari 3). Detto questo, preparatevi perché The Expendables 4, salvo morti improvvise, dovrebbe farsi e molto probabilmente stavolta Jackie Chan e Pierce Brosnan saranno della partita. Io ho già paura, e voi? Nell'attesa, se I mercenari 3 vi fosse piaciuto recuperate, neanche a dirlo, I mercenari, I mercenari 2 e Mercenaries. ENJOY!!

giovedì 23 agosto 2012

I mercenari 2 (2012)

Grazie al povero Toto che ha accettato di immolarsi per preservare la mia fragile psiche da un ennesimo trauma, qualche sera fa sono riuscita ad andare a vedere I mercenari 2 (The Expendables 2), seguito di quella geniale, sfacciata ed esilarante tamarreide che era The Expendables – I Mercenari.


Trama: questa volta la zamarrissima squadra di mercenari capitanata da Stallone deve recuperare la mappa di una miniera di plutonio. Saranno accompagnati nell’impresa da una gentile (ma non troppo) donzella.


Squadra che vince non si cambia, infatti la formula de I mercenari 2 rimane invariata e regala allo spettatore così intelligente (o pazzo?) da accettarla con ironia quasi due ore di puro divertimento trash, innocente e citazionista. Io sono folle e non faccio testo ma, credetemi, chi è venuto con me è una persona che detesta gli action e si in****a come una biscia davanti alla violenza fine a sé stessa… eppure l’ho sentito ridere, più di una volta, e a fine serata non ha cercato di uccidermi per farmi espiare la camurrìa a cui l’ho sottoposto. Questo perché, come sempre, la chiave vincente de I mercenari è la palese auto presa in giro, la consapevolezza di attori che sono passati alla storia per determinati ruoli e non si tirano indietro nel fare il verso a sé stessi, prendendosi in giro a vicenda e prendendo in giro i cliché dei film che li hanno resi famosi: fantomatici luoghi situati nelle zone più impervie del pianeta, esplosioni come se piovessero, pallottole che non si limitano ad uccidere ma fanno esplodere i nemici, momenti introspettivi a base di luoghi comuni e assolutamente incomprensibili o  ininfluenti ai fini della storia (questa volta l’Oscar va a Liam Hemsworth “Ho scelto di stare coi Mercenari perché ero stufo di vedere gente uccisa e per rendere omaggio al povero cane randagio che i soldati mi hanno trucidato”… sì, vabbé, eh!!), l’atavica incapacità di tenere testa alle donne che, a scelta, possono essere o zamarre e letali come loro, o delle ambigue zoccolotte oppure delle mogli fedeli che pensano solo alla casa e ai figli. E siccome, fondamentalmente, la mia recensione del film potrebbe ricalcare esattamente quella del capitolo precedente, vediamo cosa cambia questa volta o, meglio… CHI cambia!!


Sì perché poi, alla fine, la gente (e mi ci metto di mezzo anch’io) va a vedere I mercenari 2 perché rammenta bene che nel primo film mancava qualcuno. Steven Seagal è ancora disperso nelle nebbie dell’intermundia o ancora sequestrato da Rodriguez, non mi è ben chiara la cosa. In compenso Jean - Claude Van Damme, che, ricordiamolo pure, aveva rifiutato di comparire nel primo film perché il ruolo che gli era stato proposto non era alla sua altezza, questa volta interpreta con gusto il villain (Vilen, appunto) della pellicola, un essere immondo con una capra tatuata sul collo, innamorato della propria (vuota) retorica, spietato fino all’inverosimile e, soprattutto, mascarato e liftato come nemmeno Moira Orfei potrebbe essere. Vedere ‘sta fighetta di plastica che ogni tanto torna a usare i suoi famosi calci volanti è in effetti una cosa abbastanza sconvolgente e già trash di per sé, ma non stiamo a cacciarci balle: alla fine quello che tutti noi volevamo vedere era il Walker Texas Ranger per eccellenza, Chuck Norris. Che appena compare nel film fa la sua straporca figura di lupo solitario in grado di uccidere ventordici killer E abbattere un carro armato (applauso a scena aperta, true story), concludendo la sequenza raccontando da solo e con invidiabile nonchalance una delle tante barzellette Norrisiane che girano in rete (altro applauso a scena aperta nella sala gremita).

Eccolo. E automaticamente il mio blog è diventato intoccabile!
Il film, dunque, varrebbe il prezzo del biglietto solo per queste due fondamentali presenze ma ci sono mille altri motivi validi per gioire, o amanti del trash spudorato e dell'action tout court! C'è Lundgren che fa il piacione, Stallone che tira fuori una penna talmente zamarra che persino Corona si è cavato gli occhi per la disperazione, c'è (per le donzelle) un Jason Statham apparentemene inutile ma quando tira fuori i coltelli è una gioia per gli occhi, ci sono Schwarzy e Bruce che duettano con la grazia e la faccia tosta di due comici consumati citando a vicenda i rispettivi film, ci sono battute da macho e giochi di parole da bimbi delle elementari che, alternativamente, abbattono e commuovono, c'è uno Scott Adkins che non conoscevo ma che ho molto apprezzato, tanto che cercherò di guardarmi un po' tutti i suoi film, c'è una coltellata con calcio da manuale, c'è un confronto finale che è praticamente uno scontro tra titani... NON c'è Jet Li, o meglio c'è poco, e forse questo è l'unico difetto serio che posso trovare a I mercenari 2, visto anche che hanno aggiunto un Liam Hemswort funzionalissimo per la trama ma assolutamente privo dell'aura quasi mitica degli altri protagonisti. Per il resto, basta staccare il cervello, accettare l'incredibile fatto che l'unico attore espressivo del cast sia un ex wrestler dall'orecchio mozzo e godersi il film per quello che è. Io, personalmente, non mi vergogno a consigliarlo e ad aggiungere.... tantaRRRRobba!


Di Sylvester Stallone (anche sceneggiatore oltre che interprete di Barney Ross), Jason Statham (Christmas), Jet Li (Yin Yang), Dolph Lundgren (Gunner Jensen), Jean – Claude Van Damme (Vilen), Bruce Willis (Church), Arnold Schwarzenegger (Trench) e Charisma Carpenter (Lacy) ho già parlato nei rispettivi link.

Simon West è il regista della pellicola. Inglese, ha girato film come Con Air, La figlia del generale, Lara Croft: Tomb Raider e Chiamata da uno sconosciuto. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 51 anni e due film in uscita.

  
Terry Crews (vero nome Terrence Alan Crews) interpreta Hale Caesar. Americano, ha partecipato a film come Il 6° giorno, Starsky & Hutch, Cambia la tua vita con un click, Terminator Salvation, I mercenari e a serie come CSI: Miami e Tutto in famiglia; inoltre, ha doppiato un episodio di American Dad!. Ha 44 anni e due film in uscita.


Chuck Norris (vero nome Carlos Ray Norris) interpreta Booker. Esperto di arti marziali, consacrato di meme di internet come uomo più forte dell'universo, lo ricordo per film come L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente, Rombo di tuono, Rombo di tuono 2, Delta Force, Pugno d'acciaio ed Hellbound - all'inferno e ritorno, inoltre ha partecipato alle serie Più forte ragazzi e, soprattutto, Walker Texas Ranger. Anche produttore, sceneggiatore e stuntman, ha 72 anni (!!!) e un film in uscita.


Liam Hemsworth interpreta Bill The Kid. Australiano e fratellino del più famoso (per adesso!) Chris Hemsworth, ha partecipato a film come Segnali dal futuro, Hunger Games e a serie come Home & Away, McLeod's Daughters e Neighbours. Ha 22 anni e sei film in uscita, tra cui, ovviamente, Hunger Games: La ragazza di fuoco, dove tornerà ad interpretare il ruolo di Gale.


Scott Adkins interpreta Hector. Inglese, ha partecipato a film come Danny the Dog, The Pink Panther - La pantera rosa, The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo, X - Men le origini - Wolverine e El gringo. Anche stuntman e produttore, ha 36 anni e quattro film in uscita, tra cui un Mortal Kombat previsto per il 2013 (o credici, è la stessa!).


Per il ruolo di Bill the Kid era stato preso in considerazione anche Taylor Lautner, il Jacob di Twilight (una scelta simile mi avrebbe reso inviso il film a prescindere, sono cattiva, lo so!), ma siccome Liam Hemsworth avrebbe già dovuto essere presente nel primo film si è preferito tenere lui, per fortuna. Inutile dirlo, se il film vi fosse piaciuto vi consiglio di recuperare innanzitutto I mercenari, poi fossi in voi mi butterei sulla quadrilogia di Die Hard, di cui peraltro sta per uscire il quinto capitolo, Die Hard - Nulla è come appare... e aspettatevi anche un The Expendables 3, alla traditora, quando più sarete impreparati. ENJOY!



giovedì 16 settembre 2010

I mercenari - The Expendables (2010)

Sarà che il mio cervello è ancora stordito per le continue esplosioni. Sarà perché la mia psiche è tuttora devastata dal testosterone. Sarà perché il mio animo vacilla ancora innanzi a dialoghi di una “profondità” inarrivabile… sarà quel che sarà, sono pronta a beccarmi una marea di insulti e a dichiarare, sul mio amato Bollalmanacco, che The Expendables di Sylvester Stallone è bello. Di più. E’ divertente e, nel suo genere, pure ben fatto. E dopo essermi giocata tutti i fedeli lettori con queste affermazioni, vediamo di giustificare la mia follia.


La trama (ahah!!): un gruppo di mercenari (gli Expendables, appunto) vengono ingaggiati per andare a fare fuori un sanguinario generale in una non precisata isoletta fittizia del Sud America. BOOM!, SMASH!, SOCK! e anche ZACK! Ah sì, in realtà il generale è un semplice pupazzo, il vero cattivo è un ex agente della CIA.


Dio benedica gente come Stallone. Erano anni che non vedevo un film che mi lasciasse, alternativamente, perplessa, meravigliata e piegata in due per terra dal gran ridere. Mi dispiace dirlo, ma nemmeno Quentin con i suoi Inglorious Basterds era riuscito ad ottenere un simile risultato, perché comunque sia ero consapevole di andare a vedere un film degno, con una trama, un perché, trasudante cinefilia. Coerentissimo con i principi tarantiniani. Ma Stallone è MOLTO più coerente. Quest’uomo ha fatto una sola cosa: ha riunito tutte (o quasi) le vecchie glorie degli action anni ’80 e ha creato un giocattolone da regalare a tutti quegli spettatori che sono cresciuti con lui. Non fa nessun tentativo di rendere la cosa più “matura”, meno zamarra, di ornare il tutto con orpelli psicologici, metafisici, non indulge nemmeno nella commossa nostalgia (tranne quando Rourke spreme una lacrima) perché, CAZZO, i duri non si commuovono!!! In The Expendables troverete solo botte, botti, bottane, dialoghi al limite dell’indecenza, muscoli, sguardi assassini sostanzialmente identici a sguardi stupiti, tristi, doloranti, felici (sì, Stallone ha una sola espressione, come sempre!), sudore, tatuaggi, moto, eroi che si spaccano di mazzate senza mostrare poi un graffio (anche se pare Stallone si sia rotto il collo mentre combatteva contro Steve Austin!), inseguimenti… e che schifo, direte voi!!! NO!! Perché il buon Sly ci infila dentro un’autoironia che porta a perdonargli tutto. E’ come se lui arrivasse e dicesse: “lo so che sono un tamarro della peggior specie, ma ditemi la verità… non è esattamente quello che volete da me?” E dopo averci pensato un po’ su, lo spettatore intelligente dovrebbe semplicemente annuire con un sorrisetto stronzo sulle labbra e sfidarlo: “E va bene, bietolone, vediamo un po’ fino a che punti puoi arrivare…”. Personalmente, ho perso la sfida. Stallone supera abbondantemente ogni aspettativa, trotterellando per tutto il film a braccetto col cattivo gusto volontario ed il trash consapevole ed uscendone comunque a testa alta.


Le riunioni di vecchie glorie, si sa, sono tristi. Botte di Natale ci ha mostrato un Bud Spencer e un Terence Hill bolsi, tristi e molli, di Blues Brothers 2000 non voglio nemmeno parlare. Stallone ha invece preso gli eroi degli action movie in un momento della loro vita, e della loro carriera, in cui un simile divertissement non era solo accettabile, ma anche sensato: tralasciando Jason Statham che è ancora giovane, Dolph Lundgren, Jet Li, Steve Austin e lo stesso Sly sono ancora performanti e credibili nei loro ruoli di supermacho indistruttibili, e l’ex Rambo è stato così intelligente da “relegare” delle divinità come Mickey Rourke (che ormai si presenta sempre conciato come il suo Whiplash di Iron Man 2!), Bruce Willis e un redivivo Schwarznegger in piccoli camei, un regalino per il pubblico più esigente. Inutile dire che la parte migliore del film, almeno per me, è stata il “confronto tra Terminator, Rambo e John McClane” con Stallone e Schwarzy a punzecchiarsi con citazioni dei loro personaggi più famosi, Willis che li apostrofa con un “va bene, adesso mettetevi a fare l’amore così potete far pace!” e la stilettata finale rivolta al governatore della California “Eh, fa così perché vuol diventare Presidente”. Geniale. Geniali tutti loro ad accettare di partecipare ad un film che sicuramente non rappresenta l’apice delle loro carriere, ma che sicuramente li mostra molto più intelligenti e coerenti rispetto ad un Van Damme che ha rifiutato di comparire perché il suo ruolo era troppo poco impegnato. Ah, perché, negli altri film a cui ha partecipato i suoi ruoli erano da Oscar! Mavvaaff…! Oltre alle vecchie glorie, comunque, voto dieci al personaggio di Terry Crews con le sue pallottole in grado di smembrare un uomo con un solo colpo. Decisamente all’altezza di coltelli che mozzano mani con un solo fendente!


E ora… le note dolenti, o divertenti, che dir si voglia. Ho detto prima che la mia scena preferita era quella del confronto tra i tre grandi. In realtà, il mio cuore va all’epica immagine di uno Stallone che corre… ricolmo di muscoli, afflitto dalla perenne paresi… ma dove, dove ho già visto una simile postura? Ecco! Assomiglia un sacco a Happy Feet, la stessa grazia, la stessa agilità, lo stesso modo di correre che avrebbe un pinguino con una scopa nel ****!! E poi, ovviamente, ci sono le incongruenze nella trama. Più o meno all’inizio del film, Stallone e Statham lasciano cadere dall’idrovolante litri e litri di napalm, che ovviamente l’erede di Bruce Willis fa esplodere con una singola pallottola, distruggendo il molo dove al momento sono presenti il villain principale e più o meno 3000 soldati. Ma se lo scopo principale è fare secco il generale che vive in una sorta di isolato castello, non era più comodo fare esplodere quello con il generale dentro, invece del molo?? E seconda cosa: ma perché il cattivo scappa per due ore trascinandosi dietro la donna concupita da Stallone, salvandola da esplosioni, morte, distruzione… solo per poi puntarle una pistola alla tempia minacciando Sly di farle saltare la testa se non lo avesse lasciato andare?? Ma è insensato!! Sparale subito ed evita di trascinarti dietro un gatto appeso ai marroni!! Inoltre, a dialoghi che intrecciano sparate da macho (Ehi, dì a Pluto di stare accccuccia…), clichè pseudofilosofici (Siamo ormai vuoti dentro…), tentativi di battute ironiche (Jet Li e il suo ricorrente: A me dovete pagarmi di più perché sono piccolo!), sparate da vero supercattivone bastardo (Sei fortunata.. Papà mi ha detto che le donne non si picchiano, al limite si spingono con forza… però lui <Eric Roberts indica Steve Austin> non aveva un papà come il mio, sai. A lui non frega un cazzo che tu sia donna. Lui è una MERDA.) e perle di puro trash “romantico” (Tieni. Questo è il numero del mio conto corrente… PROSCIUGALO, per il bene della tua gente) si aggiunge anche la pochezza dell’adattamento italiano. Addirittura le parole spagnole dell’ultimo discorso del Generale sono state sottotitolate in modo sbagliato, con un “sono stato” che è diventato “questo stato”. Ma vergogna!!! Comunque, ignoratele queste imperfezioni, ed andate a vedere The Expendables, davvero. Non vi dico di spenderci 8 euro, andateci al mercoledì, quando costa meno, e non scaricatelo/prendetelo in DVD perché sono convinta che non renderebbe nemmeno la metà. Andateci con animo lieto e con l’ingenuità di bambini, non ve ne pentirete!


Di Bruce Willis, che compare in un cameo nei panni dell’agente Church, ho già parlato qui, mentre Mickey Rourke, che interpreta il tatuatore Tool, lo trovate qua. Tra i prossimi progetti del mio pelato preferito, un paio di action movie che si prospettano per la maggior parte poco interessanti, un altro film col maledettissimo Shyamalan e, forse, un quinto episodio della serie Die Hard.

Sylvester Stallone, oltre ad essere il regista e cosceneggiatore del film, interpreta Barney. Quest’uomo è entrato nella storia degli action per la sua interpretazione dell’ex militare John Rambo nella serie di film a lui dedicati, quindi la sua presenza nel film e l’ideazione dello stesso è più che legittima. Tra le sue altre pellicole segnalo Il dittatore dello stato libero di Bananas, Rocky, Rocky II, Rocky III, Rocky IV, Cobra, Tango & Cash, Rocky V, Oscar – un fidanzato per due figlie, Fermati o mamma spara, Cliffhanger – l’ultima sfida, Demolition Man, Dredd – La legge sono io, Daylight – Trappola nel tunnel, Men in Black e Rocky Balboa. Ha inoltre doppiato il cartone Z la formica e partecipato a un episodio de Il tenente Kojak. L’attore, americano di origini italiane, ha 64 anni (e a quanto pare non se li sente…) e un film in uscita.


Jason Statham interpreta Christmas. Entrato nella storia degli action come “erede” di Bruce Willis (ma col cavolo che l’inglesetto ha il suo stile…), in realtà ha cominciato lavorando con Guy Ritchie per due film, decisamente meno mainstream e molto più interessanti, come Lock & Stock e Snatch, per poi continuare con roba come The Transporter, The Italian Job e The Pink Panther – La pantera rosa. Ha 38 anni e sette film in uscita.


Arnold Schwarzenegger appare in un cameo come avversario di Barney, il mercenario Trench. Se Stallone è il re degli Action movie, l’attore austriaco è l’imperatore, basti solo pensare ai suoi Terminator, Terminator 2 – Il giorno del giudizio, Commando e Predator, solo per citarne alcuni. Prima che la sua carriera si interrompesse per seguire velleità politiche che lo hanno portato ad essere governatore della California, ha partecipato a film come Conan il barbaro, Conan il distruttore, Danko, I gemelli, Atto di forza, Un poliziotto alle elementari, Last Action Hero – l’ultimo grande eroe, True Lies, Junior, Una promessa è una promessa, Batman & Robin, Giorni contati, Terminator 3 e Il giro del mondo in 80 giorni, oltre che a un episodio dei Racconti di mezzanotte. Ha 63 anni.


Jet Li interpreta Ying Yang. L’attore cinese è la stella orientale degli action USA, conquistandosi di diritto la partecipazione in The Expendables grazie a titoli come Arma letale 4, Romeo deve morire, The One, Hero, Fearless e La mummia: la tomba dell’imperatore dragone. Ha 47 anni e un film in uscita.


Dolph Lundgren interpreta il folle mercenario Gunner. “Io ti spiezzo in due”, disse il buon Ivan Drago ad uno spappolato Rocky; volevate mica che dopo questa mitica frase lo svedesone non fosse presente alla rimpatriata? Oltre a Rocky IV lo si può vedere all’opera in Agente 007 bersaglio mobile, I dominatori dell’universo (dove interpreta He – Man, l’uomo per eccellenza!!) e Johnny Mnemonic. Ha 53 anni e due film in progetto.


Eric Roberts interpreta l’ex agente CIA Munroe. Siccome il fratellino di Julia Roberts non è mai stato una star degli action movie, posso solo supporre che la sua partecipazione sia stata voluta da Stallone per commemorare la loro collaborazione nel film Lo specialista. Tra le altre pellicole in cui compare segnalo Il rompiscatole, L’angelo del male, A morte Hollywood e Il cavaliere oscuro, mentre tra i telefilm a cui ha partecipato cito Frazier, Oz, Il tocco di un angelo, Law & Order, Perfetti… ma non troppo, CSI: Miami e Heroes. Ha 54 anni e la bellezza di tredici film in uscita.


Charisma Carpenter interpreta la fidanzata di Christmas, Lacy. Normalmente una donna in questo contesto non la menzionerei nemmeno, ma ho passato anni a vederla in tv nel ruolo della divina Cordelia, prima in Buffy poi in Angel. Attiva soprattutto nelle serie televisive, ha partecipato ad alcuni episodi di Baywatch, Streghe, Veronica Mars e CSI. Americana, ha 40 anni e due film in uscita.


Tra gli altri mercenari spiccano le figure del famosissimo wrestler “Stone Cold” Steve Austin (che interpreta Paine, la guardia del corpo di Munroe), un altro lottatore come Randy Couture (Toll Road, uno degli Expendables) e il già citato Terry Crews, che tuttavia mi pare più attore da commedie o telefilm che star degli action (in effetti al suo posto doveva esserci Wesley Snipes, che tuttavia aveva problemi con il fisco americano e non poteva andare uscire dagli USA). Questi ultimi due, in particolare, mi sembrano poveri sostituti condannati a sopperire alla mancanza di vere guest star quali sarebbero dovuti essere Steven Seagal (che ha rifiutato per problemi col produttore del film) o Chuck Norris. Se vi è piaciuto questo film, oltre a consigliarvi ogni caposaldo degli attori coinvolti, vi direi anche di riesumare quell’A – Team uscito proprio quest’anno. E ora vi lascio con il trailer del film... ENJOY!!




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