Visualizzazione post con etichetta rupert sanders. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rupert sanders. Mostra tutti i post

martedì 4 aprile 2017

Ghost in the Shell (2017)

Potevo non andare a vedere Ghost in the Shell, diretto dal regista Rupert Sanders e tratto sì dal manga omonimo di Masamune Shirow ma anche e soprattutto dall'anime diretto nel 1995 da Mamoru Oshii?


Trama: Il maggiore Mira Killian è il primo esempio di essere dal corpo interamente cibernetico ma con un cervello umano, frutto di un esperimento atto a salvarle la vita a seguito di un attentato che ha distrutto il suo corpo reale. Così potenziata, diventa la punta di diamante della Sezione 9, agenzia governativa impegnata, tra le altre cose, nelle indagini su un misterioso individuo che sta uccidendo tutti gli scienziati della Hanka Robotics, ditta responsabile della creazione del Maggiore...


Un film come Ghost in the Shell si può tranquillamente riassumere in una singola frase: semplicità, il tuo nome è "sceneggiatore americano". Prendete il delirio cibernetico di fine (scorso) millennio di Masamune Shirow prima e Mamoru Oshii poi, spremetelo molto ma molto bene fino ad ottenerne un blandissimo succo riassumibile in due frasi fatte sparate a inizio e fine film (vi vengo incontro: "Mira, tu sei umana anche se hai un corpo cibernetico perché non è il passato a fare di te ciò che sei, bensì le azioni che compi nel presente") e fate una distinzione abbastanza netta tra buoni e cattivi, chiarendo ovviamente senza ombra di dubbio sia il passato che il destino futuro della protagonista. Fatto? Ok, ora dimenticate Koukakou Kidoutai, titolo nipponico che non verrà più nominato né preso in considerazione perché sarebbe inutile fare confronti: la pellicola di Rupert Sanders è tutt'altra cosa e come tale va fruita e goduta. Ghost in the USAShell è un film action-fantascientifico interamente basato su una donna alla ricerca della sua identità perduta e, soprattutto, del suo passato, con qualche blando accenno di critica alla manipolazione delle informazioni e alla spregiudicatezza di governi e distruttori della "vita così come la conosciamo" e se volete aggiungerci anche un monito contro l'alienamento da iper-tecnologia nessuno vi dirà nulla. I personaggi introdotti dalla sceneggiatura, perlomeno il Maggiore, Batou e Aramaki, sono abbastanza ben caratterizzati da spingere lo spettatore a provare ansia ogni volta che le loro vite vengono messe in pericolo, mentre i vari villain (di cui almeno uno piazzato a mo' di depistaggio) fanno il loro dovere, mettendo sul piatto un valido mix di antipatia, ambiguità e spietatezza, alcuni più degli altri. Come detto sopra, la sceneggiatura è lineare ma ha il pregio di procedere come un treno senza concedersi a snaturamenti delle creature di Shirow (per esempio intavolando, che so, una relazione amorosa tra il Maggiore e Batou, il cui rapporto è palesemente, grazie a Dio, basato sul reciproco rispetto anche in questa versione) e offrendo allo spettatore una protagonista fredda, confusa, determinata a scoprire il marcio nascosto dietro intenzioni all'apparenza buone e, soprattutto, cazzuta a livello Milla Jovovich in Resident Evil nonché, lo dico a beneficio dei maschietti alla lettura, cyberneticamente nuda per buona parte del tempo.


Sempre per il discorso "non è il passato a fare di te ciò che sei, bensì le azioni che compi nel presente", Ghost in the USAShell è un film che vive nel presente conservando la propria identità, tuttavia non manca di omaggiare il passato o, se vogliamo essere maligni, di dare un contentino ai fan di "quell'Opera che avevo promesso di non nominare più". I riferimenti (le strizzate d'occhio, chiamatele come volete) al film di Oshii sono tanti quante le stelle in cielo, al punto che Sanders ne replica addirittura intere sequenze, soprattutto le più iconiche (e quasi tutte messe nel trailer, vedi il tuffo del Maggiore dal grattacielo oppure lo scontro nel canale appena fuori città), e non manca di ricordare anche l'esistenza di Innocence, tra terrificanti ginoidi geishe e cagnolini affettuosi; a parte questo, Ghost in the USAShell è visivamente bellissimo, soprattutto se goduto su schermo gigante, le scene d'azione sono incredibilmente ben fatte e la versione 2.0 dei paesaggi urbani alla Blade Runner mozza il fiato così come i bellissimi effetti speciali, sia che vengano applicati ai singoli personaggi sia alla realtà che li circonda. Come ho detto sopra, il Maggiore è una gioia per gli occhi e Scarlett Johansson è stata un'ottima scelta di casting, alla faccia di chi l'avrebbe voluta giapponese; non solo perché è "bellissima" (come le viene ribadito almeno sette volte in tutta la pellicola) ma soprattutto in quanto dotata del necessario piglio "duro" per interpretare Mira/Motoko e di una fragilità appena accennata che la rende allo stesso tempo più di una semplice macchina senza sentimenti. Voto dieci anche al danese Pilou Asbæk, un Batou particolarmente convincente e patato sia con gli occhi che senza, mentre a "Beat" Takeshi Kitano cosa gli vuoi dire, alla volpe che si scrolla di dosso i conigli col sembiante da Yoda e lo scazzo durissimo di un Aniki Yamamoto qualsiasi? Niente, si può solo chinare il capo e dire ありがとう、先生。Arrivata alla fine del post devo confessarvi di non essere una fan all'ultimo stadio di Ghost in the Shell quindi, se vi sono sembrata meno dura di quanto avrei dovuto, chiedo scusa ma non posso negare di essermi divertita durante la visione di Ghost in the USAShell; se siete degli otaku che vivono nel mito della creatura di Shirow stategli lontano chilometri, gli altri invece si godano pure tranquillamente un ottimo film d'azione/fantascientifico, meno tamarro e deprecabile di quanto avessi pensato.


Del regista Rupert Sanders ho già parlato QUI. Scarlett Johansson (Mira Killian) e "Beat" Takeshi Kitano (Aramaki) li trovate invece ai rispettivi link.

Pilou Asbæk interpreta Batou. Danese, ha partecipato a film come Lucy, The Great Wall e a serie quali Il trono di spade. Ha 35 anni e due film in uscita.


Juliette Binoche interpreta la Dottoressa Ouelet. Francese, ha ricordo per film come L'insostenibile leggerezza dell'essere, Cime tempestose, Film blu, Film bianco, Film rosso, Il paziente inglese (che le è valso l'Oscar come miglior attrice non protagonista), Chocolat, Cosmopolis, Godzilla e Sils Maria. Ha 53 anni e due film in uscita.


Michael Pitt (accreditato come Michael Carmen Pitt) interpreta Kuze. Americano, lo ricordo per film come Studio 54, The Dreamers - I sognatori, The Village, Funny Games, Hugo Cabret e 7 psicopatici; inoltre ha partecipato a serie quali Dawson's Creek, Broadwalk Empire e Hannibal. Anche produttore, sceneggiatore e regista, ha 36 anni.

Passano gli anni e Pitt mi diventa Hansel...
Daniel Henshall interpreta lo spazzino hackerato. Australiano, ha partecipato a film come Snowtown, These Final Hours e The Babadook. Anche sceneggiatore e produttore, ha 35 anni e un film in uscita.


Nel film compare anche l'inguardabile Yukio di Wolverine - L'immortale, al secolo Rila Fukushima, che ha offerto i tratti somatici come modello per le varie robo-geisha. Per quanto riguarda il Maggiore, Batou e Kuze, prima che i ruoli venissero assegnati agli attori definitivi erano stati considerati rispettivamente Margot Robbie, Matthias Schoenaerts (oddio...) e Sam Riley. Detto questo, se il film vi fosse piaciuto recuperate ovviamente ALMENO Ghost in the Shell e Innocence (O Ghost in the Shell- L'attacco dei cyborg) ma tenete conto che l'opera originale di Masamune Shirow ha dato origine anche alle serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex, Ghost in the Shell: Stand Alone Complex - 2nd GIG, Ghost in the Shell: Arise e ai due special Ghost in the Shell: Stand Alone Complex Solid State Society Ghost in the Shell: The New Movie, quindi roba da recuperare ne avete e potete aggiungere anche Lucy, Blade Runner, Ex Machina o Il quinto elemento. ENJOY!

mercoledì 18 luglio 2012

Biancaneve e il cacciatore (2012)

Galvanizzata dalla visione dell’incredibile, trashissimo, spacchiuso trailer di The Expendables 2, ieri sera mi sono sparata per intero Biancaneve e il cacciatore (Snow White and the Huntsman) di Rupert Sanders. Occhio agli SPOILER e alle inquietanti foto che corredano il post!


Trama: in un regno lontano, la malvagia strega Ravenna riesce a salire al trono uccidendo re Magnus dopo averlo sposato. La figlia di quest’ultimo, Biancaneve, viene rinchiusa in una torre, ma  al raggiungimento della maggiore età riesce a fuggire prima che la strega decida di ucciderla in quanto “più bella del reame”. Per evitare di venire sconfitta, Ravenna mette sulle tracce della fanciulla un cacciatore, che non tarderà a prendere le difese di Biancaneve…

Versione: merluzzo fresco di giornata sìori, venghino!
 Da questo Biancaneve e il cacciatore mi aspettavo le peggio cose. Le mie aspettative non sono state deluse, ovviamente, quindi non vi starò a consigliare di andarlo a vedere, ma prima di cominciare a lanciare strali lasciatemi spendere due righe sulle poche cose valide della pellicola. I motivi per cui Biancaneve e il cacciatore non merita di venire messo definitivamente al bando nemmeno fosse un Video Nasty sono essenzialmente cinque: Charlize Theron, i costumi, le scenografie, gli effetti speciali e le battaglie. Partendo dal fondo, gli scontri tra gli eserciti, soprattutto quello finale, sono a dir poco epici e molto ben coreografati, con poco da invidiare a, giusto per citare due titoli, quelli presenti in 300 o Il signore degli anelli. Anche gli scontri singoli non sono male, Chris Hemsworth ha sicuramente il phisique du role e anche l’abilità di arciere del Principe regala alcuni momenti di pura “arte guerriera”. Gli effetti speciali, inutile dirlo, rappresentano il cinquanta per cento del valore del film e non potrebbe essere altrimenti quando la trama contempla l’uso della magia. Le trasformazioni della strega Ravenna, i guerrieri fatti di frammenti di vetro nero, lo stesso Specchio che interagisce con la Regina come fosse un inquietante idolo dorato sono una gioia per gli occhi e sono talmente ben fatti da sembrare veri; ad incrementare ulteriormente la spettacolarità del tutto concorrono le splendide scenografie, che alternano scorci di paesaggi reali a dir poco mozzafiato ad ambienti creati ad hoc come l’inquietante Foresta Nera, e ovviamente gli incredibili costumi creati da Colleen Atwood, che si è sbizzarrita soprattutto per quanto riguarda gli abiti indossati da Charlize Theron. Per quanto riguarda quest’ultima, neanche a dirlo, voto UNDICI. Al di là del fatto che darei un braccio per essere bella anche solo la metà di quanto lo è lei in versione vecchia rugosa, il personaggio di Ravenna, nonostante il nome buffo per un pubblico italiano, è sicuramente il migliore e più sfaccettato dell’intera pellicola: a fronte della banalità di una fanciulla candida e pura, di un cacciatore ubriacone ma fondamentalmente buono, di nani burberi ma dal cuore tenero, di un principe mollo come la panissa, gli sceneggiatori offrono invece un’inedita rilettura del classico personaggio della Regina cattiva, trasformandola in una creatura segnata dal rancore verso gli uomini e consapevole del potere che la sua bellezza e femminilità possono esercitare su questi ultimi. E’ difficile non provare pietà per questa strega così crudele e invincibile ma anche, paradossalmente, così umana e fragile, segnata da un passato di morte e sopraffazione. Sicuramente come personaggio è molto più carismatico e affascinante di quello della protagonista, e con questo chiudiamo la parentesi positiva e ci sfoghiamo brutalmente condannando Biancaneve e il cacciatore all’oblio, come merita.

Versione berluscona, con le orecchie paraboliche
 Innanzitutto vi sorprenderò dicendo che Kristen Stewart (nonostante il servizio fotografico che, come vedete, le sto dedicando) non è il primo ed unico elemento che affossa definitivamente il film. Ovvio, ‘sta ragazza è un mostro, non si può guardare. Inespressiva ed assente come una sadopapera di gomma, come un merluzzo essiccato, come la drogata che chiede gli spicci all’angolo della stazione, la ragazzetta ha solo due modi di esprimere le mille emozioni che dovrebbero passare per la testolina di Biancaneve: sguardo scazzato e bocca semiaperta oppure, sul finale, sguardo talmente arrapato che Chris Hemsworth si è ritrovato stuprato senza nemmeno accorgersene. True story. Non esagero quando dico che durante i primi piani della Stewart mi giravo dall’altra parte allargando le braccia sconsolata, soprattutto quando il regista e i montatori, con il tatto di un branco di elefanti, pretendevano di alternare le sue immagini a quelle della Theron, roba da denunciarli per manifesta bastardaggine. Ma, come ho detto, ci sono cose ben più terribili di una protagonista sciapa. Per esempio, otto nani che nani non sono. Ma sant’Iddio, con tutti gli attori “diversamente alti” che ci sono perché prendere volti arcinoti del cinema, sacre icone come Bob Hoskins, Nick Frost e Toby Jones, solo per fare tre nomi, e rimpicciolirli deformandoli, creando così i nani più imbarazzanti e ridicoli della storia del cinema? Per la funzione poi che hanno ‘ste creature, poi… uno schiatta per la gioia dei puristi, lasciando Biancaneve con i canonici SETTE nani, gli altri si limitano ad incoronarla Regina del mondo, Prescelta, novella Gandalf, Fenice dei poveri, Lady Saori di ‘sta ceppa, insomma, mettete il nome di una figura mitica e carismatica a caso, tanto è la stessa, perché la storia mica contemplava una chissà quale dimensione cristologica o salvifica per la fanciulla, anzi: sapevate che nella fiaba originale Biancaneve non viene né avvelenata né risvegliata dal bacio del principe ma, più banalmente, soffoca perché le rimane un pezzetto di mela in gola che riuscirà poi a sputare quando la muoveranno con la bara? Immaginate quindi quanto sia plausibile che una così demente possa essere definita salvatrice del mondo intero anche solo per sbaglio…

Versione: drogata scappata di casa con l'impepata di cozze sullo stomaco, lì lì per smarmottare
 Riallacciandoci a questa immagine di eroina senza macchia e paura arriviamo al punto più basso, triste e camp dell’intera pellicola: l’orrenda parentesi bucolica durante la quale i personaggi si immergono in un mondo verde e fasullo come una moneta da 3 euro, zeppo di animaletti disneyani, fate, orridi esseri dalle orecchie puntute, farfalle, tartarughe fatte d’erba, cervi albini pluricornuti e chi più ne ha, più ne metta. Della serie, se l’incoronazione di Biancaneve a regina significa la nascita di un mondo simile, come effettivamente ci spiega Orbolo, il nano cieco, decapitatela subito e buonanotte. Ancora adesso, tra l’altro, mi chiedo se è peggio questa tremenda “pausa” dal generale clima gotico/bimbominkico/fantasy che permea Biancaneve e il cacciatore, lo sfacciato plagio della scena de La storia infinita in cui Atreiu perde il fido destriero nelle paludi della tristezza (tra l'altro: Biancaneve fuggendo dal castello trova l'unico cavallo bianco nel giro di kilometri che l'aspetta lì? E che poi schiatta nelle paludi solo per poi ricomparire alla fine come se niente fosse???), oppure gli osceni, banalissimi dialoghi messi in bocca ai personaggi nei due momenti chiave del film, ovvero quando il Cacciatore insegna a Biancaneve a uccidere i nemici (“Guardali negli occhi finché non vedi scomparire l’anima” – a cacciatò, mavvaaaaaffff…..!) e quando quest’ultima, dopo essere risorta in tutto il suo splend…mfgghggffbluargh…ore rifila all’adorante marmaglia in cortile uno spiegone totalmente privo di senso ed ispirazione per convincerli a seguirla in battaglia. Basta, finisco qui la recensione che non ne posso più di sprecare tempo per questa belinata. Chiudo gli occhi e mi ripeto come un mantra i titoli di tutte le belle cose che usciranno nei prossimi mesi: Django Unchained, Le belve, The Brave, Ralph Spaccatutto, Prometheus, The Man With the Iron Fists, Frankenweenie, The Expendables 2…. Uuh, mi sento già meglio! Via, via, camurrìa!

Versione: minchiaohcioé sto 'n bottissima...! Che, ce l'hai un saffi?
 Di Chris Hemsworth (il cacciatore), Bob Hoskins (il nano Muir), Ian McShane (il nano Beith), Ray Winstone (il nano Gort), Toby Jones (il nano Coll), Nick Frost (il nano Nion) e Noah Huntley (Re Magnus) ho già parlato nei rispettivi link.

Rupert Sanders è il regista della pellicola. Inglese, alla sua prima prova da regista, dovrebbe dirigere anche il seguito di Biancaneve e il cacciatore, annunciato ma ancora privo di una data di uscita.


Kristen Stewart interpreta Bianca Neve. Attrice (vabbé…) americana che non credevo sarebbe mai neppure entrata nelle mie solite “minimonografie” di fine blog, assurta al ruolo mondiale di divinità cinematografica e merluzzo.. ehm.. figa spaziale dopo l’insulso ruolo di Bella nell’insulsa saga di Twilight, ha partecipato anche ad altri film come Panic Room, The Messengers e Into the Wild. Anche produttrice, ha 22 anni e tre film in uscita, tra cui l’episodio conclusivo di quella minchiata dove i vampiri brillano e il probabile seguito di Biancaneve e il cacciatore.

Versione: un tamarro dietro un angolo voleva in***armi la Vespa
Charlize Theron interpreta Ravenna. Di origini Sudafricane, sicuramente una delle più belle e capaci attrici al mondo, la ricordo per film come L’avvocato del Diavolo, La moglie dell’astronauta, Le regole della casa del sidro, 15 minuti – Follia omicida a New York, La maledizione dello scorpione di Giada, The Italian Job, Monster, North Country (due film che le sono valsi, rispettivamente, la vittoria e la nomination all’Oscar come miglior attrice protagonista) e Prometheus, inoltre ha doppiato un episodio di Robot Chicken. Anche produttrice, ha 37 anni e quattro film in uscita tra cui, OMG, un nuovo episodio della serie Mad Max dal titolo provvisorio Mad Max: Fury Road

Oh specchio, ma dove ce li hai gli occhi??
Eddie Marsan (vero nome Edward Maurice Charles Marsan) interpreta il nano Duir. Inglese, ha partecipato a film come Gangster No. 1, Gangs of New York, V per vendetta, Mission: impossible III, Miami Vice, Sherlock Holmes e Sherlock Holmes – Gioco di ombre. Ha 44 anni e cinque film in uscita.  


Johnny Harris interpreta il nano Quert. Inglese, ha partecipato a film come Gangster No.1, Rocknrolla, Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il Diavolo, Dorian Gray e Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni. Ha 38 anni e due film in uscita.


L’ottavo nano, per citare una geniale trasmissione televisiva, è nientemeno che il figlio di Brendan Gleeson, Brian, mentre il principe William è interpretato da Sam Claflin, che in Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare interpretava il ragazzetto innamorato della sirena. Sempre rimanendo in tema di casting, vi interesserà sapere che sia Viggo Mortensen che Hugh Jackman erano stati interpellati per interpretare il Cacciatore ma hanno giustamente fatto una leva tanta all'intera produzione, mentre la carinissima Lily Collins è stata scartata in favore del merluzzo essiccato ma è poi finita ad interpretare Biancaneve nel sicuramente più trash ma tanto più simpatico e bello Mirror, Mirror di Tarsem Singh che, ovviamente, vi consiglio di recuperare! ENJOY!

Se vuoi condividere l'articolo