Qualche sera fa sono riuscita a guardare The Uninvited, diretto nel 2009 dai registi Charles e Thomas Guard e remake del coreano Two Sisters.
Trama: Anna torna a casa dopo un periodo passato in una clinica psichiatrica per lo shock causato dalla morte della madre. La ragazza, preda di orribili visioni, crede che "qualcosa" stia cercando di mettere in guardia lei e la sorella Alex dalla futura matrigna...
Quando si decide di girare il remake di una pellicola orientale ad uso e consumo del popolo bue occidentale si rischia di appiattire a dismisura l'opera originale e i concetti che la animavano. Certo, chi ha avuto occasione di vedere solo remake molto probabilmente è una persona a cui del cinema orientale, che sia o meno horror (sebbene "horror" sia un concetto improprio e troppo limitato), non frega una benemerita e, altrettanto probabilmente, apprezzerà incondizionatamente il rifacimento senza preoccuparsi di recuperare l'originale da cui è stato tratto; chi invece, come la sottoscritta, preferisce recuperare prima "le fonti", solitamente si ritrova a bestemmiare davanti ad un film che la gran parte del pubblico non giudicherebbe nemmeno troppo malamente. Nel caso di The Uninvited, poveraccio lui e tutti quelli che hanno lavorato al film, si parla di un horror neppure troppo deprecabile, anzi. Gli attori sono validi, soprattutto il terzetto di donne protagoniste, le ambientazioni sono ancor più belle e suggestive, con quelle splendide villette sulla riva del lago che farebbero venire voglia a chiunque di andarci ad abitare, la trama è intrigante e offrirebbe un twist per nulla banale, roba da far rimanere a bocca aperta più di uno spettatore, le apparizioni sovrannaturali mettono addosso qualche brivido e conferiscono pepe alla "solita" vicenda che prevede una matrigna cattiva e due figliole che cercano inutilmente di mettere in guardia il papà. Se dovessi quindi parlare di The Uninvited da un punto di vista "vergine" ne consiglierei il recupero, soprattutto se cercate un horror d'atmosfera, non sanguinario e con una protagonista (la magnetica e bellissima Emily Browning) di un certo livello, non come tante altre scream queen senza arte né parte. Per fortuna o purtroppo però, nonostante sia passato parecchio tempo, ricordo ancora molto bene Two Sisters.
Se avete avuto modo di guardare la pellicola di Ji Woon-Kim non pensate di dare una chance a The Uninvited, nemmeno per un secondo. Il film dei fratelli Guard, infatti, saccheggia senza vergogna le sequenze più "paurose" di Two Sisters e la sua trama generale, trasformando le prime in delle baracconate prive del pathos e della poesia dell'originale coreano (banalissimo esempio, la ragazza che spunta sotto il mobile in cucina) e la seconda nella solita accozzaglia di cliché thriller-horror tipici del cinema USA. Fate pure ciao ciao a quel senso di disagio ed incertezza che serra lo stomaco per tutta la visione di Two Sisters, zeppo di scene apparentemente deliranti e senza senso che, magicamente, trovano una loro dimensione sul finale, dite addio alla profonda riflessione sul senso di colpa e sulla banalità della piccineria dell'animo umano; The Uninvited prende tutto questo, lo getta nel cestino e lo trasforma nella versione seria e con fantasmi de La famiglia Addams 2, con le due sorelle che tentano di smascherare la bionda fatalona che vorrebbe portar loro via il padre e la felicità. Per quel che riguarda il twist (a proposito del quale siete autorizzati ad uccidere chiunque ve lo rivelerà anzitempo), se avete già visto Two Sisters perderà tutto il suo valore perché saprete già dove andrà a parare la pellicola: potreste giusto complimentarvi con i registi e gli attori per il modo sottile con cui cercheranno di ingannarvi nonostante per tutto il film la verità vi venga palesata proprio sotto il naso, ma nulla più, senza contare che la chiosa finale ambientata in manicomio è l'ennesima, fastidiosa dimostrazione di come all'americano medio (e, per estenzione, allo spettatore medio) serva che venga spiegato ogni minimo dettaglio della trama, ogni motivazione dei protagonisti, ogni più piccolo aspetto della natura soprannaturale degli eventi narrati. Poi ci meravigliamo del perché le nostre facoltà intellettive si vadano lentamente spegnendo... e vivete nell'incertezza, fantasticate, immaginate ogni tanto, no? Cominciate recuperando Two Sisters invece che The Uninvited, male non vi farà!
Di Emily Browning (Anna), David Strathairn (Steven) ed Elizabeth Banks (Rachel) ho già parlato ai rispettivi link.
Charles e Thomas Guard sono i due registi della pellicola, finora al loro primo e unico film. Inglesi, hanno lavorato anche come produttori e sceneggiatori.
Arielle Kebbel interpreta Alex. Americana, ha partecipato a film come Be Cool, Aquamarine, The Grudge 2, Mordimi e a serie come CSI - Scena del crimine, Una mamma per amica e CSI: Miami. Ha 29 anni e un film in uscita.
Nonostante sia perfetta per il ruolo di Anna, Emily Browning aveva partecipato all'audizione per quello di Alex. The Uninvited, come già ho avuto modo di dire, è il remake di Two Sisters, che vi consiglio assolutamente di recuperare, magari assieme a The Hole, Le verità nascoste e Chi è l'altro?. ENJOY!
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martedì 26 agosto 2014
venerdì 5 giugno 2009
Two Sisters (2003)
E’ uscito nel multiplex di Genova un film intitolato The Uninvited, ovviamente l’ennesimo remake di un horror asiatico. Ciò mi ha portata, oltre che a vedere l’originale coreano Two Sisters (Janghwa, Hongryeon) del 2003, diretto da Ji Woon-Kim, a chiedermi perché mai invece di perdersi nell’inquietante bellezza delle pellicole originali, un americano debba scegliere di guardare un’insipida replica. La risposta l’ho trovata proprio ieri sera: l’americano medio è troppo idiota per sopportare la complicata e troppo spesso simbolica trama degli originali e ha bisogno del didascalico film horror con gli spaventi al posto giusto e possibilmente chiaro (si vedano gli esempi di One Missed Call, ma anche The Ring e The Grudge). Ed ecco il motivo per cui, sulla fiducia, non andrò assolutamente a vedere The Uninvited, anche se tra i protagonisti c’è Emily Browning, la Violet di Una serie di sfortunati eventi.
La trama di Two Sisters non è complicata, almeno in apparenza: Su – Mi e Su – Yeon sono due giovani sorelle che tornano a casa dopo che la prima è stata in cura per problemi psichiatrici. Al loro arrivo trovano una matrigna indisponente e violenta, un padre distante e soprattutto inquietanti presenze che a poco a poco svelano a loro e allo spettatore un terribile passato che riguarda entrambe.
Non è facile parlare di questo film senza svelarne gli intrecci e gli abbondanti colpi di scena (che pur avevo presentito ad un certo punto…). Two Sisters passa come il più terribile horror coreano, brutale e sanguinolento, almeno da quello che avevo letto. Francamente, ho visto assai di peggio, anche perché non è un horror propriamente detto, ma l’elemento “pauroso” viene usato per scavare nella psiche umana. Il tema portante, che viene svelato verso la fine del film proprio dalla matrigna, è la ferma volontà dell’essere umano di dimenticare ciò che è spiacevole e troppo doloroso da ricordare, soprattutto quando è legato al senso di colpa. Si può dire che il fantasma presente nella casa (perché come mostra il finale “qualcosa” c’è davvero al di là di allucinazioni o sogni, e viene percepito, anche se non troppo chiaramente, dalla giovane zia delle due ragazzine durante un’imbarazzante cena) si nutre, più che di un desiderio di vendetta come nel caso di The Grudge, di un desiderio di espiazione, di non essere dimenticato, del senso di colpa di ogni abitante della casa.
Seppure il fantasma ci sia e segua la solita moda della maggior parte degli horror orientali (donna, dai lunghi capelli neri che le coprono la faccia ed accompagnata da suoni gutturali più o meno forti), non è una presenza preponderante però. Anzi, se possibile serve a confondere e sviare lo spettatore dalle parole che vengono dette nel corso del film, dalle azioni dei personaggi, dalle immagini che spesso e volentieri mischiano i due piani del reale e dell’immaginario, del sogno e della realtà. Non è un film da guardare con occhio disattento, il divertimento sta proprio nel cercare di capire la situazione prima che il regista ci dia una spiegazione, per quanto neppure quest’ultima sia troppo immediata.
Le immagini sono bellissime, inquietanti ed evocative, così come la casa dov’è ambientata la vicenda. Abbondano, ovviamente, i luoghi bui, ma il particolare che mi ha attirato è l’arredamento dal sapore vintage, l’armadio “maledetto” dalla fantasia a fiori come la carta da parati, il giardino zen, la deliziosa gabbietta per uccelli, lo stile femme fatale orientale della matrigna, che sembra uscita da una foto degli anni venti. Sono preponderanti come colore il rosso e il bianco, i colori del trauma violento e dell’innocenza, vera o presunta che sia (il bianco in oriente è anche colore associato alla morte e al lutto, non dimentichiamolo). Inoltre il tema del fiore ricorre anche nel titolo originale, la cui traduzione sarebbe “La Rosa e il Loto Rosso”, titolo che ha lo stesso significato dei nomi delle protagoniste. Gli attori sono tutti molto bravi, a cominciare dalle giovani protagoniste e nonostante i due zii siano decisamente da dimenticare, ma è proprio grazie a questi ultimi che assistiamo alla scena più trash ed esilarante del film. Un film da provare, a mio avviso, ma non per una sera di divertimento fancazzista.
Ji Woon-Kim è il regista della pellicola, nonché sceneggiatore (anche del remake americano). Nativo della Corea del Sud, tra i suoi film ricordo Three e The Good, The Bad, The Weird. Ha 45 anni e un film in progetto.
Su – Jeong Lim interpreta Su – mi. Come molte idol (anche se forse nella Corea del Sud non si può parlare di idol…) ha cominciato la sua carriera come modella per riviste giovanili. Ha recitato in Happiness e ha 29 anni.
Geun – Young Moon interpreta Su – Yeon (anche se la pronuncia coreana è totalmente diversa…). Anche lei originaria della Corea del Sud, ha 22 anni e cinque film all’attivo.
Jung – ah Yum interpreta la matrigna. Sud coreana, ha recitato in Three… Extremes. Ha 37 anni.
Kap – su Kim interpreta il papà. Sud coreano come il resto dei membri del cast, ha recitato in non molti film e serie tv coreane, nonostante l’età. Ha 52 anni.
E ora vi lascio col trailer di The Uninvited... dopo averlo visto, poiché alcune scene sono simili a quelle di Two Sisters, la mia decisione è stata presa: lo eviterò come la peste, e terrò vivo il ricordo di questo bell'originale! ENJOY!
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