domenica 16 settembre 2012

I banditi del tempo (1981)

Direttamente dall'inesauribile fonte di consigli (più o meno validi) che è il sito GetGlue, in questi giorni ho fatto un salto ai tempi in cui non ero altro che una vaga idea nella mente dei miei genitori e mi sono guardata I banditi del tempo (Time Bandits), diretto nel 1981 dal folle Terry Gilliam.


Trama: Un ragazzino finisce in mezzo ad una banda di nani intenzionati ad arricchirsi rubando in diverse epoche storiche...


E' inutile. Terry Gilliam mi sfugge, è troppo complesso. Anche davanti ad un film apparentemente semplice come I banditi del tempo riesce comunque a lasciarmi con delle domande senza risposte, dei dubbi "esistenziali". Molto banalmente, infatti, questa pellicola è un simpatico film d'avventura per ragazzi, nel quale un bambino solitario, molto intelligente e fantasioso, ottiene l'opportunità di viaggiare nei periodi storici di cui ha potuto leggere solo sui libri e aiutare questa strana combriccola di ladruncoli nelle loro imprese "criminali". Il fatto però è che il regista e sceneggiatore americano inserisce qua e là anche qualche riflessione sulla natura della creazione stessa, sull'essenza di Dio e sull'eterno conflitto fra Bene e Male: Dio, o l'Essere Supremo, come viene chiamato nel film, non viene dipinto come un padre amorevole o come un entità vendicatrice, bensì come uno spocchioso e noncurante demiurgo che non esita a giocare con la vita e la morte solo per portare avanti le sue ricerche e i suoi esperimenti, come se l'intero universo e tutti gli avvenimenti in esso accorsi dall'inizio del tempo non fossero altro che una sequenza ininterrotta di eventi già pianificati da qualcuno che, fondamentalmente, non prova alcun sentimento verso la propria creazione. A questa amarissima riflessione sul senso dell'esistenza si aggiunge un finale molto ambiguo, che ovviamente non sto a rivelarvi, in cui è difficile per lo spettatore comprendere quale sarà il destino del protagonista e il significato dell'esperienza da lui vissuta... sempre che l'abbia vissuta veramente, visto che alcuni indizi lascerebbero anche pensare il contrario!


Preso solo come fantasy avventuroso, invece, I banditi del tempo regala momenti di divertimento assoluto. Innanzitutto è molto ironico, sia nella presa in giro delle famiglie moderne (composte da persone ignoranti, incapaci di comunicare, annichilite dalla tv e orientate al mero possesso di oggetti sempre più costosi) che nella presentazione dei vari personaggi, con un Robin Hood in odore di gayezza e falsamente cortese, un Napoleone vinto dal suo complesso di inferiorità, una ricorrente coppia di fidanzati impossibilitati a rimanere da soli e, dulcis in fundo, un grandioso Male che adora seviziare i suoi decerebrati sottoposti. Come seconda cosa, oltre ad essere ironico I banditi del tempo è anche parecchio visionario (anche se non tanto quanto altri lavori di Gilliam); personalmente, sono rimasta molto colpita dall'inquietante e realistico guerriero con la testa di cavallo che combatte contro Agamennone in una sequenza a dir poco magistrale e dai minacciosi Pipistrelli giganti evocati dal Genio del Male, ma anche i momenti in cui la stanza del protagonista diventa una zona di passaggio temporale oppure la scoperta della barriera che nasconde la Fortezza delle Tenebre (apparentemente fatta di mattoncini Lego!!) sono assai emozionanti.


Molto ben assortito il cast. Il gruppo di nani (che, a quanto pare, incarnano ognuno una diversa personalità dei componenti dei Monty Python) è molto simpatico e ruba la scena al piccolo protagonista in più di un'occasione, soprattutto perché ogni membro del gruppetto ha un tratto distintivo ben marcato, ma l'apoteosi si raggiunge con grossi calibri come John Cleese, Ian Holm, David Warner e, soprattutto, Sean Connery; anche se questi attori compaiono in proporzione molto poco rispetto agli altri, sono comunque i protagonisti dei momenti più divertenti, epici od emozionanti (anche se fa effetto sentire Agamennone parlare con accento scozzese, eh...) e sono quindi quelli che rimangono più impressi dopo la visione del film. Considerato anche che gli effetti speciali non sono moltissimi ma resistono bene all'usura del tempo e che la canzone finale la canta nientemeno che George Harrison, mi sento di consigliare I banditi del tempo a chiunque abbia voglia di vedersi un fantasy che non sia omologato ai patinati e banali standard attuali e, magari, fare un salto indietro nel tempo fino all'infanzia.


 Del regista e cosceneggiatore Terry Gilliam ho già parlato qui, mentre John Cleese (Robin Hood), Shelley DuVall (Pansy), Katherine Helmond (Mrs. Ogre), Ian Holm (Napoleone), David Warner (il Male, ruolo che era stato offerto a Jonathan Pryce, che ha dovuto rinunciare per impegni pregressi) e Jim Broadbent (il presentatore dello show televisivo) li trovate nei rispettivi link.

Sean Connery (vero nome Thomas Sean Connery) interpreta Agamennone e il pompiere. Uno dei più famosi attori del mondo, storico 007 (ha girato in tutto sette film a partire dal 1962) dotato di inconfondibile accento scozzese, lo ricordo per pellicole come Darby O' Gill e il re dei folletti, Marnie, Assassinio sull'Orient Express, Highlander - L'ultimo immortale, Il nome della rosa, The Untouchables - Gli intoccabili (che gli è valso l'Oscar come migliore attore non protagonista), Indiana Jones e l'ultima crociata, Sono affari di famiglia, Caccia a Ottobre Rosso, La casa Russia, Highlander II - Il ritorno, Robin Hood principe dei ladri, Il primo cavaliere, Dragonheart - Cuore di drago (prestava la voce a Draco), The Rock, The Avengers - Agenti speciali, Scherzi del cuore, Entrapment, Scoprendo Forrester e La leggenda degli uomini straordinari. Anche produttore e regista, ha 82 anni.


Michael Palin interpreta Vincent. Membro dei Monty Python, ha partecipato a film come Brian di Nazareth, Monty Python: Il senso della vita, Brazil, Un pesce di nome Wanda, Creature selvagge e alla soap australiana Home and Away. Inglese, anche sceneggiatore e produttore, ha 69 anni e un film in uscita.


Ralph Richardson interpreta l'Essere Supremo. Inglese, ha partecipato a film come Anna Karenina, Riccardo III, Il nostro agente all'Avana, Il dottor Zivago e Greystoke la leggenda di Tarzan il signore delle scimmie. Anche regista e produttore, è morto di infarto nel 1983, all'età di 80 anni.


Peter Vaughan (vero nome Peter Ewart Olm) interpreta l'Orco. Inglese, ha partecipato a film come Il villaggio dei dannati, Cane di paglia, Brazil, L'agente segreto, La seduzione del male, I miserabili e La leggenda del pianista sull'oceano. Ha 89 anni. 


Kenny Baker, alias il nano Fidgit, ha partecipato a tutti i film dedicati alla saga di Guerre Stellari nei panni del robot C1-P8 (o R2-D2, fate vobis). Nel 1996 Terry Gilliam aveva scritto un seguito di I banditi del tempo, ma il progetto è sfumato dal momento che tre degli attori che interpretavano i nani erano nel frattempo morti... in compenso, si vocifera l'uscita di un remake, anche se tutto è ancora avvolto nel mistero. Intanto, se il film vi fosse piaciuto, proverei a consigliarvi Labyrinth oppure Le avventure del Barone di Munchausen. ENJOY!


venerdì 14 settembre 2012

WE, Bolla! del 14/9/2012

Comincia ad arrivare il freddo, le sagre sono finite, forse si potrà fare ancora un po’ di spiaggia ma la vedo un po’ come un’utopia. Per fortuna si profila qualche film all’orizzonte anche questa settimana… ENJOY!


Prometheus
Reazione a caldo: of course! (di corsa)
Bolla, rifletti!: se n’è parlato a lungo e ora l’ultima fatica di Ridley Scott è approdata in Italia. Non essendo una fan all’ultimo stadio né di Alien, di cui questo film avrebbe teoricamente dovuto essere il prequel, né del regista britannico, sarò una delle poche persone ad entrare in sala senza avere aspettative elevatissime. Spero che ciò mi consenta di godermelo di più, nonostante il mio multisala lo proietti in 3D (ugh!).


Che cosa aspettarsi quando si aspetta
Reazione a caldo: non me ne intendo ma la butto lì… un bambino?
Bolla, rifletti!: ecco, questo film lo evito proprio come la peste, mi aspetto banalità, smielatezze e stupidera come se piovessero. Peccato, perché Cameron Diaz mi sta sempre molto simpatica ma, sinceramente, l’idea di scucire soldi per una roba simile non mi alletta per nulla.

Il cinema d’élite comincia invece a pescare dall’ampio bacino di opere presentate all’ultima mostra del cinema di Venezia…


E’ stato il figlio
Reazione a caldo: ispirevole
Bolla, rifletti!: dopo essersi portato a casa due premi alla Mostra, approda nelle sale il lavoro di Daniele Ciprì, per una volta “orfano” di Maresco. Una tragicommedia tipicamente italiana (e per una volta non lo dico con disprezzo) che scava nei difetti del nostro Paese, mettendo a nudo soprattutto il desiderio di apparire in base a quello che si possiede, non a quello che si è. Con il solito campionario di varia, mostruosa e grottesca umanità, E’ stato il figlio si candida direttamente per un prossimo recupero!


giovedì 13 settembre 2012

Ribelle - The Brave (2012)

Tra i vari film che aspettavo con parecchia trepidazione per l’anno cinematografico appena iniziato c’era il nuovo film della Pixar, Ribelle – The Brave (Brave), diretto dai registi Mark Andrews, Brenda Chapman e Steve Purcell.


Trama: Merida è una principessa molto poco convenzionale, insofferente alle rigide regole dettate dalla madre. Nel tentativo di cambiare il suo destino, però, la ragazza combina un pasticcio difficile da risolvere…


Vi siete mai chiesti perché, il 90% delle volte, nei cartoni animati dedicati alle principesse le regine madri sono morte, lontane, vittime di incantesimi o altro? Se ve lo siete chiesti ma non siete mai riusciti a capire il perché, Brave (lo so, sono spocchiosa, ma il titolo italiano non mi piace, ok?) vi offrirà la risposta su un piatto d’argento: perché sono delle grandissime, pignolissime, precisinissime e perfettissime rompicoglioni in grado di scoraggiare e zittire anche il più prode e grebano dei guerrieri. Come dite, sto recensendo un film per bambini quindi sarebbe meglio usare un linguaggio appropriato? Avete ragione, ma in questo caso la definizione è calzante, perché la pellicola è interamente incentrata sul conflitto tra madre e figlia, tra dovere e desiderio, tra una strada già tracciata e la libertà, che porta ad una giusta riflessione sul destino, sull’equilibrio e, soprattutto, sulla capacità di ascoltare gli altri per cercare di evitare i danni causati da testardaggine ed egoismo. Come avrete capito quindi, pur con questo spunto a suo modo “originale”, se mi passate il termine, Brave risulta così il più disneyano, classico e, per estensione, semplice dei film della Pixar, cosa che ha fatto storcere il naso a molti ma non a me, bambina cresciuta, nostalgica e ormai stufa delle variazioni parodistiche e “adulte” sul tema. Intendiamoci, la storia della rossa principessa non rimarrà nei miei annali personali, molto probabilmente tra una settimana o due me la sarò già dimenticata, ma per il tempo passato in sala è stata un valido intrattenimento che mi ha fatta ridere (un casino), emozionare e commuovere (sì, sul finale, per quanto telefonato).


Lungi da me rivelare alcunché sulla trama, il cui sviluppo, colpi di scena compresi, pur rimanendo celato nei trailer è comunque facilmente intuibile dal momento esatto in cui una disperata Merida fugge nel bosco, pertanto mi concentrerò sulla realizzazione di Brave. L’animazione, innanzitutto, è ineccepibile. Impossibile non venire attirati dai rossi, meravigliosi capelli della protagonista, dalla bellezza quasi mozzafiato dei paesaggi naturali ricreati dalle mani capaci degli animatori, dall’incredibile realismo degli orsi adulti o dai giochi di luce ed ombra all’interno del castello. Anche il character design dei personaggi è molto bello: gli animatori si sono particolarmente sbizzarriti con i pretendenti alla mano di Merida, un trio di esseri a dir poco inguardabili (uno di loro sembra il Trota, giuro!!) accompagnati da degni e ancor più improponibili padri, fulcro delle sequenze più esilaranti dell’intera pellicola assieme al trio di demoniaci fratellini della rossa principessa e alla strega “intagliatrice”. Per finire, tolta la gnegnosissima canzonetta cantata dalla nostrana Noemi, anche la colonna sonora è uno spettacolo, perché richiama un paio di generi che adoro, come la musica celtica e quella d’ispirazione medievale. L’unico difetto tecnico di Brave è che tutta questa mirabilia animata è purtroppo incupita da un 3D più inutile del solito, che forse aumenta un po’ la profondità dell’insieme ma, per il resto, è davvero poca roba. Vi consiglio quindi di guardare l’ultimo lavoro Pixar in una “banale” sala priva di questa tecnologia e di non lasciarvi scoraggiare dalle recensioni negative, soprattutto se avete dei bimbi, perché Brave merita sicuramente una visione e soprattutto perché….


… beh, perché prima del film proiettano il meraviglioso corto La luna di Enrico Casarosa. Non vi anticiperò nulla di nulla su questo piccolo, delizioso e poetico capolavoro di animazione, perché dovete rimanere come sono rimasta io: a bocca aperta, con la lacrima nell’occhio come Ranatan, emozionata come una bimba piccola e con un incredibile desiderio di trovarmi catapultata per magia su quella splendida luna animata. Anzi, a pensarci bene La luna vale da solo il prezzo del biglietto e, non me ne vogliano gli estimatori del carinissimo Brave, è nettamente superiore al film che precede.


Di Kelly MacDonald (voce originale di Merida), Billy Connolly (voce originale di Fergus), Emma Thompson (voce originale di Elinor), Julie Walters (voce originale della Strega, doppiata in italiano dalla grandissima Anna Mazzamauro), Robbie Coltrane (Lord Dingwall, doppiato in italiano da Giobbe Covatta) ho già parlato nei rispettivi link.

Mark Andrews è uno dei registi e sceneggiatori della pellicola. Al suo primo film come regista, ha diretto precedentemente tre corti animati. Americano, è anche designer e animatore.


Brenda Chapman è una dei registi e sceneggiatori della pellicola. Americana, ha diretto anche Il principe d’Egitto. E’ anche animatrice e produttrice.


Steve Purcell è coregista e cosceneggiatore della pellicola, nonché voce originale del Corvo, alla sua prima esperienza come regista. Americano, anche fumettista e animatore, ha 51 anni.


Kevin McKidd presta la voce in originale a Lord McGuffin (doppiato in italiano da Shel Shapiro) e al figlio. Ve lo ricordate lo sfortunato Tommy di Trainspotting? Eccolo qui, bello cresciuto e reduce dall’aver partecipato a film come The Acid House, Ideus Kinky – Un treno per Marrakech, Dog Soldiers, Hannibal Lecter – Le origini del male e a serie come Grey’s Anatomy. Scozzese, anche regista, ha 39 anni e un film in uscita.


Craig Ferguson presta la voce in originale a Lord Macintosh (doppiato in italiano da Enzo Iacchetti). Scozzese, ha partecipato a film come Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi e doppiato serie come Freakazoid!, Hercules, The Angry Beavers, American Dad! e Futurama. Anche sceneggiatore, compositore, produttore e regista, ha 50 anni e un film in uscita.


Rimanendo in ambito “doppiaggio originale”, Reese Witherspoon avrebbe dovuto prestare la voce a Merida, ma è stata costretta a rinunciare per altri impegni, mentre lo strano modo di parlare del figlio di McGuffin è semplicemente il dialetto usato nel nord della Scozia, il Doric. E ciò mi fa venire parecchia voglia di vedere il film in lingua originale. Ah, rimanete fino alla fine dei titoli di coda, così saprete se l’ordine fatto da Merida alla strega è arrivato! Ovviamente, se il film vi fosse piaciuto, consiglierei la visione di Mulan. ENJOY!

martedì 11 settembre 2012

Prowl (2010)

Nonostante la mia folle idea di proseguire nella visione delle pellicole targate After Dark mi riservi spesso delle brutte sorprese, questa volta mi è andata bene e devo dire che il film Prowl, diretto nel 2010 dal regista Patrik Syversen, è stato un’esperienza piacevole.


Trama: una ragazza decide di scappare dal mediocre paesino in cui vive per tentare la fortuna a Chicago. Gli amici si offrono di accompagnarla a pagare l’anticipo per l’appartamento, ma qualcosa va storto e i nostri sono costretti a chiedere un passaggio a un camionista. Ovviamente, per loro sarà l’inizio di un incubo…


Chiariamo subito la questione: Prowl non è un film innovativo né un capolavoro del genere horror, però si lascia guardare ed è molto dinamico. Gli sceneggiatori si sono serviti di un canovaccio usato ormai così tante volte da essere frusto (poveri fanciulli persi sulle strade USA e ingannati dal primo camionista redneck e maniaco di turno…), ma come spesso accade la commistione di generi paga e l’idea di aggiungere l’incognita dei vampiri a questa storia ormai vista mille volte dà origine a un prodotto quantomeno dignitoso. Anche il prologo lunghetto che precede gli eventi è interessante; i protagonisti sono ovviamente la solita accozzaglia di carne da macello di cui nessuno potrebbe sentire la mancanza, ma almeno gli sceneggiatori tratteggiano le motivazioni della protagonista, donano un briciolo di personalità ai coinvolti e provano almeno a spiegare allo spettatore le dinamiche che tengono assieme il gruppo, oltre a renderci assolutamente partecipi e convinti della scelta dell’eroina di portare via le balle dall’orrendo paesino (la madre ubriaca che, nel dormiveglia, le dice con un tatto incredibile di essere contenta… di averla adottata!! La faccia della protagonista in quel momento è da primato…). Qua e là, poi, vengono inserite le immagini di quelli che parrebbero flashback, incubi o visioni, che forniscono allo spettatore attento e scafato degli indizi su quello che poi sarà il colpo di scena clou dell’intera vicenda.


Per quanto riguarda l’aspetto prettamente horror della pellicola, gli amanti del genere non potranno proprio lamentarsi. Già a partire dalle sequenze girate all’interno del camion il regista e lo sceneggiatore costruiscono un crescendo di tensione che si sfogherà nella maniera più splatter e brutale all’interno del magazzino abbandonato dove vengono condotti i protagonisti; non mancano teste ed arti mozzati, sangue a secchiate e, soprattutto, non mancano tensione e un senso di imminente e costante pericolo. Il makeup dei vampiri non lascia spazio a tratti romantici o vagamente umani, anzi ricorda molto quello di 30 giorni di buio, con questi esseri dagli occhi completamente neri che saltano come Hulk e strisciano sui muri come un branco di blatte troppo cresciute, inoltre non è male l’idea di mostrare una sorta di “scuola” dove i giovani vampiri vengono introdotti all’arte della caccia e lasciati liberi di ingegnarsi da soli (d’altronde, to prowl significa letteralmente “vagare in cerca di prede”). Le ambientazioni del magazzino e della fabbrica abbandonata, poi, sono molto suggestive e ideali per fornire miriadi di nascondigli ai cacciatori, con conseguente aumento dell’ansia dello spettatore.


“Ma come, è un prodotto dell’Afterdark! Possibile che non ci sia nemmeno un difetto, nemmeno uno piccolo piccolo?”. E un momento, branco di cutrettole, ci arrivo! Il difetto, cari miei, sta proprio nel colpo di scena finale che, ovviamente, non vi rivelo… sappiate solo che dopo quasi ottanta minuti di film “serio” questa rivelazione che cade dall’alto all’improvviso fa lo stesso effetto di uno strappo ad altezza chiappe sul costume di un impeccabile ginnasta, una tavanata galattica che, purtroppo, inficia anche il valore del finale. Peccato perché, senza quella nota “sborona” e quello spiegone francamente improponibile che la maestra Veronica rifila alla protagonista nel momento topico della pellicola, Prowl avrebbe potuto diventare un vero gioiello. A maggior ragione, comunque, vi consiglio di guardarlo perché è uno dei pochi horror recenti ad essermi piaciuto e che è riuscito a regalarmi qualche momento di vero godimento splatter!

Patrik Syversen è il regista della pellicola. Norvegese, ha diretto altri tre film che tuttavia non conosco. Anche sceneggiatore e produttore, al momento sta girando alcuni episodi di una serie televisiva.


Bruce Payne interpreta il camionista Bernard. Inglese, ha partecipato a film come Nei panni di una bionda e a serie come Nikita e Streghe. Anche produttore, ha 54 anni e due film in uscita.


Per quanto riguarda i giovani attori che interpretano il gruppo di povere e sfortunate vittime, Ruta Gedmintas (Suzy) è comparsa nelle serie The Tudors e The Borgias, mentre la protagonista Courtney Hope (Amber) ha partecipato ad episodi di Walker Texas Ranger, Grey’s Anatomy, CSI: Miami e Criminal Minds. E per questa volta è davvero tutto… ENJOY!

lunedì 10 settembre 2012

Get Babol! #34

Una bulaccata di uscite e consigli questa settimana! Ce n'è per tutti i gusti, dall'horror al cartone animato, dal thriller alla distopia cervellotica, fino ad arrivare alla spy story. Quindi, oggi più che mai, vi dico... ENJOY!!

Toys in the Attic 2012

Di Jirí Barta e Vivian Schilling
Con le voci di Forest Whitaker, Joan Cusack e Cary Elwes
Trama (da Imdb): Un orsacchiotto, un topolino meccanico e una marionetta uniscono le forze per salvare la bambola Buttercup, rapita dagli abitanti del Paese del Male.

Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti La città incantata, la trilogia di Toy Story e Cattivissimo me. Questo film è un'inquietantissima coproduzione tra Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Giappone, che priva Toy Story di qualsiasi patina di americanismo disneyano e mescola riprese dal vero ad una rozza ed affascinante stop motion. Sembra uno di quei corti pionieristici che passavano di tanto in tanto su Italia Uno, parecchi anni fa, e l'influenza provocata sulla trama dal retaggio dei regimi assolutisti si vede benissimo nel trailer. La pellicola è uscita nel 2009, quest'anno è stata doppiata per il mercato USA quindi dubito che la vedremo mai in Italia, ma credo proprio che proverò a cercarla perché mi incuriosisce tantissimo!


Branded - The Mad Cow

Di Jamie Bradshaw e Aleksandr Dulerayn
Con Ed Stoppard, Leelee Sobieski e Jeffrey Tambor
Trama (da Imdb): Ambientato in un futuro distopico dove le grandi multinazionali hanno creato una popolazione di disillusi, racconta di un uomo che, sforzandosi di scoprire la verità che si nasconde dietro questa cospirazione, porterà ad una battaglia epica contro le forze occulte che controllano il mondo.

Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Il quinto elemento, Dark City ed eXistenZ. Ecco, questo è un film che mi intriga davvero. Innanzitutto, sembrerebbe un vero delirio dal trailer (che mostra anche un pezzo da novanta come Max Von Sydow), poi l'idea che marchi famosi come Coca - Cola, McDonald etc. nascondano in realtà degli inquietanti mostri succhia anima che prendono le forme e i colori dei loro prodotti per venire incontro ai nostri desideri indotti mi fa semplicemente venire i brividi. Cercate il trailer su youtube e fatevene un'idea. Detto questo, il film è uscito contemporaneamente in America e Russia, pare non ci sia traccia di una distribuzione in altri paesi, inoltre sta venendo accolto in modo non troppo positivo. Chissenefrega, io un'occhiata ce la do di sicuro!


The Words

Di Brian Klugman, Lee Sternthal
Con Bradley Cooper, Dennis Quaid e Olivia Wilde
Trama (da Imdb): Uno scrittore all'apice del successo scopre il prezzo da pagare per aver rubato il lavoro di un altro uomo.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Limitless. Il consiglio immagino derivi dal fatto che, sia lì che in questo The Words, c'è il bonissimo Bradley Cooper a fingersi più intelligente di quello che in realtà non sia, ma le somiglianze finiscono lì. Per me è sempre un piacere vedere quest'uomo, ovviamente, tuttavia questo suo ultimo lavoro non mi ispira come dovrebbe, forse perché mi sa un po' di thriller già vecchio, ammorbato da mollissimi risvolti sentimentali. Non mi dispiacerebbe però rivedere Jeremy Irons (invecchiatissimo, l'amadonna!) sul grande schermo, quindi forse se non ci sarà null'altro al cinema potrei dare una chance a questo film. D'altronde, in Italia uscirà il 21 settembre, assieme a The Possession e The Tall Man, che sarebbero le mie prime due ovvie scelte... ma chissà perché, a naso, mi sa che dalle mie parti daranno la precedenza a The Words rispetto a questi due horror.


A Lonely Place for Dying

Di Justin Eugene Evans
Con Michael Scovotti, Ross Marquand e Michael Wincott
Trama (da Imdb): Nel 1972, la guerra del Vietnam è ancora in corso. L'insinuante minaccia del comunismo stringe l'America in una morsa di terrore. In una prigione abbandonata sul confine col Messico, la talpa del KGB Nikolai Dzerzhinsky aspetta il suo contatto del Washington Post. Possiede delle prove sul conto della CIA, informazioni che vuole scambiare per avere asilo negli USA. Gli ordini dell'agente speciale Robert Harper sono chiari: rubargli i documenti e ucciderlo. 

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Ronin. Dal trailer non sembrerebbe male, una classica storia di spie (non raffinata come La talpa, ci mancherebbe!) con un pizzico di tamarraggine action nobilitata da un grande attore come James Cromwell. Niente di nuovo sotto il sole, magari l'ideale per passare un'ora e mezza leggermente in tensione. Ma tanto, come sempre, non esiste traccia di una futura uscita italiana.


[REC]³ Génesis

Di Paco Plaza
Con Leticia Dolera, Diego Martín e Javier Botet
Trama (da Imdb): Un matrimonio si trasforma in un incubo quando alcuni degli ospiti cominciano a mostrare i segni di una strana malattia.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto The Orphanage, REC e REC2. Il film che tutti gli appassionati di horror hanno già visto "tranne me tranne me tranne me", il terzo capitolo di una delle più belle franchise degli ultimi tempi, sicuramente una delle più terrificanti. Mi si dice che la qualità, già calante nel secondo episodio, si sia ulteriormente abbassata (colpa della "fuga" di Balaguerò?), ma chi se ne importa. In Italia non uscirà mai ma, se e quando si decideranno a distribuirlo, sarò in prima fila a vedere l'ennesima macellata spagnola!





venerdì 7 settembre 2012

WE, Bolla! del 7/09/2012

Buon venerdì a tutti! Pronti a vedere cosa ci riserva la prima “vera” settimana del nuovo anno cinematografico? A fianco de Il cavaliere oscuro – Il ritorno e Madagascar 3: ricercati in Europa, le uscite del mio multisala sono ben tre, attenzione. ENJOY!


Ribelle – The Brave
Reazione a caldo: eccolo, il film che andrò a vedere questa settimana!
Bolla, rifletti!: la mia decisione era già stata presa alla vista del musetto meraviglioso e dei rossi capelli della protagonista, e si è rafforzata con la consapevolezza che questa volta la Pixar si è dedicata maggiormente ai bambini. Insomma, ho voglia di vedere, dopo tanto tempo, un cartone animato rivolto al giusto target, e il fatto che sia ambientato in una terra e in un’epoca che adoro non guasta. Presto arriverà la recensione, quindi stay tuned. P.S. Non vorrei essere pignola, ma lo Zanichelli per “Brave” mi da tutte le traduzioni possibili tranne “Ribelle”. ‘nuff said.


The Bourne Legacy
Reazione a caldo: aah, Jeremy Renner….!
Bolla, rifletti!: non avendo visto gli altri film dedicati a Bourne, quelli con un Matt Damon che, in quanto a chiappe, può solo che mettersi a lustrare le scarpe a Renner, non andrò a vedere neppure questo. Mi basta apprezzare il fascino di questo nuovo eroe action nei trailer, e sperare che esca presto il seguito di The Avengers o qualche altro film che me lo mostri nuovamente su schermo gigante.


Bella addormentata
Reazione a caldo: no, non me la sento.
Bolla, rifletti!: Direttamente dalla Mostra del Cinema di Venezia arriva questa riflessione su un tema delicato e controverso come l’eutanasia, strettamente legata alla storia vera di Eluana Englaro. La questione è sicuramente interessante, il fatto però è che non ho mai visto un film di Bellocchio, ma da quel che ho sempre letto parrebbe un autore non troppo in linea con i miei gusti, troppo peso, troppo pedante, troppo “autore italiano”, appunto. In questo periodo di essere troppo seria non me la sento davvero, quindi a costo di risultare ignorante confesso che eviterò questo Bella addormentata senza remore. Lascio ad altri blogger il compito di convincermi a recuperarlo o fiondarmi al cinema.

Al cinema d’élite continua la programmazione di Monsieur Lazhar, quindi per oggi concludo qui. Buona settimana a todos!

mercoledì 5 settembre 2012

Asylum (2008)

Il dono fattomi per il compleanno da una cara collega si sta rivelando una fucina di orrori cinematografici inenarrabili. L’ultimo mi(se)rabile esempio di questa raccolta è stato Asylum, diretto nel 2008 dal regista David R. Ellis.

Anche la locandina è inguardabile... -.-
Trama: al primo anno di college, un gruppo di studenti si ritrova a dover vivere in un dormitorio ricavato dalla struttura di un ex manicomio, dove un Dottore si divertiva a lobotomizzare i pazienti. Inutile dire che il suo fantasma è ancora lì che gira…


Asylum è davvero l’horror maffo per eccellenza. Privo di originalità, di attori anche solo lontanamente validi, di scene a effetto, di picchi trash, di qualcosa a cui appigliarsi per dire “beh, almeno ha questa particolare caratteristica che lo nobilita…”. Macché. Manco per l’anima. Anzi no, un pregio ce l’ha, è corto. Ma quanta fatica arrivare fino alla fine! Posso ancora accettare la banalità della storia, d’altronde il 70% di film horror si basa più o meno sugli stessi canovacci leggermente modificati (in questo caso la figura del mad doctor si mescola allo slasher e alla ghost story), ma la sceneggiatura che ne hanno ricavato è di una pochezza sconcertante, inficiata dalla presenza di personaggi per i quali è praticamente  impossibile provare anche solo lontanamente una sorta di empatia, da tanto sono monodimensionali: la protagonista “vede cose” che gli altri non vedono ma per il resto è una figamolla della peggior specie, gli amichetti sono rispettivamente il solito nerd verginello, la solita zoccolotta bionda che si farebbe anche un cane, il solito zoccoletto biondo E palestrato che si farebbe qualsiasi donna che respira, il solito ragazzetto rude ma dal cuore tenero che diventerà il fidanzato della protagonista, la solita rappresentante della minoranza ispanoamericana (manca la gente di colore in questo film) e per finire il solito inserviente minorato che mette in guardia inutilmente gli studentelli. In mezzo a questo bestiario, lo spauracchio del Dottore è uno dei più tristi villain mai apparsi in un film horror, perché gli sceneggiatori hanno cercato di renderlo logorroico e “simpatico” come il Freddy Krueger degli ultimi Nightmare e “stiloso” e punk come Pinhead ma, diciamocelo, siamo su tutto un altro livello.


Rimanendo sempre in tema Nightmare, le giovani vittime vengono uccise dal Dottore dopo che lui le ha trascinate nei loro incubi o comunque nei loro peggiori ricordi. Ognuno dei giovinetti, infatti, è stato vittima di un trauma psicologico mica da ridere, forse è per questo che nel giro di un’ora (giuro: UN’ora) sono già tutti amici, tutti felici, un gruppo coeso che nemmeno la morte e, soprattutto, l’odioso sorvegliante riescono a dividere. Gli incubi di cui sopra, comunque, vanno dal sovrannaturale allo slasher tout court, ricercando sempre e comunque la soluzione meno fantasiosa tra tutte quelle possibili e avviluppando lo spettatore in un bozzolo di noia tale che anche le palesi idiozie della trama rischierebbero di sfuggire a un occhio ormai obnubilato dalla camurrìa. Per fortuna, giungono in soccorso degli sfortunati spettatori perle di rara demenza come il metodo prescelto dal Dottore per lobotomizzare i suoi pazienti: due lunghi scalpelli attraverso gli occhi e via, camminare! La vittima di cotanta tortura, va detto, NON rimane cieca, solo lobotomizzata, al limite un po’ di mal di testa guaribile con la solita Aspirina. Ora, io non sono un medico ma… come DIAMINE è possibile??? Un’altra domanda che mi verrebbe in mente è perché mai il Dottore, che in quanto fantasma (ma, attenzione: ci viene detto che egli NON è fantasma, bensì qualcosa di più!!) riesce più volte ad entrare nelle stanze chiuse degli studenti, bloccare finestre, spegnere luci, comparire e scomparire dove gli pare, viene bloccato fuori da uno sgabuzzino con il solo ausilio di un pesante schedario messo contro la porta. Misteri della fede, così come sono un mistero soprattutto i motivi che hanno permesso a quest’obbrobrio di essere distribuito sul mercato italiano con un doppiaggio talmente pessimo da indurmi più volte ad abbassare il volume. Spero che non vi venga mai in mente di vedere questo Asylum ma, se vi succedesse, magari dopo una lobotomia, cercatelo almeno in lingua originale.

Nuoooo rivedere Asylum nuooooooooooooo!!!!
Del regista David R. Ellis ho già parlato qui. Jake Muxworthy, che interpreta Holt, lo trovate qui mentre Lin Shaye, che compare brevemente nei panni della madre di String, la trovate qua.

Sarah Roemer interpreta Madison. Americana, ha partecipato a film come The Grudge 2 e Hachiko – Il tuo migliore amico. Anche produttrice, ha 28 anni.


Mark Rolston interpreta il Dottore. Americano, ha partecipato a film come Aliens – Scontro finale, Arma letale 2, Robocop 2, Body of Evidence – Il corpo del reato, Le ali della libertà, Daylight – Trappola nel tunnel, Rush Hour – Due mine vaganti, Saw V e Saw VI – Credi in lui, oltre alle serie L’ispettore Tibbs, E.R. Medici in prima linea, La signora in giallo, Walker Texas Ranger, Nash Bridges, X – Files, Angel, Dark Angel, Alias, NYPD, La zona morta, 24, CSI: NY, Criminal Minds, Cold Case, CSI: Miami, CSI: Scena del crimine e Supernatural. Anche sceneggiatore, ha 56 anni e cinque film in uscita.


Travis Van Winkle interpreta Tommy. Americano, ha partecipato a film come Transformers, 3ciento – Chi l’ha duro… la vince!, Venerdì 13 e a serie come Raven, Malcom, The O.C., Veronica Mars, 90210, Two and a Half Men e CSI: Miami. Ha 30 anni.


Se vi chiedete, inoltre, dove avete già visto la faccetta sfigata dell’attore che interpreta String, ripensate a Desperate Housewives e all’inquietante Zach Young. ENJOY!!

Se vuoi condividere l'articolo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...